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coaching Archives - Claudio Belotti

Scrivi le tue ferite sulla sabbia

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“Impara a scrivere le tue ferite sulla sabbia e a incidere le tue gioie nella pietra.” Lao Tzu

Uno dei mentori della nostra Extraordinary Coaching School è il nostro Max Spini. Oltre a essere un Coach, è anche un Ultrarunner. Una di quelle persone che affronta percorsi di montagna con diversi chilometri di dislivello e centinaia di percorrenza. La sua esperienza è diventata un audiolibro nel quale ci parla della resilienza nello sport e nella vita e di come costruirla.

Ma che cos’è la resilienza? La parola resilienza nasce come descrizione di una proprietà meccanica, la capacità cioè di un materiale di assorbile l’energia di un urto senza rompersi. I materiali con una bassa resilienza sono detti “fragili”. Non è un caso che questo termine sia stato adottato dalla psicologia e sia diventato di uso abbastanza comune sul lavoro e nella vita in generale.

Per quale ragione ci serve resilienza? La resilienza determina in quale modo la capacità che abbiamo di passare indenni sotto i colpi della vita. A essere in qualche modo preparati e soprattutto pronti ad agire in qualunque situazione e in ogni condizione. La resilienza offre la possibilità di concentrarsi su ciò che abbiamo raggiunto ed essere consapevoli che saremo in grado di farlo ancora in futuro, perché sappiamo dove trovare le risorse adatte.

Cosa può darti la resilienza? La consapevolezza di ciò che hai nella vita. Quando sviluppi la tua resilienza ti capita di concentrarti su ciò che hai. Prendi tutte le cose che ti sono successe, quelle belle e quelle brutte e annota tutto quello che ti hanno dato. Nel bene o nel male ti hanno portato dove sei, puoi essere grato per ogni cosa bella che hai o hai avuto e per ogni cosa brutta che ha dato il suo contributo a renderti la persona che sei.

Dove può portarti la resilienza? Rispondere “dove vuoi” sarebbe fin troppo semplice, anche se in fondo è vero. La resilienza in realtà ti porta dove hai bisogno di essere. A volte può significare in fondo al percorso, altre volte a smettere prima di farti del male. Già, essere resilienti significa anche avere la capacità di fissare un limite che non vuoi superare e avere cura di te perché la vita non è una gara, e sicuramente non lo è con gli altri. Sei tu a decidere i traguardi, ciò che vuoi, come raggiungerlo e quando. Io personalmente lo faccio ogni anno nel workshop “Obiettivi!e mi diverto molto perché tante persone insieme a me trovano la propria dimensione e si impegnano per ciò che è davvero importante per loro. E questo fa una grande differenza nella vita.

Facciamoci qualche domanda

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Ci sono alcune domande che quasi tutti ci poniamo almeno una volta nella vita. Soprattutto quando siamo giovani. E le risposte a queste domande – soprattutto alcune risposte – ci possono condizionare per molti anni. Per questo è importante fare il punto, di tanto in tanto, per capire se ciò che pensiamo di volere è esattamente quello che vogliamo oggi: il workshop “Obiettivi! nasce proprio per questo. Fai un aggiornamento del software e stabilisci le tue priorità per l’anno che viene.

Quanto alle domande, quelle rimangono. Ciò che cambia sono le risposte. Un esempio? Quando ci si affaccia nella società, magari con il primo lavoro o ancor prima all’università, capita di chiedersi: “Cosa pensano gli altri di me?”. È una buona o una cattiva domanda questa, secondo te? È una ottima domanda! Se presuppone che tu voglia curare la tua reputazione. Se invece la tua preoccupazione è non sembrare strano o diverso e uniformarti agli altri, stai perdendo qualcosa.

In particolare, stai perdendo una parte di te che invece potrebbe essere proprio quella speciale, il tuo talento, il tuo super potere che ti rende unico. Da ragazzi capita di volersi integrare anche a costo di uniformarsi agli altri e rinunciare a pezzi della propria identità. Spesso è questa la ragione che dopo qualche anno di queste rinunce porta alla frustrazione e al non riconoscersi più. Nel mio libro “Super Youho descritto una sorta di percorso di Coaching che puoi fare insieme a me per individuare il talento speciale che hai e valorizzarlo per vivere a pieno la tua autentica passione.

