Tag

miglioramento Archives - Claudio Belotti

Il tuo contributo

By | Blog, Coaching

Uno dei tanti segreti della felicità è il dono. La capacità di donare si pensa che appartenga solo a chi ha tanti soldi o a chi possa fare grandi gesti. Non è così. A volte il contributo che si può dare non è economico. Può essere un dono di tempo o di attenzione. Un dono di competenze o anche il solo mettersi a disposizione per chi ha bisogno di aiuto.

Tante persone dimenticano che anche un piccolo gesto può fare la differenza. Ogni vita, può fare la differenza. In tanti si sottovalutano e pensano di non avere il potere di cambiare le cose. E quindi non iniziano mai. Ma il cambiamento – e il miglioramento – parte sempre da sé stessi. Quindi cambiare la mentalità e le proprie azioni è il primo passo per fare la differenza.

Il contributo che dai agli altri infatti serve prima di tutto a te stesso. Se non pensi di essere in grado di donare perché non sai come fare, inizia con poco e soprattutto fallo per te stesso. Quando restituisci alle altre persone trovi una motivazione profonda che ti aiuta a fare più di quanto pensassi possibile. Se ti piace correre, avrai certamente sperimentato quella sensazione di stanchezza che provi prima di andare a correre e che poi quando torni dalla corsa scompare e ti senti in piene forze.

Hai mai pensato che il dono è un obiettivo alla tua portata? Puoi scoprire insieme a me cosa fare e in che modo e rendere il tuo 2020 un anno di soddisfazione e contributo. Al workshop “Obiettivi!potrai lavorare insieme a me sui progetti che hai in mente per aiutare gli altri e fare la tua parte nella comunità.

Quando inizi a donare qualcosa di importante per te, cambia il tuo modo di porti, diventi più proattivo, disponibile e creativo. Donare significa avere di più dalla vita. Questo perché la vita stessa premia ciò che migliora la qualità della vita. Quando contribuisci alla tua comunità, diventi parte di qualcosa di unico, che è più grande di te.

Facciamoci qualche domanda

By | Blog

Ci sono alcune domande che quasi tutti ci poniamo almeno una volta nella vita. Soprattutto quando siamo giovani. E le risposte a queste domande – soprattutto alcune risposte – ci possono condizionare per molti anni. Per questo è importante fare il punto, di tanto in tanto, per capire se ciò che pensiamo di volere è esattamente quello che vogliamo oggi: il workshop “Obiettivi! nasce proprio per questo. Fai un aggiornamento del software e stabilisci le tue priorità per l’anno che viene.

Quanto alle domande, quelle rimangono. Ciò che cambia sono le risposte. Un esempio? Quando ci si affaccia nella società, magari con il primo lavoro o ancor prima all’università, capita di chiedersi: “Cosa pensano gli altri di me?”. È una buona o una cattiva domanda questa, secondo te? È una ottima domanda! Se presuppone che tu voglia curare la tua reputazione. Se invece la tua preoccupazione è non sembrare strano o diverso e uniformarti agli altri, stai perdendo qualcosa.

In particolare, stai perdendo una parte di te che invece potrebbe essere proprio quella speciale, il tuo talento, il tuo super potere che ti rende unico. Da ragazzi capita di volersi integrare anche a costo di uniformarsi agli altri e rinunciare a pezzi della propria identità. Spesso è questa la ragione che dopo qualche anno di queste rinunce porta alla frustrazione e al non riconoscersi più. Nel mio libro “Super Youho descritto una sorta di percorso di Coaching che puoi fare insieme a me per individuare il talento speciale che hai e valorizzarlo per vivere a pieno la tua autentica passione.

Altre volte capita che ci poniamo domande come: “se avrò un cattivo risultato, questo che conseguenze porterà nella mia vita?”. La pre-occupazione è un fenomeno naturale e un meccanismo che ci tutela da brutte conseguenze. Fino al punto in cui è funzionale per la sopravvivenza. Quando inizia a diventare disfunzionale e ti tiene alla larga da ciò che può renderti felice – anche a costo di qualche errore – bisogna andare oltre. Anche perché la maggior parte delle persone che rinuncia non teme l’errore, piuttosto si pente della rinuncia.

