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crescita personale Archives - Claudio Belotti

Le 3 caratteristiche (più una) fondamentali per un manager

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Nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni) ho raccolto l’esperienza ultraventennale come Business Coach nelle aziende più grandi e a contatto con imprenditori illuminati e manager con idee innovative e approcci inconsueti. Tutto questo know-how è a tua disposizione e può applicarlo nella tua azienda per portarla a quello che lo stato di grazia, lo stadio del Prime.

Tutto ha inizio molti anni fa – non ricordo più quanti, ma tanti – in uno dei numerosi seminari di Robbins al quale collaboravo. Il grande Tony ci parlò di un concetto che mi colpì (non che fosse la prima volta, né è stata l’ultima). Ci parlò delle identità nel mondo del lavoro. Ci disse che ognuno di noi, per natura, può avere una prevalenza di uno fra tre diversi modi di pensare.

Sul lavoro, infatti, diceva Robbins, ci sono tre anime. Tutte belle, tutte necessarie al mercato e molto diverse tra loro. Di queste tre, solitamente ne abbiamo una molto sviluppata, una meno e una quasi per niente. Ovviamente nessuno di noi è una cosa sola, siamo animali complessi, ma questa generalizzazione ci può aiutare. I tre “tipi” sono: l’artista, il manager, l’imprenditore (business maker). 

Sapere qual è la tua anima prevalente e quale quella secondaria è importante per assicurarti di avere persone diverse vicino a te: infatti se ragionate tutti allo stesso modo vi farete male, imprenditorialmente parlando. Non si vince un campionato con soli portieri e difensori. Cerca di capire chi sei e di chi o cosa hai bisogno. Portali in azienda, ascoltali e impara da loro.

Se la tua anima è quella di un imprenditore e hai bisogno di trovare manager ci sono almeno 3 caratteristiche (più una) che devi ricercare. Vediamole insieme:

Manager Coach. Un buon manager dovrebbe essere anche un buon Coach. Sono trascorsi ormai già molti anni da quando la prestigiosa università di Harvard ha individuato il Coach come professione del futuro e le Coaching skill come elementi fondamentali in qualunque professione o mansione che preveda la gestione, il coordinamento e la guida delle persone. La gestione dello stato emotivo, le competenze di negoziazione, le abilità di valutazione delle risorse umane sono tutte caratteristiche fondamentali per un manager.

Delega. La delega a volte viene intesa in modo negativo come il tentativo di scaricare lavoro sugli altri. Non è così: la delega è innanzitutto responsabilizzazione. Un manager leader deve avere la capacità di creare altri leader. I team di lavoro non devono dipendere dalle decisioni del manager, deve essere in grado di gestire a sua volta le piccole decisioni che fanno andare avanti il lavoro in modo scorrevole. Delegare infatti non significa disinteressarsi. Significa dare valore, valorizzare il lavoro delle persone permettendo loro di crescere.

Competenze. Un manager deve essere competente del settore in cui opera. Soprattutto quando deve guidare una squadra di tecnici, deve avere competenza nella materia specifica. Mettere alla guida di un settore una persona che non ha competenze in quel settore può rendere molto complessi sia la creazione di fiducia, sia la capacità di controllo, sia il coordinamento del lavoro.

Infine, una caratteristica fondamentale è la capacità di prendere decisioni. Nel lungo periodo l’errore si paga molto meno dell’essere rimasti fermi. Prendere decisioni è molto utile per uscire da impasse pericolose. Una decisione rapida e sbagliata è sempre meglio di una decisione tardiva o di nessuna decisione. Nel primo caso infatti ci si dà la possibilità di recuperare.

Allena la fiducia in te!

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“Dovrei chiedere scusa a me stessa per aver creduto di non essere mai abbastanza.” Alda Merini

Ognuno di noi dovrebbe chiedere scusa a sé stesso per non aver creduto in sé, per non essersi fidato di una intuizione, per non aver creduto di essere abbastanza per qualcuno o qualcosa. E dopo essersi chiesti scusa ci si dovrebbe perdonare, perché capita a tutti di commettere questo errore di valutazione.

