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passione Archives - Claudio Belotti

Ecologia nel lavoro e nella vita

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Il lavoro riempirà gran parte della tua vita, perciò, l’unico modo che hai di essere soddisfatto di ciò che fai è fare un buon lavoro e per fare un buon lavoro bisogna amarlo. Se non lo avete ancora trovato, cercatelo, come si fa con l’amore: capirete che è quello giusto quando lo troverete.” Steve Jobs

Tanti pensano al lavoro come a un male necessario. Ciò accade a volte perché molti si fermano al primo lavoro che trovano. Dopo aver studiato si siedono dietro una scrivania e vedono trascorrere gli anni – molto simili fra loro – uno dopo l’altro in attesa delle ferie o della pensione. Mettono sogni e passioni nel cassetto e della formazione non vogliono saperne perché pensano sia troppo tardi imparare nuove competenze.

Altre persone invece sono sempre in movimento. Le vedi amare profondamente ciò che fanno e spesso è sempre un lavoro diverso. Si formano, crescono continuamente, studiano e dedicano anima e corpo a ciò che li appassiona. Fra queste persone ce ne sono tante che frequentano anche i miei corsi e che spesso, soprattutto nei percorsi della nostra scuola per Coach, si trovano a domandarsi quale sia il momento giusto per trasformare la propria passione in un lavoro.

Io credo che ci sia spazio e tempo per fare tutto ciò che si ama e ho un consiglio sia per chi i sogni li nasconde in un cassetto sia per chi li vive intensamente: si chiama ecologia. È quell’equilibrio nelle relazioni di una persona che va tenuto in considerazione ogni volta che ci si propone di realizzare un obiettivo (insieme a diversi altri fattori). Sicuramente l’ecologia è un metro di giudizio molto utile per valutare se riaprire i cassetti delle passioni o fare il grande passo che porta dalla passione alla professione.

Ci sono tre elementi che puoi valutare, questi:

  1. La tua passione richiede fondi. Puoi soddisfarla con il tuo attuale reddito? Se avessi una partita iva potresti scaricare le spese per quella passione trasformandola in un lavoro? Ti offrirebbe sostentamento nel farla a tempo pieno? Se lavorassi da casa spenderesti di meno? Insomma, è importante valutare l’impatto economico e iniziare a pensare alla sostenibilità dell’impresa: se ami ciò che fai offrirai un servizio unico che nessun altro offre.
  2. Quanto vale il tuo lavoro? Chi ha una passione tende solitamente a sottovalutare o sottostimare il valore economico di ciò che fa. Proprio perché ciò che fai ti piace, ti riesce molto bene e in modo semplice potresti ritenere che sia altrettanto semplice per tutti gli altri e che dunque sia di poco valore. Prova a confrontarti con chi non ha quella passione, prova a chiedere quanto chiede una persona che lo fa già per lavoro. Potresti avere una bella sorpresa.
  3. Saresti più felice, rilassato e soddisfatto se lo facessi? Senti che c’è un richiamo irresistibile dall’indipendenza che offre mettersi in proprio. C’è qualcosa di straordinario nella libertà che deriva dall’essere un imprenditore e dal lavorare a ciò che si ama. C’è anche tanto lavoro, c’è la burocrazia… Ogni cosa che ami ha un risvolto meno amabile per questo bisogna avere una autentica passione e poi metterci disciplina, impegno e dedizione.

Il rimpianto del manager

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Uno dei rimpianti più frequenti nelle carriere dei manager è quello di non aver chiesto aiuto o di non aver avuto maggior supporto, una guida, durante la propria carriera: questo rimpianto affligge ben il 40% delle persone. Secondo un recente sondaggio realizzato da Zety – società specializzata nel career building – questo pensiero riguarda tanto team leader e manager quanto executive e dirigenti di alto livello.

Questo dato fa riflettere perché quando penso a una struttura organizzativa complessa come quella aziendale, immagino la passione delle persone che lavorano, immagino il desiderio di fare meglio e il tarlo che nella mente ti dice che puoi fare meglio. Semplicemente non sai come. Questo bisogno è comunque un buon segno: nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti parlo proprio di come utilizzare questi segnali per comprendere e utilizzare al meglio lo stadio evolutivo dell’azienda.

Questo sondaggio ci mostra bene anche quanto sia importante parlare dei propri desideri e delle proprie aspettative e farlo con la persona giusta è fondamentale: chi ha un Coach al suo fianco sa di cosa parlo. Proprio per questa ragione abbiamo creato in Extraordinary un servizio di eCoaching utile a supportarti in ogni momento attraverso Extraordinary Coach qualificati che utilizzano il mio metodo originale One Hand Coaching.

Il mio metodo originale di Coaching One Hand Coaching infatti parte da un presupposto fondamentale: il riconoscimento del proprio scopo. Nel sondaggio Zety infatti emerge un altro dato importantissimo per capire quali sono i bisogni che abbiamo tutti, o quasi tutti, e che un Coach qualificato può aiutare a soddisfare: il 22% degli intervistati rimpiange nella sua carriera di non aver seguito la propria passione.

