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Marzo 2019

Migliora in modo semplice la qualità della tua vita

By | In evidenza

Il modo in cui gestisci il tuo tempo libero può avere un grande impatto sulla tua vita. Ti dedichi a dei passatempo o coltivi degli interessi? Il tuo tempo libero, insomma lo spendi o lo investi? Forse ti può sembrare una differenza minuscola e in effetti lo è. Anche questa piccola differenza è ciò che fa la differenza, tra una vita normale e una vita straordinaria.

Capita a molti infatti di focalizzarsi sul tempo e pensare che il tempo della vita sia poco. Forse è così ma comunque non possiamo farci molto per estenderne la durata. Abitudini sane, movimento, buon umore certamente. Ma c’è un metodo migliore di quello temporale per misurare la qualità della vita, bisogna viverla. Vivere la vita, riempire i giorni, non di cose, ma del significato che scegli di darle.

In fondo la situazione è questa: quando hai uno scopo e ti poni obiettivi che ti avvicinano ad esso ogni giorno, ottieni risultati che le altre persone non ottengono, senti di essere nel posto giusto e fai quello che desideri. Questa è una forma di successo, una di quelle che preferisco. Tra le attività che incidono nettamente sulla qualità della vita ce ne sono tre che penso che ognuno di noi dovrebbe mettere in pratica:

Studia: può sembrare controintuitivo, investire il tempo libero nello studio. Trova il modo di farlo divertendoti. Leggi, ascolta audiolibri o fai corsi in aula. Queste attività possono essere molto stimolanti e ti spingono a fare meglio. Concentrarsi esclusivamente sul lavoro può sembrare il modo migliore per aver successo. Niente ti distrae, dedichi tutti i tuoi sforzi al lavoro. Questo approccio ha un brutto lato negativo: ti espone allo stress e soprattutto ti impedisce di sviluppare abilità in qualsiasi altra area. Un giorno rialzi la testa dalla scrivania e il mondo è andato avanti senza di te.

Fai rete: metti insieme l’utile e il dilettevole. I corsi di formazione – soprattutto quelli di Extraordinary 🙂 – sono luoghi di crescita e sviluppo nei quali puoi incontrare persone con le quali condividi sicuramente già alcuni valori e una visione del mondo. E’ più semplice fare amicizia così e una volta stretta una amicizia è possibile arricchirsi delle reciproche differenze. Creare un gruppo di pari sfidante e altamente motivante è fondamentale per alzare i propri standard e portare valore (e valori) nella propria vita.

Muoviti: prima di tutto esercizio fisico, che è importante per la salute e l’umore. E poi anche viaggi e scoperte. Il viaggio stimola la mente, permette di entrare in contatto con altre realtà, aumenta l’autostima e fa aumentare la fiducia in se stessi. Come diceva Mark Twain “il viaggio è fatale per i pregiudizi”. E oggi mantenere una mente aperta è fondamentale per vivere una vita straordinaria.

 

 

Tre consigli (più uno) per aiutare i tuoi figli a sviluppare la curiosità

By | In evidenza

Quando desideri il successo scolastico per i tuoi figli di solito tendi a concentrarti su di un aspetto specifico: l’impegno. Ti trovi magari più volte al giorno a pungolarli affinché si mettano sui libri e lascino stare tv, smartphone o tablet per qualche ora. E in molti casi è tutta fatica sprecata e hai la sensazione che manchi qualcosa.

Sappiamo infatti da diverse ricerche che in realtà sono tre i fattori chiave del successo scolastico. Oltre all’impegno e naturalmente all’intelligenza, i ricercatori sostengono che la curiosità – la famosa “mente affamata” di cui parla Steve Jobs nel suo famoso speech a Stanford – sia uno dei tre fattori determinanti per il raggiungimento del successo scolastico.

Per questo motivo, concentrarsi troppo sull’impegno alla fine non porta i risultati sperati. Dando per scontato che l’intelligenza appartiene a tutti i nostri ragazzi, è importante valorizzare anche il terzo fattore: la curiosità. E come si fa a fare questo? Vediamo insieme come si stimola e coltiva la curiosità.

