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abitudini Archives - Claudio Belotti

Come si stimola la creatività?

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Di recente mi è capitato di vedere una intervista che David Bowie rilasciò alla BBC nel 1997 in occasione dell’uscita di Earthling, suo ventesimo album in studio. Se mi conosci e mi segui sai bene qual è la mia devozione nei confronti del grande artista inglese. Da lui ho imparato tanto e molto di ciò che ho imparato l’ho raccontato in un audiolibro che ti invito ad ascoltare.

In questa intervista Bowie racconta una tecnica che utilizza per stimolare la sua creatività nella scrittura dei testi: il cut-up. Come riporta Wikipedia questa “è una tecnica letteraria stilistica che consiste nel tagliare fisicamente un testo scritto, lasciando intatte solo parole o frasi, mischiandone in seguito i vari frammenti e ricomponendo così un nuovo testo che, senza filo logico e senza seguire la corretta sintassi, mantiene pur sempre un senso logico anche se a volte incomprensibile.

L’invenzione del cut-up risale ai primi del ‘900 al movimento Dada e più avanti è stata largamente utilizzata dallo scrittore statunitense William S. Burroughs. Bowie, fin dal 1995 con la scrittura dell’album 1.Outside, ne fa un generatore di idee e racconta come la mette in pratica: “prenderò articoli dai giornali, poesie che ho scritto, pezzi di libri di altre persone, e li metterò tutti in questo piccolo magazzino, questo contenitore di informazioni, quindi premerò il pulsante e tutto sarà casuale.”

In pratica, con l’utilizzo del programma per computer “Verbasizer” prendeva il contenuto esistente, una o più narrazioni coerenti e le trasformava in qualcosa di nuovo e originale. E molto spesso questo qualcosa era totalmente privo di un senso e lì entrava in gioco la grandezza di Bowie la sua capacità di dare significato. Ognuno, ogni organizzazione, ogni settore desidera avere nuove idee, innovare, cambiare il punto di vista e di conseguenza il proprio mercato. Ecco: il primo passo è dare un nuovo significato.

Ti invito a mettere in pratica la tecnica del cut-up la prossima volta che hai bisogno di una nuova idea, di un nuovo punto di vista. Prendi le idee già usate, i significati che conosci già, i punti di vista più comuni e mischiarli fino a ottenere qualcosa di nuovo, straordinario, sorprendente e magari provocatorio!

La perfezione può essere un obiettivo?

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Se lo fosse sarebbe un obiettivo modesto, noioso e privo di fantasia. La perfezione infatti prevede che esista un livello ultimo oltre il quale non è più possibile svilupparsi. Naturalmente la realtà è troppo complessa per accettare uno standard rigido come la perfezione. Più interessanti della perfezione ci sono l’azione, la pratica, la crescita e il miglioramento.

Ogni volta infatti che pensiamo di aver raggiunto la perfezione facciamo una scoperta: si può sempre migliorare. E il miglioramento avviene un po’ per volta. Michael Schumacher, il grande campione di Formula 1, molte volte è stato associato all’idea di perfezionismo. Nella sua cura per il dettaglio invece c’era una passione autentica per il miglioramento. In una delle sue interviste più belle lui stesso si dice tranquillo che il record di vittore che lui aveva battuto – e all’epoca sembrava impossibile – a sua volta sarebbe stato superato.

È tutta una questione di standard. Ritorno su questo tema perché in molti dopo l’ultimo post mi hanno scritto chiedendomi se alzare i propri standard non rischi di portare al perfezionismo. Il perfezionismo infatti è l’esatto contrario della realizzazione. Le persone di successo realizzano obiettivi e sono soddisfatte. Chi si lascia andare al perfezionismo invece pur ottenendo risultati resta sempre insoddisfatto: e senza soddisfazione non esiste un vero successo.

Come si fa dunque a trasformare un pensiero che cerca la perfezione in un pensiero che si appassiona al miglioramento?

