Tag

Programmazione Neuro-Linguistica Archives - Claudio Belotti

Gestisci lo stress focalizzandoti su attenzione, energia e identità

By | Blog

I periodi di stress sono inevitabili ma attraverso le tue azioni e le tue scelte puoi evitare che ti sommergano. La gestione dello stress è come fare surf. Nella stessa situazione puoi essere sulla cresta dell’onda o arrivare a riva travolto dall’acqua. Ciò che fai in situazioni di stress fa la differenza.

Il modo in cui gestisci le situazioni stressanti – scadenze ravvicinate, il lancio di un nuovo prodotto, l’organizzazione di un grande evento, un debutto assoluto – fa tutta la differenza fra un successo e un fallimento. La gestione ottimale dello stress infatti permette di ridurne gli effetti sul fisico e sulla mente. Inoltre con una complessiva gestione dello stato riesci a ottenere il meglio dalle emozioni collegate a questi eventi.

Livelli elevati di stress riducono sostanzialmente la produttività e la lucidità. Lo stress è una risposta naturale al pericolo, e non è stato progettato per farci ammalare o ucciderci. In effetti, a volte offre la spinta necessaria per ottenere il risultato. Lo stress e l’adrenalina ti tengono in vita quando sei in pericolo. Tuttavia, dal momento che il pericolo che allarma la mente, soprattutto sul luogo di lavoro non è un predatore affamato bisogna far pulizia di certi pensieri e trasformare alcuni meccanismi.

Controlla solo ciò che puoi. Ci sono eventi che sono sotto il tuo controllo, altri che puoi influenzare e altri ancora sui quali non puoi incidere. Crea una lista di tutto ciò che ti viene in mente. Mentre ogni elemento viene in mente, chiediti quanto controllo hai in questo momento. Potresti essere preoccupato che un dipendente non possa svolgere un lavoro in tempo, o che una prospettiva promettente non possa venire. Chiediti se, in questo preciso momento, hai il controllo sul risultato. Una volta fatto agisci sulle cose che puoi controllare e su quelle che puoi influenzare. In questo modo avrai molto meno tempo per pensare alle cose che non puoi controllare.

Prendi una pausa. Quando ti senti sopraffatto, può sembra controintuitivo rallentare, eppure è la cosa migliore che puoi fare. Respira, ristruttura i tuoi pensieri negativi come se potessi trarre il meglio da ciascuno di essi, visualizza le opportunità e suddividi il lavoro. Sarai molto più efficace sul lavoro e rilassato a casa. 

Ricorda qual è il tuo cliente ideale. Ci sono momenti in cui imprenditori e professionisti sono così ansiosi per il proprio business da prendere qualunque contratto ad ogni costo. Magari è un periodo un po’ di magra e si pensa che limare i prezzi o accettare compromessi sia la soluzione. Non lo è. Bisogna mantenere la barra dritta e seguire la propria strada. Accetta solo il tuo cliente ideale e comunica in modo adeguato per attrarlo: se sei il migliore nel tuo campo, se la tua azienda è leader del settore, non accettare nulla di meno e comunica con più forza il valore del tuo brand.

5 modi per permettere ai dipendenti di partecipare al processo decisionale

By | Blog

Dare ai dipendenti la possibilità di partecipare? In molti casi può essere una ottima idea. Soprattutto se non lo hai mai fatto: sarà stimolante permettere anche a chi di solito non è coinvolto nelle scelte aziendali, un ruolo attivo e propositivo.

Spesso capita che molti problemi siano ignorati dalla direzione, gli audit interni spesso sono formali o standardizzati in questionari. Per permettere ad ogni persona di dare il meglio e ottenere più risultati in azienda è fondamentale creare vera condivisione, dare veri stimoli.

