Dalla soddisfazione al burnout: 6 domande per capire il tuo lavoro

By 14 Luglio 2020Blog

Qualche tempo fa ti ho parlato dei rischi di burnout che si hanno in molte realtà aziendali. Ho ricevuto molti feedback sull’importanza del parlare di questo argomento e ho deciso di proseguire, elaborando una guida all’individuazione dei principali meccanismi che portano allo stato di burnout.

Lo stadio di sviluppo dell’azienda certamente è importante per determinare questo rischio: una azienda nel “Prime” è molto meno a rischio di avere collaboratori in burnout di quanto non lo sia una azienda in uno stadio più avanzato. Per questo puoi leggere il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni per comprendere meglio la situazione complessiva della tua azienda.

E per analizzare la tua situazione specifica puoi iniziare da qui:

La sicurezza del lavoro. Partiamo dal fatto che nessun lavoro è sicuro al 100%, la domanda che ti puoi porre è: sono consapevole del livello di sicurezza che del mio lavoro e sono in grado di gestirlo? Ogni lavoro ha dei rischi che possono essere fisici, economici o sociali. Lavorare in una acciaieria è certamente diverso che lavorare in un ufficio. Allo stesso tempo, lavorare in una settore in crisi è più rischioso che lavorare in un settore in pieno sviluppo. Infine, lavorare dalle 9 alle 17 dal lunedì al venerdì offre possibilità sociali diverse da lavorare con i turni o a partita iva.

Il carico di lavoro. Per mantenere il carico di lavoro in un range salutare tieni d’occhio la quantità, la difficoltà e il fattore emotivo del tuo lavoro. La domanda che ti puoi porre è: qual è il carico di lavoro che posso efficacemente gestire? Concentrati sulla quantità di lavoro che hai in gestione, sulla difficoltà (hai gli strumenti per farlo?) e sulla qualità delle tue emozioni (come ti fa sentire ciò che fai e le persone con le quali collabori). Infine: il lavoro che svolgi è ripetitivo o è vario? Di cosa hai bisogno, tu?

Il valore del tuo lavoro. Prima di concentrarci sul gruppo di lavoro, partiamo da te. La domanda qui è: ciò che faccio è apprezzato e valorizzato? La strada del burnout è lastricata di frustrazione. Quando il datore di lavoro comunica quanto ti apprezza attraverso lo fa principalmente attraverso la valorizzazione del tuo lavoro. Ci sono aziende e capi che non sono bravi comunicatori ma nelle quali è evidente l’apprezzamento per il lavoro dei dipendenti. Quando in azienda sono diffusi esempi di disuguaglianza nel carico di lavoro o nella retribuzione, nelle valutazioni o in avanzamenti di carriera poco trasparenti la strada del burnout è aperta.

Senso del gruppo. In Extraordinary la specialista della gestione dei gruppi è Laura Salimbeni, coordinatrice anche della Extraordinary Coaching School, ha dedicato a questo tema numerosi articoli, post, ebook e seminari online. La domanda da porsi in questo ambito è: mi sento parte del gruppo? Si lavora sempre meglio quando si ha la consapevolezza di essere parte di qualcosa di più grande. Far parte o meglio sentirsi parte del team significa sentire che puoi parlare con qualcuno se incontri difficoltà nel lavoro o nella vita e che sei pronto a fare lo stesso per gli altri.

Possibilità di avanzamento e crescita. Una vita lavorativa piatta e monotona è molto spesso una ragione per cambiare lavoro o per una perdita di interesse per il lavoro che si svolge. Qui la domanda da porsi è: cosa posso fare per sentire che sto crescendo? In molti casi, soprattutto quando le aziende sono poco strutturate, è facile che ci si debba organizzare per conto proprio per organizzare la propria crescita. Per evitare il burnout è importante dedicare tempo e risorse a questa attività.

Sintonia con l’azienda. Quando i tuoi valori, i tuoi obiettivi e il tuo scopo sono allineati con quelli dell’azienda vivi una esperienza lavorativa straordinaria. La domanda da porsi qui è: sono orgoglioso dell’azienda per la quale lavoro? Stabilire se si è a rischio di burnout richiede anche questo tipo di valutazione. I valori della tua azienda sono in linea con i tuoi? Sentirsi in sintonia o in contrasto con ciò che l’azienda rappresenta cambia radicalmente il modo in cui si vive il lavoro.