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Aumenta la tua efficacia con 3 semplici esercizi quotidiani

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Come si fa a migliorare le prestazioni di una azienda, delle persone che vi lavorano, dei team composti da quelle persone? La domanda è complessa e proprio per questa ragione serve un metodo che semplifichi le cose e ci aiuti a focalizzare l’attenzione sui temi caldi, sulle questioni chiave che consentono un miglioramento effettivo.

Nel mio recente libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni analizzo gli stadi evolutivi che attraversa una azienda nel corso della propria vita. In questi stadi si ritrovano i vizi e le virtù di ogni azienda. Si ritrovano situazioni che avrai vissuto o che stai vivendo o che vivrai se nessuno agisce per cambiare la rotta. Per arrivare, o tornare, e restare nello stadio ottimale detto “Prime” è necessario ritrovare quella mentalità necessaria.

La mentalità del “Prime” permette di creare quell’ambiente fatto di prestazioni ottimali, produttività e benessere complessivo: in pratica tutto si svolge in modo efficace. Per ottenere questo risultato ogni persona all’interno dell’azienda può incidere sviluppando una mentalità che tenda all’efficacia. Ti propongo 3 semplici esercizi per farlo:

Lavora sulle priorità. La chiave per gestire il tuo tempo al meglio e lavorare in modo efficace su ciò che avrà il maggiore impatto sul tuo business o su quello della tua azienda. Il bello delle priorità è che possono essere ridefinite più volte. Dedica del tempo all’identificazione delle attività più importanti dividendole per categorie stabilendo delle priorità anche fra le stesse categorie.

Dedica del tempo alle persone che ami. Prenditi cinque minuti la mattina prima di uscire di casa o la sera prima di andare a letto per parlare con i tuoi cari, con i tuoi figli o con il tuo partner di cose belle, ciò che amate, le vostre passioni. Questo ti aiuterà a prepararti a una nuova giornata o a chiuderla con la consapevolezza della ricchezza umana che ti circonda, della fortuna che hai, delle persone che ami e che ti amano.

Sottolinea ciò che funziona. Sviluppa l’abitudine di annotare quello che hai fatto bene (da solo o con il tuo gruppo di lavoro) alla fine di un progetto. Scrivilo dove puoi ritrovarlo facilmente e poi tiralo fuori quando inizi un nuovo progetto. A volte è proprio così che si scoprono i talenti delle persone, le caratteristiche che le rendono straordinarie. Molto spesso – lo scrivo anche nel mio libro Super You – siamo abituati a cercare e correggere potenziali errori o debolezze; raramente invece siamo consapevoli delle grandi cose che stiamo già facendo.

Da cosa inizi per costruire la tua efficacia?

L’esperienza di vita

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“Se potessi tornare indietro con la mentalità e le informazioni che ho oggi…” Capita spesso sentire qualcuno esprimere questo desiderio. O magari anche tu sarai andato indietro con la fantasia a rivivere momenti chiave della tua vita nei quali oggi ti saresti comportato diversamente.

Questo gioco non è molto utile perché non aiuta a far pace né a rendere grazie a quel passato, a quegli eventi che sono stati formativi, che ti hanno portato dove sei oggi e ad essere la persona che sei, con quella saggezza, quelle informazioni, quella mentalità che ti sembra tanto utile.

Tra dieci anni o forse tra venti penserai la stessa cosa. Tanto vale cambiare gioco. Ringraziare il passato per ciò che ci ha portato e fare il punto della situazione: chi sei oggi? Cosa fai? Perché lo fai? Queste risposte ti aiutano a partire verso un nuovo futuro.

Allo stesso tempo, questa esperienza accumulata, può essere utile per qualcun altro. L’essere umano infatti ha il grande potere di imparare anche per esperienza indiretta, dagli errori o dai successi degli altri. Su questo bilancio nasce “Il Coaching secondo Claudio Belotti”: la somma cioè di tutto ciò che di buono ho fatto in vita mia come Coach e di tutti gli errori, le esperienze formative che mi hanno dato tutte le informazioni che ho oggi.

