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Quando dire no ti aiuta a dire sì a ciò che ami veramente

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Per quale ragione è importante conoscere sé stessi?

Chi conosce sé stesso ha un vantaggio sulle altre persone: ha maggiori probabilità di essere felice nella vita.

Quando sai cosa vuoi e perché lo vuoi ogni scelta che fai, ogni azione che decidi di compiere – o di non compiere – ogni obiettivo che scegli di perseguire ti avvicina al tuo scopo. E lo scopo è alla base del mio metodo di Coaching.

Lo scopo è alla base delle nostre motivazioni, e solo se le attività in cui ci impegniamo quotidianamente ci aiutano a raggiungerlo possiamo dire di condurre una vita felice. Definirlo con precisione è la prima cosa da fare. Il rischio, altrimenti, è che tu spenda energie per conquistare obiettivi poco coerenti con la tua vera natura e che dunque, una volta raggiunti, possono non influire in alcun modo sul tuo benessere interiore

Questo è ciò che scrivo nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” e questo è quello che penso tutt’oggi.

Lo scopo quindi ti cambia la vita? No. Lo scopo ti fa scoprire la vita. La tua. È questa è la cosa più importante. Perché una volta che sai qual è la tua vita dirai molti splendidi “sì” e tanti sereni “no”.

Ecco, la ragione per la quale è importante conoscere sé stessi è che puoi rispondere “sì” o “no” con rapidità, a cuor leggero e allo stesso tempo con consapevolezza.

Da Coach penso che ognuno abbia il diritto di decidere ciò che è meglio per sé. O come diceva il dottor Clare W. Graves “ciascuno ha il diritto di essere chi è”.

Dire “no” ti aiuterà a dire “sì” a ciò che conta davvero per te. Tutto ciò che ti serve è un po’ di conoscenza di te e delle metodologie di Coaching che funzionano meglio. “Il Coaching secondo Claudio Belotti” è il luogo e il momento giusto per comprendere cosa funziona, cosa ti rende efficace, cosa ti servire per dire qualche “no”.

Fatto il punto su ciò che è davvero importante nella tua vita, potrai scegliere quali sono le tue esigenze personali e/o professionali e disegnare una rotta su come crescere in modo efficace.

L’esperienza di vita

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“Se potessi tornare indietro con la mentalità e le informazioni che ho oggi…” Capita spesso sentire qualcuno esprimere questo desiderio. O magari anche tu sarai andato indietro con la fantasia a rivivere momenti chiave della tua vita nei quali oggi ti saresti comportato diversamente.

Questo gioco non è molto utile perché non aiuta a far pace né a rendere grazie a quel passato, a quegli eventi che sono stati formativi, che ti hanno portato dove sei oggi e ad essere la persona che sei, con quella saggezza, quelle informazioni, quella mentalità che ti sembra tanto utile.

Tra dieci anni o forse tra venti penserai la stessa cosa. Tanto vale cambiare gioco. Ringraziare il passato per ciò che ci ha portato e fare il punto della situazione: chi sei oggi? Cosa fai? Perché lo fai? Queste risposte ti aiutano a partire verso un nuovo futuro.

Allo stesso tempo, questa esperienza accumulata, può essere utile per qualcun altro. L’essere umano infatti ha il grande potere di imparare anche per esperienza indiretta, dagli errori o dai successi degli altri. Su questo bilancio nasce “Il Coaching secondo Claudio Belotti”: la somma cioè di tutto ciò che di buono ho fatto in vita mia come Coach e di tutti gli errori, le esperienze formative che mi hanno dato tutte le informazioni che ho oggi.

Grazie all’esperienza che ho fatto ho 3 consigli che possono tornare utili:

Prenditi cura del tuo corpo: è il posto in cui trascorrerai il resto della tua vita. È importante starci bene dentro. Trattalo bene, mantienilo in forma: le cose di cui ci prendiamo cura, durano. Mio padre mi ha insegnato che si può vivere felici anche convivendo con malattie complesse. Allo stesso tempo se si può evitare con la giusta prevenzione, perché non farlo?

