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soddisfazione Archives - Claudio Belotti

Le 3 abitudini chiave per migliorare la vita

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Molto spesso quando parliamo di soddisfazione rivolgiamo l’attenzione alla sfera lavorativa della nostra esistenza. Questo accade sicuramente per diverse ragioni. Alcune possono essere di tempo: il fattore tempo infatti incide molto. Impegnati in attività lavorative trascorriamo davvero una grande parte del nostro tempo. Ed è proprio per questa ragione che giustamente cerchiamo di fare in modo che il nostro lavoro sia quanto più possibile vicino alla piena espressione del nostro potenziale e della nostra passione.

Ma una vita soddisfacente può esistere anche a prescindere dal lavoro che si svolge. Certamente fare un lavoro dal quale si vuole continuamente fuggire non è la condizione ottimale di vita. Allo stesso tempo si può svolgere un lavoro soddisfacente e avere una vita privata poco soddisfacente. Per migliorare anche la soddisfazione nella vita privata è necessario dedicare la giusta attenzione alle abitudini di vita.

Vediamo dunque insieme quali sono le tre abitudini per migliorare la tua vita:

  1. Trova tempo per parenti e amici. Ti capita mai di fare un pranzo con degli amici o una cena dai parenti e stupirti di quanto sia stato divertente, interessante o piacevole? A volte semplicemente mentre siamo immersi nel nostro lavoro, sommersi dagli impegni, distratti dalle scadenze non pensiamo nemmeno alla possibilità che quel tempo possa essere così piacevole. Gli affetti più stretti richiedono e meritano tempo e attenzioni perché sono alla base del nostro benessere familiare.
  2. Tieniti in movimento. Ce lo siamo detti anche di recente. Il movimento è il primo antistress e la corsa in particolare è il modo più semplice e accessibile per scaricare a terra tutte quelle sensazioni delle quali ci facciamo carico durante il lavoro, nel corso della giornata e portare endorfine per tenere alto l’umore. Trova la tua routine di movimento antistress.
  3. Crea dei team del divertimento. Proprio come faresti in azienda. Dai un obiettivo al divertimento del tuo gruppo familiare, con i tuoi figli, con il tuo partner. Esattamente come il tempo che non si trova ma si crea per le cose importanti, crea degli obiettivi di relax, di divertimento, degli obiettivi rilassati con le persone a te care. Come certamente sai, in ogni obiettivo la parte più importante non è il risultato ma il percorso che compi per raggiungerlo: quel percorso ti trasforma nella persona felice e soddisfatta che desideri essere.

Come individuare una personalità tossica in ufficio?

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Noi non siamo i nostri comportamenti. Dietro a ogni comportamento infatti c’è il meglio che una persona riesce a fare con le risorse che ha a disposizione. Detto questo, può capitare di incrociare sul proprio cammino persone che si sono fermate a un livello nel quale quelle risorse sembrano loro sufficienti e non sentono alcun bisogno di cambiare, crescere, migliorare.

In particolare, ciò accade – ed è particolarmente fastidioso – sul luogo di lavoro. Soprattutto nelle organizzazioni aziendali più vecchie e stanche i comportamenti di queste persone trovano maggior spazio e tolleranza perché magari coloro che li portano avanti sono cresciuti in quella azienda. Individuare lo stadio di sviluppo dell’azienda è molto utile e ti racconto come fare nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni per capire cosa spinge certe persone a comportarsi in un certo modo.

Queste sono proprio il tipo di persone che non puoi mandare all’inferno perché all’inferno ci sono già. E in qualche modo diventa necessario difendersi da questi loro comportamenti perché nessuna rabbia, nessun litigio, nessuna frustrazione le farà mai smuovere e anzi ti causerà dei danni, uno stress che non desideri né meriti. Così riconoscere le caratteristiche fondamentali di questi comportamenti ti aiuterà a vivere meglio.

Vediamo insieme alcuni comportamenti tossici e come affrontarli:

Parlano sempre dei loro problemi. I loro problemi sono sempre al centro delle conversazioni, soprattutto quelli economici. Se provi ad esporre loro i tuoi problemi, perché sei alla ricerca di un consiglio, ti dicono “pensa che io” oppure “e allora io che dovrei dire?”. Sono persone con le quali è sconsigliabile aprirsi e avere una conversazione franca.

Trovano sempre dei problemi. La caccia ai difetti di qualsiasi iniziativa è il loro sport preferito. Quando devi presentare un progetto e hai anche queste persone fra il tuo pubblico fai in modo di minimizzare il problema. Coinvolgili prima della presentazione per chiedere una opinione, una idea sui contenuti e permetti loro qualsiasi critica: i punti deboli correggili, i punti che ritieni di poter sostenere in ogni caso tienili e se nel momento della presentazione dovessero muovere queste obiezioni sarai già pronto.