Mostra interesse: appassionati alle passioni dei tuoi figli. Non si tratta di essere invadenti e toglierli i loro spazi ma di attivare un dialogo intorno alle cose che già li stimolano per andare più in profondità e magari fare qualche attività insieme correlata proprio alle passioni. Mostrare interesse e fare domande sincere su di una loro passione è sia un modo per dare il buon esempio – e la famiglia è il primo luogo di apprendimento – sia uno stimolo a raccogliere più informazioni e quindi a essere maggiormente curiosi.

Ogni tanto, sorprendili: magari spezzando una abitudine. Cambiare posto a tavola va benissimo o l’organizzazione dei mobili a casa. Magari puoi cambiare strada per andare a scuola o quando li porti a fare attività sportive. Oppure puoi prenderti un pomeriggio libero dal lavoro per andare a un museo, a una mostra o semplicemente a fare un giro in centro. Metti insieme una attività di svago con una che porti più contenuti.

Fai il gioco del “Se”: stimola la loro fantasia, suggerendo versioni o finali alternativi alle favole. Chiedi a loro di immaginare una morale della favola differente. In questo modo non stimolerai solo la fantasia ma anche un pensiero laterale, molto utile nella vita per adattarsi ai cambiamenti della vita e affrontare i problemi con un ventaglio sempre ampio di possibilità.

Infine, impara a raccontare solo una parte delle storie o rispondere solo in parte alle curiosità dei tuoi figli. Lascia lo spazio per le loro domande. Con i bambini molto piccoli è semplice: le loro raffiche di perché sono pressoché infinite! Quando i bambini diventano più grandi è più facile che si accontentino della prima risposta, quindi è molto importante rispondere in modo che abbiano voglia di scoprire di più su di un determinato argomento.

 

Come ritrovare la motivazione nel lavoro

By | In evidenza

Dopo il post della scorsa settimana sulle motivazioni per cambiare la propria situazione lavorativa, molti lettori – che ringrazio per l’attenzione che mettono nella lettura dei miei post – mi hanno scritto. Sono persone che pur essendo arrivate alla conclusione il lavoro d’ufficio che svolgono non è più ciò che desiderano, non sono nelle condizioni di cambiare. E’ comprensibile, al di là della paura del cambiamento, ci sono condizioni di vita che hanno la priorità.

Ed è proprio per questo che il primo consiglio che ho rivolto via messaggio a chiunque non si senta nelle condizioni di lasciare il proprio lavoro d’ufficio per dedicarsi a un lavoro che li appassiona maggiormente, è di inserire nel proprio pensiero un bel “ancora”. “Non sono ancora nelle condizioni di lasciare/cambiare lavoro”: suona molto meglio, vero?

Se non sei ancora nelle condizioni di lasciare il tuo lavoro, ma è ciò che desideri, devi fare due cose in particolare: preparare le condizioni per lasciare il lavoro, vivere al meglio l’attuale esperienza lavorativa. Per la prima, il consiglio che posso darti è di domandarti cosa ti serve per lasciare il lavoro e costruire le condizioni per mettere in piedi la tua azienda o lavorare come libero professionista. Una volta che te lo sei domandato e ti sei risposto, agisci.

Per la seconda, bisogna partire da un concetto: la motivazione è sempre personale. Quindi nel momento in cui scegli di rimanere in una situazione che non ti soddisfa a pieno perché non sei nelle condizioni di andare verso una situazione che ti soddisfa maggiormente, devi essere già fortemente motivato a rimanere e fare del tuo meglio, a prescindere da tutto. Vediamo insieme tre strategie per rendere la situazione attuale, temporaneamente più sostenibile:

  1. Sii concreto. Per auto-motivarti in un contesto lavorativo nel quale non ti trovi più bene, scegli la concretezza. Fissa degli obiettivi pratici e concreti, ricercando magari ciò che più ti ha appassionato del tuo lavoro nel passato. Le motivazioni astratte, come “oggi farò del mio meglio”, sono solitamente molto meno efficaci di qualcosa di concreto, come ad esempio portare 10 nuovi clienti al mese o chiudere 3 contratti al giorno. Come prima regola, quindi, fissa obiettivi specifici e alla tua portata.
  2. E’ vero: in un contesto lavorativo insoddisfacente può essere molto difficile trovare la motivazione giusta per fare e per divertirsi allo stesso tempo. In questo caso possono venire in soccorso aiuti esterni che permettono di rendere più vicino al gioco gli obiettivi legati al proprio lavoro. Esiste ad esempio un sito che si chiama http://www.stickk.com/tour nel quale è possibile fissare un obiettivo e se non lo raggiungi devi pagare pegno. Molto divertente e stimolante!
  3. Fai mentoring. Diventa un mentore per i dipendenti più giovani e aiuta i colleghi meno esperti. Dona tutto ciò che sai a chi sa meno di te, aiuta gli altri a crescere attraverso un contributo personale e disinteressato. In molte aziende, soprattutto piccole e medie, la formazione interna non è ben strutturata e tu puoi dare tanto e ricevere in cambio quegli stimoli che oggi ti mancano.