Altre volte capita che ci poniamo domande come: “se avrò un cattivo risultato, questo che conseguenze porterà nella mia vita?”. La pre-occupazione è un fenomeno naturale e un meccanismo che ci tutela da brutte conseguenze. Fino al punto in cui è funzionale per la sopravvivenza. Quando inizia a diventare disfunzionale e ti tiene alla larga da ciò che può renderti felice – anche a costo di qualche errore – bisogna andare oltre. Anche perché la maggior parte delle persone che rinuncia non teme l’errore, piuttosto si pente della rinuncia.

3 lezioni (più una) per raggiungere il successo personale

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Nella mia esperienza come Business Coach in tante aziende di dimensioni differenti, dalle multinazionali più grandi alle aziende familiari più piccole – non meno grandi nello spirito e spesso create da fondatori illuminati o con un management ispirato – ho avuto la possibilità di conoscere abitudini e comportamenti di persone che hanno a che fare con responsabilità enormi; queste persone, con una decisione sulla produttività in azienda, ad esempio, possono influenzare la vita di migliaia di lavoratori e a caduta decine di migliaia di persone attraverso le loro famiglie.

Ogni Coach ha una responsabilità fondamentale in questo processo. Proprio per questa ragione è necessario essere preparati e capaci di fornire un feedback adeguato. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni fornisco gli strumenti utili per fare un’analisi dello stato di sviluppo e di crescita dell’azienda e offro a chi desidera intervenire sul miglioramento la possibilità di farlo in modo mirato.

In quasi trenta anni di professione come Business Coach nelle aziende ho raccolto molti consigli, idee e punti di vista che ho trovato interessanti, curiosi, differenti. Io credo che tutto ciò che ti aiuta a guardare la vita da un punto di vista differente vada accolto con entusiasmo. Fare cose diverse mantiene la mente flessibile e giovane. Ecco quindi tre insegnamenti (più uno) utili e interessanti che mi hanno trasmesso con il proprio esempio alcune delle persone migliori con le quali ho lavorato:

  1. Preferiscono qualità a quantità: dai programmi tv agli alcolici, dal cibo alla formazione. Scelgono con cura ciò che devono fare, come utilizzare il proprio tempo e come valorizzarlo. E lo fanno ogni giorno.
  2. Sanno fare eccezioni: la flessibilità dei grandi leader è spesso la chiave del loro successo. Hanno la capacità di adottare soluzioni differenti e cambiare i piani quando serve. Soprattutto sanno scegliere quando fare qualcosa di diverso significa crescere e lo fanno.
  3. Investono i loro soldi: tutte le persone di successo che ho conosciuto investono i loro soldi per attività che li rendono migliori. Investono nei loro affari, per la loro crescita personale e per le loro passioni.

Infine, prendono sempre la piena responsabilità delle proprie azioni. Più in generale le persone di successo scelgono. Cioè fanno qualcosa con quello che hanno a disposizione e ottengono dei risultati. Imparano da queste azioni e migliorano il processo, un passo alla volta. Spesso cambiano il mondo, in modo semplice, con naturalezza. Fanno quello che li ispira.

E tu, fai quello che ti ispira e appassiona nella vita, a prescindere dalle circostanze esterne?

Tempo e denaro devono collaborare per renderci felici

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Il mondo occidentale è impostato in modo tale da rendere l’ossessione per il denaro l’approccio più comune e accettato alla vita adulta. Siamo circondati fin da piccoli da messaggi che ci spingono verso una vita nella quale il denaro è un fine e non un mezzo. E in questa sottilissima differenza si sviluppa spesso tanta sofferenza. Molte persone infatti mettono al primo posto il denaro e vivono una vita talvolta infelice senza sapere neanche la ragione. 

La vita in occidente ha un costo abbastanza alto – il costo delle case, dell’istruzione, dell’assistenza sanitaria – ed è cresciuto insieme ai servizi che è possibile ricevere in ogni ambito. Allo stesso tempo i redditi da lavoro dipendente non sono cresciuti altrettanto, lasciando ampi spazi di crescita per chi sviluppa una mentalità imprenditoriale e allo stesso tempo creando prospettive poco piacevoli per chi non si preoccupa di sviluppare la stessa mentalità. Quindi le preoccupazioni sulle finanze potrebbero sembrare inevitabili. Per questa ragione, per molte persone, più soldi significano meno stress e più gioia.