Spingi più in là i limiti (ma non troppo). Se ti piace cucinare avrai certamente sperimentato come a volte una ricetta possa dare un risultato differente attraverso piccole variazioni. E quando la vuoi migliorare ti concentri su uno o due passaggi o ingredienti. Se cambi troppe variabili contemporaneamente non impari nulla perché non sai cosa ha funzionato di preciso. Spingiti un po’ più in là, un passo alla volta.

Prenditi cura del tuo lavoro. Quando ci si prende cura delle cose, queste durano. Prendersi cura significa accettare ciò che è e fare del proprio meglio perché questa cosa sia nel suo stato migliore. Con gli occhi del perfezionismo non si accetta ciò che si ha e diventa impossibile prendersene cura. Coltiva ciò che hai: relazioni, cose, lavori e queste dureranno nel tempo.

Ama ciò che hai fatto. Il modo migliore per superare il perfezionismo è festeggiare i risultati. Quando ti riconosci il valore di ciò che hai fatto hai ottenuto il risultato più importante. Probabilmente cerchi la perfezione perché ci tieni a fare un ottimo lavoro e avere un impatto enorme sul mondo che ti circonda. Ma l’impatto più grande lo hai quando ami ciò che fai.

5 prospettive che trasformano il tuo punto di vista sulla vita

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A che cosa dai il potere di definire il tuo successo? È una domanda importante perché la TUA definizione di successo definisce anche la qualità della tua vita.

Per definire in modo più preciso cosa è il successo per te bisogna sfatare dei luoghi comuni.

I luoghi comuni nel nostro caso sono delle convinzioni. Delle convinzioni particolarmente limitanti che ci impediscono di vivere a pieno il successo.

Cambiare prospettiva in PNL è un processo molto frequente che ti aiuta ad andare oltre il te stesso attuale e accedere a risorse che non pensavi di avere.

Nel mio libro “La vita come TU la vuoi” ti consiglio di attivare questo processo attraverso i tuoi Mentori andando cioè a raccogliere valori, convinzioni, stati emotivi di persone che stimi e delle quali ti fidi e ragionare attraverso di loro sulla tua situazione, sul momento che vivi, sul significato che puoi dargli.

Cambiamo oggi punto di vista andando a svelare 5 prospettive che possono migliorare il tuo punto di vista sulla realtà.

Anche le altre persone hanno paura.

Quando pensi: come fanno gli altri? Probabilmente ci stanno solo credendo più di te. A volte è solo questo: avere fiducia in sé per prendere la paura e portarla con sé verso il risultato che desideri.

Le persone ricordano ciò che fai non ciò che dici.

Se pensi di poter cambiare il mondo o le altre persone solo con le parole non otterrai mai il risultato che hai in mente. Le parole sono importanti e altrettanto importante è l’azione che segue alle parole che pronunci. Se poi, oltre a fare qualcosa, riesci anche a fare qualcosa di buono per gli altri, otterrai ancora più risultati.

Nessuno è interessato a vederti sbagliare.

Nessuno lo è davvero per lo meno e forse avrai una schiera di tifosi poco numerosa o silenziosa. Ma ti assicuro che a nessuno importa davvero il tuo fallimento: sentiti libero di fare, di sbagliare, di ricominciare. È un fallimento solo se non fai ciò che desideri.

Non hai bisogno di essere accettato.

Semmai sei tu che devi accettarti se vuoi essere felice. Questa è quella che io chiamo integrità: cioè l’essere integri, accettare pregi e difetti, talenti e punti deboli. Anche perché spesso la vita ci insegna che quelli che chiamiamo difetti sono spesso talenti che non accettiamo o che non abbiamo ancora imparato ad usare.

La costanza premia.

Nel mondo del tutto e subito essere costanti è un grande pregio. Lavorare per un risultato più grande, per un obiettivo che solo tu riesci a vedere, per lo scopo che hai dentro e che ti fa brillare gli occhi. Sii costante: anche poco, tutti i giorni.