Ci sono alcune attività che è possibile svolgere per ottenere questo risultato. Vediamo insieme quali sono le 5 attività più efficaci per coinvolgere i dipendenti nel processo decisionale:

  1. Rendi ogni riunione di grandi gruppi partecipativa. Stabilisci dei limiti orari in modo che tutti abbiamo la possibilità di parlare e per far sì che la riunione non duri ore ed ore. È uno spreco di tempo e denaro riunire le persone solo per annoiarle. Al contrario stimola la partecipazione attraverso domande mirate per raccogliere feedback, generare idee e risolvere problemi (anche i più banali).
  2. Utilizza il potere del gioco. Secondo Psychology Today [https://www.psychologytoday.com/intl/blog/feeling-it/201301/5-reasons-you-need-play-more?collection=160576], il gioco ha benefici significativi come aumentare la creatività e costruire relazioni. Nell’attuale ambiente di lavoro, dove spesso arrivano input da persone stressate, la possibilità dell’effetto domino è quasi una certezza. Il cattivo umore si diffonde rapidamente. C’è bisogno di molto più divertimento.
  3. Utilizza delle app di messaggistica. In azienda promuovere l’utilizzo di sistemi alternativi per la comunicazione può essere molto utile. Sicuramente parlarsi di persona è la soluzione più efficace. Quando non è possibile farlo, soprattutto se l’azienda è molto grande o disposta su più livelli o in più edifici, si ricorre al telefono o alle email. Se decidi di adottare una chat interna puoi aiutare i dipendenti a fare conversazioni più informali ed evitare l’incessante trillo del telefono che distrae e distoglie dal lavoro che si sta svolgendo.
  4. Crea creatività. Invoglia le persone a partecipare alla vita dell’azienda nella forma che ritengono più vicina alla propria inclinazione: un grafico su foglio di calcolo o una fotografia, una presentazione o un testo scritto. Un diorama con personaggi che aiutano il dipendente a realizzare la propria idea di azienda. Puoi indire un concorso o organizzare una giuria per la premiazione dell’opera migliore. Lascia che le persone esprimano il proprio potenziale.
  5. Fai formazione. In tante aziende vince la mentalità: se formo il mio dipendente e poi se ne va, ho sprecato dei soldi. L’altro lato della medaglia di questa idea è che se non lo formi e resta, forse è anche peggio. Ammettiamo che sia un giovane laureato: nel giro di pochi anni le sue competenze saranno datate e in un decennio – soprattutto in alcuni campi hi-tech – già obsolete. La formazione, di gruppo, in aula o in azienda, dal vivo con formatori preparati, coinvolgenti ed efficaci è la soluzione. Anche se sembra la descrizione di un corso Extraordinary, posso assicurarti che ci sono anche alcune altre aziende e altri formatori preparati e competenti sul mercato. In ogni caso, quando investi in formazione, scegli sempre il meglio.

3 comportamenti (più uno) per mostrare il tuo valore

By | Blog

Ci sono comportamenti che più di altri ci fanno apprezzare da alcune persone. Certi ci fanno percepire come affabili o gentili, altri come intelligenti e affidabili. Nella maggior parte dei casi, questo giudizio è soggettivo e viene generato dalle persone attraverso il proprio filtro del mondo. I valori e le convinzioni che appartengono ad ognuno di noi determinano questo complesso – eppure rapidissimo – schema di valutazione. Per questo, ad esempio, è importante studiare e conoscere le persone con le quali si vuole lavorare, per capire se si è disponibili a corrispondere a quei valori.

Ci sono invece altri comportamenti che sono socialmente condivisi, accettati e apprezzati da tutte le persone. A questa categoria appartengono molti di quei comportamenti che un datore di lavoro si aspetta dai propri dipendenti. O che, viceversa, un team si aspetta dal suo leader che, per essere tale, è sempre il primo a dover dare il buon esempio. Questi comportamenti sono riconosciuti dalle scienze comportamentali come indicatori di una maggiore intelligenza e puoi metterli in pratica ogni situazione, restando allineato al tuo sé più autentico, rispettando cioè la tua identità.

