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Vuoi essere subito più felice? Smetti di fare queste 3 cose

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Il maggior ostacolo alla felicità è nell’atteggiamento che hai nei confronti della tua stessa felicità. E lo stesso vale per il successo. Sono entrambi soggettivi cioè dipendono totalmente da cosa prendi in considerazione della tua realtà e dal modo in cui lo fai. Sembra complesso ma in realtà è molto semplice: cosa sono per te felicità e successo?

Se non hai ancora dato una definizione, forse è arrivato il momento giusto per farlo. La felicità è un senso di benessere e scopo, si trova quando si trova la propria direzione. Quante volte nel traffico hai provato rabbia o frustrazione perché sbagliando strada hai pensato che quel tempo, quella strada, fosse inutile? Ecco, anche nella vita quando provi rabbia o frustrazione in ciò che fai probabilmente è perché ti senti su di una strada inutile.

Nel mio libro “La vita come TU la vuoi” ti invito a realizzare un menu di attività che ti danno felicità e appagamento. Fare queste attività migliora la percezione della qualità della tua vita. Proprio per questa ragione una volta che hai identificato quali sono dovresti dedicare loro tempo e impegno. La felicità si conquista con l’azione.

Inoltre, ci sono alcuni comportamenti che possono distrarti dalla tua ricerca della felicità e influire negativamente sul modo in cui approcci alla vita. Sai quali sono? Te lo racconto io, con 3 esempi pratici:

  1. Concentrarsi su ciò che non va. Va bene analizzare bene i fati e farsi un’idea della realtà. Allo stesso tempo non è sempre utile fare la lista dei problemi. Molto spesso anzi è vero il contrario: partire da ciò che si ha. Partire da ciò che si ha infatti è un ottimo modo per determinare le possibilità di scelta e più sono e meglio è.
  2. Stare fermi. La felicità è legata strettamente all’azione, ad una azione consapevole, mirata e direzionale. Si agisce infatti per realizzare il proprio obiettivo, per soddisfare il proprio scopo. L’azione porta quel senso di appagamento e benessere che ciascuno desidera per sentire con pienezza la vita.
  3. Utilizzare con sé stessi parole negative. È importante sapere bene che ogni parola ha un differente effetto sulla propria psiche. Ogni parola è associata a immagini, suoni, sensazioni ed emozioni differenti. Sapere scegliere le parole più efficaci è il metodo migliore per cambiare la realtà vissuta. E migliorarla drasticamente.

Come affinare la tua capacità di giudizio in azienda

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Per ottenere risultati è necessario imparare a decidere e il modo migliore per imparare a prendere decisioni efficaci è quello di sviluppare una eccellente capacità di giudizio. Questo vale tanto nella vita di tutti giorni quanto e soprattutto in azienda dove queste decisioni possono influire su elementi importanti come i numeri del bilancio o fondamentali come la vita delle persone.

In questo senso hai mai pensato a quanto può valere la guida di un Business Coach per un manager, un Amministratore Delegato che prende decisioni che influiscono sulla vita di centinaia, spesso migliaia, di persone? Essere un Coach Straordinario significa essere al centro dell’azione, contribuire a fare la differenza in modo speciale. A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” ti racconto cosa serve per fare questa differenza, quali sono gli strumenti che funzionano meglio e in che modo si lavora per raggiungere i risultati desiderati.

Ma come si fa a migliorare la propria capacità di giudizio? Innanzitutto, con l’esperienza. Per prender decisioni migliori è necessario iniziare a prendere decisioni e notare ogni volta che si commette un errore (o che si fa una scelta positiva) cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato. Poi per affinare questa capacità in modo ancor più rapido puoi fare attenzione a questi 3 comportamenti:

