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Programmazione Neuro-Linnguistica Archives - Claudio Belotti

Le 3 caratteristiche fondamentali per trasformarti grazie alle tue abitudini

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In molti desiderano una vita al di sopra della media, ma cosa stanno facendo per realizzare questo obiettivo? Il successo negli affari e nella vita, spesso, dipende dall’integrità, dalla disciplina e dalla fede. 

Mi spiego meglio: essere integri significa essere non-rotti, cioè tutti di un pezzo quindi coerenti e allineati alle proprie idee, ai propri valori e alle proprie convinzioni. La disciplina è quella forza che si sviluppa e si nutre con il carburante dello scopo. Cioè quando conosci la tua direzione e hai fissato degli obiettivi che ti avvicinano ad esso, la disciplina ti permette di arrivarci senza distrazioni. La fede significa credere, ed è innanzitutto fiducia: in sé, nei propri mezzi e anche negli altri. 

Ogni volta che ho l’occasione di parlare con persone che ottengono risultati straordinari, nella vita e sul lavoro, cerco sempre di verificare quali sono le abitudini più comuni che adottano per ottenere questi risultati: non è ciò che fai una volta, è quello che fai tutti i giorni che ti cambia la vita. Ti do 3 consigli pratici per vivere la vita come TU la vuoi:

Scopri i tuoi superpoteri e mettili a frutto

È facile ignorare i compiti o le attività che ci vengono spontaneamente. Spesso infatti tendiamo a sottovalutare le cose che non sembrano un duro lavoro. Ecco, queste attività che svolgi facilmente sono i tuoi superpoteri. Ti permettono di ottenere un impatto maggiore con meno sforzi. Per individuare i tuoi talenti puoi domandarti: per quali capacità mi fanno i complimenti? Cosa faccio anche senza pensarci? Dove ottengo maggiori e migliori risultati? Dagli un nome e questi talenti ti aiuteranno a essere più integro, più allineato con chi sei e ciò che vuoi. Per fare un percorso completo e mettere a frutto i tuoi superpoteri ti consiglio la lettura di Super You nel quale ti aiuto a scoprire e allenare ogni tuo talento.

Pianifica il tuo apprendimento

Se vuoi continuare a crescere, hai bisogno di sviluppare le tue capacità, nutrire i tuoi interessi e apprendere nuove informazioni per evolvere. Per garantirti la crescita fai un piano annuale dei corsi che preferisci, dei libri che ti interessano, degli eventi che più ricchi di speaker e idee e prendi l’impegno di rispettarlo. Fissa le date in agenda, chiedi le ferie e metti da parte il budget. Per scegliere cosa fare, invece puoi farti queste domande: cos’è importante per me? Quale abilità mi serve sul lavoro? Cosa sarebbe utile sapere? Inoltre, se hai la possibilità, in termini economici e di tempo, scegli un evento di formazione all’anno lontano dai tuoi interessi e compatibile con i tuoi valori. Ricorda la tua formazione è il vestito migliore che puoi indossare quando ti presenti. E proprio come un vestito che scegli per un colloquio o un incontro di lavoro, non lo scegli per il lavoro che hai ma per il lavoro che vuoi.

Scegli (inizia da te stesso)

Trascorriamo molto tempo in attesa di essere scelti: per il lavoro, per una promozione, per partecipare a un fantastico progetto. Il desiderio di essere accettati, riconosciuti e premiati dai propri superiori è un atteggiamento normale nella vita di tutti. Ed è normale anche che dopo che ciò non accade per molte volte, si perda la fiducia. Riparti quindi dalla fiducia in te e dalla fiducia nei tuoi leader. Non è detto che se hai chiesto qualcosa cento volte, non possa essere chiesta una volta in più. E non generalizzare: le situazioni cambiano, le persone cambiano. Se hai ricevuto un rifiuto per un aumento, non è detto che ti venga anche rifiutata la partecipazione a un progetto che ti sta a cuore. Quando c’è un progetto su cui vuoi lavorare, dillo al tuo capo e spiega perché sei la persona giusta per farlo e in che modo lo bilancerai con le altre responsabilità. Se c’è un altro lavoro che vorresti fare, studia per sviluppare le competenze di cui hai bisogno in quel ruolo. In qualunque caso non aspettare che succeda, agisci per farlo accadere.

Tenersi stretti i migliori

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Diversi studi recenti hanno dimostrato quanto sia costoso per le imprese lasciarsi scappare i dipendenti migliori. Non ultimo, uno diffuso da Deloitte, ha calcolato che il costo derivato dalla perdita di un dipendente super bravo possa variare da decine di migliaia di dollari fino a 1,5-2,0 volte lo stipendio annuale del dipendente. Questo significa che la sostituzione di un dipendente che guadagna 50mila dollari, può arrivare a costarne anche 100mila.

