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stress Archives - Claudio Belotti

Come gestire i periodi di stress sul lavoro

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Ci sono dei periodi nei quali è inevitabile affrontare lo stress sul lavoro. Può capitare quando si avvia un nuovo progetto o si riduce l’organico o ancora quando intervengono dei fattori esterni che cambiano le carte in tavola. Più in generale lo stress emerge quando emerge un cambiamento che non riusciamo a integrare nella precedente routine.

Per questa ragione oggi si parla tanto di resilienza, perché la resilienza si riferisce proprio a questa flessibilità rispetto al cambiamento: il cambiamento infatti non si può evitare, esiste e va gestito. Per questa ragione è importante costruire tutte le risorse necessarie nel tempo per avere la giusta flessibilità per rispondere al cambiamento.

Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni sai che questa condizione si può costruire in azienda. Anzi esistono delle caratteristiche proprie delle aziende, delle organizzazioni che rendono questo stadio di sviluppo dell’azienda il modo migliore con il quale affrontare il lavoro. Basta prepararsi!

E quando si presenta il cambiamento e non ci si è preparati, cosa si può fare? Vediamolo insieme:

Non lasciarti prendere dallo stress. Puoi iniziare a gestire lo stress innanzitutto a livello personale. Per farlo puoi agire in modo tale da ridurne gli effetti, soprattutto quelli che emergono a sera dopo una giornata tesa o nervosa. L’importante è evitare di portare a notte il peso della giornata lavorativa. I modi migliori – sono anche quelli che preferisco – per scaricare a terra tutta la tensione sono: l’esercizio fisico, il diario e la meditazione.

Con l’esercizio fisico, soprattutto la corsa, vai a resettare sia le tensioni fisiche che quelle psicologiche che hai provato nella giornata: fai un bel carico di endorfine. Nel diario invece puoi riportare tutte le attività che non hai completato e che ti ronzano in tesa anche dopo il lavoro. Mettere la penna sulla carta può aiutarti a elaborare le emozioni e ridurre l’ansia. Infine, la meditazione. Ci sono molte app, guide, seminari: la cosa più semplice è concentrati sul respiro – e solo su quello – per dieci minuti. Puoi farlo anche prima del lavoro.

Trasforma il tuo approccio alle cose che ti stressano

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Lo stress è uno dei grandi temi del nostro tempo. Quello che comunemente viene chiamato stress è una situazione che si protrae nel tempo e ci costringe a vivere in un modo che non vorremmo. Questa situazione ci impone una riflessione. Perché proviamo quello che proviamo?

A volte analizzare questa situazione non porta a nessun risultato. Altre volte è risolutivo. Ci sono situazioni di stress che non dipendono da noi. Fortunatamente anche quando lo stress deriva da azioni che non possiamo controllare o modificare, c’è sempre qualcosa che possiamo fare.

La prima cosa è prendere consapevolezza dello stress. Dolori cronici, muscolari, mal di stomaco o mal di pancia, sfoghi sulla pelle. Tensione. Queste sono solo alcuni dei modi in cui si manifesta. Magari vai dal medico a farti curare un mal di stomaco che quando sei in vacanza non si presenta. Strano, vero? Non così tanto.

La seconda cosa da fare è cambiare te stesso. Se non puoi modificare la fonte dello stress o allontanartene, allora devi cambiare tu il tuo approccio. Il modo in cui farlo lo vedremo fra poco.

Infine, per ottenere un risultato di lungo periodo devi fare i conti con ciò che vuoi davvero per te. La ragione del tuo stress potrebbe essere che sei, fai e hai qualcosa che non ti interessa fino in fondo.

Se non hai ancora partecipato al workshop “Obiettivi!” è ora di farlo. In questo workshop definirai cosa è importante per te, cosa vuoi raggiungere ed entro quando. Questa consapevolezza ti aiuterà a migliorare la gestione dello stress. Obiettivi! si svolge ogni anno a gennaio per darti la possibilità di iniziare il nuovo anno con il piede giusto. E fino ad allora?

Per migliorare la tua gestione dello stress, puoi fare subito alcune cose. Vediamole insieme:

Respira. Quando senti che lo stress aumenta, fai qualche respiro profondo. Inspira dal naso, espira dalla bocca. Senti il corpo che si rilassa, la tensione che si allenta. Dopo riprendi a respirare regolarmente e fai caso al tuo respiro. Seguilo con la mente per qualche minuto. Senza controllarlo. Osservalo e basta.

Parlati. In modo calmo e gentile. Quando magari il capo ti aggredisce con parole forti ti puoi sentire mortificato e ferito. Ci sta. Nessuno meglio di te può curare quelle ferite. Il tuo capo avrà le sue ragioni per avere un comportamento così inopportuno. Non sai cosa sta vivendo. E le sue parole sono il frutto di ciò che vive. Sei capace, ti impegni, fai del tuo meglio. Domani andrà meglio.

