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Successo Archives - Claudio Belotti

5 prospettive che trasformano il tuo punto di vista sulla vita

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A che cosa dai il potere di definire il tuo successo? È una domanda importante perché la TUA definizione di successo definisce anche la qualità della tua vita.

Per definire in modo più preciso cosa è il successo per te bisogna sfatare dei luoghi comuni.

I luoghi comuni nel nostro caso sono delle convinzioni. Delle convinzioni particolarmente limitanti che ci impediscono di vivere a pieno il successo.

Cambiare prospettiva in PNL è un processo molto frequente che ti aiuta ad andare oltre il te stesso attuale e accedere a risorse che non pensavi di avere.

Nel mio libro “La vita come TU la vuoi” ti consiglio di attivare questo processo attraverso i tuoi Mentori andando cioè a raccogliere valori, convinzioni, stati emotivi di persone che stimi e delle quali ti fidi e ragionare attraverso di loro sulla tua situazione, sul momento che vivi, sul significato che puoi dargli.

Cambiamo oggi punto di vista andando a svelare 5 prospettive che possono migliorare il tuo punto di vista sulla realtà.

Anche le altre persone hanno paura.

Quando pensi: come fanno gli altri? Probabilmente ci stanno solo credendo più di te. A volte è solo questo: avere fiducia in sé per prendere la paura e portarla con sé verso il risultato che desideri.

Le persone ricordano ciò che fai non ciò che dici.

Se pensi di poter cambiare il mondo o le altre persone solo con le parole non otterrai mai il risultato che hai in mente. Le parole sono importanti e altrettanto importante è l’azione che segue alle parole che pronunci. Se poi, oltre a fare qualcosa, riesci anche a fare qualcosa di buono per gli altri, otterrai ancora più risultati.

Nessuno è interessato a vederti sbagliare.

Nessuno lo è davvero per lo meno e forse avrai una schiera di tifosi poco numerosa o silenziosa. Ma ti assicuro che a nessuno importa davvero il tuo fallimento: sentiti libero di fare, di sbagliare, di ricominciare. È un fallimento solo se non fai ciò che desideri.

Non hai bisogno di essere accettato.

Semmai sei tu che devi accettarti se vuoi essere felice. Questa è quella che io chiamo integrità: cioè l’essere integri, accettare pregi e difetti, talenti e punti deboli. Anche perché spesso la vita ci insegna che quelli che chiamiamo difetti sono spesso talenti che non accettiamo o che non abbiamo ancora imparato ad usare.

La costanza premia.

Nel mondo del tutto e subito essere costanti è un grande pregio. Lavorare per un risultato più grande, per un obiettivo che solo tu riesci a vedere, per lo scopo che hai dentro e che ti fa brillare gli occhi. Sii costante: anche poco, tutti i giorni.

Un momento prima della partenza

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“Ci sono giorni in cui mi sveglio spento e tutto sommato provo a starci dentro” Timoria – Sole spento

Nella vita succede che arrivino dei periodi di calma piatta. Sono quei periodi che si vivono prima della partenza per un nuovo viaggio. Ma per trovare il coraggio per rimettersi in viaggio è necessario trasformare quella calma in una onda che ci dia la spinta giusta per salpare.

Questi “momenti” – che possono durare giorni, mesi o anche anni – per chi lavora in azienda sono spesso indotti dalle fasi che vive l’azienda stessa. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni analizzo queste fasi o stadi che ogni impresa attraversa nel corso della propria vita.

Grazie a questa analisi ad esempio puoi comprendere in modo pratico e concreto in quale stadio di sviluppo si trova la tua azienda e grazie a questo puoi stabilire quali sono gli interventi più importanti da fare per ottenere risultati differenti, per raggiungere o ritornare allo stadio “Prime”, lo stadio di massima espressione del potenziale di ciascuna azienda.