  1. Attenzione al confirmation bias. Il bias della conferma infatti è uno dei tanti bias cognitivi che rendono complesso ogni processo decisionale: nel mio audiolibro “Impara a decidere bene evitando le trappole mentali” o nel più recente audiobook realizzato insieme alla nostra Extraordinary Coach Chiara Arlati “Decisioni: Come guidare i processi decisionali al meglio nel business e nella vita” ti spiego passo passo come prendere decisioni migliori e aggirare le trappole mentali di questo (e di molti altri) bias cognitivi. Il modo migliore per evitare questo bias è quello di cercare un contraddittorio rispetto alla tua opinione. Un buon amico, un confidente, un Coach: qualcuno che ti aiuti a chiarire il tuo punto di vista e quali possono essere gli altri punti di vista sulla questione.
  2. Cercare 3 opzioni. Per scegliere servono sempre almeno tre opzioni. Infatti, se hai una sola opzione semplicemente non hai scelta. Se ne hai due sei di fronte a un dilemma. Da tre opzioni in su hai veramente una scelta. Non ti fidare di chi ti dice che hai una o due opzioni: cercane sempre almeno una terza. Poi è possibile che le prime opzioni fossero le migliori, questo non conta. Per affinare la propria capacità di giudizio è necessario espandere in ogni possibile occasione le proprie possibilità di scelta.
  3. Sviluppa la tua capacità di ascolto. Per affinare la tua capacità di giudizio devi essere in grado di ascoltare in modo attivo le informazioni che ricevi. La capacità di ascolto infatti si lega perfettamente con la capacità di fare domande per ottenere informazioni utili. La proattività rispetto al recupero dei dati è un approccio straordinario per prendere ottime decisioni e per aiutare le altre persone a farlo.

Quale comportamento migliorerai per primo per affinare la tua capacità di giudizio?

Il potenziale dell’azienda (è nelle tue mani)

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Il ruolo del fondatore in una start-up è un ruolo chiave. Parlo al singolare (e al maschile) solo per convenzione ma qualunque sia il numero (e i generi) dei fondatori di una azienda essi ne sono il cuore, la mente, la bussola, l’ancora di salvezza.

Nel mio ultimo libro, Gli Stadi del Successo Roi Edizioni affronto questo tema: come si porta (o riporta) una azienda al massimo della prestazione?

Ogni azienda infatti attraversa molti stadi di evoluzione nel corso della sua vita. A partire dal momento di start-up fino alla completa maturità ciascuna azienda esprime il suo potenziale. Quanto? Beh, dipende.

Ogni azienda esprime in tempi diversi un potenziale differente e per quanto i percorsi siano diversi, i passi sono molto simili. E fare quelli giusti è sempre possibile.

Ed è proprio per questa ragione che il fondatore deve sempre tenere a mente 3 elementi chiave del successo di un’azienda:

  1. Molto probabilmente già oggi hai molto più successo di quello che pensi. Da dentro – all’azienda, al lavoro, all’impegno quotidiano – è difficile vedere come si è diventati. Anche per questo serve un buon amico, un consulente o un Coach che ti aiuti a guardarti da fuori.
  2. Se non stai vedendo il tuo successo molto probabilmente stai facendo due errori: il primo è che non hai un Coach. Il secondo è che la tua definizione di successo non è aggiornata. Magari pensi che il tuo successo debba assomigliare a quello di qualcun altro.
  3. Quando ti concentri troppo su ciò che fai e poco sul perché lo fai perdi di vista il quadro complessivo. Alza la testa dal computer, ogni tanto. Esci a incontrare i tuoi collaboratori fuori dall’ufficio. Fai delle pause edificanti. Non confondere i valori mezzo con i valori fine: è possibile che la tua azienda ti dia meno soldi – per il momento – di quello che avresti desiderato ma stia dando lavoro a persone con famiglie e i vostri prodotti o servizi stia rendendo felici e soddisfatte molte persone.

In che modo contribuirai a rendere felici/soddisfatte/interessate ancora più persone?

Conosci te stesso?

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Per quale ragione alcune persone ottengono risultati e altre no? La differenza tra chi ottiene dei risultati e chi non li ottiene è nel modo in cui alcuni reagiscono ai fallimenti, nel modo in cui si apprende dai propri sbagli e da quanto si fa tesoro di ciò che si è appreso per migliorare continuamente. Per sviluppare questa mentalità “costruttiva” è importante che ciascuno di noi lavori sull’individuazione del proprio scopo: lo scopo è ciò che ti fa andare avanti e oltre ogni ostacolo e difficoltà.