Piccola guida alla gestione degli stress

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Tante volte si parla di stress. Io stesso ne ho scritto e parlato in diverse occasioni. Proprio per questa ragione ho deciso di stilare una piccola guida alla gestione degli stress.

Ne esistono diversi infatti. Hanno origini differenti e ci sono diversi modi per gestirne gli effetti. Oltre a quelli più comuni – fai attività fisica, riposa e soprattutto dormi, medita – ci sono dei punti essenziali da toccare per trovare sollievo.

Lo stress infatti è una reazione del corpo, una sensazione di tensione fisica o emotiva. Può provenire da qualsiasi evento o pensiero che ti fa sentire frustrato, arrabbiato o nervoso. Lo stress è un attivatore: per questa ragione è molto utile. Allo stesso modo in cui ci attiva poi è necessario disattivare gli effetti che nel breve termine ci offrono una spinta e che nel lungo periodo sono causa di problemi alla salute.

Vediamo insieme quali sono 3 strategie per disattivare lo stress:

  1. Lavora sulla tua salute: qual è la tua definizione di salute? Si può affermare che sostanzialmente una persona sana sia equilibrata fisicamente, psicologicamente ed emotivamente. Quando le fonti di stress alle quali ti sottoponi quotidianamente minacciano l’equilibrio di una di queste 3 aree è necessario compensare questa minaccia in modo efficace.
  2. Trova sostegno: se pensi che sia segno di debolezza cercare sostegno nei momenti di stress puoi fare sicuramente di meglio. Trova un amico, un Coach o un mentore, ad esempio. Oppure crealo. Quali caratteristiche/convinzioni/valori ti servirebbero per superare al meglio questo momento? Crea un personaggio che le abbia e fatti consigliare. L’immaginazione è un super potere che abbiamo tutti. Usalo!
  3. Pulisci la mente. Cosa ti diverte davvero? Cosa ti fa volare con la mente? Cosa ti aiuta a lasciarti andare? Cosa ti fa essere davvero te stesso? Ecco questo è il punto: molto spesso una fonte di stress è il dover essere qualcuno che non si è. Ritrovati. Ogni volta che puoi torna a te, fai qualcosa che ami.

In che modo inizierai a gestire gli stress di tutti i giorni?

7 consigli per sviluppare abitudini di successo

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Per migliorare in ciò che sei e che fai ci vuole una certa dose di disciplina. Non è un termine molto in voga fra noi italiani che spesso siamo visti come tutto estro, fantasia e poco metodo o organizzazione. Ma se ci sforziamo di andare oltre gli stereotipi più banali possiamo trovare in tante grandi imprese italiane quel nocciolo di disciplina, di metodo, costanza e organizzazione che le hanno rese tali.

Lo sa bene chi fonda una azienda che quella disciplina è più semplice quando il lavoro è una passione forte, uno scopo da soddisfare, un bisogno interiore enorme. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni infatti utilizzo proprio la metafora della relazione che parte dal corteggiamento e l’azienda ne diventa il frutto più bello. E proprio come un bambino l’azienda nasce, cresce e matura.

Se una azienda impara a tenersi in forma con migliori pratiche quotidiane, al contrario dell’essere umano, può vincere l’invecchiamento e non far contare gli anni che passano se non come testimonianza della grande passione che anima il lavoro di tutti, dal fondatore all’ultimo apprendista che ha appena fatto il suo ingresso in azienda.