Pulisci la mente per far spazio al nuovo

By | Blog

Tra meno di un mese saremo nel 2020 e avrai di fronte molte ore, giorni, mesi nel corso dei quali succederanno molte cose. Se mi segui sai che per me il significato della parola successo è proprio il participio passato di succedere. E una persona di successo è una persona che in grado di far succedere delle cose, quelle che desidera e vuole.

E come si fa a diventare una persona di successo? Il primo passo è quello di definire cosa vuoi. Solo nel momento in cui sai cosa vuoi, puoi fare qualcosa per ottenerlo. Se non lo sai, potresti ottenerlo casualmente – non è da escludere questa possibilità – ma molto probabilmente non avrai la stessa soddisfazione.

Quando partecipi al workshop “Obiettivi!il 19 gennaio a Milano lavorerai con me per definire cosa è importante per te e come raggiungerlo. Nel frattempo, puoi preparare la tela da dipingere con i colori dei tuoi traguardi più belli. Il modo migliore per fare pulizia è fare un bilancio di fine anno, aggiornare le tue convinzioni e prendere consapevolezza delle capacità e dei risultati che hai già raggiunto in questo modo:

→ Quali attività stimolanti hai svolto quest’anno? Cosa ti hanno insegnato?

→ Quali attività deludenti hai svolto quest’anno? Cosa ti hanno insegnato?

→ Cosa hai fatto che pensavi di non riuscire a fare?

→ Cosa ti ha distratto maggiormente sulla strada per raggiungere gli obiettivi?

→ Ripensa a te stesso a inizio del 2019 e a te stesso oggi. Quali sono le differenze principali?

→ Quali sfide hai vinto che ti hanno dato maggiore soddisfazione? Per quale ragione?

→ Tutto quello che hai fatto quest’anno, lo hai fatto per te? Se non lo hai fatto per te, lo hai fatto per qualcuno di importante per te?

Una volta che hai risposto a queste domande, hai un quadro più chiaro di ciò che hai fatto, come lo hai fatto, per quale ragione e per chi. In questo modo sei pronto per scegliere cosa vuoi tenere, cosa vuoi cambiare e cosa migliorare per il nuovo anno, in modo chiaro ed efficace.

Tempo e denaro devono collaborare per renderci felici

By | Blog

Il mondo occidentale è impostato in modo tale da rendere l’ossessione per il denaro l’approccio più comune e accettato alla vita adulta. Siamo circondati fin da piccoli da messaggi che ci spingono verso una vita nella quale il denaro è un fine e non un mezzo. E in questa sottilissima differenza si sviluppa spesso tanta sofferenza. Molte persone infatti mettono al primo posto il denaro e vivono una vita talvolta infelice senza sapere neanche la ragione. 

La vita in occidente ha un costo abbastanza alto – il costo delle case, dell’istruzione, dell’assistenza sanitaria – ed è cresciuto insieme ai servizi che è possibile ricevere in ogni ambito. Allo stesso tempo i redditi da lavoro dipendente non sono cresciuti altrettanto, lasciando ampi spazi di crescita per chi sviluppa una mentalità imprenditoriale e allo stesso tempo creando prospettive poco piacevoli per chi non si preoccupa di sviluppare la stessa mentalità. Quindi le preoccupazioni sulle finanze potrebbero sembrare inevitabili. Per questa ragione, per molte persone, più soldi significano meno stress e più gioia.

Ma questa equivalenza è davvero valida? Pensiamo che dovremmo lavorare sodo per essere in grado di comprarci sicurezza e lussi, e che questo ci renderà persone felici. Ma molte ricerche hanno ormai dimostrano con molte certezze che saremmo più felici se avessimo meno soldi ma più tempo. O meglio, se spendessimo i nostri soldi per “acquistare” tempo. Ma anche in questo caso, il tempo come il denaro non è un fine. E’ un mezzo: il tempo e il denaro devono collaborare per acquistare esperienze.

La ricetta della soddisfazione infatti non esclude il denaro e non mette al centro solo il tempo: è l’unione delle due cose che porta il risultato migliore. Un po’ di soldi e un po’ di tempo per vivere la vita che desideri, la vita come TU la vuoi.

