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Business Archives - Claudio Belotti

La migliore checklist per prendere decisioni in maniera più rapida

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Ti ho parlato spesso dell’importanza di prendere decisioni in maniera rapida. Questo, come sai se mi segui da tempo, serve per avere la possibilità di correggere il tiro qualora la scelta risulti poco efficace.

Diverse ricerche mostrano però che siamo già bravissimi a prendere decisioni in modo rapido: fra decisioni consce e inconsce ogni giorno prendiamo oltre 35.000 decisioni. È un gran numero di decisioni!

Da imprenditore, manager, dirigente, sono sicuro che hai già ben chiara la percezione che anche se 35.000 è un numero alto, tu di decisioni ne prendi anche di più. Questa statistica infatti fa riferimento alla persona media (ammesso che esista). In azienda, è tutta un’altra storia e tu lo sai bene.

Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni sapresti dire in quale stadio si trova un’azienda nella quale l’imprenditore prende tutte le decisioni? Ti invito a leggere il libro e a scoprirlo!

Sulle decisioni consce in ogni caso abbiamo certamente un ampio margine di miglioramento. Vediamo una breve checklist per prendere decisioni in maniera più rapida:

È il luogo e il momento giusto? Domandati se è il posto giusto e il momento adatto a prendere questa decisione. Ovviamente questa non deve essere una scusa per procrastinare: tra “prendersi un momento” e rimandare le decisioni fino a quando non è troppo tardi c’è una bella differenza.

Sono la persona migliore per prendere questa decisione? Potrebbe essere che ci sia qualcuno con maggiore esperienza nel team o in azienda o in famiglia capace di prendere questa decisione o di fornire elementi a supporto. Se pensi di non essere la persona più adatta passa la mano.

È la decisione giusta per te? Qui devi essere bravo a calibrare ciò che sente la tua pancia o, se preferisci, il tuo cuore. La vita è fatta di decisioni e le decisioni sono fatte di emozioni. Cosa ti ispira? Cosa ti spinge e in quale direzione? Sono le domande migliori che puoi porti.

Se rispondi 3 sì convinti hai in tasca anche la decisione. Ti basterà fermarti un attimo, fare un bel respiro e fare attenzione: a questo punto sai già cosa fare.

Il potenziale dell’azienda (è nelle tue mani)

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Il ruolo del fondatore in una start-up è un ruolo chiave. Parlo al singolare (e al maschile) solo per convenzione ma qualunque sia il numero (e i generi) dei fondatori di una azienda essi ne sono il cuore, la mente, la bussola, l’ancora di salvezza.

Nel mio ultimo libro, Gli Stadi del Successo Roi Edizioni affronto questo tema: come si porta (o riporta) una azienda al massimo della prestazione?

Ogni azienda infatti attraversa molti stadi di evoluzione nel corso della sua vita. A partire dal momento di start-up fino alla completa maturità ciascuna azienda esprime il suo potenziale. Quanto? Beh, dipende.

Ogni azienda esprime in tempi diversi un potenziale differente e per quanto i percorsi siano diversi, i passi sono molto simili. E fare quelli giusti è sempre possibile.

Ed è proprio per questa ragione che il fondatore deve sempre tenere a mente 3 elementi chiave del successo di un’azienda:

  1. Molto probabilmente già oggi hai molto più successo di quello che pensi. Da dentro – all’azienda, al lavoro, all’impegno quotidiano – è difficile vedere come si è diventati. Anche per questo serve un buon amico, un consulente o un Coach che ti aiuti a guardarti da fuori.
  2. Se non stai vedendo il tuo successo molto probabilmente stai facendo due errori: il primo è che non hai un Coach. Il secondo è che la tua definizione di successo non è aggiornata. Magari pensi che il tuo successo debba assomigliare a quello di qualcun altro.
  3. Quando ti concentri troppo su ciò che fai e poco sul perché lo fai perdi di vista il quadro complessivo. Alza la testa dal computer, ogni tanto. Esci a incontrare i tuoi collaboratori fuori dall’ufficio. Fai delle pause edificanti. Non confondere i valori mezzo con i valori fine: è possibile che la tua azienda ti dia meno soldi – per il momento – di quello che avresti desiderato ma stia dando lavoro a persone con famiglie e i vostri prodotti o servizi stia rendendo felici e soddisfatte molte persone.