Grazie all’esperienza che ho fatto ho 3 consigli che possono tornare utili:

Prenditi cura del tuo corpo: è il posto in cui trascorrerai il resto della tua vita. È importante starci bene dentro. Trattalo bene, mantienilo in forma: le cose di cui ci prendiamo cura, durano. Mio padre mi ha insegnato che si può vivere felici anche convivendo con malattie complesse. Allo stesso tempo se si può evitare con la giusta prevenzione, perché non farlo?

Scopri il tuo scopo (e perseguilo). Io l’ho fatto e ne sono felice. Perseguire il proprio scopo è il massimo successo che si può ottenere in vita perché consente di raggiungere la propria felicità. Non quella di un altro, non quella del tuo datore di lavoro e nemmeno quella della pubblicità. Proprio la TUA felicità.

Fidati del tuo istinto. Lascia il giusto spazio alla logica e alla razionalizzazione e quando si tratta di decidere, fallo con il cuore (o dove ritieni abbiano luogo le emozioni). Le emozioni infatti sono uno specchio nel quale vedere la verità di ciò che vuoi veramente, ti permettono di vivere la vita pienamente e con una ricchezza che nessuna quantità di denaro potrà mai comprare.

E tu quale consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere la tua strada?

Negozia con successo una promozione

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Con l’autunno arrivano molti cambiamenti. I mesi già trascorsi hanno messo a dura prova molte strutture e organizzazioni e tanti team. Come ogni momento decisivo anche questa pandemia ha messo sotto pressione le persone e ha tirato fuori ciò che avevano dentro. E proprio per questo è facile immaginare come per tante persone sia emerso del male e come per molte altre sia emerso tutto il buono.

Queste persone sono le persone che hanno fatto del bene alle aziende, alla pubblica amministrazione, agli ospedali, alla società in generale. Sono le persone che sono uscite migliori e più forti dal lockdown, sono le persone che più di tutte meritano di sapere quanto valgono e meritano che questo valore gli venga riconosciuto anche economicamente. Prima di chiedere infatti è molto importante aver dato e aver dato il massimo. Questo è sempre il miglior punto di partenza per ogni negoziazione.

Dunque, vediamo insieme in che modo è possibile andare a negoziare un aumento in modo efficace. Certamente dipende molto dalla persona che abbiamo di fronte: in Italia il tessuto produttivo è fatto da aziende medio-piccole a conduzione familiare. Quindi è molto facile che andando a trattare lo si faccia direttamente con il fondatore. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni, faccio un ritratto molto dettagliato di questa figura e conoscerla bene ti aiuterà a trovare l’approccio più adatto.

Qui ti lascio 3 consigli che possono tornarti utili:

  1. Sii chiaro su ciò che vuoi. Non girare attorno alla questione: in particolare con te stesso. Trova il modo di porre la richiesta in modo garbato e sincero. Ovviamente conoscere la mentalità della persona che hai di fronte, gli usi dell’azienda e il comportamento con altre persone nella tua stessa posizione può aiutarti.
  2. Mostra sicurezza. Dopo aver chiarito bene nella tua mente qual è la richiesta che vuoi porre – una richiesta sensata e parametrata al mercato e alla grandezza dell’azienda per la quale lavori – puoi chiedere cosa serve in quella azienda per guadagnare quella cifra. Prendi ad esempio ruoli o mansioni che svolgi regolarmente e che sono paragonabili (o le stesse) svolte da altre persone che guadagnano o ricevono già ciò che desideri.
  3. Individua il momento giusto. Il tempismo è tutto. Ci sono richieste che in alcuni periodi dell’anno sono semplicemente irricevibili. Sicuramente puoi iniziare a preparare il terreno con un po’ di anticipo. Per avere la certezza che sia il momento migliore è fondamentale imparare a conoscere la persona alla quale dovrai formulare la richiesta e comunicare nel modo più efficace. Puoi trovare qualche idea qui: Impara a negoziare con successo.

In che modo farai del tuo meglio per far emergere il tuo valore in azienda?

