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abitudini Archives - Pagina 2 di 5 - Claudio Belotti

7 consigli per sviluppare abitudini di successo

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Per migliorare in ciò che sei e che fai ci vuole una certa dose di disciplina. Non è un termine molto in voga fra noi italiani che spesso siamo visti come tutto estro, fantasia e poco metodo o organizzazione. Ma se ci sforziamo di andare oltre gli stereotipi più banali possiamo trovare in tante grandi imprese italiane quel nocciolo di disciplina, di metodo, costanza e organizzazione che le hanno rese tali.

Lo sa bene chi fonda una azienda che quella disciplina è più semplice quando il lavoro è una passione forte, uno scopo da soddisfare, un bisogno interiore enorme. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni infatti utilizzo proprio la metafora della relazione che parte dal corteggiamento e l’azienda ne diventa il frutto più bello. E proprio come un bambino l’azienda nasce, cresce e matura.

Se una azienda impara a tenersi in forma con migliori pratiche quotidiane, al contrario dell’essere umano, può vincere l’invecchiamento e non far contare gli anni che passano se non come testimonianza della grande passione che anima il lavoro di tutti, dal fondatore all’ultimo apprendista che ha appena fatto il suo ingresso in azienda.

Quando trovi il tuo scopo diventa più semplice mettere in testa a tutto la passione e la sua realizzazione. Per questo, prima di iniziare a scoprire quali sono i 7 consigli per sviluppare abitudini di successo ti invito a riflettere bene: dove stai andando? Qual è la direzione della tua vita? È quella che vuoi? Se hai le risposte utili per te a queste domande ora puoi iniziare a costruire le tue abitudini:

  1. Medita. Ne abbiamo parlato tante volte ed è un bene che ne parliamo ancora. La meditazione ti cambia la mente, la migliora e la rende più calma e focalizzata. Dedica alla meditazione qualche minuto al tuo risveglio e otterrai risultati migliori nel corso dell’intera giornata.
  2. Mettiti nei panni degli altri. Fallo con una certa costanza e inizierai a vedere un mondo più vasto. Scoprirai che ci sono punti di vista radicalmente differenti dal tuo, situazioni inedite, valori da rispettare. E questo arricchirà il tuo modo di pensare come nient’altro.
  3. Leggi. Ecco, forse qualcosa che può arricchirti come il metterti nei panni degli altri è proprio la lettura. I mondi che si creano nella mente di chi legge sono i mondi che è importante conoscere per sentirsi più liberi, più sensibili, più vicini alle altre persone.
  4. Disconnettiti. Lascia lo smartphone sul comodino e il computer nella sua borsa. Per farlo trova una attività che ti aiuti. Cucina. Non lo sai fare? Impara, senza usare i tutorial su internet. Vai a trovare una persona che sa cucinare un piatto che ami e fatti spiegare come si fa quella ricetta che ti piace tanto. Poi agisci.
  5. Prova gratitudine. La gratitudine è la cosa più bella che puoi fare prima di chiudere gli occhi quando vai a dormire e la migliore appena sveglio, prima di meditare. Elenca le cose per le quali provi gratitudine. Possono essere anche sempre le stesse, se vuoi e se ne trovi di nuove tanto meglio: più indaghi più scoprirai quanto la tua vita è piena di gioie.
  6. Immagina. Mia figlia da piccola spesso mi sorprendeva dandomi risposte meravigliose. Quando le chiedevo cosa le avesse suggerito quella risposta lei rispondeva “l’immaginazione”. Sorprenditi anche tu, datti risposte inaspettate. Scopri quanto può esserci nella vita oltre ciò che conosci già.
  7. Divertiti. Ridi, scherza, trova persone con le quali puoi e vuoi essere te e condividi con loro gioie semplici come una risata. Trova il tempo per giocare per gioco, per puro divertimento, per il solo gusto di divertirti come quando tiravi calci a un pallone con gli amici al parco – senza divise, porte, regole o fuorigioco. Divertiti.

