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pnl Archives - Claudio Belotti

Come superare alla grande un colloquio di lavoro online

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Conta di più ciò che si fa o ciò che si dice? Nel corso degli anni tanti studiosi hanno cercato la risposta al peso che ricoprono parole, inflessione e gesti all’interno della comunicazione. Il peso di quelli, insomma, che in Programmazione Neuro-Linguistica chiamiamo Verbale, Paraverbale e Non-verbale. 

Negli studi di Albert Mehrabian, un ricercatore pioniere del linguaggio del corpo negli anni ’50, emerse che l’impatto totale di un messaggio era di circa il 7% verbale (solo parole) e il 38% paraverbale (incluso tono di voce, inflessione e altri suoni) e il 55% non-verbale.

Più avanti fu lo stesso Mehrabian a precisare che questi dati, al di fuori del contesto sperimentale nel quale erano stati elaborati non erano completamente affidabili. Altri ricercatori si sono impegnati per trovare una stima che fosse più realistica.

Oggi grazie a queste ricerche possiamo affermare che certamente gesti, azioni, posture, sguardi, toni hanno un ruolo rilevante soprattutto nelle prime impressioni, dal momento che esse avvengono, attraverso le emozioni, in tempi brevissimi. Allo stesso modo sappiamo anche che le parole hanno il potere di cambiare queste emozioni o quantomeno di indirizzarle.

Soprattutto se parliamo di noi stessi: con le nostre parole possiamo cambiare i nostri stati d’animo. Il nostro dialogo interiore ha il potere di darci o toglierci sicurezza, gioia, fiducia. Ciò accade perché la comunicazione è un flusso continuo ed è necessario prestare attenzione ad ogni aspetto. Le parole giuste, dette con il tono sbagliato possono ottenere un effetto opposto a quello desiderato.

Ed è proprio per questa ragione che è importante sviluppare competenze e flessibilità nella propria comunicazione. Potrebbe trattarsi di un colloquio di lavoro o di una presentazione: quando si comunica in pubblico è importante farlo in modo straordinario.

Come dicevamo prima questo vale soprattutto nel caso delle prime impressioni, quando è necessario comunicare ciò che ritieni importante in modo rapido ed efficace, di persona o online. Ti offro 5 consigli per farlo alla grande:

Abiti adeguati: ad un colloquio in ufficio non ti presenteresti in pigiama, senza trucco, con i capelli arruffati o la barba incolta. E da casa non hai nemmeno la scusa della mascherina. Dedica del tempo a prepararti a dovere. La comunicazione non-verbale inizia dall’aspetto.

Postura: tieni una postura adeguata all’inquadratura e allo spazio che hai a disposizione. Una postura corretta serve molto più a te, alla tua comunicazione interna, che non al tuo interlocutore. Sebbene la postura emetta chiari segnali di comunicazione diretti all’altro, essa lo fa anche interiormente: non si può essere tristi con il petto gonfio d’orgoglio e un sorriso stampato sulle labbra.

Sguardo in camera: non stai girando un film non devi ignorare la telecamera. Questo vale anche per le call e i meeting, il tuo sguardo arriva alle persone attraverso all’obiettivo – che è tuo amico – e vuole essere guardato. Quella è la direzione in cui le altre persone possono incontrare il tuo sguardo ed è un bel modo per essere più vicini, anche a distanza.

Non gesticolare. Ecco per noi italiani questo aspetto spesso può essere una questione abbastanza complessa da affrontare dal momento che siamo da sempre abituati a sottolineare, a portare il messaggio con l’aiuto dei gesti. Se proprio non riesci a tenere ferme mani e corpo, adeguali allo spazio a disposizione facendo rientrare il gesto, in modo elegante, all’interno dell’inquadratura disponibile.