In che modo contribuirai a rendere felici/soddisfatte/interessate ancora più persone?

Aumenta la tua efficacia con 3 semplici esercizi quotidiani

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Come si fa a migliorare le prestazioni di una azienda, delle persone che vi lavorano, dei team composti da quelle persone? La domanda è complessa e proprio per questa ragione serve un metodo che semplifichi le cose e ci aiuti a focalizzare l’attenzione sui temi caldi, sulle questioni chiave che consentono un miglioramento effettivo.

Nel mio recente libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni analizzo gli stadi evolutivi che attraversa una azienda nel corso della propria vita. In questi stadi si ritrovano i vizi e le virtù di ogni azienda. Si ritrovano situazioni che avrai vissuto o che stai vivendo o che vivrai se nessuno agisce per cambiare la rotta. Per arrivare, o tornare, e restare nello stadio ottimale detto “Prime” è necessario ritrovare quella mentalità necessaria.

La mentalità del “Prime” permette di creare quell’ambiente fatto di prestazioni ottimali, produttività e benessere complessivo: in pratica tutto si svolge in modo efficace. Per ottenere questo risultato ogni persona all’interno dell’azienda può incidere sviluppando una mentalità che tenda all’efficacia. Ti propongo 3 semplici esercizi per farlo:

Lavora sulle priorità. La chiave per gestire il tuo tempo al meglio e lavorare in modo efficace su ciò che avrà il maggiore impatto sul tuo business o su quello della tua azienda. Il bello delle priorità è che possono essere ridefinite più volte. Dedica del tempo all’identificazione delle attività più importanti dividendole per categorie stabilendo delle priorità anche fra le stesse categorie.

Dedica del tempo alle persone che ami. Prenditi cinque minuti la mattina prima di uscire di casa o la sera prima di andare a letto per parlare con i tuoi cari, con i tuoi figli o con il tuo partner di cose belle, ciò che amate, le vostre passioni. Questo ti aiuterà a prepararti a una nuova giornata o a chiuderla con la consapevolezza della ricchezza umana che ti circonda, della fortuna che hai, delle persone che ami e che ti amano.

Sottolinea ciò che funziona. Sviluppa l’abitudine di annotare quello che hai fatto bene (da solo o con il tuo gruppo di lavoro) alla fine di un progetto. Scrivilo dove puoi ritrovarlo facilmente e poi tiralo fuori quando inizi un nuovo progetto. A volte è proprio così che si scoprono i talenti delle persone, le caratteristiche che le rendono straordinarie. Molto spesso – lo scrivo anche nel mio libro Super You – siamo abituati a cercare e correggere potenziali errori o debolezze; raramente invece siamo consapevoli delle grandi cose che stiamo già facendo.

Da cosa inizi per costruire la tua efficacia?

Soft skills: le migliori sono le Coaching Skills?

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Il binomio stress-lavoro è ormai (purtroppo) un classico. Negli ultimi anni in particolare i margini di errore si sono ridotti molto e la velocità è aumentata enormemente. Questo significa che è necessario crescere e migliorare, apprendere nuove skill e nuove competenze per poter gestire in modo efficace la complessità.

In un recente sondaggio proposto proprio qui su LinkedIn è emerso che oltre il 62% delle persone che ha partecipato (quasi 7mila utenti) ritiene che le cosiddette soft skills siano fondamentali nei lavori del futuro. E questa è solo l’ultima conferma di un trend iniziato ormai da molti anni.

