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prendi in mano la tua felicità Archives - Claudio Belotti

Quando dire no ti aiuta a dire sì a ciò che ami veramente

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Per quale ragione è importante conoscere sé stessi?

Chi conosce sé stesso ha un vantaggio sulle altre persone: ha maggiori probabilità di essere felice nella vita.

Quando sai cosa vuoi e perché lo vuoi ogni scelta che fai, ogni azione che decidi di compiere – o di non compiere – ogni obiettivo che scegli di perseguire ti avvicina al tuo scopo. E lo scopo è alla base del mio metodo di Coaching.

Lo scopo è alla base delle nostre motivazioni, e solo se le attività in cui ci impegniamo quotidianamente ci aiutano a raggiungerlo possiamo dire di condurre una vita felice. Definirlo con precisione è la prima cosa da fare. Il rischio, altrimenti, è che tu spenda energie per conquistare obiettivi poco coerenti con la tua vera natura e che dunque, una volta raggiunti, possono non influire in alcun modo sul tuo benessere interiore

Questo è ciò che scrivo nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” e questo è quello che penso tutt’oggi.

Lo scopo quindi ti cambia la vita? No. Lo scopo ti fa scoprire la vita. La tua. È questa è la cosa più importante. Perché una volta che sai qual è la tua vita dirai molti splendidi “sì” e tanti sereni “no”.

Ecco, la ragione per la quale è importante conoscere sé stessi è che puoi rispondere “sì” o “no” con rapidità, a cuor leggero e allo stesso tempo con consapevolezza.

Da Coach penso che ognuno abbia il diritto di decidere ciò che è meglio per sé. O come diceva il dottor Clare W. Graves “ciascuno ha il diritto di essere chi è”.

Dire “no” ti aiuterà a dire “sì” a ciò che conta davvero per te. Tutto ciò che ti serve è un po’ di conoscenza di te e delle metodologie di Coaching che funzionano meglio. “Il Coaching secondo Claudio Belotti” è il luogo e il momento giusto per comprendere cosa funziona, cosa ti rende efficace, cosa ti servire per dire qualche “no”.

Fatto il punto su ciò che è davvero importante nella tua vita, potrai scegliere quali sono le tue esigenze personali e/o professionali e disegnare una rotta su come crescere in modo efficace.

Conosci te stesso?

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Per quale ragione alcune persone ottengono risultati e altre no? La differenza tra chi ottiene dei risultati e chi non li ottiene è nel modo in cui alcuni reagiscono ai fallimenti, nel modo in cui si apprende dai propri sbagli e da quanto si fa tesoro di ciò che si è appreso per migliorare continuamente. Per sviluppare questa mentalità “costruttiva” è importante che ciascuno di noi lavori sull’individuazione del proprio scopo: lo scopo è ciò che ti fa andare avanti e oltre ogni ostacolo e difficoltà.

Per individuare e definire correttamente il proprio scopo ci sono molti metodi. Il mio, quello che io stesso utilizzo nel metodo “One Hand Coaching” l’ho descritto nel libro “Prendi in mano la TUA felicità. Si parte dalla risposta alla domanda “perché faccio quello che faccio?”. Una volta fatto avrai tutto ciò che ti serve per individuare la direzione migliore per la tua vita. E avrai fatto un bel passo avanti nella conoscenza di te stesso.

Per approfondire la conoscenza di te, poi puoi farti qualche altra domanda. Se hai lavorato bene sullo scopo, tutto questo ti sarà molto più semplice:

Che cosa dà significato alla tua vita? È un altro modo per lavorare sul perché fai quello che fai. E per approfondirlo. Le persone di maggior successo non esauriscono mai le energie per il proprio lavoro, perché hanno la consapevolezza di star soddisfacendo la propria vocazione. Cosa dà significato, soddisfazione e pienezza alla tua vita?

Quali sfide sei disposto ad accettare sempre? Trovare ciò che ci sfida, ciò che ci ingaggia nella creazione di ciò che desideriamo è una risorsa preziosa. Ci sono persone che sono sempre disponibili ad aiutare gli altri, altre che desiderano capire fino in fondo, altre ancora che vogliono far bene ogni cosa che fanno (senza inutili perfezionismi). Per te cosa è davvero importante dimostrare nella tua vita?