I 3 comportamenti (più uno) per mostrare il tuo valore e la tua intelligenza sono questi:

  1. Ricorda i nomi e usali. Quando utilizzi il nome proprio di una persona (specialmente nelle grandi organizzazioni e se hai un ruolo dirigenziale), vieni percepito come rispettoso, intelligente e attento. Infatti il nome, come sappiamo in PNL, è un’ancora molto potente. E ricordarlo, oltre che avvicinarti agli altri, è solo una questione di attenzione: nella maggior parte dei casi bastano consapevolezza e concentrazione quando ti viene presentato qualcuno. Oppure ci sono tecniche di memoria che possono essere utilizzate per facilitare il compito: una associazione mentale fra il nome (o il suono del nome) e una immagine buffa o bizzarra (più lo è e meglio è) certamente può aiutare.
  2. Scegli una comunicazione chiara. Quando parli con qualcuno fai attenzione alle SUE parole (oltre che al tono che utilizza e ai gesti che accompagnano il parlato) e adotta lo stesso registro di linguaggio. Questo non significa – come sai se hai studiato un po’ di Programmazione Neuro-Linguistica – che devi scimmiottare il tuo interlocutore. Si tratta di capire qual è il vocabolario che utilizza e quali sono le parole importanti per lui. Utilizzare le stesse parole, per esprimere gli stessi concetti ti permette di essere percepito come comprensivo e affidabile.
  3. Utilizza le domande per mostrare che hai capito. Per affermare che hai compreso in modo rispettoso e apprezzabile, fai brevi ricapitolazioni in forma di domanda. Questo comportamento può tornare utile anche in forma di opinioni o pareri: chiedere consiglio su di un argomento non ti rende meno autorevole e ti consente di coinvolgere maggiormente il tuo interlocutore nel processo. E allo stesso tempo aumenta la percezione della tua competenza in materia.

In fondo, il segreto per far percepire il tuo valore, la tua intelligenza e fare una buona impressione è solo uno: rilassati e sii te stesso. Metti da parte le pressioni di dover fare una buona prima impressione, ascolta tanto e agisci con sicurezza, curiosità e un sano entusiasmo. Lavorare su sé stessi e su come si vuole essere percepiti, è un lavoro importante. Va fatto con serietà e integrità e, soprattutto, con intelligenza.

3 comportamenti (più uno) per farsi apprezzare

By | Blog

La Programmazione Neuro-Linguistica ci insegna che attraverso la creazione del Rapport possiamo stabilire una relazione migliore con le persone che incontriamo, con le quali lavoriamo o passiamo del tempo. Con il Rapport si creano i presupposti per una comunicazione efficace nel breve e nel lungo periodo.

Il Rapport si costruisce attraverso la Calibrazione e il Ricalco e una volta consolidato consente di andare in Guida. Si può fare con una singola persona o applicare il processo a una intera audience. E questo processo non si esaurisce nel momento in cui si crea il Rapport, poiché per mantenere la Guida è necessario Calibrare e Ricalcare in continuazione.
Questa danza, basata sulla capacità di ognuno di noi di percepire e interpretare il comportamento delle altre persone può essere integrata con alcuni comportamenti che con rispetto e attenzione rendono la tua presenza – in una riunione di lavoro, in una sessione di Coaching o in un public speaking – sempre apprezzata.
Vediamo insieme quali sono i tre comportamenti (più uno) più importanti per ottenere questo risultato:

1. Mantieni sempre il contatto visivo. Offri la tua piena attenzione. Questo è un dono che poche persone danno e che tutti apprezzano ricevere. In concreto cosa significa: non controllare il telefono, non dare una sbirciata al monitor del computer, non concentrare la tua attenzione su nient’altro, neanche per un momento! Non puoi entrare in Rapport con altre persone se sei impegnato a pensare a te.

2. Ascolta il doppio di quanto parli. Non esiste una misura per questo punto e non c’è una regola aurea. L’ideale è quello di ascoltare molto, soprattutto all’inizio. Lasciar esprimere e mettere a proprio agio la persona o il gruppo con il quale vuoi comunicare. Raccogli quante più informazioni ti è possibile, sulle parole, sul tono, sull’atteggiamento e il carattere del tuo interlocutore. Anche perché una volta che inizi a parlare…

3. Scegli le tue parole con cura. In questo la Calibrazione durante l’ascolto è fondamentale. Se hai raccolto bene le parole chiave – se puoi prendi appunti – l’umore e lo stile della persona che hai di fronte, potrai Ricalcare la sua comunicazione in maniera molto efficace. Scegliere le tue parole con cura, significa scegliere le parole più importanti, più comprensibili e interessanti per il tuo interlocutore e pronunciarle nella maniera più adeguata al suo Stato emotivo.

