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Dicembre 2012

Che delusione questi Maya

By | Riflessioni

 

Alla fine non è successo niente. Intendiamoci, meglio così! Ma mi chiedo cosa faranno tutti quelli che hanno venduto libri o tenuto conferenze sulla fine del mondo. Dovranno rimborsare i loro clienti?

In questi mesi ne ho sentite di tutti i colori. Che la Terra si sarebbe fermata per poi girare al contrario. Che ci sarebbero stati black out di 4 giorni. Che tutto sarebbe finito. Che l’asse del nostro pianeta si sarebbe spostato di colpo… proprio di tutto.

E invece nulla.

Forse i Maya si erano solo stancati di scalpellare il calendario.

Penso anche che non c’entrano per nulla, sono state alcune interpretazioni a creare tutto. Secondo me loro se la ridono, ovunque essi siano.

Tutto questo ambaradan mi ha fatto riflettere. Pensavo di condividere il mio pensiero con te. Magari c’è qualcosa da imparare in tutto questo. Io ho pensato a queste cose

1. La fine del mondo non arriva mai, tu te l’aspetti perché sei ignorante.

Nel senso che ignori. Per me la fine del mondo sono stati gli esami di terza media. La mattina ero terrorizzato, poi il pomeriggio mi sono sentito uno stupido per aver immaginato fosse la fine, invece di sapere che erano una cosa normale e semplice, e soprattutto un inizio.

Poi è stata la partenza della mia fidanzatina quando avevo 15 anni. È rientrata a casa, era in vacanza  al mare, e io pensavo che la vita non avesse più un senso, era tutto finito. Grazie a Dio, l’età e l’isola di Stromboli mi hanno aiutato a trovare un senso nuovo in poco tempo 🙂

Per alcuni è la perdita di una persona cara, o del lavoro, o delle gambe (pensavo a Zanardi che non l’ha pensata così). Potrei farti tanti altri esempi ma penso tu abbia capito cosa voglio dire.

A volte pensiamo che stia arrivando la fine, è normale siamo umani e quindi limitati. Lo pensiamo perché non abbiamo abbastanza informazioni. Quando arrivano ci rendiamo conto che non è così. Questo ci fa crescere, migliorare, progredire.

2. Pensi che la fine del mondo arriva perché hai creduto ad altri.

Nel primo caso te la racconti tu, in questo te la fai raccontare. Cadi nella trappola di “esperti”, come quella Signora che mi raccontava che molti scienziati avevano detto che la Terra si sarebbe fermata.

Anche in questo caso siamo ignoranti, in più ci fidiamo di “esperti”. Spero nessuno si metta in testa di chiedere il rimborso del libro sulla fine del mondo. Se l’ha comprato è “complice”. Quando è successo a me, ho capito la lezione e ho cercato di imparare.

Dare la colpa agli altri serve a poco, anche quando è colpa degli altri. Sempre meglio prendersi le proprie respons-abilità.

3. La fine del modo è arrivata, ma non ti sei accorto.

Il mondo che conoscevamo è finito. Non il 21 dicembre. Il processo è stato un po’ più lento ma c’è stato.

Penso che ci siano persone che non si accorgono di quello che accade. Sono distratte, prese dalla loro vita o chiuse in se stesse. Sono come buchi neri che fanno orbitare tutto verso di loro. Così ego-centrici da non vedere. Testardi e in modo negativo, non cambiano mai e niente. “Sono fatto così” è il loro motto. Il mondo cambia, finisce e ricomincia, ma non se ne accorgono per nulla.

4. La fine del mondo arriverà, ma un altro giorno.

La mia fine arriverà di sicuro, anche la tua.  Tra l’altro io penso che sia una bella cosa.

Se fossimo eterni non apprezzeremmo nulla. Steve Jobs lo ricordava agli studenti di Stanford nel famoso discorso. Jorge Luis Borges in un suo racconto che mi colpì tantissimo, parlava di questi uomini immortali ormai annoiati, demotivati che vagavano senza meta.

Sapere che finirà ci dà motivazione a fare bene fin quando dura, voglia di godere delle cose e di creare momenti magici.

L’ultima ipotesi è che decidi tu quando farla finire. Puoi farlo adesso. Puoi smettere di fare qualcosa che toglie qualità alla tua vita, per iniziarne una nuova che renda la tua esistenza migliore. Non dovrebbero servire profezie di fine del mondo o capodanni. Basterebbe un po’ di saggezza.

L’altro giorno ero ospite a Radio 24. Parlavano di smettere di fumare e serviva un Coach che desse qualche consiglio “motivazionale”.

