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burnout Archives - Claudio Belotti

Dalla soddisfazione al burnout: 6 domande per capire il tuo lavoro

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Qualche tempo fa ti ho parlato dei rischi di burnout che si hanno in molte realtà aziendali. Ho ricevuto molti feedback sull’importanza del parlare di questo argomento e ho deciso di proseguire, elaborando una guida all’individuazione dei principali meccanismi che portano allo stato di burnout.

Lo stadio di sviluppo dell’azienda certamente è importante per determinare questo rischio: una azienda nel “Prime” è molto meno a rischio di avere collaboratori in burnout di quanto non lo sia una azienda in uno stadio più avanzato. Per questo puoi leggere il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni per comprendere meglio la situazione complessiva della tua azienda.

E per analizzare la tua situazione specifica puoi iniziare da qui:

La sicurezza del lavoro. Partiamo dal fatto che nessun lavoro è sicuro al 100%, la domanda che ti puoi porre è: sono consapevole del livello di sicurezza che del mio lavoro e sono in grado di gestirlo? Ogni lavoro ha dei rischi che possono essere fisici, economici o sociali. Lavorare in una acciaieria è certamente diverso che lavorare in un ufficio. Allo stesso tempo, lavorare in una settore in crisi è più rischioso che lavorare in un settore in pieno sviluppo. Infine, lavorare dalle 9 alle 17 dal lunedì al venerdì offre possibilità sociali diverse da lavorare con i turni o a partita iva.

Il carico di lavoro. Per mantenere il carico di lavoro in un range salutare tieni d’occhio la quantità, la difficoltà e il fattore emotivo del tuo lavoro. La domanda che ti puoi porre è: qual è il carico di lavoro che posso efficacemente gestire? Concentrati sulla quantità di lavoro che hai in gestione, sulla difficoltà (hai gli strumenti per farlo?) e sulla qualità delle tue emozioni (come ti fa sentire ciò che fai e le persone con le quali collabori). Infine: il lavoro che svolgi è ripetitivo o è vario? Di cosa hai bisogno, tu?

Il valore del tuo lavoro. Prima di concentrarci sul gruppo di lavoro, partiamo da te. La domanda qui è: ciò che faccio è apprezzato e valorizzato? La strada del burnout è lastricata di frustrazione. Quando il datore di lavoro comunica quanto ti apprezza attraverso lo fa principalmente attraverso la valorizzazione del tuo lavoro. Ci sono aziende e capi che non sono bravi comunicatori ma nelle quali è evidente l’apprezzamento per il lavoro dei dipendenti. Quando in azienda sono diffusi esempi di disuguaglianza nel carico di lavoro o nella retribuzione, nelle valutazioni o in avanzamenti di carriera poco trasparenti la strada del burnout è aperta.

Senso del gruppo. In Extraordinary la specialista della gestione dei gruppi è Laura Salimbeni, coordinatrice anche della Extraordinary Coaching School, ha dedicato a questo tema numerosi articoli, post, ebook e seminari online. La domanda da porsi in questo ambito è: mi sento parte del gruppo? Si lavora sempre meglio quando si ha la consapevolezza di essere parte di qualcosa di più grande. Far parte o meglio sentirsi parte del team significa sentire che puoi parlare con qualcuno se incontri difficoltà nel lavoro o nella vita e che sei pronto a fare lo stesso per gli altri.

Possibilità di avanzamento e crescita. Una vita lavorativa piatta e monotona è molto spesso una ragione per cambiare lavoro o per una perdita di interesse per il lavoro che si svolge. Qui la domanda da porsi è: cosa posso fare per sentire che sto crescendo? In molti casi, soprattutto quando le aziende sono poco strutturate, è facile che ci si debba organizzare per conto proprio per organizzare la propria crescita. Per evitare il burnout è importante dedicare tempo e risorse a questa attività.

Sintonia con l’azienda. Quando i tuoi valori, i tuoi obiettivi e il tuo scopo sono allineati con quelli dell’azienda vivi una esperienza lavorativa straordinaria. La domanda da porsi qui è: sono orgoglioso dell’azienda per la quale lavoro? Stabilire se si è a rischio di burnout richiede anche questo tipo di valutazione. I valori della tua azienda sono in linea con i tuoi? Sentirsi in sintonia o in contrasto con ciò che l’azienda rappresenta cambia radicalmente il modo in cui si vive il lavoro.

Cos’è il burnout e cosa possono fare i manager per evitarlo?

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In azienda capita spesso di sentire parlare di burnout. Il burnout è una condizione di esaurimento emotivo quando una somma di fattori rende difficile recuperare le risorse emotive necessarie per poter risolvere i problemi – lavorativi o personali – anche più semplici.