Infine ricorda sempre di dare prima di ricevere. L’attenzione, l’ascolto, le parole migliori sono tutti doni importanti e il modo migliore per offrirli è quello disinteressato. Se scegli di comunicare – dal vivo o su internet, attraverso il telefono o i social network – ricorda che lo hai scelto tu: non sei lì per obbligo, quindi dedicati fino in fondo e prendi il massimo da quella esperienza, sapendo che potrebbe anche non portare nulla, a livello economico.
Sei interessato a scoprire di più sulla Programmazione Neuro-Linguistica? Informati nell’area dedicata ai Corsi sui prossimi corsi di PNL certificati dalla Society of NLP di Richard Bandler.

Le 3 caratteristiche fondamentali che deve possedere un leader

By | In evidenza

Per un imprenditore o un manager, avere la possibilità di identificare chiaramente all’interno del gruppo di lavoro chi ha un profilo adeguato a sostenere la leadership, può essere molto utile. Conoscere le caratteristiche di un leader oltretutto può aiutarti anche a svilupparle in te stesso, per concentrarti maggiormente su quelle potenzialità che già possiedi e che possono portarti dove desideri.

Attraverso la Programmazione Neuro-Linguistica e le Dinamiche a Spirale, in questi anni ho ottenuto molti risultati eccellenti nella creazione di gruppi di lavoro altamente performanti. In alcuni casi si può trattare di individuare e attribuire una chiara leadership in un settore in una persona che a livelli differenti non sarebbe tale. Ed è proprio per questo che è molto importante prestare la giusta attenzione alle caratteristiche personali, che possono identificare chiaramente un leader.

Ci sono 3 caratteristiche fondamentali da tenere ben presenti per individuare i leader:

  1. Si mettono in gioco. È una dote molto importante perché le persone che si mettono in gioco di solito possiedono anche altre caratteristiche utilissime in funzione di leader: hanno fiducia in sé stessi e nei propri mezzi, sono capaci di esprimere la propria opinione sostenendola attraverso prove sostanziali o un ragionamento logico coerente e infine sono capaci di modificare il proprio pensiero in base ai risultati.
  2. Sono costanti nella formazione. Quando si dice che “siamo in un’epoca di grandi cambiamenti” si ha un po’ l’idea che noi ne siamo spettatori. In realtà ci siamo dentro, tutti. Alcuni scelgono di essere protagonisti e sviluppano le proprie competenze e scelgono di farlo in più ambiti, non solo nel proprio. Spesso questo modello lo sostengono anche all’interno del gruppo di lavoro e sono portati con maggiore facilità a coinvolgere anche gli altri nella crescita.
  3. Sono a disposizione. La leadership attraverso il comando non è più funzionale nelle aziende: l’imposizione attraverso il comando sminuisce il valore dei singoli. La nuova leadership si afferma attraverso il servizio. Se si responsabilizzano gli altri a raggiungere i loro obiettivi, si tira fuori il meglio dalle persone. Un leader inoltre mette al centro i bisogni delle persone e le aiuta a sviluppare e raggiungere il loro più alto potenziale, attraverso le abilità di Coaching. Come siamo orgogliosi di insegnare nella nostra Extraordinary Coaching School.

I 6 step dei Navy SEAL per allenare la tua resilienza

By | In evidenza

La resilienza è un concetto preso in prestito dall’ingegneria. Semplificando, con resilienza si intende la capacità di sopportare lo stress o meglio ancora si sottolinea in positivo la caratteristica di una persona che passa attraverso le difficoltà con sicurezza e agilità. La resilienza richiede una base solida di benessere fisico, capacità di recupero e di forza mentale.

Pur essendo il concetto di forza mentale abbastanza soggettivo, possiamo essere tutti d’accordo che ci siano alcuni gruppi di persone che hanno lavorato molto su questo aspetto al punto da poter essere presi come esempio. Probabilmente conoscerai i Navy SEAL, un reparto di forze speciali della marina statunitense super addestrato. SEAL infatti sta a indicare tutti gli ambienti in cui può operare: Sea – mare, Air – aria, Land – terra.