Soft skills: le migliori sono le Coaching Skills?

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Il binomio stress-lavoro è ormai (purtroppo) un classico. Negli ultimi anni in particolare i margini di errore si sono ridotti molto e la velocità è aumentata enormemente. Questo significa che è necessario crescere e migliorare, apprendere nuove skill e nuove competenze per poter gestire in modo efficace la complessità.

In un recente sondaggio proposto proprio qui su LinkedIn è emerso che oltre il 62% delle persone che ha partecipato (quasi 7mila utenti) ritiene che le cosiddette soft skills siano fondamentali nei lavori del futuro. E questa è solo l’ultima conferma di un trend iniziato ormai da molti anni.

Abbiamo la certezza infatti che già oggi in moltissime aziende le Coaching Skills siano tra le più richieste. Non è un caso: sono anche tra le più utili per poter gestire in modo efficace la complessità. Ed è proprio per questa ragione che è fondamentale l’approccio ai contenuti e alle competenze da Coach devono essere adeguate agli standard più alti.

In questo periodo nel quale l’offerta è così variegata e non sempre valida è infatti di fondamentale importanza riconoscere quali sono gli aspetti davvero utili del Coaching, le tecniche più efficaci, i principi più utili per svolgere al meglio questo compito sia a livello professionale, sia come guida (per sé e per gli altri) all’interno dell’azienda.

Così è nato “Il Coaching secondo Claudio Belotti” la mia versione, la mia idea, la mia esperienza personale di trent’anni da Coach professionista. In questi quattro giorni lavoriamo insieme per dare ai Coach che vogliono diventare eccellenti la possibilità di differenziarsi nel mercato e acquisire la sensibilità e la metodologia che li rende tra i pochi ad essere in grado di portare risultati. “Il Coaching secondo Claudio Belotti” mette a disposizione una esperienza trentennale per condividere con chi lo desidera una metodologia flessibile ed efficace.

Ed è proprio per questa ragione che tra i più assidui partecipanti ci sono proprio gli Imprenditori, i Manager e i Professionisti che hanno il desiderio di diventare ancora più capaci nel dirigere il loro business e i collaboratori ottenendo risultati sorprendenti. Ed è sempre una grande soddisfazione quando queste aziende crescono e prosperano vedere nuove generazioni di manager tornare dove sono già stati i loro leader per formarsi e portare avanti un approccio antistress basato sulle competenze e la capacità di fare la differenza.

Eh sì, queste sono le migliori soft skills per qualsiasi azienda.

3 attività per rinforzare la tua fiducia in te

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Che cosa porta alcune persone che hanno stima, riconoscimenti, successo ad avere insicurezze e dubbi sulla propria preparazione?

La mancanza di fiducia in sé stessi può dipendere da molti fattori. La costruzione della fiducia invece da uno solo: tu. Quando decidi di rinforzare la tua autostima puoi certamente utilizzare il feedback di altre persone ma saranno solo le tue orecchie, i tuoi occhi e la tua mente gli strumenti che avrai a disposizione per accettare quei riconoscimenti.

L’autostima infatti non si crea – esiste già e va sostenuta e alimentata. Nel mio libro “La vita come tu la vuoi” affronto questo tema in un modo che può esserti utile: qual è la differenza tra le persone felici e quelle insoddisfatte? La risposta è in un’altra domanda: perché fai quello che fai? Per costruire la tua autostima è importante che tu sia chi sei. O che lo diventi, dopo esserti guardato dentro.