Avevo pochissimo tempo e ho pensato, cosa dico? Poi mi è venuta un’idea.

Tutti noi abbiamo delle date speciali: il giorno in cui è nato un figlio, quello del matrimonio, laurea o altro. Giorni in cui è successo qualcosa di speciale che ha cambiato la nostra vita perché qualcosa è finito e qualcos’altro è iniziato.

Allora perché non fare anche il contrario?

Cioè nei giorni già speciali, come Natale per esempio, facciamo qualcosa che cambi la nostra vita per sempre.

Che ne dici?

Fai qualcosa in uno di questi giorni. Basta anche una piccola decisione (ti ricordo che decidere deriva da recidere, tagliare fuori). Una cosa piccola che però faccia finire qualcosa che dovrebbe finire, e quindi iniziare qualcosa che vale la pena far iniziare.

Io lo farò, lo faccio sempre, lo faccio perché mi rende la vita più straordinaria.

Buon Natale!

Claudio

 

 

Quello che sai potrebbe limitarti

By | Riflessioni

 

L’anno sta per finire, e secondo alcuni anche il mondo…

Il 2013 sembra essere uno di quelli tosti, forse il più difficile. Se tutto va bene, quello della svolta. La crisi economica non sembra finire, per non parlare di quella politica.

Una delle cose più evidenti ai miei occhi è che ci sono tante persone che, invece di reagire per risolvere, sono parte del problema.

La mediocrità sembra essere sempre più pervasiva…

Avendo la fortuna di girare per aziende di alto livello e di lavorare con i vertici, vedo anche tante persone preparate e motivate che sembrano perse, che sono inefficaci in quello che fanno.

A volte è solo per testardaggine di voler rimanere sulle proprie posizioni, altre è per inesperienza. Cioè l’esperienza ce l’hanno, ma non serve perché i tempi e i problemi sono cambiati. Come sosteneva Einstein, e come dicono le Dinamiche a Spirale, non si possono risolvere i problemi nuovi con il modo di pensare vecchio.

Dov’è l’inghippo? Perché ci sono tanti manager, imprenditori e uomini e donne inefficaci, nonostante l’impegno e la preparazione?

Dei fannulloni impreparati non mi interessa parlarne.

Nel libro “The Innovator Killer”, Cynthia Barton Rabe afferma che il problema è nel “paradosso dell’esperto”. La sua teoria ricorda un vecchio concetto Zen: quello che sappiamo ci limita nell’imparare cose nuove, quello che pensiamo ci frena nel pensare in modi creativi.

L’idea è sempre quella, bisogna aprirsi. Bisogna circondarsi di stimoli (persone, libri, corsi, attività…) che portano novità. Nelle aziende significa assumere persone diverse dalla cultura aziendale. Collaboratori che vengono da campi differenti dal proprio.

Il famoso “effetto medici” è figlio anche di questo. Cosa ha creato il Rinascimento? Secondo Frans Johansson, l’autore del libro “Effetto Medici”, è stato il mix di persone con modi di pensare diversi, che la famiglia Medici creò quando aggregò menti così diverse tra loro a Firenze.

Nel suo libro egli suggerisce di fare lo stesso per:

– andare oltre i luoghi comuni e gli stereotipi

– combinare in modo inedito concetti conosciuti

– rompere le barriere associative e guardare ai problemi in modo nuovo

– entrare in campi e saperi inesplorati

– agire con determinazione, sfruttando anche gli errori e i fallimenti.

Cynthia Barton Rabe dice che i leader del futuro, dovranno avere la capacità di avere “vuja dé”.

E non è un errore di battitura.

Tutti conosciamo il “déjà vu”, quella sensazione di aver già visto/vissuto un momento. Il “vuja dé” è invece la capacità di vedere le cose familiari che facciamo da sempre, come se fosse la prima volta.

Leggendo del suo lavoro, mi sono venute in mente altre aree di vita dove sarebbe utilissimo. Pensa a una relazione amorosa che dura da tempo… Pensa a quanto potrebbe essere utile saper vedere il partner di una vita con occhi nuovi, come se fosse la prima volta? Sarebbe bello! Credo sia un modo per avere più matrimoni con la stessa persona, come dice Nancy nel suo articolo.

Non è facile. Il nostro cervello è stato creato per riconoscere quello che è familiare. Ci vuole impegno e un po’ di metodo. A volte serve un modello a cui ispirarci.

Sapevi per esempio che uno dei più importanti ospedali londinesi ha migliorato il reparto cardiaco pediatrico, studiando il metodo di lavoro del team Ferrari di Formula 1? Che cosa hanno in comune i due, nulla. Solo la necessità di essere veloci ed efficaci. Proprio la differenza può insegnare cose nuove. Se avessero studiato un altro ospedale, non avrebbero avuto idee innovative.