Per farlo hai a disposizione diverse opzioni:

  1. Pianifica il tuo tempo libero: non nel senso di programmare attività nel tempo libero ma programmare di avere tempo libero. Se ignori che puoi avere del tempo libero, tendi a escluderlo. E più passa il tempo senza che tu abbia del tempo libero, più ti sembrerà difficile averlo. Trovare il tempo per il tempo libero, è l’unico modo per farlo.

  2. Goditi i piaceri della vita: buoni amici, buon cibo, buon vino. Questi sono i piaceri della vita e anche una piccola ricetta della felicità. Crea queste occasioni, creale spesso. E ti sembrerà che il tempo della tua vita si sia improvvisamente moltiplicato.

  3. Dona il tuo tempo agli altri: può sembrare controintuitivo. In realtà il meccanismo è molto simile a quello precedente. Quando fai qualcosa per le altre persone (e con loro) vedi il tuo tempo moltiplicarsi in tante esperienze rilevanti. Il bello del donare il tempo è che lo fa tornare indietro moltiplicato in preziosi ricordi di vita.

Scegli bene i tuoi gruppi

By | Blog

Ho scritto altre volte del concetto di gruppo di pari e della mia personale visione: il gruppo di dispari. Questi insiemi sociali fanno parte delle scelte che possono cambiare radicalmente la qualità della tua vita.

Ma come si creano dei gruppi di questo genere? Innanzitutto, non si creano. Più spesso ci si associa a gruppi già esistenti frequentando persone che fanno cose molto interessanti o molto differenti da quelle che facciamo di solito.

L’interesse dell’attività o la sua diversità dal consueto non sono criteri sufficienti. Anche un gruppo di alpinisti fa una attività interessante ma se tu vivi a 500 chilometri dalle montagne e andarci ogni settimana potrebbe non essere propriamente ecologico per la tua vita e i tuoi affetti. Allo stesso modo un gruppo di incalliti bevitori di grappa fa una attività che è diversa da ciò che fai di consueto – o almeno lo spero per il tuo fegato – ma per quanto interessante potrebbe essere una attività in conflitto con i tuoi valori, se al primo posto c’è una alimentazione sana.

Va bene sperimentare e aprire la mente. Mettersi in gioco e cambiare punto di vista. Allo stesso tempo è importante definire bene quali attività scegliere. Per farlo puoi porti alcune domande. Ad esempio:

Questa frequentazione è compatibile con i miei valori?

Le persone che la svolgono ti sembrano felici di quello che fanno?

Se hai già provato a frequentare quel gruppo, dopo hai più energia?

Questa frequentazione ti porta vantaggi, competenze, conoscenze, qualità nella tua vita?

Rispondere affermativamente a queste domande è un ottimo primo passo verso la scelta consapevole di un gruppo di pari o un gruppo di dispari che può portarti a crescere e migliorare in modo ecologico e stimolante.

3 cose che puoi fare, migliori di lamentarti

By | Blog

Può capitare che ogni tanto venga una tentazione… lamentarsi. Tra tutte le attività umane, è forse la meno utile di tutte. Per certi aspetti è persino dannosa! Quindi non solo non serve a nulla ma peggiora la situazione. Lamentarsi è l’esatto opposto di tutto ciò che insegna la Programmazione Neuro-Linguistica per superare una difficoltà.

Crogiolarsi nel pensiero delle cose andate storte, di un fallimento, di un errore non fa altro che aumentare il bruciore di questa scottatura. E non c’è nulla di peggio. Ci sono molte cose migliori da fare rispetto a lamentarsi. Cose più utili e pratiche.

Vediamo insieme alcune ottime alternative per superare un momento difficile e ridarsi slancio e forza:

Agisci. L’azione ti salva da qualunque fase di down. Mentre gli altri si lasciano paralizzare dalla preoccupazione, dalla paura e dall’ansia, tu sviluppa la forza necessaria per andare avanti. Se una certezza frana, è inutile fermarsi lì sotto a guardarla cadere. Costruiscine subito un’altra. O almeno inizia a spostarti.

Fai quello che puoi. Non sentirti obbligato dall’idea di agire a fare anche tutto insieme. Il modo migliore per uscire da uno stallo è fare un passo. Pensa a soluzioni creative che altri non provano nemmeno a cercare. Piuttosto che crogiolarti nella commiserazione, guarda gli ostacoli davanti a loro.

