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3 attività per rinforzare la tua fiducia in te

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Che cosa porta alcune persone che hanno stima, riconoscimenti, successo ad avere insicurezze e dubbi sulla propria preparazione?

La mancanza di fiducia in sé stessi può dipendere da molti fattori. La costruzione della fiducia invece da uno solo: tu. Quando decidi di rinforzare la tua autostima puoi certamente utilizzare il feedback di altre persone ma saranno solo le tue orecchie, i tuoi occhi e la tua mente gli strumenti che avrai a disposizione per accettare quei riconoscimenti.

L’autostima infatti non si crea – esiste già e va sostenuta e alimentata. Nel mio libro “La vita come tu la vuoi” affronto questo tema in un modo che può esserti utile: qual è la differenza tra le persone felici e quelle insoddisfatte? La risposta è in un’altra domanda: perché fai quello che fai? Per costruire la tua autostima è importante che tu sia chi sei. O che lo diventi, dopo esserti guardato dentro.

Per iniziare questo percorso ti propongo 3 attività per rinforzare la tua fiducia in te:

  1. Chiedi feedback alla tua rete. Esattamente come ti propone LinkedIn. Se hai dubbi, inizia tu. Parti dalle persone con le quali hai collaborato in modo più stretto e alle quali puoi chiedere esplicitamente se vogliono contraccambiare. Per imparare a riconoscere il buono che c’è in te, spesso è utile guardarsi con occhi differenti.
  2. Utilizza le tue competenze al di fuori del tuo lavoro. Ad esempio, offri delle prestazioni pro bono per enti di volontariato o mettiti al loro servizio anche al di fuori del tuo ambito. Prestare servizio volontario è il modo migliore per acquisire sicurezza nei propri mezzi e per provare gratitudine nei confronti di ciò che hai e delle abilità che possiedi.
  3. Crea il tuo gruppo di dispari. Stringi amicizia con persone con gusti, comportamenti e ruoli diversi dal tuo. Scegli persone che stimi e alle quali ti puoi ispirare. Persone insomma che riconosci come differenti e che allo stesso tempo ammiri. In mezzo a persone con le quali non sei in competizione sarà più facile iniziare ad apprezzare ciò che fai.

Da cosa inizi per rinforzare la tua fiducia in te?

5 comportamenti che ti aiuteranno a gestire efficacemente la fiducia in te

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La fiducia che esprime un team è innanzitutto la fiducia che ha in sé il suo leader. Le prestazioni di un team guidato da un capo con una bassa considerazione di sé e dei propri mezzi saranno certamente influenzate da questo pensiero, da questa insicurezza. Allo stesso modo un capo con un eccesso di fiducia in sé e nelle proprie capacità porterà ai problemi tipici dell’arroganza.

Come si evitano dunque gli estremi di insicurezza o di arroganza? Come si stabilisce in modo adeguato la fiducia in sé? Come si diventa leader?

In trenta anni di carriera come Business Coach ho visto tanti imprenditori, dirigenti, manager, team leader e professionisti alla guida di gruppi di lavoro affrontare questo dilemma. Li ho visto spesso oscillare, a seconda dei problemi che dovevano affrontare dall’insicurezza all’arroganza e viceversa. Grazie al lavoro che ho fatto con loro ho imparato molto sulla mente e sul comportamento.

Questo è proprio il primo insegnamento che ti invito a raccogliere. Tutta la teoria del mondo non sarà mai paragonabile a una pratica costante: ciò che sapevo quando ho iniziato a fare il Coach è stato fondamentale. Ciò che ho imparato vedendo cosa funziona e cosa non funziona nella pratica, nelle differenti situazioni, con persone diverse, tutto questo mi ha reso il Coach che sono oggi.

Ed è proprio per questa ragione che ho deciso di creare “Il Coaching secondo Claudio Belotti il corso più bello ed emozionante che abbia mai fatto. A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” ho raccolto trenta anni di insegnamenti: tutta la teoria dei miei maestri – da Richard Bandler a Tony Robbins – e l’enorme pratica data da migliaia di sessioni di Coaching, di incontri con realtà differenti, di lavoro – per fortuna e per merito – ad altissimi livelli.