Scopri il tuo scopo (e perseguilo). Io l’ho fatto e ne sono felice. Perseguire il proprio scopo è il massimo successo che si può ottenere in vita perché consente di raggiungere la propria felicità. Non quella di un altro, non quella del tuo datore di lavoro e nemmeno quella della pubblicità. Proprio la TUA felicità.

Fidati del tuo istinto. Lascia il giusto spazio alla logica e alla razionalizzazione e quando si tratta di decidere, fallo con il cuore (o dove ritieni abbiano luogo le emozioni). Le emozioni infatti sono uno specchio nel quale vedere la verità di ciò che vuoi veramente, ti permettono di vivere la vita pienamente e con una ricchezza che nessuna quantità di denaro potrà mai comprare.

E tu quale consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere la tua strada?

5 domande (e 5 risposte) sulla tua leadership

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Per costruire una leadership solida in azienda è necessario prendere in considerazione molti fattori. Il ruolo, ad esempio, oppure l’anzianità, il tipo di azienda e lo stadio di sviluppo di quest’ultima.

Lo stadio di sviluppo dell’azienda certamente è importante per determinare lo stile di leadership necessario: una azienda nel “Prime” avrà necessità di leadership molto differenti rispetto a quello che può avere una azienda in uno stadio più avanzato.

Per individuare e riconoscere lo stadio di sviluppo dell’azienda puoi leggere il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. In questo modo sarà anche più semplice comprendere lo stile di leadership da utilizzare.

Per iniziare a costruire la leadership più solida secondo me è necessario rispondere affermativamente a queste 5 domande (e lavorare su quelle alle quali hai risposto negativamente):

Stabilisco obiettivi coerenti con le risorse a disposizione?

Gli obiettivi in un gruppo di lavoro possono essere una molla potente per spingersi tutti insieme verso un risultato positivo. L’importante quando si stabilisce un obiettivo – oltre alla chiarezza nel determinare il risultato – è la disponibilità di risorse. Un leader si occupa del suo gruppo affinché abbia sempre le risorse necessarie per raggiungere l’obiettivo. Ascolta i bisogni del gruppo, può essere molto semplice sapere di cosa ha bisogno.

Mi occupo della crescita degli altri come della mia?

I leader sono bravi a crescere. Sia quando si tratta di crescita personale sia quando si tratta di salire i livelli nell’azienda. Nella mia idea di leader, per essere tali è necessario portare con sé anche gli altri. Non tutti, non a prescindere. Un leader dovrebbe avere la capacità di individuare chi ha le caratteristiche, le qualità e la voglia di crescere. Per essere tale, il leader, ha il dovere di valorizzarle al meglio queste persone.

Fornisco una visione chiara?

I migliori leader sono presenti e trasparenti con il gruppo; raccontano in modo chiaro e tondo il vero stato delle cose. Anche quando le cose non sono così rosee, non lasciano vuoti. I leader autentici infatti forniscono anche una visione chiara che va oltre il momento presente. Ricordi quando abbiamo parlato della giusta misura della fiducia in sé? Basa la tua visione su strategie intelligenti, intuizioni derivate da dati e crea una narrazione coerente.

Riesco a valorizzare i traguardi?

Alcuni dei migliori leader che ho conosciuto avevano una capacità straordinaria di rendere noti gli sforzi e i risultati del proprio team. In questo modo il lavoro del gruppo non passa inosservato. Impegnati a condividere i risultati con il resto dell’organizzazione, alimentali con commenti personali e sponsorizza il merito di ciascun membro del team sottolineando in che modo il suo lavoro ha inciso sul raggiungimento dei risultati. Proprio come faresti in caso di insuccesso andando a cerca cosa non ha funzionato.

Costruisco un’autentica appartenenza?