Per iniziare questo percorso ti propongo 3 attività per rinforzare la tua fiducia in te:

  1. Chiedi feedback alla tua rete. Esattamente come ti propone LinkedIn. Se hai dubbi, inizia tu. Parti dalle persone con le quali hai collaborato in modo più stretto e alle quali puoi chiedere esplicitamente se vogliono contraccambiare. Per imparare a riconoscere il buono che c’è in te, spesso è utile guardarsi con occhi differenti.
  2. Utilizza le tue competenze al di fuori del tuo lavoro. Ad esempio, offri delle prestazioni pro bono per enti di volontariato o mettiti al loro servizio anche al di fuori del tuo ambito. Prestare servizio volontario è il modo migliore per acquisire sicurezza nei propri mezzi e per provare gratitudine nei confronti di ciò che hai e delle abilità che possiedi.
  3. Crea il tuo gruppo di dispari. Stringi amicizia con persone con gusti, comportamenti e ruoli diversi dal tuo. Scegli persone che stimi e alle quali ti puoi ispirare. Persone insomma che riconosci come differenti e che allo stesso tempo ammiri. In mezzo a persone con le quali non sei in competizione sarà più facile iniziare ad apprezzare ciò che fai.

Da cosa inizi per rinforzare la tua fiducia in te?

Le ragioni che rendono fondamentali in azienda le Coaching skill

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Il Coaching è un grande aiuto non un nemico.” Wall Street Journal

Per quale ragione oggi le Coaching skill sono molto richieste in azienda? Le ragioni in realtà sono diverse. Nel rispondere alla domanda circa quali caratteristiche rendano grande un Coach, la Harvard Gazzette ci aiuta anche a rispondere alla nostra domanda perché ci offre un quadro molto interessante: un Coach infatti “possiede credibilità, capacità e buona comunicazione e anche cura dei dettagli. Sono le piccole cose che fanno una grande differenza”.

In questa risposta c’è il concentrato di quasi 30 anni di professione come Coach. Questi sono i valori che porto con me quando lavoro e quando insegno in aula: a “Il Coaching secondo Claudio Belotti” hai l’opportunità di vedere in pratica il mio approccio, le mie tecniche, il mio metodo originale “One Hand Coaching” e soprattutto conoscere qual è la mia visione di questa splendida professione. Già perché oggi che c’è una grande offerta in termini di corsi è importante sapere chi è e cosa fa un Coach professionista.

E se desideri portare sul tuo lavoro delle Coaching skill ti consiglio di partire da queste 3:

  1. Pensa per conseguenze: un Coach pensa sempre per conseguenze, in questo modo può aiutare il cliente a ragionare sulle proprie priorità. In azienda puoi fare lo stesso: quando tu o il tuo team dovete prendere una decisione sviluppate gli scenari possibili.
  2. Decidi: un Coach sa che prendere una decisione è il modo migliore per affrontare qualsiasi situazione. Anche non decidere infatti è una decisione: l’importante è che sia fatto in modo consapevole.
  3. Trova del tempo per te: un buon Coach sa quando è il momento di rilassarsi e dedicarsi a sé. Il tempo che dedichi a te stesso infatti è un tempo che ti permette di ritrovare il tuo equilibrio e di essere più produttivo.

Da cosa hai deciso di iniziare?

Dormici su

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Dormi che ti passa: e se lo dice l’Università di Berkeley ci si può fidare. Può sembrare banale ma la stanchezza è strettamente correlata all’aumento di stati d’ansia e la mancanza di sonno ne è un potente catalizzatore. E non è una questione di ore dormite ma di qualità del sonno. Ad una migliore qualità del sonno corrisponde un umore migliore e una vita più felice.

Arrivare a sera e giungere al meritato riposo è più semplice quando si trascorre bene anche il resto della giornata. Io credo che tutto inizi dal perché, da uno scopo ben definito che accende una passione. Quando alla mattina ci si sveglia con il desiderio di fare il proprio lavoro, di realizzare il proprio scopo, tutto è più semplice. Parti dallo scopo per individuare gli obiettivi che ti portano vera soddisfazione.

Nello studio realizzato a Berkeley si legge che “i ricercatori hanno scoperto che il tipo di sonno più adatto a calmare e reimpostare il cervello in ansia è il sonno profondo, noto anche come sonno a onde lente con movimento non rapido degli occhi (NREM), uno stato in cui le oscillazioni neurali diventano altamente sincronizzate e diminuiscono sia la frequenza cardiaca e che la pressione sanguigna.”

