Tag

miglioramento Archives - Claudio Belotti

Guidare con sicurezza

By | Blog

“L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.” Khalil Gibran

Non è un caso se il primo libro sulle tecniche della Programmazione Neuro-Linguistica si intitolasse “La struttura della magia”. Nella mente dei giovani Richard Bandler e John Grinder, gli studiosi dell’Università della California, Santa Cruz (UCSC) che ne hanno svelato le caratteristiche, quella rivelata da parole, suoni, gesti ed espressioni era come una magia.

Avere la capacità di gestire ciò che per molti è un mistero, possedere la competenza per notare ciò che agli altri sfugge nel flusso del discorso, sviluppare l’abilità di leggere fra le righe di ciò che non è nemmeno scritto: questo è la PNL. O meglio, questi sono gli strumenti che ti offre la PNL per aiutarti a capire come funzioni tu, la tua mente e quella delle altre persone.

La Programmazione Neuro-Linguistica, infatti, non è solo un insieme di tecniche efficaci e insegnamenti preziosi per la comunicazione interpersonale e intrapersonale. La PNL ti aiuta a creare il mindset necessario per vivere a pieno la tua leadership: immerso nel discorso, fra le emozioni tue e degli altri, riesci a trovare le parole e le espressioni giuste per raggiungere gli obiettivi che hai in mente e farli raggiungere agli altri.

A questo punto devi farti una domanda: in che modo puoi guidare le persone attorno a te con sicurezza?

Ti do un suggerimento: c’entra la magia delle emozioni. Il modo in cui un leader fa sentire le persone   nel loro lavoro avrà un impatto sulla loro vita, sulle loro prestazioni, sull’andamento dell’azienda. Il coinvolgimento e l’entusiasmo iniziano da una leadership efficace sotto il profilo emotivo. 

Per migliorare da subito – in attesa di poter frequentare il prossimo Basi di PNL – puoi iniziare dal buongiorno: se vuoi che i tuoi collaboratori migliorino umore e prestazioni devi essere il primo a cambiare l’umore. Saluta le persone per nome, interessati a come stanno, chiedi la loro opinione.

Un leader – anche il più bravo – è e resta umano ed è vicino alle persone con le quali lavora: persone che non sono lì solo per completare delle attività ma per contribuire, per dare il loro contributo unico alla vita dell’azienda.

Gli strumenti del successo in azienda

By | Blog

Ricordo una volta, in una azienda della Brianza, ebbi un confronto molto serrato con il Direttore Generale. Questa piccola multinazionale leader in un settore per il quale l’Italia è una eccellenza mi aveva chiamato per aiutare i vertici a gestire il passaggio generazionale.

In quel contesto, conoscendo già un po’ la storia della famiglia e del fondatore, sapevo che avrei incontrato molte resistenze. Proprio per questa ragione la sfida mi attirò subito. Non è un caso se nel mio background oltre alla PNL ci sono tanti altri strumenti utili, come ad esempio le Dinamiche a Spirale.

Il mio metodo One Hand Coaching nasce dall’unione di molte tecniche efficaci: te ne parlo in maniera approfondita nel libro “Prendi in mano la TUA felicità” e se vuoi saperne di più ti consiglio di leggerlo o ascoltarlo nella versione audiolibro. Adesso ti voglio parlare di una sfida – vinta – che mi ha portato (insieme a tante altre) a scrivere “Gli Stadi del Successo” per Roi Edizioni.

In questa azienda si stava affermando uno degli ultimi stadi – tipici del declino – quello dell’Aristocrazia: il management si focalizza su sé stesso, i senatori dello spogliatoio preferiscono i privilegi alle vittorie. Come nell’aristocrazia vera le posizioni sono cristallizzate, le idee provengono dal Re, che regna su tutto.

Non c’è nemmeno più una gestione del dissenso: il dissenso in pratica non esiste. L’azienda tramanda sé stessa ripetendo stancamente giorno dopo giorno i riti. Per tutti è difficile portare qualche cambiamento: persino per il fondatore, che comunque non ne vede neanche la necessità. Figurarsi un miglioramento.

