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decisioni Archives - Claudio Belotti

La migliore checklist per prendere decisioni in maniera più rapida

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Ti ho parlato spesso dell’importanza di prendere decisioni in maniera rapida. Questo, come sai se mi segui da tempo, serve per avere la possibilità di correggere il tiro qualora la scelta risulti poco efficace.

Diverse ricerche mostrano però che siamo già bravissimi a prendere decisioni in modo rapido: fra decisioni consce e inconsce ogni giorno prendiamo oltre 35.000 decisioni. È un gran numero di decisioni!

Da imprenditore, manager, dirigente, sono sicuro che hai già ben chiara la percezione che anche se 35.000 è un numero alto, tu di decisioni ne prendi anche di più. Questa statistica infatti fa riferimento alla persona media (ammesso che esista). In azienda, è tutta un’altra storia e tu lo sai bene.

Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni sapresti dire in quale stadio si trova un’azienda nella quale l’imprenditore prende tutte le decisioni? Ti invito a leggere il libro e a scoprirlo!

Sulle decisioni consce in ogni caso abbiamo certamente un ampio margine di miglioramento. Vediamo una breve checklist per prendere decisioni in maniera più rapida:

È il luogo e il momento giusto? Domandati se è il posto giusto e il momento adatto a prendere questa decisione. Ovviamente questa non deve essere una scusa per procrastinare: tra “prendersi un momento” e rimandare le decisioni fino a quando non è troppo tardi c’è una bella differenza.

Sono la persona migliore per prendere questa decisione? Potrebbe essere che ci sia qualcuno con maggiore esperienza nel team o in azienda o in famiglia capace di prendere questa decisione o di fornire elementi a supporto. Se pensi di non essere la persona più adatta passa la mano.

È la decisione giusta per te? Qui devi essere bravo a calibrare ciò che sente la tua pancia o, se preferisci, il tuo cuore. La vita è fatta di decisioni e le decisioni sono fatte di emozioni. Cosa ti ispira? Cosa ti spinge e in quale direzione? Sono le domande migliori che puoi porti.

Se rispondi 3 sì convinti hai in tasca anche la decisione. Ti basterà fermarti un attimo, fare un bel respiro e fare attenzione: a questo punto sai già cosa fare.

Qual è il vantaggio principale dell’avere obiettivi chiari?

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Stabilire degli obiettivi chiari non significa solo stabilire la meta. Quando facciamo insieme la definizione degli obiettivi individuiamo anche le risorse necessarie per raggiungerli, la motivazione che ti porterà lì e visualizziamo la persona che sarai una volta raggiunti. Oggi come oggi esistono molti metodi semplici per stabilire degli obiettivi. Il metodo più semplice? L’ho raccolto in questo ebook che puoi scaricare gratuitamente e con il quale puoi lavorare da solo sulla costruzione efficace di un obiettivo.

Ma si può fare di più. Tu puoi fare e avere di più. La grande differenza che ottieni quando partecipi al webinar “Obiettivi! Special Online Edition” è la stessa che passa fra entrare in macchina di corsa e in ritardo,  impostare la destinazione sul navigatore e partire (con tutte le difficoltà del caso, le indicazioni non chiare, le uscite che salti, gli autovelox nascosti, i pedaggi, i rallentamenti imprevisti); e stabilire il giorno prima del viaggio la strada, verificare quali strade ti consiglia il navigatore e quali invece vorresti percorrere tu, sapere quanto ti costerà, fare il pieno e prepararsi una scorta di acqua e cibo se il tempo in coda dovesse prolungarsi.

Un viaggio, anche un’avventura, necessita di preparazione perché se conosci bene la meta da raggiungere e hai un’idea – anche vaga – della strada puoi goderti la trasformazione e concentrarti su ciò che conta di più per te. Per fare questo è utile sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità. In attesa di vederti online a “Obiettivi! Special Online Edition” (clicca sul link per riservare il tuo accesso) ti offro 3 consigli utili per sviluppare le caratteristiche necessarie:

Prenditi cura di te: se vuoi sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità hai bisogno di stare bene. È un benessere complessivo che riguarda corpo e mente. Quando programmi il tuo viaggio puoi pianificare le risorse che ti serviranno per affrontarlo. Assicurati di mettere insieme tutte le risorse necessarie (e di lasciare quelle che non servono).

