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Mi dispiace, sono solo un Coach

By 27 Novembre 2012Riflessioni

Mi piace fare il lavoro che faccio. È bellissimo!

Ho l’onore e la fortuna di conoscere tante persone, condividere con loro momenti magici ed essere testimone della loro crescita.

Quello che faccio è il risultato di tanto impegno, studio e qualche scelta difficile. Tutto però è andato bene. Sono fortunato, lavoro a tanti livelli, con persone di tutti i tipi e soprattutto con grandi individui da cui imparo tantissimo.

Penso di essere bravo. Lo dicono i risultati. Un po’ è merito delle mie inclinazioni, ci sono cose che mi vengono bene perché sono nato così. Il grosso viene da quello che ho imparato dai miei maestri da cui ho avuto la fortuna di imparare, affiancandoli e stando loro vicino.

È davvero straordinario vedere come le persone fioriscono, crescono e tirano fuori quello che hanno dentro. La loro vita cambia, loro cambiano, diventando più veri, più pieni di se stessi svuotandosi di quello che non gli appartiene.

Negli ultimi anni grazie alla legge della causa e dell’effetto, ai libri e agli audiolibri sono sempre più visibile. Questo mi porta a conoscere sempre più persone, a lavorare sempre a livelli più alti e a ricevere sempre più richieste.

Ultimamente mi arrivano mail, o messaggi su Facebook, di persone che vogliono un consiglio, spesso una soluzione al loro problema. Con poche righe mi dicono sommariamente qualcosa di loro e poi fanno la loro richiesta aspettandosi un miracolo, una soluzione. Devo dire che seppur la cosa mi onora moltissimo, mi ha fatto capire che c’è qualcosa che non va.

Un ragazzo, dopo un paio di lunghissime mail dove mi presentava in modo superficiale un suo grosso problema, mi chiedeva cosa, secondo me, doveva fare. Gli ho risposto, per quello che potevo capire, cercando di dargli una visione più ampia della cosa. Gli ho anche detto che non potevo dargli un consiglio, non conoscevo lui, non conoscevo la situazione e non do consigli su come gestire la propria vita, soprattutto a uno sconosciuto e via mail. Mi ha risposto “scusa leggendo il tuo libro mi sembravi disponibile, pensavo fossi un coach”.

Ho capito che aveva un po’ di confusione su cosa fa un Coach.

Il Coach, dal mio punto di vista, è un professionista che ti affianca per migliorare qualcosa: vita privata, business, risultati sportivi e così via. Non fa miracoli. Almeno, io non li faccio.

Ripeto, sono convinto, e forse mi sbaglio, di essere bravo. Molto bravo. Lo penso per i lavori che mi vengono affidati, e per chi si rivolge a me.

Come me ce ne sono tanti altri. Siamo tutti dei professionisti che cercano di fare il loro meglio, ma essendo umani, non facciamo miracoli.

Non siamo perfetti, non sappiamo tutto. Siamo imperfetti, con difetti e cose sulle quali anche noi stiamo lavorando. A volte siamo stanchi, o di fretta e ci ammaliamo persino. Quindi non sempre possiamo rispondere in tempo reale con il sorriso. E soprattutto cerchiamo di essere sinceri.

Chi di noi è eticamente corretto si astiene dal fare il tuttologo o il “guru”. Dopo poche informazioni non siamo in grado di dare soluzioni. A dire il vero non diamo soluzioni, nemmeno dopo tante informazioni, quello non è il nostro lavoro.

Il lavoro del Coach è di aiutarti ragionare. Affiancarti, aiutarti a tirare fuori quello che c’è già dentro di te. La vita è la tua, quindi ci teniamo che sia tu a decidere. Non siamo delle baby sitter. Abbiamo troppo rispetto per i nostri clienti per dire loro cosa dovrebbero fare.

Ci piace fare il nostro lavoro e vedere le persone crescere, e cerchiamo di usare tutti i mezzi possibili per diffondere speranza, motivazione e strumenti efficaci.

Io lo faccio nei corsi, nelle presentazioni gratuite, nei libri, negli audio libri e in questo blog. Questo non significa che sono a disposizione 24/7 gratuitamente per chiunque. Credimi, anche noi Coach, abbiamo una famiglia, degli amici, bisogno di staccare e tanti clienti che meritano le nostre attenzioni…

Se cerchi che qualcuno ti dia soluzioni “prêt-à-porter”, ti consiglio qualche rubrica nei settimanali rosa. Solitamente danno buone soluzioni superficiali a problemi esposti in modo superficiale.

Il Coaching, se fatto bene, è molto di più. Tu sei molto di più.

Ho consigliato al simpatico ragazzo che pensava io fossi un Coach, invece di cercare la soluzione fuori, di cercarla dentro. Può affidarsi a qualcuno o qualcosa che lo aiuti a trovare quello che ha dentro, ma poi sta a lui tirare fuori quello che c’è. È la sua vita, sta a lui crearla come lui la vuole.

È un principio a me molto caro. Me lo hanno insegnato i miei “maestri”, cioè quelli da cui ho imparato. Ognuno è respons-abile di se stesso.

Non cerco seguaci perché non sono un “guru”. Cerco persone che vogliono condividere la crescita che questo mondo, questa vita, ci chiede di fare.

Quindi, come ho detto a quel simpatico “ragazzo” che pensava che io fossi un Coach, dico.

Sì sono un Coach, e in quanto tale aiuto le persone a crescere, se lo vogliono. Non do consigli né tantomeno soluzioni. Inoltre sono disponibile; nel suo caso anche troppo visto il numero di mail che ci siamo scambiati. Certo che la disponibilità deve essere capita e apprezzata altrimenti finisce…

Forse penserai che sono un po’ “cattivo”, o magari, come si dice da noi “stronzo”.

Volevo solo chiarire un po’ il lavoro del Coach. Tanti ne cercano uno e tanti vogliono diventarne uno.

Meglio cercarlo, o volerlo fare, per le ragioni e nel modo giusto, non credi?

Meglio diventare tutti protagonisti della propria vita e scrivere, per quanto sia possibile, il proprio copione. L’alternativa a me non piace e non ha nulla a che fare con il Coaching.

Buona settimana.

Claudio