In questo calcolo sono inclusi i costi della ricerca del personale, il tempo speso per i colloqui, le assunzioni, l’inserimento, le risorse sottratte alla produzione per la formazione, i tempi per allineare la produttività e gli inevitabili errori iniziali. Senza considerare la perdita a livello umano e l’impatto emotivo sul personale che l’abbandono di un dipendente di valore necessariamente causa.

Quando succede molti imprenditori reagiscono offrendo denaro e in molti casi ci rimangono male se il dipendente li rifiuta. Gli stessi studi dimostrano che, sebbene una retribuzione sotto la media possa sicuramente contribuire alla fuoriuscita dei dipendenti, una appena sopra la media non compenserà un cattivo posto di lavoro. I dipendenti ben pagati ma scontenti alla fine lasceranno comunque e faranno i loro soldi da qualche altra parte.

Bisogna quindi analizzare le motivazioni che portano i dipendenti migliori ad andarsene e fare in modo che quando accade non si inneschi una valanga. Il modo migliore per farlo è ascoltare il dipendente. Spesso si tratta di ascoltare un discorso d’addio già preparato, nel quale magari c’è qualche sassolino tolto dalla scarpa o nel quale l’ex dipendente sottolinea le proprie frustrazioni. Anche se è difficile aprirsi e accettare queste critiche, è fondamentale quando si perde – in questo caso un dipendente – non perdere la lezione.

Infine, è importante prendere questi feedback e analizzare la situazione, allargandola al resto dell’impresa: con l’aiuto delle Dinamiche a Spirale riesco a ottenere sempre ottimi risultati, tanto a livello personale quanto a livello di sistema. Mettendo a frutto anche una esperienza poco piacevole come le dimissioni di un dipendente di valore, si possono mettere in pratica soluzioni vincenti per tutti: si migliora l’ambiente di lavoro per gli altri dipendenti e si riducono i rischi di abbandono e i costi per le sostituzioni.

Il gioco del carisma

By | In evidenza

Una delle principali funzioni della Programmazione Neuro-Linguistica è il modellamento dell’eccellenza. Il modeling infatti è il meccanismo elaborato da Richard Bandler e John Grinder per capire e replicare il modo in cui le persone che eccellono in una attività a fare quello che fanno e replicarlo.

Qualche settimana fa, mentre ero in sessione con un cliente, lui mi ha chiesto cosa avrebbe potuto fare per risultare più simpatico e attraente agli occhi dei suoi dipendenti e dei collaboratori della sua azienda. Così mi è venuto in mente di fargli fare un gioco, ispirato al concetto del modeling. Si tratta di estrarre le caratteristiche fondamentali di quello che possiamo chiamare carisma o charme da una o più persone che ammiri e ti ispirano. Qui di seguito ti riporto il risultato del gioco al quale ognuno può ispirarsi per trovare un modo personalizzato per sprigionare il proprio carisma in tre semplici passi (più uno):

1. Offrire il cento per cento dell’attenzione: guardare in giro alla ricerca di qualcuno o qualcosa è una ottima tecnica per apparire indaffarato e ignorare una persona con la quale non si desidera avere una conversazione. Dedicarle il massimo dell’attenzione invece è esattamente ciò che serve per farla sentire al centro del mondo. Le persone carismatiche fanno sentire gli altri al centro del mondo.

2. Ascoltare più che parlare: parlare sopra, interrompere e intervenire in continuazione inserendosi nel discorso degli altri è uno dei comportamenti più fastidiosi che si possano mettere in atto. Ascoltare con attenzione ciò che l’interlocutore ha da dire è segno di grandezza. In molti casi oltretutto è anche utile: ascoltando fino in fondo le persone, spesso, esauriscono la carica che sostiene i loro argomenti e alla fine del discorso sono già soddisfatte per aver espresso la propria idea. Le persone carismatiche ascoltano e lo fanno per capire non per controbattere.

3. Essere gentili, per il gusto di esserlo: riservare una certa durezza, una frase sprezzante o un tono seccato al proprio interlocutore serve a mantenere una certa distanza. Compiere un atto di gentilezza deliberato è utile a rendere speciale la giornata di qualcuno. Le persone carismatiche sono gentili senza aspettarsi nulla in cambio.

Infine, quella che forse è la caratteristica più utile: pensare le parole prima di pronunciarle. Le parole che usi influenzano l’atteggiamento degli altri. Vogliamo tutti essere parte di un gruppo di pari composto da persone felici, entusiaste e soddisfatte. Le parole che usi ogni giorno con gli altri possono aiutarli a sentirsi meglio con sé stessi e anche a farti sentire meglio con te stesso.