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pnl Archives - Claudio Belotti

Piccolo manuale di conversazione lavorativa

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Partiamo dalle basi: le giornate si iniziano in ufficio (e non solo) con un buongiorno, un saluto ai colleghi e non si dovrebbe mai derogare a questa regola fondamentale. Se tutti hanno il muso lungo e lo sguardo perso nel vuoto – soprattutto il lunedì mattina – questo non è motivo sufficiente per fare lo stesso. Salutare non è solo un verbo, è anche un aggettivo prezioso nell’ambiente di lavoro.

Spesso le conversazioni in ufficio sono condizionate dal cattivo umore delle persone che lavorano in un certo ambiente. Altre volte ci sono degli scivoloni verbali che non dipendono dall’umore ma da cattive abitudini nel modo di parlare e di rivolgersi agli altri. Il bello è che tutto questo non è intenzionale, anzi lo si fa senza pensare.

Sono certo che negli esempi che ti porto qui di seguito riuscirai a riconoscere uno o più colleghi e magari mentre rileggi queste frasi ti capiterà di comprendere in maniera più consapevole cos’era quella sensazione strana di disagio ogni volta che le hai sentite pronunciare.

“Ci sono problemi?” Bellissimo: entri nella stanza del collega e la prima cosa che ti chiede è se ci sono problemi. Non ti saluta, ti guarda quasi diffidente, ha la “sudarella” a gennaio e il respiro corto. L’ansia fatta persona. E’ una persona che non sta bene, trattala bene: ha già tanti problemi di suo. Tu che hai più risorse aiutala a trovare le sue risorse e a costruire una convinzione di efficacia. Rispondi con un “tutto bene, posso fare qualcosa per te?”.

“Mi sembri stanco”. Un must del venerdì: sì, amico mio è possibile che anche io ogni tanto mostri segni di stanchezza. O magari il mio viso corrucciato è tale perché sono pensieroso. Ci sono persone che non vedono l’ora che qualcuno stia male – niente di grave, anche solo un po’ di stanchezza – per potersi sentire migliori. Altre persone invece sono solo sinceramente interessate a sapere se sei stanco. Alle prime, puoi girare la domanda. Alle seconde, quelle sincere, puoi rispondere con gentilezza e un sorriso.

“Sei sempre…” e “Non sei mai…”. Sono i miei preferiti, quelli che ogni cosa è un assoluto. Sempre e mai in PNL sono due Quantificatori Universali che allargano sempre la discussione dal caso singolo all’infinito. “Sei sempre in ritardo!” o “non sei mai presente alle riunioni”. Nel Meta Modello della Programmazione Neuro-Linguistica l’effetto assolutizzante di questi Quantificatori si annulla con una semplice domanda che riporta la discussione sul caso singolo e porta l’altra persona a riflettere sulle volte in cui la condizione non si è verificata.

3 semplici attività per gestire meglio il tuo carico di lavoro

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Ogni tanto sul lavoro può capitare di avere dei momenti nei quali gli input si moltiplicano improvvisamente: mail a raffica, telefonate, messaggi, task da concludere. Se hai momenti nei quali ti sopraffatto dal tuo carico di lavoro, ho alcuni suggerimenti per te. Uno degli insegnamenti fondamentali della PNL è che cambiare il tuo comportamento è probabilmente il modo migliore e più veloce per cambiare le tue emozioni e i tuoi pensieri. Il viceversa è molto più difficile.

Se sei stanco, stressato e non riesci a trovare la concentrazione osserva il tuo respiro. Come è? Alto e corto? Un respiro che non riempie i polmoni e non espande la cassa toracica, un respiro breve. Prima di iniziare a mettere in pratica le attività che ti suggerisco tra poco, ti invito sempre a prendere consapevolezza della tua respirazione. Attraverso il respiro il corpo regola immediatamente la tensione muscolare. Con respiri lenti rilasci la tensione e inizi a concentrarti mentre la mente riprende la sua capacità di pianificazione. Cambi comportamento, cambiano le tue emozioni. Pronto? Iniziamo:

La prima attività che puoi svolgere per gestire meglio il tuo carico di lavoro è l’allenamento a un miglior dialogo interiore. Migliore è ciò che ti dici, migliore è la sensazione di calma e controllo. Un esempio pratico: “tra tutte le attività che ho da fare posso scegliere da quale iniziare e so che concentrandomi su di una cosa per volta otterrò un risultato migliore e se non riuscirò a finire tutto oggi, accetterò che ho fatto tutto ciò che era possibile”. Scegli tu quale frase ti fa sentire meglio, trova le frasi positive – cioè espresse in forma positiva – che possono farti sentire bene con te stesso e con quello che stai facendo.