Se mi conosci sai che mi sono innamorato delle Dinamiche a Spirale anche perché con quelle ho capito ancor meglio la PNL. La mia efficienza ed efficacia nell’usarla è migliorata non studiando più PNL, ma imparando dalle DaS.

Forse tra i tuoi obiettivi del 2013 potresti mettere quello di allargare i tuoi interessi. Magari fare qualcosa di nuovo. Qualsiasi cosa che ti dia stimoli diversi.

Magari, visto che la fine del mondo non arriverà di sicuro, potresti iniziare un mondo nuovo per te, non solo nel calendario, ma anche nella vita.

Mi conosci, non sono dell’idea di stravolgere tutto. Basta fare qualcosa, anche piccolo, piuttosto che non fare nulla di grande.

Basta aggiungere una spezia nuova nella tua vita: lavorativa, sentimentale, relazionale, di salute…. per cambiare il sapore di tutto.

Chissà che così non riusciamo a cambiare davvero il mondo, e magari non solo il nostro.

Buona settimana.

Claudio

PS  Ti sei già iscritto alla giornata “Obiettivi!” di Milano domenica 20 o di Roma domenica 27 gennaio 2013?

Chiama subito il numero verde 800.589.777, la promozione è scaduta ma se sei convincente forse potrai approfittarne ancora, ma devi         chiamare oggi, venerdì 21 andiamo in vacanza.

Carisma, leadership e lato oscuro…

By | Riflessioni

 

Il carisma è importante, non a caso ultimamente se ne parla, si scrivono libri e ci sono corsi sull’argomento.

Settimana scorsa leggevo un articolo del Dottor Tomas Chamorro-Premuzic, professore di Business Psychology all’University College London (UCL), visiting professor alla New York University, e alla London School of Economics.

Una cosa è certa, il carisma aiuta nella vita. I leader ne hanno tanto e questo li aiuta a farsi ascoltare…

Tra poco andremo a votare. Negli USA e in altri paesi è successo da poco, ne vedremo delle belle (ma soprattutto delle brutte). Io rimpiango i tempi passati, quelli in cui chi si proponeva a guidare un paese, aveva idee, proposte e anche carisma.

Chi mi conosce sa che sono un fan sfegatato di David Bowie. Un artista a tutto campo che ha influenzato la musica in modo evidente. Lo considero un grandissimo musicista e un paroliere straordinario e mi chiedo: quanto successo avrebbe avuto se non fosse stato così carismatico?

Parliamo di attori, atleti, allenatori, imprenditori… parliamo di chi vuoi.

Quanto è importante il carisma? Tantissimo!

Persino un professore universitario può essere apprezzato di più, indipendentemente dalla sua preparazione, grazie al suo carisma.

Il problema nasce quando il carisma è fine a se stesso. Quando manca il resto. Quando c’è tanta forma ma poca sostanza. Una cosa purtroppo sempre più comune, persino nel mio mondo, della formazione e coaching.

Il dottor Chamorro-Premuzic dice, e io condivido, che ci sono tre modi per persuadere gli altri: la forza, la ragione e il charm.

La forza, sappiamo funziona per poco e presuppone che tu abbia potere sull’altro.

La ragione funziona a breve e spesso non rende “complianti” le persone.

Se tutti ragionassimo con la logica faremmo meno stupidate, le cose andrebbero meglio, anche se sarebbe tutto più noioso.

Lo charm si basa sull’emozione, dominata dal sistema limbico. Questa parte va oltre la logica e la forza. Questa è la parte che ci fa fare cose straordinarie (oltre l’ordinario), sia nel bene sia nel male.

Questo porta le persone carismatiche ad avere “follower”, dei seguaci. Se l’emozione va oltre la logica, dopo un po’ non conta più cosa più fai.

Se sono un tuo seguace “innamorato”, ti seguirò comunque. Gli esempi nell’attualità sono infiniti. Il pericolo è che chi segue perda se stesso, i suoi obiettivi e persino i suoi valori. Come Anakin Skywalker che, sedotto dal carisma di Darth Sidious, andò verso il lato oscuro della forza.

Quante persone conosci che non vedono i limiti delle azioni o idee del loro leader? Quanti “innamorati” conosci che seguono le indicazioni del loro guru senza mai metterle in discussione? Io ne vedo troppi.