Costruire l’appartenenza al team è sostanzialmente il frutto di tutte le attività precedenti: quando valorizzi i singoli e il gruppo, quando crei obiettivi e porti risorse, quando fornisci la visione per arrivare ai risultati. L’appartenenza al gruppo è uno stimolo forte che nutre il gruppo stesso e lo spinge verso traguardi ancora più importanti. Nello sviluppo di una azienda questo passaggio è fondamentale.

3 consigli per ottenere di più da ogni conversazione

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L’estate è il momento migliore per programmare il futuro. Magari con la mente più libera ci si può dedicare a leggere qualche libro o ascoltare qualche audiolibro e iniziare a programmare le attività dell’autunno. La formazione in particolare: quali competenze vuoi sviluppare? L’offerta di Extraordinary è molto articolata e comprende corsi, workshop, webinar: li trovi tutti qui.

Se non sai ancora cosa scegliere ti rivolgo il mio personale invito: parti in modo semplice, inizia con “Obiettivi! Special Online Edition”. “Obiettivi!” quest’anno sbarca online per permettere al numeroso pubblico che ogni anno desidera farne parte di partecipare in completa sicurezza. “Obiettivi! Special Online Edition” infatti ti consente di lavorare direttamente da casa tua a ciò che è davvero importante per TE. Fissa priorità, individua risorse e ottieni i risultati che desideri.

Se stai leggendo questo post sei interessato a sviluppare la tua capacità di conversare in modo efficace. Puoi fissare questo obiettivo in modo da ottenere il risultato rapidamente? Intanto ti offro 3 consigli per andare nella direzione che desideri. Se poi vuoi diventare anche efficace nel farlo e imparare come applicare il metodo, informati qui.

  1. Fai domande. Chi pone le domande in una conversazione ha il controllo della conversazione. Quali vantaggi offre questa strategia? Tre vantaggi in particolare: il primo è che guidando una conversazione puoi condurla dove vuoi tu, il secondo è che l’interlocutore dovrà pensare ed elaborare le risposte, infine il terzo è che se fatto in modo gentile e rispettoso ti farà apparire interessato all’argomento. In una conversazione nella quale non sei particolarmente coinvolto quest’ultimo può essere un grande vantaggio.
  2. Chiedi un (piccolo) favore. Quando qualcuno ti fa un favore inconsciamente sente che lo consideri o lo apprezzi; chiedendo un favore, infatti, esprimi vulnerabilità e fiducia. Questo atteggiamento molto spesso viene ricambiato e ti offre la possibilità di aprire un canale privilegiato di conversazione. Allo stesso modo, quando qualcuno ti chiede un (piccolo) favore, accettalo. Forse qualcuno vuole iniziare una conversazione con te.
  3. Fatti ricordare. Per rendere più semplice per il tuo interlocutore ricordare ciò che vuoi dirgli c’è un modo semplice. Questo trucco è simile a una tecnica di PNL che si chiama nested loops. Nei nested loops si interrompe volontariamente il racconto e si passa al successivo. Poi si chiude il cerchio dei racconti al contrario. I nested loops sono una tecnica molto efficace e utilizzata spesso da Richard Bandler. In una semplice conversazione puoi inserire ciò che ritieni importante fra un racconto e l’altro delle tue vacanze estive.

3 qualità che ti rendono naturalmente un leader

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In che modo puoi diventare il leader che desideri essere? È possibile che mentre tu ti poni questa domanda tu sia più vicino di quello che pensi all’idea che hai in mente. Forse non ti sei mai soffermato abbastanza sulle qualità che già possiedi. Molte persone ad esempio hanno doti innate da Coach e non lo sanno. Pensa a quale potenziale potresti liberare se conoscessi meglio te stesso e i tuoi talenti.