La seconda attività riguarda le tue aspettative. Spesso capita che quando lavoriamo ci creiamo delle regole che finisco per crearci problemi. Un esempio classico: l’iperreattività. Conosco persone che vivono attaccate a una macchina. Non sono persone con un problema medico: nonostante ciò non si staccano mai dal proprio telefono. Le vedi rispondere a ciclo continuo a e-mail di lavoro, messaggi, senza sosta. Nella mente hanno una vocina che dice “rispondi subito o penseranno che lavori poco” oppure “rispondi presto per far vedere che sei sul pezzo”. Questa mentalità alimenta un ciclo di mail e comunicazioni fuori orario o senza orario. Con un tempo di risposta più rilassato potresti comunicare ad esempio che desideri rispetto per il tuo tempo. Prova a spezzare l’incantesimo.

La terza attività è la mia preferita da diversi anni ormai: prenditi del tempo libero quando ti serve, non aspettare un ipotetico “momento giusto”. Quando sei stanco e stressato, il momento giusto infatti è già trascorso. Questa è una di quelle scelte che ti migliorano la vita. Prendersi del tempo per sé significa scegliere di cambiare il proprio stato emotivo in meglio e allo stesso tempo ricaricare le energie. Segui le tue passioni, dedica del tempo a costruire qualcosa: svolgi un’attività che faccia accrescere quelle passioni, allo stesso tempo crescerai anche tu.

La capacità di creare rapport (in modo semplice)

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La capacità di creare rapport è una qualità fondamentale della leadership. Soprattutto oggi le persone sono sempre più portate a voler lavorare, collaborare o diventare clienti di persone che le facciano sentire a proprio agio. L’aspetto umano del rapporto lavorativo è diventato infatti un elemento chiave: più c’è concorrenza e possibilità di scelta, più le persone indirizzano la propria preferenza verso rapporti interpersonali distesi e, possibilmente, piacevoli.

Ma cos’è il rapport? E come si costruisce? Come mi insegna il mio maestro Anthony Robbins il rapport è un concetto della PNL che tutti dovremmo conoscere. Il rapport è semplicemente uno degli strumenti più potenti che puoi apprendere per creare un team che funzioni, per stabilire amicizie di lungo corso e fidelizzare la tua clientela.

Ogni grande leader possiede intelligenza (quoziente intellettivo e intelligenza emotiva), carattere (in Dinamiche a Spirale diremmo un locus of control interno) e capacità di influenzare gli altri. Attraverso la creazione del rapport riesci a tirare fuori il meglio di queste caratteristiche e allo stesso tempo puoi interagire meglio con gli altri.

La costruzione del rapport si basa sostanzialmente sulla creazione di fiducia e sulla comprensione del modello del mondo (i valori, le convinzioni ma anche il modo di comunicare dell’altro). Le condizioni fondamentai per la creazione del rapport sono 3 (più una): 

Conosci te stesso: qual è il tuo modo di comunicare? Non cercare di imitare qualcun altro o peggio ancora a scimmiottare la persona che hai di fronte. Crea il tuo stile valorizzando le tue caratteristiche. Per conoscerti meglio ovviamente dovrai lavorare su te stesso e sulla tua crescita personale. E se ancora non hai iniziato è una delle cose più belle che potrai fare nella tua vita. Un modo semplice per farlo è con il mio libro “Super You”.