Ognuno di noi prima di comprendere quanto vale ha bisogno di lavorare su di sé. Io ho iniziato a spiegare qual è il modo che preferisco nel mio libro “La vita come TU la vuoi nel quale trovi tutto il necessario per definire, progettare e realizzare il tuo progetto più bello: TU.

Se hai già acquistato il libro e stai aspettando di riceverlo a casa, puoi iniziare subito ad allenare il tuo amor proprio, la tua fiducia in te e la tua consapevolezza, in tre semplici modi:

Apprezza ciò che hai: pratica la gratitudine, anche e soprattutto verso la persona che sei e non solo verso ciò che hai. Riguarda al passato e vedi ciò che hai fatto. Le decisioni giuste che hai preso e che ti hanno portato dove sei. Le decisioni sbagliate che ti hanno fatto apprendere ciò che sai. Più diventi consapevole della ricchezza che possiedi quando hai un patrimonio enorme di errori più sei consapevole che potrai andare lontano. Gli errori sono il carburante meno utilizzato per far muovere la macchina della vita. Ma quando impari nessuno potrà fermarti.

Pensa che sei in grado di determinare il tuo futuro: e il modo migliore per lavorare sul tuo futuro è quello di prenderti cura del presente. Ognuno di noi si racconta delle storie nella propria testa. “Sono stanco, sono povero, sono troppo giovane o troppo vecchio” e magari lo fa senza pensarci. Come quando usi una brutta parola per errore di fronte a tuo figlio e lui inizia a ripeterla a ripetizione. Usa con te parole che vuoi sentire ripetere e le parole che ti servono per andare avanti. Diventerai il miglior sponsor di te stesso.

Trova il tuo standard: il successo e la felicità si misurano sulla base della tua idea di successo e felicità. Quando ti dici che non sei abbastanza, ti stai chiedendo abbastanza rispetto a chi o rispetto a che cosa? Qual è lo standard che utilizzi per misurare le tue performance? Se cucini e misuri il tuo uovo strapazzato con un uovo in camicia con scaglie di tartufo bianco cucinato da uno chef stellato, ti stai facendo del male. Il tuo metro di paragone è innanzitutto ciò che sai fare tu. E se fino a ieri non eri in grado di cucinare nulla e oggi puoi metterti a tavola un piatto caldo e gustoso, questa è la differenza che puoi apprezzare in te. Ed è abbastanza.

Come gestire le tue emozioni durante una conversazione difficile

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Hai presente quelle conversazioni nelle quali si parte da posizioni lontanissime? Quelle conversazioni nelle quali devi affrontare punti che consideri fermi o devi mettere in discussione il tuo punto di vista, il modo in cui sei abituato a fare qualcosa, l’idea che hai ragione o forse anche una decisione che hai preso? Quando si affronta una conversazione come queste, carica di tensione e nervosa, è difficile non farsi coinvolgere emotivamente.

Questo è ciò che Daniel Goleman chiamava “dirottamento emotivo” o “dirottamento dell’amigdala”, quando il tuo corpo si prepara al combattimento, ad affrontare un pericolo e ti mette nelle condizioni migliori per affrontare un animale selvatico, non certo quelle per condurre una discussione a una conclusione che garantisca la massima soddisfazione a tutti e la tua tranquillità. In questi casi è fondamentale mantenere lo stato emotivo più utile e la PNL ci può aiutare in questo.

Vediamo insieme come:

Respira. Questa è la base. Prima di iniziare una conversazione, un incontro, uno speech, una presentazione o qualunque attività ti metta in qualche modo in uno stato emotivo poco utile, lavora sulla tua respirazione. Ci sono molte tecniche che puoi utilizzare, la più semplice è concentrarsi, fare alcuni profondi respiri e poi seguire il normale andamento del respiro. Ripeti mentalmente inspira ed espira, segui il tuo ritmo. Oppure se non hai tempo di farlo prima, quando inizi a notare che ti stai irrigidendo, nota la sensazione dell’aria che entra e esce dai polmoni, il movimento del torace, l’espandersi dei polmoni. Questo ti aiuterà a regolare fisicamente il tuo stato emotivo.