In questo ambiente è molto difficile stigmatizzare comportamenti inadeguati perché il cattivo esempio discende direttamente dal vertice. Allo stesso tempo per un Coach è più facile individuare ciò che non va perché è espresso in modo plateale.

Quali sono dunque i comportamenti da cambiare per iniziare a cambiare lo stadio dell’azienda? Ne ho individuati 3 che hanno un impatto notevole sulla situazione dell’azienda. Vediamoli insieme:

  1. Assunzione di familiari, parenti, amici: dinamiche disfunzionali familiari si trasformano in dinamiche disfunzionali lavorative. Più l’azienda cresce e più spesso il fondatore sente che le cose gli stanno sfuggendo di mano e si circonda di persone che conosce. Questo rende la vita difficile per i talenti che tendono a sentirsi emarginati. Bisogna aiutare l’azienda e il suo fondatore a ritrovare lo stimolo ad aprirsi, a far entrare aria nuova, nuove energie.
  2. Riunioni regolari: non parlo delle riunioni del team, dei briefing quotidiani, degli aggiornamenti sullo stato dell’arte. Parlo delle riunioni in cui ci si ritrova tutti al cospetto del fondatore – o di un suo parente stretto – per parlare sempre degli stessi problemi che di riunione in riunione non vengono affrontati fino in fondo o risolti. Bisogna aiutare l’azienda a comprendere una regola chiave: le riunioni servono quando servono le riunioni.
  3. Sfogarsi sui collaboratori: il motivo di scontro con il Direttore Generale del quale ti ho parlato prima nasce proprio da questo comportamento. Le sue esplosioni di rabbia verso i collaboratori avevano ormai superato il limite dell’accettabile e questo comportamento disfunzionale stava creando danni importanti in molte persone. Il giorno dopo il nostro scontro il DG è tornato con due vassoi di brioches e che ha offerto ai suoi collaboratori con i quali si è scusato per i suoi accessi d’ira e per non aver compreso i problemi che stava creando.

E della tua azienda cosa conosci? Qual è la situazione? In che modo puoi migliorare la situazione?

Vicini, in modo diverso

By | Blog

Assieme alla necessità di distanziamento che ha portato a protrarre lo smart working viene la necessità di star vicino in un modo differente ai propri collaboratori. 

In molte aziende in questi mesi lo smart working è diventato la regola. Con impegno, inventiva, sforzi e una buona dose di fiducia questa differente modalità di lavoro è entrata nel modo comune di intendere il lavoro. Poi diciamocelo: avere una opzione in più è sempre una buona notizia.

E questa buona notizia ha portato con sé nuovi problemi da affrontare. Gli uffici, infatti, non sono solo il luogo dove vai a lavorare. Offrono ben più degli spazi dei mezzi e degli strumenti per fare la propria parte nel piccolo o grande mondo che è l’organizzazione aziendale.

Ci sono rapporti interpersonali da gestire e gruppi da coordinare, ci sono singole persone che hanno bisogni, aspirazioni, talenti. Ci sono superiori che vogliono informazioni, aggiornamenti, risultati. Maggiore è la complessità del sistema, maggiori sono le competenze che servono. Questo è uno dei temi chiave che da sempre affrontiamo nei corsi di PNL.

Competenze di comunicazione, ascolto attivo, capacità decisionale e la capacità di fissare obiettivi (e raggiungerli). Queste sono solo alcune capacità che potrai apprendere nel percorso di Programmazione Neuro-Linguistica che ogni anno svolgo insieme al mio team Extraordinary. Fra le altre cose imparerai anche a porre domande efficaci e ottenere le risposte di cui hai bisogno.

La capacità di porre domande, infatti, è una skill chiave per chiunque debba (e voglia) gestire un gruppo di persone. Soprattutto in questo periodo: porre le domande giuste è il modo migliore per ottenere i risultati desiderati, per sé e per gli altri.

