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talento Archives - Claudio Belotti

Rispetta il giudizio degli altri (e poi fai quello che ti piace)

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Preoccuparti di ciò che pensano gli altri di te non significa curare la tua reputazione. E viceversa. Che tu ci tenga a comunicare alle altre persone un messaggio in linea con la tua identità è più che giusto; e se sei un leader è ancora più importante. Questo non significa che provare ansia per l’opinione degli altri sia un comportamento efficace. Le persone pensano e parlano. Spesso solo la seconda. E non è detto che ciò che dicono sia la loro opinione, a volte sono solo parole. Allo stesso tempo, se vuoi essere il migliore e raggiungere alti livelli, la paura delle opinioni potrebbe penalizzarti.

La nostra paura delle opinioni altrui, in epoca di social network, è diventata un’ossessione. Tutti fanno a gara per mostrarsi perfetti sulle proprie bacheche, a nascondere i difetti nelle foto, a ritoccare i video. Intendiamoci: curare la propria immagine, volere foto professionali, vestirsi bene fa tutto parte del gioco. Se vado a un concerto mi vesto in un modo e se vado in un’importante azienda mi vesto in un altro: scelgo come vestirmi in funzione di ciò che devo fare. E non è paura del giudizio altrui, è innanzitutto una forma di rispetto.

Ricordo una volta che fui convocato all’ultimo momento per una sessione di Coaching sul campo delle giovanili dell’Inter e dovetti andarci senza poter passare da casa a prendere la tuta con i colori societari. Una volta arrivato al terreno di allenamento, rimasi a bordo camp. Fu il mio modo per comunicare il rispetto nei confronti di allenatore e squadra che avevano l’abbigliamento adatto al luogo e al momento.

Questa è appunto una forma di rispetto. Nessuno mi ha giudicato male perché non avevo potuto indossare la tuta in quella occasione, anzi è stato apprezzato il mio gesto. Quando invece inizi a distogliere l’attenzione da ciò che ti rende speciale – i tuoi talenti, le tue convinzioni, i tuoi valori, la tua identità – e inizi a conformarti a ciò che gli altri pensi che possano pensare di te riduci il tuo potenziale e sminuisci il super eroe che è in te.

Tutti vogliamo essere accettati, ma questo non può coincidere con l’annullamento della tua personalità. Negli Stati Uniti quando vogliono descrivere un titolo di investimento in Borsa semplice senza alcuna complicazione (e se vogliamo senza alcun fascino particolare) usano l’espressione plain vanilla. Come dire un gusto basilare, senza infamia e senza lode. Credo che nessuno desideri essere un plain vanilla, se può essere felice e soddisfatto nel mostrare il proprio gusto.

Il segreto quindi è concentrarti sulle tue abilità, sui tuoi super poteri. Nel mio libro Super You ho realizzato un vero e proprio percorso di Coaching che ti guida ad andare in questa direzione a scoprire qual è la tua caratteristica unica, ciò che ti rende speciale e coltivare maggiore consapevolezza di te stesso. Ricorda che la crescita e l’apprendimento avvengono fuori dalla tua zona di comfort. Individua il tuo scopo, scopri quale significato vuoi dare alla vita e concentra le tue energie per renderlo reale.

3 modi semplici per aiutare i propri figli a crescere come persone felici

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L’amore che proviamo nei confronti dei nostri figli è un amore intenso. Ci diciamo che vogliamo il meglio per loro ma spesso quel “meglio” coincide unicamente con il nostro concetto di “meglio”. Ed è normale che sia così. Altrettanto spesso, infatti, sono le nostre esperienze, quelle che hanno creato le nostre convinzioni e formato i nostri valori a prendere il sopravvento. Ma qualche strategia per sospendere il giudizio e affrontare la situazione in maniera più distaccata esiste.

Bisogna innanzitutto liberarsi della convinzione di voler essere genitori perfetti: i bambini sono straordinari, hanno risorse enormi ed esprimono sempre il loro pensiero, i loro sentimenti e sensazioni in modo immediato. Quindi, prima di tutto, prima di ogni scelta, prima di ogni cosa serve ascolto. Un ascolto attento e attivo, una attenzione complessiva ai gesti e ai comportamenti: quello che in PNL chiamiamo calibrazione. Se ti interessa approfondire questo argomento, ti invito a partecipare al prossimo Basi di PNL e scoprire la Programmazione Neuro-Linguistica insieme a me e apprendere come trarre il meglio da te e dagli altri.