Successo, valori e flessibilità

By | In evidenza

Quando arrivi alla consapevolezza che il tuo lavoro d’ufficio non è più ciò che desideri per te e vuoi cambiare vita, si manifestano subito quelli che nel viaggio di ogni eroe sono i guardiani. Sono le persone che ti mettono in guardia – con la finalità di trattenerti per motivi che a loro avviso sono ottimi e più che ragionevoli – dal cambiare.

Siccome di guardiani ne abbiamo tutti (e molti), ti voglio parlare degli aspetti positivi che hanno riscontrato tante persone che hanno deciso di lasciare il proprio lavoro per seguire le proprie passioni. Ricorda: ognuno di noi prima di prendere qualsiasi decisione e dopo aver ascoltato il parere dei guardiani dovrebbe comprendere i propri bisogni e fare riferimento ai propri valori per stabilire cosa vuole veramente.

Nel momento in cui hai pensato alle conseguenze e hai preso la decisione, soprattutto se lo hai fatto presto e bene, dovresti decidere di seguirla e vedere quali risultati porta. Ecco alcuni aspetti positivi del lasciare il proprio lavoro per svolgere una libera professione o aprire una azienda in proprio:

  1. Il successo è prima di tutto significato. Se nella tua vita il tuo lavoro è diventato insostenibile, se non ti rappresenta ciò che fai, se lo scopo e gli obiettivi nel tuo lavoro non coincidono più con i tuoi, hai ottimi motivi per cambiare. Diverse ricerche di recente hanno mostrato come il significato del lavoro che si sta facendo venga prima della retribuzione, per una grande fascia di lavoratori.
  2. Il tuo CdA sono i tuoi valori. Non c’è niente di meglio di un consiglio di amministrazione che ti conosce e sa cosa vuoi, cos’è importante per te e come vuoi creare il successo nella tua vita. Quando sei il capo di te stesso, sono i tuoi valori a prendere le decisioni migliori. Se decidi di fare questo passo, assicurati di aver fatto un profondo lavoro su te stesso prima – magari con un amico che ti conosce bene, un Coach professionista, insomma una persona di cui ti fidi profondamente – e poi sarai libero di fare la tua scelta.

La flessibilità è il benefit principale. Poter scegliere quando lavorare, personalizzare la propria fascia oraria o le proprie giornate non ha prezzo. Non sempre è così, ovviamente. Ma lo è molto più frequentemente rispetto al lavoro d’ufficio. La flessibilità, oltretutto è una grande prova di responsabilità e capacità di gestione. La flessibilità infatti impone una grande disciplina ma ciò che si ottiene in cambio è libertà.

 

 

 

 

Le 3 caratteristiche fondamentali (più una) che rendono prezioso un dipendente

Le 3 caratteristiche fondamentali (più una) che rendono prezioso un dipendente

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Quali sono le caratteristiche che rendono prezioso un impiegato o un collaboratore? Sicuramente le competenze sono fondamentali. E oltre a quelle cos’altro determina l’alto valore di una persona in un contesto di lavoro? Le abilità personali di un dipendente e tutta una serie di altre soft skill sono cruciali per il successo di una collaborazione a lungo termine.

La maggior parte delle aziende sottovaluta le soft skill o l’impatto che lo sviluppo personale avrà su un’organizzazione. Danno per scontato che le hard skill abbiano più peso e siano sufficienti per far andare avanti l’azienda. Ma tirare a campare non è sufficiente in un mondo che cresce e si muove in continuazione.