Qual è secondo te la competenza più importante nella gestione di un gruppo?

Affrontare lo stress in questo momento complesso

By | Blog

Questo lungo periodo contrassegnato dalla convivenza con la pandemia ha lasciato segni importanti nella vita di tutti noi. Ha cambiato molti modi di vivere le nostre giornate, di svolgere il nostro lavoro, di interagire con le altre persone.

In tante persone ha aumentato notevolmente i livelli di stress perché da tante persone questa emergenza è stata sottovalutata. Non parlo dell’aspetto sanitario: non è il mio lavoro e non sono in grado di giudicare il modo in cui è stata affrontata l’emergenza.

Parlo dell’aspetto emotivo. Per quale ragione questa periodo è stato tanto pesante? La ragione principale è che siamo esposti da molti mesi ormai all’incertezza. La situazione è in costante evoluzione e si fatica a capire anche solo se stia andando meglio o peggio.

Io voglio pensare che la situazione stia migliorando perché a poco a poco stiamo imparando come gestire questo problema invisibile. Un’altra ragione, un’altra causa dello stress che stiamo vivendo è legata al bisogno di socialità. Nessuna Zoom, nessuna videochiamata potrà mai sostituire una chiacchierata di persona, un abbraccio, un incontro.

Per gestire il tuo stato emotivo in questo momento è necessario focalizzare la tua attenzione su ciò che è veramente importante per te. Se mi conosci e mi segui sai che uno degli strumenti che utilizzo io, per via della sua efficacia, è la Programmazione Neuro-Linguistica. La PNL, infatti, è un mezzo per gestire emozioni, incanalare energie e ottenere risultati straordinari.

E quali sono le priorità alle quali dare attenzione in questo momento? Ti presento 5 priorità per ricostruire qualche certezza e superare questo momento complesso:

Riprendi l’iniziativa. Torna a scegliere a dare una direzione alla tua vita. Bastano anche piccole scelte chiave: riprendere in mano i libri, un corso di formazione, un allenamento in casa, lavorare con intenzione su qualcosa a cui tieni particolarmente. Torna a sentire che puoi crescere.

Trova occasioni per provare gioia. Le occasioni di convivialità, di scherzo, di gioco sono molto limitate. Inventale, creale se necessario e se non trovi nessuno: inizia tu. Condividi la tua felicità attraverso citazioni, immagini divertenti, storie edificanti o esilaranti, barzellette, libri positivi, blog e articoli per aggiungere colore alla vita.

Riscopri il tuo scopo. In questo periodo – con lo smart working in particolare – si finisce spesso a vivere un flusso ininterrotto di abitudini finalizzate a tenerci in vita e farci lavorare: mangi, dormi, lavori e ricominci. Il tuo vero scopo è nella passione, nella chiamata alla vita. Trova il modo di riprenderlo in mano.

Circondati di persone positive. Purché non lo siano al Coronavirus, ovviamente. A parte la battuta, in questo periodo è fondamentale scegliere bene chi ascoltare. Persone che si lamentano e basta non sono ciò di cui hai bisogno. E non ne hanno bisogno neanche loro: aiutale se puoi e se vogliono. Se non vogliono limita il più possibile il contatto.

Concentrati sul presente. Lascia fuori la nostalgia del passato e i timori del futuro. Cosa puoi fare attivamente in questo momento per migliorare la situazione? Indossare la mascherina, lavarti le mani, mantenere la distanza, limitare gli spostamenti, evitare gli assembramenti, ad esempio. Sono piccole cose ma pensa se lo facessero tutti… Nel tuo gruppo inizia tu, dai il buon esempio.

Una nuova leadership per il 2021

By | Blog

Il miglior modo per iniziare questo 2021 tanto atteso è fare un salto nella leadership. Scopriamo insieme quali sono i principali tratti di leadership da sviluppare nei prossimi mesi per rafforzare il tuo ruolo. Un leader, infatti, per essere tale deve sviluppare la capacità entrare in relazione con le altre persone, guidarle senza comandare, aiutandole a diventare leader a loro volta.