A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” ti insegnerò le competenze dei Coach più importanti al mondo e ti spiegherò come puoi ottenere il meglio dai tuoi talenti e nell’espressione della tua leadership. Nel frattempo, in attesa del 29 ottobre quando ci vedremo a Milano, ti invito a scoprire 3 qualità che ti rendono naturalmente un leader:

Adatti la realtà alla tua visione. L’acqua trova il suo percorso e quando non lo trova lo crea. Così un leader si adatta con flessibilità alla realtà nei comportamenti e porta avanti in modo chiaro e incessante ciò che lo ispira. Se Steve Jobs o Gandhi non avessero tenuto fede alla propria visione oggi non sarebbero ricordati – tra le altre cose – come due straordinari esempi di leadership. E come loro molti altri: chi lavora per realizzare il suo scopo è naturalmente un leader.

Prendi decisioni in modo costante. La maggior parte delle volte non avrai tutte le informazioni che vorresti avere per poter decidere ma devi comunque andare avanti e operare una scelta. Cosa fai? Non si tratta di lanciare una moneta. Si tratta di ascoltare le proprie sensazioni e prendere la migliore decisione che puoi, nel minor tempo possibile. Una decisione rapida significa un risultato veloce e se il risultato non è soddisfacente c’è sempre tempo per correggerla.

Fai (anche e soprattutto ciò che dici). Un tratto fondamentale del leader è la capacità di dare forma ai propri pensieri. Soprattutto quando questi pensieri vengono espressi ad alta voce. Gli annunci sono belli ed emozionanti. Poi bisogna passare ai fatti. Meglio ancora se annunci dopo aver fatto, in alcuni casi. Si tratta di costruire fiducia e la fiducia non si costruisce semplicemente con le parole. Si costruisce attraverso l’esperienza di una promessa fatta e poi mantenuta.

Quali sono secondo te le altre qualità che individuano naturalmente un leader?

Preparati a raggiungere i tuoi Obiettivi!

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A settembre torna Obiettivi! in una veste speciale: “Obiettivi! Online Special Edition”. In che modo ti puoi preparare al meglio a partecipare al webinar che ti aiuta a trasformare la tua vita e a realizzare i tuoi obiettivi?

Se ami come me lo sport saprai certamente che l’allenamento – fisico e mentale – è fondamentale. Quando ci vedremo a settembre a “Obiettivi! Online Special Edition ti mostrerò come tenere alta la motivazione ed essere preparato ad affrontare tutte le sfide che si pareranno di fronte a te lungo la via per il tuo obiettivo.

Nel frattempo, puoi utilizzare queste settimane di estate, magari di ferie, per iniziare a sciogliere i muscoli della motivazione e prepararti ad affrontare la trasformazione che desideri. Con 5 semplici passi:

Definisci il tuo scopo: inizia a pensare sin da ora a qual è lo scopo nella tua vita. A “Obiettivi! Online Special Edition” affronteremo la questione in dettaglio. Adesso comincia a tratteggiare i contorni di quello che è e dovrà essere il tuo faro, la tua guida. Quando fai fatica a fare il passo successivo, lo scopo sarà lì a ricordare a te stesso perché è importante andare avanti.

Gestisci la stanchezza: quando sono stanco per fare il mio allenamento di corsa, faccio sempre un chilometro in più. Accogli la fatica, prenditi cura del fastidio che provi o della mancanza di voglia. Affronta la paura o le ansie di situazioni complesse e portale con te oltre la difficoltà stessa. Mostra loro che c’è una soluzione e che tu sei in grado di trovarla.

Fai qualcosa di difficile: e fallo almeno una volta a settimana. Non è necessario che sia qualcosa di strano o insolito. Se ti va di fare bungee jumping perché ti porta fuori dalla tua area di comfort, fallo pure. Io sto parlando di quelle difficoltà quotidiane: parlare con il vicino impiccione in modo gentile, alzarsi prima per andare a correre, presentare la tua idea in ufficio quando sai che è la più complessa. Trova il modo.

Dai risposte: a te, agli altri. Non creare scuse, trova le ragioni. Analizza ciò che fai quando sbagli e trova il modo in cui puoi correggere ciò che non hai fatto bene. Assumersi la piena responsabilità per eventuali mancanze è il primo passo. Affronta e riconosci i tuoi errori, puoi imparare da essi ed evitare di ripeterli in modo da poterne fare sempre di nuovi.