Ci sono tre caratteristiche fondamentali (più una) che dovrebbero appartenere alla maggior parte dei dipendenti e quelli che non le possiedono si dovrebbero incentivare a svilupparle:

 

  1. Dimentica la gestione del tempo: non esiste. I dipendenti migliori devono essere dei buoni gestori di sé. Chi gestisce in modo efficace la propria vita, i propri compiti e le proprie priorità, avrà maggiori possibilità di essere più produttivo sul lavoro. Autogestione significa gestione del proprio stato emotivo – fondamentale in PNL – maggior pazienza e capacità di organizzare il lavoro in funzione di priorità e obiettivi.
  2. Sono consapevoli dei propri mezzi. Non trascorrono il tempo in riunioni inutili, telefonate distratte e qualsiasi altra attività che li distragga dal lavoro. Si concentrano sulla propria crescita e puntano al miglioramento continuo perché sanno che attraverso la formazione possono ottenere maggiore soddisfazione personale e professionale.
  3. Incentivare i propri dipendenti a trovare un miglior equilibrio fra il lavoro e la vita privata è un ottimo modo per avere dei dipendenti più felici e quindi più produttivi. Lo smart working infatti non è solo telelavoro è anche e soprattutto un modo diverso di intendere il rapporto di lavoro, sia da parte dei dipendenti sia da parte degli imprenditori. L’obiettivo è il risultato, non le ore lavorate.

Infine l’aspetto più importante: i dipendenti migliori di solito sono quelli che lavorano meno. Mi spiego meglio: i dipendenti più produttivi spesso sono quelli che fanno meno lavori contemporaneamente, meglio ancora che ne fanno uno solo. In molte aziende c’è la tendenza a esaltare il multitasking. Ormai viene evidenziato sempre più spesso nelle ricerche che si occupano di questo argomento che il multitasking non solo non funziona ma spesso è persino dannoso. Meglio meno con più qualità che troppo senza qualità.

 

3 caratteristiche (più una) di ogni successo

3 caratteristiche (più una) di ogni successo

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Io credo che ognuno possa raggiungere il successo in una forma personale. Per alcuni il successo sono quattordici ore di lavoro consecutive. Per altri è un orario di lavoro corto e più tempo con la famiglia. Per altri è uscire ad allenarsi ogni giorno. Per altri ancora è leggere, scrivere, guardare tutti i film, le serie tv e ascoltare tutta la musica che si desidera.

Nessuna di queste forme di successo – come tante altre che puoi immaginare – ha a che fare direttamente con il denaro. Infatti le caratteristiche del successo sembrano essere ben altre. Te ne ho parlato recentemente nell’ebook dedicato proprio a Come creare successo nella tua vita. Quasi ogni forma di successo che si possa immaginare richiede queste 3 caratteristiche (più una):

  1. Innalzare i propri standard: il miglioramento è un processo e non un obiettivo. Diventa uno studente vorace, espandi costantemente le tue capacità e conoscenze leggendo, ascoltando audiolibri o provando – non nel senso di tentare ma nel senso di sperimentare, fare esperienza – nuove attività.
  2. Affrontare le proprie paure: e andare oltre. Il coraggio non è assenza di paura. E’ la capacità di portare se stessi al di là dell’oggetto della propria paura. Andare avanti di fronte alla paura e all’incertezza è spesso ciò che separa le persone di successo dagli altri.
  3. Credere: credere in sé, credere nella propria visione. I grandi leader raggiungono un alto livello di chiarezza circa la propria visione e coltivano una fede – o una fiducia – abbastanza forte in merito ai proprio progetti, da motivare in primis se stessi e poi riuscire ancora a convincere gli altri a unirsi alla propria missione.

Infine ricorda che creare successo non è un processo lineare né indifferente all’opinione delle altre persone. Ci vorrà del tempo, ci saranno delle battute d’arresto e momenti di smarrimento. In tutto questo ci saranno persone che avranno paura per il tuo successo: alcuni avranno timore di ciò che puoi diventare, per invidia o per quella che viene chiamata sindrome di Procuste, altri ancora perché sanno che crescendo e migliorando in qualche modo sarai diverso e temono di perderti. Quando crei il tuo successo, quindi ricordati di portare con te le persone alle quali tieni di più.

Guadagna tempo, gestendo in modo più smart le tue email

Guadagna tempo, gestendo in modo più smart le tue email

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Ti capita spesso di lamentarti della schiavitù creata dalle apparecchiature elettroniche? Io penso che semplicemente attraverso un uso più efficace delle stesse si possono ottenere grandi risultati di produttività e avere in cambio del tempo da investire in altre attività. Non dimenticare, tra le altre cose, che l’aggettivo smart nella parola smartphone dovrebbe riguardare più come si utilizza il proprio telefono e meno che quello che fa.