L’esperienza di vita

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“Se potessi tornare indietro con la mentalità e le informazioni che ho oggi…” Capita spesso sentire qualcuno esprimere questo desiderio. O magari anche tu sarai andato indietro con la fantasia a rivivere momenti chiave della tua vita nei quali oggi ti saresti comportato diversamente.

Questo gioco non è molto utile perché non aiuta a far pace né a rendere grazie a quel passato, a quegli eventi che sono stati formativi, che ti hanno portato dove sei oggi e ad essere la persona che sei, con quella saggezza, quelle informazioni, quella mentalità che ti sembra tanto utile.

Tra dieci anni o forse tra venti penserai la stessa cosa. Tanto vale cambiare gioco. Ringraziare il passato per ciò che ci ha portato e fare il punto della situazione: chi sei oggi? Cosa fai? Perché lo fai? Queste risposte ti aiutano a partire verso un nuovo futuro.

Allo stesso tempo, questa esperienza accumulata, può essere utile per qualcun altro. L’essere umano infatti ha il grande potere di imparare anche per esperienza indiretta, dagli errori o dai successi degli altri. Su questo bilancio nasce “Il Coaching secondo Claudio Belotti”: la somma cioè di tutto ciò che di buono ho fatto in vita mia come Coach e di tutti gli errori, le esperienze formative che mi hanno dato tutte le informazioni che ho oggi.

Grazie all’esperienza che ho fatto ho 3 consigli che possono tornare utili:

Prenditi cura del tuo corpo: è il posto in cui trascorrerai il resto della tua vita. È importante starci bene dentro. Trattalo bene, mantienilo in forma: le cose di cui ci prendiamo cura, durano. Mio padre mi ha insegnato che si può vivere felici anche convivendo con malattie complesse. Allo stesso tempo se si può evitare con la giusta prevenzione, perché non farlo?

Scopri il tuo scopo (e perseguilo). Io l’ho fatto e ne sono felice. Perseguire il proprio scopo è il massimo successo che si può ottenere in vita perché consente di raggiungere la propria felicità. Non quella di un altro, non quella del tuo datore di lavoro e nemmeno quella della pubblicità. Proprio la TUA felicità.

Fidati del tuo istinto. Lascia il giusto spazio alla logica e alla razionalizzazione e quando si tratta di decidere, fallo con il cuore (o dove ritieni abbiano luogo le emozioni). Le emozioni infatti sono uno specchio nel quale vedere la verità di ciò che vuoi veramente, ti permettono di vivere la vita pienamente e con una ricchezza che nessuna quantità di denaro potrà mai comprare.

E tu quale consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere la tua strada?

Dormici su

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Dormi che ti passa: e se lo dice l’Università di Berkeley ci si può fidare. Può sembrare banale ma la stanchezza è strettamente correlata all’aumento di stati d’ansia e la mancanza di sonno ne è un potente catalizzatore. E non è una questione di ore dormite ma di qualità del sonno. Ad una migliore qualità del sonno corrisponde un umore migliore e una vita più felice.

Arrivare a sera e giungere al meritato riposo è più semplice quando si trascorre bene anche il resto della giornata. Io credo che tutto inizi dal perché, da uno scopo ben definito che accende una passione. Quando alla mattina ci si sveglia con il desiderio di fare il proprio lavoro, di realizzare il proprio scopo, tutto è più semplice. Parti dallo scopo per individuare gli obiettivi che ti portano vera soddisfazione.

Nello studio realizzato a Berkeley si legge che “i ricercatori hanno scoperto che il tipo di sonno più adatto a calmare e reimpostare il cervello in ansia è il sonno profondo, noto anche come sonno a onde lente con movimento non rapido degli occhi (NREM), uno stato in cui le oscillazioni neurali diventano altamente sincronizzate e diminuiscono sia la frequenza cardiaca e che la pressione sanguigna.”