Scegli i tuoi compagni di viaggio: da solo puoi andare veloce, insieme potete andare lontani. Dipende cosa stai cercando in questa fase della tua vita. In ogni caso se hai con te delle persone speciali, molto probabilmente desideri portarle con te. L’ecologia di un obiettivo si misura nella sostenibilità del risultato. Quando programmi un obiettivo puoi vedere prima cosa otterrai e sapere se è proprio ciò che vuoi.

Nutri la tua forza di volontà: ogni obiettivo prima di essere raggiunto nella realtà è raggiunto nella mente. Lavorare sugli obiettivi ti aiuta a trovare la motivazione necessaria per andare dove desideri. Nutri questa forza di volontà quando non hai voglia di alzarti, di lavorare o di allenarti prendi quel desiderio e utilizzalo per sfidarti. Fai ciò che devi e otterrai ciò che vuoi.

3 consigli per ottenere di più da ogni conversazione

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L’estate è il momento migliore per programmare il futuro. Magari con la mente più libera ci si può dedicare a leggere qualche libro o ascoltare qualche audiolibro e iniziare a programmare le attività dell’autunno. La formazione in particolare: quali competenze vuoi sviluppare? L’offerta di Extraordinary è molto articolata e comprende corsi, workshop, webinar: li trovi tutti qui.

Se non sai ancora cosa scegliere ti rivolgo il mio personale invito: parti in modo semplice, inizia con “Obiettivi! Special Online Edition”. “Obiettivi!” quest’anno sbarca online per permettere al numeroso pubblico che ogni anno desidera farne parte di partecipare in completa sicurezza. “Obiettivi! Special Online Edition” infatti ti consente di lavorare direttamente da casa tua a ciò che è davvero importante per TE. Fissa priorità, individua risorse e ottieni i risultati che desideri.

Se stai leggendo questo post sei interessato a sviluppare la tua capacità di conversare in modo efficace. Puoi fissare questo obiettivo in modo da ottenere il risultato rapidamente? Intanto ti offro 3 consigli per andare nella direzione che desideri. Se poi vuoi diventare anche efficace nel farlo e imparare come applicare il metodo, informati qui.

  1. Fai domande. Chi pone le domande in una conversazione ha il controllo della conversazione. Quali vantaggi offre questa strategia? Tre vantaggi in particolare: il primo è che guidando una conversazione puoi condurla dove vuoi tu, il secondo è che l’interlocutore dovrà pensare ed elaborare le risposte, infine il terzo è che se fatto in modo gentile e rispettoso ti farà apparire interessato all’argomento. In una conversazione nella quale non sei particolarmente coinvolto quest’ultimo può essere un grande vantaggio.
  2. Chiedi un (piccolo) favore. Quando qualcuno ti fa un favore inconsciamente sente che lo consideri o lo apprezzi; chiedendo un favore, infatti, esprimi vulnerabilità e fiducia. Questo atteggiamento molto spesso viene ricambiato e ti offre la possibilità di aprire un canale privilegiato di conversazione. Allo stesso modo, quando qualcuno ti chiede un (piccolo) favore, accettalo. Forse qualcuno vuole iniziare una conversazione con te.
  3. Fatti ricordare. Per rendere più semplice per il tuo interlocutore ricordare ciò che vuoi dirgli c’è un modo semplice. Questo trucco è simile a una tecnica di PNL che si chiama nested loops. Nei nested loops si interrompe volontariamente il racconto e si passa al successivo. Poi si chiude il cerchio dei racconti al contrario. I nested loops sono una tecnica molto efficace e utilizzata spesso da Richard Bandler. In una semplice conversazione puoi inserire ciò che ritieni importante fra un racconto e l’altro delle tue vacanze estive.

