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L’abitudine di etichettare

By 1 Giugno 2018In evidenza

L’abitudine di etichettare un comportamento negativo in un certo modo è alla base della creazione delle più diffuse convinzioni limitanti che abbiamo e che con il tempo si trasformano in vere e proprie identità. Qualche volta sei stanco e ti capita di rimandare un lavoro e finisci con il definirti un procrastinatore. Succede qualche altra volta e, distrattamente, parlando con un amico o un famigliare ti trovi a dire “sono un procrastinatore”. Dal comportamento all’identità il passo è breve.

Quando un’etichetta ti definisce in modo fisso, crei una convinzione che a lungo andare non sei più in grado di individuare come tale, perché scompare nei meandri della mente e delle abitudini. Etichettarsi, soprattutto negativamente, è spesso fonte di stress e porta frequentemente una grande frustrazione. E’ molto importante per questo dare il giusto peso e il corretto spazio alle parole e in particolare ai verbi che utilizziamo quando ci parliamo.

Io credo profondamente nel fatto che ogni persona faccia sempre il massimo con le risorse che in quel momento ha – o che pensa di avere – a disposizione e proprio per questo ritengo che nessuno debba qualificarsi, etichettarsi in base a un comportamento sbagliato (in un determinato contesto). Mi spiego meglio: una volta che abbiamo deciso che un comportamento è negativo dobbiamo cercare di tenerlo confinato in quel livello, senza portarlo altrove e migliorarlo in quanto tale.

Quando ti dici “io sono…” invece di “io faccio…” hai trasportato un comportamento a un livello di identità che può essere molto dannoso, in termini funzionali. Evita di vedere le tue scelte comportamentali come difetti irrimediabili. Quando ti comporti in un modo che non ti piace, non accettarlo come se non avessi altra scelta. C’è una ragione per quel comportamento ma la cosa da tenere bene a mente è che tu non sei quel comportamento. Si tratta di cogliere l’opportunità e trovare la motivazione giusta per migliorare in quell’ambito.

Le parole hanno il potere di creare la tua realtà, anche le parole che pronunci solo nella tua mente; anzi, quelle sono le più efficaci – nel bene o nel male – perché sono con te ogni minuto del giorno. E’ la differenza che passa tra “sono stupido perché non capisco come si fa” e “non capisco come si fa perché non ho ancora tutti gli elementi per farlo”. Può sembrare quasi banale ma nella realtà dei fatti fa una grandissima differenza perché nessuno nasce con queste identità, sei tu a crearle attraverso quelle che di volta in volta vivi come esperienze negative ed è – letteralmente – nelle tue mani, la capacità di crescere e migliorare.