Etichetta le tue emozioni. Presta attenzione a quello che stai provando e dagli un nome. Un nome che ti aiuti a ottenere di più da quella emozione. Come ho detto spesso io credo che la formula della Performance creata dal grande Tim Gallwey possa essere migliorata. La Performance infatti nella sua formula è data dal potenziale meno le interferenze. Nella mia formulazione io credo che le interferenze debbano essere quanto più possibile integrate. Proprio per questa ragione ti dico: integra le emozioni. Se provi ansia, riconosci che sei emozionato. Se provi rabbia, che questa conversazione ti coinvolge. Se hai paura, che ci tieni. Trova le etichette più utili per il momento che vivi.

Guarda con attenzione ciò che provano gli altri. E’ molto probabile che in una discussione carica di tensione tu non sia l’unica persona che si sente a disagio. Osserva con attenzione ciò che prova e come lo esprime. Anche se non sei nella posizione di poter offrire consigli come “respira regolarmente”, che magari potrebbero essere fraintesi e creare una ancor maggiore tensione, potresti lasciare che l’altra persona si sfoghi e lasci uscire attraverso le parole tutta la sua rabbia e frustrazione. Una volta che avrà terminato, sarà più semplice e che a carica emotiva si sarà ridotta sarà più semplice gestire la conversazione.

Infine, un consiglio sempre valido: quando il livello dello scontro si alza in maniera eccessiva, trova il modo di creare delle pause, delle bolle d’aria nelle quali placare il ritmo della conversazione. Potresti bere un sorso d’acqua e offrirlo agli altri. Potresti chiedere un minuto di pausa per andare in bagno. Se sei tu a condurre la riunione, potresti chiedere a una persona di allontanarsi un momento dalla stanza. Quando si crea una situazione di stallo, creare un cambiamento attraverso una azione può cambiare radicalmente la storia di una discussione o di una riunione.

3 semplici attività per gestire meglio il tuo carico di lavoro

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Ogni tanto sul lavoro può capitare di avere dei momenti nei quali gli input si moltiplicano improvvisamente: mail a raffica, telefonate, messaggi, task da concludere. Se hai momenti nei quali ti sopraffatto dal tuo carico di lavoro, ho alcuni suggerimenti per te. Uno degli insegnamenti fondamentali della PNL è che cambiare il tuo comportamento è probabilmente il modo migliore e più veloce per cambiare le tue emozioni e i tuoi pensieri. Il viceversa è molto più difficile.

Se sei stanco, stressato e non riesci a trovare la concentrazione osserva il tuo respiro. Come è? Alto e corto? Un respiro che non riempie i polmoni e non espande la cassa toracica, un respiro breve. Prima di iniziare a mettere in pratica le attività che ti suggerisco tra poco, ti invito sempre a prendere consapevolezza della tua respirazione. Attraverso il respiro il corpo regola immediatamente la tensione muscolare. Con respiri lenti rilasci la tensione e inizi a concentrarti mentre la mente riprende la sua capacità di pianificazione. Cambi comportamento, cambiano le tue emozioni. Pronto? Iniziamo:

La prima attività che puoi svolgere per gestire meglio il tuo carico di lavoro è l’allenamento a un miglior dialogo interiore. Migliore è ciò che ti dici, migliore è la sensazione di calma e controllo. Un esempio pratico: “tra tutte le attività che ho da fare posso scegliere da quale iniziare e so che concentrandomi su di una cosa per volta otterrò un risultato migliore e se non riuscirò a finire tutto oggi, accetterò che ho fatto tutto ciò che era possibile”. Scegli tu quale frase ti fa sentire meglio, trova le frasi positive – cioè espresse in forma positiva – che possono farti sentire bene con te stesso e con quello che stai facendo.

La seconda attività riguarda le tue aspettative. Spesso capita che quando lavoriamo ci creiamo delle regole che finisco per crearci problemi. Un esempio classico: l’iperreattività. Conosco persone che vivono attaccate a una macchina. Non sono persone con un problema medico: nonostante ciò non si staccano mai dal proprio telefono. Le vedi rispondere a ciclo continuo a e-mail di lavoro, messaggi, senza sosta. Nella mente hanno una vocina che dice “rispondi subito o penseranno che lavori poco” oppure “rispondi presto per far vedere che sei sul pezzo”. Questa mentalità alimenta un ciclo di mail e comunicazioni fuori orario o senza orario. Con un tempo di risposta più rilassato potresti comunicare ad esempio che desideri rispetto per il tuo tempo. Prova a spezzare l’incantesimo.