3 semplici modi per superare le incertezze di fronte a un cambiamento lavorativo importante

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Ognuno dovrebbe sempre avere a portata di mano dei piani di riserva – anche solo delle bozze – dai quali partire in caso di necessità o meglio ancora da poter utilizzare quando vuole passare da un lavoro (ad esempio da dipendente) a un altro (magari da libero professionista) che gli permetta di essere indipendente lavorativamente ed economicamente, da subito. L’estate è il momento migliore per iniziare a pianificare il tuo piano B e in questo post ti racconterò 3 semplici modi per superare le incertezze quando si pianifica un cambiamento lavorativo importante.

Quando poi arriva l’autunno bisogna iniziare a dare una forma a questa pianificazione e il modo migliore per farlo è a “Obiettivi! Special Online Edition” che quest’anno straordinariamente si svolgerà online per permettere al gran numero di partecipanti di poter vivere questa esperienza fondamentale. Infatti, di anno in anno sono tante le persone, uomini e donne, che scelgono di tornare a questo workshop per definire il loro futuro e tante più quelle che scelgono di aggiungersi per scoprire come fare la differenza nella propria vita.

A “Obiettivi! Special Online Edition” avrai la possibilità di trasformare un sogno o un’idea in un piano. Qual è la differenza? Un piano prevede delle tappe, delle fasi di sviluppo da un punto iniziale fino a un punto d’arrivo. Con “Obiettivi! Special Online Edition costruisci i presupposti di motivazione e pianificazione che ti servono a rendere reale il tuo piano e realizzarlo attraverso tutte le incertezze che ci aspettano per i mesi a venire.

Iniziamo subito a vedere quali sono 3 semplici modi per superare le incertezze quando si pianifica un cambiamento lavorativo importante:

Pianificazione: pianificare è utilissimo, se sai come farlo. A “Obiettivi! Special Online Edition” non solo pianificherai ciò che hai in mente ma imparerai ad applicare il metodo in autonomia. Pianifica con cura i passi che ti porteranno verso l’indipendenza economica, il lavoro in proprio, la creazione della tua azienda. E ricorda il segreto di ogni buon piano è che può essere sempre modificato, soprattutto se hai il vantaggio di non esserci dentro al 100%.

Comunicazione: definisci e impara a comunicare i tuoi punti di forza. Ai clienti piace sapere che sei abbastanza stabile da produrre prodotti o servizi validi e affidabili. Ma questa prova è difficile da fornire quando non puoi stimare completamente quanto lavorerai. Impara a valorizzare bene tutto ciò che hai a disposizione: prima fra tutte l’esperienza, le soluzioni che offri, i problemi che risolvi (tu nello specifico o il tuo servizio, il tuo metodo, il tuo prodotto).

Azione: il bello dei piani B è che possono essere messi in pratica in piccolo, in ambiente controllato, puoi testare soluzioni differenti prima di fare il grande salto. Puoi utilizzare la fase di start up per farti conoscere e creare un giro di clienti fidelizzati e farti recensire da loro. Il passaparola resta ad oggi uno degli strumenti migliori per far crescere un’impresa e farla andare arrivare al punto che desideri, al punto in cui non sarà più un piano B ma diventerà il tuo piano A.

7 abitudini per essere produttivo come desideri

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Il successo è questione di abitudine. O meglio di abitudini. Se mi conosci e mi segui sai che per me successo è il participio passato del verbo succedere. Una persona di successo è una persona in grado di far succedere ciò che definisce, progetta e mette in azione.

Questa è una delle qualità fondamentali del leader. Per acquisirla è necessario sviluppare abitudini – alcune sono molto semplici – per fare di più e meglio e soprattutto trasformare in realtà i sogni, i desideri, i pensieri.

