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mental coaching Archives - Claudio Belotti

La favola di un NOI tutto d’oro

By | Extraordinary Team

Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante.
(Proverbio del Burkina Faso)

C’era una volta una ragazza che amava giocare a pallavolo e che si muoveva in un campo incerta, cercando di fare del suo meglio. Quasi nessuno si rendeva conto che non era come le altre e che non riusciva a sentire le compagne che chiamavano la palla, gli spettatori che urlavano o l’allenatore. C’era una volta una ragazza che adesso stringe una medaglia d’oro tra le mani. C’erano una volta 14 ragazze che hanno iniziato così, per amore di uno sport, nel silenzio di un mondo fatto più di immagini, di luci e di sensazioni, che si sono ritrovate a vivere la magia di aver vinto la medaglia che luccica di più.

In questi giorni la Nazionale Italiana Volley Sorde ha vinto ancora. Dopo l’argento alle Olimpiadi di Samsun, questa volta, per la prima volta, è salita sul gradino più alto agli Europei. Questa vittoria è il risultato di un viaggio partito tanti anni fa, con pochissime risorse, poca visibilità e tanta voglia di riscatto. Perché a pensarci bene, in tutte le favole c’è anche un ostacolo da superare, un demone da sconfiggere e delle sfide intermedie da vincere, prima di ottenere il risultato finale.

Tenacemente il Direttore Tecnico, l’allenatrice e tutto lo staff si è dedicato a far diventare un sogno realtà. Come ha detto l’allenatrice, questo risultato è il coronamento di un percorso volto a creare una squadra tecnicamente preparata, coesa e portatrice di valori. Mi permetto di raccontare un po’ questa favola vera perché da parte mia ho avuto l’onore di farne parte come Preparatore Mentale (o Mental Coach) e ho potuto essere testimone del coraggio e della determinazione di queste atlete. Ma queste qualità da sole non bastano, serve qualcosa di più.

Si sa che in ogni favola un incantesimo aiuta l’eroe, anzi le eroine, a vivere felici e contente. Qualcosa come la pozione di Asterix, o gli oggetti magici del Signore degli anelli, o anche la fata turchina. C’è da chiedersi quale sia la magia, l’ingrediente segreto di questa vittoria, c’è da domandarsi quale sia stata la differenza che ha fatto la differenza. Le risposte?

“Si è raggiunta la consapevolezza del senso di appartenenza ad un gruppo, che nonostante le diversità e le avversità, ha saputo lavorare verso un solo obiettivo”

“Quest’anno siamo state una squadra unita, forte e grintosa! Nonostante la stanchezza fisica e mentale abbiamo avuto la forza di capovolgere tutto, nel senso che abbiamo fatto quello che il cuore ci diceva. Io un po’ ci speravo nella vittoria e anche di portarci a casa l’oro ma capivo che era più facile a dirsi che a farsi. Le altre squadre ci hanno messo in difficoltà ma grazie ad Ale abbiamo imparato la parola magica… pazienza!! Come una squadra VERA abbiamo spianato tutte. Esattamente così, SPIANATO.

L’ho ripetuto, perché l’immagine che mi ha dato la nostra squadra è quella di un muro così alto e così forte da non far passare nessuno. Questo muro ci ha permesso di vincere l’oro. Io sono ancora senza parole, siamo state molto unite e volevo solo ringraziare lo staff per averci permesso di fare tutto questo!!”

“Io credo che il risultato ottenuto, oltre ad essere frutto di tanto lavoro è dato dal fatto che non siamo una semplice squadra di pallavolo, siamo molto di più. Noi siamo una famiglia. C’eravamo sempre l’una per l’altra, in ogni situazione e per ogni cosa anche la più insignificante. Anche chi stava fuori dal campo e non giocava, faceva tanto tifo che era come se fosse in quei 81 metri quadrati… eravamo in 14 atlete, ma durante le partite sembravamo un’unica persona… e questo secondo me ha fatto tanto!”