Per migliorare la qualità della propria vita a volte basta davvero poco e in molti casi si tratta di piccoli accorgimenti, piccoli trucchi o scorciatoie che possono renderti meno dipendente dalla tecnologia e anzi, rimetterla al tuo servizio. Un esempio lampante è la gestione della posta elettronica: in molti casi diventa un vero e proprio lavoro.

I miei consigli

C’è qualche soluzione che possiamo adottare per farci prendere meno tempo da questa attività, vediamo insieme quale:

 

  1. Imposta un intervallo di aggiornamento. Molto spesso le caselle di posta elettronica degli smartphone sono impostate per mostrare le notifiche di ricezione delle email appena arrivano. Per le caselle di posta elettronica personale potresti impostare lo scarico e la notifica dei nuovi messaggi una volta all’ora e dedicare un momento specifico al controllo delle email. Risparmi tempo e hai meno distrazioni.

 

  1. Non procrastinare. Quando ricevi una mail decidi subito cosa farne: rispondi, archivia o cancella. Se hai impostato la ricezione della posta elettronica una volta all’ora puoi utilizzare la ricezione della mail per staccare un attimo dall’attività lavorativa e dedicare attenzione ai messaggi e fare subito ciò che devi con il messaggio che hai ricevuto.

 

  1. Controlla ciò che ricevi. Una volta ogni due o tre mesi, dedica del tempo a controllare le email che ricevi ciclicamente. Newsletter, informative o promozionali, offrono tutte la possibilità di cancellare – nella maggior parte dei casi anche molto facilmente – la propria iscrizione. Se negli ultimi tre mesi hai cancellato senza leggere molte newsletter, forse puoi risparmiare quel tempo scegliendo di non riceverle più.
crescita figli

3 caratteristiche da incentivare nei tuoi figli per aiutarli ad avere successo

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Sostenere i tuoi figli durante il periodo scolastico è fondamentale. Il sostegno da parte dei genitori è sempre importante e quando i figli vanno scuola lo è ancora di più. Ogni ciclo di studi ha le proprie sfide: di apprendimento e di comportamento, di inserimento nella società, di rapporto con gli altri. Ogni tanto come genitori si tende a diventare iperprotettivi ma è necessario convogliare questa spinta interiore in modo più costruttivo.

Cambiare punto di vista

Il modo migliore per farlo – e se mi segui sai quanto mi piace farlo – è cambiare punto di vista, cambiare il focus: creare cioè un focus a lungo termine sulla resilienza dei tuoi figli, sulla loro capacità di superare le sfide in maniera indipendente. Ciò è tutto quello che può davvero aiutarli a ottenere risultati utili a scuola e allo stesso tempo far in modo che vivano in maniera positiva questa esperienza.

 

Ci sono tre aspetti fondamentali da incentivare:

 

  1. Capacità di autogestione: sono tutte quelle abilità mentali che ci permettono di immaginare il futuro, organizzare la nostra vite, perseverare in compiti a lungo termine e fare progetti. Solitamente queste abilità maturano quando diventiamo adulti e negli ultimi anni, proprio in virtù di comportamenti iperprotettivi da parte dei genitori, questo limite sembra essersi spostato ancora più avanti. Per questo è molto importante lasciare che gestiscano in autonomia i propri impegni aiutandoli a comprendere cosa fare passo dopo passo, o come adattarsi ai cambiamenti mentre si segue un piano o una tabella di marcia: con flessibilità e buon senso. Per insegnare le abilità di autogestione si possono creare routine dettagliate sui compiti a casa, affidare la gestione di progetti casalinghi – come la lista della spesa o delle faccende domestiche – e poi assister i bambini nel mantenere quei piani. Possiamo fare molto per cambiare l’approccio dei nostri figli, insegnandogli ad autogestirsi.
  2. Convinzione di autoefficacia: nella vita di tutti i giorni, incoraggia i tuoi figli a credere nei loro punti di forza; può essere un tratto caratteriale, un comportamento, una abilità nello sport, la creatività o qualsiasi altra cosa tu veda di positivo e che dia loro soddisfazione nello svolgimento. E’ molto importante sottolineare l’impegno quando lo vedi. Quando i bambini sentono che uno sforzo concreto porta al successo persistono di più. Questo li aiuta a diventare più resistenti quando subiscono qualche battuta d’arresto, nei compiti scolastici o nelle attività sportive. La maggior parte dei bambini sono spesso guidati e motivati da risultati a breve termine e hanno difficoltà a persistere quando non ottengono un successo. Per essere più motivati aiutali a concentrarsi su obiettivi incrementali che sostengono il loro interesse e gli portano quel senso di realizzazione del quale hanno bisogno.