Ma questa equivalenza è davvero valida? Pensiamo che dovremmo lavorare sodo per essere in grado di comprarci sicurezza e lussi, e che questo ci renderà persone felici. Ma molte ricerche hanno ormai dimostrano con molte certezze che saremmo più felici se avessimo meno soldi ma più tempo. O meglio, se spendessimo i nostri soldi per “acquistare” tempo. Ma anche in questo caso, il tempo come il denaro non è un fine. E’ un mezzo: il tempo e il denaro devono collaborare per acquistare esperienze.

La ricetta della soddisfazione infatti non esclude il denaro e non mette al centro solo il tempo: è l’unione delle due cose che porta il risultato migliore. Un po’ di soldi e un po’ di tempo per vivere la vita che desideri, la vita come TU la vuoi.

Per farlo hai a disposizione diverse opzioni:

  1. Pianifica il tuo tempo libero: non nel senso di programmare attività nel tempo libero ma programmare di avere tempo libero. Se ignori che puoi avere del tempo libero, tendi a escluderlo. E più passa il tempo senza che tu abbia del tempo libero, più ti sembrerà difficile averlo. Trovare il tempo per il tempo libero, è l’unico modo per farlo.

  2. Goditi i piaceri della vita: buoni amici, buon cibo, buon vino. Questi sono i piaceri della vita e anche una piccola ricetta della felicità. Crea queste occasioni, creale spesso. E ti sembrerà che il tempo della tua vita si sia improvvisamente moltiplicato.

  3. Dona il tuo tempo agli altri: può sembrare controintuitivo. In realtà il meccanismo è molto simile a quello precedente. Quando fai qualcosa per le altre persone (e con loro) vedi il tuo tempo moltiplicarsi in tante esperienze rilevanti. Il bello del donare il tempo è che lo fa tornare indietro moltiplicato in preziosi ricordi di vita.

I passi fondamentali da compiere quando si avvia una attività imprenditoriale

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In una delle recenti occasioni che ho avuto per presentare al pubblico il mio nuovo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni) ho avuto l’opportunità di rispondere ad alcune domande molto interessanti da parte dei partecipanti. Una di queste mi ha spinto ad approfondire l’argomento e scrivere questo post. 

Quali sono i passi fondamentali da compiere quando si avvia una attività imprenditoriale?

Non è una domanda semplice in un paese come l’Italia. Certamente serve una buona dose di coraggio e di pazienza. Un buon commercialista e molta perseveranza. Oltre a una buona idea di business da portare avanti. Messe da parte quindi queste considerazioni preliminari, quali sono i primi passi da muovere?

Vediamoli insieme:

  1. Chiedi aiuto e consigli. Il mondo è pieno di persone intelligenti. Coinvolgile. Le loro esperienze possono essere la tua conoscenza. Il ragazzo che mi ha posto la domanda, ha centrato il punto. Sicuramente non sono l’unico che può aiutarti, individua il professionista più adeguato al tuo settore.

  2. Assumi persone più intelligenti, esperte e preparate di te. Se sei la persona più intelligente nella stanza, hai sbagliato stanza. Ovviamente lavora per diversificare le competenze. Serve una buona dose di sicurezza di sé per farlo e anche un bagno di umiltà: riconosci ciò in cui non sei bravo e lascia il controllo a chi è esperto, avrai molti meno problemi da risolvere e più soluzioni fra le quali scegliere.

  3. Prenditi cura di te. Se puoi (e vuoi) dedicare il 200% delle tue energie alla tua impresa, vuol dire che stai utilizzando energie che non hai. Spesso sono energie mentali che si nutrono di pura adrenalina. Hai pensato a cosa accadrà quando ti fermerai? Se basi tutta la tua forza sull’adrenalina ti consumi in fretta e ti esaurisci rapidamente. Lavora per avere sempre un equilibrio psicofisico adeguato e sul lungo periodo otterrai risultati eccezionali.

Infine, ricorda sempre il tuo scopo e lo scopo della tua azienda. Fissalo ben chiaro in mente. Quella passione che ti ha portato a lasciare il tuo lavoro a tempo indeterminato, quella idea che ti ha reso insonne e febbrile fin quando non l’hai trasformata in realtà, quell’impegno quotidiano, sono tutto per te. Non dimenticare quindi di comunicarlo agli altri. La passione rende speciale la tua azienda e ciò che fai.