Puoi fare tua questa esperienza e portarla nella vita di tutti i giorni, nel tuo lavoro, in azienda con i tuoi famigliari e i tuoi collaboratori: gestire sé stessi e gli altri per ottenere il meglio. Informati QUI per conoscere come prendere parte a questa esperienza. Nel frattempo, puoi adottare alcuni comportamenti che ti aiuteranno a gestire in modo efficace la tua fiducia:

  1. Impara dagli errori. La prima azione da fare per imparare dagli errori è accettare di averli commessi. Analizza ciò che hai fatto e impara come puoi farlo meglio. È un momento emozionante, lo puoi chiamare debriefing se vuoi, e puoi anche farlo in gruppo. L’importante è scegliere di prendere consapevolezza dei propri errori.
  2. Gestisci il conflitto. Il conflitto può avvenire a molti livelli differenti e richiede un post a sé solo per introdurre l’argomento o un intero audiolibro per spiegare bene la questione. Sicuramente puoi scegliere di affrontare il conflitto perché sciogliere i nodi è il modo migliore per superare rapidamente uno stallo che può minare la fiducia in sé e nel gruppo.
  3. Decidi di decidere. Perché decidere di non decidere è comunque una scelta. Per scegliere bene è importante conoscere i propri bisogni e i propri valori, ciò che ti motiva nel profondo: a “Obiettivi! Special Online Edition” lavori proprio su questo punto per ottenere il massimo nei momenti decisivi (letteralmente decisivi).
  4. Credi nella tua capacità di trovare risorse. Questa è una grande forza. Le persone più sicure e fiduciose che conosco hanno una convinzione potenziante in comune: credono fortemente di avere sempre la possibilità di accedere a delle risorse. Anche quando non le vedono ancora o non sono di fronte ai loro occhi. Come dice la principessa (nonché generale della resistenza) Leia Organa: “La speranza è come il sole, se ci credi solo quando la puoi vedere non supererai la notte.” Così lo sono le risorse.
  5. Agisci. A volte seguire l’istinto è l’unica cosa che fa la differenza. Se sai che è la scelta giusta, anche dopo che hai già preso una decisione di senso opposto, non aver paura a tornare sui tuoi passi per seguire una strada differente. A volte si decide troppo con la testa e non si dà retta alle proprie sensazioni. E appena presa la decisione ci si accorge subito che non era quella giusta. Impara a dare spazio al tuo istinto: sa cose che tu non sai ancora.

Fiducia, resistenza e resilienza

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Molto spesso quando una persona raggiunge un certo tipo di risultati, quando ottiene cioè ciò che ha stabilito come obiettivo, vorrebbe anche dare continuità a questo trend. Invece molto spesso nel momento in cui ottiene ciò che desidera, smette di fare proprio le cose che l’hanno portata lì. L’interferenza (interna o esterna) diventa troppo intensa o le viene dato troppo spazio.

Questa interferenza spesso la chiamiamo successo: lo sai bene se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. Ogni organizzazione attraversa degli stadi di sviluppo nei quali il successo gioca un ruolo determinante. Per mantenere lo stato di grazia nel quale tutto gira al meglio – il cosiddetto “Prime” – bisogna lavorare tanto a livello di singoli che a livello di azienda.

Ciascuno in realtà dovrebbe costruire la propria forza a livello mentale attraverso lo sviluppo di resistenza, resilienza e fiducia in sé. Quando sei solido e grande dentro, lo diventi anche fuori. La tua sicurezza determina la grandezza delle sfide e degli obiettivi che intraprendi [fiducia], con quale probabilità raggiungerai tali obiettivi [resistenza] e quanto rapidamente ti riprendi dagli insuccessi [resilienza].

Per ottenere questo risultato è fondamentale focalizzarsi su 3 aspetti principali:

  1. Lascia andare. Perdona e dimentica? Non proprio. Perdona e impara, è meglio. Perdona completamente chiunque ti faccia del male. Allo stesso tempo ricorda la lezione. E la prima lezione di solito è: non fare ulteriori affari con chi ti ha fatto del male. Perdonare ti rende più forte, imparare ti rende più flessibile.
  2. Decidi rapidamente. Una rapida decisione è meglio di una decisione ben ponderata. È importante far bene i compiti non solo raccogliere i dati fondamentali ma imparare a riconoscere quali sono i dati fondamentali per raccoglierli in modo efficace. E poi decidere. E se sbagli? Hai più tempo per recuperare.
  3. Crea la tua forza mentale. Attraverso la meditazione, la corsa, lo yoga: quello che vuoi. Qualunque disciplina ti alleni a una gestione del respiro e della mente, che ti aiuti a svuotarla e trovare rilassamento ed endorfine.