Per ottenere più facilmente questo stato, i ricercatori offrono 5 consigli utili per una notte di sonno ristoratore:

  • Vai a letto e svegliati alla stessa ora ogni giorno, anche dopo una brutta notte di sonno o nel fine settimana.
  • Mantieni fresca la temperatura della tua camera da letto; circa 18 gradi centigradi sono ottimali per raffreddare il corpo verso il sonno. Indossa dei calzini se hai i piedi freddi.
  • Un’ora prima di andare a dormire, abbassa le luci e spegni tutti gli schermi ei dispositivi elettronici. Le tende oscuranti sono utili.
  • Se non riesci a dormire, alzati dal letto e fai qualcosa di tranquillo e rilassante finché non torna la voglia di dormire. Quindi torna a letto.
  • Evita la caffeina dopo le 13:00 e non andare mai a letto brillo. L’alcol è un sedativo e la sedazione non è il sonno. Blocca anche i sogni del sonno REM, una parte importante del ciclo del sonno.

Infine, il mio consiglio personale: per vivere una vita piena lavora ogni giorno per vivere in funzione della persona che sei, dei tuoi valori e soprattutto del tuo scopo. Tieni un diario della gratitudine da compilare ogni sera e se proprio non ce la fai a tenere un diario scritto sforzati prima di addormentarti di elencare almeno 5 cose (eventi, persone, situazioni) per le quali sei grato nella tua vita.

Qual è il vantaggio principale dell’avere obiettivi chiari?

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Stabilire degli obiettivi chiari non significa solo stabilire la meta. Quando facciamo insieme la definizione degli obiettivi individuiamo anche le risorse necessarie per raggiungerli, la motivazione che ti porterà lì e visualizziamo la persona che sarai una volta raggiunti. Oggi come oggi esistono molti metodi semplici per stabilire degli obiettivi. Il metodo più semplice? L’ho raccolto in questo ebook che puoi scaricare gratuitamente e con il quale puoi lavorare da solo sulla costruzione efficace di un obiettivo.

Ma si può fare di più. Tu puoi fare e avere di più. La grande differenza che ottieni quando partecipi al webinar “Obiettivi! Special Online Edition” è la stessa che passa fra entrare in macchina di corsa e in ritardo,  impostare la destinazione sul navigatore e partire (con tutte le difficoltà del caso, le indicazioni non chiare, le uscite che salti, gli autovelox nascosti, i pedaggi, i rallentamenti imprevisti); e stabilire il giorno prima del viaggio la strada, verificare quali strade ti consiglia il navigatore e quali invece vorresti percorrere tu, sapere quanto ti costerà, fare il pieno e prepararsi una scorta di acqua e cibo se il tempo in coda dovesse prolungarsi.

Un viaggio, anche un’avventura, necessita di preparazione perché se conosci bene la meta da raggiungere e hai un’idea – anche vaga – della strada puoi goderti la trasformazione e concentrarti su ciò che conta di più per te. Per fare questo è utile sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità. In attesa di vederti online a “Obiettivi! Special Online Edition” (clicca sul link per riservare il tuo accesso) ti offro 3 consigli utili per sviluppare le caratteristiche necessarie:

Prenditi cura di te: se vuoi sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità hai bisogno di stare bene. È un benessere complessivo che riguarda corpo e mente. Quando programmi il tuo viaggio puoi pianificare le risorse che ti serviranno per affrontarlo. Assicurati di mettere insieme tutte le risorse necessarie (e di lasciare quelle che non servono).

Scegli i tuoi compagni di viaggio: da solo puoi andare veloce, insieme potete andare lontani. Dipende cosa stai cercando in questa fase della tua vita. In ogni caso se hai con te delle persone speciali, molto probabilmente desideri portarle con te. L’ecologia di un obiettivo si misura nella sostenibilità del risultato. Quando programmi un obiettivo puoi vedere prima cosa otterrai e sapere se è proprio ciò che vuoi.

Nutri la tua forza di volontà: ogni obiettivo prima di essere raggiunto nella realtà è raggiunto nella mente. Lavorare sugli obiettivi ti aiuta a trovare la motivazione necessaria per andare dove desideri. Nutri questa forza di volontà quando non hai voglia di alzarti, di lavorare o di allenarti prendi quel desiderio e utilizzalo per sfidarti. Fai ciò che devi e otterrai ciò che vuoi.