Overthinking: cos’è e cosa puoi fare per utilizzarlo a tuo favore

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Ci sono alcune parole inglesi che descrivono con grande esattezza alcune situazioni o comportamenti. Sono spesso parole composte, è vero. Ma sono comunque più immediate di certe parafrasi che dobbiamo utilizzare in italiano per esprimere gli stessi concetti. In italiano ad esempio non c’è una parola per esprimere il groviglio complesso di pensieri dell’overthinking. Eppure, questa pratica è molto diffusa.

Un modo per tradurre questa pratica potrebbe essere rimuginare anche se non rende completamente il senso, perché è solo un aspetto dell’overthinking. Ti è mai capitato infatti di ingigantire una situazione nella tua testa – proprio come farebbe un piccolo masso che rotola e trascina a valle un intero ghiaione causando una valanga – e fare previsioni catastrofiche su eventi improbabili che non si sono ancora verificati? Anche questo è overthinking.

E poi, hai mai ragionato con insistenza e dato un peso eccessivo a ciò che gli altri potrebbero pensare di te? O ancora, hai mai lasciato che le chiacchiere negative, i pettegolezzi, le critiche si accumulassero nella tua testa? Ecco, tutto questo è overthinking. È un modo di non digerire il pensiero negativo, di non liberarlo e lasciarlo cadere per ciò che è: solo un pensiero negativo. Purtroppo, l’overthinking è un loop, un giro nel quale hai costruito una piccola zona di comfort e non hai troppa voglia di uscirne.

Quindi è necessario trovare le strategie giuste per farlo. Perché a lungo andare questo pensiero insistente crea solo altri problemi senza risolvere i presenti. Partiamo da questo: tutti ci raccontiamo storie nella nostra testa. Si tratta solo di prendere consapevolezza di questa narrazione, gestirla e utilizzare tutta l’energia che impieghi in questa pratica, per qualcosa di utile. Raccontarsi una storia differente infatti è il primo passo per gestire emozioni che ti trattengono dall’essere, dal fare e dall’avere ciò che vuoi e meriti.

Lascia andare il passato. La ruminazione del pensiero. Quando prendi un pensiero, un evento, un’emozione passata e la mastichi ancora e ancora. Ti svelo un segreto: tutti abbiamo un passato! Se sei vivo oggi e sei qui a leggere questo post è perché sei nato, cresciuto, hai imparato a leggere e hai fatto il tuo percorso di vita. Il passato non si cambia. Ma puoi cambiare il significato che attribuisci agli eventi passati. Perché sei qui oggi a leggere questo testo? Quali strade ti ci hanno portato? Il fatto che tu possa leggere ti rende già più fortunato di una grande parte della popolazione mondiale. E se sei qui, non è per passatempo. Stai cercando qualcosa e hai la motiv-azione per crescere. È già un valido motivo per essere grato agli eventi che ti hanno condotto qui.

Vivi il presente. Va bene pianificare il futuro. Ma se questo significa immaginare sventure e sciagure, che senso ha? Pre-occuparsi di qualcosa va bene solo se è sotto il tuo il controllo o sotto la tua influenza. Se vuoi costruire castelli in aria, fai in modo che non siano i castelli di Dracula. Crea castelli confortevoli, immagina ciò che accadrà di bello, quanto ti divertirai a gestire quella situazione, che avrai idee e risorse a sufficienza per far fronte a ogni evenienza, che sei forte oggi e domani lo sarai ancora di più grazie all’esperienza. Poi quando sarai consapevole di questa forza non avrai più bisogno di costruire nessun castello, nessun fossato o ponte levatoio. Potrai tranquillamente vivere il presente e non avere aspettative per il futuro, perché ti godrai tutto quello che verrà, quando verrà il momento.

Concentrati sulle soluzioni. Individuare i problemi è un male necessario. Una volta fatto bisogna subito spazzare via il campo dal problema e concentrarsi sulle soluzioni. Quali sono le risorse che hai a disposizione? Cosa puoi trarne di buono? La soluzione ti offre la possibilità di creare qualcosa di nuovo che prima non c’era? Se pensi troppo a causa dello stress sul lavoro, ripensa il tuo percorso professionale. Se ritieni di non essere dove vorresti essere nella vita, fissa degli obiettivi che ti ci portino. Io lo faccio ogni anno con il workshop “Obiettivi!. Questa è una grande mossa che ti infonde molto coraggio e ti stimola ad agire. Ricorda: nessuno controlla la tua vita tranne te. Vuoi che sia straordinaria? Rendila tale!