In molte culture aziendali questa condizione si imputa al singolo, alla singola persona cioè che non riesce a far fronte allo stress lavorativo in maniera corretta. Questo non è del tutto vero. Sebbene ogni persona possa fare molto per gestire lo stress e le emozioni, molto lo fa anche l’ambiente di lavoro.

Una recente ricerca Gallup mostra infatti quali sono le cinque principali cause di burnout in azienda. E si capisce facilmente che le cause profonde del burnout non nascono nell’individuo e possono essere evitate con una leadership adeguata:

  1. Trattamento ingiusto al lavoro 
  2. Carico di lavoro ingestibile 
  3. Mancanza di chiarezza dei ruoli
  4. Mancanza di comunicazione e supporto da parte dei manager 
  5. Irragionevole pressione nelle tempistiche

Ognuna di queste ragioni infatti pone a monte del singolo, nei leader che gestiscono il suo lavoro, le cause più evidenti. Ogni metodo utilizzato dalla persona per far fronte a questo stress non sarà mai sufficiente per risolvere definitivamente il problema. E l’interesse nella risoluzione è tanto nella persona che lavora quando nel manager o nell’imprenditore che lo gestisce. Infatti, il burnout ha un costo, umano ed economico.

La ricerca Gallup infatti mostra chiaramente gli effetti del burnout. I dipendenti che dichiarano di avere molto spesso o sempre il burnout sul lavoro hanno il 63% in più di probabilità di prendersi una giornata di malattia. Metà di probabilità di mettere in discussione gli obiettivi di performance con il proprio manager. Il 23% di probabilità in più di sviluppare patologie acute. 2,6 volte più probabilità di lasciare il proprio lavoro e il 13% meno fiducia nelle loro prestazioni.

Insomma, premere sul pedale dell’acceleratore per ottenere più risultati a lungo andare distrugge la possibilità di ottenerli davvero questi risultati. Pensa a quello che il burnout è in ambito motoristico: quando a una moto o a una macchina il pilota fa girare le ruote talmente forte da farle bruciare sul posto, senza spostarsi. Si alza una grande nuvola di fumo, le gomme si consumano girando a vuoto e poi si consumano. L’auto o la moto resta ferma a girare sul cerchione e non va più da nessuna parte. 

Evitare questo è fondamentale per il benessere dalla persona e per le prestazioni dell’azienda. Proviamo a partire dall’esempio della macchina e pensare all’opposto: se vuoi avere una guida affidabile e andare lontano cosa devi fare? Curare le tue gomme, adottare la giusta pressione, curarle, utilizzare le gomme giuste per le giuste condizioni di guida.

Gli esseri umani non sono gomme, non si cambiano e non si consumano. L’esempio serve solo per aiutarti a comprendere meglio che nessuno che voglia vincere farebbe bruciare ciò che può portarlo alla vittoria. Valentino Rossi, grande campione di Moto GP, parla con la sua moto prima delle gare. Se lui che è un campione lo fa con una moto, tu certamente puoi farlo con le persone che lavorano con te, al tuo fianco, per raggiungere gli obiettivi dell’azienda, ogni giorno.

Ora che hai la consapevolezza di quali sono i cinque principali problemi che le persone vivono in azienda e che le conducono al burnout puoi iniziare a domandarti su quanti di questi problemi puoi intervenire direttamente. Su quali hai un’influenza e quali sono fuori dalla tua portata. Come manager infatti devi essere in grado di gestire anche le cose che concretamente puoi fare in modo da evitare anche per te il burnout. 

Inizia facendo emergere i problemi più sentiti, anche in forma personale e anonima. Poi condividi i dati raccolti con tutte le persone. Affronta insieme a loro ciò che puoi fare materialmente per risolvere i problemi che vivono quotidianamente. Spesso si tratterà di problemi molto semplici e il fatto stesso di averli fatti emergere aiuterà le persone a trovare delle soluzioni utili per loro stesse e per gli altri che vivono lo stesso problema.

Situazioni come queste si presentano ogni giorno in migliaia di aziende e molti manager prima di te hanno fatto del loro meglio per trovare soluzioni innovative per creare benessere sul lavoro e generare una maggiore produttività in condizioni di lavoro migliori. Questa esperienza nel business può essere la chiave per la soluzione dei problemi che vivi oggi: per questa ragione ho creato l’Extraordinary Talk. Due giornate nel corso delle quali potrai vivere conversazioni uniche con persone straordinarie. Informati e scopri come portare ad un nuovo livello la tua leadership grazie al confronto con un gruppo di grandi personalità!