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Forse il tuo successo è diverso da quello degli altri …

By 7 Maggio 2012Riflessioni

In questi ultimi giorni mi è capitato di rivedere delle persone che conosco. Mi ha sorpreso vederli uguali a se stessi.

Cerco di spiegarmi meglio. Queste sono persone che si sono sempre atteggiate a sentirsi superiori, più fighi, belli, intelligenti… qualcosa più di me, te e tutti.

Trattano male gli altri, si considerano migliori, e pensano di avere diritti speciali. Magari hanno una posizione privilegiata grazie a fortuna, stato sociale oppure sono davvero più intelligenti…

Li riconosci, sono quelli che ti fanno sentire (e con il tuo aiuto ci riescono) a disagio, ti mettono in qualche forma di soggezione.

Rivederli nel tempo è sempre bello, quasi terapeutico. Solitamente loro sono uguali. Certo sono invecchiati, lo vedi dai capelli bianchi, dalle occhiaie e dalle rughe. Ma nel resto sono uguali. Fedeli a se stessi, al personaggio che interpretano e alle convinzioni a cui sono legati per paura di scoprire la verità.

Se li guardi bene, con gli occhi di chi è cambiato e cresciuto vedi la paura e la pochezza. Tu hai affrontato i tuoi limiti. Alcuni li hai anche superati, altri li hai solo visti e accettati. Hai avuto coraggio e questo ti ha premiato. Ti sei messo in gioco, hai sbagliato, chiesto scusa, imparato e continuato.

Certo non sarai mai al loro livello (io per lo meno no), loro sono superiori. Se hai letto un libro, loro ne hanno letti dieci. Se hai fatto un corso, loro erano in prima fila e poi hanno pranzato con il relatore. Se hai fatto un cammino spirituale, loro hanno parlato a quattr’occhi con il Maestro. Hanno sempre fatto qualcosa più di te.

Strano però che siano ancora lì. Allo stesso posto. A pensare e fare le stesse cose.

La cosa più bella è che nel rivederli te ne rendi conto. Per il principio del contrasto ti rendi conto di quanto tu sia cambiato. E ora con occhi nuovi ti sembrano personaggi da film, quelle commedie all’italiana che sono un mix di comicità e dramma. Sì, fanno ridere, forse fanno tenerezza, che spesso arriva alla compassione.

In quei momenti cerco di ringraziare il buon Dio che mi ha dato il coraggio e la possibilità di crescere. Ringrazio loro perché ho imparato. Spesso non me lo hanno insegnato, l’ho imparato io.

Sorrido vedendoli imbarazzati. Cercano di mettere in scena la stessa gag, ma ormai non funziona più. I tempi sono cambiati.

Buona settimana.

Claudio