La terza attività è la mia preferita da diversi anni ormai: prenditi del tempo libero quando ti serve, non aspettare un ipotetico “momento giusto”. Quando sei stanco e stressato, il momento giusto infatti è già trascorso. Questa è una di quelle scelte che ti migliorano la vita. Prendersi del tempo per sé significa scegliere di cambiare il proprio stato emotivo in meglio e allo stesso tempo ricaricare le energie. Segui le tue passioni, dedica del tempo a costruire qualcosa: svolgi un’attività che faccia accrescere quelle passioni, allo stesso tempo crescerai anche tu.

3 semplici strategie per fare di più in meno tempo

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Mediamente oggi le persone hanno un carico di lavoro giornaliero del 110%. Questo significa che anche sforzandosi al massimo, a fine giornata, resterà sempre qualcosa ancora da fare che dovrà essere eliminata o rinviata ai giorni successivi. Il fatto che 110% sia una media, come per la statistica del pollo di Trilussa, se la media dice 110% significa che alcune persone vanno ben oltre questa quantità di lavoro (e altri ovviamente fanno molto meno).

Quelli che fanno molto meno, comunque, non è detto che siano in grado di gestirlo. Questo post infatti si rivolge tanto agli stakanovisti quanto alle persone che hanno bisogno di un metodo per poter fare di più. Se i primi infatti sicuramente hanno già imparato a dare la priorità, a pianificare, a delegare, a concentrarsi e meditare, per tutti resta il consiglio sempre valido: bisogna aumentare l’efficacia delle proprie azioni in modo da poter dedicare meno tempo e fare ugualmente un buon lavoro.

Ogni persona e ogni situazione richiedono strategie personalizzate. Il bello di conoscere e praticare la PNL – la Programmazione Neuro-Linguistica – è che puoi imparare a conoscerti, a comprendere come funzionare al meglio e ottenere di più nel modo più sostenibile. Quando frequenti il “Basi di PNLti insegno come conoscere meglio fin da subito il modo in cui ad esempio raccogli le informazioni e le immagazzini nella mente. Nel frattempo, ti propongo 3 semplici strategie per trovare la tua efficacia. Puoi utilizzarne anche solo una per migliorare fin da subito:

  1. Stabilisci quanto tempo vuoi dedicare
    Per fare un buon lavoro in meno tempo è fondamentale stabilire in anticipo quanto tempo dedicare a un compito. Anche se non hai idea del carico di lavoro. Stabilisci un tempo per le varie fasi, anche in relazione al resto delle attività che hai da svolgere. Questo ovviamente non garantisce che finirai il lavoro nel tempo previsto. Sicuramente ti può aiutare a prendere consapevolezza del tuo ritmo di lavoro e migliorare. Un buon obiettivo in PNL [LINK BASI] è – tra le altre cose – sempre misurabile.

  2. Stabilisci quali sono le aspettative
    Le tue e quelle delle altre persone coinvolte. Quando assumi un incarico nuovo è bene ascoltare tutte le persone coinvolte per comprendere quali sono le aspettative rispetto alla tua gestione. Quali sono gli aspetti più importanti del tuo lavoro? In cosa puoi fare la differenza? A volte si pensa che sia necessario fare tutto mentre le persone hanno già un grado di autonomia tale che basta solo un indirizzo iniziale e un controllo finale. Se conosci lo stadio di evoluzione della tua azienda e del settore in cui lavori – te lo racconto nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni
     – puoi fare questo in maniera ancora più precisa.

  3. Crea un modello e riutilizza i materiali
    Quando si tratta di email, comunicazioni, presentazioni o proposte simili è lecito utilizzare un modello. Anche nel Coaching accade questo. Fai attenzione: io sono contrario ai protocolli, perché non esiste una formula magica che si applica a tutti, sempre. Allo stesso tempo non si può ripartire sempre da zero. Questo significa avere un metodo e di volta in volta utilizzare gli strumenti più giusti. Proprio per questo, a fianco al modello puoi sviluppare per esempio una lista di controllo. Questo è molto utile per attività ripetitive come report a scadenza fissa, presentazioni di un determinato prodotto o ordini del giorno delle riunioni.

