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richard badler Archives - Claudio Belotti

Perchè

By | Riflessioni

Perché le persone fanno quello che fanno? Me lo sono sempre chiesto.

È come un mantra che sin da piccolo mi ha accompagnato. Ho sempre cercato, e trovato, ragioni per spiegare le azioni delle persone.

A volte me le inventavo, troppo spesso dando scopi positivi, altre le identificavo realmente.

La scoperta delle Dinamiche a Spirale, mi ha aiutato a soddisfare questo quesito che la PNL, in un primo momento, non mi dava.

Nel mio lavoro di Coach ho sempre basato il mio operato su questo. Qual è la motivazione, cosa motiva l’azione, cosa muove la persona? L’ho sempre fatto, non sempre dichiaratamente, perché partire dall’obiettivo mi sembrava poco utile, poco efficace.

Negli ultimi anni ho trovato diverse conferme che il mio modo di pensare fosse più funzionale. Diversi esperti e ricercatori dicono la stessa cosa. Persino nelle aule delle più prestigiose università del business si dice che nelle aziende lo scopo (cioè il perché esiste l’azienda), è più importante della visione (il cosa l’azienda vuole creare).

Ho ripresentato il concetto in un audiolibro ispirato dal lavoro di due professori di Harvard. Lo riprendo in un altro audio, in uscita a fine mese, e nel mio ultimo libro, da ieri in tutte le librerie.

Io parto dal perché.

Perché vuoi quello che vuoi? Perché fai quello che fai?

Scoprire le ragioni, lo scopo della tua vita, del tuo lavoro, della tua azienda, ti darà la vera felicità. Una felicità che nasce da dentro e che non è determinata dall’esterno, dalle cose che possiedi o dalle situazioni.

Ci sono troppe persone che “hanno tutto” e sono infelici perché ignorano il concetto più importante, non sono le cose che hai che fanno la differenza. Infatti ce ne sono di altrettante veramente felici nonostante sembrano aver poco. Hanno la cosa che conta di più, uno scopo, cioè buone ragioni per fare quello che fanno.

In quello che ho chiamato il “One Hand Coaching” (che è il mio metodo), la domanda “perché?” la facciamo all’inizio. Associamo questa fase al pollice, il dito più corto, l’unico opponibile che ci rende però così diversi da altri animali, e che ci dà la possibilità di fare così.

Ti immagini essere senza pollice? Sarebbe come non avere uno scopo. Cosa che a molti manca.

Quindi ti chiedo. Tu sai perché fai quello che fai? Hai uno scopo? È il tuo? Sei sicuro?

Secondo me vale la pena scoprirlo. Ci sono molti modi per farlo.

C’è il mio nuovo libro e ce ne sono tanti altri. Ci sono i corsi, i Coach… non tutti sono validi ma ce ne sono.

C’è il tuo buon senso. Assicurati che sia il tuo e non quello dei tuoi genitori, di qualche religione, guru o amico.

Io prima di fare altro, che si tratti di me, di un cliente singolo o di un’azienda, definisco lo scopo. Ti consiglio di fare lo stesso.

I vantaggi sono innumerevoli. Sei più efficace, più allineato e soprattutto più felice.

Spero tu decida di fare lo stesso.

Claudio

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Dire, fare, criticare…

By | Riflessioni

Quando ero piccolo c’era un gioco chiamato “dire, fare, baciare, lettera e testamento”. Era uno di quei giochi dove serviva poco per divertirsi. Una mano dove mettere, sulle cinque dita, le penitenze che erano appunto: dire, fare, baciare e così via, e qualcuno con cui ridere. È un gioco antico, quelli in cui non serve nulla di elettronico.

Ora che sono un adulto vedo con rammarico che i bambini di una volta, ora grandi, hanno cambiato gioco, ora giocano a dire, fare e criticare.

I giocatori di football americano amano ricordare a tutti che “dal divano sono tutti campioni”. Io concordo con loro. Durante le partite di basket, che vedo dalla mia comoda sedia, segnerei ogni canestro sbagliato, dimenticandomi che nella realtà sono una vera e propria schiappa in quello sport.

Cosa porta noi essere umani a essere così?

Più passa il tempo, più sento persone far promesse a se stessi e agli altri, che poi non mantengono. Dicono ma non fanno.

La squadra più numerosa è quella dei criticoni. Gli “esperti” di qualcosa. Non hanno mai combinato nulla nei campi che criticano, ma si considerano esperti. Hanno sempre qualcosa da dire su tutto e tutti.

A volte lo fanno per invidia, altre per sport. Un brutto sport, troppo praticato.

Poi c’è chi fa. Solitamente non dice molto e critica ancor meno. È una questione di tempo. Se fai tanto, non ti rimane spazio per cose inutili come dire e criticare.

Quando fai, e fai tanto, sbagli. Quindi, se e quando critichi, lo fai sulle cose che hai fatto tu. Sai che sbagliando si impara, e si cresce.

L’unico modo per far sempre tutto giusto, è fare sempre le stesse cose. Non rischiare mai. Non provare cose nuove per sperimentare.

A dire il vero se fai sempre le stesse cose, prima o poi, sbagli comunque. Succede. La noia prende il sopravvento e ti fa perdere la concentrazione. Ecco perché vale la pena sbagliare facendo cose nuove. Almeno cresci.

Noi abbiamo incominciato a fare gli audio corsi qualche anno fa. Siamo contentissimi perché vanno alla grande, ne vendiamo davvero tanti. Siamo contenti non tanto per il guadagno, che è basso, quanto perché possiamo arrivare in tutto il mondo con il nostro messaggio.

La cosa buffa sono le critiche. Appena ne esce uno su iTunes qualcuno si prende la briga di mettere una o due stelline (che è un brutto commento). Lo fa immediatamente, senza nemmeno che passi un’ora, il tempo necessario per ascoltarlo.

Lo stesso succede con i libri, a giorni esce il mio terzo. Con i corsi, gli articoli del blog e tutto il resto.

Va bene. Ci sta. Ne sono felice.

Come mi ricordava un mio caro amico, una persona di successo nel vero senso della parola, se qualcuno si prende la briga di criticarti è un bene.

C’è chi dice. Dice e basta.

C’è chi critica, critica e basta.

E c’è chi fa. Fa, e dà la possibilità agli altri di dire e criticare.

Consideralo come una forma di volontariato, dai qualcosa da fare a chi è scontento, ma continua a fare.

Come stiamo postando sulla nostra pagina di Facebook se i grandi della storia avessero ascoltato le critiche o i consigli degli esperti, non avrebbero cambiato il mondo e soprattutto non avrebbero vissuto la loro vita.

Per usare il titolo dei miei libri, se vivi la vita come tu la vuoi (il mio primo libro con Sperling & Kupfer), allora prendi in mano la tua felicità (che è quello in uscita a giorni).

Il resto conta poco. Come le parole al vento e le critiche inutili.

Claudio