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Ultrarunning Archives - Claudio Belotti

La resilienza nelle sfide

By | Blog, Massimiliano Spini

di Massimiliano Spini

La parola “resilienza” ha diversi significati, tra questi ce n’è uno che fa riferimento all’utilizzo ottimale delle nostre risorse, in primis la nostra energia. Più corri, più il tuo corpo impara a compiere il gesto atletico consumandone la minor quantità possibile. Non c’è spazio per gli sprechi. Partendo da questo presupposto è facile capire quanto sia importante concentrarci sulle cose che puoi controllare o comunque gestire. Focalizzare la tua attenzione su cose sulle quali non hai il minimo controllo è un inutile spreco di energie. Questo non vale solo nell’ambito dell’Ultrarunning, è un concetto trasversale applicabile a ogni singolo contesto della nostra vita.

Proattivo o reattivo?

Stephen Covey, il famoso autore nell’ambito della crescita personale, sosteneva che nella nostra vita esistono due sfere: la sfera della preoccupazione e la sfera di influenza. La sfera della preoccupazione è costituita da tutto quello che vorremmo cambiare, ma su cui non abbiamo alcun potere. La sfera di influenza, al contrario, è costituita da tutti gli ambiti sui quali possiamo intervenire. In tema di resilienza questo è un concetto molto importante, perché a seconda della sfera sulla quale investiamo la maggior parte delle nostre energie, possiamo definirci reattivi o proattivi. Siamo reattivi se passiamo la maggior parte del nostro tempo con l’attenzione puntata sulla sfera della preoccupazione. Siamo proattivi se invece focalizziamo gran parte della nostra attenzione sulla sfera di influenza. Se passiamo tutto il tempo a reagire agli stimoli e agli input non avremo tempo ed energie per costruire qualcosa di nostro, per seguire la strada che abbiamo scelto. Se invece ci sforziamo di essere proattivi saremo in grado di dare una direzione ai nostri sforzi.

Resilienza nelle sfide

Ti faccio un esempio riguardante il mio mondo, il mondo dell’Ultrarunning: durante un Ultra Trail non è molto produttivo preoccuparci del freddo, della pioggia e lasciare che questa preoccupazione influenzi negativamente la nostra prestazione. Molto meglio essere proattivi e portare con noi indumenti tecnici in grado di proteggerci dalle intemperie. Ci sono diversi modi per migliorare la resilienza, in questo caso possiamo dire che, per affrontare al meglio le sfide, è importante focalizzare la nostra attenzione sulla sfera di influenza e gestire al meglio tutto ciò su cui abbiamo il controllo. Per tutto ciò che non possiamo controllare è una buona idea attrezzarci e predisporci aspettandoci che possa accadere la cosa peggiore. Questo, ovviamente, vale per affrontare con resilienza qualsiasi sfida: un Ultra Trail, la ricerca di un nuovo impiego, la costruzione di una relazione intima. Vale soprattutto per la sfida più importante: la TUA.

Dove concentri le tue energie durante la TUA sfida?

Sulla sfera della preoccupazione o sulla sfera di influenza?

Sei una persona reattiva o proattiva?

Vuoi ripartire alla grande dopo questo lungo stop forzato? Iscriviti subito al webinar che terrò sabato 2 maggio alle 11:00: “Ultra Life: resilienza e ripartenza”. Mai come ora c’è bisogno di resilienza, mai come ora siamo di fronte ad una grande sfida. Forse non ti serve essere in grado di correre per 150 chilometri intorno al Monte Bianco, ma sicuramente ripartire al meglio richiederà tutto il tuo impegno.

Perché accontentarti di tornare alla normalità quando puoi approfittarne per riprendere la tua vita in modo straordinario?

Ti aspetto sabato 2 maggio alle 11, clicca qui per iscriverti: “Ultra Life: resilienza e ripartenza“.

Il passo più importante

By | Blog, Massimiliano Spini

L’Ultrarunning è una disciplina molto particolare e faticosa: si tratta di correre per lunghissime distanze su sentieri di montagna. Decine, centinaia di chilometri con migliaia di metri di dislivello. Correre per decine di ore, durante il giorno sotto il sole, durante la notte al freddo, con qualsiasi condizione climatica, contro il dolore e la fatica.

La domanda che più frequentemente mi viene fatta è: “Come si può correre per 150 chilometri intorno al Monte Bianco?”

In altre parole: “Come si possono portare a termine imprese così faticose?” 

La risposta è la stessa che potremmo dare a tante altre domande, come ad esempio:

“Come si può andare avanti nella vita quando tutto sembra essere contro di noi?”

“Come si può resistere quando attorno a noi vediamo solo l’oscurità?”

“In che modo si può ottenere ciò che desideriamo quando riusciamo ad ascoltare soltanto voci ostili?”

La risposta a tutte queste domande è una soltanto: un passo alla volta, un metro alla volta, un chilometro alla volta. Il passo più importante nell’Ultrarunning non è quello che fai quando la lunga corsa ha inizio. Non è nemmeno il passo che fai quando credi di non farcela più ma ti spingi oltre. E non è nemmeno quello che ti permette di tagliare il traguardo.

Il passo più importante dell’Ultrarunning è quello che si compie ancora prima di scendere sul sentiero: quando decidiamo. Quando decidiamo di accettare la sfida e guardare la vita da un nuovo punto di vista: quello di chi smette di essere spettatore e diventa il protagonista della propria vita.

Nelle corse estreme sulle ultra-distanze lo facciamo infilandoci le scarpe da running. Nella vita di tutti i giorni lo facciamo quando ci prendiamo le nostre responsabilità, quando ascoltiamo noi stessi dando meno peso alla voce degli altri, quando ascoltiamo la voce che ci dice “Ce la fai!” e non più quella che ci dice “Non ne vale la pena!”.

Il passo più importante lo compiamo quando decidiamo di assaporare il vero gusto dell’esistenza, il profumo della libertà e l’impagabile sensazione di controllare la nostra vita. Un po’ come quando la fatica di un allenamento ci ripaga con la consapevolezza di essere migliori di prima. Proprio come la fatica di aver dato più di quanto ci è stato richiesto ci consente di diventare più affidabili. O come quel piccolo sforzo di ascoltare davvero le persone a cui vogliamo bene ci rende fieri di essere un punto di riferimento per chi vive accanto a noi.

Tutta la nostra vita è un susseguirsi di decisioni, sul lavoro e nella sfera personale. Se queste decisioni non le prendi tu, qualcun altro lo farà al posto tuo, e molto probabilmente tutto ciò ti porterà in posti che non ti piaceranno. Decidi ora di decidere, accetta la sfida, guarda oltre. Definisci ciò che vuoi davvero e il piano d’azione per arrivarci. Decidi ora e inizia a far succedere le cose. Decidi tu, non lasciare che sia qualcun altro a farlo al posto tuo. Certo, probabilmente non tutte le cose che succederanno ti piaceranno, ma qualcuno dice che se vogliamo far accadere cose belle, dobbiamo far accadere tante cose, e inevitabilmente qualcuna sarà meno bella di altre.

Infilati le scarpe da running e scendi in pista. Fai il tuo primo e più importante passo del tuo viaggio. Lungo o corto che sia poco importa, ciò che importa davvero è che sia il tuo viaggio. Ricorda: un passo alla volta, un metro alla volta, un chilometro alla volta. E arriverai fin dove non hai mai nemmeno pensato di poterti spingere.