Non si capisce cosa li soddisfi. Molto probabilmente si tratta di cose che non hanno a che fare con il lavoro perché verso il lavoro non hanno più alcun interesse o passione. Magari se li hai amici sui social network potrai aver notato come i loro post si concentrino su ciò che disprezzano, su ciò che non sopportano o che li fa arrabbiare. Ecco, questo è un segnale per evitare contatti lavorativi prolungati.

Un equilibrio fra vita e lavoro è (im)possibile!

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“Non cercare di piegare il cucchiaio, è impossibile. Cerca invece di fare l’unica cosa saggia: giungere alla verità! …e allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi ma sei tu stesso! La realtà che vivi è il riflesso del tuo mondo interiore, che tu voglia crederlo, accettarlo oppure no.” The Matrix

Non c’è un concetto che causi maggiore frustrazione dell’idea di raggiungere un equilibrio tra lavoro e vita privata e poi vedersi costantemente cambiare i piani dalle mille variabili della vita. La ragione è semplice: è impossibile bilanciare vita privata e lavoro. Fai invece l’unica cosa saggia: ama ciò che fai in ogni momento.

Sulla carta infatti bilanciare lavoro e vita privata sembra facile proprio come un business plan spesso sembra funzionare a perfezione fino a quando non è il momento di mettersi davvero in gioco. La teoria e la pratica a quel punto prendono due strade diverse e tu devi stare sulla pratica, perché è quella alla quale devi rispondere, come imprenditore, professionista, dipendente e più di tutto come persona.

L’unico equilibrio possibile è un equilibrio dinamico. Uno squilibrio, quasi. Si possono sperimentare molte formule ma alla fine la questione si riduce a una sola domanda: tu ami il tuo lavoro e la tua vita? Amarli non significa avere tutto il tempo che si desidera per ciascuna. Amarli significa non avere mai abbastanza tempo perché anche tutto il tempo del mondo sarebbe poco. Amarli significa godere di ogni momento che si può dedicare a l’una o l’altra.

Il segreto in fondo è quello di non essere mai completamente soddisfatto. Non lasciare al lavoro troppo spazio che ti consuma i nervi e ti spossa e non lasciare troppo spazio alla vita privata che ti rende distante dalle attività sulle quali concentrarti sul lavoro. Se la tua vita privata ti assorbe troppo non rendi professionalmente. Se il tuo lavoro ti assorbe in maniera eccessiva non dai ciò che vorresti nel privato. L’idea quindi non è bilanciare: è scegliere.

Scegli cosa è importante: sul lavoro potrebbe essere un progetto al quale tieni particolarmente, la tua priorità, un nuovo libro, lo sviluppo di un prodotto. Nella vita privata potrebbe essere un concerto, una gita con la tua famiglia, una giornata al parco divertimenti con tuo figlio. Si tende troppo spesso a pensare alla quantità del tempo che si dedica a una attività, mentre è la qualità del tempo quella che crea i ricordi più belli: quando sei al 100% presente e vivi il momento.

Guardati dentro, cosa vuoi in questo momento? Se ce l’hai, tutto ok: continua così. Se non ce l’hai, cosa ti serve per averlo?

Tre semplici strategie per aumentare il coinvolgimento nel lavoro

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Diverse statistiche, tra le quali quella elaborata da Gallup hanno evidenziato come un’alta percentuale di lavoratori sia insoddisfatta del proprio lavoro. Proprio secondo Gallup questa percentuale corrisponderebbe all’87% dei dipendenti, che dichiara di non sentirsi coinvolto o soddisfatto sul posto di lavoro.

Molte persone infatti non si aspettano neanche che il lavoro possa essere qualcosa che piace, che dà soddisfazione e coinvolge. Perché il coinvolgimento sul lavoro può portare una sorta di autentica vitalità, una immersione completa negli impegni e conduce al desiderio continuo di miglioramento e crescita.

Se anche tu fai parte della maggioranza delle persone che non si sentono coinvolte al lavoro, puoi fare almeno due cose per migliorare la tua situazione: puoi decidere di cambiare lavoro, ad esempio. Oppure puoi scegliere di rivitalizzare la tua vita lavorativa attraverso qualche strategia. Vediamone insieme tre:

Festeggia ogni progresso.

I progressi che fai ogni giorno contribuiscono ad aumentare il tuo coinvolgimento sul lavoro. Secondo una ricerca dell’università di Harvard infatti è emerso che per i dipendenti il fattore più importante di una buona giornata di lavoro è dettato dai progressi fatti. Quando facciamo progressi verso obiettivi importanti per noi, ci sentiamo motivati ​​a continuare. Ciò significa che anche le “piccole vittorie” possono farci sentire bene e ispirarci a fare di più. Il segreto è definire bene i propri obiettivi e scegliere cosa è importante.