Abbiamo la certezza infatti che già oggi in moltissime aziende le Coaching Skills siano tra le più richieste. Non è un caso: sono anche tra le più utili per poter gestire in modo efficace la complessità. Ed è proprio per questa ragione che è fondamentale l’approccio ai contenuti e alle competenze da Coach devono essere adeguate agli standard più alti.

In questo periodo nel quale l’offerta è così variegata e non sempre valida è infatti di fondamentale importanza riconoscere quali sono gli aspetti davvero utili del Coaching, le tecniche più efficaci, i principi più utili per svolgere al meglio questo compito sia a livello professionale, sia come guida (per sé e per gli altri) all’interno dell’azienda.

Così è nato “Il Coaching secondo Claudio Belotti” la mia versione, la mia idea, la mia esperienza personale di trent’anni da Coach professionista. In questi quattro giorni lavoriamo insieme per dare ai Coach che vogliono diventare eccellenti la possibilità di differenziarsi nel mercato e acquisire la sensibilità e la metodologia che li rende tra i pochi ad essere in grado di portare risultati. “Il Coaching secondo Claudio Belotti” mette a disposizione una esperienza trentennale per condividere con chi lo desidera una metodologia flessibile ed efficace.

Ed è proprio per questa ragione che tra i più assidui partecipanti ci sono proprio gli Imprenditori, i Manager e i Professionisti che hanno il desiderio di diventare ancora più capaci nel dirigere il loro business e i collaboratori ottenendo risultati sorprendenti. Ed è sempre una grande soddisfazione quando queste aziende crescono e prosperano vedere nuove generazioni di manager tornare dove sono già stati i loro leader per formarsi e portare avanti un approccio antistress basato sulle competenze e la capacità di fare la differenza.

Eh sì, queste sono le migliori soft skills per qualsiasi azienda.

Qual è il vantaggio principale dell’avere obiettivi chiari?

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Stabilire degli obiettivi chiari non significa solo stabilire la meta. Quando facciamo insieme la definizione degli obiettivi individuiamo anche le risorse necessarie per raggiungerli, la motivazione che ti porterà lì e visualizziamo la persona che sarai una volta raggiunti. Oggi come oggi esistono molti metodi semplici per stabilire degli obiettivi. Il metodo più semplice? L’ho raccolto in questo ebook che puoi scaricare gratuitamente e con il quale puoi lavorare da solo sulla costruzione efficace di un obiettivo.

Ma si può fare di più. Tu puoi fare e avere di più. La grande differenza che ottieni quando partecipi al webinar “Obiettivi! Special Online Edition” è la stessa che passa fra entrare in macchina di corsa e in ritardo,  impostare la destinazione sul navigatore e partire (con tutte le difficoltà del caso, le indicazioni non chiare, le uscite che salti, gli autovelox nascosti, i pedaggi, i rallentamenti imprevisti); e stabilire il giorno prima del viaggio la strada, verificare quali strade ti consiglia il navigatore e quali invece vorresti percorrere tu, sapere quanto ti costerà, fare il pieno e prepararsi una scorta di acqua e cibo se il tempo in coda dovesse prolungarsi.

Un viaggio, anche un’avventura, necessita di preparazione perché se conosci bene la meta da raggiungere e hai un’idea – anche vaga – della strada puoi goderti la trasformazione e concentrarti su ciò che conta di più per te. Per fare questo è utile sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità. In attesa di vederti online a “Obiettivi! Special Online Edition” (clicca sul link per riservare il tuo accesso) ti offro 3 consigli utili per sviluppare le caratteristiche necessarie:

Prenditi cura di te: se vuoi sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità hai bisogno di stare bene. È un benessere complessivo che riguarda corpo e mente. Quando programmi il tuo viaggio puoi pianificare le risorse che ti serviranno per affrontarlo. Assicurati di mettere insieme tutte le risorse necessarie (e di lasciare quelle che non servono).

Scegli i tuoi compagni di viaggio: da solo puoi andare veloce, insieme potete andare lontani. Dipende cosa stai cercando in questa fase della tua vita. In ogni caso se hai con te delle persone speciali, molto probabilmente desideri portarle con te. L’ecologia di un obiettivo si misura nella sostenibilità del risultato. Quando programmi un obiettivo puoi vedere prima cosa otterrai e sapere se è proprio ciò che vuoi.