Mentre vivi questo “momento” (e nell’attesa di leggere “Gli Stadi del Successo”) puoi fare 3 cose:

Se ti senti demotivato: puoi analizzare la situazione e valutare se sei tu che hai dato tutto quello che potevi dare, se hai contribuito al 100% delle tue potenzialità e se è arrivato il momento di fare altro. La motivazione è figlia del proprio scopo: perché fai quello che fai? E’ ancora valido per te?

Se ti senti bloccato: agisci immediatamente. Il modo migliore per uscire da un loop è decidere di uscirne. Questo significa fare qualcosa di differente. Lo scopo anche qui gioca un ruolo fondamentale: quando sei bloccato probabilmente il tuo scopo è ancora valido ma è il tuo comportamento che non funziona più. Cosa puoi fare per tornare a funzionare?

Se ti senti stanco: ricarica le tue energie. Potrebbe essere sufficiente un corso di formazione qualcosa che ti aiuti ad approfondire le skill che utilizzi tutti i giorni sul lavoro o qualcosa che ti ridia una sferzata di nuova energia attraverso l’apprendimento di nuove skill. I corsi Extraordinary ad esempio sono sempre una ottima scelta 😉

7 consigli per sviluppare abitudini di successo

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Per migliorare in ciò che sei e che fai ci vuole una certa dose di disciplina. Non è un termine molto in voga fra noi italiani che spesso siamo visti come tutto estro, fantasia e poco metodo o organizzazione. Ma se ci sforziamo di andare oltre gli stereotipi più banali possiamo trovare in tante grandi imprese italiane quel nocciolo di disciplina, di metodo, costanza e organizzazione che le hanno rese tali.

Lo sa bene chi fonda una azienda che quella disciplina è più semplice quando il lavoro è una passione forte, uno scopo da soddisfare, un bisogno interiore enorme. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni infatti utilizzo proprio la metafora della relazione che parte dal corteggiamento e l’azienda ne diventa il frutto più bello. E proprio come un bambino l’azienda nasce, cresce e matura.

Se una azienda impara a tenersi in forma con migliori pratiche quotidiane, al contrario dell’essere umano, può vincere l’invecchiamento e non far contare gli anni che passano se non come testimonianza della grande passione che anima il lavoro di tutti, dal fondatore all’ultimo apprendista che ha appena fatto il suo ingresso in azienda.

Quando trovi il tuo scopo diventa più semplice mettere in testa a tutto la passione e la sua realizzazione. Per questo, prima di iniziare a scoprire quali sono i 7 consigli per sviluppare abitudini di successo ti invito a riflettere bene: dove stai andando? Qual è la direzione della tua vita? È quella che vuoi? Se hai le risposte utili per te a queste domande ora puoi iniziare a costruire le tue abitudini:

  1. Medita. Ne abbiamo parlato tante volte ed è un bene che ne parliamo ancora. La meditazione ti cambia la mente, la migliora e la rende più calma e focalizzata. Dedica alla meditazione qualche minuto al tuo risveglio e otterrai risultati migliori nel corso dell’intera giornata.
  2. Mettiti nei panni degli altri. Fallo con una certa costanza e inizierai a vedere un mondo più vasto. Scoprirai che ci sono punti di vista radicalmente differenti dal tuo, situazioni inedite, valori da rispettare. E questo arricchirà il tuo modo di pensare come nient’altro.
  3. Leggi. Ecco, forse qualcosa che può arricchirti come il metterti nei panni degli altri è proprio la lettura. I mondi che si creano nella mente di chi legge sono i mondi che è importante conoscere per sentirsi più liberi, più sensibili, più vicini alle altre persone.
  4. Disconnettiti. Lascia lo smartphone sul comodino e il computer nella sua borsa. Per farlo trova una attività che ti aiuti. Cucina. Non lo sai fare? Impara, senza usare i tutorial su internet. Vai a trovare una persona che sa cucinare un piatto che ami e fatti spiegare come si fa quella ricetta che ti piace tanto. Poi agisci.
  5. Prova gratitudine. La gratitudine è la cosa più bella che puoi fare prima di chiudere gli occhi quando vai a dormire e la migliore appena sveglio, prima di meditare. Elenca le cose per le quali provi gratitudine. Possono essere anche sempre le stesse, se vuoi e se ne trovi di nuove tanto meglio: più indaghi più scoprirai quanto la tua vita è piena di gioie.
  6. Immagina. Mia figlia da piccola spesso mi sorprendeva dandomi risposte meravigliose. Quando le chiedevo cosa le avesse suggerito quella risposta lei rispondeva “l’immaginazione”. Sorprenditi anche tu, datti risposte inaspettate. Scopri quanto può esserci nella vita oltre ciò che conosci già.
  7. Divertiti. Ridi, scherza, trova persone con le quali puoi e vuoi essere te e condividi con loro gioie semplici come una risata. Trova il tempo per giocare per gioco, per puro divertimento, per il solo gusto di divertirti come quando tiravi calci a un pallone con gli amici al parco – senza divise, porte, regole o fuorigioco. Divertiti.