 

  1. Sostegno costante: prima di riempire il calendario familiare con attività extra, proteggi il tempo della famiglia, il tempo di gioco e il tempo per socializzare. Diverse ricerche mostrano che nelle famiglie che riescono a fare i pasti insieme più frequentemente, gli adolescenti hanno un maggiore benessere e relazioni migliori. Il tempo di gioco insieme ai bambini inoltre li aiuta a costruire relazioni e contribuisce allo sviluppo delle loro abilità emozionali e di autogestione. Sostegno e vicinanza ai bambini sono nutrimenti fondamentali per il loro sviluppo armonico.

Ciò che fai tutti i giorni

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Quando lavoravo nel settore alberghiero, uno dei miei maestri di quei tempi – un grandissimo direttore d’albergo – mi ricordava spesso che un albergo di lusso non è di lusso solo perché ha posate d’argento, uno chef rinomato o un arredamento griffato. Un albergo di lusso, lo è anche e soprattutto perché ci sono una serie di dettagli: tanti piccoli dettagli che messi insieme rendono l’esperienza del cliente un’esperienza di lusso.

Ad esempio, nella sua rinomata catena alberghiera – forse una delle più importanti al mondo – il servizio è considerato molto più importante di tutto il resto, delle posate d’argento, dei mobili straordinari, dei vini migliori. Ma se il servizio, l’attenzione verso il cliente, non sono allo stesso livello di lusso allora non puoi considerarti davvero un albergo di lusso.

Perché ti ho raccontato questo aneddoto? Perché c’è solo una cosa che dà risultati: noi possiamo cambiare il modo di ragionare, possiamo cambiare l’identità e le convinzioni e fare tutto quello che vogliamo. Se mastichi un po’ di PNL sai di cosa sto parlando. E alla fine l’unica cosa che ti dà dei risultati oggettivi sul campo sono le azioni. Se hai seguito qualche mio corso o se mi segui da tempo sai che io sono uno dei pochi in Italia e nel mondo a sostenere che lo scopo sia più importante dell’obiettivo.

Ci sono ancora persone che confondono persino queste due cose. Cercano di farti definire il tuo scopo, facendoti pensare a cosa vuoi. No, lo scopo non è cosa vuoi. È il perché fai quello che fai, oltre le difficoltà, oltre il lavoro. E tutti questi lavori di definizione, dallo scopo all’obiettivo, dall’identità a alle convinzioni, alla fine devono essere messi in pratica.

Io ho lavorato tantissimi anni fa per un imprenditore italiano, proprietario di un team di motonautica offshore – la Formula Uno del mare. Il motore della barca del team era talmente potente che quasi ogni gran premio della stagione rompeva il piede cioè la parte che entra nell’acqua, dove si trova l’elica. Ecco, in pratica è inutile avere un motore potente se poi non riesci a concludere, cioè a trasferire tutta la potenza alla barca perché si rompe tutto.

Mi spiego meglio: nella mia esperienza soggettiva di Coach che da 25 anni gira il mondo ad aiutare le persone a fare del loro meglio ho visto che c’è una costante. Una cosa che succede a molte persone: magari frequentano un corso dove il formatore le motiva, c’è la musica, si balla, ci si abbraccia, sono belle gasate e fissano degli obiettivi enormi. Magari sono persone che mangiano quattro barattoli di Nutella al giorno e decidono “da domani basta Nutella!”. Magari non hanno mai corso nella loro vita e decidono: “da domani esco tre volte alla settimana faccio dieci chilometri”.

E dopo cosa succede? Succede che vanno via dal corso e il picco emotivo a poco a poco si allontana e le azioni che hanno pianificato non le fanno perché sono troppo grandi rispetto a quello che stavano facendo prima. Per la mia esperienza – io sono convinto di questo, lo sono sempre stato e lo sarò probabilmente ancora per un bel po’- i veri risultati, la vera evoluzione si ottiene con la continuità, col fare tante piccole cose.