Affronta la situazione. Quando si rovescia un bicchiere e il contenuto cade ovunque sono certo che non passi tre o quattro giorni a pensare all’accaduto, a cosa avresti potuto fare diversamente, a individuare il colpevole o a colpevolizzare te stesso. Come si dice? Shit happens. Prendi uno straccio e fai pulizia subito. E se quel bicchiere fosse una incomprensione in ufficio? Una indicazione sbagliata? Affrontala e risolvila. E se non si può più risolvere? Accetta il fatto che dovrai fare diversamente in futuro e comunica agli altri che hai capito la lezione.

3 passi da compiere per affrontare una battuta d’arresto

By | Blog

Nella vita è importante far attenzione a due momenti fondamentali: quello della crescita e quello del rinforzo. Durante la crescita investi tempo ed energie per migliorare. Poi metti in pratica ciò che hai appreso e ottieni un feedback. Se hai fatto bene i compiti e messo in pratica le nozioni apprese ottieni una consapevolezza. Se sbagli e commetti qualche errore ottieni un insegnamento per correggere il tiro finché non ottieni il risultato sperato e la consapevolezza di ciò che sai fare.

Su questa consapevolezza concentri la tua attenzione: come dice il mio maestro Anthony Robbins “la maestria non si ferma mai. Se sei veramente un maestro, sei sempre alla ricerca del livello successivo. Ma è bene ogni tanto rendersi conto di avere raggiunto un certo livello di successo ed esserne consapevoli; in questo modo hai una base per avere più slancio”. Il vantaggio di aggiornare continuamente la consapevolezza dei propri mezzi è quello di avere valori e convinzioni sempre aggiornati e una migliore capacità di autovalutazione.

Quando agisci in questa maniera e alterni ai periodi di crescita dei periodi di consolidamento e azione rinforzi autostima e affronti in modo migliore eventuali battute d’arresto, che prima o poi ci si trova a fronteggiare nella vita. Per farlo al meglio ci sono tre passi da compiere:

1. Responsabilità: in una situazione difficile, l’unico modo di riprendere il controllo è assumersi la responsabilità. Anche se non dipende direttamente da te la situazione. Il focus deve essere rivolto alla risoluzione del problema. Poi si fanno i conti con i responsabili, per fare in modo che quell’evento non si ripeta (se è un evento ripetibile).

2. Opportunità: cosa ti porta di buono questo problema? C’è sempre qualcosa di buono nascosto in ogni problema. Cercalo, non necessariamente con entusiasmo, ma cercalo senza esitazione. Quando lo trovi tirane fuori il massimo. La vita è piena di occasioni: si tratta di avere l’abilità di riconoscerle, il coraggio di coglierle e la gratitudine per averle ricevute.

3. Velocità: agisci rapidamente. Prendi una decisione e cambia la situazione immediatamente. Quando si riceve un colpo è una occasione per rimettere a fuoco ciò che prima ti stava sfuggendo, riprendere fiato e agire secondo un piano d’azione aggiornato. È come nella boxe: può capitare di abbassare la guardia ed essere colpiti. Come incassi il colpo e la velocità con la quale reagisci fanno tutta la differenza nel risultato finale.

3 domande chiave per valutare un’offerta di lavoro

By | Coaching, Risorse gratuite

Proseguo oggi la serie di post sul lavoro. Nei due post precedenti abbiamo affrontato due argomenti cruciali:tutti i sì da dire quando vuoi lasciare il posto di lavoro per metterti in proprio  e all’opposto su  cosa è importante focalizzare l’attenzione quando devi rimanere nel posto di lavoro, anche se questo non ti piace più. Oggi affrontiamo un terzo pilastro: la ricerca del nuovo lavoro e in particolare gli elementi fondamentali da valutare per capire se l’azienda in cui andare a lavorare è quella giusta per te.

Innanzitutto devi essere tu a stabilire cosa desideri dalla cultura dell’azienda nella quale vuoi andare a lavorare. I valori che ti ispirano e che vuoi ritrovare, certamente, le politiche di welfare aziendale e sicuramente anche i criteri di smart working sono tutti aspetti molto importanti. Ma non bastano. Ci sono altri aspetti che possono determinare la qualità del lavoro in una azienda e sono elementi che non vengono pubblicizzati sul sito aziendale o promossi al momento del colloquio preliminare con l’head hunter o quello con il responsabile delle risorse umane.