Come vorresti essere ricordato o cosa vorresti che fosse ricordato della tua vita? Il tuo scopo non soddisfa solo te stesso. Il tuo scopo va oltre te stesso e porta qualcosa anche al resto del mondo. Lo scopo è come un accordo in musica: più note si uniscono a formare un suono armonioso e tu quando trovi il tuo scopo crei in te e attorno a te l’armonia.

3 consigli per prepararti a un nuovo lavoro

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L’autunno spinge molte persone a desiderare un cambiamento. Magari è l’ispirazione dell’estate o la prospettiva di un nuovo inverno. In molti in questo periodo mi chiedono spesso consigli sul modo migliore per cambiare lavoro.

Ovviamente non conoscendo la situazione personale non posso aiutare persona per persona a trovare la quadra in una scelta così importante. Però ci sono delle attività, delle decisioni, dei lavori da fare su di sé che possono aiutarti a preparare il grande passo.

Ho 3 consigli su come comportarti se hai questo obiettivo:

  1. La formazione. Utilizza il tuo lavoro presente per finanziare – sia in termini economici che di tempo – la tua crescita. Scegli corsi che ti porteranno lontano, qualcosa che ti stimoli e ti interessi in maniera profonda. In quale ambito desideri maggiormente specializzarti? Qual è la spinta che ti motiva? In che modo puoi trasformare questa passione in un lavoro?
  2. Un Curriculum interessante. Se la tua intenzione è quella di cambiare azienda domandati di cosa ha bisogno l’azienda per la quale desideri lavorare. Sai, ad esempio, in che stadio si trova? Raccogli informazioni! Scopri anche i valori che la contraddistinguono. A questo punto personalizza il tuo curriculum e la tua presentazione mettendo in evidenza gli aspetti più interessanti… per loro!
  3. Immaginati in quel ruolo. Prima di fare il salto, immaginati in quel ruolo. Immagina le tue giornate, il tuo lavoro. Cosa faresti di diverso che desideri fare? E cosa non desideri fare? La tua giornata tipo ti darebbe le soddisfazioni che desideri? Pensare per conseguenze è fondamentale quando si affronta una scelta così importante.

Cosa hai deciso di fare per realizzare il tuo obiettivo?

Gestire in modo più efficace le priorità di lavoro

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Quante volte ti sarà capitato di prendere più lavoro di quanto ne potessi umanamente gestire? Preparati al ritorno in ufficio a settembre in modo da gestire meglio il tuo carico di lavoro! È necessario sviluppare i giusti anticorpi per difendersi dalle continue richieste e fare in modo di renderle gestibili.

Per fare questo è necessario imparare a gestire tanto le richieste insistenti o pressanti del proprio capo quanto gli ordini dei clienti, le loro necessità e le promesse fatte al momento di definizione del contratto. La gestione del tempo e del carico di lavoro passa sempre da una efficace gestione di sé.

Per questa ragione è necessario, quando si riceve la richiesta di prendere in carico ulteriore lavoro, porsi 3 domande chiave per stabilire se rispondere sì o no:

Quale risposta mi avvicina di più al mio scopo? Lo scopo è un faro, una guida quando hai bisogno di sapere la direzione in cui andare. A volte si decide di prendere un lavoro perché ci soddisfa economicamente ma ci allontana dal nostro scopo. Se questo avviene troppo di frequente il lavoro stesso inizia a diventare un peso.

Qual è il costo di ciascuna risposta? Questo è un modo molto pratico di affrontare la questione. Se rispondi sì quali carichi di lavoro avrai? Quali vantaggi? Quali nuove competenze o risorse? E se rispondi no? Quali problemi dovrai affrontare? A chi sta dicendo no? Quale esperienza stai evitando? Per quale ragione?

In che modo puoi trattare? A volte non è tutto sì o no. Quando ricevi la richiesta di svolgere un lavoro puoi pensare se in questa richiesta c’è un margine di trattativa. Se hai chiari i tuoi obiettivi (e il tuo scopo) puoi sempre proporre una alternativa. Il punto è offrire il supporto in un altro modo che non richieda di svolgere effettivamente molto più lavoro.

