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resilienza Archives - Claudio Belotti

Scrivi le tue ferite sulla sabbia

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“Impara a scrivere le tue ferite sulla sabbia e a incidere le tue gioie nella pietra.” Lao Tzu

Uno dei mentori della nostra Extraordinary Coaching School è il nostro Max Spini. Oltre a essere un Coach, è anche un Ultrarunner. Una di quelle persone che affronta percorsi di montagna con diversi chilometri di dislivello e centinaia di percorrenza. La sua esperienza è diventata un audiolibro nel quale ci parla della resilienza nello sport e nella vita e di come costruirla.

Ma che cos’è la resilienza? La parola resilienza nasce come descrizione di una proprietà meccanica, la capacità cioè di un materiale di assorbile l’energia di un urto senza rompersi. I materiali con una bassa resilienza sono detti “fragili”. Non è un caso che questo termine sia stato adottato dalla psicologia e sia diventato di uso abbastanza comune sul lavoro e nella vita in generale.

Per quale ragione ci serve resilienza? La resilienza determina in quale modo la capacità che abbiamo di passare indenni sotto i colpi della vita. A essere in qualche modo preparati e soprattutto pronti ad agire in qualunque situazione e in ogni condizione. La resilienza offre la possibilità di concentrarsi su ciò che abbiamo raggiunto ed essere consapevoli che saremo in grado di farlo ancora in futuro, perché sappiamo dove trovare le risorse adatte.

Cosa può darti la resilienza? La consapevolezza di ciò che hai nella vita. Quando sviluppi la tua resilienza ti capita di concentrarti su ciò che hai. Prendi tutte le cose che ti sono successe, quelle belle e quelle brutte e annota tutto quello che ti hanno dato. Nel bene o nel male ti hanno portato dove sei, puoi essere grato per ogni cosa bella che hai o hai avuto e per ogni cosa brutta che ha dato il suo contributo a renderti la persona che sei.

Dove può portarti la resilienza? Rispondere “dove vuoi” sarebbe fin troppo semplice, anche se in fondo è vero. La resilienza in realtà ti porta dove hai bisogno di essere. A volte può significare in fondo al percorso, altre volte a smettere prima di farti del male. Già, essere resilienti significa anche avere la capacità di fissare un limite che non vuoi superare e avere cura di te perché la vita non è una gara, e sicuramente non lo è con gli altri. Sei tu a decidere i traguardi, ciò che vuoi, come raggiungerlo e quando. Io personalmente lo faccio ogni anno nel workshop “Obiettivi!e mi diverto molto perché tante persone insieme a me trovano la propria dimensione e si impegnano per ciò che è davvero importante per loro. E questo fa una grande differenza nella vita.

3 semplici attività per gestire lo stress quotidiano

By | In evidenza, Senza categoria

Da molti anni ormai ho la possibilità di parlare e confrontarmi con tanti grandi imprenditori e di lavorare con loro, all’interno delle aziende che spesso hanno fondato e contribuito a rendere grandi. Questa possibilità mi ha permesso di conoscere la complessità e la durezza del lavoro degli imprenditori che si trovano a confrontarsi quotidianamente con mille problemi.

Il mestiere dell’imprenditore, in Italia in particolare, è costellato di tantissime difficoltà: dalle tasse, alla burocrazia, l’imprenditore e la sua impresa sono sotto una pressione costante; come già notava tanti anni fa Winston Churchill “alcuni considerano l’impresa privata come se si trattasse di una tigre predatrice alla quale sparare. Altri la considerano una mucca che possono mungere. Solo una manciata di persone la vedono per quello che è veramente: un robusto cavallo che tira un carro pesante”.

Per resistere a questa pressione e sopportare lo sforzo è necessario sviluppare una grande resilienza e allo stesso tempo scaricare questo peso in modo sano e continuativo: fare una lunga vacanza una volta all’anno potrebbe non essere il metodo giusto per far fronte agli sforzi quotidiani. Serve qualcosa di meglio. Bisogna creare un menù di attività utili, alcune routine di alleggerimento come in un allenamento, per sviluppare uno stile di vita salutare anche in ambito lavorativo.

Da imprenditore sono certo troverai queste 3 attività molto utili per gestire le difficoltà quotidiane in maniera più efficace:

  1. Prenditi del tempo per te. Il tempo è la risorsa più preziosa al mondo, ed è gratis. Proprio per questo in tanti ne sottovalutano il valore. Dedica del tempo a te stesso, possibilmente ad inizio e a fine giornata. Per riflettere e meditare a inizio giornata e raccogliere le energie mentali necessarie; a fine giornata fai il bilancio e tieni il diario della gratitudine, trovando almeno cinque cose delle quali essere grato.
  2. Circondati di persone forti. Più in generale puoi considerare l’opportunità di circondarti di persone mentalmente forti. In particolare, scegli persone che sono forti in ciò in cui tu sei debole. È inutile trascorrere la vita a cercare di colmare quelle aree di miglioramento che non ti servono o non ti interessano. Concentrati su quello che sai fare meglio e delega il resto delle attività.
  3. Ascolta il tuo corpo. Il corpo ti parla. Lo fa in molti modi e in molti casi facciamo finta di niente: prendiamo un antinfiammatorio o un calmante e andiamo avanti. Quel segnale che stiamo coprendo è il segnale di qualcosa che non va. Per migliorare la qualità della propria vita è importante imparare a coglierlo e utilizzarlo al meglio, trasformandolo in uno stimolo per cambiare, per modificare un comportamento e migliorare la propria resa sotto stress.