Per individuare e definire correttamente il proprio scopo ci sono molti metodi. Il mio, quello che io stesso utilizzo nel metodo “One Hand Coaching” l’ho descritto nel libro “Prendi in mano la TUA felicità. Si parte dalla risposta alla domanda “perché faccio quello che faccio?”. Una volta fatto avrai tutto ciò che ti serve per individuare la direzione migliore per la tua vita. E avrai fatto un bel passo avanti nella conoscenza di te stesso.

Per approfondire la conoscenza di te, poi puoi farti qualche altra domanda. Se hai lavorato bene sullo scopo, tutto questo ti sarà molto più semplice:

Che cosa dà significato alla tua vita? È un altro modo per lavorare sul perché fai quello che fai. E per approfondirlo. Le persone di maggior successo non esauriscono mai le energie per il proprio lavoro, perché hanno la consapevolezza di star soddisfacendo la propria vocazione. Cosa dà significato, soddisfazione e pienezza alla tua vita?

Quali sfide sei disposto ad accettare sempre? Trovare ciò che ci sfida, ciò che ci ingaggia nella creazione di ciò che desideriamo è una risorsa preziosa. Ci sono persone che sono sempre disponibili ad aiutare gli altri, altre che desiderano capire fino in fondo, altre ancora che vogliono far bene ogni cosa che fanno (senza inutili perfezionismi). Per te cosa è davvero importante dimostrare nella tua vita?

Come vorresti essere ricordato o cosa vorresti che fosse ricordato della tua vita? Il tuo scopo non soddisfa solo te stesso. Il tuo scopo va oltre te stesso e porta qualcosa anche al resto del mondo. Lo scopo è come un accordo in musica: più note si uniscono a formare un suono armonioso e tu quando trovi il tuo scopo crei in te e attorno a te l’armonia.

Aumenta la tua efficacia con 3 semplici esercizi quotidiani

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Come si fa a migliorare le prestazioni di una azienda, delle persone che vi lavorano, dei team composti da quelle persone? La domanda è complessa e proprio per questa ragione serve un metodo che semplifichi le cose e ci aiuti a focalizzare l’attenzione sui temi caldi, sulle questioni chiave che consentono un miglioramento effettivo.

Nel mio recente libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni analizzo gli stadi evolutivi che attraversa una azienda nel corso della propria vita. In questi stadi si ritrovano i vizi e le virtù di ogni azienda. Si ritrovano situazioni che avrai vissuto o che stai vivendo o che vivrai se nessuno agisce per cambiare la rotta. Per arrivare, o tornare, e restare nello stadio ottimale detto “Prime” è necessario ritrovare quella mentalità necessaria.

La mentalità del “Prime” permette di creare quell’ambiente fatto di prestazioni ottimali, produttività e benessere complessivo: in pratica tutto si svolge in modo efficace. Per ottenere questo risultato ogni persona all’interno dell’azienda può incidere sviluppando una mentalità che tenda all’efficacia. Ti propongo 3 semplici esercizi per farlo:

Lavora sulle priorità. La chiave per gestire il tuo tempo al meglio e lavorare in modo efficace su ciò che avrà il maggiore impatto sul tuo business o su quello della tua azienda. Il bello delle priorità è che possono essere ridefinite più volte. Dedica del tempo all’identificazione delle attività più importanti dividendole per categorie stabilendo delle priorità anche fra le stesse categorie.

Dedica del tempo alle persone che ami. Prenditi cinque minuti la mattina prima di uscire di casa o la sera prima di andare a letto per parlare con i tuoi cari, con i tuoi figli o con il tuo partner di cose belle, ciò che amate, le vostre passioni. Questo ti aiuterà a prepararti a una nuova giornata o a chiuderla con la consapevolezza della ricchezza umana che ti circonda, della fortuna che hai, delle persone che ami e che ti amano.

Sottolinea ciò che funziona. Sviluppa l’abitudine di annotare quello che hai fatto bene (da solo o con il tuo gruppo di lavoro) alla fine di un progetto. Scrivilo dove puoi ritrovarlo facilmente e poi tiralo fuori quando inizi un nuovo progetto. A volte è proprio così che si scoprono i talenti delle persone, le caratteristiche che le rendono straordinarie. Molto spesso – lo scrivo anche nel mio libro Super You – siamo abituati a cercare e correggere potenziali errori o debolezze; raramente invece siamo consapevoli delle grandi cose che stiamo già facendo.