Dai feedback. Un colloquio, una call o una presentazione non sono una partita a poker. Non è quindi il caso di sfoggiare la tua migliore faccia inespressiva. Meglio ancora se riesci a tirare fuori un sorriso gentile e cenni di assenso e comprensione. Soprattutto quando hai il microfono spento per lasciare la parola al tuo interlocutore è utile sottolineare con il viso e la testa che stai seguendo il discorso.

Qual è il tuo punto di forza fra questi? E quale richiede di essere migliorato? In che modo inizierai subito a migliorare nella tua comunicazione? Fammelo sapere nei commenti!

Guidare con sicurezza

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“L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.” Khalil Gibran

Non è un caso se il primo libro sulle tecniche della Programmazione Neuro-Linguistica si intitolasse “La struttura della magia”. Nella mente dei giovani Richard Bandler e John Grinder, gli studiosi dell’Università della California, Santa Cruz (UCSC) che ne hanno svelato le caratteristiche, quella rivelata da parole, suoni, gesti ed espressioni era come una magia.

Avere la capacità di gestire ciò che per molti è un mistero, possedere la competenza per notare ciò che agli altri sfugge nel flusso del discorso, sviluppare l’abilità di leggere fra le righe di ciò che non è nemmeno scritto: questo è la PNL. O meglio, questi sono gli strumenti che ti offre la PNL per aiutarti a capire come funzioni tu, la tua mente e quella delle altre persone.

La Programmazione Neuro-Linguistica, infatti, non è solo un insieme di tecniche efficaci e insegnamenti preziosi per la comunicazione interpersonale e intrapersonale. La PNL ti aiuta a creare il mindset necessario per vivere a pieno la tua leadership: immerso nel discorso, fra le emozioni tue e degli altri, riesci a trovare le parole e le espressioni giuste per raggiungere gli obiettivi che hai in mente e farli raggiungere agli altri.

A questo punto devi farti una domanda: in che modo puoi guidare le persone attorno a te con sicurezza?

Ti do un suggerimento: c’entra la magia delle emozioni. Il modo in cui un leader fa sentire le persone   nel loro lavoro avrà un impatto sulla loro vita, sulle loro prestazioni, sull’andamento dell’azienda. Il coinvolgimento e l’entusiasmo iniziano da una leadership efficace sotto il profilo emotivo. 

Per migliorare da subito – in attesa di poter frequentare il prossimo Basi di PNL – puoi iniziare dal buongiorno: se vuoi che i tuoi collaboratori migliorino umore e prestazioni devi essere il primo a cambiare l’umore. Saluta le persone per nome, interessati a come stanno, chiedi la loro opinione.

Un leader – anche il più bravo – è e resta umano ed è vicino alle persone con le quali lavora: persone che non sono lì solo per completare delle attività ma per contribuire, per dare il loro contributo unico alla vita dell’azienda.

Gli strumenti del successo in azienda

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Ricordo una volta, in una azienda della Brianza, ebbi un confronto molto serrato con il Direttore Generale. Questa piccola multinazionale leader in un settore per il quale l’Italia è una eccellenza mi aveva chiamato per aiutare i vertici a gestire il passaggio generazionale.

In quel contesto, conoscendo già un po’ la storia della famiglia e del fondatore, sapevo che avrei incontrato molte resistenze. Proprio per questa ragione la sfida mi attirò subito. Non è un caso se nel mio background oltre alla PNL ci sono tanti altri strumenti utili, come ad esempio le Dinamiche a Spirale.

Il mio metodo One Hand Coaching nasce dall’unione di molte tecniche efficaci: te ne parlo in maniera approfondita nel libro “Prendi in mano la TUA felicità” e se vuoi saperne di più ti consiglio di leggerlo o ascoltarlo nella versione audiolibro. Adesso ti voglio parlare di una sfida – vinta – che mi ha portato (insieme a tante altre) a scrivere “Gli Stadi del Successo” per Roi Edizioni.