Scopri che avevi torto: quando pensi di non farcela è il momento giusto per dimostrare che ti stai sbagliando. L’anno non sta andando bene dal punto di vista economico? Le vendite sono in calo? Pensi che non riuscirai a centrare l’obiettivo di fatturato o di vendita? Stare fermo a guardare le tue cattive aspettative realizzarsi, non serve a nulla. Agisci, trova il modo.

3 semplici modi per superare le incertezze di fronte a un cambiamento lavorativo importante

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Ognuno dovrebbe sempre avere a portata di mano dei piani di riserva – anche solo delle bozze – dai quali partire in caso di necessità o meglio ancora da poter utilizzare quando vuole passare da un lavoro (ad esempio da dipendente) a un altro (magari da libero professionista) che gli permetta di essere indipendente lavorativamente ed economicamente, da subito. L’estate è il momento migliore per iniziare a pianificare il tuo piano B e in questo post ti racconterò 3 semplici modi per superare le incertezze quando si pianifica un cambiamento lavorativo importante.

Quando poi arriva l’autunno bisogna iniziare a dare una forma a questa pianificazione e il modo migliore per farlo è a “Obiettivi! Special Online Edition” che quest’anno straordinariamente si svolgerà online per permettere al gran numero di partecipanti di poter vivere questa esperienza fondamentale. Infatti, di anno in anno sono tante le persone, uomini e donne, che scelgono di tornare a questo workshop per definire il loro futuro e tante più quelle che scelgono di aggiungersi per scoprire come fare la differenza nella propria vita.

A “Obiettivi! Special Online Edition” avrai la possibilità di trasformare un sogno o un’idea in un piano. Qual è la differenza? Un piano prevede delle tappe, delle fasi di sviluppo da un punto iniziale fino a un punto d’arrivo. Con “Obiettivi! Special Online Edition costruisci i presupposti di motivazione e pianificazione che ti servono a rendere reale il tuo piano e realizzarlo attraverso tutte le incertezze che ci aspettano per i mesi a venire.

Iniziamo subito a vedere quali sono 3 semplici modi per superare le incertezze quando si pianifica un cambiamento lavorativo importante:

Pianificazione: pianificare è utilissimo, se sai come farlo. A “Obiettivi! Special Online Edition” non solo pianificherai ciò che hai in mente ma imparerai ad applicare il metodo in autonomia. Pianifica con cura i passi che ti porteranno verso l’indipendenza economica, il lavoro in proprio, la creazione della tua azienda. E ricorda il segreto di ogni buon piano è che può essere sempre modificato, soprattutto se hai il vantaggio di non esserci dentro al 100%.

Comunicazione: definisci e impara a comunicare i tuoi punti di forza. Ai clienti piace sapere che sei abbastanza stabile da produrre prodotti o servizi validi e affidabili. Ma questa prova è difficile da fornire quando non puoi stimare completamente quanto lavorerai. Impara a valorizzare bene tutto ciò che hai a disposizione: prima fra tutte l’esperienza, le soluzioni che offri, i problemi che risolvi (tu nello specifico o il tuo servizio, il tuo metodo, il tuo prodotto).

Azione: il bello dei piani B è che possono essere messi in pratica in piccolo, in ambiente controllato, puoi testare soluzioni differenti prima di fare il grande salto. Puoi utilizzare la fase di start up per farti conoscere e creare un giro di clienti fidelizzati e farti recensire da loro. Il passaparola resta ad oggi uno degli strumenti migliori per far crescere un’impresa e farla andare arrivare al punto che desideri, al punto in cui non sarà più un piano B ma diventerà il tuo piano A.