Poi il leader carismatico si innamora di se stesso e delle sue idee, come hanno fatto i suoi follower. Se/quando si svegliano solitamente rimangono soli, delusi, smarriti…

A volte non si svegliano, rimangono nel sogno e vivono per sempre la loro illusione. Sono come buchi neri che attraggono tutta la luce e la tengono dentro di loro. Sono egocentrici ed egoisti, manipolano tutto e tutti per andare avanti. Non smettono mai, non sono mai in pausa… Ripeto spesso vivono per sempre così e, a volte, hanno persino il premio che cercano: fama, potere, ricchezze… ma a quale prezzo?

La cosa buffa è che chi abusa del suo carisma o vive solo di esso attrae simili.

Noi attiriamo persone che sono simili a noi nei valori, convinzioni, identità… (quelli che in PNL chiameremmo livelli logici alti).

Se torni a leggere questo blog è perché in qualche modo quello che dico risuona in te. Non significa che andiamo d’accordo su tutto, ma sicuramente in qualche modo siamo simili, o percepisci che lo siamo.

Lo stesso accade con i leader così detti “carismatici” che attraggono persone che, come loro, cercano potere sugli altri.

I seguaci di Berlusconi ritengono il suo ritorno una “benedizione”, tutti gli altri una “maledizione”. Allo stesso modo i sostenitori di Bersani, pensano che la sua vittoria alle primarie sia un bene per l’Italia, mentre ovviamente i “renziani” pensano l’opposto. E lo stesso vale per Beppe Grillo, Oscar Giannino o chiunque è percepito come leader da chi lo sostiene, e come qualcosa di negativo da chi la pensa in modo diverso.

Non è possibile essere attratti da persone che rappresentano valori diversi, o che soddisfano bisogni che per noi non sono tali. Anakin è diventato Darth Fener non per colpa di Darth Sidious, il maestro oscuro ha sviluppato il lato oscuro di Anakin che però, era già dentro di lui.

Cosa consiglio, di evitare il carisma? Stare lontano dalle persone carismatiche? Non cercare di aumentare il tuo?

Nooooooooooo!

Consiglio, come sempre, di usare la tua testa. Bastano piccoli accorgimenti.

Per esempio assicurati che la persona che decidi “di seguire” abbia sostanza oltre che forma. Non confondere sicurezza (o autostima), con competenza.

Assicurati di disintossicarti. Cioè limita la tua esposizione alle persone carismatiche di cui sei innamorato, prendi delle pause; circondati di persone che la pensano in modo diverso, così potrai sentire un’altra campana. Certo che, se frequenti un corso di counseling per criticare le cose che non condividi grazie al tuo background di PNL, non andrai molto lontano.

Una persona furba cerca di capire cosa un modo diverso di pensare può fargli capire di nuovo, oppure cosa evidenzia nel suo modus operandi. Questo lo può portare al dubbio oppure alla conferma, non importa, conta che ha valutato una cosa che dava per certa.

Fatti una domanda, purtroppo spesso non posta. Il carisma del tuo leader nasce da un narcisismo positivo o negativo?

Il Dottor Harry Levinson del Levinson Institute, dice che il narcisismo positivo è quello dei leader che tendono a valorizzare i loro colleghi e collaboratori (ecco il significato di Leadership). Quello negativo è tipico di chi abusa, sminuisce e sottomette chi gli sta attorno. Ma attenzione! Non rimanere sull’apparenza, guarda nel profondo. Sono pochi gli stupidi che si fanno scoprire facendolo alla luce del sole.

Riassumendo, usa gli indicatori del Dottor Robert Hogan, psicologo al Tulsa Institute of Behavioral Sciences. Egli dice “oltre all’intelligenza e alla capacità di pianificare i grandi leader hanno energia e charm”.

Nota bene. Oltre a, non invece di… Cioè, il carisma è conseguente a intelligenza, competenza, visione e così via. Non è un sostituto.

Magari tienilo a mente nei prossimi mesi di campagna elettorale. Varrebbe la pena di fare lo stesso quando acquisterai il prossimo corso di formazione, libro, audio libro e così via.

Farei lo stesso per scegliere il medico a cui affidarti, l’assicuratore, l’avvocato… cioè tutti.

Pensi sia una buona idea?

Buona settimana.

Claudio

 

PS   Se vuoi iniziare il 2013 con noi e approfittare dell’offerta 2×1 che scade venerdì 14 dicembre  clicca qui!

 

 

Obiettivi e insoddisfazione

By | Extraordinary

Ultimamente sento sempre più persone che si lamentano, che sono insoddisfatte della loro vita. A volte esprimono desideri…

 “Mi piacerebbe fare questo…”

“Vorrei avere più tempo per quello…”

“Non ho abbastanza tempo/soldi/capacità altrimenti farei….”