Quando trovi il tuo scopo diventa più semplice mettere in testa a tutto la passione e la sua realizzazione. Per questo, prima di iniziare a scoprire quali sono i 7 consigli per sviluppare abitudini di successo ti invito a riflettere bene: dove stai andando? Qual è la direzione della tua vita? È quella che vuoi? Se hai le risposte utili per te a queste domande ora puoi iniziare a costruire le tue abitudini:

  1. Medita. Ne abbiamo parlato tante volte ed è un bene che ne parliamo ancora. La meditazione ti cambia la mente, la migliora e la rende più calma e focalizzata. Dedica alla meditazione qualche minuto al tuo risveglio e otterrai risultati migliori nel corso dell’intera giornata.
  2. Mettiti nei panni degli altri. Fallo con una certa costanza e inizierai a vedere un mondo più vasto. Scoprirai che ci sono punti di vista radicalmente differenti dal tuo, situazioni inedite, valori da rispettare. E questo arricchirà il tuo modo di pensare come nient’altro.
  3. Leggi. Ecco, forse qualcosa che può arricchirti come il metterti nei panni degli altri è proprio la lettura. I mondi che si creano nella mente di chi legge sono i mondi che è importante conoscere per sentirsi più liberi, più sensibili, più vicini alle altre persone.
  4. Disconnettiti. Lascia lo smartphone sul comodino e il computer nella sua borsa. Per farlo trova una attività che ti aiuti. Cucina. Non lo sai fare? Impara, senza usare i tutorial su internet. Vai a trovare una persona che sa cucinare un piatto che ami e fatti spiegare come si fa quella ricetta che ti piace tanto. Poi agisci.
  5. Prova gratitudine. La gratitudine è la cosa più bella che puoi fare prima di chiudere gli occhi quando vai a dormire e la migliore appena sveglio, prima di meditare. Elenca le cose per le quali provi gratitudine. Possono essere anche sempre le stesse, se vuoi e se ne trovi di nuove tanto meglio: più indaghi più scoprirai quanto la tua vita è piena di gioie.
  6. Immagina. Mia figlia da piccola spesso mi sorprendeva dandomi risposte meravigliose. Quando le chiedevo cosa le avesse suggerito quella risposta lei rispondeva “l’immaginazione”. Sorprenditi anche tu, datti risposte inaspettate. Scopri quanto può esserci nella vita oltre ciò che conosci già.
  7. Divertiti. Ridi, scherza, trova persone con le quali puoi e vuoi essere te e condividi con loro gioie semplici come una risata. Trova il tempo per giocare per gioco, per puro divertimento, per il solo gusto di divertirti come quando tiravi calci a un pallone con gli amici al parco – senza divise, porte, regole o fuorigioco. Divertiti.

L’esperienza di vita

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“Se potessi tornare indietro con la mentalità e le informazioni che ho oggi…” Capita spesso sentire qualcuno esprimere questo desiderio. O magari anche tu sarai andato indietro con la fantasia a rivivere momenti chiave della tua vita nei quali oggi ti saresti comportato diversamente.

Questo gioco non è molto utile perché non aiuta a far pace né a rendere grazie a quel passato, a quegli eventi che sono stati formativi, che ti hanno portato dove sei oggi e ad essere la persona che sei, con quella saggezza, quelle informazioni, quella mentalità che ti sembra tanto utile.

Tra dieci anni o forse tra venti penserai la stessa cosa. Tanto vale cambiare gioco. Ringraziare il passato per ciò che ci ha portato e fare il punto della situazione: chi sei oggi? Cosa fai? Perché lo fai? Queste risposte ti aiutano a partire verso un nuovo futuro.

Allo stesso tempo, questa esperienza accumulata, può essere utile per qualcun altro. L’essere umano infatti ha il grande potere di imparare anche per esperienza indiretta, dagli errori o dai successi degli altri. Su questo bilancio nasce “Il Coaching secondo Claudio Belotti”: la somma cioè di tutto ciò che di buono ho fatto in vita mia come Coach e di tutti gli errori, le esperienze formative che mi hanno dato tutte le informazioni che ho oggi.

Grazie all’esperienza che ho fatto ho 3 consigli che possono tornare utili:

Prenditi cura del tuo corpo: è il posto in cui trascorrerai il resto della tua vita. È importante starci bene dentro. Trattalo bene, mantienilo in forma: le cose di cui ci prendiamo cura, durano. Mio padre mi ha insegnato che si può vivere felici anche convivendo con malattie complesse. Allo stesso tempo se si può evitare con la giusta prevenzione, perché non farlo?

