Sirene d’agosto

Eccoci qui, i vicini sono in vacanza ma il loro allarme no, infatti suona continuamente…

Le sirene d’agosto di questa notte mi hanno fatto pensare agli allarmi a cui nessuno presta attenzione.

Da anni si parla di allarme meteo, ambiente, debito pubblico, Alitalia, corruzione, disoccupazione… e nessuno fa nulla.

Come quando la sirena ti sveglia nella notte, imprechi, maledici il vicino che dorme beato in vacanza e cerchi di non sentire il fastidioso rumore.

Ricordo il racconto di un mio conoscente a cui avevano rubato in casa, riportava il commento di un vicino: “sì ho sentito dei rumori strani, ma poi mi sono riaddormentato”. Dopotutto era stanco, quella non era casa sua, quindi non era un suo problema.

Anzi, come già detto, probabilmente era infastidito dal rumore, che in quel caso non era solo l’allarme ma i rumori dello scasso.

Pensavo a un paio di cose…

A chi se ne va un mese in vacanza e lascia l’allarme inserito. Se/quando scatterà, disturberà tutti ma non lui che è a chilometri di distanza. Purtroppo sono sempre di meno le persone che, consapevoli di poter disturbare inutilmente il prossimo, si organizzano lasciando a un vicino le chiavi.

L’allarme suonerà all’infinito, senza ragione creando la sindrome del “al lupo al lupo”. Infatti se/quando suonerà perché un intruso è entrato in casa, nessuno ci presterà più attenzione.

Ci sono sempre meno vicini disposti a tenere le chiavi “in caso parta l’allarme”. Risultato l’allarme parte e tutti i vicini dormono male.

Purtroppo nonostante nessuno si prenderà cura della loro casa, alcuni partono lasciando l’allarme inserito.

Non sono un nostalgico, credo nell’evoluzione e nel progresso. Detto questo, mi piace ricordare che tempo fa, quando finivi il burro non andavi a comprarlo perché mandavi uno dei tuoi figli a chiederlo ai vicini.

Questi stessi vicini ti bagnavano le piante quando eri via, davano un occhio alla casa, ai tuoi figli… erano i tuoi vicini, erano parte della tua comunità.

In quei tempi, l’Alitalia era una delle compagnie più rinomate del mondo (incredibile ma vero), l’Italia era famosa per il design, l’ospitalità, la cultura e tante altre belle cose.

Settimana scorsa un signore straniero mi diceva che siamo passati dall’avere in parlamento una che faceva sesso a pagamento (Cicciolina) a uno che pagava per fare sesso (l’ex Presidente del Consiglio). Ovviamente il tutto detto in altri termini.

Nella stessa settimana qualcun altro, anche lei originaria di un “paese del terzo mondo”, mi diceva che il loro vantaggio è che hanno la stampa libera “non come da voi in Italia”.

Per chiudere in bellezza nel telefilm “how I meet your mother” uno dei personaggi nomina Berlusconi paragonandolo a una vecchia poltrona rossa, sporca, rugosa e piena di palline gonfiate…

Che tristezza!

Mi viene da imprecare, come ho fatto stanotte sentendo l’allarme. Vorrei insultare ancora i nostri governanti che ci hanno ridotto così, come ho insultato il simpatico vicino.

Una volta imprecato mi sono chiesto. Se mi avesse chiesto di tenere le sue chiavi, le avrei tenute? O avrei rifiutato, per non prendermi la responsabilità?

Senza nulla togliere alle colpe di chi nei palazzi mangia e ruba, mi chiedo: “cosa ho fatto io? Cosa sto facendo?”.

Lamentarsi e basta non spegne gli allarmi. Gli allarmi devono essere ascoltati, ma soprattutto bisogna poi fare qualcosa a riguardo, altrimenti ci abituiamo a sentirli e non ci facciamo più caso.

Io vorrei tornare a quando l’Alitalia era una compagnia d’eccellenza. Chi ci lavorava era fiero, e faceva del suo meglio.

Vorrei tornare a quando noi eravamo fieri e facevamo del nostro meglio.

Certo dobbiamo prenderci qualche responsabilità. Di vicini maleducati e strafottenti ce ne saranno sempre, ma se facciamo come loro il problema non si risolve.

Siamo alla frutta.

Se chiami la polizia per dire loro che l’allarme del tuo vicino suona, non vengono. Non possono venire, sono in pochi, senza benzina per le auto e hanno altro da fare. Dobbiamo pensarci noi.

Quando ero piccolo, i miei avevano un negozio di abbigliamento. Mia mamma, puliva il marciapiede davanti al negozio. Era suolo pubblico, ma era davanti al loro negozio quindi lo pulivano loro. In alcuni posti si fa ancora.

Se lo fanno tutti, la via è tutta pulita. Certo non è tuo compito, paghi già le tasse per avere questo servizio. Però se lo fai, e lo fanno tutti, la via sarà sempre pulita. È la tua via, quella del tuo negozio.

Puoi aspettare che inizi quello a fianco di te, che vengano quelli del comune o puoi iniziare tu.

Ora vado a pulire.

Love on ya.

Claudio