In questa azienda si stava affermando uno degli ultimi stadi – tipici del declino – quello dell’Aristocrazia: il management si focalizza su sé stesso, i senatori dello spogliatoio preferiscono i privilegi alle vittorie. Come nell’aristocrazia vera le posizioni sono cristallizzate, le idee provengono dal Re, che regna su tutto.

Non c’è nemmeno più una gestione del dissenso: il dissenso in pratica non esiste. L’azienda tramanda sé stessa ripetendo stancamente giorno dopo giorno i riti. Per tutti è difficile portare qualche cambiamento: persino per il fondatore, che comunque non ne vede neanche la necessità. Figurarsi un miglioramento.

In questo ambiente è molto difficile stigmatizzare comportamenti inadeguati perché il cattivo esempio discende direttamente dal vertice. Allo stesso tempo per un Coach è più facile individuare ciò che non va perché è espresso in modo plateale.

Quali sono dunque i comportamenti da cambiare per iniziare a cambiare lo stadio dell’azienda? Ne ho individuati 3 che hanno un impatto notevole sulla situazione dell’azienda. Vediamoli insieme:

  1. Assunzione di familiari, parenti, amici: dinamiche disfunzionali familiari si trasformano in dinamiche disfunzionali lavorative. Più l’azienda cresce e più spesso il fondatore sente che le cose gli stanno sfuggendo di mano e si circonda di persone che conosce. Questo rende la vita difficile per i talenti che tendono a sentirsi emarginati. Bisogna aiutare l’azienda e il suo fondatore a ritrovare lo stimolo ad aprirsi, a far entrare aria nuova, nuove energie.
  2. Riunioni regolari: non parlo delle riunioni del team, dei briefing quotidiani, degli aggiornamenti sullo stato dell’arte. Parlo delle riunioni in cui ci si ritrova tutti al cospetto del fondatore – o di un suo parente stretto – per parlare sempre degli stessi problemi che di riunione in riunione non vengono affrontati fino in fondo o risolti. Bisogna aiutare l’azienda a comprendere una regola chiave: le riunioni servono quando servono le riunioni.
  3. Sfogarsi sui collaboratori: il motivo di scontro con il Direttore Generale del quale ti ho parlato prima nasce proprio da questo comportamento. Le sue esplosioni di rabbia verso i collaboratori avevano ormai superato il limite dell’accettabile e questo comportamento disfunzionale stava creando danni importanti in molte persone. Il giorno dopo il nostro scontro il DG è tornato con due vassoi di brioches e che ha offerto ai suoi collaboratori con i quali si è scusato per i suoi accessi d’ira e per non aver compreso i problemi che stava creando.

E della tua azienda cosa conosci? Qual è la situazione? In che modo puoi migliorare la situazione?

Vicini, in modo diverso

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Assieme alla necessità di distanziamento che ha portato a protrarre lo smart working viene la necessità di star vicino in un modo differente ai propri collaboratori. 

In molte aziende in questi mesi lo smart working è diventato la regola. Con impegno, inventiva, sforzi e una buona dose di fiducia questa differente modalità di lavoro è entrata nel modo comune di intendere il lavoro. Poi diciamocelo: avere una opzione in più è sempre una buona notizia.

E questa buona notizia ha portato con sé nuovi problemi da affrontare. Gli uffici, infatti, non sono solo il luogo dove vai a lavorare. Offrono ben più degli spazi dei mezzi e degli strumenti per fare la propria parte nel piccolo o grande mondo che è l’organizzazione aziendale.

Ci sono rapporti interpersonali da gestire e gruppi da coordinare, ci sono singole persone che hanno bisogni, aspirazioni, talenti. Ci sono superiori che vogliono informazioni, aggiornamenti, risultati. Maggiore è la complessità del sistema, maggiori sono le competenze che servono. Questo è uno dei temi chiave che da sempre affrontiamo nei corsi di PNL.