Nutri la tua forza di volontà: ogni obiettivo prima di essere raggiunto nella realtà è raggiunto nella mente. Lavorare sugli obiettivi ti aiuta a trovare la motivazione necessaria per andare dove desideri. Nutri questa forza di volontà quando non hai voglia di alzarti, di lavorare o di allenarti prendi quel desiderio e utilizzalo per sfidarti. Fai ciò che devi e otterrai ciò che vuoi.

3 comportamenti per diventare un punto di riferimento sul lavoro

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Lavori per una azienda e a un certo punto ti senti felice e coinvolto nel lavoro. Vorresti dare di più. Cosa fai? Altro scenario: sei insofferente, la vita dell’ufficio ti inizia ad andare stretta vedi le persone con una maggiore anzianità crogiolarsi nelle posizioni acquisite e tu ancora arranchi. Qual è la soluzione? Dipende tutto da quanto ami il lavoro che fai. Sei pronto per impegnarti e fare la differenza? Il primo passo allora è conoscere l’ambiente di lavoro e capire come affrontare la sfida che hai di fronte.

Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti spiego quali sono gli stadi di vita di una azienda. Lo stadio ottimale si chiama “Prime”. Gli altri stadi che attraversa l’azienda iniziano con il “corteggiamento”, cioè dall’idea dell’imprenditore. Poi se l’azienda nasce, si passa all’”infanzia”, con la crescita si attraversano gli stadi “Toddler”, o “Go-go”, nel quale l’azienda inizia a gattonare e muovere i primi, scoordinati, passi. Se tutto va bene, l’azienda arriva a una fase di “adolescenza”. Periodo difficile, si sa.

Con la necessaria maturità, ci si porta nel Prime. Questo stadio ottimale è dove ogni azienda dovrebbe trovarsi (e rimanere) per ottenere i migliori risultati. Senza un cambio generazionale che favorisce il ricambio di idee ed energie da qui la situazione si deteriora. Arriva la “Stabilità”. Per non rischiare si mantiene lo status quo. “Squadra che vince non si cambia” e infatti si inizia a perdere. Se non arriva qualcuno da fuori a dare una scrollata arriva l’”Aristocrazia”, il management si focalizza su sé stesso, i senatori preferiscono i privilegi alle vittorie. Da qui si va verso la “Burocrazia”. E dopo c’è solo la fine.

Per diventare un punto di riferimento sul lavoro, portare nuove energie alla tua azienda e dare nuovo impulso al rinnovamento ci sono 3 comportamenti che puoi mettere in pratica semplicemente:

Fornisci la visione. Qual è lo scopo di un leader? Credo che ogni leader abbia il compito di trovare le risorse. Non necessariamente in prima persona, anche mostrando la via o aiutando le persone a trovarle per conto proprio. Le persone vogliono sapere qual è la direzione e come arrivarci. Diventa la persona che dà forma e significato a questo bisogno e diventerai automaticamente il punto di riferimento per le persone che hai attorno. Più sei in grado di farlo in modo semplice e sarai importante per gli altri.

Parla meno e ascolta di più. Le persone tendono ad essere più felici e produttive quando si sentono libere di contribuire con nuove idee e dare spunti per migliorare il lavoro. Per farlo hanno bisogno di ascolto e fiducia. I migliori leader trascorrono molto tempo ad ascoltare idee, proposte, bisogni. Pongono obiettivi, sfide e problemi, quindi fanno domande per coinvolgere l’intero team nella generazione di soluzioni. Premia l’iniziativa e incoraggia tutti i membri del gruppo a fare lo stesso e soprattutto fai in modo di mettere in pratica ciò che viene proposto.