Nella definizione dello scopo la passione ha un ruolo fondamentale: come ti ho raccontato poco tempo fa, lo scopo è il fuoco che fa ardere più forte la passione. Trova il tuo scopo e comprenderai qual è la tua vera passione, quella che vuoi seguire sempre per andare oltre, per crescere ed essere felice.

Inizia a chiederti: qual è il mio scopo? Per quale ragione faccio quello che faccio? E ricorda: il primo incontro con un Coach è l’occasione giusta per definire cosa cerchi, di cosa hai bisogno e individuare quali risorse hai e quali ti servono per raggiungerlo.

Tra Scopo e Passione

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Se mi conosci e mi segui sai che c’è un aspetto della vita che ritengo fondamentale: lo scopo. Lo scopo è il perché fondamentale: perché fai quello che fai. Molti tendono a confonderlo o a sovrapporlo con la passione. Ma la passione è solo un elemento dello scopo. La passione infatti si può accendere e spegnere, si alimenta o scompare. Lo scopo esiste e resiste in qualsiasi situazione. Proprio come la passione, di scopo se ne può avere più di uno, anche se uno sarà sempre dominante.

Nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicitàti racconto il mio metodo di Coaching: il “One Hand Coaching”. Non è un caso che abbia scelto proprio lo scopo come primo elemento. La definizione dello scopo è il motore che allinea tutti i pianeti, è la forza che ti guida nella vita attraverso le tue passioni. La passione infatti si crea, lo scopo si trova.

In una nota pubblicità si diceva che un diamante fosse per sempre. Allo stesso modo lo è lo scopo. In questo si differenzia dalla passione. La passione arriva, cresce, si soddisfa e poi si attenua. Magari non scompare. Resta in forma più tenue e cambia nel tempo. Lo scopo no: lo scopo è qualcosa che va al di là della passione. È simile alla passione ma contiene in sé qualcosa di universale, di assoluto.

Lo scopo infatti è una somma di identità, valori, focus: è una aspirazione. Lo scopo non si soddisfa mai pienamente, è un moto perpetuo, una storia infinita, una chewing-gum che ha sempre sapore. Trovare il proprio scopo allora diventa una risorsa fondamentale, nella vita di tutti i giorni e sul lavoro. Invece di chiederti cosa ti rende felice e di seguire le tue passioni, chiediti a cosa tieni profondamente e per quale ragione.

Sviluppa un profondo senso dello scopo: questo ti darà molta più capacità di recupero di quanto una passione da sola possa mai fare. E questo recupero favorisce lo sviluppo della resilienza che ti farà avere successo nel lungo periodo. È un percorso più semplice di quello che puoi immaginare e ti porterà a raggiungere una grande soddisfazione.

Inizia subito: cosa è importante per te nella vita? Perché lo è?

3 azioni da compiere per farsi ricordare quando ci si presenta

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Se mi segui sui miei profili social (Facebook, Instagram e LinkedIn) saprai che nelle scorse settimane sono stato in Florida a lavorare in qualità di Master Trainer nel più grande Date With Destiny di sempre . Al DWD si intraprende un viaggio di 6 giorni a contatto con Tony Robbins e si fa una esperienza che cambia la vita. Qui scopri chi sei, qual è il tuo scopo e decidi di seguire la tua passione per raggiungere la visione definitiva della tua vita. Il tutto, al massimo livello. Per me è un onore essere parte di questa organizzazione che permette a tante persone di dare una svolta alla propria vita.

In questa edizione erano presenti oltre cinquemila persone (da più di 60 paesi diversi e con 5 lingue tradotte simultaneamente), divise in numerosi gruppi. In ciascun gruppo ogni partecipante ha avuto l’occasione di fare conoscenza con tanti altri e utilizzare questa occasione per farsi conoscere ed entrare in contatto con altre persone fortemente motivate a crescere e migliorare. I corsi sono eventi da sfruttare anche per allargare il proprio network, per lavoro e per amicizia confrontandosi con un gruppo di pari sempre di maggior qualità.

In uno dei gruppi era presente una ragazza di San Diego, California, che facendomi alcune domande sul corso e su Robbins, a un certo punto mi ha chiesto qual era secondo me il metodo più efficace per presentarsi, farsi conoscere e farsi ricordare in maniera veloce. Le ho risposto che secondo me ci sono tre azioni da compiere quando ci si presenta per farsi ricordare:

1) Condividi il tuo perché. Non limitarti a presentarti per ciò che fai, inserisci nella presentazione di te anche il perché fai quello che fai. Per farlo non serve aver frequentato il Date With Destiny è sufficiente anche una giornata al workshop Obiettivi! per poter focalizzare meglio la tua visione e allineare i tuoi obiettivi al tuo scopo.

2) Presenta il tuo lavoro attraverso i problemi che risolvi. Alle volte non è semplice spiegare il proprio lavoro e più è complesso più è difficile farsi ricordare da chi non lo conosce. Parla dei problemi che risolvi e della tua soluzione. Per l’interlocutore è più facile comprendere l’obiettivo rispetto al processo.

3) Condividi la tua passione. Soprattutto quella che va al di là del tuo lavoro. Racconta ciò che ti appassiona sinceramente. Forse non piacerà a tutti ma piacerà alle persone giuste con le quali sarà possibile intessere una relazione e sviluppare una vera amicizia.