Un leader infatti – come ci ricorda una delle radici di questa parola – ha il compito di innalzare e condurre al successo gli altri. Ciascun leader fa questo in modi differenti, si adatta all’ambiente, agli usi del gruppo e ha le competenze necessarie per andare per primo quando si affronta una novità. Ma il ruolo del leader non si ferma a questo.

La parte più importante del suo approccio è nell’identità: un leader si riconosce – riconosce sé stesso e si rende riconoscibile dagli altri come tale. Quando lo fa ispira gli altri trasmette i valori proprio del suo gruppo e dell’azienda per la quale si lavora insieme. Aiuta le persone a trovare il proprio perché nel lavoro che svolgono.

In che modo avviene questa magia? Voglio suggerirti alcune attività attraverso le quali potrai sviluppare la tua leadership nel 2021 per raggiungere i risultati che desideri:

  1. Ascolta. Il 2020 tra le tante lezioni che ci ha lasciato c’è sicuramente quella dell’ascolto. E’ pieno di persone che parlano – spesso a vuoto, con lamentele o peggio con fatti inventati – e poche che ascoltano. Quelle che ascoltano sono sempre quelle che hanno un potere sulle persone che parlano e basta.
  2. Fai un passo indietro. Di tanto in tanto. Non sempre. Lascia la scena a chi lo merita. Non è così facile come sembra. E non è solo una questione di orgoglio. A volte ci sono persone che hanno una tale ritrosia per il proscenio che dovrai essere tu spesso a dover allestire il palco, far venire il pubblico, aprire il sipario e spingere con decisione la persona a prendersi l’applauso.
  3. Datti il permesso di sbagliare. Non hai sempre ragione. Tutti sbagliamo. Anche tu. Ridici su, scherza con gli altri, sii trasparente circa il tuo errore. La tua autorevolezza non scenderà all’aumentare della tua umanità. E qui sulla terra un leader con spiccati tratti umani è molto apprezzato dagli altri esseri umani.

Cosa farai quest’anno per rafforzare la tua leadership?

Emozionarsi quando si parla in pubblico (è bello)

By | Blog

Parlare in pubblico è una delle attività più complesse, remunerate e divertenti che esistano. Non a caso la paura di parlare in pubblico ha un nome – la glossofobia – e tanti metodi per superare la paura. Io penso però che superare la paura di parlare in pubblico non sia sufficiente. Bisogna anche divertirsi, emozionarsi, farsi coinvolgere nella narrazione e coinvolgere il pubblico.

Questo vale dal vivo e tanto più online, oggi che si sono ridotte le riunioni in presenza e sono enormemente aumentati i meeting su Skype, Meet o Zoom. Sono tanti anni che lo dico, lo faccio e lo insegno: comunicare con il pubblico straordinariamente richiede passione, competenze e allenamento.

Avere la possibilità di misurarsi così spesso con un pubblico – anche piccolo e magari composto prevalentemente da colleghi – è una ottima notizia e una palestra per iniziare a fare un lavoro straordinario. Ed è proprio per questa ragione è necessario cogliere l’occasione per mettere a punto l’approccio alla webcam, alle slide, ai tempi, ai gesti e alle parole che utilizzi.

Ti offro 3 consigli pratici (più uno) per iniziare subito a migliorare il tuo speech online:

Valorizza l’ambiente: lavora su ciò che hai intorno a te per poter trasmettere una immagine professionale. Un buon fondale – evita sfondi virtuali kitsch – può essere un bel quadro o una libreria, possibilmente ordinata. Un buon microfono e una luce che ti aiuti a staccarti dal fondale completano il set.

Fai amicizia con la webcam: è la tua migliore alleata. Guardala con intensità e intenzione. E soprattutto guardala più spesso di quanto guardi il monitor. Soprattutto se utilizzi uno smartphone appare molto evidente quando guardi altrove. Prova fare un selfie (o anche un video) e guarda quanta differenza fa “guardare in macchina”.