Come vincere la sfida del futuro in azienda

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Le nuove tecnologie hanno portato grandi stravolgimenti nel mondo aziendale. Oggi gli stadi di vita delle aziende sono stati in molti casi spesso stravolti da start-up che hanno portato innovazioni dirompenti. E ciò che si faceva in un certo modo, si è iniziato a farlo diversamente. Questo ha cambiato abitudini e stili di vita. Ha cambiato il lavoro. Chi è stato pronto a risolvere questi problemi di questi cambiamenti ha trovato nuove opportunità.

Negli ultimi dieci anni abbiamo visto alcune delle aziende più grandi al mondo – compagnie aeree, industrie elettroniche, grande distribuzione – travolte da un’onda di cambiamento, perdere la propria leadership di settore. Per quale ragione non sono riuscite a mantenere lo stadio di successo che le aveva contraddistinte? Questo stadio si chiama “Prime” e te ne parlo nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni) e ti aiuto a comprendere in modo semplice qual è quello che sta vivendo la tua azienda, come affrontarlo ed eventualmente come tornarci.

Ogni cambiamento presenta sia sfide che opportunità e la linea di demarcazione tra le due è spesso piuttosto sottile. Le aziende in grado di andare avanti con successo in periodi di crisi spesso condividono almeno una caratteristica importante: la chiarezza del proprio scopo. Se mi conosci e segui il mio lavoro sai che questa caratteristica per me è fondamentale sia a livello personale che a livello aziendale. Lo scopo – uno scopo chiaro – è quello che fa la differenza.

Questa è una differenza sostanziale. A differenza dei manager delle aziende che stanno solo cercando di rimanere a galla, i leader delle aziende che vogliono crescere e prosperare hanno una straordinaria capacità di pianificare il futuro. Si lasciano guidare dallo scopo e hanno la consapevolezza che il panorama di business è mutevole. Per questo investono sulla formazione. Sanno che il successo passato non è garanzia di crescita futura e che lo sviluppo dell’azienda è in definitiva un prodotto dello sviluppo dei dipendenti.

E tu, da imprenditore, cosa fai oggi per garantire un domani di successo alla tua azienda?

Sette modi semplici per migliorare ogni giorno

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Oggi chiunque voglia cambiare vorrebbe farlo in uno schiocco di dita. Impegnarsi – spesso nemmeno tanto – un giorno ed avere benefici tutta la vita. Purtroppo, non è così. Questo tipo di cambiamento non esiste. Figurarsi poi se in questo modo si può ottenere un miglioramento. Per migliorare serve impegno, quello vero, e regolarità, perseveranza, forza di volontà.

Non modifichi il tuo fisico andando 10 ore in palestra una volta al mese. O mangiando sano una volta ogni tanto. Non impari una lingua, studiandola una settimana. Non cambi abitudine facendo qualcosa di diverso un giorno soltanto. È una abitudine: significa che se cambi, è per sempre. O almeno sin quando non vuoi cambiare ancora.

Il modo migliore per cambiare e ottenere una crescita è quello di farlo ogni giorno. Anche poco, ogni giorno. Certo, non tutte le attività, fatte per poco, ogni giorno, portano risultati. Dopo un po’ bisogna dedicargli più tempo. La ginnastica, l’allenamento, la meditazione: va bene iniziare con 5 o dieci minuti al giorno. Persino la corsa. Inizi camminando, corri 10 minuti, poi cammini. Dopo qualche giorno, però devi alzare l’asticella.

Ci sono altre attività invece che ti cambiano la vita anche dedicando loro poco tempo. Poi magari ti appassionano e non ne puoi più fare a meno e ti occupano diverse ore al giorno. Vuoi qualche idea? Te la propongo qui:

Se sei stanco, riposa. Anche solo 10 minuti di riposo possono migliorare notevolmente la lucidità, il pensiero e la capacità decisionale. Se hai giornate intense, prenditi il tempo per un breve riposo. Può essere un riposino a metà giornata o una pausa ogni ora e mezza di lavoro.