Un piccolo impegno (per il rientro in ufficio)

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Even a bad run is better than no run at all

(Anche una brutta corsa è meglio di nessuna corsa)

Nel corso dell’anno può capitare di avere dei periodi nei quali il lavoro è talmente tanto che non ti resti il tempo per poter fare esercizio fisico. Soprattutto se come me ami il tuo lavoro, ami ciò che fai, potrebbe capitarti persino di non provare alcun fastidio per questo e ritrovarti a lavorare ore e ore senza fare mai pause. Giornate intere alla fine delle quali provi stanchezza e soddisfazione.

Altre volte invece capita che il periodo sia proprio full e anche se ami ciò che fai non hai la possibilità di fare pause o di ricaricare le batterie. Questo non è solo necessario ma anche molto utile per mantenere alto il livello di prestazione e la produttività. E fa bene anche alla salute. Abbiamo tutti un bisogno di varietà innato che dobbiamo soddisfare e più lo lasciamo da parte per dedicarci a una sola attività, più esso cresce.

L’imprenditrice Randi Zuckerberg nell’ormai lontano 2011 scrisse il dilemma dell’imprenditore in un tweet: “mantenere le amicizie, costruire una grande compagnia, trascorrere del tempo con la famiglia, rimanere in forma, dormire. Scegline 3.” Ciascuno, in base alle proprie priorità, può decidere a cosa dedicare tempo nella vita.

Per superare questo dilemma è necessario sviluppare una nuova flessibilità. Ci sono infatti attività che richiedono una maggiore costanza – se hai letto “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni sai quali sono i fattori cruciali nelle differenti fasi di crescita e sviluppo dell’azienda – e altre che non richiedono una attività assidua. Per mantenere le amicizie, soprattutto quelle più vere e profonde, non serve un rapporto costante, quotidiano.

L’attività sportiva – soprattutto in assenza di patologie che richiedano necessariamente allenamento quotidiano – invece può essere relegata a porzioni più ristrette della settimana: dedicare anche solo un’ora a settimana all’allenamento fisico è meglio che niente. Questo non vuole suonare consolatorio: se ne hai la possibilità dedica più tempo e attenzione al tuo corpo e a tenerti in forma. Allo stesso modo se in certi periodi non ne hai, fai semplicemente ciò che puoi.

Un piccolo impegno è meglio di nessun impegno. In cosa ti impegnerai nei prossimi mesi? Hai già pianificato il tuo prossimo anno? E i prossimi cinque anni? “Obiettivi! Special Online Edition” è il posto giusto in cui farlo: Obiettivi! Special Online Edition.

3 domande da leader da porti ogni giorno

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La leadership non è un titolo, un diploma, un attestato da appendere al muro. La leadership è una pratica quotidiana e così come si conquista con l’esercizio, allo stesso modo si perde con la mancanza di azioni mirate al suo consolidamento.

Se mi segui saprai certamente che per me la leadership è innanzitutto una vera e propria filosofia di vita, cioè un modo di vivere basato su principi. E oggi essere leader significa mettere in pratica questa filosofia ogni singolo giorno, significa mettere in dubbio le certezze per renderle più solide o per modificarle.

Oggi come oggi l’errore più grande che fanno molti leader all’interno anche di grandi e avanzate organizzazioni è credere che debbano avere sempre ragione; anche se questo non li avvantaggia! Assurdo vero? Eppure, lo vediamo quotidianamente nelle aziende. Questo limite è dettato da uno scarso allenamento all’ascolto attivo, alla capacità di cogliere segnali e informazioni utili dal mercato e dai collaboratori.

Questa interpretazione del capo come guida che “tutto vede e tutto sa” sta mostrando ormai i suoi limiti proprio in virtù della complessità della realtà attuale. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo Roi Edizioni, ad esempio, ti aiuto a comprendere cosa significa avere la consapevolezza del livello evolutivo dell’azienda per poterla guidare con uno stile di leadership appropriato e aiutarla a tornare continuamente verso il Prime, lo stadio evolutivo di massima efficacia.