Comprendi l’altro: qual è il modo di comunicare dell’altra persona? Quali sono le cose importanti per lui? Fai attenzione alla sua comunicazione, verbale, paraverbale e non verbale. Tanti anni fa, nella mia vita precedente nel settore alberghiero, avevo un collega che lavorava alla reception. Potevi capire che stava parlando del suo capo, ascoltando solo il tono di voce. Se fino a un secondo prima stava parlando di lavoro, potevi percepire il cambio di argomento. Tutte le persone comunicano sempre. Impara a leggerle, ascoltarle, comprenderle.

Accogli il suo mondo: quando ti prendi il tempo per capire veramente qualcuno, sei in grado di vedere il mondo dalla sua prospettiva, dal suo punto di vista. Fai domande su ciò che pensa e che crede e abbraccia il suo punto di vista e sarai in grado di conoscere esattamente quali sono i bisogni dell’altra persona. Questa è la chiave per aggiungere valore reale in un rapporto con le altre persone.

Infine, ricorda sempre di allenarti ogni giorno a fare questo. Per quanto sia una delle forme più naturali di comunicazione – i bambini sono maestri nella creazione del rapport perché non si fanno tutte le pippe mentali che ci facciamo noi adulti – è necessario fare pratica perché abbiamo scordato come si comunica. Un buon promemoria lo trovi al corso “Basi di PNLe scoprirai come rendere nuovamente efficace la tua comunicazione.

3 semplici strategie per fare di più in meno tempo

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Mediamente oggi le persone hanno un carico di lavoro giornaliero del 110%. Questo significa che anche sforzandosi al massimo, a fine giornata, resterà sempre qualcosa ancora da fare che dovrà essere eliminata o rinviata ai giorni successivi. Il fatto che 110% sia una media, come per la statistica del pollo di Trilussa, se la media dice 110% significa che alcune persone vanno ben oltre questa quantità di lavoro (e altri ovviamente fanno molto meno).

Quelli che fanno molto meno, comunque, non è detto che siano in grado di gestirlo. Questo post infatti si rivolge tanto agli stakanovisti quanto alle persone che hanno bisogno di un metodo per poter fare di più. Se i primi infatti sicuramente hanno già imparato a dare la priorità, a pianificare, a delegare, a concentrarsi e meditare, per tutti resta il consiglio sempre valido: bisogna aumentare l’efficacia delle proprie azioni in modo da poter dedicare meno tempo e fare ugualmente un buon lavoro.

Ogni persona e ogni situazione richiedono strategie personalizzate. Il bello di conoscere e praticare la PNL – la Programmazione Neuro-Linguistica – è che puoi imparare a conoscerti, a comprendere come funzionare al meglio e ottenere di più nel modo più sostenibile. Quando frequenti il “Basi di PNLti insegno come conoscere meglio fin da subito il modo in cui ad esempio raccogli le informazioni e le immagazzini nella mente. Nel frattempo, ti propongo 3 semplici strategie per trovare la tua efficacia. Puoi utilizzarne anche solo una per migliorare fin da subito:

  1. Stabilisci quanto tempo vuoi dedicare
    Per fare un buon lavoro in meno tempo è fondamentale stabilire in anticipo quanto tempo dedicare a un compito. Anche se non hai idea del carico di lavoro. Stabilisci un tempo per le varie fasi, anche in relazione al resto delle attività che hai da svolgere. Questo ovviamente non garantisce che finirai il lavoro nel tempo previsto. Sicuramente ti può aiutare a prendere consapevolezza del tuo ritmo di lavoro e migliorare. Un buon obiettivo in PNL [LINK BASI] è – tra le altre cose – sempre misurabile.

  2. Stabilisci quali sono le aspettative
    Le tue e quelle delle altre persone coinvolte. Quando assumi un incarico nuovo è bene ascoltare tutte le persone coinvolte per comprendere quali sono le aspettative rispetto alla tua gestione. Quali sono gli aspetti più importanti del tuo lavoro? In cosa puoi fare la differenza? A volte si pensa che sia necessario fare tutto mentre le persone hanno già un grado di autonomia tale che basta solo un indirizzo iniziale e un controllo finale. Se conosci lo stadio di evoluzione della tua azienda e del settore in cui lavori – te lo racconto nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni
     – puoi fare questo in maniera ancora più precisa.