La migliore checklist per prendere decisioni in maniera più rapida

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Ti ho parlato spesso dell’importanza di prendere decisioni in maniera rapida. Questo, come sai se mi segui da tempo, serve per avere la possibilità di correggere il tiro qualora la scelta risulti poco efficace.

Diverse ricerche mostrano però che siamo già bravissimi a prendere decisioni in modo rapido: fra decisioni consce e inconsce ogni giorno prendiamo oltre 35.000 decisioni. È un gran numero di decisioni!

Da imprenditore, manager, dirigente, sono sicuro che hai già ben chiara la percezione che anche se 35.000 è un numero alto, tu di decisioni ne prendi anche di più. Questa statistica infatti fa riferimento alla persona media (ammesso che esista). In azienda, è tutta un’altra storia e tu lo sai bene.

Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni sapresti dire in quale stadio si trova un’azienda nella quale l’imprenditore prende tutte le decisioni? Ti invito a leggere il libro e a scoprirlo!

Sulle decisioni consce in ogni caso abbiamo certamente un ampio margine di miglioramento. Vediamo una breve checklist per prendere decisioni in maniera più rapida:

È il luogo e il momento giusto? Domandati se è il posto giusto e il momento adatto a prendere questa decisione. Ovviamente questa non deve essere una scusa per procrastinare: tra “prendersi un momento” e rimandare le decisioni fino a quando non è troppo tardi c’è una bella differenza.

Sono la persona migliore per prendere questa decisione? Potrebbe essere che ci sia qualcuno con maggiore esperienza nel team o in azienda o in famiglia capace di prendere questa decisione o di fornire elementi a supporto. Se pensi di non essere la persona più adatta passa la mano.

È la decisione giusta per te? Qui devi essere bravo a calibrare ciò che sente la tua pancia o, se preferisci, il tuo cuore. La vita è fatta di decisioni e le decisioni sono fatte di emozioni. Cosa ti ispira? Cosa ti spinge e in quale direzione? Sono le domande migliori che puoi porti.

Se rispondi 3 sì convinti hai in tasca anche la decisione. Ti basterà fermarti un attimo, fare un bel respiro e fare attenzione: a questo punto sai già cosa fare.

Affronta il colloquio di lavoro al meglio in 5 passaggi

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Quando si affronta un colloquio di lavoro è importante presentarsi al meglio: in linea teorica siamo tutti d’accordo con una affermazione del genere. Il problema sorge quando bisogna definire cosa si intende per “meglio”. Ciascuna azienda infatti può interpretarlo in modo differente a seconda del momento che sta vivendo, dello stadio evolutivo che sta affrontando.

Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti racconto in modo molto dettagliato quali sono gli stadi evolutivi, le fasi della vita di una azienda. Qui puoi scoprire come ogni fase della vita influisca sui comportamenti degli impiegati, sulle scelte del management e come tutto questo rende necessari approcci differenti. Per questa ragione è importante distinguere bene i 5 passaggi che ti portano dal colloquio all’assunzione e percorrerli al meglio in direzione del tuo obiettivo.

