I ladri non vanno in vacanza

By 18 Luglio 2011Riflessioni

Come ogni anno veniamo a Rimini per un po’. È ormai una tradizione di famiglia, Nancy e le bimbe adorano vivere vicino al mare, fanno vacanza completa: nessun orario per svegliarsi, andare a dormire, mangiare eccetera.

Per me è un occasione per lavorare poco, andare in spiaggia e soprattutto stare poco in auto e non mettere le scarpe ai piedi.

Durante il viaggio di andata abbiamo visto 4 arcobaleni diversi, uno tutto intero è stato bello, abbiamo tutti espresso dei desideri e pensato che fosse di buon auspicio.

Uno dei miei desideri si è già avverato il libro è andato in ristampa dono 3 settimane dall’uscita. Per gli altri ci vuole tempo, non conosco quelli delle mie donne.

Le settimane stanno andando esattamente come volevamo e il tempo è perfetto.

Giovedì è stata una giornata strana.

Martedì sera sono rientrato a casa, mercoledì avevo appuntamenti di lavoro a Milano e poi giovedì mattina sono partito per Rimini. Il viaggio è andato benissimo fino a Rimini Nord, l’uscita prima di quella che prendo io dove mi sono fermato per un incidente. Due ore fermo, senza muovermi fino all’arrivo di due ambulanze, macchine della polizia e un elicottero, che non è mai un buon segno. Ero a circa 900 metri dall’accaduto e 4 km dalla mia uscita. Lì fermo sotto il sole a giocare con l’iPad. Le mie bimbe disperate per andare a fare il bagno con me o fare una bella partita a biglie. Vabbé si deve aspettare.

Finalmente si riparte e dopo poco passo in spiaggia a prendere le chiavi di casa, un salto su a lasciare le cose, mettermi in costume e poi al mare!

Non questa volta.

L’appartamento è vicinissimo alla spiaggia. Costa troppo per come è messo ma per la sua posizione va benissimo. Persino l’agenzia ammette che è caro ma si lavora anche per concedersi qualche lusso.
Arrivato al piano noto subito che la porta è spalancata, conoscendo Nancy escludo che l’abbia lasciata lei così e guardo d’istinto la serratura che è scardinata. Si vede subito che hanno usato un piede di porco e poi con un calcio hanno aperto tutto.

Urlo “c’è nessuno?”, si sa mai che siano ancora dentro e mi facciano anche del male. Nulla. Entro e vedo il casino che purtroppo conosco. Quello di chi cerca. Non ce ne tanto hanno trovato subito.

Sì i ladri sono stati fortunati, in spiaggia non ci vai con gli anelli. Certo in vacanza non porti tutto ma qualche bell’orecchino e anello (incluso qualcosa della famiglia) lo porti sempre con te ma non di certo in spiaggia. Oltre a quello le solite cose. Macchina fotografica, iPod, contanti, pc e altro.

No good!

Chiamo l’agenzia per sapere come vogliono che mi comporti. La ragazza che mi risponde e che ci conosce, alla quale garantiamo business da tempo mi risponde “mi sembra molta strana questa cosa”. Bene un altro esempio da usare nei corsi ma non sono dell’umore giusto.
La invito a venire a verificare prima che chiami i Carabinieri ma mi dice che è impegnata mi richiamerà. Dopo circa 40 minuti si libera e mi richiama. Mi dice che verrà. Arriva con un collega e il padrone di casa che vive nell’appartamento accanto. Tutti dubitano dell’accaduto. Il proprietario asserisce che probabilmente avevamo chiuso male e che comunque non ha sentito nulla. La porta è forzata, di fatto rotta ma lui insiste che non era chiusa. Comunque lui non c’entra e non vuole storie. Grazie a Dio nel frattempo arrivano i Carabinieri, non per altro rischiavo di commettere io un reato dando un pugno in testa a queste persone così comprensive.

Il Carabiniere, come sempre devo dire, è gentile, preparato. Conferma l’accaduto e descrive come è successo vedendo i segni. Mi consolo, due ore sotto il sole non mi hanno fatto venire le visioni. Avevo solo a che fare con degli stronzi che volevano pararsi il didietro.