Scopri il tuo scopo (e perseguilo). Io l’ho fatto e ne sono felice. Perseguire il proprio scopo è il massimo successo che si può ottenere in vita perché consente di raggiungere la propria felicità. Non quella di un altro, non quella del tuo datore di lavoro e nemmeno quella della pubblicità. Proprio la TUA felicità.

Fidati del tuo istinto. Lascia il giusto spazio alla logica e alla razionalizzazione e quando si tratta di decidere, fallo con il cuore (o dove ritieni abbiano luogo le emozioni). Le emozioni infatti sono uno specchio nel quale vedere la verità di ciò che vuoi veramente, ti permettono di vivere la vita pienamente e con una ricchezza che nessuna quantità di denaro potrà mai comprare.

E tu quale consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere la tua strada?

Dormici su

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Dormi che ti passa: e se lo dice l’Università di Berkeley ci si può fidare. Può sembrare banale ma la stanchezza è strettamente correlata all’aumento di stati d’ansia e la mancanza di sonno ne è un potente catalizzatore. E non è una questione di ore dormite ma di qualità del sonno. Ad una migliore qualità del sonno corrisponde un umore migliore e una vita più felice.

Arrivare a sera e giungere al meritato riposo è più semplice quando si trascorre bene anche il resto della giornata. Io credo che tutto inizi dal perché, da uno scopo ben definito che accende una passione. Quando alla mattina ci si sveglia con il desiderio di fare il proprio lavoro, di realizzare il proprio scopo, tutto è più semplice. Parti dallo scopo per individuare gli obiettivi che ti portano vera soddisfazione.

Nello studio realizzato a Berkeley si legge che “i ricercatori hanno scoperto che il tipo di sonno più adatto a calmare e reimpostare il cervello in ansia è il sonno profondo, noto anche come sonno a onde lente con movimento non rapido degli occhi (NREM), uno stato in cui le oscillazioni neurali diventano altamente sincronizzate e diminuiscono sia la frequenza cardiaca e che la pressione sanguigna.”

Per ottenere più facilmente questo stato, i ricercatori offrono 5 consigli utili per una notte di sonno ristoratore:

  • Vai a letto e svegliati alla stessa ora ogni giorno, anche dopo una brutta notte di sonno o nel fine settimana.
  • Mantieni fresca la temperatura della tua camera da letto; circa 18 gradi centigradi sono ottimali per raffreddare il corpo verso il sonno. Indossa dei calzini se hai i piedi freddi.
  • Un’ora prima di andare a dormire, abbassa le luci e spegni tutti gli schermi ei dispositivi elettronici. Le tende oscuranti sono utili.
  • Se non riesci a dormire, alzati dal letto e fai qualcosa di tranquillo e rilassante finché non torna la voglia di dormire. Quindi torna a letto.
  • Evita la caffeina dopo le 13:00 e non andare mai a letto brillo. L’alcol è un sedativo e la sedazione non è il sonno. Blocca anche i sogni del sonno REM, una parte importante del ciclo del sonno.

Infine, il mio consiglio personale: per vivere una vita piena lavora ogni giorno per vivere in funzione della persona che sei, dei tuoi valori e soprattutto del tuo scopo. Tieni un diario della gratitudine da compilare ogni sera e se proprio non ce la fai a tenere un diario scritto sforzati prima di addormentarti di elencare almeno 5 cose (eventi, persone, situazioni) per le quali sei grato nella tua vita.

Qual è il vantaggio principale dell’avere obiettivi chiari?