Guarda il potenziale. I grandi leader incoraggiano attivamente i propri collaboratori, mostrano la visione in cui il successo è un fatto compiuto, ascoltano idee e proposte. Alla fine, scelgono il tipo di persona che, in quella realtà futura, avrà espresso il suo potenziale. In ogni obiettivo il risultato è fondamentale ma il vero valore si crea quando le persone crescono e con esse il gruppo. Guardare al potenziale prima ancora che al risultato è una strategia, guardare solo al risultato è tattica.

7 abitudini per essere produttivo come desideri

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Il successo è questione di abitudine. O meglio di abitudini. Se mi conosci e mi segui sai che per me successo è il participio passato del verbo succedere. Una persona di successo è una persona in grado di far succedere ciò che definisce, progetta e mette in azione.

Questa è una delle qualità fondamentali del leader. Per acquisirla è necessario sviluppare abitudini – alcune sono molto semplici – per fare di più e meglio e soprattutto trasformare in realtà i sogni, i desideri, i pensieri.

Per farlo è necessario tenere la mente libera e focalizzata, prendere decisioni in modo rapido e divertirsi. Scopriamo insieme allora quali sono 7 abitudini per essere produttivo come desideri:

  1. Se puoi farlo subito, fallo. Come ho scritto poche righe più su, una mente produttiva è una mente focalizzata, cioè libera da task che rubano energia e memoria. Come quando lavori al computer e hai tante schede aperte, tanti programmi che girano contemporaneamente. Se sai che devi fare qualcosa ma non individui un momento per farlo, quel pensiero continua a girare nella mente. Se è un compito breve o brevissimo evadilo subito. Se richiede più tempo programmalo.
  2. Programma la routine. Se hai dei programmi di lavoro fissi stabilisci come e quando svolgerli. Riserva del tempo ogni giorno per leggere riviste specializzate del tuo settore, rispondere alle e-mail e lavorare su progetti. Avere una routine di lavoro e renderla efficiente sono due cose diverse. Più organizzi ciò che è prevedibile e ripetitivo più sarai in grado di gestire gli imprevisti.
  3. Salva in bozza. Ho dedicato a questo argomento un intero post pochi mesi fa. Questo è uno di quei consigli che possono cambiarti la vita: prima di mandare una mail, salvala nelle bozze. Meglio ancora: quando scrivi una mail non mettere mai gli indirizzi del destinatario o dei destinatati mentre stai scrivendo. Se dovesse partire per sbaglio incompleta faresti una pessima figura. E se il tono della mail fosse influenzato dal tuo stato in quel momento? Meglio pensarci su. Salva in bozza.
  4. Quando sei in stallo, cerca ispirazione. Può essere il passo di un libro, una canzone, una pagina Facebook o Instagram nella quali cercare ispirazione. Quando perdi la concentrazione non perdere l’occasione per capire che la tua mente è satura. Fermati 5 minuti, ritrova il focus, l’ispirazione, la concentrazione, facendo ciò che ti fa stare bene. Alzati a fare quattro passi, meglio ancora all’aria aperta.
  5. Ascolta nuova musica. La vecchia musica sai già che effetto ti fa e la puoi scegliere per darti la carica, per ritrovare il mood giusto, come ancora per tornare allo stato desiderato. Quando ascolti nuova musica scopri invece nuovi mondi, nuove idee, nuove parole (se le ha). Esplorare nuova musica è anche occasione per nuove conoscenze o nuove conversazioni con persone che già conosci. Ascolta musica, buona.
  6. Fai esercizio. O meglio: muoviti. Non devi diventare uno sportivo ma ogni tanto è meglio se metti in circolo un po’ di endorfine. Una bella corsa a inizio o a fine giornata. Una nuotata se ne hai la possibilità. Ossigena il cervello, brucia le calorie che hai accumulato stando fermo al tuo desk, alla scrivania o più in generale in ufficio.
  7. Fai l’elenco di ciò che è andato bene. A fine giornata in particolare lascia andare ciò che è successo. Libera in particolare le cose belle. Lascia che prendano spazio nella mente: fai in modo di ricordare a te stesso tutte le cose buone che sono successe durante il giorno.