3 domande per migliorare subito la TUA giornata

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Quasi ogni giorno la vita ci offre mille motivi per essere tristi, incazzati, di cattivo umore. Allo stesso tempo ce ne sono almeno altri mille per sorridere, per essere felice, per amare. Ciascuno di questi motivi ha qualcosa in comune con tutti gli altri: sei tu che lo scegli, sei tu che decidi come sentirti.

Tu sei responsabile per la tua mente, per ciò che pensi e per come ti senti. Pensa bene, agisci di conseguenza. Scegli di dare spazio alle sensazioni positive e se non le senti, cercale, trovale o creale.

La felicità è sempre soggettiva: si può essere poveri e felici o ricchi e tristi (e naturalmente viceversa). Pensaci un attimo: quanto sarebbe bello avere un quantitativo di denaro sufficiente a vivere una vita dignitosa, potersi togliere anche qualche sfizio, avere un tetto sulla testa, una casa dove tornare, del cibo da mangiare…

Molto bello, vero? Se ci pensi, potresti persino essere più ricco di quel che ritieni. E non parlo di soldi. Le tue condizioni di vita sono un sogno per larga parte della popolazione mondiale, le tue aspettative di vita, persino il lavoro che di tanto in tanto ti trovi a mal sopportare. Come dice il grande Richard Bandler “le delusioni richiedono una grande pianificazione”.

Una giornata storta può succedere ma raddrizzarla è più semplice di quel che pensi. Per renderla migliore fin da subito infatti puoi porti 3 domande ogni mattina quando ti svegli:

  1. Per cosa provo gratitudine oggi? Esserti svegliato in un letto, in una casa, magari vicino alle persone che ami, nel modo in cui hai scelto di vivere la tua vita. Avere il tempo e una mente che ragiona per costruire la vita che desideri. Non è importante che tu sappia già per cosa essere grato: inizia a cercare e vedrai che qualcosa ti verrà in mente.
  2. Chi posso ringraziare? Sii gentile con il prossimo e soprattutto con le persone che hai più vicino. Ringrazia le persone con cui lavori, i tuoi collaboratori. Questo è il segreto. Il modo migliore per farlo è non lasciare tempo alla persona per replicare. Ringrazia la persona che hai in mente mentre attraversi l’ufficio, quando esci dall’ascensore o mentre esci dal bar.
  3. A chi posso dedicare attenzione? A volte è sufficiente scambiare quattro chiacchiere con una persona per cambiare completamente la giornata. La tua e la sua. Ricorda: la persona alla quale dedicare attenzione potresti essere anche tu. Impara a riconoscere i tuoi bisogni e a soddisfarli.

3 modi semplici per costruire e valutare il tuo successo

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Capita molto spesso di interrogarsi sul significato del termine successo. Se mi segui saprai già che per me successo è il participio passato del verbo succedere e una persona di successo è una persona che ha fatto succedere quello che aveva sognato, scritto, pianificato e poi messo in pratica.

Il bisogno di dare un senso alla parola successo ci fa dimenticare un altro aspetto ugualmente importante. Quel significato, cioè il significato che diamo al successo è sempre soggettivo: ciò che decidi di far succedere nella tua vita è ciò che scegli per te. Quando rivolgi lo sguardo a ciò che hai fatto nella tua vita ascolta innanzitutto le tue emozioni. Sei felice di ciò che hai fatto?

Il successo infatti è strettamente collegato alla felicità: la felicità è un indicatore di successo. Nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” infatti ti aiuto a raggiungerle entrambe attraverso il mio metodo originale di Coaching: il One Hand Coaching. Ovviamente puoi vederlo in pratica anche al “Coaching secondo Claudio Belotti”, l’evento annuale che ti immerge nel mondo del Coaching attraverso 30 anni di esperienza, lavoro e passione.

Per aiutarti a stabilire un criterio per costruire e valutare il tuo successo, puoi fare queste 3 azioni:

Sviluppa la capacità di guardare ai progressi e non al risultato. Per costruire il tuo successo è importante imparare a guardare al processo e ai progressi che fai. L’obiettivo che hai fissato è secondario alla persona che diventi mentre lo raggiungi. Perché quella persona – la persona che acquisisce le competenze necessarie a raggiungere il traguardo – è la persona che desideri essere. Ogni tanto fermati, guardati, guarda ciò che hai fatto e sii semplicemente felice.