Sono informazioni che devi reperire da solo, facendo attenzione ad alcuni aspetti meno evidenti dell’azienda o attraverso le giuste domande alle persone che vi lavorano o vi hanno lavorato. Quando vuoi un nuovo lavoro, è molto importante “fare i compiti”, informarti, scoprire notizie utili e decidere con consapevolezza, facendo attenzione in particolare a queste tre domande chiave:

L’azienda fa crescere e incentiva i propri talenti? Uno sguardo a LinkedIn può essere molto utile per comprendere i livelli di turnover, per prendere contatto con alcuni ex dipendenti che hanno svolto mansioni nello stesso settore per il quale concorri e comprendere quali sono le motivazioni che li hanno portati a lasciare l’azienda. Alcuni “capi” trattano i lavoratori duramente? L’azienda ha una cattiva reputazione? La retribuzione è mediamente bassa? Ci sono poche possibilità di crescita?

Lo stato patrimoniale dell’azienda è buono? In modo semplice è possibile verificare lo stato patrimoniale di una azienda attraverso una visura camerale oggi fattibile con semplicità online, e verificare attraverso i dati di bilancio lo stato di salute della società. In questo modo è possibile anche confrontare questi dati con quelli della concorrenza e comprendere come si muove sul mercato di riferimento.

I clienti dell’azienda sono soddisfatti? Molte aziende hanno recensioni online, molte altre pubblicizzano i nomi dei propri clienti: in ogni caso puoi sempre chiedere in giro. Conoscere quali sono le eventuali criticità può essere utile per comprendere cosa si dovrà affrontare nel momento in cui si entra in azienda. Essere parte di una azienda infatti significa condividere comunque la vision, la mission e soprattutto la reputazione. Lavorare per una azienda con una reputazione solida, con valori condivisi e un futuro di fronte a sé, sono aspetti fondamentali per misurare la qualità della vita lavorativa che andrai a vivere.

Migliora in modo semplice la qualità della tua vita

By | In evidenza

Il modo in cui gestisci il tuo tempo libero può avere un grande impatto sulla tua vita. Ti dedichi a dei passatempo o coltivi degli interessi? Il tuo tempo libero, insomma lo spendi o lo investi? Forse ti può sembrare una differenza minuscola e in effetti lo è. Anche questa piccola differenza è ciò che fa la differenza, tra una vita normale e una vita straordinaria.

Capita a molti infatti di focalizzarsi sul tempo e pensare che il tempo della vita sia poco. Forse è così ma comunque non possiamo farci molto per estenderne la durata. Abitudini sane, movimento, buon umore certamente. Ma c’è un metodo migliore di quello temporale per misurare la qualità della vita, bisogna viverla. Vivere la vita, riempire i giorni, non di cose, ma del significato che scegli di darle.

In fondo la situazione è questa: quando hai uno scopo e ti poni obiettivi che ti avvicinano ad esso ogni giorno, ottieni risultati che le altre persone non ottengono, senti di essere nel posto giusto e fai quello che desideri. Questa è una forma di successo, una di quelle che preferisco. Tra le attività che incidono nettamente sulla qualità della vita ce ne sono tre che penso che ognuno di noi dovrebbe mettere in pratica:

Studia: può sembrare controintuitivo, investire il tempo libero nello studio. Trova il modo di farlo divertendoti. Leggi, ascolta audiolibri o fai corsi in aula. Queste attività possono essere molto stimolanti e ti spingono a fare meglio. Concentrarsi esclusivamente sul lavoro può sembrare il modo migliore per aver successo. Niente ti distrae, dedichi tutti i tuoi sforzi al lavoro. Questo approccio ha un brutto lato negativo: ti espone allo stress e soprattutto ti impedisce di sviluppare abilità in qualsiasi altra area. Un giorno rialzi la testa dalla scrivania e il mondo è andato avanti senza di te.