3 abitudini (più una) per ottenere il massimo dal weekend

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Prepararsi è meglio che preoccuparsi e per farlo è necessario realizzare una adeguata (e spesso molto semplice) programmazione. Durante la settimana lavorativa infatti molte volte capita che si accumulino attività che non si è riusciti a svolgere.

Giunti al venerdì questi pensieri restano nella mente a creare confusione e disordine, andando a diminuire l’effetto benefico dei giorni di riposo. Riposare e ricaricare le energie è fondamentale per le prestazioni, l’impegno e la motivazione nel tuo lavoro.

Quindi meglio prepararsi e farsi trovare pronti dalla nuova settimana lavorativa. Se lo fai settimana dopo settimana si moltiplicherà l’effetto nel tempo. Il segreto è iniziare, così:

  1. Fai pulizia: prima di terminare la tua giornata lavorativa del venerdì fai pulizia. Per svuotare la testa fai pulizia delle mail rimaste indietro, del lavoro non evaso, dei fogli sulla scrivania o nei cassetti. Butta ciò che non serve, riprogramma ciò che è saltato, elimina le attività inutili.
  2. Stacca tutto: prenditi delle ore per mettere a frutto la tua mente su altro. Dedica del tempo a qualche hobby, a una passione, a uno sport. Disattiva le notifiche sul cellulare. Utilizza il sabato per pensare ad altro. Resta reperibile solo per le reali urgenze.
  3. Pianifica: hai mai conosciuto quella sensazione della domenica sera quando è ormai chiaro che sta proprio arrivando il lunedì? Ecco non è normale. Molte delle persone che vivono questa sensazione lo fanno perché sanno che avranno delle attività da fare ma non sanno quali o quando farle. Forse nemmeno come. Analizza l’agenda settimanale. Se ti prendessi il tempo necessario a svolgere ogni azione potresti persino scoprire che hai più tempo o meno attività di quel che pensi.

Infine, ricorda che il lunedì è il giorno più bello se sai perché stai facendo ciò che fai. Dedica il tempo della meditazione del lunedì mattina – perché tu mediti, vero? – per rinnovare la tua passione per il lavoro che stai facendo o per trovarla o per definirla meglio. La qualità della tua vita è nella qualità dei tuoi pensieri.

Energia e attenzione: guida pratica all’uso

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“Dove si concentra l’attenzione, l’energia scorre”. Tony Robbins

Dove rivolgi la tua attenzione? Questa domanda è chiave oggi. In realtà lo era anche in passato. Ma in particolare in questo periodo storico, l’attenzione è contesa da molti più competitor. Anni fa, prima degli smartphone e dei social network le occasioni di distrazione erano molto meno “a portata di mano”. Oggi è sufficiente aprire il telefono per trovare di tutto: dai giochi allo spettacolo, dai film alla musica.

Tutto questo è assolutamente straordinario: ed è proprio per questa ragione che è necessario far attenzione a cosa dedichi attenzione. Il gioco di parole ci aiuta a portare il discorso a un livello superiore: sei consapevole delle attività che occupano la tua attenzione? Se lo sei, è una scelta. Se non lo sei, è una distrazione.

Quanto vieni distratto durante la tua giornata da attività che non riguardano ciò che stai facendo? A volte può essere un messaggio, un WhatsApp, una mail, una notifica: è come quando apri il frigo e dopo qualche secondo non ricordi più perché eri lì davanti. Guardi il telefono per una ragione poi ti perdi nei meandri dell’intrattenimento portatile e con esso se ne va l’attenzione e spesso lo stato. Già perché in molti casi, il messaggio che arriva ti fa innervosire o intristire o semplicemente ti apre un altro task nella mente e l’attenzione si prosciuga come la batteria dello smartphone.