Un piccolo impegno (per il rientro in ufficio)

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Even a bad run is better than no run at all

(Anche una brutta corsa è meglio di nessuna corsa)

Nel corso dell’anno può capitare di avere dei periodi nei quali il lavoro è talmente tanto che non ti resti il tempo per poter fare esercizio fisico. Soprattutto se come me ami il tuo lavoro, ami ciò che fai, potrebbe capitarti persino di non provare alcun fastidio per questo e ritrovarti a lavorare ore e ore senza fare mai pause. Giornate intere alla fine delle quali provi stanchezza e soddisfazione.

Altre volte invece capita che il periodo sia proprio full e anche se ami ciò che fai non hai la possibilità di fare pause o di ricaricare le batterie. Questo non è solo necessario ma anche molto utile per mantenere alto il livello di prestazione e la produttività. E fa bene anche alla salute. Abbiamo tutti un bisogno di varietà innato che dobbiamo soddisfare e più lo lasciamo da parte per dedicarci a una sola attività, più esso cresce.

L’imprenditrice Randi Zuckerberg nell’ormai lontano 2011 scrisse il dilemma dell’imprenditore in un tweet: “mantenere le amicizie, costruire una grande compagnia, trascorrere del tempo con la famiglia, rimanere in forma, dormire. Scegline 3.” Ciascuno, in base alle proprie priorità, può decidere a cosa dedicare tempo nella vita.

Per superare questo dilemma è necessario sviluppare una nuova flessibilità. Ci sono infatti attività che richiedono una maggiore costanza – se hai letto “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni sai quali sono i fattori cruciali nelle differenti fasi di crescita e sviluppo dell’azienda – e altre che non richiedono una attività assidua. Per mantenere le amicizie, soprattutto quelle più vere e profonde, non serve un rapporto costante, quotidiano.

L’attività sportiva – soprattutto in assenza di patologie che richiedano necessariamente allenamento quotidiano – invece può essere relegata a porzioni più ristrette della settimana: dedicare anche solo un’ora a settimana all’allenamento fisico è meglio che niente. Questo non vuole suonare consolatorio: se ne hai la possibilità dedica più tempo e attenzione al tuo corpo e a tenerti in forma. Allo stesso modo se in certi periodi non ne hai, fai semplicemente ciò che puoi.

Un piccolo impegno è meglio di nessun impegno. In cosa ti impegnerai nei prossimi mesi? Hai già pianificato il tuo prossimo anno? E i prossimi cinque anni? “Obiettivi! Special Online Edition” è il posto giusto in cui farlo: Obiettivi! Special Online Edition.

3 domande per migliorare subito la TUA giornata

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Quasi ogni giorno la vita ci offre mille motivi per essere tristi, incazzati, di cattivo umore. Allo stesso tempo ce ne sono almeno altri mille per sorridere, per essere felice, per amare. Ciascuno di questi motivi ha qualcosa in comune con tutti gli altri: sei tu che lo scegli, sei tu che decidi come sentirti.

Tu sei responsabile per la tua mente, per ciò che pensi e per come ti senti. Pensa bene, agisci di conseguenza. Scegli di dare spazio alle sensazioni positive e se non le senti, cercale, trovale o creale.

La felicità è sempre soggettiva: si può essere poveri e felici o ricchi e tristi (e naturalmente viceversa). Pensaci un attimo: quanto sarebbe bello avere un quantitativo di denaro sufficiente a vivere una vita dignitosa, potersi togliere anche qualche sfizio, avere un tetto sulla testa, una casa dove tornare, del cibo da mangiare…

Molto bello, vero? Se ci pensi, potresti persino essere più ricco di quel che ritieni. E non parlo di soldi. Le tue condizioni di vita sono un sogno per larga parte della popolazione mondiale, le tue aspettative di vita, persino il lavoro che di tanto in tanto ti trovi a mal sopportare. Come dice il grande Richard Bandler “le delusioni richiedono una grande pianificazione”.