  1. L’annuncio di lavoro
  2. La presentazione
  3. Il colloquio
  4. La chiamata
  5. L’ingresso in azienda

In questi cinque passaggi ci sono altrettanti comportamenti che possono aiutarti a individuare gli aspetti sui quali concentrarti di volta in volta.

  1. L’annuncio di lavoro. Cerca nelle parole dell’annuncio le parole chiave per l’azienda per la quale ti candidi. Cercale al di là di quelle solite (disponibilità, impegno, serietà, puntualità, collaborazione) e individua che cosa sta cercando l’ufficio del personale, il manager HR o il recruiter dell’azienda nel candidato.
  2. La presentazione. Metti in evidenza ciò che rispecchia meglio i valori dell’azienda all’interno del tuo curriculum. Per quanto il formato europeo dei CV li abbia resi un po’ standardizzati, proprio per questa ragione hai l’opportunità di affiancare al semplice curriculum una descrizione più brillante e discorsiva e soprattutto personalizzata. Se hai esperienze è il momento di valorizzarle.
  3. Il colloquio. Il momento del colloquio è decisivo. Puoi informarti con la persona che ti convoca per il colloquio qual è l’abbigliamento preferito: formale o informale, ad esempio. Al colloquio poi il tuo obiettivo dovrà essere cosa puoi fare per quella azienda, cosa puoi offrire che a loro serve. Ci sarà tempo per discutere degli aspetti economici.
  4. La chiamata. In ogni viaggio dell’Eroe arriva il momento della chiamata. Qui puoi affrontare temi caldi come quelli economici o riguardanti orari. In questa fase dovrai chiarire qualunque dubbio tu abbia circa il lavoro. È il momento delle tue domande.
  5. L’ingresso in azienda: se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni non avrai difficoltà a farti un quadro della situazione in modo semplice e veloce dell’azienda. In funzione dello stadio dell’azienda sceglierai il tuo comportamento per poterti inserire al meglio e iniziare subito ad essere considerato parte della squadra.

Come affinare la tua capacità di giudizio in azienda

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Per ottenere risultati è necessario imparare a decidere e il modo migliore per imparare a prendere decisioni efficaci è quello di sviluppare una eccellente capacità di giudizio. Questo vale tanto nella vita di tutti giorni quanto e soprattutto in azienda dove queste decisioni possono influire su elementi importanti come i numeri del bilancio o fondamentali come la vita delle persone.

In questo senso hai mai pensato a quanto può valere la guida di un Business Coach per un manager, un Amministratore Delegato che prende decisioni che influiscono sulla vita di centinaia, spesso migliaia, di persone? Essere un Coach Straordinario significa essere al centro dell’azione, contribuire a fare la differenza in modo speciale. A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” ti racconto cosa serve per fare questa differenza, quali sono gli strumenti che funzionano meglio e in che modo si lavora per raggiungere i risultati desiderati.

Ma come si fa a migliorare la propria capacità di giudizio? Innanzitutto, con l’esperienza. Per prender decisioni migliori è necessario iniziare a prendere decisioni e notare ogni volta che si commette un errore (o che si fa una scelta positiva) cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato. Poi per affinare questa capacità in modo ancor più rapido puoi fare attenzione a questi 3 comportamenti:

  1. Attenzione al confirmation bias. Il bias della conferma infatti è uno dei tanti bias cognitivi che rendono complesso ogni processo decisionale: nel mio audiolibro “Impara a decidere bene evitando le trappole mentali” o nel più recente audiobook realizzato insieme alla nostra Extraordinary Coach Chiara Arlati “Decisioni: Come guidare i processi decisionali al meglio nel business e nella vita” ti spiego passo passo come prendere decisioni migliori e aggirare le trappole mentali di questo (e di molti altri) bias cognitivi. Il modo migliore per evitare questo bias è quello di cercare un contraddittorio rispetto alla tua opinione. Un buon amico, un confidente, un Coach: qualcuno che ti aiuti a chiarire il tuo punto di vista e quali possono essere gli altri punti di vista sulla questione.
  2. Cercare 3 opzioni. Per scegliere servono sempre almeno tre opzioni. Infatti, se hai una sola opzione semplicemente non hai scelta. Se ne hai due sei di fronte a un dilemma. Da tre opzioni in su hai veramente una scelta. Non ti fidare di chi ti dice che hai una o due opzioni: cercane sempre almeno una terza. Poi è possibile che le prime opzioni fossero le migliori, questo non conta. Per affinare la propria capacità di giudizio è necessario espandere in ogni possibile occasione le proprie possibilità di scelta.
  3. Sviluppa la tua capacità di ascolto. Per affinare la tua capacità di giudizio devi essere in grado di ascoltare in modo attivo le informazioni che ricevi. La capacità di ascolto infatti si lega perfettamente con la capacità di fare domande per ottenere informazioni utili. La proattività rispetto al recupero dei dati è un approccio straordinario per prendere ottime decisioni e per aiutare le altre persone a farlo.

Quale comportamento migliorerai per primo per affinare la tua capacità di giudizio?

Il potenziale dell’azienda (è nelle tue mani)

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Il ruolo del fondatore in una start-up è un ruolo chiave. Parlo al singolare (e al maschile) solo per convenzione ma qualunque sia il numero (e i generi) dei fondatori di una azienda essi ne sono il cuore, la mente, la bussola, l’ancora di salvezza.

Nel mio ultimo libro, Gli Stadi del Successo Roi Edizioni affronto questo tema: come si porta (o riporta) una azienda al massimo della prestazione?

Ogni azienda infatti attraversa molti stadi di evoluzione nel corso della sua vita. A partire dal momento di start-up fino alla completa maturità ciascuna azienda esprime il suo potenziale. Quanto? Beh, dipende.

Ogni azienda esprime in tempi diversi un potenziale differente e per quanto i percorsi siano diversi, i passi sono molto simili. E fare quelli giusti è sempre possibile.

Ed è proprio per questa ragione che il fondatore deve sempre tenere a mente 3 elementi chiave del successo di un’azienda:

  1. Molto probabilmente già oggi hai molto più successo di quello che pensi. Da dentro – all’azienda, al lavoro, all’impegno quotidiano – è difficile vedere come si è diventati. Anche per questo serve un buon amico, un consulente o un Coach che ti aiuti a guardarti da fuori.
  2. Se non stai vedendo il tuo successo molto probabilmente stai facendo due errori: il primo è che non hai un Coach. Il secondo è che la tua definizione di successo non è aggiornata. Magari pensi che il tuo successo debba assomigliare a quello di qualcun altro.
  3. Quando ti concentri troppo su ciò che fai e poco sul perché lo fai perdi di vista il quadro complessivo. Alza la testa dal computer, ogni tanto. Esci a incontrare i tuoi collaboratori fuori dall’ufficio. Fai delle pause edificanti. Non confondere i valori mezzo con i valori fine: è possibile che la tua azienda ti dia meno soldi – per il momento – di quello che avresti desiderato ma stia dando lavoro a persone con famiglie e i vostri prodotti o servizi stia rendendo felici e soddisfatte molte persone.

In che modo contribuirai a rendere felici/soddisfatte/interessate ancora più persone?

L’esperienza di vita

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“Se potessi tornare indietro con la mentalità e le informazioni che ho oggi…” Capita spesso sentire qualcuno esprimere questo desiderio. O magari anche tu sarai andato indietro con la fantasia a rivivere momenti chiave della tua vita nei quali oggi ti saresti comportato diversamente.