Vediamo subito insieme quali sono 3 modi semplici per aiutare i propri figli a crescere come persone felici:

Aiutali a scoprire i loro talenti
Come ho scritto nel mio ultimo libro Super You la ricerca del proprio super potere e il suo allenamento sono una costante per chi desidera avere una vita felice e ricca di soddisfazioni. Dunque, parti da questo punto per aiutare tuo figlio: seguilo nella sua crescita e scopri con lui cosa gli piace fare, in cosa ha talento, quelle attività che gli riescono particolarmente semplici e naturali. Una volta un importante autore disse: “ricorda cosa ti piaceva fare a 8 anni e troverai facilmente cosa sei bravo a fare da adulto”.

Aiutali a sviluppare la capacità di pensiero
Nella nostra Extraordinary Coaching School abbiamo a cuore la capacità dei nostri studenti di studiare e apprendere tutta la teoria, le nozioni e le tecniche necessarie a diventare degli Extraordinary Coach. Per questa ragione da quest’anno avremo in aula con noi Matteo Salvo, uno dei più grandi esperti in apprendimento. È importante infatti avere un metodo ed è ancora più importante essere in grado di organizzare i contenuti in maniera personale per apprendere nel modo più semplice. Se vuoi aiutare tuo figlio, dagli un metodo o mandalo da chi può insegnarglielo e poi sarà lui a scegliere cosa apprendere e lo farà al meglio delle sue capacità.

Aiutali a comprendere il potere del fallimento
Questa è forse la lezione più importante e anche la più difficile. Siamo abituati ormai ai genitori che fanno tutto il lavoro al posto dei figli, ai genitori spazzaneve, apripista o sherpa che spinti da ottime ragioni e da sentimenti d’amore cercano in tutti i modi di facilitare il percorso ai propri figli. In questo modo si indeboliscono mentre la lezione che potrebbero trarre dalle difficoltà e dai fallimenti è enormemente più potente e garantisce loro la possibilità di rinforzarsi. Il tuo compito è soprattutto quello di stargli a fianco e aiutarli, quando perdono a non perdere la lezione e imparare dai propri errori.

Le 3 caratteristiche che possono farti grande

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Io credo che ciascuno di noi nasca con uno o più talenti. Scoprirli, coltivarli e farli fruttare al meglio delle proprie possibilità è quasi un dovere. Se non vuoi vederlo come un dovere, puoi sempre pensare che al contrario lasciar inutilizzato o atrofizzato un talento sia uno spreco: hai qualcosa di unico e speciale che nessun altro possiede, è il tuo super potere!

Se ciò che ti manca è sapere come allenarlo e svilupparlo questo super potere, puoi scoprirlo con il mio ultimo libro: Super You!

Potresti scoprire ad esempio che possiedi delle qualità che non conosci o riconoscere una mentalità che non avevi ancora deciso di sviluppare. Alle volte ci basta scoprire di avere un antenato che aveva fatto l’aviatore per sviluppare una passione per il volo o sapere di avere una passione in comune con un personaggio famoso per sentirci speciali. Pensa cosa potresti fare scoprendo che un talento che possiedi è unico?

Questo capita a tante grandi persone, imprenditori, professionisti che hanno sviluppato il proprio scopo nella vita mettendo a frutto ciò che avevano e trovando ciò che non avevano pur di conseguire il risultato che avevano in mente. Queste persone condividono spesso molti tratti in comune. Nella mia esperienza ultraventennale nel Coaching ad alti livelli, con top manager e grandi imprenditori, ho imparato che queste persone condividono almeno tre tratti comuni:

La curiosità: c’è una grande varietà di persone famose e di successo pronte a testimoniare che uno dei tratti caratteriali che più li hanno favoriti nella loro crescita e nel raggiungimento del successo e dei risultati più importanti nella loro vita sia proprio la curiosità. Il successo nel lavoro e nella vita non è solo una questione di intelligenza o di capacità di far carriera, ma è determinante accumulare diverse abilità e mostrare la capacità di apprendere su campi al di fuori della propria zona di comfort.

L’umiltà: in questa caratteristica è fondamentale un aspetto ben preciso che mi piace ricordare spesso in aula nei miei corsi aperti al pubblico. Per essere grandi bisogna essere capaci di sentirsi piccoli, per diventare i migliori bisogna cercare quelle sfide formative che ti fanno sentire il più stupido nella stanza. Una grande leadership implica abbastanza umiltà da rispettare i talenti altrui e sufficiente fiducia in sé stessi per rivelare i propri limiti e accettare opinioni e aiuto da parte dei migliori.

La sensibilità: i grandi imprenditori, i migliori top manager, i professionisti che fanno la differenza nel proprio lavoro sono quelli che sanno suscitare le emozioni migliori nelle persone che hanno attorno e riescono a utilizzarle per migliorare. Nulla suscita le nostre emozioni tanto quanto una grande storia, perciò è necessario sviluppare anche la capacità di narrare al meglio la realtà dell’azienda, di un prodotto e in molti casi anche della propria vita.