Per ottenere più facilmente questo stato, i ricercatori offrono 5 consigli utili per una notte di sonno ristoratore:

  • Vai a letto e svegliati alla stessa ora ogni giorno, anche dopo una brutta notte di sonno o nel fine settimana.
  • Mantieni fresca la temperatura della tua camera da letto; circa 18 gradi centigradi sono ottimali per raffreddare il corpo verso il sonno. Indossa dei calzini se hai i piedi freddi.
  • Un’ora prima di andare a dormire, abbassa le luci e spegni tutti gli schermi ei dispositivi elettronici. Le tende oscuranti sono utili.
  • Se non riesci a dormire, alzati dal letto e fai qualcosa di tranquillo e rilassante finché non torna la voglia di dormire. Quindi torna a letto.
  • Evita la caffeina dopo le 13:00 e non andare mai a letto brillo. L’alcol è un sedativo e la sedazione non è il sonno. Blocca anche i sogni del sonno REM, una parte importante del ciclo del sonno.

Infine, il mio consiglio personale: per vivere una vita piena lavora ogni giorno per vivere in funzione della persona che sei, dei tuoi valori e soprattutto del tuo scopo. Tieni un diario della gratitudine da compilare ogni sera e se proprio non ce la fai a tenere un diario scritto sforzati prima di addormentarti di elencare almeno 5 cose (eventi, persone, situazioni) per le quali sei grato nella tua vita.

5 domande (e 5 risposte) sulla tua leadership

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Per costruire una leadership solida in azienda è necessario prendere in considerazione molti fattori. Il ruolo, ad esempio, oppure l’anzianità, il tipo di azienda e lo stadio di sviluppo di quest’ultima.

Lo stadio di sviluppo dell’azienda certamente è importante per determinare lo stile di leadership necessario: una azienda nel “Prime” avrà necessità di leadership molto differenti rispetto a quello che può avere una azienda in uno stadio più avanzato.

Per individuare e riconoscere lo stadio di sviluppo dell’azienda puoi leggere il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. In questo modo sarà anche più semplice comprendere lo stile di leadership da utilizzare.

Per iniziare a costruire la leadership più solida secondo me è necessario rispondere affermativamente a queste 5 domande (e lavorare su quelle alle quali hai risposto negativamente):

Stabilisco obiettivi coerenti con le risorse a disposizione?

Gli obiettivi in un gruppo di lavoro possono essere una molla potente per spingersi tutti insieme verso un risultato positivo. L’importante quando si stabilisce un obiettivo – oltre alla chiarezza nel determinare il risultato – è la disponibilità di risorse. Un leader si occupa del suo gruppo affinché abbia sempre le risorse necessarie per raggiungere l’obiettivo. Ascolta i bisogni del gruppo, può essere molto semplice sapere di cosa ha bisogno.

Mi occupo della crescita degli altri come della mia?

I leader sono bravi a crescere. Sia quando si tratta di crescita personale sia quando si tratta di salire i livelli nell’azienda. Nella mia idea di leader, per essere tali è necessario portare con sé anche gli altri. Non tutti, non a prescindere. Un leader dovrebbe avere la capacità di individuare chi ha le caratteristiche, le qualità e la voglia di crescere. Per essere tale, il leader, ha il dovere di valorizzarle al meglio queste persone.

Fornisco una visione chiara?

I migliori leader sono presenti e trasparenti con il gruppo; raccontano in modo chiaro e tondo il vero stato delle cose. Anche quando le cose non sono così rosee, non lasciano vuoti. I leader autentici infatti forniscono anche una visione chiara che va oltre il momento presente. Ricordi quando abbiamo parlato della giusta misura della fiducia in sé? Basa la tua visione su strategie intelligenti, intuizioni derivate da dati e crea una narrazione coerente.

Riesco a valorizzare i traguardi?