  3. Crea un modello e riutilizza i materiali
    Quando si tratta di email, comunicazioni, presentazioni o proposte simili è lecito utilizzare un modello. Anche nel Coaching accade questo. Fai attenzione: io sono contrario ai protocolli, perché non esiste una formula magica che si applica a tutti, sempre. Allo stesso tempo non si può ripartire sempre da zero. Questo significa avere un metodo e di volta in volta utilizzare gli strumenti più giusti. Proprio per questo, a fianco al modello puoi sviluppare per esempio una lista di controllo. Questo è molto utile per attività ripetitive come report a scadenza fissa, presentazioni di un determinato prodotto o ordini del giorno delle riunioni.

3 lezioni fondamentali di PNL

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Nella vita di tutti i giorni raggiungere un equilibrio fra lavoro e tempo libero è molto importante. A volte può essere difficile perché il lavoro spesso tende a prendere il sopravvento e poi gli eventi della vita ci ricordano quante altre cose importanti ci siano, se solo ci prendiamo il tempo per vederle e per sentirle.

Grazie agli strumenti che mette a tua disposizione la Programmazione Neuro-Linguistica, puoi comprendere meglio quali sono gli aspetti più importanti, per TE. Il bello della PNL è che ti offre la possibilità di lavorare sulla tua esperienza – su ciò che vivi, che hai vissuto e anche su quello che vivrai – in modo da ristrutturare il significato dell’esperienza passata, il senso di ciò che vivi oggi e guardare nella giusta prospettiva il futuro che vuoi realizzare.

Ci sono tre lezioni fondamentali – fra le tante che la PNL mi ha insegnato in questi anni – che voglio condividere con te:

  1. Come leader è tuo compito guardare avanti. Allo stesso tempo devi ricordare che le persone che vivono con te, i tuoi cari, la tua famiglia sta vivendo la sua vita, con le sue sfide e difficoltà. Quando raggiungi i tuoi obiettivi, ricordati quanto sono importanti le persone che hai al tuo fianco: aiutale a riconoscere i loro progressi e fornisci loro il supporto di cui hanno bisogno per realizzarsi come stai facendo tu.
  2. Definire lo scopo e incanalare la sua forza è cruciale per essere il leader che desideri. Se non hai ancora definito in modo chiaro lo scopo della tua vita, potresti fare cose che alla fine non ti rendono felice o appagato. Per iniziare a definire il tuo scopo ripensa alle sfide più difficili della tua vita, alle esperienze che hai vissuto e che ti hanno formato. Hai trasformato quelle avversità in risorse? Cosa ti ha spinto a farlo? Se il tuo io di oggi potesse parlare con il tuo io di qualche anno fa, che consiglio gli darebbe?
  3. Impara a dire qualche no. Non tutte le sfide ti porteranno dove desideri essere. Non tutte le novità ti faranno crescere. Dire di sì a tutto non è utile per nessuno: ti sovraccarica e ti porta a dedicare meno attenzione alle tue priorità più importanti. Quando qualcuno ti chiede di fare qualcosa di nuovo chiediti se accettando faresti un buon uso del tuo tempo e se la scelta si allinea al tuo scopo, ai tuoi valori, alla tua identità. A volte, la cosa migliore che puoi fare è dire rispettosamente no, grazie.

Cos’è il rapport? E perché è così importante?

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Uno degli elementi fondamentali della PNL è la creazione del rapport. E spesso è anche una delle parti più fraintese. Sia da certi trainer che da molti studenti. Certamente un Practitioner di PNL è più comprensibile che interpreti in maniera un po’ ingenua alcune indicazioni. Gli mancano esperienza e pratica. Fatto sta che spesso il rapport viene ridotto a un banale prodotto del mirroring, che a sua volta viene ridotto a uno scimmiottamento dei movimenti dell’altra persona. Bisogna fare un po’ di chiarezza.

La creazione del rapport invece è qualcosa di molto più simile a una danza nella quale si prende il ritmo della musica e si seguono i passi del ballo dell’altra persona fin quando non ci consente di condurre. Si parte dalla calibrazione, non a caso: serve a valutare l’ambiente e la persona. Il ricalco è una somma di gesti eleganti, delicati, rispettosi del mondo interiore ed esteriore dell’altro. Infine, la guida: quando il rapport è stabile e la sintonia stabilita.