Resta collegato al tuo scopo. Nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” ti parlo dell’importanza dello scopo. Lo scopo ti aiuta ad essere grato per ciò che hai perché ti permette di vedere in prospettiva il qui ed ora e il futuro che desideri. Il tuo scopo inoltre ti dà la possibilità di rimanere flessibile di fronte alle avversità, modificare i piani di conseguenza e quindi prepararti per un successo ancora maggiore.

Fai caso alle cose belle che ti capitano. E’ più difficile che essere grati, perché richiede di sviluppare l’abilità di riconoscere al volo le proprie emozioni. E quando si presenta una emozione che ti fa stare bene, quello è il momento giusto per notarlo e creare un’àncora positiva – in PNL un’àncora si ha quando un’esperienza si lega ad una emozione/sensazione intensa – perché altrimenti il cervello in autonomia creerà per lo più àncore negative utili per sopravvivere (come il dolore provato quando si prende la scossa).

Tra Scopo e Passione

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Se mi conosci e mi segui sai che c’è un aspetto della vita che ritengo fondamentale: lo scopo. Lo scopo è il perché fondamentale: perché fai quello che fai. Molti tendono a confonderlo o a sovrapporlo con la passione. Ma la passione è solo un elemento dello scopo. La passione infatti si può accendere e spegnere, si alimenta o scompare. Lo scopo esiste e resiste in qualsiasi situazione. Proprio come la passione, di scopo se ne può avere più di uno, anche se uno sarà sempre dominante.

Nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicitàti racconto il mio metodo di Coaching: il “One Hand Coaching”. Non è un caso che abbia scelto proprio lo scopo come primo elemento. La definizione dello scopo è il motore che allinea tutti i pianeti, è la forza che ti guida nella vita attraverso le tue passioni. La passione infatti si crea, lo scopo si trova.

In una nota pubblicità si diceva che un diamante fosse per sempre. Allo stesso modo lo è lo scopo. In questo si differenzia dalla passione. La passione arriva, cresce, si soddisfa e poi si attenua. Magari non scompare. Resta in forma più tenue e cambia nel tempo. Lo scopo no: lo scopo è qualcosa che va al di là della passione. È simile alla passione ma contiene in sé qualcosa di universale, di assoluto.

Lo scopo infatti è una somma di identità, valori, focus: è una aspirazione. Lo scopo non si soddisfa mai pienamente, è un moto perpetuo, una storia infinita, una chewing-gum che ha sempre sapore. Trovare il proprio scopo allora diventa una risorsa fondamentale, nella vita di tutti i giorni e sul lavoro. Invece di chiederti cosa ti rende felice e di seguire le tue passioni, chiediti a cosa tieni profondamente e per quale ragione.

Sviluppa un profondo senso dello scopo: questo ti darà molta più capacità di recupero di quanto una passione da sola possa mai fare. E questo recupero favorisce lo sviluppo della resilienza che ti farà avere successo nel lungo periodo. È un percorso più semplice di quello che puoi immaginare e ti porterà a raggiungere una grande soddisfazione.

Inizia subito: cosa è importante per te nella vita? Perché lo è?

Fare rete con i livelli logici

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Fare networking, cioè creare e ampliare la rete di contatti per realizzare nuove opportunità è un lavoro vero e proprio. Non è una attività secondaria da fare a tempo perso. È un punto cardine di qualsiasi professione e bisogna imparare a farlo nel modo giusto. La ragione è semplice: non conta chi conosci, è importante il modo in cui conoscono te.

Attenzione: non è una questione di reputazione. Non solo. Fare rete significa mettere in condivisione valori e convinzioni e mettersi a disposizione per quelle che sono le proprie competenze. Se volessimo analizzare il networking con i livelli logici di Dilts potremmo dire che:

Ambiente: dove e quando fai rate non sono aspetti fondamentali. Se fatto con rispetto per il luogo e il momento, va bene qualsiasi luogo e ogni momento. Il rispetto viene prima di tutto: chiedersi se è il momento giusto per parlare di lavoro o affari è fondamentale. E tra poco vedremo per quale ragione.

Comportamento: il tuo comportamento certamente va calibrato sulle persone presenti. In una occasione formale prima di scherzare devi capire se il tuo interlocutore o i tuoi interlocutori sono sulla stessa linea d’onda. Allo stesso modo in una occasione informale, parlare solo di lavoro potrebbe annoiare. Infine, fai i compiti a casa: studia chi sarà presente, quali punti di contatto avete e cosa puoi fare per questa persona.