Da cosa parti per costruire la tua resistenza, la tua resistenza e la tua resilienza?

Lo scopo nel leader

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Chi ti vuole convincere che la comunicazione sia tutto ciò che serve alla leadership ti sta mostrando solo una faccia della medaglia. Per quale ragione lo fa? Probabilmente perché vuole venderti la sua formula per il cambiamento, un protocollo di gestione delle persone, insomma una ricetta buona per tutti (e per nessuno).

Nella realtà la questione della leadership è più complessa e quantomeno ha due facce direttamente collegate: è vero che per essere leader, è necessario comunicare da leader. Ma cosa comunichi non può essere solo una formuletta basata su postura, tono di voce o trucchi di magia. La leadership è nell’essenza personale.

Si vive da leader prima e poi si comunica come tale. Per questo la leadership non è un cambiamento automatico o un salto che si fa nel corso di un fine settimana: è una pratica quotidiana che porta a una trasformazione e a una crescita interiore solida e permanente. Un modo molto comodo per scoprire tutte le caratteristiche del leader e come svilupparle le puoi trovare ad esempio nel mio audiolibro “Come diventare un leader di successo”.

Vediamo insieme intanto qualche esempio pratico per creare la tua leadership sul lavoro:

Rendi chiaro lo scopo: un leader in azienda conosce almeno 3 tipi di perché: il perché dell’azienda (lo scopo comune), il proprio perché (lo scopo personale) e il perché dei propri collaboratori (lo scopo personale di ciascuno). A quel punto il lavoro principale è quello di assicurarsi che questi scopi siano sempre chiari a tutti e che siano tra loro allineati. Se si creano delle dissonanze in questo schema la “macchina” aziendale inizia a non funzionare più bene. Trovi qualche esempio pratico nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni.

Crea fiducia: la fiducia crea il leader e il leader crea fiducia. Si alimentano a vicenda. Nel dubbio, comunque, inizia tu: dai fiducia. Nel lavoro e nel comportamento delle persone, nei tuoi collaboratori, nei tuoi colleghi. Ciascuno deve sapere di avere la tua fiducia. Dare fiducia infatti accrescere l’autostima delle persone e avere collaboratori consapevoli e forti è un vantaggio per tutta l’azienda.

Fai il punto della situazione: a seconda del tuo ruolo in azienda il punto della situazione sarà più o meno ampio o dettagliato. Se non hai ancora un ruolo di leadership riconosciuto e desideri costruirlo, avere la possibilità di fare il punto può aiutarti a far emergere la tua capacità di pensiero sistemico (caratteristica fondamentale per un leader oggi). In ogni punto della situazione è fondamentale individuare punti di forza, punti di debolezza e soluzioni per il miglioramento.

Offri il tuo supporto: questo non significa deresponsabilizzare le persone sui loro compiti. Significa esserci quando serve, mostrare la via per la soluzione e supportare le persone nel loro percorso di crescita. Il leader è parte della squadra ed è al suo servizio. Altrimenti è solo un capo. Se va tutto bene fa un lavoro di coordinamento e di organizzazione. Se c’è una crisi è il primo che scende in campo e si dà da fare per risolvere la situazione.

Aiuta a definire i ruoli: un leader è in grado di saper valorizzare le caratteristiche delle persone. Comprende le capacità delle persone, le aree di miglioramento (ricordi Super You? I talenti unici delle persone sono una risorsa enorme per la persona stessa e per l’azienda che decide di svilupparle) e i limiti. Riconoscere tutti questi aspetti aiuta a massimizzare il potenziale, del singolo in primis e poi della squadra. Scegliere la persona più adatta per il ruolo che deve ricoprire renderà più semplice la scelta (e l’accettazione da parte della squadra).

Cerca feedback: su tutto. Sul tuo lavoro, sul lavoro della squadra, sulle politiche dell’azienda. Ci sono punti di vista che potresti non aver preso in considerazione. Questi punti di vista potrebbero fare la differenza di cui hai bisogno per realizzare il miglioramento che hai in mente. Il grande antropologo Gregory Bateson diceva “servono due per conoscerne una”. Pensa quante persone possono servire per conoscere davvero una squadra, una divisione aziendale, una intera azienda.

Infine, ricorda la cosa più importante: va bene la performance allo stesso tempo è fondamentale sottolineare i successi, le vittorie. Festeggia quando le cose vanno bene. Istituisci una sorta di ritualità: quando si conquista un nuovo cliente, si raggiunge un obiettivo di vendita, si realizza un progetto. Trova qualcosa di sostenibile per l’azienda e di piacevole per i collaboratori. Falli sentire parte di qualcosa di più grande del quale è bello esserne parte.