Questo gioco non è molto utile perché non aiuta a far pace né a rendere grazie a quel passato, a quegli eventi che sono stati formativi, che ti hanno portato dove sei oggi e ad essere la persona che sei, con quella saggezza, quelle informazioni, quella mentalità che ti sembra tanto utile.

Tra dieci anni o forse tra venti penserai la stessa cosa. Tanto vale cambiare gioco. Ringraziare il passato per ciò che ci ha portato e fare il punto della situazione: chi sei oggi? Cosa fai? Perché lo fai? Queste risposte ti aiutano a partire verso un nuovo futuro.

Allo stesso tempo, questa esperienza accumulata, può essere utile per qualcun altro. L’essere umano infatti ha il grande potere di imparare anche per esperienza indiretta, dagli errori o dai successi degli altri. Su questo bilancio nasce “Il Coaching secondo Claudio Belotti”: la somma cioè di tutto ciò che di buono ho fatto in vita mia come Coach e di tutti gli errori, le esperienze formative che mi hanno dato tutte le informazioni che ho oggi.

Grazie all’esperienza che ho fatto ho 3 consigli che possono tornare utili:

Prenditi cura del tuo corpo: è il posto in cui trascorrerai il resto della tua vita. È importante starci bene dentro. Trattalo bene, mantienilo in forma: le cose di cui ci prendiamo cura, durano. Mio padre mi ha insegnato che si può vivere felici anche convivendo con malattie complesse. Allo stesso tempo se si può evitare con la giusta prevenzione, perché non farlo?

Scopri il tuo scopo (e perseguilo). Io l’ho fatto e ne sono felice. Perseguire il proprio scopo è il massimo successo che si può ottenere in vita perché consente di raggiungere la propria felicità. Non quella di un altro, non quella del tuo datore di lavoro e nemmeno quella della pubblicità. Proprio la TUA felicità.

Fidati del tuo istinto. Lascia il giusto spazio alla logica e alla razionalizzazione e quando si tratta di decidere, fallo con il cuore (o dove ritieni abbiano luogo le emozioni). Le emozioni infatti sono uno specchio nel quale vedere la verità di ciò che vuoi veramente, ti permettono di vivere la vita pienamente e con una ricchezza che nessuna quantità di denaro potrà mai comprare.

E tu quale consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere la tua strada?

5 domande (e 5 risposte) sulla tua leadership

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Per costruire una leadership solida in azienda è necessario prendere in considerazione molti fattori. Il ruolo, ad esempio, oppure l’anzianità, il tipo di azienda e lo stadio di sviluppo di quest’ultima.

Lo stadio di sviluppo dell’azienda certamente è importante per determinare lo stile di leadership necessario: una azienda nel “Prime” avrà necessità di leadership molto differenti rispetto a quello che può avere una azienda in uno stadio più avanzato.

Per individuare e riconoscere lo stadio di sviluppo dell’azienda puoi leggere il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. In questo modo sarà anche più semplice comprendere lo stile di leadership da utilizzare.

Per iniziare a costruire la leadership più solida secondo me è necessario rispondere affermativamente a queste 5 domande (e lavorare su quelle alle quali hai risposto negativamente):

Stabilisco obiettivi coerenti con le risorse a disposizione?

Gli obiettivi in un gruppo di lavoro possono essere una molla potente per spingersi tutti insieme verso un risultato positivo. L’importante quando si stabilisce un obiettivo – oltre alla chiarezza nel determinare il risultato – è la disponibilità di risorse. Un leader si occupa del suo gruppo affinché abbia sempre le risorse necessarie per raggiungere l’obiettivo. Ascolta i bisogni del gruppo, può essere molto semplice sapere di cosa ha bisogno.

Mi occupo della crescita degli altri come della mia?

I leader sono bravi a crescere. Sia quando si tratta di crescita personale sia quando si tratta di salire i livelli nell’azienda. Nella mia idea di leader, per essere tali è necessario portare con sé anche gli altri. Non tutti, non a prescindere. Un leader dovrebbe avere la capacità di individuare chi ha le caratteristiche, le qualità e la voglia di crescere. Per essere tale, il leader, ha il dovere di valorizzarle al meglio queste persone.