Parla con un tono di voce adeguato. Di solito il tono di voce adeguato è un po’ più forte di ciò che pensi. Gestisci anche l’intonazione e la cadenza della voce scandendo in modo chiaro e preciso ciò che hai da dire. Fai interventi brevi e concisi e soprattutto fai attenzione a non parlare sopra le altre persone. Quando non è il tuo turno di parola puoi disattivare il microfono. Soprattutto se hai figli piccoli in casa.

Infine, ricorda di studiare la piattaforma prima di metterti a utilizzarla. Se sei tu a dover organizzare il meeting, valuta le caratteristiche delle differenti piattaforme sulla base di ciò che ti serve come ad esempio la condivisione di documenti o l’utilizzo della chat per invio di link o sessioni di Q&A, domande e risposte, con le persone presenti.

3 attività per imparare a gestire conflitti, problemi ed emozioni sul lavoro

By | Blog

Trenta anni come Business Coach sono un periodo molto lungo e ricco di esperienze, a volte al limite dell’incredibile. Quello che impari quando hai a che fare con le persone non lo impari da nessuna altra parte. Se poi parliamo di un gruppo di persone unico e stimolante come quello di imprenditori e imprenditrici, manager, dirigenti d’impresa, be’ l’effetto è ancora più potente.

Da questa esperienza è nato “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni, un libro sulla conoscenza profonda della struttura, sul funzionamento dell’impresa; un manuale quasi: un manuale di istruzioni per la tua impresa. Utile sia che tu ne sia il capo, il fondatore o un collaboratore a qualsiasi titolo. Comprendere le dinamiche di ciò che accade intorno a te nel luogo dove trascorri la maggior parte del tuo tempo, è una skill chiave.

In un ambiente di lavoro infatti è necessario conoscere bene qual è la situazione che sta affrontando l’organizzazione nel complesso, quali sono le interazioni che avvengono fra le persone, come è gestita la responsabilità, la leadership: insomma tutto ciò che descrive lo stadio evolutivo dell’azienda e del modo in cui essa viene condotta dalla sua dirigenza.

Far questo passaggio è funzionale a una vita lavorativa più equilibrata: i conflitti, i problemi, le incomprensioni, non si possono far sparire come per magia. Bisogna gestirli. E più informazioni hai (e sai dove e come trovarle) sulla tua azienda, più diventa agile questo percorso. Ti voglio suggerire 3 attività per poter imparare a gestire conflitti, problemi ed emozioni sul lavoro:

  1. Accettalo. Che sia un problema o una emozione negativa.  Che si tratti di un conflitto: negarlo non farà altro che esacerbarlo. Mantieni la calma, respira e se la situazione lo consente sorridi, mai in modo sardonico, possibilmente in modo rilassato. Rispondi in modo assertivo, sii parte della soluzione. Molte persone vivono di conflitti e hanno bisogno di dare in escandescenza perché è il modo migliore che hanno trovato per comunicare efficacemente. Tu no, gioca il tuo gioco.
  2. Gestisci le tue emozioni. Lo stato emotivo è un insieme complesso di stati fisici e psicologici che si combinano fra loro. Fai caso a cosa senti e come ti senti quando ti arrabbi o quando provi frustrazione o tristezza. Cosa ti restituisce felicità? Cosa ti riporta nel tuo stato emotivo ottimale? Questa in PNL la chiamiamo àncora e proprio come quella marittima ha il potere di tenerti dove desideri. Se vuoi saperne di più informati qui.
  3. Fatti un giro. Quando senti nascere un sentimento o una emozione negative non combatterle. Aiutati a far cambiare aria al cervello: vai a fare quattro passi. Soprattutto se devi scrivere una mail o rispondere a un messaggio su WhatsApp, lascia passare ciò che provi. C’è un famoso adagio buddhista che recita “non rispondere quando sei arrabbiato, non fare promesse quando sei felice e non prendere decisioni quando sei triste.” Ricordalo, può migliorarti la vita.