Capacità: le tue capacità dovrebbero essere al servizio delle altre persone. Ascoltare gli altri è il primo passo. Mettersi a disposizione per risolvere i problemi in base alle tue possibilità, è il secondo. Per sugellare questa relazione, una volta risolto il problema o approntata la soluzione, puoi chiedere un feedback. Sviluppa la capacità di calibrare il non verbale e capire chi ha bisogno di parlare. Tu resta in ascolto: le persone sono straordinarie.

Valori e Convinzioni: qui inizia a parte importante. Più sei chiaro su quelli che sono i tuoi valori – più sei chiaro innanzitutto con te stesso – più è facile attrarre persone che la pensano nello stesso modo. Per lavorare bene, i livelli logici alti – cioè i livelli che affrontiamo da qui in poi – devono essere soddisfatti. Chiarisci i tuoi valori, le tue convinzioni e i tuoi obiettivi: questo ti aiuterà a trovare le persone giuste con le quali lavorare in modo sereno. Crea delle connessioni forti sulla base dei valori condivisi con le persone con le quali parli.

Identità: chi sei non è ciò che fai. Le persone scelgono con chi collaborare molto più spesso sulla base di ciò che sono prima ancora che sulla base di ciò che fanno. Per questo è fondamentale avere una identità chiara e ben definita. Qui entra in gioco la reputazione. La reputazione cos’è? È la distanza fra ciò che dici di essere e ciò che sei. A parole sono tutti bravi ma ciò che conta alla fine sono i risultati. Quando vuoi fare rete metti da parte il tuo io e lascia che siano le altre persone a esprimere chi sono.

Scopo: anche qui la chiarezza è fondamentale. Ti è chiaro il tuo scopo nella vita? Più è chiaro a te, più sarà semplice comunicarlo agli altri. Meglio comunichi il tuo scopo, più semplice sarà incontrare persone che hanno scopi coerenti, complementari o compatibili con il tuo. Queste sono le persone migliori con le quali percorrere la strada, perché comprendono la direzione del tuo viaggio.

Lavorare sull’allineamento dei tuoi livelli logici è un punto di partenza per costruire una solidità interiore che si riflette subito all’esterno. Ti spiego come farlo nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicitàe insieme a molte altre tecniche di Coaching ti aiuto a raggiungere i tuoi obiettivi personali e professionali.

PNL e Dinamiche a Spirale: due strumenti potenti da soli, straordinari insieme

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Conosci la PNL? E le Dinamiche a Spirale? Sono due strumenti straordinari che utilizzo come Coach e come dice anche il mio maestro Tony Robbins, li utilizzo ogni giorno. Metodiche come la Programmazione Neuro-Linguistica e le Dinamiche a Spirale sono la base per un Coach che desidera ottenere risultati duraturi. 

Se desideri scoprire di più sulla PNL, qui puoi scaricare un estratto gratuito del manuale del Practitioner, in particolare del nostro Extraordinary NLP Practitioner. Oppure se desideri più informazioni sulle Dinamiche a Spirale puoi trovarle nel libro “The Spiral o in questo audiolibro: “Introduzione alle Dinamiche a Spirale. Infine, se desideri una panoramica più ampia del mio metodo di Coaching, il One Hand Coaching, ti invito a scoprirlo nel libro “Prendi in mano la TUA felicità

E a cosa servono questi strumenti in pratica? Ti posso fare un esempio del loro utilizzo per far ottenere al tuo interlocutore il cambiamento che desidera. Se pensi che questo si applichi solo a una sessione di Coaching, sei fuori strada. Questo vale anche per una vendita, una riunione per motivare un collaboratore o per aiutare i tuoi figli a raggiungere un risultato.

Vediamo insieme 3 passaggi chiave:

Crea rapport

Per costruire rapport bisogna cercare costantemente di capire l’altra persona e dare feedback per capire di aver capito, prima di cercare una strada per il cambiamento e la crescita che si vuole realizzare insieme all’altra persona. Sia che si tratti di una vendita che di una sessione di Coaching la creazione del rapport deve avere come finalità quella della valorizzazione dell’altro: otterrai il meglio solo se ciò che stai proponendo è il meglio per l’altra persona.