Lo scopo della leadership infatti è quella di creare altri leader. Ciò avviene attraverso la fiducia, con l’aiuto alle persone a definire la propria identità sul lavoro, a comprendere i valori dell’azienda (e a lavorar sui propri), lavorare sulle competenze (hard e soft skill) e favorire comportamenti che replichino questo modello in un ambiente di lavoro che stimola la crescita della persona (come lavoratore e come essere umano).

Il TUO super potere

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“Le persone raramente hanno successo a meno che non si divertano in quello che fanno.” Dale Carnegie

Nel mio libro Super You ti guido in un percorso di Coaching alla scoperta del tuo super potere. Uno dei modi migliori per individuare il tuo scopo passa dalle tue passioni: esse sono il carburante che alimenta il tuo super potere. Qual è il tuo? Cosa ti viene facile nella vita? Per rispondere a questa domanda puoi notare alcuni aspetti della tua vita, come ad esempio:

Ciò che fai ti viene bene in modo semplice: a volte ci troviamo a invidiare una persona perché riesce in qualcosa che ci piace in modo semplice mentre noi fatichiamo, dobbiamo impegnarci e anche con tutto l’impegno non otteniamo risultati significativi. Prova a vederla dal punto di vista degli altri: cosa fai tu che ti viene semplice e facile che gli altri ti invidiano? Se proprio non riesci a individuarlo da te, chiedi agli altri di dirti cosa invidiano di te e secondo loro in cosa riesci bene: è un ottimo punto di partenza.

Gli altri ti chiedono consigli: se ti chiedi cosa sai fare bene e non riesci a dare una risposta, non è detto che gli altri ne sappiano di più. Allora che fare? Nota su quali attività gli altri ti chiedono consigli. In tutte le attività nelle quali sei forte sicuramente dimostri fiducia e affidabilità. Quando gli altri si fidano e ti domandano informazioni, vuol dire che sai di cosa stai parlando. Questo è un ottimo indicatore per determinare i tuoi talenti.

Risolvi facilmente i problemi: quando una attività la conosci come le tue tasche, la ami e hai voglia di svolgerla al meglio riesci anche a trovare le soluzioni più interessanti non solo per risolvere i problemi di ordinaria amministrazione ma anche per migliorare e rendere più efficiente il lavoro che stai svolgendo. Questo è sicuramente un talento nel talento: individua in quale ambito riesci a risolvere i problemi con questa facilità e scoprirai due talenti al prezzo di uno.

Dunque, qual è il tuo super potere?

Crescere, felici

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Crescere dei bambini soprattutto in una fase delicata come quella dell’adolescenza può essere davvero complicato. Ci possono essere scontri e incomprensioni, difficoltà di comunicazione e il rischio di sottovalutare segnali importanti. Allo stesso tempo ogni genitore non desidera altro per i propri figli che rimangano fuori dai guai, vadano bene a scuola e si creino le condizioni per fare ciò che amano da adulti.

Forse ti sorprenderà sapere che non esiste una ricetta fissa per crescere bambini in modo che siano felici, soddisfatti e allo stesso attivi e desiderosi di realizzarsi. In ogni caso c’è sempre qualcosa che si può fare sicuramente per favorire la creazione di questa mentalità: trascorrere del tempo di qualità con i tuoi figli, lasciare che prendano decisioni e garantire alla tua famiglia un ambiente sereno, aperto alla discussione, con regole certe e comprensione.

Oltre a queste regole di base, ci sono tre abitudini molto importanti che puoi mettere in pratica e trasmetterle ai tuoi figli. Già, perché il successo non si insegna a parole, si dimostra con i fatti e se desideri che i tuoi figli apprendano qualcosa di utile, devi essere in grado di metterlo in pratica in prima persona.

