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prendi la vita nelle tue mani Archives - Claudio Belotti

L’Italia unita

By | Riflessioni

In una delle ultime puntate del suo programma, Crozza faceva notare come, nelle ruberie dei politici, tutte le regioni italiane si assomigliassero. Da nord a sud, tutti fanno la stessa cosa.

Nella capitale ho notato che anche i commessi dei negozi agiscono come i colleghi lombardi. Quando un cliente entra nel punto vendita, lo ignorano. Non lo fanno tutti ovviamente ma, almeno nella mia esperienza, tanti. Se tu cliente saluti, a volte, rispondono, altre no. Se chiedi di vedere un paio di cose è meglio che poi compri, non sono mica lì a perdere tempo con te!

Io pensavo ci fosse la crisi, ma sembra che per alcune persone non ci sia. Purtroppo per molti di loro lo stipendio non cambia, sia che salutino o vendano, sia che non lo facciano.

La stessa similitudine la vedo nel malcostume del parcheggio in doppia fila. Abbandonata lì, tanto che vuoi che succeda. Niente se torni immediatamente, ma se stai in giro a farti gli affari tuoi valuta che potresti intralciare altri. È un concetto di educazione civica, roba ormai fuori moda.

Parliamo delle persone, come ho twittato giorni fa, che si sdraiano sul bancone del bar a bere il loro caffè in santa pace? Dietro, tutti aspettano, ma loro non se ne accorgono, troppo presi dai loro pensieri e dalla loro, soggettiva, importanza.

A proposito di twittate, ce ne sono state due che mi sono piaciute molto ultimamente. Mi piacciono perché richiamano all’azione e alla responsabilità. Cioè l’abilità di dare una risposta.

La prima è di Papa Francesco: “Cari giovani, non sotterrate i talenti, i doni che Dio vi ha dato! Non abbiate paura di sognare cose grandi!”.

La seconda di Joel Osteen (Pastore americano famosissimo): “Attendi con aspettativa ma non sperare solamente. Non limitarti a pregare. Preparati e agisci con fede”.

I commessi non lo sanno, ma la crisi c’è. I politici fanno gli affaracci loro, ma il paese è allo stremo. I maleducati non se ne accorgono, ma ci sono altre persone nel mondo, proprio dietro di loro,  che aspettano il loro turno per il caffè.

E allora che fare?

Puoi sfogarti al bar, su Facebook o sul tuo blog. Puoi aspettare che qualcuno faccia qualcosa. Magari il Papa, o qualche politico (magari quelli nuovi, i giovani, come li hanno chiamati).

Puoi arrenderti, non è da italiani, ma si può fare.

Puoi emigrare, in tanti lo hanno già fatto, purtroppo.

Puoi iniziare a fare qualcosa. Non dico di cambiare il mondo. Basterebbe sorridere, dire “buongiorno!”, parcheggiare senza bloccare altri, prendere il tuo caffè lasciando che anche gli altri lo possano fare.

Sono in troppi a lamentarsi senza fare. Tutti criticano i leader dei tre maggiori partiti politici. La cosa buffa è che nessuno ammette di averli votati. Sono lì perché hanno preso tanti voti, ma non trovi nessuno che dica di aver votato per questo o per quello.

Nessuna responsabilità, nessuna conseguenza per le nostre azioni… Purtroppo non funziona così. Alla fine, prima o poi, le conseguenze arrivano, è la legge di causa ed effetto.

Le rivoluzioni si possono fare in piazza con i forconi, o nella vita di tutti i giorni con il buon senso e l’educazione.

Siamo ancora in tempo, ma dobbiamo iniziare immediatamente e tutti, nelle piccole cose che facciamo tutti i giorni.

Festeggiamo una nuova liberazione, e magari anche una nuova festa del lavoro. Magari prendendoci l’impegno di liberarci delle cose che non vanno, facendo qualcosa per cambiarle.

Buon primo maggio.

Claudio

Meglio prima che troppo tardi

By | Riflessioni

Nel famoso discorso a Stanford, Steve Jobs diceva che la morte è il miglior agente di cambiamento della vita. Probabilmente aveva ragione. Non a caso molti di noi cambiano proprio quando si avvicinano a quell’inevitabile momento.

La saggezza popolare dice che è meglio tardi che mai. Io inizio a pensare che è meglio prima che troppo tardi.

Il Dalai Lama dice che gli sembra “curioso” vedere gli occidentali perdere la salute per guadagnare i soldi che poi usano per curarsi. Non usa queste parole ma il senso è quello.

In queste settimane molte persone a noi care vivono in prima persona grossi problemi di salute. Alcuni perché stanno male, altri perché sono vicino a qualcuno che sta male.

Due di questi, miei cari amici, sono troppo giovani per doversi fermare per una malattia. Ce ne sono tanti negli ospedali e qualcuno di loro, forse, lotterà tanto ma senza vincere…

È la vita. Lo so. Ci sono già passato. Ci ho persino convissuto per molti, molti anni.

Questi eventi, se tutto va bene, ti cambiano le prospettive.

In PNL, nella metafora del viaggio dell’eroe, sono le famose “chiamate”. In Dinamiche a Spirale, sono i problemi che non puoi risolvere con il modo di pensare che hai. Quei problemi che ti fanno evolvere.

Non sempre l’eroe risponde alla chiamata. Non sempre evolviamo nel modo di pensare. C’è qualcuno che è bloccato e non passa l’esame. In questi casi la vita fa due cose. O ti ripresenta la lezione, o lascia perdere e rinuncia a te.

In una delle cene con il “mio fratello da genitori diversi”, uno dei miei migliori amici che come me ha perso il Padre, ci siamo detti che se non ci godessimo la vita, se non la vivessimo secondo i nostri valori e principi, se buttassimo via i nostri giorni la loro morte sarebbe inutile.

Sarà che non ho più vent’anni ahimè, ma penso sempre di più che dovremmo mettere le cose in fila.

A dire il vero io a vent’anni me la sono goduta assai. Anche a trenta e adesso a quaranta.

Per un breve momento ho creduto alle balle che ci raccontano. Che i soldi fanno la felicità, che la taglia dei pantaloni fa la felicità. La casa grande, la macchina veloce, i figli bravi a scuola…

Non sono stupido, so che sono cose importanti, non a caso lavoro per averle nella mia vita. Ma so che non sono quelle a renderti felice. Mettere in fila le cose e agire in funzione di ciò che conta veramente per te ti rende felice.

Ecco perché poi riesci a goderti la casa grande, la macchina veloce e tutto il resto.

Lo so, sono ripetitivo. Ci ho scritto un libro a riguardo ma, visto che non è ancora chiaro a tutti, mi ripeto. Chissà che non riesca a convincere qualcuno prima o poi.

Grazie.

Claudio

 

P.S. Fai una cosa oggi. Fai qualcosa di importante che rimandi da tempo. Tipo passare un bel momento con qualcuno di caro. Non aspettare di aver fretta a farlo.