I 6 step dei Navy SEAL per allenare la tua resilienza

By | In evidenza

La resilienza è un concetto preso in prestito dall’ingegneria. Semplificando, con resilienza si intende la capacità di sopportare lo stress o meglio ancora si sottolinea in positivo la caratteristica di una persona che passa attraverso le difficoltà con sicurezza e agilità. La resilienza richiede una base solida di benessere fisico, capacità di recupero e di forza mentale.

Pur essendo il concetto di forza mentale abbastanza soggettivo, possiamo essere tutti d’accordo che ci siano alcuni gruppi di persone che hanno lavorato molto su questo aspetto al punto da poter essere presi come esempio. Probabilmente conoscerai i Navy SEAL, un reparto di forze speciali della marina statunitense super addestrato. SEAL infatti sta a indicare tutti gli ambienti in cui può operare: Sea – mare, Air – aria, Land – terra.

Il training mentale al quale vengono sottoposte queste forze è volto a sviluppare una forza mentale straordinaria che garantisca a ciascuno di loro la resistenza e la resilienza necessarie. Questa formazione si basa su sei tecniche che chiunque conosca la PNL troverà familiari. Vediamole insieme:

#1 Mangia l’elefante
Come si mangia un elefante? Semplice: un morso alla volta.
Di fronte a un compito complesso – un lavoro in coordinamento fra più gruppi, il lancio di un nuovo prodotto o di una startup, un trasloco tra città diverse o la preparazione di una maratona – spesso si prova paura e ci si ferma ancor prima di iniziare. I SEAL utilizzano una soluzione in piccoli bocconi. Uno spezzettamento: dividi l’elefante in parti più piccole che puoi gestire. In PNL lo chiamiamo chunking down.

#2 Visualizza il successo
Questa è una tecnica che nel mental training sportivo si utilizza da tanto tempo e in PNL è stata affinata e resa ancor più efficace.

Le visualizzazioni dei Navy SEAL hanno queste caratteristiche: sono vivaci e dettagliate e coinvolgono tutti i sensi. Contengono molti particolari per renderle il più reale possibile.

In Programmazione Neuro-Linguistica sappiamo bene l’importanza del lavoro sulle submodalità.

#3 Controllo emotivo
In PNL preferiamo utilizzare il termine gestione emotiva ma ci sta che i Navy SEAL abbiano portato un po’ all’estremo il concetto. In effetti, il carico di stress che potrebbe trovarsi a gestire un militare impegnato in un conflitto non ha un termine di paragone nella vita di tutti i giorni.

La soluzione dei SEAL è chiamata 4 di 4 per 4 : respira per 4 secondi, espira per 4 secondi, ripeti per 4 minuti. Un semplice esercizio di respirazione per spegnere gli ormoni dello stress e favorire il rilassamento del corpo.

Nella Programmazione Neuro-Linguistica sappiamo che nella gestione dello stato emotivo è fondamentale quella che viene chiamata la fisiologia, il corpo. La pratica della meditazione è una ottima soluzione; quando ti senti stressato, fermati e fai qualche respiro profondo. Se vuoi scoprire o approfondire questa metodica straordinaria, ti invito a partecipare al prossimo Basi di PNL: informati qui.

#4 Non reattività
Abbiamo imparato la preziosa lezione di Virginia Satir che diceva: La vita è quello che è e non quello che dovrebbe essere. Il modo di gestire ciò che accade è quello che fa la differenza. In sostanza è chiaro che non possiamo controllare ciò che accade nel nostro mondo, ma possiamo controllarne l’interpretazione.

In Programmazione Neuro-Linguistica conosciamo l’importanza del reframing. Si tratta di reincorniciare una convinzione limitante o una visione disfunzionale della realtà, trasformando quella che avrebbe potuto essere interpretata come una situazione negativa per farla diventare positiva, utile e funzionale.

Questo non significa ignorare la realtà o nasconderla sotto il tappeto: significa trarre il meglio da ogni cosa. Un evento negativo può essere una sfida, una sconfitta ha sempre un insegnamento dentro, un fallimento ti può chiarire cosa non ha funzionato.

#5 Piccole vittorie
Conosci il potere della gratitudine? Scrivi, ogni giorno, sul tuo diario cinque cose di cui sei grato? Se non lo fai dovresti iniziare. Quelle che i Navy SEAL chiamano piccole vittorie aiutano ad avere un tono dell’umore positivo e quando ciò avviene è più facile guardare a ciò che di bello accade nelle nostre vite. E tutto migliora.

#6 Trova la tua tribù
I Navy SEAL sanno che nessuno vince da solo. È una lezione che tutti prima o poi si trovano a dover apprendere. In famiglia, sul lavoro, in politica, a livello microscopico e a livello macroscopico, è una legge universale. E noi esseri umani, animali sociali, dovremmo saperlo bene. La Programmazione Neuro-Linguistica ci insegna il rapport, ci insegna la calibrazione e il ricalco, ci insegna a guardare l’altro, ad ascoltare l’altro e comprendere ciò che prova. Ci insegna questo per permetterci di comunicare meglio, di aiutare le persone sulla base delle nostre capacità e in funzione delle loro necessità.

Trova la tua tribù è ciò che mettiamo in pratica in Extraordinary: siamo in un certo modo, ci comportiamo in una certa maniera, esprimiamo certi valori per attrarre persone che condividono con noi la stessa passione per la crescita personale e il successo desiderano ottenerlo attraverso il lavoro e lo studio; crediamo nelle persone che preferiscono fare anziché parlare e hanno fede nei propri obiettivi perché sanno che il proprio scopo li guiderà verso la realizzazione di ciò che vogliono e meritano.