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La nave che affonda

By 29 Settembre 2013gallery hp, Riflessioni

L’IVA aumenterà, dopo un travaglio da parto difficile, ci dicono che non si può fare altrimenti. L’IMU è stata sostituita dalla Service Tax e non sappiamo se la rata, per ora cancellata, verrà reintrodotta.

Il governo è praticamente finito, come quei matrimoni di interesse dove gli interessi non ci sono più…

I nostri governanti tirano a campare. Vivono decidendo oggi per domani, spendendo per cose inutili e tagliando quelle necessarie. Un comportamento da adolescente con genitori ricchi e sbadati, che coprono qualsiasi marachella.

La differenza è che l’Italia non è un adolescente, e noi, i genitori, abbiamo finito soldi e pazienza.

Non conosco nessun genitore che vive alla giornata e spende senza pensare. Non conosco nemmeno nessun manager o dirigente che aspetta l’ultimo momento, magari lasciando tutti nel dubbio, per decidere un taglio di budget o un aumento di costi. L’unico posto dove accade sono i palazzi dove i potenti ci tengono a essere chiamati “onorevole”.

Molti scappano. La nave affonda, e molti, anche io, si chiedono: perché restare a bordo?

Gli “Schettino” sono già al sicuro, poi accuseranno il timoniere della tragedia. I passeggeri, quelli che sulla Concordia avevano pagato, erano in balia di quelli che erano pagati, scoprendo che il più pagato di tutti era stato il primo a salvare il suo lato b.

Altro che popolo di santi, poeti e navigatori!

I santi sono solo quelli del calendario, dei navigatori ne abbiamo già parlato, ci rimangono i poeti.

Nel frattempo i nostri soldati all’estero non sanno perché o per chi sono lì. I dimenticati Marò aspettano, quelli nei contingenti sperano di non tornare in una bara che sarà salutata da un’autorità senza nessuna credibilità.

Gli eroi civili si alzano presto, lavorano come matti nella speranza di essere pagati e nella sicurezza di pagare le tasse a uno stato che le userà male.

Uno stato che pretende, che diffida dei suoi cittadini, ma che non paga le sue fatture ed è sempre di cattivo esempio.

Nel frattempo gli italiani discutono del comportamento di Balotelli, le dichiarazioni di Barilla o del vestito di Belen. Forse sono stupidi, o molto più probabilmente non ce la fanno più e devono trovare una distrazione.

In molte metodiche, come in Dinamiche a Spirale, si sa che gli esseri umani quando hanno un problema cercano di ignorarlo. Poi lo minimizzano, per poi cercare di risolverlo facendo qualcosa fatto in passato, come gli imprenditori delle aziende famigliari che dicono ai loro figli come hanno risolto un momento di difficoltà 20 anni fa.

Tralascio i tanti passaggi che si fanno prima di arrivare alla soluzione: cambiare qualcosa, affrontare il problema con un nuovo modo di pensare perché, come diceva Einstein, il modo di pensare che crea un problema non può risolverlo.

Reduce da 4 giorni al nostro seminario più intimo, l’Extraordinary Me, confermo una mia convinzione. Sono troppo poche le persone disposte a impegnarsi davvero per migliorare, progredire e cambiare le cose. Magari iniziando da se stessi.

Non ho la sfera di cristallo quindi non so cosa accadrà. Forse la cultura italiana scomparirà, forse cambierà evolvendosi…

Non so cosa farai tu, ma ho un’idea precisa di cosa voglio fare io.

Io non mollo. Vado avanti perché è la mia vita. Cercherò fino a che ho forza di portare avanti i miei valori ogni giorno, nelle piccole cose.

Se sarò bravo convincerò altri a fare lo stesso, e se tutto va bene avremo la meglio.

Nel caso peggiore, scapperò anche io. Se la barca affonda, dopo aver aiutato le persone bisognose, salirò sulla scialuppa. Quella che il nostro capitano ha già preso da tempo.

Sono ottimista e romantico ma non sono stupido, non affondo con la nave. Nemmeno il capitano dovrebbe farlo, dovrebbe assicurarsi che tutti siano in salvo e poi tornare a casa dalla famiglia, e poi su un’altra nave dove farà meglio il capitano grazie all’esperienza fatta.

Se vuoi essere dei nostri, non siamo tanti ma non siamo nemmeno in pochi, sappi che abbiamo bisogno di te.

Oppure puoi approfittare del caos e prima di prendere la prossima scialuppa metterti in tasca un po’ di argenteria o altro. Una volta che la nave è sul fondo, nessuno saprà cosa manca e chi lo ha preso.

Solo chi ha rubato saprà cosa ha preso. E solo chi ha fatto tutto quello che si poteva fare saprà di averlo fatto.

È una questione di scelte e, nei paesi liberi, ognuno può scegliere.

Buona settimana di crisi e affondamento…

Claudio