Alcuni dei migliori leader che ho conosciuto avevano una capacità straordinaria di rendere noti gli sforzi e i risultati del proprio team. In questo modo il lavoro del gruppo non passa inosservato. Impegnati a condividere i risultati con il resto dell’organizzazione, alimentali con commenti personali e sponsorizza il merito di ciascun membro del team sottolineando in che modo il suo lavoro ha inciso sul raggiungimento dei risultati. Proprio come faresti in caso di insuccesso andando a cerca cosa non ha funzionato.

Costruisco un’autentica appartenenza?

Costruire l’appartenenza al team è sostanzialmente il frutto di tutte le attività precedenti: quando valorizzi i singoli e il gruppo, quando crei obiettivi e porti risorse, quando fornisci la visione per arrivare ai risultati. L’appartenenza al gruppo è uno stimolo forte che nutre il gruppo stesso e lo spinge verso traguardi ancora più importanti. Nello sviluppo di una azienda questo passaggio è fondamentale.

5 comportamenti che ti aiuteranno a gestire efficacemente la fiducia in te

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La fiducia che esprime un team è innanzitutto la fiducia che ha in sé il suo leader. Le prestazioni di un team guidato da un capo con una bassa considerazione di sé e dei propri mezzi saranno certamente influenzate da questo pensiero, da questa insicurezza. Allo stesso modo un capo con un eccesso di fiducia in sé e nelle proprie capacità porterà ai problemi tipici dell’arroganza.

Come si evitano dunque gli estremi di insicurezza o di arroganza? Come si stabilisce in modo adeguato la fiducia in sé? Come si diventa leader?

In trenta anni di carriera come Business Coach ho visto tanti imprenditori, dirigenti, manager, team leader e professionisti alla guida di gruppi di lavoro affrontare questo dilemma. Li ho visto spesso oscillare, a seconda dei problemi che dovevano affrontare dall’insicurezza all’arroganza e viceversa. Grazie al lavoro che ho fatto con loro ho imparato molto sulla mente e sul comportamento.

Questo è proprio il primo insegnamento che ti invito a raccogliere. Tutta la teoria del mondo non sarà mai paragonabile a una pratica costante: ciò che sapevo quando ho iniziato a fare il Coach è stato fondamentale. Ciò che ho imparato vedendo cosa funziona e cosa non funziona nella pratica, nelle differenti situazioni, con persone diverse, tutto questo mi ha reso il Coach che sono oggi.

Ed è proprio per questa ragione che ho deciso di creare “Il Coaching secondo Claudio Belotti il corso più bello ed emozionante che abbia mai fatto. A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” ho raccolto trenta anni di insegnamenti: tutta la teoria dei miei maestri – da Richard Bandler a Tony Robbins – e l’enorme pratica data da migliaia di sessioni di Coaching, di incontri con realtà differenti, di lavoro – per fortuna e per merito – ad altissimi livelli.

Puoi fare tua questa esperienza e portarla nella vita di tutti i giorni, nel tuo lavoro, in azienda con i tuoi famigliari e i tuoi collaboratori: gestire sé stessi e gli altri per ottenere il meglio. Informati QUI per conoscere come prendere parte a questa esperienza. Nel frattempo, puoi adottare alcuni comportamenti che ti aiuteranno a gestire in modo efficace la tua fiducia:

  1. Impara dagli errori. La prima azione da fare per imparare dagli errori è accettare di averli commessi. Analizza ciò che hai fatto e impara come puoi farlo meglio. È un momento emozionante, lo puoi chiamare debriefing se vuoi, e puoi anche farlo in gruppo. L’importante è scegliere di prendere consapevolezza dei propri errori.
  2. Gestisci il conflitto. Il conflitto può avvenire a molti livelli differenti e richiede un post a sé solo per introdurre l’argomento o un intero audiolibro per spiegare bene la questione. Sicuramente puoi scegliere di affrontare il conflitto perché sciogliere i nodi è il modo migliore per superare rapidamente uno stallo che può minare la fiducia in sé e nel gruppo.
  3. Decidi di decidere. Perché decidere di non decidere è comunque una scelta. Per scegliere bene è importante conoscere i propri bisogni e i propri valori, ciò che ti motiva nel profondo: a “Obiettivi! Special Online Edition” lavori proprio su questo punto per ottenere il massimo nei momenti decisivi (letteralmente decisivi).
  4. Credi nella tua capacità di trovare risorse. Questa è una grande forza. Le persone più sicure e fiduciose che conosco hanno una convinzione potenziante in comune: credono fortemente di avere sempre la possibilità di accedere a delle risorse. Anche quando non le vedono ancora o non sono di fronte ai loro occhi. Come dice la principessa (nonché generale della resistenza) Leia Organa: “La speranza è come il sole, se ci credi solo quando la puoi vedere non supererai la notte.” Così lo sono le risorse.
  5. Agisci. A volte seguire l’istinto è l’unica cosa che fa la differenza. Se sai che è la scelta giusta, anche dopo che hai già preso una decisione di senso opposto, non aver paura a tornare sui tuoi passi per seguire una strada differente. A volte si decide troppo con la testa e non si dà retta alle proprie sensazioni. E appena presa la decisione ci si accorge subito che non era quella giusta. Impara a dare spazio al tuo istinto: sa cose che tu non sai ancora.

Qual è il vantaggio principale dell’avere obiettivi chiari?

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Stabilire degli obiettivi chiari non significa solo stabilire la meta. Quando facciamo insieme la definizione degli obiettivi individuiamo anche le risorse necessarie per raggiungerli, la motivazione che ti porterà lì e visualizziamo la persona che sarai una volta raggiunti. Oggi come oggi esistono molti metodi semplici per stabilire degli obiettivi. Il metodo più semplice? L’ho raccolto in questo ebook che puoi scaricare gratuitamente e con il quale puoi lavorare da solo sulla costruzione efficace di un obiettivo.

Ma si può fare di più. Tu puoi fare e avere di più. La grande differenza che ottieni quando partecipi al webinar “Obiettivi! Special Online Edition” è la stessa che passa fra entrare in macchina di corsa e in ritardo,  impostare la destinazione sul navigatore e partire (con tutte le difficoltà del caso, le indicazioni non chiare, le uscite che salti, gli autovelox nascosti, i pedaggi, i rallentamenti imprevisti); e stabilire il giorno prima del viaggio la strada, verificare quali strade ti consiglia il navigatore e quali invece vorresti percorrere tu, sapere quanto ti costerà, fare il pieno e prepararsi una scorta di acqua e cibo se il tempo in coda dovesse prolungarsi.

Un viaggio, anche un’avventura, necessita di preparazione perché se conosci bene la meta da raggiungere e hai un’idea – anche vaga – della strada puoi goderti la trasformazione e concentrarti su ciò che conta di più per te. Per fare questo è utile sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità. In attesa di vederti online a “Obiettivi! Special Online Edition” (clicca sul link per riservare il tuo accesso) ti offro 3 consigli utili per sviluppare le caratteristiche necessarie:

Prenditi cura di te: se vuoi sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità hai bisogno di stare bene. È un benessere complessivo che riguarda corpo e mente. Quando programmi il tuo viaggio puoi pianificare le risorse che ti serviranno per affrontarlo. Assicurati di mettere insieme tutte le risorse necessarie (e di lasciare quelle che non servono).

Scegli i tuoi compagni di viaggio: da solo puoi andare veloce, insieme potete andare lontani. Dipende cosa stai cercando in questa fase della tua vita. In ogni caso se hai con te delle persone speciali, molto probabilmente desideri portarle con te. L’ecologia di un obiettivo si misura nella sostenibilità del risultato. Quando programmi un obiettivo puoi vedere prima cosa otterrai e sapere se è proprio ciò che vuoi.

Nutri la tua forza di volontà: ogni obiettivo prima di essere raggiunto nella realtà è raggiunto nella mente. Lavorare sugli obiettivi ti aiuta a trovare la motivazione necessaria per andare dove desideri. Nutri questa forza di volontà quando non hai voglia di alzarti, di lavorare o di allenarti prendi quel desiderio e utilizzalo per sfidarti. Fai ciò che devi e otterrai ciò che vuoi.