Una super routine mattutina

By | Blog

Dal momento della sveglia a quello del lavoro ci sono molte occasioni nelle quali preparare al meglio la tua giornata. Non solo quella lavorativa: più tempo e attenzioni dedichi alla cura del tuo presente più ne guadagna tanto la vita professionale quanto quella privata.

  • Alzati (senza controllare lo smartphone)
  • Muoviti (stretching, un po’ di yoga, pilates, corsa)
  • Fai una colazione nutriente (cosa ti consiglierebbe un Nutrizionista per il tuo stato fisico?)
  • Medita e studia (bastano 10 minuti di meditazione e 15 di lettura)
  • Fai qualcosa di nuovo (cambia posto a tavola, scegli una strada diversa, fai le scale: inizia con attività semplici)

Questa routine non è una prescrizione medica. Insomma: non devi fare tutto, tutti i giorni, alla stessa ora. Puoi fare anche solo una attività o più di una o ciclicamente durante la settimana suddividere queste attività a seconda delle giornate e degli impegni. L’importante è imparare a sviluppare queste abitudini.

Non è nei grandi cambiamenti che migliora la qualità della vita. È nelle piccole cose che fai tutti i giorni. La tua routine mattutina sicuramente è importante, come lo è il dialogo interiore che hai con te stesso nel corso della giornata e come lo sono le cose alle quali dedichi attenzione. Crea la tua routine quotidiana, trattati bene, ama chi sei e ciò che fai e la vita ti restituirà in cambio la felicità.

Qual è la tua routine giornaliera per star bene? Scrivila nei commenti e ispira le altre persone a volersi bene. 

Gestire un team da remoto efficacemente

By | Blog

Tra le tante cose alle quali abbiamo dovuto fare l’abitudine in questo periodo di distanziamento ci sono sicuramente i rapporti di lavoro da remoto. Riunioni, call, meeting in ogni ufficio prendono nomi e declinazioni differenti e vengono organizzate nei modi più vari: attraverso Zoom o su WhatsApp, su Skype, Teams o Meet.

La netiquette poi vuole abiti e approcci differenti per ogni riunione. Chi è in ufficio con altri colleghi indossa le mascherine e anche se è nella stessa stanza degli altri collegati è ben distanziato e ciascuno utilizza la propria postazione o il proprio smartphone. Chi è a casa è vestito fino alla vita, poi: pigiama e babbucce imbottite. E ogni tanto un figlio che passa dietro, chiede dov’è il succo di frutta o chiede attenzioni.

Abbiamo imparato a convivere con tutto questo, a gestirlo e farlo al meglio. La nostra azienda ci ha aiutato a volte, altre volte ci ha creato problemi. In tanti casi ciascuno ha cercato di fare del proprio meglio. Certo, conoscere lo stadio evolutivo raggiunto dalla propria azienda aiuterebbe a comprendere meglio come è necessario gestirla in questi momenti. Per questo bisognerebbe leggere “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. O farlo leggere al proprio manager con la scusa facendogli anche un bel regalo di Natale.

In ogni caso per avere qualche idea sulla gestione del tuo team da remoto, puoi partire da qui: ecco a te 3 suggerimenti per gestire in modo efficace e produttivo te e il tuo team in smartworking:

  1. Fai un briefing (e debriefing) quotidiano. Il vantaggio di poter lavorare da remoto, per lo più da casa, si può tramutare nella possibilità di organizzare riunioni in modo rapido e di farle durare lo stretto necessario. Non ci sono pause caffè e pause sigaretta, non ci sono i soliti colleghi che chiacchierano tra di loro. Che sia Zoom, Teams, Meet o una call multipla su WhatsApp, un rapido check a inizio giornata e uno ancora più rapido a fine giornata possono aiutare a scandire meglio il ritmo di lavoro.
  2. Gestisci i carichi di lavoro. A casa non si lavora come in ufficio: spesso si lavora anche di più, altre volte può capitare che si lavori di meno, anche in base al compito, all’obiettivo, alle risorse a disposizione. Aiuta il tuo team a capire cosa dovrebbe fare e crea aspettative realistiche per il la consegna del lavoro. Questo vale anche per te come manager. Preparati a raggiungere il risultato e rendi chiari i compiti e le ragioni per raggiungerlo. 
  3. Concentrati sui risultati. Intervenire troppo nel processo di lavoro può essere deleterio. In particolare, quando il gruppo lavora da casa. Dai spazio alle tempistiche di tutti e sposta le risorse dove servono, quando servono. Un calo nella performance di alcuni può essere compensato da un aumento da parte di altri. Alcuni si adattano più rapidamente ai cambiamenti: valuta bene il lavoro di tutti.