Cambia punto di vista. Se non riesci a cambiare lo stress, cambia te stesso. Inquadra in modo diverso i problemi. Visualizza le situazioni stressanti da una prospettiva più positiva. Guarda il quadro generale. Concentrati su ciò che puoi fare.

Il rumore di fondo della vita

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Esiste una quantità ideale tempo per restare a lavorare in una azienda? Sì e… No. Mi spiego meglio: non esiste un tempo fisso valido per tutti che siano tre, cinque o dieci anni. Ma esiste un tempo. Quando si è dipendenti, il tempo che si lavora per una azienda è sempre un tempo determinato.

A questa regola ci può essere solo una eccezione: riuscire a sviluppare la capacità di crescere e ottenere continua soddisfazione dal proprio lavoro attraverso obiettivi sempre nuovi. Altrimenti sarà solo una questione di tempo a stabilire la naturale scadenza della motivazione. Ogni dipendente è prima di tutto un essere umano e in misure differenti ha innato un bisogno di varietà. Questo non vuol dire che tutti arrivino al punto di voler lasciare il proprio lavoro: il lavoro potrebbe soddisfare altri bisogni o la persona potrebbe riuscire a mantenere un buon equilibrio tra soddisfazione e sofferenza.

Proprio per questa ragione è molto importante fare attenzione ai segnali che il corpo manda. Cosa significa se sei in sofferenza? Se hai un alto livello di stress? Il motivo potrebbe essere che non sei più allineato ai valori o persino allo scopo del tuo lavoro e stai perdendo completamente l’interesse per esso, andando in stress.

Lo stress oggi è diventato così presente nella società che tendiamo a non pensarci più molto. È un rumore di sottofondo, al quale facciamo caso solo se ci fermiamo ad ascoltarlo o se altri ce lo fanno notare. Ma innumerevoli studi scientifici hanno dimostrato che lo stress invece è un problema serio e ha un grave impatto sulla nostra salute e il nostro benessere.

Riconoscere quindi l’origine del proprio stress è molto importante. Questo si può fare in molti modi: il mio preferito da tanti anni ormai è fare il punto sui miei obiettivi. Lavorando sullo scopo e sugli obiettivi puoi individuare facilmente cosa vuoi che faccia parte della tua vita e di conseguenza anche se il lavoro che stai facendo è quello che vuoi e quello che ti può portare dove vuoi andare.

Proprio per questo da tanti anni ormai torno a proporre Obiettivi!, uno straordinario workshop che faccio per aiutarti a definire e raggiungere i tuoi obiettivi. Con il workshop Obiettivi! infatti conquisti la certezza di ottenere ciò che vuoi e riesci a farlo con la spinta di una motivazione solida e costante. Grazie a Obiettivi! infatti tante persone hanno compreso che era arrivato il momento per realizzare i propri sogni, metterli su carta e trasformarli in obiettivi concreti.

Informati qui e partecipa al workshop che può cambiarti la vita!

3 segnali (più uno) per capire se il tuo stress ha raggiunto il livello di guardia

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Quando decidi di perseguire un obiettivo è molto importante prepararti prima ai passi che devi affrontare. Il modo migliore per farlo è semplice: scrivi, pianifica e visualizza. Se vuoi imparare a farlo in modo efficace e guidato da me, ti ricordo che come ogni anno sta per tornare il workshop Obiettivi! nel corso del quale potrai apprendere e migliorare le tue strategie per creare e raggiungere gli obiettivi che hai in mente.

In alcuni casi può capitare di entrare in un meccanismo più grande, un obiettivo aziendale o di vita che coinvolge altre persone e ti trovi a fare la tua parte volente o nolente. È molto importante quando ciò accade fermarsi e fare il punto, analizzando i segnali che manda il corpo per capire se ciò che stai facendo è funzionale e allineato ai tuoi valori e alle tue convinzioni, se soddisfa il tuo scopo. In pratica, se ciò che fai è ciò che vuoi davvero. E il corpo è bravissimo a darci tutti i segnali giusti, sta a noi imparare a coglierli.

Vediamo insieme alcuni esempi tra i più comuni per cogliere 3 segnali (più uno) e capire se il tuo stress ha raggiunto il livello di guardia. E poi capiremo insieme cosa puoi fare per ridurlo.