Una giornata storta può succedere ma raddrizzarla è più semplice di quel che pensi. Per renderla migliore fin da subito infatti puoi porti 3 domande ogni mattina quando ti svegli:

  1. Per cosa provo gratitudine oggi? Esserti svegliato in un letto, in una casa, magari vicino alle persone che ami, nel modo in cui hai scelto di vivere la tua vita. Avere il tempo e una mente che ragiona per costruire la vita che desideri. Non è importante che tu sappia già per cosa essere grato: inizia a cercare e vedrai che qualcosa ti verrà in mente.
  2. Chi posso ringraziare? Sii gentile con il prossimo e soprattutto con le persone che hai più vicino. Ringrazia le persone con cui lavori, i tuoi collaboratori. Questo è il segreto. Il modo migliore per farlo è non lasciare tempo alla persona per replicare. Ringrazia la persona che hai in mente mentre attraversi l’ufficio, quando esci dall’ascensore o mentre esci dal bar.
  3. A chi posso dedicare attenzione? A volte è sufficiente scambiare quattro chiacchiere con una persona per cambiare completamente la giornata. La tua e la sua. Ricorda: la persona alla quale dedicare attenzione potresti essere anche tu. Impara a riconoscere i tuoi bisogni e a soddisfarli.

7 abitudini per essere produttivo come desideri

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Il successo è questione di abitudine. O meglio di abitudini. Se mi conosci e mi segui sai che per me successo è il participio passato del verbo succedere. Una persona di successo è una persona in grado di far succedere ciò che definisce, progetta e mette in azione.

Questa è una delle qualità fondamentali del leader. Per acquisirla è necessario sviluppare abitudini – alcune sono molto semplici – per fare di più e meglio e soprattutto trasformare in realtà i sogni, i desideri, i pensieri.

Per farlo è necessario tenere la mente libera e focalizzata, prendere decisioni in modo rapido e divertirsi. Scopriamo insieme allora quali sono 7 abitudini per essere produttivo come desideri:

  1. Se puoi farlo subito, fallo. Come ho scritto poche righe più su, una mente produttiva è una mente focalizzata, cioè libera da task che rubano energia e memoria. Come quando lavori al computer e hai tante schede aperte, tanti programmi che girano contemporaneamente. Se sai che devi fare qualcosa ma non individui un momento per farlo, quel pensiero continua a girare nella mente. Se è un compito breve o brevissimo evadilo subito. Se richiede più tempo programmalo.
  2. Programma la routine. Se hai dei programmi di lavoro fissi stabilisci come e quando svolgerli. Riserva del tempo ogni giorno per leggere riviste specializzate del tuo settore, rispondere alle e-mail e lavorare su progetti. Avere una routine di lavoro e renderla efficiente sono due cose diverse. Più organizzi ciò che è prevedibile e ripetitivo più sarai in grado di gestire gli imprevisti.
  3. Salva in bozza. Ho dedicato a questo argomento un intero post pochi mesi fa. Questo è uno di quei consigli che possono cambiarti la vita: prima di mandare una mail, salvala nelle bozze. Meglio ancora: quando scrivi una mail non mettere mai gli indirizzi del destinatario o dei destinatati mentre stai scrivendo. Se dovesse partire per sbaglio incompleta faresti una pessima figura. E se il tono della mail fosse influenzato dal tuo stato in quel momento? Meglio pensarci su. Salva in bozza.
  4. Quando sei in stallo, cerca ispirazione. Può essere il passo di un libro, una canzone, una pagina Facebook o Instagram nella quali cercare ispirazione. Quando perdi la concentrazione non perdere l’occasione per capire che la tua mente è satura. Fermati 5 minuti, ritrova il focus, l’ispirazione, la concentrazione, facendo ciò che ti fa stare bene. Alzati a fare quattro passi, meglio ancora all’aria aperta.
  5. Ascolta nuova musica. La vecchia musica sai già che effetto ti fa e la puoi scegliere per darti la carica, per ritrovare il mood giusto, come ancora per tornare allo stato desiderato. Quando ascolti nuova musica scopri invece nuovi mondi, nuove idee, nuove parole (se le ha). Esplorare nuova musica è anche occasione per nuove conoscenze o nuove conversazioni con persone che già conosci. Ascolta musica, buona.
  6. Fai esercizio. O meglio: muoviti. Non devi diventare uno sportivo ma ogni tanto è meglio se metti in circolo un po’ di endorfine. Una bella corsa a inizio o a fine giornata. Una nuotata se ne hai la possibilità. Ossigena il cervello, brucia le calorie che hai accumulato stando fermo al tuo desk, alla scrivania o più in generale in ufficio.
  7. Fai l’elenco di ciò che è andato bene. A fine giornata in particolare lascia andare ciò che è successo. Libera in particolare le cose belle. Lascia che prendano spazio nella mente: fai in modo di ricordare a te stesso tutte le cose buone che sono successe durante il giorno.