Dai priorità alle attività che danno maggiore soddisfazione.

Il consiglio non riguarda solo il cosa ma anche il come. Scegli di fare le attività che più ti danno soddisfazione e falle nel modo più interessante o divertente possibile. Potresti concederti durante la giornata del tempo per una conversazione spensierata con i colleghi su attività non lavorative. Oppure potresti prendere un momento per inviare un’e-mail a un collega per esprimergli la tua gratitudine. Lavora per tenere alto l’umore del gruppo, fai in modo che l’esperienza lavorativa sia gradevole per tutti, ogni giorno. Così influenzerai positivamente anche le altre persone e le ispirerai a fare lo stesso.

Mangia e bevi in modo salutare.

Lo stress sul lavoro spinge facilmente all’abuso di sostanze stimolanti e prodotti industriali ad alto contenuto di sale o zuccheri. Insomma: un utilizzo fuori controllo di caffè e snack dolci e salati possono rendere il lavoro ancor più pesante di quanto non sia. Mangiare in modo sano ed equilibrato può aiutare a migliorare lo stato emotivo sul luogo di lavoro e di conseguenza anche le emozioni collegate a questo.

3 segnali (più uno) per capire se il tuo stress ha raggiunto il livello di guardia

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Quando decidi di perseguire un obiettivo è molto importante prepararti prima ai passi che devi affrontare. Il modo migliore per farlo è semplice: scrivi, pianifica e visualizza. Se vuoi imparare a farlo in modo efficace e guidato da me, ti ricordo che come ogni anno sta per tornare il workshop Obiettivi! nel corso del quale potrai apprendere e migliorare le tue strategie per creare e raggiungere gli obiettivi che hai in mente.

In alcuni casi può capitare di entrare in un meccanismo più grande, un obiettivo aziendale o di vita che coinvolge altre persone e ti trovi a fare la tua parte volente o nolente. È molto importante quando ciò accade fermarsi e fare il punto, analizzando i segnali che manda il corpo per capire se ciò che stai facendo è funzionale e allineato ai tuoi valori e alle tue convinzioni, se soddisfa il tuo scopo. In pratica, se ciò che fai è ciò che vuoi davvero. E il corpo è bravissimo a darci tutti i segnali giusti, sta a noi imparare a coglierli.

Vediamo insieme alcuni esempi tra i più comuni per cogliere 3 segnali (più uno) e capire se il tuo stress ha raggiunto il livello di guardia. E poi capiremo insieme cosa puoi fare per ridurlo.

  1. Diventi iperreattivo. Avere una reazione iperreattiva spesso accade quando non è possibile dare una gerarchia alle proprie attività. Le scadenze si sovrappongono. Pensa bene a cosa stai dicendo “sì” e inizia a dire “no” a più cose. Per farlo, prendi le tue responsabilità – cioè diventa capace di agire – sii proattivo nei confronti delle cose che puoi gestire e controllare.
  2. Sei costantemente orientato al futuro. Quando ti preoccupi costantemente del futuro, non hai tempo per vivere il presente e non sei mai completamente con la mente su ciò che stai facendo. Questo comporta una perdita di tempo e un dispendio e di energie. Pensa di ritagliarti del tempo per una pratica di meditazione o di costruire abitudini di consapevolezza durante la giornata.
  3. Cedi spesso alla rabbia. Ti stai scoprendo più irritabile del solito? Ti arrabbi anche per le cose più piccole? Potrebbe non essere colpa del tempo che cambia! Potrebbero essere segnali di stress eccessivo. Più la strada che percorri si allontana dal tuo scopo, più si riducono pazienza, capacità di attenzione e capacità decisionali. Pensa a dove sei e a dove vorresti essere e un passo per volta cerca di tornare sulla tua strada.

Infine, fermati e pensa alle ultime settimane e ai mesi passati. Raggiungere gli obiettivi sui quali lavori ti sta dando gioia? Il lavoro non è sempre divertente o alcuni aspetti possono non esserlo. Dovresti cercare di sviluppare gli elementi di gioia più volte possibile. Se il tuo non lo è, scopri perché è così e guarda cosa puoi fare per cambiarlo.

Migliorare la propria reazione allo stress permette anche di lavorare meglio e rendere più soddisfacente la propria vita. Per farlo devi tornare a essere padrone del tuo tempo o meglio devi diventare padrone della gestione del tuo tempo, decidendo come investirlo. Identifica le attività che svolgi, seleziona quelle fondamentali, quelle superflue e quelle necessarie ma che non ti aiutano a crescere. Le prime tienile, le seconde eliminale e le ultime cerca di delegarle. Solo prendendo il controllo delle tue attività – e di te stesso – sarai padrone del tuo tempo e dedicandoti al meglio alle attività essenziali, imparerai come coltivare la produttività e il benessere anche sul lavoro.