Il training mentale al quale vengono sottoposte queste forze è volto a sviluppare una forza mentale straordinaria che garantisca a ciascuno di loro la resistenza e la resilienza necessarie. Questa formazione si basa su sei tecniche che chiunque conosca la PNL troverà familiari. Vediamole insieme:

#1 Mangia l’elefante
Come si mangia un elefante? Semplice: un morso alla volta.
Di fronte a un compito complesso – un lavoro in coordinamento fra più gruppi, il lancio di un nuovo prodotto o di una startup, un trasloco tra città diverse o la preparazione di una maratona – spesso si prova paura e ci si ferma ancor prima di iniziare. I SEAL utilizzano una soluzione in piccoli bocconi. Uno spezzettamento: dividi l’elefante in parti più piccole che puoi gestire. In PNL lo chiamiamo chunking down.

#2 Visualizza il successo
Questa è una tecnica che nel mental training sportivo si utilizza da tanto tempo e in PNL è stata affinata e resa ancor più efficace.

Le visualizzazioni dei Navy SEAL hanno queste caratteristiche: sono vivaci e dettagliate e coinvolgono tutti i sensi. Contengono molti particolari per renderle il più reale possibile.

In Programmazione Neuro-Linguistica sappiamo bene l’importanza del lavoro sulle submodalità.

#3 Controllo emotivo
In PNL preferiamo utilizzare il termine gestione emotiva ma ci sta che i Navy SEAL abbiano portato un po’ all’estremo il concetto. In effetti, il carico di stress che potrebbe trovarsi a gestire un militare impegnato in un conflitto non ha un termine di paragone nella vita di tutti i giorni.

La soluzione dei SEAL è chiamata 4 di 4 per 4 : respira per 4 secondi, espira per 4 secondi, ripeti per 4 minuti. Un semplice esercizio di respirazione per spegnere gli ormoni dello stress e favorire il rilassamento del corpo.

Nella Programmazione Neuro-Linguistica sappiamo che nella gestione dello stato emotivo è fondamentale quella che viene chiamata la fisiologia, il corpo. La pratica della meditazione è una ottima soluzione; quando ti senti stressato, fermati e fai qualche respiro profondo. Se vuoi scoprire o approfondire questa metodica straordinaria, ti invito a partecipare al prossimo Basi di PNL: informati qui.

#4 Non reattività
Abbiamo imparato la preziosa lezione di Virginia Satir che diceva: La vita è quello che è e non quello che dovrebbe essere. Il modo di gestire ciò che accade è quello che fa la differenza. In sostanza è chiaro che non possiamo controllare ciò che accade nel nostro mondo, ma possiamo controllarne l’interpretazione.

In Programmazione Neuro-Linguistica conosciamo l’importanza del reframing. Si tratta di reincorniciare una convinzione limitante o una visione disfunzionale della realtà, trasformando quella che avrebbe potuto essere interpretata come una situazione negativa per farla diventare positiva, utile e funzionale.

Questo non significa ignorare la realtà o nasconderla sotto il tappeto: significa trarre il meglio da ogni cosa. Un evento negativo può essere una sfida, una sconfitta ha sempre un insegnamento dentro, un fallimento ti può chiarire cosa non ha funzionato.

#5 Piccole vittorie
Conosci il potere della gratitudine? Scrivi, ogni giorno, sul tuo diario cinque cose di cui sei grato? Se non lo fai dovresti iniziare. Quelle che i Navy SEAL chiamano piccole vittorie aiutano ad avere un tono dell’umore positivo e quando ciò avviene è più facile guardare a ciò che di bello accade nelle nostre vite. E tutto migliora.

#6 Trova la tua tribù
I Navy SEAL sanno che nessuno vince da solo. È una lezione che tutti prima o poi si trovano a dover apprendere. In famiglia, sul lavoro, in politica, a livello microscopico e a livello macroscopico, è una legge universale. E noi esseri umani, animali sociali, dovremmo saperlo bene. La Programmazione Neuro-Linguistica ci insegna il rapport, ci insegna la calibrazione e il ricalco, ci insegna a guardare l’altro, ad ascoltare l’altro e comprendere ciò che prova. Ci insegna questo per permetterci di comunicare meglio, di aiutare le persone sulla base delle nostre capacità e in funzione delle loro necessità.