Fai rete: metti insieme l’utile e il dilettevole. I corsi di formazione – soprattutto quelli di Extraordinary 🙂 – sono luoghi di crescita e sviluppo nei quali puoi incontrare persone con le quali condividi sicuramente già alcuni valori e una visione del mondo. E’ più semplice fare amicizia così e una volta stretta una amicizia è possibile arricchirsi delle reciproche differenze. Creare un gruppo di pari sfidante e altamente motivante è fondamentale per alzare i propri standard e portare valore (e valori) nella propria vita.

Muoviti: prima di tutto esercizio fisico, che è importante per la salute e l’umore. E poi anche viaggi e scoperte. Il viaggio stimola la mente, permette di entrare in contatto con altre realtà, aumenta l’autostima e fa aumentare la fiducia in se stessi. Come diceva Mark Twain “il viaggio è fatale per i pregiudizi”. E oggi mantenere una mente aperta è fondamentale per vivere una vita straordinaria.

 

 

Ciò che fai tutti i giorni

By | In evidenza

Quando lavoravo nel settore alberghiero, uno dei miei maestri di quei tempi – un grandissimo direttore d’albergo – mi ricordava spesso che un albergo di lusso non è di lusso solo perché ha posate d’argento, uno chef rinomato o un arredamento griffato. Un albergo di lusso, lo è anche e soprattutto perché ci sono una serie di dettagli: tanti piccoli dettagli che messi insieme rendono l’esperienza del cliente un’esperienza di lusso.

Ad esempio, nella sua rinomata catena alberghiera – forse una delle più importanti al mondo – il servizio è considerato molto più importante di tutto il resto, delle posate d’argento, dei mobili straordinari, dei vini migliori. Ma se il servizio, l’attenzione verso il cliente, non sono allo stesso livello di lusso allora non puoi considerarti davvero un albergo di lusso.

Perché ti ho raccontato questo aneddoto? Perché c’è solo una cosa che dà risultati: noi possiamo cambiare il modo di ragionare, possiamo cambiare l’identità e le convinzioni e fare tutto quello che vogliamo. Se mastichi un po’ di PNL sai di cosa sto parlando. E alla fine l’unica cosa che ti dà dei risultati oggettivi sul campo sono le azioni. Se hai seguito qualche mio corso o se mi segui da tempo sai che io sono uno dei pochi in Italia e nel mondo a sostenere che lo scopo sia più importante dell’obiettivo.

Ci sono ancora persone che confondono persino queste due cose. Cercano di farti definire il tuo scopo, facendoti pensare a cosa vuoi. No, lo scopo non è cosa vuoi. È il perché fai quello che fai, oltre le difficoltà, oltre il lavoro. E tutti questi lavori di definizione, dallo scopo all’obiettivo, dall’identità a alle convinzioni, alla fine devono essere messi in pratica.

Io ho lavorato tantissimi anni fa per un imprenditore italiano, proprietario di un team di motonautica offshore – la Formula Uno del mare. Il motore della barca del team era talmente potente che quasi ogni gran premio della stagione rompeva il piede cioè la parte che entra nell’acqua, dove si trova l’elica. Ecco, in pratica è inutile avere un motore potente se poi non riesci a concludere, cioè a trasferire tutta la potenza alla barca perché si rompe tutto.

Mi spiego meglio: nella mia esperienza soggettiva di Coach che da 25 anni gira il mondo ad aiutare le persone a fare del loro meglio ho visto che c’è una costante. Una cosa che succede a molte persone: magari frequentano un corso dove il formatore le motiva, c’è la musica, si balla, ci si abbraccia, sono belle gasate e fissano degli obiettivi enormi. Magari sono persone che mangiano quattro barattoli di Nutella al giorno e decidono “da domani basta Nutella!”. Magari non hanno mai corso nella loro vita e decidono: “da domani esco tre volte alla settimana faccio dieci chilometri”.

E dopo cosa succede? Succede che vanno via dal corso e il picco emotivo a poco a poco si allontana e le azioni che hanno pianificato non le fanno perché sono troppo grandi rispetto a quello che stavano facendo prima. Per la mia esperienza – io sono convinto di questo, lo sono sempre stato e lo sarò probabilmente ancora per un bel po’- i veri risultati, la vera evoluzione si ottiene con la continuità, col fare tante piccole cose.

È la quotidianità che ti cambia la vita.