Per farlo è necessario tenere la mente libera e focalizzata, prendere decisioni in modo rapido e divertirsi. Scopriamo insieme allora quali sono 7 abitudini per essere produttivo come desideri:

  1. Se puoi farlo subito, fallo. Come ho scritto poche righe più su, una mente produttiva è una mente focalizzata, cioè libera da task che rubano energia e memoria. Come quando lavori al computer e hai tante schede aperte, tanti programmi che girano contemporaneamente. Se sai che devi fare qualcosa ma non individui un momento per farlo, quel pensiero continua a girare nella mente. Se è un compito breve o brevissimo evadilo subito. Se richiede più tempo programmalo.
  2. Programma la routine. Se hai dei programmi di lavoro fissi stabilisci come e quando svolgerli. Riserva del tempo ogni giorno per leggere riviste specializzate del tuo settore, rispondere alle e-mail e lavorare su progetti. Avere una routine di lavoro e renderla efficiente sono due cose diverse. Più organizzi ciò che è prevedibile e ripetitivo più sarai in grado di gestire gli imprevisti.
  3. Salva in bozza. Ho dedicato a questo argomento un intero post pochi mesi fa. Questo è uno di quei consigli che possono cambiarti la vita: prima di mandare una mail, salvala nelle bozze. Meglio ancora: quando scrivi una mail non mettere mai gli indirizzi del destinatario o dei destinatati mentre stai scrivendo. Se dovesse partire per sbaglio incompleta faresti una pessima figura. E se il tono della mail fosse influenzato dal tuo stato in quel momento? Meglio pensarci su. Salva in bozza.
  4. Quando sei in stallo, cerca ispirazione. Può essere il passo di un libro, una canzone, una pagina Facebook o Instagram nella quali cercare ispirazione. Quando perdi la concentrazione non perdere l’occasione per capire che la tua mente è satura. Fermati 5 minuti, ritrova il focus, l’ispirazione, la concentrazione, facendo ciò che ti fa stare bene. Alzati a fare quattro passi, meglio ancora all’aria aperta.
  5. Ascolta nuova musica. La vecchia musica sai già che effetto ti fa e la puoi scegliere per darti la carica, per ritrovare il mood giusto, come ancora per tornare allo stato desiderato. Quando ascolti nuova musica scopri invece nuovi mondi, nuove idee, nuove parole (se le ha). Esplorare nuova musica è anche occasione per nuove conoscenze o nuove conversazioni con persone che già conosci. Ascolta musica, buona.
  6. Fai esercizio. O meglio: muoviti. Non devi diventare uno sportivo ma ogni tanto è meglio se metti in circolo un po’ di endorfine. Una bella corsa a inizio o a fine giornata. Una nuotata se ne hai la possibilità. Ossigena il cervello, brucia le calorie che hai accumulato stando fermo al tuo desk, alla scrivania o più in generale in ufficio.
  7. Fai l’elenco di ciò che è andato bene. A fine giornata in particolare lascia andare ciò che è successo. Libera in particolare le cose belle. Lascia che prendano spazio nella mente: fai in modo di ricordare a te stesso tutte le cose buone che sono successe durante il giorno.

Riconosci la TUA felicità

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La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia.” Mahatma Gandhi

Per quale ragione ho scelto proprio questa frase di Gandhi per introdurre un articolo sulla felicità? Ci sono molte frasi, molti aforismi, molti pensieri che descrivono bene la felicità. In questa frase, bellissima, emerge un aspetto chiave per comprendere bene il significato di felicità anche nella nostra società, un aspetto che tendiamo spesso a dimenticare: la felicità è in noi, è nel modo in cui guardiamo a chi siamo e a quello che facciamo.

Se fosse un verbo, felicità vorrebbe solo il tempo presente. La felicità infatti è uno stato emotivo molto diverso dalla gioia o dal divertimento: si può essere felici anche senza ridere. La felicità viene dall’interno, vive nel presente e non ha bisogno di essere cercata. La felicità esiste a prescindere da te. La tua felicità esiste già, sta a te riconoscerla o costruire i presupposti per poterla riconoscere.

Nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” (disponibile anche in audiolibro) ti guido verso questo riconoscimento attraverso l’aiuto del mio metodo di Coaching originale il One Hand Coaching. Per conoscerlo e impararlo meglio ti invito a partecipare al mio corso più emozionante “Il Coaching secondo Claudio Belotti” nel quale ti racconto e ti faccio vivere insieme a me tutta la bellezza del mio metodo in pratica. Imparerai come i passaggi chiave del Coaching possano essere rafforzati dall’individuazione di un fattore chiave: lo Scopo.