Infine, assicurati che tutto il gruppo possegga le giuste risorse per svolgere il lavoro. Questo può emergere nei briefing quotidiani e potrebbe essere una buona cosa farne uno appositamente dedicato alle risorse. In molti casi ci sono delle persone che non manifesteranno un bisogno fino al momento in cui non sarai tu a renderlo esplicito. Da leader, a volte, è necessario fare uno scatto in più.

3 lezioni di comunicazione da imparare dalla crisi

By | Blog

La crisi che abbiamo vissuto all’inizio della pandemia e del lockdown nel corso della passata primavera non è paragonabile a ciò che stiamo vivendo oggi. La diffusione iniziale del virus ci ha colti tutti di sorpresa e per lo più impreparati di fronte alle conseguenze. È stato necessario rileggere la realtà, darle un nuovo significato e poi rimboccarsi le maniche per tornare a fare ciò sappiamo, amiamo e vogliamo fare in modo nuovo e differente.

Quanti di noi hanno vissuto questa esperienza al lavoro nella propria azienda, si sono dovuti prendere cura di sé, delle persone con le quali collaborano ogni giorno e del proprio business. Abbiamo vissuto delle settimane surreali nel corso delle quali la gestione della comunicazione ha fatto una grande differenza. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti racconto quali sono gli approcci migliori a seconda del livello che l’azienda sta vivendo in quel momento. 

L’impegno profuso in questo anno ci ha sicuramente aiutato a focalizzare ancor meglio quali sono gli aspetti chiave nella gestione dell’azienda nel corso di una crisi dove il motivo di crisi non proviene dall’interno ma dall’esterno. Gestire bene la propria comunicazione – interna ed esterna – significa quindi avere la certezza di dire e fare le mosse giuste per l’organizzazione.

Proprio per questa ragione voglio condividere con te 3 lezioni fondamentali sulla comunicazione di crisi:

  1. Comunica frequentemente. Più il periodo è convulso, più gli aggiornamenti si susseguono momento dopo momento. È importante tenere tutti allineati sulle ultime novità. Comunicare in modo frequente permette inoltre di veicolare attraverso una fonte ufficiale la propria visione delle cose, di trasmettere agli altri il significato del momento che sta vivendo l’imprenditore, l’azienda, i collaboratori.
  2. Prenditi cura delle persone. Mettiti in sicurezza, come persona e come imprenditore e fai lo stesso con i tuoi collaboratori. Offri loro la possibilità di vivere in modo sicuro il momento e di avere una prospettiva per il prossimo futuro: anche se nel momento in cui comunichi non c’è una soluzione è importante che le persone sappiano che sei al lavoro per trovarla.
  3. Pensa ai tuoi clienti. Da cliente cosa vorresti nel corso di questa crisi? Quali sono le necessità che da cliente vorresti fosse presa in considerazione? Puoi chiederlo direttamente. Puoi cogliere le lamentele come suggerimenti e trasformare la crisi in una opportunità per migliorare.  

Infine, ricorda che al tuo matrimonio ci sarà sempre qualcuno che mangerà male: non fare il menù per loro. Sappi che un insoddisfatto cronico lo troverai sempre: fai del tuo meglio, chiedi scusa se sbagli e assicurati di dare il massimo. Il resto si affronta dopo la crisi.