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Stabilire degli obiettivi chiari non significa solo stabilire la meta. Quando facciamo insieme la definizione degli obiettivi individuiamo anche le risorse necessarie per raggiungerli, la motivazione che ti porterà lì e visualizziamo la persona che sarai una volta raggiunti. Oggi come oggi esistono molti metodi semplici per stabilire degli obiettivi. Il metodo più semplice? L’ho raccolto in questo ebook che puoi scaricare gratuitamente e con il quale puoi lavorare da solo sulla costruzione efficace di un obiettivo.

Ma si può fare di più. Tu puoi fare e avere di più. La grande differenza che ottieni quando partecipi al webinar “Obiettivi! Special Online Edition” è la stessa che passa fra entrare in macchina di corsa e in ritardo,  impostare la destinazione sul navigatore e partire (con tutte le difficoltà del caso, le indicazioni non chiare, le uscite che salti, gli autovelox nascosti, i pedaggi, i rallentamenti imprevisti); e stabilire il giorno prima del viaggio la strada, verificare quali strade ti consiglia il navigatore e quali invece vorresti percorrere tu, sapere quanto ti costerà, fare il pieno e prepararsi una scorta di acqua e cibo se il tempo in coda dovesse prolungarsi.

Un viaggio, anche un’avventura, necessita di preparazione perché se conosci bene la meta da raggiungere e hai un’idea – anche vaga – della strada puoi goderti la trasformazione e concentrarti su ciò che conta di più per te. Per fare questo è utile sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità. In attesa di vederti online a “Obiettivi! Special Online Edition” (clicca sul link per riservare il tuo accesso) ti offro 3 consigli utili per sviluppare le caratteristiche necessarie:

Prenditi cura di te: se vuoi sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità hai bisogno di stare bene. È un benessere complessivo che riguarda corpo e mente. Quando programmi il tuo viaggio puoi pianificare le risorse che ti serviranno per affrontarlo. Assicurati di mettere insieme tutte le risorse necessarie (e di lasciare quelle che non servono).

Scegli i tuoi compagni di viaggio: da solo puoi andare veloce, insieme potete andare lontani. Dipende cosa stai cercando in questa fase della tua vita. In ogni caso se hai con te delle persone speciali, molto probabilmente desideri portarle con te. L’ecologia di un obiettivo si misura nella sostenibilità del risultato. Quando programmi un obiettivo puoi vedere prima cosa otterrai e sapere se è proprio ciò che vuoi.

Nutri la tua forza di volontà: ogni obiettivo prima di essere raggiunto nella realtà è raggiunto nella mente. Lavorare sugli obiettivi ti aiuta a trovare la motivazione necessaria per andare dove desideri. Nutri questa forza di volontà quando non hai voglia di alzarti, di lavorare o di allenarti prendi quel desiderio e utilizzalo per sfidarti. Fai ciò che devi e otterrai ciò che vuoi.

Un piccolo impegno (per il rientro in ufficio)

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Even a bad run is better than no run at all

(Anche una brutta corsa è meglio di nessuna corsa)

Nel corso dell’anno può capitare di avere dei periodi nei quali il lavoro è talmente tanto che non ti resti il tempo per poter fare esercizio fisico. Soprattutto se come me ami il tuo lavoro, ami ciò che fai, potrebbe capitarti persino di non provare alcun fastidio per questo e ritrovarti a lavorare ore e ore senza fare mai pause. Giornate intere alla fine delle quali provi stanchezza e soddisfazione.

Altre volte invece capita che il periodo sia proprio full e anche se ami ciò che fai non hai la possibilità di fare pause o di ricaricare le batterie. Questo non è solo necessario ma anche molto utile per mantenere alto il livello di prestazione e la produttività. E fa bene anche alla salute. Abbiamo tutti un bisogno di varietà innato che dobbiamo soddisfare e più lo lasciamo da parte per dedicarci a una sola attività, più esso cresce.

L’imprenditrice Randi Zuckerberg nell’ormai lontano 2011 scrisse il dilemma dell’imprenditore in un tweet: “mantenere le amicizie, costruire una grande compagnia, trascorrere del tempo con la famiglia, rimanere in forma, dormire. Scegline 3.” Ciascuno, in base alle proprie priorità, può decidere a cosa dedicare tempo nella vita.