Fai emergere le difficoltà

Attraverso strumenti come il Metamodello poni domande alla persona che hai di fronte e aiutala a individuare le paure, i dubbi, i blocchi di fronte ai quali si è fermata. Quando emergono queste informazioni e diventano coscienti e più definite per la persona è più semplice elaborare le strategie di soluzione e di uscita dalla crisi che sta vivendo. L’obiettivo è individuare i problemi e le risorse necessarie per superarli.

Utilizza domande aperte

Come abbiamo appena detto, una volta emersi i problemi è necessario individuare le risorse. Se mi conosci sai che nel mio metodo di Coaching utilizzo anche le Dinamiche a Spirale. Ecco, le Dinamiche a Spirale ci dicono, diversamente dalla PNL, che non a tutti i livelli le persone hanno le risorse necessarie per risolvere i problemi. Per questo è fondamentale in ogni sessione di Coaching aiutare la persona a individuare le risorse di cui ha bisogno e aiutarla a reperirle.

Solo attraverso la crescita e il miglioramento si ottengono risultati duraturi.

Lo scopo nella vita

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Nella mia esperienza di Coach ho visto molte persone vivere e lavorare in modo disallineato, distanti cioè tra ciò che fanno e ciò che sono. Mi spiego meglio: ciascuno di noi ha almeno uno scopo nella propria vita. Un faro che ci guida nelle nostre scelte e che influisce su tutti gli aspetti della nostra vita. Con il mio metodo One Hand Coaching (puoi trovarlo spiegato in dettaglio nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicitào viverlo in azione nel corso “Il Coaching secondo Claudio Belotti) puoi individuare facilmente questo faro per e farti guidare sulla strada verso la migliore versione di te.

E a cosa serve individuare il proprio scopo? Proprio come si fa in azienda, quando si individuano Vision e Mission, anche nella vita di tutti i giorni è importante stabilire obiettivi e ragioni per le quali si vuole perseguire questi obiettivi. Lo scopo infatti è la ragione che dà senso agli obiettivi che ti prefiggi. Lo scopo è (o dovrebbe essere) sostanzialmente irraggiungibile, una sorta di punto oltre l’orizzonte. Irraggiungibile perché non serve raggiungerlo: il viaggio verso lo scopo è già lui stesso una fonte di soddisfazione e felicità personale.

Avere uno scopo ti consente di scegliere più facilmente quali sono le cose importanti della vita, cosa ha davvero senso per te. Ecco alcuni buoni motivi per farlo:

Lo scopo permette di avere obiettivi migliori. La definizione degli obiettivi è fondamentale per creare il proprio successo personale. Allo stesso tempo creare obiettivi senza uno scopo da raggiungere rende il lavoro sugli obiettivi meno efficace. Pensa al tuo scopo come a una destinazione. Lo scopo è la direzione, gli obiettivi sono le tappe sulla strada verso lo scopo. L’importante quindi non è il traguardo ma il viaggio. Invece di fissare piccoli obiettivi e sperare di arrivare nel posto giusto, avere una destinazione lontana ti permette di muoverti progressivamente nella giusta direzione.

Lo scopo ti aiuta a definire le tue aspettative. Definire il successo è difficile: ciò che è considerato “di successo” per una persona potrebbe non essere per un’altra. Definire il tuo scopo ti consente di stabilire le tue aspettative di successo. Quando sai cosa vuoi realizzare nella vita puoi stabilire facilmente se stai soddisfacendo le tue aspettative, la tua idea di successo insomma. E quando sai cosa significa successo per te e per la tua azienda, puoi sentirti sicuro delle decisioni personali e aziendali che prendi.

Lo scopo ti aiuta a capire chi sei. Quando individui il tuo scopo diventa più semplice comprendere chi sei veramente. Qual è la tua identità come persona o come imprenditore? Come manager o professionista? Come dipendente o freelance? Il tuo scopo ti racconta qual è la persona che realizzerà tutto quello che hai in mente. Pensa alla sicurezza che puoi avere quando hai certezza della persona che sei: quella forza viene da dentro di te. E come dice il mio maestro Tony Robbins quando sei forte e solido dentro, lo diventi anche fuori.