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Educare l’algoritmo.

By 31 Maggio 2018Senza categoria

Fare le pulizie in casa è necessario, su questo siamo tutti d’accordo. E’ necessario sotto il profilo igienico – ci tiene lontani dai germi – e per il nostro benessere – vivere in un ambiente pulito è confortevole – sia perché vivere circondati dalla sporcizia è degradante prima di tutto per la propria dignità oltre che per la propria salute. Non è una questione estetica. E’ sostanziale.

Teniamo la casa pulita ma spesso ci dimentichiamo di fare lo stesso con la nostra mente. Strano vero? La nostra mente in fondo è proprio come una casa e abbiamo tanto bisogno di tenere ordinata e pulita la parte che utilizziamo abitualmente tanto quanto la cantina e i ripostigli.

Ma quante sono le attività che fanno accumulare sporcizia nella nostra mente?

Una di queste è certamente il nostro utilizzo dei media e dei social network. Per quello che riguarda i vecchi media, per tenere la mente pulita non dobbiamo fare molte cose: spegnere la tv e soprattutto i canali all news, evitare di comprare un certo tipo di giornali che urlano le notizie e scegliere una informazione più lenta, qualitativamente migliore e più ponderata. Esiste infatti un concetto di slow news che raccontano e spiegano i fatti contrapposto alle breaking news che si alimentano attraverso l’ansia e la paura.

E con i social network come possiamo fare? Facebook in particolare ha un newsfeed basato su di un algoritmo che apprende dalle nostre abitudini; quindi migliorando le nostre abitudini possiamo educare l’algoritmo. In che modo? Due modi: prima di tutto mettendo like alle pagine e ai post che ci fanno stare bene e ci interessano davvero e secondo poi utilizzando la funzione per nascondere contenuti su quelli più ansiogeni, meno interessanti o tristi.

Recentemente è stato fatto un interessante esperimento, proprio su Facebook: a un campione di utenti è stato chiesto di visualizzare post con informazioni negative per 7 giorni.Alcune delle notizie avevano anche un forte valore emotivo.

L’esperimento ha prodotto un risultato molto interessante: in sette giorni queste persone hanno modificato il proprio comportamento online e sono state indotte da questi contenuti a enfatizzare le emozioni negative e a pubblicare post simili con maggior frequenza.

Le persone sono state colpite dalle cattive notizie e come se quegli eventi fossero accaduti loro, sono diventati parte della loro realtà. La buona notizia è che l’esperimento ha verificato anche l’effetto opposto. Quando il feed delle notizie è pieno di post positivi, le persone tendono a sentirsi più felici, mostrare gentilezza, amore e compassione più spesso.

Educhiamo l’algortimo per preservare la nostra mente. L’unico modo per non farci dire cosa dobbiamo pensare è scegliere di essere attivi e presenti.