Trova la tua tribù è ciò che mettiamo in pratica in Extraordinary: siamo in un certo modo, ci comportiamo in una certa maniera, esprimiamo certi valori per attrarre persone che condividono con noi la stessa passione per la crescita personale e il successo desiderano ottenerlo attraverso il lavoro e lo studio; crediamo nelle persone che preferiscono fare anziché parlare e hanno fede nei propri obiettivi perché sanno che il proprio scopo li guiderà verso la realizzazione di ciò che vogliono e meritano.

3 caratteristiche fondamentali in un leader

By | In evidenza

Se mi segui saprai già che per la leadership è un tema molto importante per me. Talmente importante che le ho dedicato tanto studio e tanta attenzione fino a giungere alla conclusione che la leadership è un vero e proprio stile di vita. Mi spiego meglio: la leadership per me non è un metodo (per comandare, dirigere o gestire) ma un sistema di valori sui quali costruire la propria vita.

In concreto questo cosa significa? Significa che ciascuno può sviluppare il proprio stile di leadership, modellandolo su quelli che ritiene essere gli aspetti più importanti, i valori e le convinzioni che lo spingono a fare quello che fa. Sicuramente ci sono capacità che possono essere innate o apprese attraverso tecniche e metodiche, ed è per questo che mi sono appassionato alla PNL e alle Dinamiche a Spirale. Ogni anno infatti condivido con chi lo desidera un percorso che va dalle Basi di PNL fino al Practitioner e al Master Practitioner per divulgare questa metodica straordinaria e ho riservato a chi frequenta la Extraordinary Coaching School un intenso seminario di Dinamiche a Spirale in azione.

La caratteristica più importante di un leader si trova nella sua essenza, che si nota nelle scelte che fa. Si può essere dei maestri della comunicazione ma se non si possiede sincerità, non si potrà mai instaurare un rapporto di fiducia con il proprio gruppo (familiare o di lavoro). Si può conoscere la Programmazione Neuro-Linguistica in profondità ma senza integrità non si va molto lontano. Si può essere intelligenti e colti ma se si è scostanti e non si pratica ciò che si predica, sarà impossibile avere un seguito.

Per questo credo che ci siano tre aspetti fondamentali che ciascuno di noi dovrebbe coltivare per essere un leader nella vita di tutti i giorni. Vediamoli insieme:

  1. Dona significato. Sembra complesso mentre in realtà è molto semplice: in famiglia come sul lavoro è fondamentale far sentire che i compiti che gli altri stanno svolgendo sono importanti. A volte basta semplicemente un grazie, altre volte può essere utile sottolineare come un tassello del puzzle, per quanto possa sembrare piccolo, sia necessario per ottenere un risultato più grande.
  2. Soddisfa i bisogni. Per avere un team (ma vale anche per la famiglia) è necessario prendersi cura dei bisogni, innanzitutto quelli fondamentali e poi anche quelli che lo sono meno. Individua e contribuisci a soddisfarli, con il tuo tempo e il tuo impegno. Un leader è tale perché mette a disposizione ciò che ha per il bene di tutti.
  3. Ascolta le persone. Ascolta ciò che hanno da dire, cosa pensano, qual è la loro opinione. A volte potrà sembrarti una seccatura, altre volte una perdita di tempo. Ma in molti casi ti aiuterà a vedere oltre la punta del tuo naso, a scoprire punti di vista che magari non avevi preso in considerazione. E poi ti può essere d’aiuto per metterti in gioco: accetta i feedback su di te e costruisci su quelle critiche e suggerimenti la tua crescita.

Cos’è il Ricalco in Programmazione Neuro-Linguistica?

By | In evidenza

Molto spesso le persone che sentono parlare della PNL per la prima volta vengono in contatto con un concetto basilare come quello del Ricalco. Per quanto basilare, è anche uno dei concetti più fraintesi di tutta la metodica! E proprio per questo, molto spesso, in alcuni corsi viene spiegato male e messo in pratica ancor peggio. Dunque, chiariamolo subito: Ricalco non significa scimmiottare la persona che abbiamo di fronte, tantomeno ripeterne meccanicamente i movimenti.

