Titolo: 3 modi semplici (più uno) per migliorare la qualità delle tue domande

By 24 Aprile 2019Blog

Un buon dialogo inizia sempre da un buon ascolto e, soprattutto per un Coach, sviluppare e allenare questa capacità è fondamentale. Una volta appresa e affinata questa abilità è necessario concentrarsi sulle domande giuste da porre alla persona che hai di fronte. Quando migliori la qualità delle tue domande, puoi influire positivamente sulla qualità delle risposte che ottieni.  E come si fa a migliorare la propria capacità di porre domande?

Ci sono diversi modi per farlo. Dipende dall’obiettivo della comunicazione. Ad esempio, se è necessario scardinare rapidamente solide convinzioni limitanti, lo strumento più utile è il Meta Modello o Modello di Precisione. Uno strumento della PNL, utilissimo per far chiarezza. E ancor più utile, se lo si usa in modo maldestro, per finire a litigare!

Il Meta Modello infatti per poter essere utilizzato richiede un pre-requisito che sicuramente conosci, se hai già qualche nozione di Programmazione Neuro-Linguistica: il rapport. Se vuoi utilizzare il Meta Modello, devi necessariamente calibrare e creare rapport e poi continuare a calibrare ancora e ancora, per evitare chiusure nel tuo interlocutore.

Certo, serve molta pratica ed esperienza per eseguirlo con bravura. Per iniziare subito a sviluppare e allenare la tua capacità di porre domande efficaci, puoi agire in tre modi (più uno):

  • Con intenzione. Innanzitutto è necessaria l’intenzione cioè devi avere ben chiaro l’obiettivo della tua comunicazione e cosa vuoi ottenere. Se hai chiaro in mente ciò che vuoi ottenere dalla risposta, trovi certamente il modo più adatto per porre la domanda. In ogni caso, falla semplice e diretta – che non vuol dire sgarbata – significa che devi andare dritto all’argomento.
  • In modo aperto. Evita di porre un dilemma, cioè due opzioni fra quali scegliere (a meno che tu non voglia che il tuo interlocutore scelga SOLO una delle due). In PNL le chiamiamo Presupposizioni e funzionano bene anche per far scegliere cosa mangiare ai tuoi figli: “per cena preferisci la pasta o la carne?”. Significa che, almeno per stasera, non si mangerà pizza.
  • Con un tono di voce adeguato. Questo è l’aspetto più difficile. Servono occhio, orecchio e molto tatto. Devi captare i segnali che ti manda il tuo interlocutore e scegliere come rispondere di conseguenza. La maggior parte dei fraintendimenti avvengono a causa di un tono di voce inadatto alla conversazione. Correggere il tiro quando si dice una parola sbagliata è molto più semplice che riparare i danni di un’inflessione verbale che genera tensione o malumore.

Infine l’aspetto più importante di tutti: quando hai fatto una domanda, aspetta la risposta. Non parlare sopra, non mettere fretta, annuisci e ascolta le parole e il tono utilizzato. A prescindere dall’obiettivo specifico della tua domanda, ogni domanda ha un obiettivo di fondo: ottenere di sapere dalla persona a cui si pone, qualcosa che sa, che prova, che sperimenta o ha sperimentato, in pratica una informazione. E spesso l’informazione più importante non si trova nelle parole. Prova a farci caso nella prossima conversazione.