Competenze di comunicazione, ascolto attivo, capacità decisionale e la capacità di fissare obiettivi (e raggiungerli). Queste sono solo alcune capacità che potrai apprendere nel percorso di Programmazione Neuro-Linguistica che ogni anno svolgo insieme al mio team Extraordinary. Fra le altre cose imparerai anche a porre domande efficaci e ottenere le risposte di cui hai bisogno.

La capacità di porre domande, infatti, è una skill chiave per chiunque debba (e voglia) gestire un gruppo di persone. Soprattutto in questo periodo: porre le domande giuste è il modo migliore per ottenere i risultati desiderati, per sé e per gli altri.

Qual è secondo te la competenza più importante nella gestione di un gruppo?

Promemoria per rimanere mentalmente sani e produttivi durante lo smartworking

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Come si rimane sani e mentalmente produttivi in smartworking? Con l’arrivo poi delle festività e del clima natalizio, la voglia di stare sotto il piumone o sul divano insieme ai propri figli può crescere e portarti lontano dai tuoi impegni lavorativi.

Tutto ciò è sano e va valorizzato e allo stesso tempo distinto dal momento del lavoro. Per essere produttivi, infatti, è necessario entrare nella “modalità” lavorativa e dentro le mura di casa tutto questo può essere abbastanza difficile, perché tutto quello che abbiamo in casa è solitamente orientato a farci rilassare e distrarre, proprio dai pensieri del lavoro.

Questo significa quindi che il primo passo è creare uno spazio nel quale sia più semplice risvegliare lo spirito lavorativo. Uno spazio mentalmente separato da quello della distrazione. Ovviamente la capacità di gestire e allenare la propria mente viene anche dall’interno e configurare una postazione di lavoro nella quale hai a portata di mano tutto quello che ti serve per fare ciò che devi non è sufficiente.

Per migliorare la propria gestione mentale dello stato emotivo puoi utilizzare gli strumenti che mette a disposizione la Programmazione Neuro-Linguistica. Qui puoi scaricare un estratto gratuito del manuale Extraordinary di PNL e qui puoi informarti sui prossimi corsi di PNL. 

Il secondo passo è sicuramente quello di limitare quanto più possibile le interruzioni. Dentro casa sono sempre in agguato: dai bisogni impellenti dei figli al citofono che suona. È bello essere in casa per ricevere il pacco del corriere Amazon ma non è il massimo per la produttività che richiedere concentrazione e continuità. Avere già la possibilità di sistemarsi in una stanza e chiudere la porta è un grande aiuto, anche solo per tempi limitati.

Il terzo passo è sicuramente quello di cercare di tagliare fuori le notizie – spesso discordanti – che arrivano dai media. A meno che tu non abbia un ruolo nella comunicazione (e anche in questo caso ti consiglio dei periodi di detox dalle notizie durante la giornata perché non sei immune dagli effetti negativi sulla mente) non è necessario seguire ora per ora gli aggiornamenti. Scegli un momento durante la giornata per informarti da una fonte autorevole e per quello che ti serve. 

Infine, per mantenere equilibrio e salute mentale e fisica è importante che dedichi del tempo a coltivare quelle abitudini che già prima seguivi: meditazione, sport, tempo di valore con i tuoi figli. In questo momento   è più che mai importante riuscire a ritagliare un po’ di spazio per sé e per le altre persone che si amano. 

Come prepararci al 2021?

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In questo periodo pensare al futuro è la cosa più facile perché la situazione presente è complessa e per molti di noi ha comportato limitazioni nel lavoro, nella vita di tutti i giorni, negli spostamenti. Allo stesso tempo è molto difficile fare previsioni e poco utile farlo senza un metodo. Nessuno sa cosa accadrà da qui a qualche mese, in quale modo si evolverà la situazione e quando tutto questo sarà finito.

La cosa più utile da fare in questo momento è fermarsi, fare il punto della situazione. Il mio metodo per fare questo si chiama “Obiettivi! Special Online Edition 2021”: un workshop nel quale ti accompagno nella ricerca del risultato più stimolante, dell’obiettivo che desideri raggiungere, della strada che ti porta al livello successivo, alla crescita e ti avvicina finalmente al tuo scopo.