Sarà che sta arrivando la fine dell’anno (e forse del mondo), ma ho l’impressione che siano sempre più persone a pensare a queste cose. Il bello delle fini è che, quasi sempre, precedono un nuovo inizio.

La fine di questo mondo, per chi crede all’interpretazione della profezia, è l’inizio di un nuovo mondo. La fine del 2012, è proprio prima dell’inizio del 2013.

Qualcuno si focalizza troppo sulla fine, altri troppo sull’inizio. Io metterei l’attenzione su entrambi.

Per prima cosa, mi prenderò del tempo per rivivere i bei momenti di quest’anno, ce ne sono stati tanti, vale la pena ricordarli. Con Nancy facciamo questa cosa da tempo e da un po’ includiamo le nostre figlie in questo piccolo rituale. Poi mi prenderò un giorno per pianificare cosa voglio dal 2013.

Di fatto è una cosa che nella nostra famiglia facciamo continuamente. La definizione degli obiettivi è nel nostro DNA. Nei momenti di inizio e apertura di un periodo però lo facciamo in modo più “ufficiale”.

Io spero che tu decida di fare lo stesso, se vuoi farlo con noi di Extraordinary, ti aspettiamo al workshop dedicato, a Milano domenica 20 e a Roma domenica 27 gennaio. Se ti iscrivi entro il 14 dicembre c’è anche una promozione!

Comunque tu faccia il tuo goal setting, attenzione a non cadere in una di queste 3 trappole. Sono tre miti che noi Trainer abbiamo, consapevolmente o inconsapevolmente, creato negli anni.

Primo: se scrivi i tuoi Obiettivi, il successo è garantito!

Le ricerche e il buon senso ci dicono che scriverli è importante. C’è qualcosa di magico nello scrivere. Il tuo sistema nervoso è più coinvolto, le cose scritte rimangono nel tempo e tanto di più…

Questo però non significa che se scrivi un goal e poi lo dimentichi, o peggio non fai nulla per ottenerlo, magicamente diventerà un risultato. Per fortuna non funziona così!

Come tutte le persone che hanno fatto il workshop con me ti possono confermare, se li scrivi, hai moltissime possibilità in più di trasformarli in realtà, ma devi metterci un po’ di impegno. Non basta l’intenzione.

Secondo: dai il meglio di te e basterà.

Non è vero!

Gli psicologi americani Edwin Locke e Gary Latham, hanno scoperto che chi definisce obiettivi specifici e sfidanti, chiedendosi di più del meglio di sé, ha una performance superiore e quindi anche dei risultati migliori. In altre parole, alzare la sbarra fa sì che tu trovi il modo di saltare più in alto, più alto del tuo meglio. Quello che noi chiamiamo stra-ordinario!

Terzo: visualizza ciò che vuoi e si avvererà.

Qui la responsabilità è un po’ di chi ha spiegato male la “legge dell’attrazione”. Visualizzare è utile per molte ragioni. Il cervello attiva diverse funzioni quando visualizzi, inoltre ci sono anche motivazioni “energetiche”, se ci credi, per cui vale la pena visualizzare.

È importante definire/pensare/visualizzare ciò che vuoi. Se definisci quello che non vuoi lo creerai. Il cervello ti aiuterà a ottenere quello a cui pensi. Quindi visualizza, ma solo quello che vuoi. E sì, visualizza ma agisci. È l’azione che porta risultati.

Ecco perché chi si lamenta e chi desidera e basta, solitamente non fa altro. Continua a lamentarsi e a desiderare. Essendo queste due attività inutili per ottenere ciò che si vuole, poi queste persone tendono solo a peggiorare la situazione e ad avere più lamentele e desideri.

Definire gli obiettivi e agire in funzione di essi porta risultati. Spesso sono quelli che migliorano la vita. A volte sono quelli che ti spingono a dover fare di più. Il che ti porta ad essere migliore e quindi avere anche una vita migliore.

Ci vuole un po’ di impegno. Si fa fatica.

Magari in uno di quei sabati o domenica potresti stare a letto, o potresti andare a sciare invece di passare la giornata con noi (o con chi vuoi), a crescere e a definire gli obiettivi.

È una questione di scelte.

Io ti consiglio di prenderti del tempo per fermarti e definire il tuo futuro. La fine dell’anno serve anche a questo.

Ripeto, lo puoi fare con chiunque, però fallo, e fallo bene. Con un metodo che funziona.

Se vuoi essere dei nostri clicca qui, o chiama il nostro servizio clienti al numero verde 800.589.777. Ti daremo tutte le informazioni che vuoi.

Buona settimana di Sant’Ambrogio, l’inverno è arrivato!

Claudio