D’altronde se in tanti la cercano e in pochi la trovano, la questione deve essere più complessa di così… In realtà finché non provi non puoi saperlo veramente quanto sei distante dalla tua felicità perché per riconoscerla di solito le persone incontrano principalmente 3 ostacoli. Scopriamoli insieme e vediamo come superarli:

“È raro che una felicità si posi proprio sul desiderio che l’aveva invocata.” Marcel Proust

Il desiderio è in realtà la prima fonte di insoddisfazione (se non di infelicità). L’ideale sarebbe smettere di desiderare. Ma siamo umani, è naturale provare desiderio. Perciò possiamo trasformare il desiderio di altro in desiderio di ciò che abbiamo già. In sostanza provare gratitudine per ciò che abbiamo.

“Per ogni minuto che passi arrabbiato perdi sessanta secondi di felicità.” Ralph Waldo Emerson

La rabbia è il secondo ostacolo alla felicità. La rabbia è ciò che proviamo quando pensiamo che le cose non dovrebbero essere come sono. Per questa ragione la grande psicoterapeuta Virginia Satir – alla quale la PNL deve tanto – diceva che “la vita non è come dovrebbe essere. È quella che è. È il modo in cui l’affronti che fa la differenza”. Per questo serve capacità di accettare le cose come sono e fare del proprio meglio per cambiare ciò che possiamo.

“Serve l’infelicità per comprendere la gioia, il dubbio per capire la verità… la morte per capire la vita. Quindi affronta e abbraccia la tristezza quando viene.” Madre Teresa di Calcutta

L’incertezza infine. Quando non siamo sicuri abbiamo difficoltà a prendere decisioni e a stabilire una rotta nella nostra vita. Il dubbio è un tarlo che rode la mente. Per questo è necessario stare attenti quando arrivano sensazioni negative: sono messaggeri che ci vogliono segnalare qualcosa. Dobbiamo domandarci cosa sono venuti a comunicarci e agire di conseguenza per poter creare una nuova base di sicurezza e certezza dalla quale ritrovare il nostro stato emotivo.

La caratteristica fondamentale del leader

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La definizione di leadership è da sempre oggetto di dibattito. Cosa sia infatti la leadership ha subito variazioni e cambiamenti nel corso della storia. Le qualità del leader sono differenti in epoche e latitudini differenti.

Se guardassimo questa storia con gli occhiali delle Dinamiche a Spirale sarebbe tutto più chiaro: ogni spirale di esistenza richiede una differente tipologia di leader. Una società centrata nel C-P Rosso produrrà dei leader molto differenti da quelli di una società in E-R Arancio o F-S Verde.

La ragione si trova naturalmente nelle strategie di coping che incontriamo in ciascun livello. Questo significa sostanzialmente che non esiste una definizione generale di leadership? No, c’è almeno un tratto della leadership comune a ogni leader che si possa definire tale.

La caratteristica è quella di non essere leader per sé ma per gli altri. La leadership infatti non riguarda se stessi, riguarda gli altri. Riguarda l’esempio e la crescita, non il comando o l’ordine. Aristotele o Marco Aurelio, Gandhi o Nelson Mandela, Neil Armstrong o Paolo Nespoli, Henry Ford o Back Obama: sono tutti esempi di leader e leadership nella storia dell’umanità in periodi, nazioni, ambiti molto differenti.

Eppure, tutti loro condividono la capacità fondamentale insita nell’etimologia del termine, ovvero “innalzare”. Ciascuno di questi esempi di leader ha innalzato il valore delle persone attorno a sé, trasformando il mondo, rendendolo un po’ migliore, creando qualcosa di nuovo, di straordinario.

E tu, come porti la leadership nella tua vita, nel tuo lavoro?

Dal problema all’opportunità

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Un’emergenza improvvisa cambia i tuoi i piani. È facile immaginarlo di questi tempi. Mesi di stop significano un fatturato che non tornerà, significano obiettivi che non raggiungerai nei tempi previsti, significano difficoltà – mascherine, distanziamento sociale, norme sanitarie – che prima non c’erano.