Quali sono le attività che puoi mettere in pratica per evitare che l’attenzione venga consumata? Partiamo dalle tre più efficaci:

Stabilisci dei controlli orari: se c’è qualcosa di davvero urgente ti chiameranno. Lascia attive solo le chiamate e disattiva ogni altro tipo di notifica: messaggistica ed email. Controlla i messaggi periodicamente quando hai davvero tempo. Oppure filtra le notifiche solo per alcune persone importanti. La gran parte non farle suonare ed elimina la distrazione da ronzii e trilli frequenti. Inizia a mettere il telefono in modalità “non disturbare” per poche ore e vedi come va. Ciò ti aiuterà a riprendere i tuoi spazi di attenzione.

Disattiva il numero di notifiche: quando accendi il telefono e trovi quel numero rosso in alto sopra la tua applicazione preferita, ecco che scatta l’irrefrenabile voglia di vedere di cosa si tratta. Se hai come me una pagina su più social network che produce migliaia di interazioni ogni giorno, potresti trovarti a un certo punto schiavo della dopamina prodotta dal cervello che si gratifica di ciò che vede. Le notifiche creano dipendenza, è un dato di fatto. E come ogni dipendenza ti assorbe in modo più o meno intenso, consumando energie e attenzione.

Non utilizzare il telefono mentre fai attività importanti: quando guidi, ad esempio. Sembra scontato ma c’è chi scrive intere email mentre guida. Utilizza l’assistente vocale presente in ogni smartphone se proprio devi oppure accosta, fai quello che devi e poi riparti. Lo stesso vale quando sei in compagnia o con i tuoi figli. Soprattutto con i figli è importante dare un buon esempio di utilizzo equilibrato dello strumento smartphone. Stabilisci le priorità e rispettale. Farà bene tanto all’attenzione quanto alla vita sociale.

3 regole fondamentali per evitare di venire manipolati sul lavoro

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Sul lavoro si incontrano tante persone. Persone con atteggiamenti positivi, negativi, che vivono momenti felici e momenti tristi. Persone che vogliono vincere a ogni costo e persone per le quali è importante che vincano tutti, altrimenti non vince nessuno. Fra queste personalità ce ne sono alcune tossiche che meritano di essere osservate con particolare attenzione.

Infatti, riconoscere alcune di queste personalità può essere molto utile per vivere meglio l’esperienza quotidiana. Il rapporto con chi si comporta in modo manipolativo può essere molto complesso e a lungo andare può essere fonte di uno stress poco piacevole.

Per questa ragione è importante riconoscere il capo, il collega, il collaboratore che si comporta in modo manipolativo e alzare subito le difese di sicurezza e disinnescare o disincentivare questo comportamento, innanzitutto nei tuoi confronti.

Ci sono 3 regole fondamentali per evitare di venire manipolati:

  1. Ricorda chi sei e cosa vuoi. Mia madre me lo diceva sempre e per me è stato un consiglio fondamentale nei miei anni di studio, di lavoro in Italia e all’estero. Chi vuole manipolarti farà di tutto per farti dimenticare le cose importanti per te e mettere al loro posto le sue priorità. Abbi sempre ben chiaro di fronte a te qual è il tuo scopo, quali sono i tuoi obiettivi, chi sei tu. Puoi utilizzare quelle che in PNL chiamiamo ancore cioè eventi emotivamente significanti che puoi richiamare nel momento utile.
  2. Racconta la tua storia. Impara a narrare la tua versione, le tue priorità, i tuoi valori e le tue convinzioni circa il lavoro. Chi desidera manipolare spesso infatti lo fa in maniera subdola parlando dietro le spalle per minare la tua credibilità. Non devi giustificare i tuoi comportamenti: si tratta solo di spiegare bene per quale ragione fai quello che fai.
  3. Rendi esplicito questo comportamento. Quando vedi qualcuno che sta manipolando qualcun altro o che lo sta facendo con te puoi fare in modo di rendere esplicito ciò che sta accadendo. Ricorda che in azienda non sei solo e hai alleati al tuo fianco, persone che possono creare dei legami di alleanza con te per rendere manifesto un comportamento nocivo per tutti.