Valorizza lo sforzo e l’impegno

Ci sono due modi ai quali pensare al successo: uno viene chiamato “fixed mindset” o “mentalità fissa” e presuppone che il nostro carattere, la nostra intelligenza e le nostre capacità creative siano dati statici che non possiamo cambiare in alcun modo significativo e il nostro successo è una conseguenza diretta di quell’intelligenza. L’impegno, lo studio, lo sforzo per ottenere un risultato sono legati all’identità: sono intelligente quindi non posso sbagliare. Quel “non posso sbagliare” non è sinonimo di arroganza ma una vera croce che porta verso il perfezionismo e a un rapporto con il successo poco sano. L’altro modo viene chiamato “growth mindset” cioè una “mentalità di crescita”. Questa è una mentalità che vive sulla sfida e vede il fallimento non come la prova della propria stupidità, ma come un trampolino di lancio incoraggiante per la crescita e un modo per aumentare le proprie capacità. Se ai tuoi figli dici che hanno superato brillantemente un compito in classe per via della loro intelligenza, questo tende a creare una mentalità “fissa”. Se si fa notare loro che ci sono riusciti in ragione di uno sforzo, di un impegno, dello studio o degli errori che hanno commesso in precedenza questo insegna una mentalità di “crescita”.

Insegnagli a prendere decisioni

Partiamo dall’opposto. Quale può essere l’insegnamento che trasmetti a tuo figlio se gli impedisci di prendere decisioni o se decidi sempre per lui? Nella migliore delle ipotesi una incapacità acquisita di scegliere. E’ facile comprendere quanto questa incapacità sia limitante in termini di sviluppo di capacità di leadership. Il modo migliore per insegnare a prendere decisioni è dare la possibilità ai propri figli di scegliere in autonomia a partire dalle cose più semplici come i vestiti che vogliono indossare, quando fare i compiti o con chi giocare. Da queste piccole decisioni inizieranno a ricevere dei feedback e a capire, anche con il tuo aiuto, quando hanno preso una buona decisione che li ha portati a ciò che volevano e quanto hanno fatto una scelta che li ha allontanati da ciò che volevano. In questo modo potrai guidarli a comprendere come si pensa per conseguenze e sviluppare il muscolo della scelta.

Lascia che sbaglino

Dai primi due punti si arriva naturalmente al terzo: se valorizzi l’impegno rispetto al risultato, se incoraggi a prendere decisioni, poi devi avere la forza di lasciare che i tuoi figli sbaglino. È un grande sforzo per un genitore e allo stesso tempo è necessario per far crescere i propri figli come adulti autonomi e indipendenti. Un conto è voler preparare i propri figli alla vita, tutt’altro conto è volergliela programmare e pianificare. Dai loro gli strumenti che ritieni più utili e lascia poi che i tuoi figli facciano con essi ciò che ritengono più utile per la propria vita.

7 abitudini per moltiplicare la tua capacità di produrre risultati

By | In evidenza

Nel 2018 ho realizzato un e-book (Come gestire le difficoltà) che molti hanno trovato utile e interessante. Se mi segui probabilmente lo avrai visto pubblicato sulla mia pagina Facebook o sul profilo LinkedIn. Se non lo hai ancora letto, ti consiglio di farlo perché contiene molte strategie e indicazioni utili su come gestire le difficoltà della vita.

In questo post oggi voglio proporti un passo in più. Anzi 7.

7 comportamenti che se trasformerai in 7 abitudini moltiplicheranno la tua capacità di produrre risultati. Sono attività comuni che solo le persone straordinarie mettono in pratica, con l’intenzione di moltiplicare la propria efficacia. Scopriamole insieme:

  1. Preparati ad agire. Nella vita non ci si sente mai completamente pronti prima di fare qualcosa. Il segreto è prepararsi sempre, studiare, crescere e migliorare e ciclicamente agire. Metti in pratica ciò che hai studiato, testa le tue abilità e apprendi dagli errori. Poi riflettici sopra, preparati e agisci.
  2. Cerca la motivazione dentro di te. Qualunque tipo di motivazione esterna è debole e fragile. Devi sentire dentro di te la necessità di fare, di intraprendere un progetto. Se lo fai – solo – per denaro, fama o qualunque altra cosa al di fuori di te esaurirai rapidamente le energie che ti sostengono.
  3. Stabilisci cosa puoi controllare. Una volta che hai definito cosa è sotto il tuo controllo, cosa è sotto la tua influenza e cosa è fuori da tutto ciò, hai l’esatta misura delle tue preoccupazioni e puoi stabilire come procedere. In questo modo puoi agire sulla base dell’istinto, non sotto l’impulso del momento.
  4. Sii fedele a te stesso. Se mi segui ricorderai che di questo te ne ho parlato anche durante una diretta sulla mia pagina Facebook [Non venderti, non farti comprare]. Questo era il consiglio che mi dava sempre mia madre e credo sia uno splendido consiglio. Essere fedele a te stesso significa innanzitutto sapere chi sei e perché fai quello che fai. Significa che non agisci solo perché puoi e che quando lo fai, è perché lo vuoi, non perché devi.
  5. Competi solo con te stesso. Meglio ancora: punta sulla tua crescita e basta. Lascia che siano gli altri a porsi il problema di fare a gara con te, se proprio lo desiderano. Essere leader significa anche guidare, essere i primi a fare le cose, aprire la strada, essere al top. Non per stare davanti agli altri
    ma perché dall’alto la vista è migliore.
  6. Stabilisci cosa è il successo, per TE. Questa è una conseguenza del punto precedente. Una volta che ti sei liberato della gara con gli altri, sei pronto per stabilire qual è la tua idea di successo. Quali sono le cose che ti rendono felice, davvero? Una volta che hai ciò che ti rende felice, hai successo. E il bello
    è che sei tu che puoi determinare cos’è.
  7. Fidati di te stesso. Costruisci la tua fiducia, attraverso la congruenza, attraverso l’integrità. Il bello è che più sei capace di costruire e riporre fiducia in te stesso, più sarai in grado di suscitare questo sentimento negli altri. La fiducia è un processo, richiede tempo e attenzione costante.