Da cosa inizi per costruire la tua efficacia?

L’esperienza di vita

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“Se potessi tornare indietro con la mentalità e le informazioni che ho oggi…” Capita spesso sentire qualcuno esprimere questo desiderio. O magari anche tu sarai andato indietro con la fantasia a rivivere momenti chiave della tua vita nei quali oggi ti saresti comportato diversamente.

Questo gioco non è molto utile perché non aiuta a far pace né a rendere grazie a quel passato, a quegli eventi che sono stati formativi, che ti hanno portato dove sei oggi e ad essere la persona che sei, con quella saggezza, quelle informazioni, quella mentalità che ti sembra tanto utile.

Tra dieci anni o forse tra venti penserai la stessa cosa. Tanto vale cambiare gioco. Ringraziare il passato per ciò che ci ha portato e fare il punto della situazione: chi sei oggi? Cosa fai? Perché lo fai? Queste risposte ti aiutano a partire verso un nuovo futuro.

Allo stesso tempo, questa esperienza accumulata, può essere utile per qualcun altro. L’essere umano infatti ha il grande potere di imparare anche per esperienza indiretta, dagli errori o dai successi degli altri. Su questo bilancio nasce “Il Coaching secondo Claudio Belotti”: la somma cioè di tutto ciò che di buono ho fatto in vita mia come Coach e di tutti gli errori, le esperienze formative che mi hanno dato tutte le informazioni che ho oggi.

Grazie all’esperienza che ho fatto ho 3 consigli che possono tornare utili:

Prenditi cura del tuo corpo: è il posto in cui trascorrerai il resto della tua vita. È importante starci bene dentro. Trattalo bene, mantienilo in forma: le cose di cui ci prendiamo cura, durano. Mio padre mi ha insegnato che si può vivere felici anche convivendo con malattie complesse. Allo stesso tempo se si può evitare con la giusta prevenzione, perché non farlo?

Scopri il tuo scopo (e perseguilo). Io l’ho fatto e ne sono felice. Perseguire il proprio scopo è il massimo successo che si può ottenere in vita perché consente di raggiungere la propria felicità. Non quella di un altro, non quella del tuo datore di lavoro e nemmeno quella della pubblicità. Proprio la TUA felicità.

Fidati del tuo istinto. Lascia il giusto spazio alla logica e alla razionalizzazione e quando si tratta di decidere, fallo con il cuore (o dove ritieni abbiano luogo le emozioni). Le emozioni infatti sono uno specchio nel quale vedere la verità di ciò che vuoi veramente, ti permettono di vivere la vita pienamente e con una ricchezza che nessuna quantità di denaro potrà mai comprare.

E tu quale consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere la tua strada?

Negozia con successo una promozione

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Con l’autunno arrivano molti cambiamenti. I mesi già trascorsi hanno messo a dura prova molte strutture e organizzazioni e tanti team. Come ogni momento decisivo anche questa pandemia ha messo sotto pressione le persone e ha tirato fuori ciò che avevano dentro. E proprio per questo è facile immaginare come per tante persone sia emerso del male e come per molte altre sia emerso tutto il buono.

Queste persone sono le persone che hanno fatto del bene alle aziende, alla pubblica amministrazione, agli ospedali, alla società in generale. Sono le persone che sono uscite migliori e più forti dal lockdown, sono le persone che più di tutte meritano di sapere quanto valgono e meritano che questo valore gli venga riconosciuto anche economicamente. Prima di chiedere infatti è molto importante aver dato e aver dato il massimo. Questo è sempre il miglior punto di partenza per ogni negoziazione.

Dunque, vediamo insieme in che modo è possibile andare a negoziare un aumento in modo efficace. Certamente dipende molto dalla persona che abbiamo di fronte: in Italia il tessuto produttivo è fatto da aziende medio-piccole a conduzione familiare. Quindi è molto facile che andando a trattare lo si faccia direttamente con il fondatore. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni, faccio un ritratto molto dettagliato di questa figura e conoscerla bene ti aiuterà a trovare l’approccio più adatto.