Cosa fare?

Bene partiamo da qui: questa è l’ultima domanda da farsi. La prima domanda è: che significato voglio dare? Innanzitutto, stabilisci cosa significa per te ciò che sta succedendo. Questo è molto importante perché è la storia che ti racconti e una delle più importanti capacità di leadership è quella di dare un senso alla realtà, alla tua e a quella degli altri.

Una volta che hai stabilito il senso, puoi passare all’azione. Chi si muove attraverso il proprio senso della vita, vive in modo più pieno l’esistenza: quando hai già pensato a “La vita come TU la vuoihai molte più possibilità di realizzare il tuo progetto più bello: te stesso.

Per trovare un nuovo equilibrio dopo l’emergenza, fai queste tre cose:

Muoviti! L’equilibrio della vita è sempre dinamico. Come diceva il fisico premio Nobel Albert Einstein “la vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti”. Letteralmente: muoviti, cammina, corri, vai in bici. Consuma calorie e stress, brucia la tensione, metti in circolo il sangue.

Rivedi gli obiettivi. Può sembrare scontato ma non lo è. Fissato il tuo scopo, i passi per raggiungerlo possono essere lunghi o corti, lenti, veloci. Trova il passo più utile per ottenere ciò che hai in mente. Non conta infatti ciò che credi sia possibile, conta ciò che fai per renderlo tale. E anche se può essere dura rimettere tutto in discussione, questa flessibilità ti rende inarrestabile.

Sii grato. In questa crisi ognuno di noi ha potuto apprezzare qualcosa che aveva dimenticato. La casa accogliente, la tecnologia che ci ha permesso di stare più vicini, di lavorare e guadagnare qualcosa, comunque. Porta a letto con te le cose per le quali sei grato: prima di dormire fanne l’elenco, magari con un diario. E la mattina al risveglio medita su ciò che sarà la tua giornata su ciò che potrà offrirti per vivere bene.

Muoversi, rivedere gli obiettivi ed essere grato in realtà sono passi di un cammino più ampio che ti porta dal problema, dall’emergenza, dal contrattempo all’opportunità che si nasconde dietro. Ricorda: quando si rimescolano le carte, il loro numero nel mazzo rimane esattamente lo stesso.

Smettiamola di parlare delle persone negative

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Ti hanno mai detto che sei una persona negativa? O hai mai pensato di esserlo? In realtà non esistono persone negative (come non esistono persone positive). Esistono dei modi di pensare che si mettono fra te e i tuoi risultati. Li chiamiamo bias. Sono giudizi o meglio pre-giudizi che guidano le nostre scelte quando mettiamo il cervello in modalità pilota automatico.

Ci fanno risparmiare tempo in partenza ed energie mentali. Sono delle scorciatoie alle quali ci affidiamo per prendere decisioni. Tra questi ci sono il positivity e il negativity bias. In entrambi i casi, il prodotto è una stima errata del valore degli eventi che stiamo vivendo. Io personalmente cedo spesso al mio positivity bias, lo ricordo spesso, anche in momenti difficili come durante la malattia di mia madre.

Un atteggiamento positivo, di per sé non migliora la situazione. Serve impegno, serve azione. A volte neanche quella è sufficiente ma è importante agire per sapere di avere fatto tutto ciò che è in proprio potere; è lo stesso per l’atteggiamento negativo: come ci spiega il grande Henry Ford “che tu creda di farcela o meno, avrai comunque ragione”.

Nel mio audiolibro “Impara a decidere bene evitando le trappole mentalio nel più recente audiobook realizzato insieme alla nostra Extraordinary Coach Chiara Arlati “Decisioni: Come guidare i processi decisionali al meglio nel business e nella vitati spiego passo passo come prendere decisioni migliori e aggirare le trappole mentali di questi (e molti altri) bias cognitivi.