“Siamo state una squadra, pronte a lottare su ogni punto e non abbiamo mai mollato. L’obiettivo era unico per tutte: salire sul gradino più alto. Siamo salite non singolarmente, ma come un’unica vera squadra. Ed è stato un europeo bellissimo non perché abbiamo vinto oro, ma perché siamo stati un gruppo…”

“La parola chiave di questo campionato è stata “gruppo”. Siamo rimaste sempre unite dall’inizio fino alla fine e ci siamo supportate sempre… Chi dà dentro chi da fuori… Abbiamo giocato tutte e 14, senza escludere nessuna!”

“In 12 anni che vesto la maglia azzurra, per me questo campionato è stato il più bello e non perché abbiamo vinto l’oro ma proprio perché siamo state una vera squadra UNITA sia dentro che fuori dal campo dall’inizio fino alla fine.”

“Essere fuori dal campo ma come se fossi dentro, con il cuore e la grinta a supportare le mie compagne. Compagne che erano parte di me durante tutta quest’esperienza, sia dentro che fuori dal campo! La mia prontezza quando venivo chiamata era data appunto da questa sensazione, di essere un tutt’uno con le mie compagne di squadra che si sono rivelate sorelle! La fiducia e la stima luna con l’altra hanno portato alla felicità individuale e la vittoria di gruppo!”

“Eravamo in uno stato di trance, si poteva arrivare a superare qualsiasi ostacolo, l’obiettivo era lampante: non la medaglia, ma il prendersi quel che ci meritavamo… alla fine è stato il primo posto! Un’esperienza ricchissima, quasi unica.”

“Secondo me quella che ha fatto la differenza nella nostra squadra è la complicità che si è venuta a creare nel gruppo. La fiducia reciproca e la consapevolezza che solo insieme ce la si può fare! Mentre ero in campo sentivo l’appoggio delle mie compagne di squadra e questo mi rendeva sicura della nostra forza, bastava uno sguardo per incoraggiarci dopo un errore e un sorriso per incitarci dopo la conquista di un punto e di un set. La vera conquista per me non è l’oro ma è stata la capacità di trovare questa alchimia tra tutte noi 14 ragazze.”

Insomma… Il sogno è diventato realtà la medaglia è solo un dettaglio della storia. Questo è il vivere felici e contente. Questo dovrebbe essere lo sport. Queste sono persone che hanno imparato la lezione, fuori dall’ordinario diventando straordinarie. Hanno compreso e metabolizzato che per vincere bisogna impegnarsi, avere fiducia, avere disciplina, dimostrare flessibilità nella complessità e sapere che insieme si funziona meglio. Perché quando un collettivo funziona è la somma che fa la magia. Questa è la differenza.

Se le guardi negli occhi vedi la luce che emanano, allora capirai che davvero i limiti sono nella nostra testa. Da queste ragazze speciali possiamo tutti imparare che una medaglia ha valore quando ti senti parte di qualcosa di più grande. Anche nelle favole gli eroi non sono mai da soli alla fine della storia e poi… ogni storia ha la sua morale.

Per me la morale di questa è che bisogna credere negli altri per raggiungere certi risultati, perché senza di loro, senza gli altri, senza la tua squadra, nessun risultato è possibile. Il messaggio nascosto dietro la magia di questa vittoria è che la vera medaglia è aver trovato la propria Tribù, nella quale riconoscersi, a cui appartenere e per la quale lottare. In fondo ne abbiamo bisogno tutti.

Io da loro ho imparato che i limiti che pensavo di avere io e che avessero loro sono solo illusioni. Trovo curioso che chi sogna di vincere una medaglia sia preso per pazzo o stupido, e poi quando la vince viene celebrato. Chi invece si illude di avere limiti e ci crede fermamente fino a viverli realmente viene considerato un “realista”. Immagino cosa è stato detto negli anni a queste ragazze straordinarie. Quanti limiti gli altri hanno cercato di imporre a loro come hanno fatto con te e con me. Loro hanno saputo non ascoltare. Hanno ascoltato altro, perché loro sentono benissimo.

E tu, come la vuoi la tua favola?

Cosa senti?

Come fai la differenza?

Vivi la Tua storia, ricordando che sei il protagonista e che non sei solo.

Agisci sapendo che un NOI funziona meglio e porta a mete luccicanti.

Fai ascoltando solo quello che vale la pena sentire.

Tutto il meglio e mi raccomando vivi felice e contento!

Laura