Il rapport lo insegniamo in Programmazione Neuro-Linguistica come una base fondamentale della comunicazione. E non è un caso che questa sia una caratteristica molto evidente in tutti i grandi comunicatori: le persone capaci di comunicare sanno entrare in sintonia con il prossimo in modo rapidissimo e metterlo a suo agio, riuscendo a comunicare anche cose difficili, complesse, persino spiacevoli in una maniera rispettosa del modello del mondo dell’altro.

Quanto stabilisci il rapport significa che sviluppi un flusso di comunicazione basato su fiducia reciproca, serenità e affinità con un’altra persona o con un gruppo di persone. Per questo la creazione del rapport nelle vendite è stata spesso vista come la cura di tutti i mali, un obiettivo da raggiungere a ogni costo; nella realtà dei fatti il rapport per sviluppare questi valori di fiducia e affinità necessita di molta attenzione e di uno sviluppo graduale.

Nel percorso di PNL che organizzo con la mia azienda Extraordinary, l’insegnamento della creazione del rapport ha un ruolo chiave, perché sappiamo qual è il potere di questo strumento e solo chi apprende davvero bene a utilizzarlo può trarne il massimo. Immagina che valore ha uno strumento che ti insegna come costruire fiducia, comprendere le emozioni e valorizzare l’altro, ad esempio, in un processo di vendita, in una presentazione commerciale o in un public speaking. Imparare bene ad utilizzarlo può fare la differenza. La differenza che fa la differenza.

3 consigli per essere un genitore efficace

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Quando si tratta di crescere i propri figli i genitori hanno spesso preoccupazioni e incertezze. Non sanno se stanno facendo bene e a volte si chiedono in che modo potrebbero fare meglio. Sono tutte premure legittime e create da quell’immenso amore che un figlio o una figlia creano dal nulla, fin dal momento della nascita.

Crescere dei bambini e farli diventare degli adulti di valore è un mestiere complesso. Ma come tutte le cose complesse va affrontata un pezzetto alla volta. Al contrario si rischia un sovraccarico e non serve a nessuno. Conoscere la PNL certamente aiuta.

Quando affronti per la prima volta la calibrazione – che è proprio una delle basi della Programmazione Neuro-Linguistica – impari subito che c’è un livello di comunicazione naturale basata sul non verbale, molto potente. Quel livello di comunicazione, ad esempio, è molto sviluppato nei bambini che captano subito i nostri cambi di stato – o di umore, se preferisci – e si innervosiscono quando noi siamo nervosi mentre è molto più facile calmarli quando anche noi siamo calmi.

Oggi come oggi essere genitori è diventato ancora più complesso. Eppure, abbiamo anche molti strumenti in più per realizzare il nostro desiderio di essere genitori migliori. Ho scelto tre idee pratiche per chi desidera fare il genitore in modo più efficace e mettere a frutto tutto quell’amore creando qualcosa di utile e bello per il futuro dei propri figli.

3 consigli per fare il genitore in modo efficace:

  1. Inventa le favole. Cosa c’è di più bello della favola della buona notte? E’ un momento di grande intimità nel quale si possono creare fantasie meravigliose che accompagneranno i bambini durante il sonno e attraverso i sogni. Quando non ne puoi più di leggere sempre gli stessi libri, coinvolgi i tuoi figli in un gioco: fagli creare i personaggi e tu sviluppa la trama. Un racconto sempre nuovo ogni sera – anche se i personaggi saranno sempre più o meno gli stessi – cambiando ambientazioni e avventure.
  2. Valorizza le qualità. Tuo figlio è bello, è dolce, è intelligente e di tanto in tanto va bene ricordarlo. Cosa ben più importante è fare in modo che capisca che essere bello e intelligente non è la soluzione a tutti i problemi. Anche perché la bellezza è quanto di più relativo e le intelligenze che esistono al mondo sono molteplici. Valorizza e incoraggia la sua perseveranza, premialo quando sbaglia e impara dal suo errore (aiutalo a capire cosa ha sbagliato e come migliorare) e spingilo a fare esperienze diverse a tenere la mente aperta.
  3. Dagli ciò di cui ha bisogno. Che è molto diverso da ciò che vuole. Fare il genitore in modo attento significa sapere distinguere le necessità dai capricci, le preferenze caratteriali dalle fantasie del momento. Il modo migliore per farlo è attraverso l’esempio. Fai ciò di cui hai bisogno, prima di fare ciò che vuoi. E spesso ti accorgerai che ciò di cui hai bisogno è un po’ di tempo di qualità con i tuoi figli.