Quali saranno le skills più importanti il prossimo anno? Quali obiettivi di crescita puoi fissare adesso perché il futuro te stesso possa voltarsi indietro e ringraziarti?

Ti offro alcune idee, spunti e suggerimenti utili a lavorare in modo efficace su di te: 

Sviluppa nuove competenze: la comunicazione, la capacità di offrire soluzioni e quella di mantenere la calma e la lucidità, la gestione cioè dello stato emotivo. Un percorso di PNL è ciò che fa al caso tuo. Inizia con il corso Basi e poi scegli di proseguire con i livelli Practitioner e Master Practitioner. Con la Programmazione Neuro-Linguistica imparerai ad adattare il tuo stile di comunicazione alle persone che hai di fronte.  

Lavora sullo storytelling: come narri la tua vita? E il tuo lavoro? Lo storytelling o narrazione si rivolge sempre a due tipi di pubblico differenti: le altre persone e te stesso. Come ti racconti agli altri? E cosa racconti a te stesso, di te o della tua vita? Io amo molto le metafore e credo che nel linguaggio metaforico ci sia una grande risorsa per dare significato alla vita e raccontarsi in modo più efficace la propria vita.

Prenditi del tempo per te: fai ciò che ami nella tua vita? Se non lo fai già è tempo che inizi a scoprire quali sono le tue passioni e a lavorare su di essere per comprendere meglio qual è lo scopo nella tua vita. È di fondamentale importanza conoscere te stesso, se vuoi realizzare il tuo scopo nella vita e nel lavoro. Nel mio libro Super You ti propongo un percorso di Coaching personalizzato per guidarti alla scoperta dei tuoi talenti e con essi sei sulla strada giusta per la realizzazione.

In che modo la PNL può aiutarti a sviluppare la tua intelligenza emotiva?

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Il punto di incontro fra PNL e intelligenza emotiva avviene in quello che in Programmazione Neuro-Linguistica definiamo rapport. Il rapport è in sostanza il rapporto che si viene a creare fra due persone che interagiscono in sintonia fra loro.

L’intelligenza emotiva ci aiuta in tanti modi differenti: dal desiderio di prendersi cura di sé e del proprio benessere fisico e mentale, fino alla capacità di ispirare e guidare. L’intelligenza emotiva è un elemento chiave della nostra capacità di gestire relazioni efficaci ed è l’argine a difesa di sé quando ci si trova in un conflitto.

L’intelligenza emotiva infatti è ben rappresentata da 3 elementi fondamentali della PNL:

Gestione dello stato: in PNL definiamo lo stato come una combinazione fra fisiologia, focus e dialogo interiore. Gestire il proprio stato necessita dello sviluppo della propria intelligenza emotiva perché richiede di diventare consapevoli, accettare e prendersi cura delle proprie emozioni, del proprio corpo e direzionare la propria attenzione verso ciò che è importante. Importante per TE.

Adattarsi al cambiamento: è uno dei presupposti della PNL. La flessibilità è fondamentale per ottenere i risultati che si desiderano. Un’alta intelligenza emotiva ti permette di comprendere quando ciò che fai funziona e quando non funziona più. Questo significa accorgersi del cambiamento in atto e guidarlo verso ciò che desideri maggiormente.

Rispondi: possedere intelligenza emotiva permette di rispondere anziché reagire. In PNL sappiamo che le persone agiscono in funzione della propria mappa del mondo. E sappiamo anche che se per una persona una idea è vera nella mappa del mondo, lo è a tutti gli effetti. Rispondere significa innanzitutto guardare il mondo con gli occhi di chi ci parla e comprenderlo.

3 modi semplici per costruire e valutare il tuo successo

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Capita molto spesso di interrogarsi sul significato del termine successo. Se mi segui saprai già che per me successo è il participio passato del verbo succedere e una persona di successo è una persona che ha fatto succedere quello che aveva sognato, scritto, pianificato e poi messo in pratica.