Allora cos’è il Ricalco e perché in PNL si utilizza? Il motivo è semplice: la comunicazione e tutte le interazioni diventano efficaci nel momento in cui si stabilisce una vera atmosfera di sintonia con l’altra persona. Per fare questo la Programmazione Neuro-Linguistica ci dice che è necessario creare un Rapport, partendo innanzitutto dalla Calibrazione, una valutazione a pelle dello stato emotivo dell’altra persona. Si cerca con naturale interesse di comprendere cosa prova quella persona nel momento in cui comunica con noi.

Compreso questo si sceglie qual è l’elemento più efficace da ricalcare per entrare in Rapport con l’altro. Il primo fraintendimento nasce proprio qui: in molti corsi di PNL non si insegna a riconoscere il valore dei segnali verbali, paraverbali e non verbali né a scegliere quali parole, espressioni della voce o gesti valorizzare nello specifico. E questa scelta fa tutta la differenza in una comunicazione ben riuscita.

Il Ricalco infatti è il processo attraverso il quale adattiamo il nostro comportamento (cioè il nostro modo di fare, non di essere) agli aspetti del comportamento di un’altra persona. Il Ricalco agevola il Rapport perché valorizza delle similitudini e avvicina le persone. Proprio per questo è quasi sempre il leader che va in Ricalco per creare la giusta interazione nella quale andare in Guida. Crea cioè quel momento in cui la comunicazione fluisce con il massimo dell’efficacia verso l’obiettivo della comunicazione stessa.

Se anche tu hai sentito parlare di PNL e vuoi apprenderla attraverso un corso differente dagli altri nell’approccio all’insegnamento ti invito a partecipare alla prossima edizione del Basi di PNL e iniziare questa fantastica avventura in maniera straordinaria. Al termine di tutto il percorso del Practitioner riceverai l’attestato ufficiale di NLP Practitioner della Society of NLP di Richard Bandler, co-creatore di questa metodica.

Tre lezioni di leadership (più una) che puoi imparare dalle canzoni dei Foo Fighters

By | Senza categoria

Il desiderio di rapportarmi al meglio con le persone e gestire bene quelle che facevano parte del mio team è stata la molla che mi ha portato prima verso e poi dentro il mondo di Anthony Robbins del Coaching e della Programmazione Neuro-Linguistica. Questa molla ha fatto la differenza nella mia vita e lo ha fatto molto prima che diventassi un Coach professionista e uno dei pionieri del Coaching in Italia. Perché?

Perché per guidare al meglio un gruppo di persone è necessario coltivare le caratteristiche del leader e sviluppare una chiara leadership attraverso i propri talenti e le proprie competenze, creando uno stile personale e riconoscibile. Queste caratteristiche sono alla base anche del lavoro di Coach e chi le possiede ha una marcia in più per realizzarsi professionalmente.

Per raccontarti quelle che per me sono le tre abitudini (più una) che ritengo fondamentali per lo sviluppo della tua leadership voglio fare un gioco e utilizzare altrettante canzoni dei Foo Fighters. Così, se vorrai, quando le ascolterai potrai darti la carica per rinnovare la tua voglia di crescita:

1) Learn to Fly: impara a volare! Un leader si deve abituare ad avere quello che in PNL chiamiamo pensiero sistemico e a passare sopra i problemi per focalizzarsi sulle soluzioni che spesso sono molto al di là dei problemi. E come dice la canzone, ricordati che non puoi farlo da solo: una volta che hai imparato a volare, porta con te – con pazienza – il tuo gruppo. Vola con me // Non riesco a farlo da solo // Cerca di rendere questa vita la mia.

2) My Hero: ciascuno di noi può essere un eroe – e questo lo cantava già Bowie nel 1977 – anche per un solo giorno. Un leader che vuole essere tale dovrebbe prendere un po’ di questo eroismo e portarlo nella propria quotidianità. Un gesto, un’azione, un pensiero possono fare la differenza nella vita e nel lavoro della tua squadra ed essere eroi in molti casi significa essere straordinariamente normali: Ecco il mio eroe // Guardalo mentre va // Ecco il mio eroe // È normale.

3) These days: anche se ci saranno sempre scadenze importanti, obiettivi e risultati da raggiungere, accetta che le persone a volte commettono errori in buona fede. A volte è meglio rilassarsi e lasciare che il tuo team faccia i propri errori e cresca per arrivare alle soluzioni che servono. Uno di questi giorni // dimenticherai di sperare e imparerai ad aver paura // Ma va tutto bene // Finora va tutto bene // Ho detto che va tutto bene.