Quello che fa la differenza

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Quello che fa la differenza nella vita, più di ogni altra cosa, è la capacità di prendere decisioni. Non si tratta di prendere sempre decisioni corrette; si tratta soprattutto di procedere. Per questo è importante avere ben chiara in mente la propria direzione. E la direzione la determina il tuo scopo. È il faro che ti guida nelle scelte, sia in quelle più semplici che in quelle più difficili.

Quando hai in mente uno scopo chiaro e definito fare delle scelte diventa semplice. Non esistono più rinunce o scelte difficili. C’è ciò che vuoi, ciò che fa parte del tuo percorso e ciò che non ne fa parte. Perché è così difficile fare una dieta? O smettere di fumare? Perché molto spesso non è chiara o abbastanza forte la ragione per la quale lo stiamo facendo.

Alle decisioni ha dedicato un audiolibro la nostra Chiara Arlati nel quale ha messo insieme tutte le sue competenze Neuroscienze, Marketing e PNL per realizzare un percorso per prendere decisioni migliori. In particolare, grazie alla Programmazione Neuro-Linguistica, il processo decisionale diventa chiaro e hai la consapevolezza delle motivazioni profonde che ti spingono a fare quello che fai.

Migliorare la tua capacità di scegliere significa quindi migliorare la qualità della tua vita. Non è detto che tu voglia una alimentazione sana ma se il tuo scopo nella vita è stare bene ed essere in forma, forse è il caso che tu faccia attenzione anche a ciò che mangi. Devi iniziare a pensare per conseguenze. Sono le azioni che ripetiamo tutti i giorni quelle che incidono maggiormente sulla qualità della nostra vita.

Per questo è importante innanzitutto chiarire ciò che si trova a monte di ogni decisione, anche perché il processo decisionale si basa quasi totalmente sull’intuizione, sull’emozione. Essere consapevoli dei propri sentimenti e desideri è fondamentale per fare delle scelte migliori. Non perfette ma migliori, per te e per quello che è importante nella tua vita.

Sviluppa un mindset vincente con i consigli dei più grandi

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Quando ho creato “Il Coaching secondo Claudio Belotti” avevo in mente un corso che rispecchiasse la mia visione del Coaching. Ed è proprio per questa ragione che nella prima parte del corso ti trasmetto tutto quello che ritengo sia necessario per costruire il mindest, la mentalità da Coach.

Per quale ragione? Il motivo è semplice. Quando elaboriamo le informazioni, le situazioni e gli eventi circostanti, lo facciamo in base ad alcuni filtri. Come ci dice la PNL, il primo di questi filtri è lo Stato. E come suggeriscono molti grandi autori e Coach come Anthony Robbins e Robert Dilts quando il Coach entra nello stato adeguato, può ottenere risultati migliori.

Robbins per esempio nei principi del suo metodo dei Seven Master Steps ci parla di quanto sia importante predisporsi all’interazione con il cliente nell’ottica di capire e apprezzare il suo modello del mondo. In questa interazione è importante creare rapport e trovare la leva motivazionale del cliente, distruggere gli schemi disfunzionali e definire il problema in termini risolutivi. A quel punto si possono creare e condizionare delle alternative funzionali e legare tutto questo processo a uno scopo più alto.