La cosa va ovviamente per le lunghe. Denuncia, riparazione della porta, mettere a posto così le bimbe non vedono e non si spaventano … Mia moglie Nancy ovviamente è con me, la ragazza che ci tiene le bambine quando vogliamo fare una cenetta e corsa in spiaggia non appena l’abbiamo chiamata.

Finalmente alle 7 sera arrivo in spiaggia per il mio bagno, la partita a biglie è rimandata. Con me arrivano anche le nuvole, oggi non è giornata.

La sera andiamo a cena e festeggiamo.
Nella nostra famiglia si festeggiano anche le cose brutte, è una cosa che ci hanno insegnano e vogliamo passarla alle nostre figlie. Una di loro ci chiede perché festeggiamo. Festeggiamo le cose che abbiamo che sono importanti: noi, il volerci bene, essere in vacanza insieme, che nessuno si è fatto male … Ma la nostra vita è cambiata ci risponde. E come? Diciamo. Quella del camionista portato via in elicottero è cambiata la nostra no. Io ho perso una bella partita a biglie, mia moglie qualche gioiello e tutti un po’ di cose. A questo si può rimediare. Il cammionista in rianimazione ha avuto una brutta giornata.

La cosa che rimane di più è che ne il padrone di casa ne le persone dell’agenzia hanno detto una volta “mi dispiace”. Lo hanno fatto i Carabinieri, la baby sitter, Max il bagnino, i nostri vicini di ombrellone… tutti ma non loro.
L’indomani abbiamo lasciato l’appartamento.

Dopo aver saldato i giorni di permanenza siamo andati in un residence. Io sono convinto, me lo ha insegnato l’esperienza, che un appartamento dove hanno rubato solitamente per un po’ è sicuro, sanno che non c’è più nulla. Non siamo andati via per paura. Siamo andati via per non dare altri soldi a chi ha messo in dubbio l’accaduto, non si è degnato di un “mi dispiace”, ha cercato di pararsi il sedere attaccandoci e non ha avuto un minimo di educazione.

Con i soldi che abbiamo dato a questa gente sarebbe stato il minimo. Se avessi io l’agenzia avrei offerto la cena (visto che hanno anche un ristorante) per mostrare un po’ di solidarietà. Ovviamente l’agenzia non si chiama Extraordinary, gli ho proposto un nome ma non penso lo useranno.
Per il “signore” della porta accanto che non ha sentito nulla non ho parole. Quelle che ho non si possono scrivere su un blog.

Per i ladri pure. Meglio che non dico nulla.

Mi auguro solo che non mettano musica di merda nel mio iPod, visto che è abituato bene soffrirebbe. Che gli anelli e orecchini di mia moglie vengano indossati da bellissime donne, anche loro sono abituati bene. Che la macchina fotografica veda altri bei posti per la stessa ragione e che tutto il resto faccia una bella fine.

Tempo fa, a un corso con un mio “maestro spirituale”, una mia amica era triste perché aveva perso un anello di famiglia. Probabilmente era stato rubato. Ricordo il sorriso del “maestro” che disse: “sai perché tu non ce l’hai più vero?”. Lei rispose di no. “Non ce l’hai più” disse “perché l’Universo pensa che tu non ne abbia più bisogno e allora è andato dove serve”.

Allora pensai che era una bella frase ruffiana che funzionava benissimo.
Ora mi piace pensare che sia vera.

Se non ci fosse stato l’incidente sarei arrivato prima e non sarebbe successo. Se quella mattina le mie donne si fossero svegliate come sempre non sarebbero uscite presto e non sarebbe successo. Se il padrone di casa o qualche vicino fossero stati in casa, o fossero meno stronzi, non sarebbe successo. Tanti se, un solo dato di fatto.

Noi stiamo tutti bene. Abbiamo imparato anche questa volta che le cose sono cose e che, come i ladri che hanno fato la stagione con il “nostro” bottino, siamo veramente fortunati.

La nostra preghiera va al camionista in rianimazione. Lui si che ha avuto una brutta giornata.
Buone vacanze a tutti. Non hai ladri che lavorano tutto l’anno.

Claudio