Il tuo corpo non migliora se vai in palestra una volta al mese e ti massacri per 3/4 ore di seguito. Quando ho lavorato in una azienda di distribuzione di mobili – il mio capo era uno dei due svedesi che ha portato Ikea in Italia – mi diceva sempre: “Se tu un giorno decidi di lavarti i denti per quattro ore consecutive, non è che poi per il resto dell’anno sei a posto. Devi lavarti i denti tutti i giorni e magari più volte al giorno”.

Nel mondo americano c’è un detto: “A bad run is better than no run”. Cioè, un allenamento fatto male – perché magari sei stanco o sei svogliato o c’è brutto tempo non hai voglia non ha avuto tempo a sufficienza per farlo bene – è comunque meglio che nessun allenamento.

Perché credo sia vera affermazione? Per almeno due ragioni: la prima è che è meglio fare qualcosa, che non fare nulla. La seconda è il fatto stesso che tu sia riuscito ad allenarti. Se tu fai una bad run, un brutto allenamento, magari non hai grandi risultati dal punto di vista fisico ma ottieni un risultato importantissimo: la continuità, quella autodisciplina che ti porta a fare tutti i giorni qualcosa.

Fare tutti i giorni qualcosa è meglio che fare una volta ogni tanto tantissimo, perché con il lavoro costante crei questa massa critica che dopo un po’ genera l’abitudine e soprattutto crei una forma mentis vincente.

Il mio consiglio per te, oggi, è questo: se hai fatto dei gli obiettivi super mega esagerati e non stai facendo nulla perché la vita ti ha travolto, perché gli imprevisti te lo hanno impedito, perché hai preso un boccone troppo grande da masticare, invece di sputare tutto il boccone e rinunciare, magari ridimensiona il tuo obiettivo. Perché è meglio un brutto allenamento, che nessun allenamento. Aristotele diceva “noi siamo ciò che facciamo ripetutamente, perciò l’eccellenza non è un atto ma un’abitudine”. Significa che è quello che facciamo tutti i giorni che fa la differenza nella qualità della nostra vita.

Io ho avuto la fortuna di incontrare tantissime persone di successo. Sono persone che ottengono risultati, che stanno bene in salute, nel fisico e che stanno bene emotivamente, che sono felici. Ovviamente non hanno una vita perfetta, hanno alti e bassi, hanno problemi ma si evolvono, migliorano costantemente. E ho scoperto che per quanto questa idea sia abbastanza semplice da comprendere e soprattutto di buon senso, sono davvero poche le persone che la mettono in pratica.

Per aiutarti a comprendere l’importanza di ciò che ti dico, ti faccio qualche domanda. Rispondi sinceramente: cosa mangi tutti i giorni? Quando mangi bene tutti i giorni, una volta ogni tanto puoi sgarrare. Cosa leggi tutti i giorni? Cosa guardi in tv tutti i giorni? Cosa ascolti? Non solo che musica ascolti, ma che discorsi ascolti, a quali conversazioni presti attenzione? Cosa fai con il tuo corpo? Lo muovi? Non lo muovi? Che interazioni hai con i tuoi familiari? Con i tuoi colleghi? Cosa fai con i tuoi soldi tutti i giorni?

È questo che fa la differenza.

Fai una piccola cosa tutti i giorni e vedrai che a un certo punto succederanno cose che ti sembrano miracoli e miracoli non sono affatto. Conosciamo tutti la metafora della goccia che piano piano, ogni giorno, scava, scava, scava e a un certo punto crea un buco nella roccia.

Se, nel tempo, una goccia d’acqua, senza un corpo, senza identità o convinzioni, riesce a scavare la roccia, tu cosa immagini di riuscire a fare? Sicuramente, è di più. Fai come la goccia, con quella autodisciplina che purtroppo – o per fortuna – pochi hanno e ottieni più di quello che le persone si aspettano da te.

Io non sono una persona speciale, non ho caratteristiche particolari. Non sono super intelligente ma ho una fortuna: un po’ per natura, un po’ per educazione: ho una forte autodisciplina. Sono un soldatino, se mi metto in testa una idea, un obiettivo o se mi affido a un medico, un allenatore – qualcuno di cui mi fido e al quale permetto di dirmi dice cosa fare – a quel punto quella azione, io la faccio fino in fondo.