Dilts ci parla di un vero e proprio stato COACH: Centred, Open, Attending with Awareness, Connected, Holding. Tradotto non corrisponde esattamente all’acronimo inglese ma lo facciamo per capirci: Centrato significa che ti senti pronto, aperto e forte. Aperto vuol dire che sei aperto a nuove idee, nuove possibilità e visioni del mondo degli altri. Assistere con consapevolezza cioè ti occupi dei bisogni e delle aspirazioni degli altri con consapevolezza. Connesso, sei connesso e in dialogo con gli altri. Tenere si riferisce al tenere aperto uno spazio nel quale il cambiamento diventa possibile o probabile.

Io con il mio metodo originale “One Hand Coaching” ti consiglio di costruire il tuo mindset con la contaminazione e l’utilizzo di metodiche diverse come la Programmazione Neuro-Linguistica e le Dinamiche a Spirale. In ogni caso, costruire il giusto mindset nella vita è utile per ottenere i risultati che desideri e ottenerli nel modo migliore. Che tu sia un Coach, che tu voglia diventarlo o che tu abbia semplicemente a che a fare con altre persone, sul lavoro o nella vita di tutti i giorni.

Il prossimo Basi di PNL potrebbe essere l’occasione giusta per diventare la persona efficace che desideri essere, per costruire un mindset vincente e gestire il tuo stato in m

La prima caratteristica del successo

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Di tutti i tratti caratteriali che ognuno di noi può possedere, il più importante – quello maggiormente correlato al successo – è la fiducia in sé. Questo cosa significa? Avere una fiducia totale nei tuoi mezzi ti porterà dove vuoi? Non esattamente. Proprio per questa ragione è importante sviluppare una adeguata fiducia in sé stessi.

Come molti aspetti dello sviluppo personale, anche questo è un passo semplice ma non facile. Bisogna individuare le condizioni giuste in cui è utile puntare tutto sulla propria visione, sulle proprie idee e i propri mezzi e dividerle dalle situazioni in cui è necessario affidarsi agli altri. Anche questa in fondo è fiducia in sé.

E come si costruisce la fiducia in sé? Innanzitutto facendo attenzione alle cose giuste. Tutti siamo influenzati dai bias, quei meccanismi, quelle scorciatoie del pensiero che la nostra mente utilizza per massimizzare l’efficienza a discapito soprattutto della varietà. Infatti i bias aiutano a rispondere velocemente sulla base dell’esperienza attraverso generalizzazioni, cancellazioni e distorsioni.

Grazie alla PNL e a strumenti come il Meta modello possiamo andare oltre i nostri stessi bias e dedicare attenzione a ciò che è davvero importante: le decisioni giuste che prendi, le esperienze positive che fai e costruire su di esse la nostra fiducia. Allo stesso modo prendi anche le scelte sbagliate, le esperienze negative e utilizzale al meglio per costruire fiducia: in fondo a ogni esperienza negativa c’è una versione di te che ce l’ha fatta, che ha superato la sfida. Ed è quella versione di te dalla quale puoi prendere fiducia.

Avere fiducia in te significa quindi che hai la consapevolezza di prendere buone decisioni e che quando prendi decisioni sbagliate hai le capacità per affrontare la situazione e trarne comunque il meglio. Poi è importante che ti concentri su ciò che fa la differenza per TE. Chi ha fiducia in sé non si sente obbligato a conformarsi per ottenere l’approvazione degli altri. Trova la tua differenza e fai quello che funziona per te. Se ottieni i risultati che desideri, bene. Se non li ottieni cerca altre soluzioni e lavora per migliorare ciò in cui sei già bravo (se vuoi qualche consiglio utile su come arrivare alla migliore versione di te ti consiglio il mio libro “Super You” [https://bit.ly/2X1qIdW). Più sarai bravo ed esperto in una attività che ami fare, maggiore sarà la fiducia che hai in te e nei tuoi mezzi.

Infine riconosci i tuoi limiti e utilizza le risorse che hai a disposizione per andare oltre questi limiti. Se non sei portato per la gestione finanziaria o per le questioni burocratiche, non gettare via tempo e fatica per fare una attività che ti annoia e stressa. Affida questo lavoro a qualcun altro, più portato o che ama farlo: le persone sicure di sé sono capaci di delegare queste attività perché sanno che con l’aiuto degli altri possono raggiungere risultati più grandi.