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comportamento Archives - Claudio Belotti

Come gestire i conflitti in ufficio

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I conflitti in ufficio sono all’ordine del giorno. A volte è una questione di mansioni poco definite, altre volte entra in gioco il carattere, più spesso ci si scontra sulle soluzioni da adottare. In altri casi c’è un problema di comportamento, un ambiente di lavoro poco confortevole, collaboratori con competenze limitate. Manager e team dovrebbero cercare di agire in modo coordinato ma spesso ciò non accade. Di chi è la responsabilità?

Se mi conosci e mi segui da un po’ di tempo avrai compreso che credo che il ruolo attivo lo debbano giocare i leader. Il che non significa che il leader debba essere proprio il manager all’interno di un conflitto. Qualunque membro del gruppo che arrivi a comprendere che il benessere di tutti e il valore del lavoro passa dalla capacità di collaborare a un risultato utile, può essere quel leader.

Nel mio libro più recente “Gli Stadi del SuccessoRoi Edizioni dedicato al business ti spiego in maniera semplice e chiara quali sono le caratteristiche che identificano lo sviluppo di una azienda. In questo modo potrai comprendere in modo rapido quali sono le dinamiche più importanti alle quali fare attenzione anche nella generazione del conflitto.

Per intervenire in modo rapido ho tre consigli per te che puoi mettere in pratica subito:

Identifica il livello: se conosci i livelli logici di Dilts, creati dal grande ricercatore in PNL Robert Dilts, puoi iniziare a identificare a quale livello si colloca il conflitto per trovare una soluzione pratica. I livelli sono Ambiente (risponde alle domande “Dove? Quando?”), Comportamenti (Cosa?), Capacità (Come?), Valori/Convinzioni (Perché?), Identità (Chi?), Scopo (Per chi? Per cosa?). A che livello si sviluppa il conflitto? A volte basta solo prendere consapevolezza del livello per risolvere il conflitto.

Pensa al presente: spesso i conflitti vengono dal passato o anticipano un futuro che nessuno può prevedere e in qualche modo lo rendono reale. Prendi in considerazione solo i fatti attuali e metti da parte tutto quello che coinvolge il passato e il futuro. Gli attriti del passato e le ansie del futuro sono nemiche di una serena gestione del presente.

Individua l’obiettivo: i conflitti che nascono perché si hanno strategie diverse sono i migliori. Infatti, non tutti i conflitti vanno eliminati o placati sul nascere. Alcuni, non tutti, servono a trovare soluzioni migliori: chiarire (o ricordare) a tutti che l’obiettivo è quello di lavorare meglio, non di avere ragione, può cambiare l’approccio al conflitto e far emergere nuove soluzioni.

Infine, ricorda: in un mondo nel quale molti pensano a loro stessi, il modo migliore per risolvere i conflitti di strategia è mettere al centro chi ha bisogno di attenzione e desidera visibilità (dando ragione o sottolineando la paternità di una idea). Ogni leader deve essere in grado di farsi da parte, soprattutto se a tutti risulta evidente che ciò che fa migliora il lavoro di tutti. La persona egocentrata non lo noterà nemmeno. E avrete vinto tutti.

L’enorme potere del buon esempio

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Mi piace ricordarlo, a me stesso e a te che ora mi stai leggendo, quanto è importante un esempio positivo. Tutti impariamo attraverso l’imitazione e migliore è ciò che imitiamo, migliore sarà la nostra pratica. Come spesso capita nella vita ci si abitua facilmente a guardare le cose da un solo punto di vista e ogni tanto è bene ricordarsi che ci sono tanti punti di vista differenti dai quali guardare il mondo che ci circonda e ciascuno di noi in modi e tempi differenti è un esempio dal quale gli altri imparano e traggono ispirazione.

Puoi ispirare con il tuo scopo o attraverso il tuo comportamento o più semplicemente per quello che sei. Per farlo in modo efficace devi essere integro, cioè non rotto, le tue scelte insomma devono essere coerenti con i tuoi valori, con chi sei e cosa vuoi. Questa è anche la base di una solida leadership e il cuore del lavoro di un Coach straordinario. Infatti, l’esempio non è altro che teoria che diventa pratica attraverso l’azione. Bisogna evitare di diventare quelli che io chiamo i professionisti della formazione, che non sono formatori ma studenti – anche i più attenti e competenti – che studiano, studiano, studiano e non mettono mai in pratica.

L’importanza dell’esempio è fondamentale perché funziona a prescindere dal contenuto. Mi spiego meglio: se sei per strada e vedi una persona anziana in difficoltà mentre porta le buste della spesa, ti offri per aiutarla. Chi ti vede trarrà una ispirazione dal tuo esempio. Questo cosa significa? Quando ispiri qualcuno con un gesto positivo, attraverso un buon esempio, quella persona sarà più propensa a mettere in atto un comportamento positivo, qualunque esso sia.

Tempo fa mi capitò di incontrare in ospedale una persona che era andata lì a donare il sangue. Parlando mi spiegò che lo stava facendo perché alcuni giorni prima aveva visto un senzatetto dividere il suo pasto con un altro senzatetto in preda alla disperazione per la fame. Un gesto semplice, umano, un gesto di condivisione. Lo aveva colpito e ispirato. Lo aveva spinto a domandarsi cosa potesse fare lui per gli altri ed era diventato un donatore di sangue. Due realtà lontane fra loro, apparentemente scollegate, unite dall’esempio positivo.

Un senzatetto condivide il suo pasto e sfama una persona e solo vedendo questo gesto, un’altra persona decide di iniziare a donare il sangue, salvando a tutti gli effetti molte vite umane. Pensa al potere enorme che ha questa cosa. E pensa a quello che ciascuno di noi, io, tu e chiunque verrà in contatto con questo racconto potrà fare, ispirato dal buon esempio.

Io penso che tutti quanti possiamo avere dei benefici da un comportamento attivo e positivo, cercando (e condividendo) i buoni esempi che ci ispirano a diventare ciascuno la migliore versione di sé. Questo non solo contribuisce a farci sentire bene, ma aumenta anche il nostro senso di vicinanza con il prossimo e di generosità verso gli altri, aiutandoci a superare le divisioni e focalizzarci sulle uguaglianze. Non è solo un auspicio ma un vero e proprio impegno che ognuno può decidere di prendere per il nuovo anno e per il resto della vita.