È la quotidianità che ti cambia la vita.

Il tuo corpo non migliora se vai in palestra una volta al mese e ti massacri per 3/4 ore di seguito. Quando ho lavorato in una azienda di distribuzione di mobili – il mio capo era uno dei due svedesi che ha portato Ikea in Italia – mi diceva sempre: “Se tu un giorno decidi di lavarti i denti per quattro ore consecutive, non è che poi per il resto dell’anno sei a posto. Devi lavarti i denti tutti i giorni e magari più volte al giorno”.

Nel mondo americano c’è un detto: “A bad run is better than no run”. Cioè, un allenamento fatto male – perché magari sei stanco o sei svogliato o c’è brutto tempo non hai voglia non ha avuto tempo a sufficienza per farlo bene – è comunque meglio che nessun allenamento.

Perché credo sia vera affermazione? Per almeno due ragioni: la prima è che è meglio fare qualcosa, che non fare nulla. La seconda è il fatto stesso che tu sia riuscito ad allenarti. Se tu fai una bad run, un brutto allenamento, magari non hai grandi risultati dal punto di vista fisico ma ottieni un risultato importantissimo: la continuità, quella autodisciplina che ti porta a fare tutti i giorni qualcosa.

Fare tutti i giorni qualcosa è meglio che fare una volta ogni tanto tantissimo, perché con il lavoro costante crei questa massa critica che dopo un po’ genera l’abitudine e soprattutto crei una forma mentis vincente.

Il mio consiglio per te, oggi, è questo: se hai fatto dei gli obiettivi super mega esagerati e non stai facendo nulla perché la vita ti ha travolto, perché gli imprevisti te lo hanno impedito, perché hai preso un boccone troppo grande da masticare, invece di sputare tutto il boccone e rinunciare, magari ridimensiona il tuo obiettivo. Perché è meglio un brutto allenamento, che nessun allenamento. Aristotele diceva “noi siamo ciò che facciamo ripetutamente, perciò l’eccellenza non è un atto ma un’abitudine”. Significa che è quello che facciamo tutti i giorni che fa la differenza nella qualità della nostra vita.

Io ho avuto la fortuna di incontrare tantissime persone di successo. Sono persone che ottengono risultati, che stanno bene in salute, nel fisico e che stanno bene emotivamente, che sono felici. Ovviamente non hanno una vita perfetta, hanno alti e bassi, hanno problemi ma si evolvono, migliorano costantemente. E ho scoperto che per quanto questa idea sia abbastanza semplice da comprendere e soprattutto di buon senso, sono davvero poche le persone che la mettono in pratica.

Per aiutarti a comprendere l’importanza di ciò che ti dico, ti faccio qualche domanda. Rispondi sinceramente: cosa mangi tutti i giorni? Quando mangi bene tutti i giorni, una volta ogni tanto puoi sgarrare. Cosa leggi tutti i giorni? Cosa guardi in tv tutti i giorni? Cosa ascolti? Non solo che musica ascolti, ma che discorsi ascolti, a quali conversazioni presti attenzione? Cosa fai con il tuo corpo? Lo muovi? Non lo muovi? Che interazioni hai con i tuoi familiari? Con i tuoi colleghi? Cosa fai con i tuoi soldi tutti i giorni?

È questo che fa la differenza.

Fai una piccola cosa tutti i giorni e vedrai che a un certo punto succederanno cose che ti sembrano miracoli e miracoli non sono affatto. Conosciamo tutti la metafora della goccia che piano piano, ogni giorno, scava, scava, scava e a un certo punto crea un buco nella roccia.

Se, nel tempo, una goccia d’acqua, senza un corpo, senza identità o convinzioni, riesce a scavare la roccia, tu cosa immagini di riuscire a fare? Sicuramente, è di più. Fai come la goccia, con quella autodisciplina che purtroppo – o per fortuna – pochi hanno e ottieni più di quello che le persone si aspettano da te.

Io non sono una persona speciale, non ho caratteristiche particolari. Non sono super intelligente ma ho una fortuna: un po’ per natura, un po’ per educazione: ho una forte autodisciplina. Sono un soldatino, se mi metto in testa una idea, un obiettivo o se mi affido a un medico, un allenatore – qualcuno di cui mi fido e al quale permetto di dirmi dice cosa fare – a quel punto quella azione, io la faccio fino in fondo.