Il bisogno di dare un senso alla parola successo ci fa dimenticare un altro aspetto ugualmente importante. Quel significato, cioè il significato che diamo al successo è sempre soggettivo: ciò che decidi di far succedere nella tua vita è ciò che scegli per te. Quando rivolgi lo sguardo a ciò che hai fatto nella tua vita ascolta innanzitutto le tue emozioni. Sei felice di ciò che hai fatto?

Il successo infatti è strettamente collegato alla felicità: la felicità è un indicatore di successo. Nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” infatti ti aiuto a raggiungerle entrambe attraverso il mio metodo originale di Coaching: il One Hand Coaching. Ovviamente puoi vederlo in pratica anche al “Coaching secondo Claudio Belotti”, l’evento annuale che ti immerge nel mondo del Coaching attraverso 30 anni di esperienza, lavoro e passione.

Per aiutarti a stabilire un criterio per costruire e valutare il tuo successo, puoi fare queste 3 azioni:

Sviluppa la capacità di guardare ai progressi e non al risultato. Per costruire il tuo successo è importante imparare a guardare al processo e ai progressi che fai. L’obiettivo che hai fissato è secondario alla persona che diventi mentre lo raggiungi. Perché quella persona – la persona che acquisisce le competenze necessarie a raggiungere il traguardo – è la persona che desideri essere. Ogni tanto fermati, guardati, guarda ciò che hai fatto e sii semplicemente felice.

Resta collegato al tuo scopo. Nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” ti parlo dell’importanza dello scopo. Lo scopo ti aiuta ad essere grato per ciò che hai perché ti permette di vedere in prospettiva il qui ed ora e il futuro che desideri. Il tuo scopo inoltre ti dà la possibilità di rimanere flessibile di fronte alle avversità, modificare i piani di conseguenza e quindi prepararti per un successo ancora maggiore.

Fai caso alle cose belle che ti capitano. E’ più difficile che essere grati, perché richiede di sviluppare l’abilità di riconoscere al volo le proprie emozioni. E quando si presenta una emozione che ti fa stare bene, quello è il momento giusto per notarlo e creare un’àncora positiva – in PNL un’àncora si ha quando un’esperienza si lega ad una emozione/sensazione intensa – perché altrimenti il cervello in autonomia creerà per lo più àncore negative utili per sopravvivere (come il dolore provato quando si prende la scossa).

leader

Il comportamento adeguato al leader

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Per scegliere di voler migliorare è necessario sapere quali sono gli elementi sui quali concentrarsi. Questo può valere per nozioni – che possono essere riviste e aggiornate – per capacità – che possono essere affinate – e persino per dei modi di fare. A volte infatti si tengono dei comportamenti pensando che siano adeguati alla situazione, mentre in realtà non lo sono.

Non stiamo parlando di comportamenti giusti o sbagliati. Come ci insegna la PNL infatti ogni comportamento può essere adeguato in un determinato contesto. Faccio un esempio banale ma almeno sono sicuro di spiegare bene questo concetto basilare: lavarsi è giusto o sbagliato? Posta così questa domanda, tutti diremmo che è giusto (anche se alcune persone sembrano più amanti della teoria che della pratica).

Eppure, se qualcosa a cui tieni sta andando prendendo fuoco, non utilizzeresti l’acqua a disposizione per lavarti. Quando il tuo migliore amico si sposa, il banchetto nuziale non è il luogo migliore per raccontare di quanto (o come) vi siete divertiti quando eravate ragazzi. Questi sono solo alcuni esempi di comportamenti non adeguati al contesto.

Allo stesso modo quando hai un ruolo da leader in azienda, può capitare che tu abbia dei comportamenti che non riesci ancora a riconoscere come inadeguati – ad esempio perché richiedono di immergersi molto nel modello del mondo di qualcun altro – e in questo momento non hai voglia o non ne sei ancora in grado.