  1. Diventi iperreattivo. Avere una reazione iperreattiva spesso accade quando non è possibile dare una gerarchia alle proprie attività. Le scadenze si sovrappongono. Pensa bene a cosa stai dicendo “sì” e inizia a dire “no” a più cose. Per farlo, prendi le tue responsabilità – cioè diventa capace di agire – sii proattivo nei confronti delle cose che puoi gestire e controllare.
  2. Sei costantemente orientato al futuro. Quando ti preoccupi costantemente del futuro, non hai tempo per vivere il presente e non sei mai completamente con la mente su ciò che stai facendo. Questo comporta una perdita di tempo e un dispendio e di energie. Pensa di ritagliarti del tempo per una pratica di meditazione o di costruire abitudini di consapevolezza durante la giornata.
  3. Cedi spesso alla rabbia. Ti stai scoprendo più irritabile del solito? Ti arrabbi anche per le cose più piccole? Potrebbe non essere colpa del tempo che cambia! Potrebbero essere segnali di stress eccessivo. Più la strada che percorri si allontana dal tuo scopo, più si riducono pazienza, capacità di attenzione e capacità decisionali. Pensa a dove sei e a dove vorresti essere e un passo per volta cerca di tornare sulla tua strada.

Infine, fermati e pensa alle ultime settimane e ai mesi passati. Raggiungere gli obiettivi sui quali lavori ti sta dando gioia? Il lavoro non è sempre divertente o alcuni aspetti possono non esserlo. Dovresti cercare di sviluppare gli elementi di gioia più volte possibile. Se il tuo non lo è, scopri perché è così e guarda cosa puoi fare per cambiarlo.

Migliorare la propria reazione allo stress permette anche di lavorare meglio e rendere più soddisfacente la propria vita. Per farlo devi tornare a essere padrone del tuo tempo o meglio devi diventare padrone della gestione del tuo tempo, decidendo come investirlo. Identifica le attività che svolgi, seleziona quelle fondamentali, quelle superflue e quelle necessarie ma che non ti aiutano a crescere. Le prime tienile, le seconde eliminale e le ultime cerca di delegarle. Solo prendendo il controllo delle tue attività – e di te stesso – sarai padrone del tuo tempo e dedicandoti al meglio alle attività essenziali, imparerai come coltivare la produttività e il benessere anche sul lavoro.

Come sopravvivere a una valutazione lavorativa

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In molte aziende si applica un metodo di valutazione del rendimento dei dipendenti attraverso verifiche periodiche. Questo per alcune persone può essere fonte di ansia e stress. Entra in gioco quella ansia da prestazione lavorativa e alcuni sono assaliti da sindrome dell’impostore.

Quindi tra persone qualificate che pensano di non essere in grado di rispondere correttamente alle valutazioni e persone che pensano che ciò che fanno sia sopravvalutato e vivono con il costante timore di essere scoperti, l’azienda si popola di timori, sguardi bassi, passi veloci in corridoio, fra le stanze, la macchina del caffè e i bagni.

Si può superare agevolmente tutto questo stress? Certamente. Innanzitutto, con un bel respiro. Poi evitando tre errori molto comuni e dannosi per la propria valutazione:

  1. Mettersi sulla difensiva rispetto alla critica. Una valutazione periodica delle prestazioni non è fatta per elencare i tuoi risultati. Piuttosto ha l’obiettivo di valutare a fondo le tue prestazioni nel corso dell’ultimo periodo e ciò include l’identificazione di punti deboli, errori e aree di potenziale miglioramento. Sentiti libero di opporti ai punti che non sono interpretati correttamente, ma non cercare di respingere ogni critica. Accetta le critiche e spiega cosa farai per migliorare. Ricorda: non importa quanto sei bravo nel tuo lavoro o quanto duramente lavori, c’è sempre spazio per migliorare. È una opportunità.
  2. Perdere l’occasione per avanzare una richiesta. Una verifica periodica può essere un’ottima occasione per avanzare una richiesta di ricompensa o crescita. Potresti chiedere un aumento o una promozione in risposta al tuo lavoro e ai tuoi miglioramenti nell’ultimo anno. Qualunque sia la tua richiesta, utilizza dati, logica e ogni appiglio che offre la valutazione stessa per fornire materiale a supporto delle tue richieste.
  3. Parlare in modo generico del proprio lavoro. Non tutti possiedono una memoria di ferro e molte menti, soprattutto tra i creativi tendono a fare e dimenticare. Non tanto ciò che hanno fatto, quanto l’averlo fatto! Conosco un designer che se gli domandi di elencare i lavori che ha fatto nell’ultimo anno fa fatica a metterne in fila tre o quattro. Se gli chiedi cosa ha fatto in un lavoro specifico di cinque anni prima, come lo ha realizzato, la tecnica utilizzata te lo sa raccontare in ogni dettaglio. La mente è meravigliosa: impara a conoscere come funziona la tua e sfruttarla al meglio, in ogni occasione (soprattutto nelle valutazioni).