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Una medaglia per sognare. La forza del collettivo e il talento al servizio del gruppo.

By 9 Giugno 2018In evidenza

L’Italia della pallavolo sordi ha incassato un’altra significativa medaglia d’argento. Questa volta a vincere sono state 11 ragazze, che hanno portato a casa questo importante risultato agli Europei U21, finiti oggi a Palermo.

Oggi ti parlo di loro e di come sono arrivate fino a qui.

Da questo racconto potrai portare a casa una lezione:
se vuoi arrivare lontano, la tua forza è nel collettivo.

Oggi ti racconto di 11 ragazze giovanissime (due di loro fanno ancora la scuola media), che hanno dimostrato una maturità che raramente si trova, persino negli adulti.
Loro sono arrivate già dal primo giorno con più speranza che paura, con la determinazione di un gruppo di combattenti, con la voglia di godersela e con l’attitudine della vera squadra.

Cominciamo con una premessa. L’anno scorso la Nazionale Italiana Pallavolo Sorde, giocando una decisiva partita in Turchia, ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi dedicate ai sordi.

Quella medaglia ha fatto una differenza sostanziale per tutto il movimento, perché il silenzio che queste ragazze avevano intorno allora, non era legato solo alla sordità.

In pochi sapevano che esiste una federazione sport sordi (FSSI), delle Olimpiadi e dei campionati solo per loro.
Grazie al risultato delle Olimpiadi tutto è cambiato.

Aziende illuminate come Cattolica Assicurazioni, only4team e teamsport-id hanno creduto in noi e questo ci ha permesso di avere materiali, più raduni e attenzione ai dettagli organizzativi.

Quest’anno infatti i riflettori erano già lì, dal primo raduno.

Paradossalmente, e proprio per questo, all’inizio per le ragazze dell’U21 non è stato semplice.

Immagina di trovarti adolescente a raccogliere il risultato di qualcun altro, circondata da macchine fotografiche, incitazioni, responsabilità e soprattutto aspettative.
Al primo impatto le ragazze sembravano un po’ confuse e molte si incontravano per la prima volta.
Eppure è bastato un raduno per cambiare la percezione, per far dimenticare cosa volesse il mondo fuori e per trasformare 11 individui in una squadra.
Questo è avvenuto grazie alla convinzione condivisa che loro hanno qualcosa in più.

Infatti, quando ho chiesto negli incontri individuali quale fosse il loro più grande punto di forza, con mio grande stupore, ho ricevuto da tutte la stessa risposta:

“Noi abbiamo qualcosa in comune e insieme possiamo costruire tanto, perché siamo simili”.

Si scopre così la ricetta segreta: la loro “differenza”, la sentono come uguaglianza. Come supereroine, hanno riconosciuto nella loro caratteristica comune un superpotere.

Quasi tutte le loro affermazioni non erano tanto focalizzate sulla capacità tecnica, o sui limiti del non sentire, ma guidate dall’idea che sono unite, complici, capaci di sostenersi, capirsi e nutrirsi come collettivo.
Così, mentre un team tecnico preparato, instancabile e appassionato le ha accompagnate con cura e dedizione, loro hanno scelto di seguire un cammino che dovrebbe essere il sentiero di ogni Team che funziona davvero: la consapevolezza dell’interdipendenza.

Ci sono stati naturalmente momenti di tensione, cadute e non solo fisiche, ma mai una volta queste ragazze si sono autoescluse o fermate. Si sono invece messe con costanza e flessibilità autenticamente in gioco e a disposizione delle altre. E questo ha fatto la differenza.

La medaglia è stata d’argento, lo so. E chi fa agonismo sa che c’è una differenza tra arrivare primi e tirare fuori il meglio del proprio potenziale.

Credo che queste ragazze l’abbiano fatto.

Quindi quale è la lezione?
Cosa ha permesso a questa squadra di tirare fuori il suo meglio?

Si tratta di un’alchimia tra tecnica, tattica, benessere fisico e mente.
Quindi ora ti lascio qui di seguito la ricetta, come in un laboratorio di chimica, di un Team Vincente.

Tutte le ragazze:

  1. Hanno uno scopo significativo e condiviso
  2. Contribuiscono con trasparenza ed apertura alle esperienze
  3. Condividono decisioni e attitudine
  4. Mettono al servizio del Team i propri talenti e ne riconoscono la complementarietà, per creare interdipendenza
  5. Rinforzano i punti di forza degli altri
  6. Si prendono responsabilità comuni
  7. Agiscono in modo coerente ed ecologico

Ogni azione così contribuisce a creare opportunità e risultati tangibili.

Da parte mia ringrazio per quanto io stessa ho imparato da questa esperienza e lascio a te in queste righe il sapore della vittoria.

Ti auguro di trovare forza e ispirazione nel collettivo con il tuo Team e di sentire nel raggiungere un tuo traguardo la stessa straordinaria gratitudine.

 

Tutto il meglio

Laura