Ti aiuto io facendo una breve lista di comportamenti che per esperienza vengono percepiti come inadeguati alla leadership e se presi in considerazione possono aiutarti notevolmente a migliorare.

La mania del controllo. Ci sono poche cose che creano malumore e sfiducia come la mania del controllo. Una sana disponibilità a seguire il lavoro e a verificarlo può produrre risultati positivi. Un controllo continuo e pressante del lavoro – spesso con interventi “operativi” – si rivela più di frequente controproducente. La soluzione? Delega e relax. Un leader crea dei leader e tutto ciò non avviene in un giorno. L’esperienza si forma con il tempo.

Le “tue” priorità hanno sempre la priorità. Una squadra nella quale tutti giocano al servizio di uno può vincere nel breve periodo ma dopo un po’ si sfalda. I team si reggono quando lo scopo comune e lo scopo personale – di ciascuno – sono ben allineati (o al limite compatibili). Se le tue necessità sono il centro di tutto, non puoi pensare e agire in modo strategico.

La comunicazione è sempre confusa. Magari per te è tutto chiarissimo. Ma lo è anche per gli altri? Se troppo spesso le tue comunicazioni vengono fraintese o interpretate in un modo differente da quello che pensavi puoi domandarti cosa sto dando per scontato che scontato non è? Meglio ancora: puoi chiederlo direttamente alle persone che interpretano in modi diversi le tue indicazioni.

Dall’agitazione alla calma in tre semplici passi

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Capita di frequente di avere intorno una persona che si agita facilmente. Sul lavoro, come a casa, trovarsi vicino a una persona che perde il proprio stato può complicare delle situazioni anche banali e farle diventare dei problemi o delle crisi da affrontare e risolvere rapidamente. Ogni valanga inizia con un minuscolo smottamento.

In PNL dedichiamo molta attenzione alla gestione dello stato perché il primo filtro dell’esperienza è proprio lo stato emotivo: questo determina la qualità della nostra vita. Se mi conosci e hai appreso con me i principi della Programmazione Neuro-Linguistica hai sviluppato questa abilità e potresti desiderare di avere l’abilità di aiutare gli altri nello stesso modo.

Come Coach ti invito innanzitutto a mettere al primo posto le necessità dell’altra persona. A volte infatti le persone non desiderano affatto essere aiutate e la cosa migliore che puoi fare è lavorare sul tuo stato emotivo Come saprai quando avrai frequentato “Il Coaching secondo Claudio Belottiil miglior approccio parte sempre dall’ascolto e poi ci sono diverse tecniche che ti possono aiutare a farlo in modo efficace.

Cosa puoi fare per aiutare una persona in agitazione:

Ascolta in modo attivo: l’ascolto attivo ti aiuta a comprendere quando è necessario rispondere e quando è necessario solo ascoltare. A volte infatti non è necessario dir nulla. Significa essere completamente presente e creare rapport affinché la conversazione abbia una solida base di fiducia e attenzione. Se vuoi rispondere, evita frasi come “mantieni la calma” o “andrà tutto bene”. Piuttosto aiuta la persona a individuare le risorse interne o esterne che in quel momento non vede.

Comprendi la sua necessità specifica. Dall’esterno ogni agitazione può sembrare uguale: nella realtà non è così. Cerca di comprendere qual è la natura per quella persona e ricorda che nella percezione soggettiva ogni “mostro” è reale. Anche se a te sembra strano o ridicolo preoccuparsi per una determinata ragione, nel modello del mondo di quella persona quell’ostacolo appare al momento insormontabile.

Aiuta la persona a fare un cambio di stato. Porta calma nella discussione. Mantenere il tuo stato è fondamentale per evitare una escalation. Inoltre, mostrare tranquillità aiuta l’altra persona a sentire che non c’è pericolo e a sviluppare la fiducia necessaria a ritrovare la calma.