3 abitudini (più una) per ottenere il massimo dal weekend

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Prepararsi è meglio che preoccuparsi e per farlo è necessario realizzare una adeguata (e spesso molto semplice) programmazione. Durante la settimana lavorativa infatti molte volte capita che si accumulino attività che non si è riusciti a svolgere.

Giunti al venerdì questi pensieri restano nella mente a creare confusione e disordine, andando a diminuire l’effetto benefico dei giorni di riposo. Riposare e ricaricare le energie è fondamentale per le prestazioni, l’impegno e la motivazione nel tuo lavoro.

Quindi meglio prepararsi e farsi trovare pronti dalla nuova settimana lavorativa. Se lo fai settimana dopo settimana si moltiplicherà l’effetto nel tempo. Il segreto è iniziare, così:

  1. Fai pulizia: prima di terminare la tua giornata lavorativa del venerdì fai pulizia. Per svuotare la testa fai pulizia delle mail rimaste indietro, del lavoro non evaso, dei fogli sulla scrivania o nei cassetti. Butta ciò che non serve, riprogramma ciò che è saltato, elimina le attività inutili.
  2. Stacca tutto: prenditi delle ore per mettere a frutto la tua mente su altro. Dedica del tempo a qualche hobby, a una passione, a uno sport. Disattiva le notifiche sul cellulare. Utilizza il sabato per pensare ad altro. Resta reperibile solo per le reali urgenze.
  3. Pianifica: hai mai conosciuto quella sensazione della domenica sera quando è ormai chiaro che sta proprio arrivando il lunedì? Ecco non è normale. Molte delle persone che vivono questa sensazione lo fanno perché sanno che avranno delle attività da fare ma non sanno quali o quando farle. Forse nemmeno come. Analizza l’agenda settimanale. Se ti prendessi il tempo necessario a svolgere ogni azione potresti persino scoprire che hai più tempo o meno attività di quel che pensi.

Infine, ricorda che il lunedì è il giorno più bello se sai perché stai facendo ciò che fai. Dedica il tempo della meditazione del lunedì mattina – perché tu mediti, vero? – per rinnovare la tua passione per il lavoro che stai facendo o per trovarla o per definirla meglio. La qualità della tua vita è nella qualità dei tuoi pensieri.

Come migliorare, sostituire o sviluppare una nuova abitudine in modo semplice

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Uno dei miei maestri più grandi, Robert Dilts, dice sempre che non c’è niente di più difficile del cambiare una abitudine, soprattutto se funziona. Ma per quale ragione uno dovrebbe voler cambiare una abitudine che funziona? Per diverse ragioni. Sicuramente una ragione può essere quella che una abitudine può funzionare in sé ma essere disfunzionale nel complesso della propria vita.

Mi spiego meglio con un esempio: se una persona nei momenti di nervosismo si mangia le unghie o si tortura le pellicine delle dita è possibile che abbia un sollievo da questa attività. Quale sia l’immagine che trasmette una persona con questa abitudine e i problemi estetici e pratici ai quali va incontro sono noti. Proprio per queste ragioni è fondamentale ragionare sul modo in cui si sviluppa una abitudine e sul modo in cui modificarla.