Goditi un bicchiere di vino. La puoi definire una coccola. O un piacere privato. Bevi poco, bevi bene e soprattutto goditelo. Qui non si tratta tanto di sviluppare l’abitudine a bere… Tutt’altro! Qui si tratta di riconoscere il valore di un momento speciale. Puoi farlo con una tisana o un liquore, un sigaro pregiato. Un piacere, che sia tale perché te lo godi davvero.

Pianifica le tue giornate. Ogni anno organizziamo un workshop straordinario: “Obiettivi!” In questo workshop ti aiuto a individuare i risultati che vuoi ottenere in un tempo definito. Questo sì che ti basta farlo una volta l’anno! Definisci i tuoi obiettivi e poi giorno dopo giorno pianifichi la strada per raggiungerli. In un viaggio ciò che conta è definire la direzione, poi le tappe possono cambiare durante il percorso.

Definisci un tempo di distacco dal telefono. Siamo soggetti a migliaia di distrazioni durante il giorno. Prova a mettere il telefono fuori dalla vista (e dal tatto) per 10 minuti al giorno e goditi quel tempo. Non lo fai per ignorare il telefono, lo fai per concentrarti su altro senza distrazioni. Qualcosa che ti importa davvero.

Prendi nota delle cose belle che ti circondano. Ricordare a te stesso quali e quante sono le cose positive della tua vita aiuta a tenere a mente quanto di bello c’è nella tua vita. Questo esercizio richiede inizialmente 10 minuti, man mano che passa il tempo e diventi capace di individuare tutta la bellezza della tua vita impiegherai ancor meno tempo. Scrivi tre cose positive ogni singolo giorno e prendi nota del miglioramento del tuo umore.

Leggi un libro. Meglio se è cartaceo e se è un romanzo. Non ho nulla contro gli ereader. Sono comodissimi e l’effetto carta li rende comunque più rilassanti dello schermo di uno smartphone. Se puoi, comunque, stacca dall’elettronica per un po’ e immergiti in un mondo di favola, in una storia, in una narrazione che non sia quella della tua vita. Altri mondi, sono altre possibilità, altre vite. C’è un intero universo nella tua stessa mente. Guarda oltre il tuo ombelico.

Annoiati. Quand’è stata l’ultima volta che hai provato noia? Prenditi del tempo per annoiarti. È un modo per ritrovare la gioia del fare, per stimolare la creatività, per riattivare la mente. Non fare nulla. Proprio nulla per dieci minuti interi. È difficilissimo. E appena pensi che stai sprecando il tuo tempo, ecco che hai raggiunto il tuo obiettivo.

3 cose che puoi fare, migliori di lamentarti

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Può capitare che ogni tanto venga una tentazione… lamentarsi. Tra tutte le attività umane, è forse la meno utile di tutte. Per certi aspetti è persino dannosa! Quindi non solo non serve a nulla ma peggiora la situazione. Lamentarsi è l’esatto opposto di tutto ciò che insegna la Programmazione Neuro-Linguistica per superare una difficoltà.

Crogiolarsi nel pensiero delle cose andate storte, di un fallimento, di un errore non fa altro che aumentare il bruciore di questa scottatura. E non c’è nulla di peggio. Ci sono molte cose migliori da fare rispetto a lamentarsi. Cose più utili e pratiche.

Vediamo insieme alcune ottime alternative per superare un momento difficile e ridarsi slancio e forza:

Agisci. L’azione ti salva da qualunque fase di down. Mentre gli altri si lasciano paralizzare dalla preoccupazione, dalla paura e dall’ansia, tu sviluppa la forza necessaria per andare avanti. Se una certezza frana, è inutile fermarsi lì sotto a guardarla cadere. Costruiscine subito un’altra. O almeno inizia a spostarti.

Fai quello che puoi. Non sentirti obbligato dall’idea di agire a fare anche tutto insieme. Il modo migliore per uscire da uno stallo è fare un passo. Pensa a soluzioni creative che altri non provano nemmeno a cercare. Piuttosto che crogiolarti nella commiserazione, guarda gli ostacoli davanti a loro.