Non ci sono scuse, la faccio e basta. È autodisciplina. E per me è sinonimo di libertà. Perché l’autodisciplina significa che tu prendi una decisione e questa decisione la porti avanti, fino alla fine, per te.

Ho un amico che dice che per lui l’autodisciplina è un obbligo, una prigione. Ecco, se non hai la flessibilità di cambiare idea quando è necessario, può trasformarsi in una prigione.

L’autodisciplina vince proprio grazie alla flessibilità, perché la flessibilità non è indolenza. La flessibilità è: oggi ho 39 di febbre, magari decido di saltare l’allenamento. O se ho un problema fisico, una infiammazione, una tendinite. Oppure un’emergenza di lavoro o familiare: l’autodisciplina e la flessibilità si accompagnano sempre al buon senso. Mentre gli obblighi e l’indolenza si accompagnano spesso alla mancanza di buon senso.

Ti faccio un esempio: ho deciso che ogni martedì mi alleno. Un martedì non ho voglia di allenarmi e cedo alla mancanza di voglia e non mi alleno. Questa non è flessibilità, è indulgere alla pigrizia. Perché cambio idea, modifico una risoluzione sulla base dell’emozione del momento. Ed è proprio quello il momento in cui ti dovresti accorgere che cambiare programma, rinunciare significa che non sei libero, sei schiavo delle emozioni del momento. Invece la libertà è innanzitutto la libertà di prendere decisioni e di mantenerle per rispetto nei confronti di te stesso. Ovviamente la libertà è anche la libertà di cambiare la decisione presa perché ciò che fai non vale più la pena o perché sono cambiate le tue priorità.

Ti porto l’esempio di una decisione importante che ho preso molto giovane e che ha dato una impronta fondamentale alla mia vita. Io avevo deciso da ragazzino che volevo fare carriera nel settore alberghiero. Ho incominciato a lavorare, mi sono fatto il mazzo e quando la mia carriera ha spiccato il volo ho deciso che non mi interessava più e ho deciso di cambiare. Così ho incominciato a fare il lavoro che sto facendo da ormai 25 anni. Ma non è stata una questione di un momento. Non ho gettato via la carriera di una vita per l’emozione di un momento. Venticinque anni da Coach credo che lo dimostrino.

Qualsiasi attività – persino quella dell’astronauta che tutti pensano sia uno dei lavori più belli del mondo – ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ho avuto la fortuna di parlare con alcuni astronauti e anche loro hanno una serie di attività noiose che non vorrebbero fare. Però fanno parte di questo lavoro meraviglioso ed il segreto è tutto qui: chi sceglie con passione ciò che fa, riesce a fare bene anche le attività noiose. Se fai sport probabilmente sai che gli allungamenti, lo stretching, il riscaldamento, sono una parte fondamentale della prevenzione degli infortuni e allo stesso tempo sono una pratica noiosa. Tutto quello che fai prima dell’attività sportiva o dopo per evitare di farti male, non è proprio una delle cose più motivanti al mondo ma è fondamentale, se desideri continuare a fare lo sport che ami.

Quindi, definisci degli obiettivi che sono alla tua portata, ambiziosi, allo stesso tempo ragionevoli in modo tale che tu possa prendere degli impegni con te stesso. Prendi impegni che sai di poter mantenere e mantienili a qualsiasi costo.

Fai poco, ma fallo sempre e vedrai che andrai molto lontano, molto più di quanto tu possa pensare adesso. Se hai difficoltà, trova il modo di farti aiutare da un Coach o da un buon libro, da un motivatore, da un amico o da chi vuoi. Trova il modo migliore per te di essere motivato, di fare bene le cose che devi fare per raggiungere i tuoi risultati e di fare anche le cose che non hai voglia di fare.

Mantieni le promesse che ti sei fatto, mantieni gli impegni che hai preso con te stesso: un brutto allenamento è meglio che nessun allenamento. Quello che fai tutti i giorni, fa la differenza, quindi trova il modo di fare bene le cose che non hai voglia di fare e ti posso assicurare che non avrai mai abbastanza fantasia per immaginare cosa la vita riserva, se ti impegni e fai la tua parte. Ogni giorno.

Il testo di questo post è una trascrizione della diretta Facebook del 04/02.

Seguimi su Facebook, Instagram e LinkedIn e resta sempre aggiornato con contenuti sempre nuovi.