Non ci sono scuse, la faccio e basta. È autodisciplina. E per me è sinonimo di libertà. Perché l’autodisciplina significa che tu prendi una decisione e questa decisione la porti avanti, fino alla fine, per te.

Ho un amico che dice che per lui l’autodisciplina è un obbligo, una prigione. Ecco, se non hai la flessibilità di cambiare idea quando è necessario, può trasformarsi in una prigione.

L’autodisciplina vince proprio grazie alla flessibilità, perché la flessibilità non è indolenza. La flessibilità è: oggi ho 39 di febbre, magari decido di saltare l’allenamento. O se ho un problema fisico, una infiammazione, una tendinite. Oppure un’emergenza di lavoro o familiare: l’autodisciplina e la flessibilità si accompagnano sempre al buon senso. Mentre gli obblighi e l’indolenza si accompagnano spesso alla mancanza di buon senso.

Ti faccio un esempio: ho deciso che ogni martedì mi alleno. Un martedì non ho voglia di allenarmi e cedo alla mancanza di voglia e non mi alleno. Questa non è flessibilità, è indulgere alla pigrizia. Perché cambio idea, modifico una risoluzione sulla base dell’emozione del momento. Ed è proprio quello il momento in cui ti dovresti accorgere che cambiare programma, rinunciare significa che non sei libero, sei schiavo delle emozioni del momento. Invece la libertà è innanzitutto la libertà di prendere decisioni e di mantenerle per rispetto nei confronti di te stesso. Ovviamente la libertà è anche la libertà di cambiare la decisione presa perché ciò che fai non vale più la pena o perché sono cambiate le tue priorità.

Ti porto l’esempio di una decisione importante che ho preso molto giovane e che ha dato una impronta fondamentale alla mia vita. Io avevo deciso da ragazzino che volevo fare carriera nel settore alberghiero. Ho incominciato a lavorare, mi sono fatto il mazzo e quando la mia carriera ha spiccato il volo ho deciso che non mi interessava più e ho deciso di cambiare. Così ho incominciato a fare il lavoro che sto facendo da ormai 25 anni. Ma non è stata una questione di un momento. Non ho gettato via la carriera di una vita per l’emozione di un momento. Venticinque anni da Coach credo che lo dimostrino.

Qualsiasi attività – persino quella dell’astronauta che tutti pensano sia uno dei lavori più belli del mondo – ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ho avuto la fortuna di parlare con alcuni astronauti e anche loro hanno una serie di attività noiose che non vorrebbero fare. Però fanno parte di questo lavoro meraviglioso ed il segreto è tutto qui: chi sceglie con passione ciò che fa, riesce a fare bene anche le attività noiose. Se fai sport probabilmente sai che gli allungamenti, lo stretching, il riscaldamento, sono una parte fondamentale della prevenzione degli infortuni e allo stesso tempo sono una pratica noiosa. Tutto quello che fai prima dell’attività sportiva o dopo per evitare di farti male, non è proprio una delle cose più motivanti al mondo ma è fondamentale, se desideri continuare a fare lo sport che ami.

Quindi, definisci degli obiettivi che sono alla tua portata, ambiziosi, allo stesso tempo ragionevoli in modo tale che tu possa prendere degli impegni con te stesso. Prendi impegni che sai di poter mantenere e mantienili a qualsiasi costo.

Fai poco, ma fallo sempre e vedrai che andrai molto lontano, molto più di quanto tu possa pensare adesso. Se hai difficoltà, trova il modo di farti aiutare da un Coach o da un buon libro, da un motivatore, da un amico o da chi vuoi. Trova il modo migliore per te di essere motivato, di fare bene le cose che devi fare per raggiungere i tuoi risultati e di fare anche le cose che non hai voglia di fare.

Mantieni le promesse che ti sei fatto, mantieni gli impegni che hai preso con te stesso: un brutto allenamento è meglio che nessun allenamento. Quello che fai tutti i giorni, fa la differenza, quindi trova il modo di fare bene le cose che non hai voglia di fare e ti posso assicurare che non avrai mai abbastanza fantasia per immaginare cosa la vita riserva, se ti impegni e fai la tua parte. Ogni giorno.

Il testo di questo post è una trascrizione della diretta Facebook del 04/02.

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