Qui ti lascio 3 consigli che possono tornarti utili:

  1. Sii chiaro su ciò che vuoi. Non girare attorno alla questione: in particolare con te stesso. Trova il modo di porre la richiesta in modo garbato e sincero. Ovviamente conoscere la mentalità della persona che hai di fronte, gli usi dell’azienda e il comportamento con altre persone nella tua stessa posizione può aiutarti.
  2. Mostra sicurezza. Dopo aver chiarito bene nella tua mente qual è la richiesta che vuoi porre – una richiesta sensata e parametrata al mercato e alla grandezza dell’azienda per la quale lavori – puoi chiedere cosa serve in quella azienda per guadagnare quella cifra. Prendi ad esempio ruoli o mansioni che svolgi regolarmente e che sono paragonabili (o le stesse) svolte da altre persone che guadagnano o ricevono già ciò che desideri.
  3. Individua il momento giusto. Il tempismo è tutto. Ci sono richieste che in alcuni periodi dell’anno sono semplicemente irricevibili. Sicuramente puoi iniziare a preparare il terreno con un po’ di anticipo. Per avere la certezza che sia il momento migliore è fondamentale imparare a conoscere la persona alla quale dovrai formulare la richiesta e comunicare nel modo più efficace. Puoi trovare qualche idea qui: Impara a negoziare con successo.

In che modo farai del tuo meglio per far emergere il tuo valore in azienda?

Soft skills: le migliori sono le Coaching Skills?

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Il binomio stress-lavoro è ormai (purtroppo) un classico. Negli ultimi anni in particolare i margini di errore si sono ridotti molto e la velocità è aumentata enormemente. Questo significa che è necessario crescere e migliorare, apprendere nuove skill e nuove competenze per poter gestire in modo efficace la complessità.

In un recente sondaggio proposto proprio qui su LinkedIn è emerso che oltre il 62% delle persone che ha partecipato (quasi 7mila utenti) ritiene che le cosiddette soft skills siano fondamentali nei lavori del futuro. E questa è solo l’ultima conferma di un trend iniziato ormai da molti anni.

Abbiamo la certezza infatti che già oggi in moltissime aziende le Coaching Skills siano tra le più richieste. Non è un caso: sono anche tra le più utili per poter gestire in modo efficace la complessità. Ed è proprio per questa ragione che è fondamentale l’approccio ai contenuti e alle competenze da Coach devono essere adeguate agli standard più alti.

In questo periodo nel quale l’offerta è così variegata e non sempre valida è infatti di fondamentale importanza riconoscere quali sono gli aspetti davvero utili del Coaching, le tecniche più efficaci, i principi più utili per svolgere al meglio questo compito sia a livello professionale, sia come guida (per sé e per gli altri) all’interno dell’azienda.

Così è nato “Il Coaching secondo Claudio Belotti” la mia versione, la mia idea, la mia esperienza personale di trent’anni da Coach professionista. In questi quattro giorni lavoriamo insieme per dare ai Coach che vogliono diventare eccellenti la possibilità di differenziarsi nel mercato e acquisire la sensibilità e la metodologia che li rende tra i pochi ad essere in grado di portare risultati. “Il Coaching secondo Claudio Belotti” mette a disposizione una esperienza trentennale per condividere con chi lo desidera una metodologia flessibile ed efficace.

Ed è proprio per questa ragione che tra i più assidui partecipanti ci sono proprio gli Imprenditori, i Manager e i Professionisti che hanno il desiderio di diventare ancora più capaci nel dirigere il loro business e i collaboratori ottenendo risultati sorprendenti. Ed è sempre una grande soddisfazione quando queste aziende crescono e prosperano vedere nuove generazioni di manager tornare dove sono già stati i loro leader per formarsi e portare avanti un approccio antistress basato sulle competenze e la capacità di fare la differenza.

Eh sì, queste sono le migliori soft skills per qualsiasi azienda.

3 attività per rinforzare la tua fiducia in te

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Che cosa porta alcune persone che hanno stima, riconoscimenti, successo ad avere insicurezze e dubbi sulla propria preparazione?