Fornisco una visione chiara?

I migliori leader sono presenti e trasparenti con il gruppo; raccontano in modo chiaro e tondo il vero stato delle cose. Anche quando le cose non sono così rosee, non lasciano vuoti. I leader autentici infatti forniscono anche una visione chiara che va oltre il momento presente. Ricordi quando abbiamo parlato della giusta misura della fiducia in sé? Basa la tua visione su strategie intelligenti, intuizioni derivate da dati e crea una narrazione coerente.

Riesco a valorizzare i traguardi?

Alcuni dei migliori leader che ho conosciuto avevano una capacità straordinaria di rendere noti gli sforzi e i risultati del proprio team. In questo modo il lavoro del gruppo non passa inosservato. Impegnati a condividere i risultati con il resto dell’organizzazione, alimentali con commenti personali e sponsorizza il merito di ciascun membro del team sottolineando in che modo il suo lavoro ha inciso sul raggiungimento dei risultati. Proprio come faresti in caso di insuccesso andando a cerca cosa non ha funzionato.

Costruisco un’autentica appartenenza?

Costruire l’appartenenza al team è sostanzialmente il frutto di tutte le attività precedenti: quando valorizzi i singoli e il gruppo, quando crei obiettivi e porti risorse, quando fornisci la visione per arrivare ai risultati. L’appartenenza al gruppo è uno stimolo forte che nutre il gruppo stesso e lo spinge verso traguardi ancora più importanti. Nello sviluppo di una azienda questo passaggio è fondamentale.

Migliora subito la tua comunicazione in pubblico con 3 semplici esercizi

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Quando qualcuno mi chiede come si fa a migliorare nel parlare in pubblico o come si diventa un oratore più coinvolgente chiedo alla persona di fare una cosa: scegli un oratore brillante, uno speaker che ti piace – può essere anche un attore che tiene un discorso durante una premiazione – e poi osservalo con attenzione. Cosa fa?

Se hai scelto bene lo speaker e decidi di osservarlo anche meglio scoprirai che parlare in pubblico è molto più che parlare. Probabilmente già lo sapevi o lo intuivi ma senza uno studio schematico delle azioni non avevi mai compreso la portata di questo complesso meccanismo.

Ed è proprio per questa ragione che il mio corso più venduto nelle aziende non si intitola “Parlare in pubblico” ma “Comunicare con il pubblico straordinariamente”. L’abilità infatti di parlare in pubblico non può prescindere dalla complessiva capacità di comunicare CON il pubblico. Significa sostanzialmente prendere qualcosa di naturale come la comunicazione – ciascuno di noi comunica in ogni momento – e dargli una direzione, una intenzione, una finalità consapevole.

In attesa di poter partecipare alla prossima edizione del corso (puoi vedere QUI il calendario) puoi scegliere di dedicare del tempo a migliorare la tua comunicazione con 3 semplici esercizi:

  • Pensa a ciò che stai facendo come ad una opportunità. Una opportunità per esprimere te stesso, per chiarire un concetto, per dare un messaggio. Comunicare con il pubblico, con le persone, è una delle cose più belle. Comunicare un messaggio è un privilegio.
  • Preparati. Questa dovrebbe essere la base per qualunque attività e forse proprio per questa ragione a volte viene data per scontata. La preparazione può fare la differenza. Esercitati di fronte a qualcuno o di fronte a una videocamera e raccogli dei feedback (qualificati) per migliorare.
  • Il pubblico è con te. Soprattutto se ciò che gli dici può essere può essere di suo interesse o d’aiuto. Cosa stai dando al tuo pubblico? Quando prepari un discorso – che sia una vendita o un aggiornamento ai colleghi dell’ufficio – assicurati di dare qualcosa, un valore percepito come tale da chi ti ascolta.

Quali occasioni utilizzerai adesso per allenarti?