Ricarica le tue energie mentali naturalmente

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Ogni tanto hai bisogno di ricaricare la mente. Durante la giornata capita spesso di dedicare energie importanti concentrati sul lavoro che si sta svolgendo. A intervalli regolari è naturale provare la sensazione di aver dato tutto il possibile. A quel punto, in molti si costringono a proseguire nel lavoro, magari con il supporto di un caffè o di una bevanda energetica, pensando che per fare di più serva aggiungere qualcosa. In realtà ciò che serve è togliere qualcosa, svuotare la mente.

La cosa migliore per il nostro cervello è uscire e camminare (o correre). Se possibile, andare nel verde, nella natura, in un parco. Diversi studi scientifici hanno evidenziato che l’interazione con la natura migliora in maniera effettiva le capacità cognitive. Non è solo una cosa utile per un essere umano quella di spegnere gli schermi, mettere a tacere i telefoni e fare una passeggiata fuori: è una vera necessità. Nella natura la funzionalità del cervello si trasforma, proprio sotto il profilo biochimico.

L’effetto più importante della natura sul cervello è legato alla riduzione dello stress: un’esposizione alla natura anche di pochi minuti può ridurre i livelli di ansia e stress, abbattendo gli effetti del cortisolo. Alcuni neuroscienziati arrivano persino a sostenere che basti anche solo un’immagine della natura, del verde, di un bosco ad esempio, per ridurre i livelli di stress: è utile saperlo ma se hai la possibilità di uscire a fare quattro passi, è sicuramente meglio. La corsa poi sprigiona endorfine e il gioco è fatto

In PNL è una cosa che sappiamo bene. Il movimento è utilissimo per fare dei cambiamenti di stato: quando vai a intervenire sulla “fisiologia” – per semplificare possiamo dire che in Programmazione Neuro-Linguistica la fisiologia corrisponde sostanzialmente alla parte fisica del corpo – influisci anche sullo stato emotivo. La mente influenza il corpo e il corpo influenza la mente: puoi ritrovare la concentrazione e meditare per dieci minuti o andare a fare una passeggiata. E se non hai familiarità con la meditazione il primo passo utile per uscire da una impasse è aprire la porta e camminare!

L’errore è un insegnante generoso

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La parte più difficile quando si sbaglia è perdonarsi. Quella migliore è imparare dall’errore e andare avanti. Molto spesso infatti quando si incappa in un errore si tende a farsene una colpa, a rimuginare sull’accaduto e su quella sensazione spiacevole. Gli sbagli sono una parte fondamentale della crescita, una parte necessaria perché sono il simbolo stesso dell’inizio di una nuova attività, di un modo diverso di fare le cose o ancora sono il simbolo di un processo da migliorare. L’errore è un insegnante generoso per la crescita personale.

Proprio per questa ragione è necessario capire prima possibile che gli errori non vanno ignorati e soprattutto che non si cancellano. Si conserva l’insegnamento e si cambia l’emozione collegata. Questa in Programmazione Neuro-Linguistica è quella che chiamiamo una ristrutturazione: tieni la memoria dell’evento e cambi il modo in cui ti ha fatto sentire. Una tecnica per farlo in modo efficace si chiama “Cambio di storia personale” e permette di guardare al tuo passato in modo diverso, più utile per il tuo presente.

Permettersi di sbagliare significa volersi bene, essere pronti a fare qualcosa di gentile per sé stessi. Per questo ti parlo spesso del concetto di integrità. Cosa significa essere integri? Significa non essere spezzettati, essere tutti d’un pezzo cioè accettare tanto i nostri pregi quanto i nostri difetti. Anche perché non è detto che quello che ritieni essere un difetto sia sempre tale. Ogni comportamento può essere adeguato in una determinata situazione. L’attenzione e la meticolosità possono essere un difetto quando si svolge un compito che non richiedere accuratezza – e portare a errori – mentre potrebbe essere particolarmente utile in compiti nei quali la precisione è determinante.