Affronta la situazione. Quando si rovescia un bicchiere e il contenuto cade ovunque sono certo che non passi tre o quattro giorni a pensare all’accaduto, a cosa avresti potuto fare diversamente, a individuare il colpevole o a colpevolizzare te stesso. Come si dice? Shit happens. Prendi uno straccio e fai pulizia subito. E se quel bicchiere fosse una incomprensione in ufficio? Una indicazione sbagliata? Affrontala e risolvila. E se non si può più risolvere? Accetta il fatto che dovrai fare diversamente in futuro e comunica agli altri che hai capito la lezione.

Contribuire alla crescita dell’impresa attraverso una nuova vision aziendale: la tua.

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Perché la visione aziendale è così importante? Innanzitutto dobbiamo fare chiarezza su cos’è questa “visione”. La “visione” è il luogo dove vuoi andare, l’obiettivo, l’immagine chiara del successo che vuoi raggiungere. E’ differente dalla “missione” che invece rappresenta lo scopo, il perché esiste un’organizzazione e i “valori” che sono i principi, le convinzioni attraverso le quali una organizzazione sceglie di operare. Se conosci i livelli logici di Robert Dilts – il grande ricercatore, studioso e consulente in PNL, che è stato ospite della nostra Extraordinary Coaching School – sono piani molto diversi che rispondono a domande ed esigenze della persona e delle organizzazioni molto diverse fra loro.

Inoltre la visione è differente anche dalla strategia che corrisponde alle decisioni circa dove e come competere; e sono proprio quelle decisioni che animano la visione aziendale. Le aziende e le organizzazioni infatti rinnovano la loro visione molto più spesso rispetto alla loro missione, ed è un modo per trarre nuova motivazione e spingere sul rinnovamento e il miglioramento delle prestazioni. Il bello della visione è che molte volte si può rinnovare senza partire dai leader al vertice dell’azienda e può invece svilupparsi e crescere dal basso, se elaborata e sostenuta correttamente.

Lo sviluppo di una visione per un’organizzazione pone le basi per una migliore strategia e per prestazioni più elevate. Avere una visione chiara è e sarà sempre considerata una capacità essenziale per i leader autentici. E proprio come qualsiasi capacità di leadership, la visione richiede pratica e non esiste un modo migliore per ottenere quella pratica – a qualsiasi livello – che non sia costruirla attraverso le opportunità di crescita che ti permettono di dare un contributo. Si tratta delle opportunità di imparare facendo e sono un dono per chiunque abbia il coraggio di sognare, immaginare ed esprimere le proprie idee.

Quindi, come puoi prepararti per costruire la tua visione e allenare il muscolo della vision nel tuo set di strumenti per la leadership? Ogni situazione è diversa. Ogni contesto richiede idee e capacità differenti. Qui ci sono alcuni suggerimenti per migliorare le tue possibilità di essere coinvolto nel processo decisionale, influenzare la visione della tua azienda e fare realmente la differenza:

Cerca idee e opportunità differenti per contribuire. Crea il tuo gruppo di pari, soprattutto al di fuori dell’azienda. Frequenta corsi, associazioni di volontariato, collabora con altre organizzazioni – compatibili con i tuoi valori e quelli della tua azienda – e realizza esperienze che ti possono dare spunti e idee utili. Prendi ispirazione dai migliori, stagli vicino per crescere e farti sfidare. Poi porta quanto hai appreso in azienda. Magari utilizzerai solo una goccia del mare di esperienza che hai fatto e potrebbe essere la goccia risolutiva.

Condividi la costruzione della tua visione. La visione aziendale più è condivisa e meglio è. Un singolo non avrà mai una visione a 360° gradi così chiara e nitida. Proponi le tue idee e contribuisci allo sviluppo di una grande visione aziendale, condividi il processo con gli altri che lavorano con te. Questo rafforzerà anche le tue capacità di collaborazione.

Osserva, studia e impegnati a migliorare altri progetti di visione. Ispirarsi al lavoro degli altri, soprattutto quando si tratta di buone pratiche è un ottimo modo per crescere e migliorare. E alla base del concetto stesso della Programmazione Neuro-Linguistica: se qualcosa funziona, è PNL! E quindi è giusto prenderlo ad esempio per portarlo nella propria vita, nel proprio lavoro. Guarda, studia e impegnati per migliorare le visioni organizzative di altre aziende e capirai meglio che cosa fa una azienda di successo per ottenere quel tipo di successo. Lavora con fiducia nei tuoi mezzi e impegnati a rendere queste idee efficaci per la tua azienda: le idee che funzionano, prendono piede anche da sole.