Infine, dai sempre il meglio di te! Best of you per un leader significa soprattutto mostrare la parte migliore di sé. Non si tratta di strafare o essere buonisti e nemmeno cercare la perfezione. Si tratta soprattutto di dare il buon esempio: un leader è tale perché pur vivendo il momento presente riesce a non farsi influenzare dai problemi contingenti e dalle difficoltà del mercato ed è sempre pronto a guardare al futuro, all’obiettivo guidato dal proprio scopo: Giuro che non mi arrenderò mai // Mi rifiuto.

Il dovere o la possibilità: cosa ti motiva di più?

By | In evidenza

In Programmazione Neuro-Linguistica esiste uno strumento molto potente per aiutarti a capire come pensano le persone, te compreso. I Metaprogrammi rendono semplice questo processo di comprensione e ti aiutano a comunicare meglio con gli altri.

Ad esempio, il Metaprogramma Necessità/Possibilità aiuta a comprendere bene cosa motiva una persona nel momento in cui fa una scelta. Alcune persone infatti sono motivate principalmente dalla necessità di fare qualcosa, piuttosto che dal volerlo. Agiscono perché devono. Non sono spinti ad agire da ciò che è possibile. Chi si muove per necessità prende ciò che viene e trova ciò che è disponibile.

Chi è motivato ​dalla ricerca della possibilità si muove per fare che quello che vuole fare. Cerca opzioni, esperienze, scelte e percorsi. La persona che è motivata dalla necessità è interessata a ciò che è noto e ciò che è sicuro. La persona che è motivata dalla possibilità viceversa è interessata a ciò che non conosce ancora. Vuole sapere cosa può accadere quando si impegna, quali opportunità possono svilupparsi.

Certo, descritto in questo modo sembra che il Metaprogramma di Possibilità sia sempre da preferire e chi è guidato da quello di Necessità sia destinato necessariamente a cambiare. Non è proprio così, in realtà. E per dire questo ci tornano utili le Dinamiche a Spirale, che lavorano benissimo in team con la PNL. Le DAS ci dicono che esiste una doppia elica nella nostra esistenza: una che rappresenta le Condizioni di vita, l’altra le Capacità mentali. Possono esistere situazioni e momenti nei quali un modo di agire guidato dalla Necessità sia preferibile?

Proviamo con un esempio: se tu fossi un imprenditore, quale tipo di persona vorresti assumere? Molti penserebbero istintivamente: “chi è motivato dalla Possibilità” forse perché spesso questo è ciò che spinge e motiva un imprenditore; e poi sembra più attraente l’idea di rimanere aperti a un’infinita varietà di opzioni.

Io penso che dipenda molto dal tipo di lavoro. Ci sono lavori che richiedono attenzione ai dettagli, costanza e coerenza e all’interno di queste Condizioni di vita avere un pensiero orientato alla Necessità potrebbe essere più utile ed efficace. Un agente certificatore o un responsabile della qualità deve sapere esattamente cosa è necessario e deve verificare che sia stato fatto.

Una persona motivata dalla possibilità certamente potrebbe fare lo stesso lavoro ma proprio in virtù di questo Metaprogramma che la spinge e la motiva probabilmente si annoierebbe e si troverebbe facilmente a desiderare un lavoro differente nella ricerca di nuove opzioni, nuove imprese e nuove sfide. All’opposto la persona motivata dalla necessità si sentirebbe perfettamente allineata in un contesto del genere e dal momento che è questa a guidarla, si cercherà un nuovo lavoro solo quando ne avrà bisogno.

Conoscere il modo in cui le persone organizzano i propri pensieri e quali sono le molle che le spingono ad agire può essere molto utile per migliorare la propria comunicazione e quindi anche il proprio lavoro. Crescere, migliorare ed evolversi per chi dirige una azienda o un reparto cruciale come quello delle risorse umane è una scelta cruciale per ogni azienda. Molte tra le più avanzate e illuminate che ho avuto modo di incontrare nel mio lavoro hanno fatto questa scelta investendo nella formazione grandi risorse perché se una azienda è in grado di far lavorare ogni persona nel modo e nel ruolo più congeniale, vincono tutti.