Le frasi che fanno impazzire il tuo capo (e sembrare poco professionale)

By 10 Luglio 2020Blog

Comunicare in modo efficace non è solo una questione di parole, postura, tecniche. E’ una questione di mentalità. Per creare la mentalità del comunicatore efficace è importante concentrarsi su ciò è meglio dire o fare in una determinata situazione. Ed è allo stesso modo importante essere consapevoli di ciò che è meglio non dire.

In molti casi queste frasi escono senza che si abbia la consapevolezza del significato che rappresentano per gli altri. E se una battutaccia fra colleghi può passare come un momento goliardico, una considerazione fuori luogo di fronte al capo può cambiare la percezione che lui ha di te.

Niente di irreparabile ma se si inanella una serie di gaffe di questo tipo e si può incorrere in qualche rischio per la carriera. Per questo è fondamentale lavorare sulla propria mentalità: ogni idea porta con sé dei valori e delle convinzioni che sono condivise, neutre o in contrasto con il pensiero del nostro interlocutore.

E se è vero che spesso un capo che decide senza contestualizzare non è un buon capo allo stesso tempo è importante imparare a convivere in modo efficace con queste persone. Per questa ragione, esistono alcune frasi che da dipendenti giovani, da collaboratori junior è meglio eliminare subito dal proprio lessico lavorativo. Vediamole insieme:

“Sto solo seguendo gli ordini”: questa frase all’inizio può andare anche bene. Il primo mese di lavoro magari. Poi bisogna tirare fuori il carattere. Il tuo capo cosa si aspetta da te? Si aspetta che tu esegua solo gli ordini o che tu dia un apporto personale? Più volte in queste frasi tornerà il tema della responsabilità. E qui è centrale. Se hai dei dubbi su ciò che stai facendo proponi qualcosa di originale, prima che ti venga chiesto cosa fai e perché lo stai facendo in quel modo.

“Mi dispiace ma non è colpa mia”: questa frase può fare impazzire il tuo capo. Se non immagini il motivo, in parte è perché ti sfugge ancora il processo di responsabilità che c’è dietro un lavoro, in parte è perché ancora non hai la piena consapevolezza dei tuoi mezzi. Dire “mi dispiace” va bene e dire “non è colpa mia” può essere utile se davvero si tratta di uno scambio di persona. Ma se c’è anche solo una piccola percentuale del tuo lavoro in ciò che ha causato il problema, devi fartene carico, agire e parlare in modo da dimostrare la tua reale volontà di superare la questione.

“Me ne occuperò”: non essere generico quando prendi un impegno. Per il capo significa non avere la certezza che tu stia davvero facendo ciò che dici. Per te è come buttare nel mucchio l’ennesima scartoffia da evadere. Organizzati: quando ti portano un lavoro fai domande, fai una valutazione del carico che hai già e del tempo necessario a fare anche questa. Poi prenditi il tempo necessario: né troppo né troppo poco. Meglio se è più del previsto e poi consegnare in anticipo che fare il viceversa.