Per poter allenarsi quotidianamente da leader io credo che la chiave siano le domande. Partiamo da quelle che puoi fare a te stesso, ogni giorno, per rinnovare la forza della tua leadership:

Sto dando il buon esempio con il mio comportamento? Il leader a differenza del capo agisce per primo, apre la via e mostra qual è la via. Essere leader significa essere parte della squadra, mettersi a disposizione e per quanto i ruoli siano necessariamente differenti nei momenti di necessità il leader fa ciò che è necessario. Un buon team è quello in cui sono chiari i ruoli e ci sono molti leader nei propri settori che a seconda della necessità sono pronti a fare il lavoro dell’altro perché sanno che è il lavoro di tutti a portare al risultato voluto da tutti.

Sono il mentore che serve per i più giovani? Se il buon esempio è qualcosa di complessivo e riguarda più in generale il comportamento sul lavoro – dal rispetto di orari e regole al rispetto di ruoli e compiti – essere un mentore significa soprattutto lavorare attivamente per la crescita delle persone. Questa crescita può essere tecnica, pratica e umana. Comportarsi da mentore significa trovare il modo migliore per interagire con le persone e il modo migliore per dar loro ciò di cui hanno bisogno per crescere.

Ciò che sto facendo è sostenibile? La sostenibilità di un progetto – o di uno stile di vita – è un aspetto chiave della leadership. Fin qui abbiamo parlato di ciò che dà il leader. Ora è fondamentale concentrarsi su ciò che hai in cambio dalla vita che fa. Qui entra in gioco il tuo scopo: lo scopo nutre la vita e più è forte in te il senso del tuo scopo, più è sostenibile per te ciò che fai. La cultura di oggi spesso spinge per gratificazioni immediate e perdere la strada è facile. Trova il tuo scopo e porta un equilibrio sostenibile nella tua vita.

Il rimpianto del manager

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Uno dei rimpianti più frequenti nelle carriere dei manager è quello di non aver chiesto aiuto o di non aver avuto maggior supporto, una guida, durante la propria carriera: questo rimpianto affligge ben il 40% delle persone. Secondo un recente sondaggio realizzato da Zety – società specializzata nel career building – questo pensiero riguarda tanto team leader e manager quanto executive e dirigenti di alto livello.

Questo dato fa riflettere perché quando penso a una struttura organizzativa complessa come quella aziendale, immagino la passione delle persone che lavorano, immagino il desiderio di fare meglio e il tarlo che nella mente ti dice che puoi fare meglio. Semplicemente non sai come. Questo bisogno è comunque un buon segno: nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti parlo proprio di come utilizzare questi segnali per comprendere e utilizzare al meglio lo stadio evolutivo dell’azienda.

Questo sondaggio ci mostra bene anche quanto sia importante parlare dei propri desideri e delle proprie aspettative e farlo con la persona giusta è fondamentale: chi ha un Coach al suo fianco sa di cosa parlo. Proprio per questa ragione abbiamo creato in Extraordinary un servizio di eCoaching utile a supportarti in ogni momento attraverso Extraordinary Coach qualificati che utilizzano il mio metodo originale One Hand Coaching.

Il mio metodo originale di Coaching One Hand Coaching infatti parte da un presupposto fondamentale: il riconoscimento del proprio scopo. Nel sondaggio Zety infatti emerge un altro dato importantissimo per capire quali sono i bisogni che abbiamo tutti, o quasi tutti, e che un Coach qualificato può aiutare a soddisfare: il 22% degli intervistati rimpiange nella sua carriera di non aver seguito la propria passione.

Nella definizione dello scopo la passione ha un ruolo fondamentale: come ti ho raccontato poco tempo fa, lo scopo è il fuoco che fa ardere più forte la passione. Trova il tuo scopo e comprenderai qual è la tua vera passione, quella che vuoi seguire sempre per andare oltre, per crescere ed essere felice.

Inizia a chiederti: qual è il mio scopo? Per quale ragione faccio quello che faccio? E ricorda: il primo incontro con un Coach è l’occasione giusta per definire cosa cerchi, di cosa hai bisogno e individuare quali risorse hai e quali ti servono per raggiungerlo.