In particolare, circa il negativity bias ci sono tre azioni che puoi compiere per arginarlo facilmente:

1. Fai attenzione alla tua linguistica. Il dialogo interiore che utilizzi determina come ti senti. Il potere del linguaggio è enorme. Dirsi “non posso” o “non è possibile” a cosa porta? Di solito a nulla. Ci si ferma e basta. Chiediti “come è possibile?” o “in che modo si potrebbe fare?”. Tira fuori soluzioni di fantasia, anche molto improbabili a poco a poco si apriranno nuove vie. E le soluzioni arriveranno. Arrivano sempre.

2. Pensa il necessario. Tutti abbiamo sperimentato un fallimento, un dolore o una sconfitta. Tutti siamo andati avanti. Prima lo fai, meglio è. Se ancora oggi stai pensando ad una decisione sbagliata di una settimana, un mese o una vita fa, stai scegliendo – sì, lo stai scegliendo – il percorso mentale sbagliato. Crea una nuova via per i tuoi pensieri. Prendi il meglio dalla lezione, impara ciò che puoi. E vai oltre con la consapevolezza della crescita.

3. Concentrati su di una attività per volta. Spesso la negatività è frutto di un sovraccarico emozionale. Troppi impegni, stimoli, telefonate, email, richieste e il capo che ti dice che devi essere multitasking. Nemmeno i computer o gli smartphone sono davvero multitasking: la maggior parte delle risorse deve andare a ciò che ha priorità più alta e il resto deve risparmiare energie, memoria, velocità.

Raggiungere un plateau (e superarlo più motivato di prima)

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Non c’è bisogno di scomodare la crisi di mezza età per dire che tutti prima o poi nella vita raggiungiamo dei momenti di stallo. Può capitare a venti anni o a trenta, non necessariamente a quaranta o cinquanta. Il bello è che di queste fasi ce ne sono molte e da ognuna si può uscire rinnovati con una energia adatta a raggiungere un rinnovato successo.

Ogni età infatti ha forme differenti di successo: se mi segui sulla mia pagina Facebook, su Instagram o LinkedIn avrai letto un post it sul quale ho scritto “se a cinquant’anni vai ancora nella stessa discoteca di quando ne avevi venti o è tua o hai un problema”. È chiaramente una battuta. E come ogni battuta vuole portare a galla un fondo di verità.

Chi a cinquanta anni dice “vorrei tornare a venti anni con la testa che ho adesso” non ha ancora capito che quella testa che ha adesso è il frutto di quello che ha fatto nei trenta anni precedenti, quella esperienza è il frutto degli errori che ha commesso quando quell’esperienza non l’aveva.

Per uscire dallo stallo si possono fare tre cose:

  1. Rinnova il tuo scopo. Lo scopo è il faro che ci guida nella vita. E la direzione nella quale percorriamo la strada della vita non è la stessa sempre. A volte cambia e sta a ciascuno di noi fare di tanto in tanto il punto nave, aggiornare le mappe e tracciare la nuova rotta. Lavora sui tuoi valori, sui tuoi obiettivi in modo costante – non tutti i giorni ma almeno una volta l’anno – e chiediti perché fai quello che fai e vuoi quello che vuoi.
  2. Sii grato per ciò che hai. Nel mondo occidentale siamo abituati a dare tante cose per scontate. Fra queste certamente c’è la salute, il benessere, certi servizi che giustamente riteniamo essenziali. Come ci ha dimostrato l’arrivo del 2020 queste cose non sono scontate: per restare in metafora, ti dico che anzi hanno un prezzo, spesso molto alto. Essere grati per chi siamo, per ciò che facciamo e per ciò che abbiamo è la chiave per la felicità in ogni fase della vita.
  3. Rivedi le tue priorità. Nelle varie stagioni della vita, proprio come nelle diverse stagioni dell’anno, bisogna stabilire priorità differenti. L’importante è avere la saggezza di riconoscere questo cambiamento. Ascolta i tuoi bisogni e fai scegliere a quelli le priorità nella fase che stai vivendo della tua vita. Forse lo percepisci inizialmente come un fastidio non ben definito ma più ascolti più diventa chiaro. Ciò di cui hai bisogno guida le tue scelte: accoglilo con gioia.