Infine, per apprezzare e mettere a frutto nel modo migliore i propri errori è necessario fare rimanere concentrati su ciò che si sta facendo. Mettere il massimo dell’impegno nel proprio lavoro significa non avere rimpianti: quando sai che hai fatto il massimo, non ti chiedi se avresti potuto fare di più.

3 lezioni fondamentali di PNL

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Nella vita di tutti i giorni raggiungere un equilibrio fra lavoro e tempo libero è molto importante. A volte può essere difficile perché il lavoro spesso tende a prendere il sopravvento e poi gli eventi della vita ci ricordano quante altre cose importanti ci siano, se solo ci prendiamo il tempo per vederle e per sentirle.

Grazie agli strumenti che mette a tua disposizione la Programmazione Neuro-Linguistica, puoi comprendere meglio quali sono gli aspetti più importanti, per TE. Il bello della PNL è che ti offre la possibilità di lavorare sulla tua esperienza – su ciò che vivi, che hai vissuto e anche su quello che vivrai – in modo da ristrutturare il significato dell’esperienza passata, il senso di ciò che vivi oggi e guardare nella giusta prospettiva il futuro che vuoi realizzare.

Ci sono tre lezioni fondamentali – fra le tante che la PNL mi ha insegnato in questi anni – che voglio condividere con te:

  1. Come leader è tuo compito guardare avanti. Allo stesso tempo devi ricordare che le persone che vivono con te, i tuoi cari, la tua famiglia sta vivendo la sua vita, con le sue sfide e difficoltà. Quando raggiungi i tuoi obiettivi, ricordati quanto sono importanti le persone che hai al tuo fianco: aiutale a riconoscere i loro progressi e fornisci loro il supporto di cui hanno bisogno per realizzarsi come stai facendo tu.
  2. Definire lo scopo e incanalare la sua forza è cruciale per essere il leader che desideri. Se non hai ancora definito in modo chiaro lo scopo della tua vita, potresti fare cose che alla fine non ti rendono felice o appagato. Per iniziare a definire il tuo scopo ripensa alle sfide più difficili della tua vita, alle esperienze che hai vissuto e che ti hanno formato. Hai trasformato quelle avversità in risorse? Cosa ti ha spinto a farlo? Se il tuo io di oggi potesse parlare con il tuo io di qualche anno fa, che consiglio gli darebbe?
  3. Impara a dire qualche no. Non tutte le sfide ti porteranno dove desideri essere. Non tutte le novità ti faranno crescere. Dire di sì a tutto non è utile per nessuno: ti sovraccarica e ti porta a dedicare meno attenzione alle tue priorità più importanti. Quando qualcuno ti chiede di fare qualcosa di nuovo chiediti se accettando faresti un buon uso del tuo tempo e se la scelta si allinea al tuo scopo, ai tuoi valori, alla tua identità. A volte, la cosa migliore che puoi fare è dire rispettosamente no, grazie.

Essere un nuovo manager

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Può essere complicato assumere il ruolo di nuovo manager in una azienda già grande e strutturata. Allo stesso tempo è un evento che accade spesso. In tutte le grandi aziende c’è un turnover di manager e di frequente – anche in Italia – sono ragazzi giovani ad assumere ruoli di gestione e decisione. Meno spesso questo accade anche nelle aziende più piccole, dove invece capita che si cresce per linee interne.

Qualunque sia la modalità con la quale vieni inserito in un ruolo manageriale, se sei giovane o comunque alla prima esperienza in questo ambito, puoi incontrare qualche difficoltà. Imparare a conoscere lo stadio di sviluppo della tua azienda – e del settore aziendale specifico in cui operi – può darti maggiore sicurezza e una consapevolezza in più.

Nel mio ultimo libro “Gli Stadi del SuccessoRoi Edizioni ti spiego in maniera semplice e chiara quali sono le caratteristiche che identificano lo sviluppo di una azienda. In questo modo potrai comprendere in modo rapido quali sono le dinamiche più importanti alle quali fare attenzione. Poi si tratta di iniziare a tradurre la tua visione in realtà.