Le regole di base per modificare, sostituire o sviluppare una nuova abitudine sono semplici: individuare l’abitudine sulla quale vuoi intervenire, scrivere (sì, scrivere) come vuoi che diventi (in molti casi è meglio sostituirla con una migliore), stabilire le risorse che ti servono per farlo. In PNL diciamo che non esiste il fallimento ma solo il risultato, che può essere o meno quello desiderato. L’unico modo per fallire veramente è rinunciare: proprio per questa ragione è fondamentale, una volta realizzato questo piano, passare all’azione:

Una abitudine alla volta: il cambiamento si sa è emozionante e può diventare travolgente. Quando decidi che sai cosa vuoi, potresti avere la tentazione di ottenerlo tutto insieme. Questo è il modo migliore per far fallire anche il migliore dei piani. Concentrati su di una abitudine alla volta: come dice il nostro Senior Trainer, Coach e Ultrarunner Max Spini  “un passo alla volta, un metro alla volta, un chilometro alla volta”, le sfide si affrontano così.

Identifica gli ostacoli: gli ostacoli (al pari delle risorse) vanno identificati fin dall’inizio. O almeno immaginare quelle che potrebbero essere le difficoltà, le resistenze, i problemi che incontrerai. Questo ti aiuterà a essere preparato e visualizzare con maggior facilità il traguardo che vuoi raggiungere.

Datti tempo: una abitudine non si cambia dall’oggi al domani. Stabilisci un tempo nel quale verificherai quotidianamente i progressi: a seconda di quanto è radicata l’abitudine o di quanto è semplice il cambiamento puoi scegliere di fissare un tempo più o meno lungo. Considera almeno tre settimane per sicurezza e se interrompi la serie positiva riparti da capo.

Come gestire i periodi di stress sul lavoro

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Ci sono dei periodi nei quali è inevitabile affrontare lo stress sul lavoro. Può capitare quando si avvia un nuovo progetto o si riduce l’organico o ancora quando intervengono dei fattori esterni che cambiano le carte in tavola. Più in generale lo stress emerge quando emerge un cambiamento che non riusciamo a integrare nella precedente routine.

Per questa ragione oggi si parla tanto di resilienza, perché la resilienza si riferisce proprio a questa flessibilità rispetto al cambiamento: il cambiamento infatti non si può evitare, esiste e va gestito. Per questa ragione è importante costruire tutte le risorse necessarie nel tempo per avere la giusta flessibilità per rispondere al cambiamento.

Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni sai che questa condizione si può costruire in azienda. Anzi esistono delle caratteristiche proprie delle aziende, delle organizzazioni che rendono questo stadio di sviluppo dell’azienda il modo migliore con il quale affrontare il lavoro. Basta prepararsi!

E quando si presenta il cambiamento e non ci si è preparati, cosa si può fare? Vediamolo insieme:

Non lasciarti prendere dallo stress. Puoi iniziare a gestire lo stress innanzitutto a livello personale. Per farlo puoi agire in modo tale da ridurne gli effetti, soprattutto quelli che emergono a sera dopo una giornata tesa o nervosa. L’importante è evitare di portare a notte il peso della giornata lavorativa. I modi migliori – sono anche quelli che preferisco – per scaricare a terra tutta la tensione sono: l’esercizio fisico, il diario e la meditazione.

Con l’esercizio fisico, soprattutto la corsa, vai a resettare sia le tensioni fisiche che quelle psicologiche che hai provato nella giornata: fai un bel carico di endorfine. Nel diario invece puoi riportare tutte le attività che non hai completato e che ti ronzano in tesa anche dopo il lavoro. Mettere la penna sulla carta può aiutarti a elaborare le emozioni e ridurre l’ansia. Infine, la meditazione. Ci sono molte app, guide, seminari: la cosa più semplice è concentrati sul respiro – e solo su quello – per dieci minuti. Puoi farlo anche prima del lavoro.