Per superare questo dilemma è necessario sviluppare una nuova flessibilità. Ci sono infatti attività che richiedono una maggiore costanza – se hai letto “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni sai quali sono i fattori cruciali nelle differenti fasi di crescita e sviluppo dell’azienda – e altre che non richiedono una attività assidua. Per mantenere le amicizie, soprattutto quelle più vere e profonde, non serve un rapporto costante, quotidiano.

L’attività sportiva – soprattutto in assenza di patologie che richiedano necessariamente allenamento quotidiano – invece può essere relegata a porzioni più ristrette della settimana: dedicare anche solo un’ora a settimana all’allenamento fisico è meglio che niente. Questo non vuole suonare consolatorio: se ne hai la possibilità dedica più tempo e attenzione al tuo corpo e a tenerti in forma. Allo stesso modo se in certi periodi non ne hai, fai semplicemente ciò che puoi.

Un piccolo impegno è meglio di nessun impegno. In cosa ti impegnerai nei prossimi mesi? Hai già pianificato il tuo prossimo anno? E i prossimi cinque anni? “Obiettivi! Special Online Edition” è il posto giusto in cui farlo: Obiettivi! Special Online Edition.

3 domande per migliorare subito la TUA giornata

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Quasi ogni giorno la vita ci offre mille motivi per essere tristi, incazzati, di cattivo umore. Allo stesso tempo ce ne sono almeno altri mille per sorridere, per essere felice, per amare. Ciascuno di questi motivi ha qualcosa in comune con tutti gli altri: sei tu che lo scegli, sei tu che decidi come sentirti.

Tu sei responsabile per la tua mente, per ciò che pensi e per come ti senti. Pensa bene, agisci di conseguenza. Scegli di dare spazio alle sensazioni positive e se non le senti, cercale, trovale o creale.

La felicità è sempre soggettiva: si può essere poveri e felici o ricchi e tristi (e naturalmente viceversa). Pensaci un attimo: quanto sarebbe bello avere un quantitativo di denaro sufficiente a vivere una vita dignitosa, potersi togliere anche qualche sfizio, avere un tetto sulla testa, una casa dove tornare, del cibo da mangiare…

Molto bello, vero? Se ci pensi, potresti persino essere più ricco di quel che ritieni. E non parlo di soldi. Le tue condizioni di vita sono un sogno per larga parte della popolazione mondiale, le tue aspettative di vita, persino il lavoro che di tanto in tanto ti trovi a mal sopportare. Come dice il grande Richard Bandler “le delusioni richiedono una grande pianificazione”.

Una giornata storta può succedere ma raddrizzarla è più semplice di quel che pensi. Per renderla migliore fin da subito infatti puoi porti 3 domande ogni mattina quando ti svegli:

  1. Per cosa provo gratitudine oggi? Esserti svegliato in un letto, in una casa, magari vicino alle persone che ami, nel modo in cui hai scelto di vivere la tua vita. Avere il tempo e una mente che ragiona per costruire la vita che desideri. Non è importante che tu sappia già per cosa essere grato: inizia a cercare e vedrai che qualcosa ti verrà in mente.
  2. Chi posso ringraziare? Sii gentile con il prossimo e soprattutto con le persone che hai più vicino. Ringrazia le persone con cui lavori, i tuoi collaboratori. Questo è il segreto. Il modo migliore per farlo è non lasciare tempo alla persona per replicare. Ringrazia la persona che hai in mente mentre attraversi l’ufficio, quando esci dall’ascensore o mentre esci dal bar.
  3. A chi posso dedicare attenzione? A volte è sufficiente scambiare quattro chiacchiere con una persona per cambiare completamente la giornata. La tua e la sua. Ricorda: la persona alla quale dedicare attenzione potresti essere anche tu. Impara a riconoscere i tuoi bisogni e a soddisfarli.