Perciò quando assumi il ruolo di manager, può sembrarti allettante provare a te stesso e agli altri che sei in grado di prendere decisioni rapide. Se mi conosci e mi segui sai bene quanto sia favorevole alle decisioni rapide: sono quelle che ti offrono più tempo per migliorare. In ogni caso, se sei nuovo in quella azienda o in quel ruolo, fino a quando non avrai familiarità con le dinamiche interne all’azienda, rischi di giudicare i processi e le persone in maniera superficiale.

Quindi è importante studiare e allo stesso tempo gestire la tua voglia di “fare qualcosa”. Invece di agire d’impulso, concentrati sull’ascolto, sull’osservazione e sull’apprendimento delle persone chi ti circondano, dei tuoi collaboratori e dipendenti. Prendi appunti su ciò che ascolti e assicurati di parlare con quante più persone possibile.

Una volta che hai costruito la tua rete di informazioni e di conoscenze, inizia a sondare il terreno attraverso decisioni che dimostrano la tua attenzione e il tuo rispetto per le persone e le loro aspettative. Questo aiuterà le persone a essere più motivate nell’impegnarsi e avranno la possibilità di valutare nella giusta ottica i progressi. Sia i tuoi che i loro.

3 consigli per essere un genitore efficace

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Quando si tratta di crescere i propri figli i genitori hanno spesso preoccupazioni e incertezze. Non sanno se stanno facendo bene e a volte si chiedono in che modo potrebbero fare meglio. Sono tutte premure legittime e create da quell’immenso amore che un figlio o una figlia creano dal nulla, fin dal momento della nascita.

Crescere dei bambini e farli diventare degli adulti di valore è un mestiere complesso. Ma come tutte le cose complesse va affrontata un pezzetto alla volta. Al contrario si rischia un sovraccarico e non serve a nessuno. Conoscere la PNL certamente aiuta.

Quando affronti per la prima volta la calibrazione – che è proprio una delle basi della Programmazione Neuro-Linguistica – impari subito che c’è un livello di comunicazione naturale basata sul non verbale, molto potente. Quel livello di comunicazione, ad esempio, è molto sviluppato nei bambini che captano subito i nostri cambi di stato – o di umore, se preferisci – e si innervosiscono quando noi siamo nervosi mentre è molto più facile calmarli quando anche noi siamo calmi.

Oggi come oggi essere genitori è diventato ancora più complesso. Eppure, abbiamo anche molti strumenti in più per realizzare il nostro desiderio di essere genitori migliori. Ho scelto tre idee pratiche per chi desidera fare il genitore in modo più efficace e mettere a frutto tutto quell’amore creando qualcosa di utile e bello per il futuro dei propri figli.

3 consigli per fare il genitore in modo efficace:

  1. Inventa le favole. Cosa c’è di più bello della favola della buona notte? E’ un momento di grande intimità nel quale si possono creare fantasie meravigliose che accompagneranno i bambini durante il sonno e attraverso i sogni. Quando non ne puoi più di leggere sempre gli stessi libri, coinvolgi i tuoi figli in un gioco: fagli creare i personaggi e tu sviluppa la trama. Un racconto sempre nuovo ogni sera – anche se i personaggi saranno sempre più o meno gli stessi – cambiando ambientazioni e avventure.
  2. Valorizza le qualità. Tuo figlio è bello, è dolce, è intelligente e di tanto in tanto va bene ricordarlo. Cosa ben più importante è fare in modo che capisca che essere bello e intelligente non è la soluzione a tutti i problemi. Anche perché la bellezza è quanto di più relativo e le intelligenze che esistono al mondo sono molteplici. Valorizza e incoraggia la sua perseveranza, premialo quando sbaglia e impara dal suo errore (aiutalo a capire cosa ha sbagliato e come migliorare) e spingilo a fare esperienze diverse a tenere la mente aperta.
  3. Dagli ciò di cui ha bisogno. Che è molto diverso da ciò che vuole. Fare il genitore in modo attento significa sapere distinguere le necessità dai capricci, le preferenze caratteriali dalle fantasie del momento. Il modo migliore per farlo è attraverso l’esempio. Fai ciò di cui hai bisogno, prima di fare ciò che vuoi. E spesso ti accorgerai che ciò di cui hai bisogno è un po’ di tempo di qualità con i tuoi figli.