La mancanza di fiducia in sé stessi può dipendere da molti fattori. La costruzione della fiducia invece da uno solo: tu. Quando decidi di rinforzare la tua autostima puoi certamente utilizzare il feedback di altre persone ma saranno solo le tue orecchie, i tuoi occhi e la tua mente gli strumenti che avrai a disposizione per accettare quei riconoscimenti.

L’autostima infatti non si crea – esiste già e va sostenuta e alimentata. Nel mio libro “La vita come tu la vuoi” affronto questo tema in un modo che può esserti utile: qual è la differenza tra le persone felici e quelle insoddisfatte? La risposta è in un’altra domanda: perché fai quello che fai? Per costruire la tua autostima è importante che tu sia chi sei. O che lo diventi, dopo esserti guardato dentro.

Per iniziare questo percorso ti propongo 3 attività per rinforzare la tua fiducia in te:

  1. Chiedi feedback alla tua rete. Esattamente come ti propone LinkedIn. Se hai dubbi, inizia tu. Parti dalle persone con le quali hai collaborato in modo più stretto e alle quali puoi chiedere esplicitamente se vogliono contraccambiare. Per imparare a riconoscere il buono che c’è in te, spesso è utile guardarsi con occhi differenti.
  2. Utilizza le tue competenze al di fuori del tuo lavoro. Ad esempio, offri delle prestazioni pro bono per enti di volontariato o mettiti al loro servizio anche al di fuori del tuo ambito. Prestare servizio volontario è il modo migliore per acquisire sicurezza nei propri mezzi e per provare gratitudine nei confronti di ciò che hai e delle abilità che possiedi.
  3. Crea il tuo gruppo di dispari. Stringi amicizia con persone con gusti, comportamenti e ruoli diversi dal tuo. Scegli persone che stimi e alle quali ti puoi ispirare. Persone insomma che riconosci come differenti e che allo stesso tempo ammiri. In mezzo a persone con le quali non sei in competizione sarà più facile iniziare ad apprezzare ciò che fai.

Da cosa inizi per rinforzare la tua fiducia in te?

Le ragioni che rendono fondamentali in azienda le Coaching skill

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Il Coaching è un grande aiuto non un nemico.” Wall Street Journal

Per quale ragione oggi le Coaching skill sono molto richieste in azienda? Le ragioni in realtà sono diverse. Nel rispondere alla domanda circa quali caratteristiche rendano grande un Coach, la Harvard Gazzette ci aiuta anche a rispondere alla nostra domanda perché ci offre un quadro molto interessante: un Coach infatti “possiede credibilità, capacità e buona comunicazione e anche cura dei dettagli. Sono le piccole cose che fanno una grande differenza”.

In questa risposta c’è il concentrato di quasi 30 anni di professione come Coach. Questi sono i valori che porto con me quando lavoro e quando insegno in aula: a “Il Coaching secondo Claudio Belotti” hai l’opportunità di vedere in pratica il mio approccio, le mie tecniche, il mio metodo originale “One Hand Coaching” e soprattutto conoscere qual è la mia visione di questa splendida professione. Già perché oggi che c’è una grande offerta in termini di corsi è importante sapere chi è e cosa fa un Coach professionista.

E se desideri portare sul tuo lavoro delle Coaching skill ti consiglio di partire da queste 3:

  1. Pensa per conseguenze: un Coach pensa sempre per conseguenze, in questo modo può aiutare il cliente a ragionare sulle proprie priorità. In azienda puoi fare lo stesso: quando tu o il tuo team dovete prendere una decisione sviluppate gli scenari possibili.
  2. Decidi: un Coach sa che prendere una decisione è il modo migliore per affrontare qualsiasi situazione. Anche non decidere infatti è una decisione: l’importante è che sia fatto in modo consapevole.
  3. Trova del tempo per te: un buon Coach sa quando è il momento di rilassarsi e dedicarsi a sé. Il tempo che dedichi a te stesso infatti è un tempo che ti permette di ritrovare il tuo equilibrio e di essere più produttivo.

Da cosa hai deciso di iniziare?