3 elementi fondamentali (più uno) per presentarti al meglio

By | In evidenza

Quando inizi un nuovo lavoro o incontri un nuovo cliente ti capita di volerti presentare al meglio delle tue capacità (e qualche volta anche più di quelle)? Se la risposta è affermativa ho due notizie per te: una buona e una cattiva. La cattiva notizia è che puntare tutto sulle capacità, su ciò che sai fare – e sono certo che sia moltissimo – non è il biglietto da visita più efficace. La buona notizia è che il tuo desiderio di presentarti al meglio è un bene prezioso che devi conservare. Vediamo insieme come puoi sfruttarlo meglio.

Secondo la psicologa sociale Amy Cuddy dell’Harvard Business School, già autrice del famoso TED Talk del 2012, intitolato “Your Body Shapes Who You Are”, c’è un elemento più importante della competenza, che gioca un ruolo chiave nei rapporti umani, sociali, professionali che siano. Questo elemento fondamentale è la fiducia.

Quindi, se il tuo obiettivo è quello di presentarti al meglio con un nuovo cliente o fare una buona prima impressione, il tuo compito è quello di prendere la tua motivazione di presentarti al meglio e utilizzarla per creare ciò di cui ha bisogno la persona che hai di fronte: fiducia. E quali sono gli elementi che creano fiducia?

Ho raccolto i tre elementi principali (più uno) per creare rapidamente fiducia:

  1. Crea Rapport: da Master Trainer in NLP for Business penso sia doveroso partire da questo punto. È vero: per creare Rapport servono alcune competenze che non possono essere improvvisate. Un buon investimento per fare questo è sicuramente partecipare al prossimo Basi di PNL per apprendere i fondamentali di questa metodica straordinaria e comprendere quanto la capacità di creare Rapport in maniera rapida sia una porta spalancata sulla fiducia del prossimo.
  2. Fai sentire il tuo interlocutore il protagonista. Studia, fai i compiti prima e presentati preparato sui punti di forza dell’azienda per la quale sottoponi la tua candidatura o per il cliente che vuoi conquistare. Il tuo interlocutore sicuramente apprezzerà il fatto che ti interessi abbastanza da prestare attenzione a quello che fa. A tutti fa piacere che qualcuno conosca e apprezzi i propri punti di forza.
  3. Dai prima di ricevere. Se mi segui me lo avrai sentito ripetere centinaia di volte: non pensare mai per prima cosa a ciò che puoi ottenere. Concentrati invece su ciò che puoi fornire. Dare è l’unico modo per stabilire una vera connessione. E per avere il meglio, è fondamentale imparare a dare il meglio.

Infine: resta umano. Ammetti i tuoi difetti, ammetti di essere umano. Nessuno cerca un robot in carne e ossa perché l’alternativa è un robot in acciaio e silicio con il quale sicuramente non hai voglia di entrare in competizione. Vantare troppi successi o esaltare la propria bravura per fare una grande prima impressione non funziona mai. Sii umile, invece. Condividi i tuoi errori. E sii il primo a ridere di te stesso, senza metterti in ridicolo. Le persone non rideranno di te. Le persone rideranno con te. E saranno contente di aver a che fare con una persona come te.