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perfezionismo Archives - Claudio Belotti

La perfezione può essere un obiettivo?

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Se lo fosse sarebbe un obiettivo modesto, noioso e privo di fantasia. La perfezione infatti prevede che esista un livello ultimo oltre il quale non è più possibile svilupparsi. Naturalmente la realtà è troppo complessa per accettare uno standard rigido come la perfezione. Più interessanti della perfezione ci sono l’azione, la pratica, la crescita e il miglioramento.

Ogni volta infatti che pensiamo di aver raggiunto la perfezione facciamo una scoperta: si può sempre migliorare. E il miglioramento avviene un po’ per volta. Michael Schumacher, il grande campione di Formula 1, molte volte è stato associato all’idea di perfezionismo. Nella sua cura per il dettaglio invece c’era una passione autentica per il miglioramento. In una delle sue interviste più belle lui stesso si dice tranquillo che il record di vittore che lui aveva battuto – e all’epoca sembrava impossibile – a sua volta sarebbe stato superato.

È tutta una questione di standard. Ritorno su questo tema perché in molti dopo l’ultimo post mi hanno scritto chiedendomi se alzare i propri standard non rischi di portare al perfezionismo. Il perfezionismo infatti è l’esatto contrario della realizzazione. Le persone di successo realizzano obiettivi e sono soddisfatte. Chi si lascia andare al perfezionismo invece pur ottenendo risultati resta sempre insoddisfatto: e senza soddisfazione non esiste un vero successo.

Come si fa dunque a trasformare un pensiero che cerca la perfezione in un pensiero che si appassiona al miglioramento?

Spingi più in là i limiti (ma non troppo). Se ti piace cucinare avrai certamente sperimentato come a volte una ricetta possa dare un risultato differente attraverso piccole variazioni. E quando la vuoi migliorare ti concentri su uno o due passaggi o ingredienti. Se cambi troppe variabili contemporaneamente non impari nulla perché non sai cosa ha funzionato di preciso. Spingiti un po’ più in là, un passo alla volta.

Prenditi cura del tuo lavoro. Quando ci si prende cura delle cose, queste durano. Prendersi cura significa accettare ciò che è e fare del proprio meglio perché questa cosa sia nel suo stato migliore. Con gli occhi del perfezionismo non si accetta ciò che si ha e diventa impossibile prendersene cura. Coltiva ciò che hai: relazioni, cose, lavori e queste dureranno nel tempo.

Ama ciò che hai fatto. Il modo migliore per superare il perfezionismo è festeggiare i risultati. Quando ti riconosci il valore di ciò che hai fatto hai ottenuto il risultato più importante. Probabilmente cerchi la perfezione perché ci tieni a fare un ottimo lavoro e avere un impatto enorme sul mondo che ti circonda. Ma l’impatto più grande lo hai quando ami ciò che fai.

Non tutto lo stress è utile: impara a sceglierlo

By | In evidenza

Lo stress è parte della vita di ciascuno di noi. In molti casi è una spinta a far meglio, in molti altri può sembrare una zavorra. Dipende certo dalla fonte – che non possiamo controllare – e da noi che certamente possiamo decidere cosa fare di questo stress. Utilizzare lo stress per migliorare la propria performance significa integrare questa interferenza e ricevere un surplus di energia per il lavoro e la vita di tutti i giorni.

Non tutto lo stress però è utile. Mi spiego meglio: io penso che sia possibile trarre il meglio da ogni situazione. Non per questo tutte le fonti di stress vanno tollerate e integrate. Alcune fonti infatti sono stress inutile al quale capita di esporsi anche solo per abitudine. A queste fonti non fai nemmeno più caso ma nel profondo consumano energie che potresti utilizzare diversamente. Il primo passo quindi è portarle a galla, accorgerti di cosa ti stressa.

Tra i molti esempi delle più comuni fonti di stress da riconoscere ed eliminare ci sono queste tre:

Non separarsi dal passato
Capita a volte di non farci nemmeno caso e giudicare il proprio presente con il pensiero, i valori e gli obiettivi del passato. Ogni tanto è importante fare una bella pulizia del cervello, un aggiornamento del software per avere la consapevolezza di cosa pensi e credi oggi, cosa ti motiva: quali sono i valori e le convinzioni importanti per TE, oggi. Non puoi iniziare il prossimo capitolo della tua vita se continui a rileggere quello vecchio.

Accontentarsi
Chi si accontenta gode così così, cantava Ligabue. Una delle più comuni cause di stress nella vita è lasciare i sogni nel cassetto e i progetti nel dimenticatoio. Perché i sogni, le idee, le ispirazioni sono la parte più autentica della tua vita, rispecchiano la parte più profonda di te. E non muoiono, non te le scordi e basta: restano lì che tu lo voglia, o no. In questo caso accontentarsi è uno stress perché anziché ragionare su come realizzare i propri progetti, ci si concentra su ciò che manca. Raggiungere un obiettivo è semplice se sai come farlo.

Fare i perfezionisti
Il perfezionismo va definitivamente superato. Perché? Per due ragioni: la prima è che la perfezione non esiste. È sempre possibile fare meglio e più si fa, più si migliora e se ci si ferma di tanto ad analizzare errori e difetti, si migliora anche di più. Questi, gli errori, i difetti, sono i maestri che possono portarti verso la migliore versione di te stesso. La seconda ragione è l’originalità. La perfezione è robotica, standardizzata. Il difetto è unico, è il valore aggiunto. Scegli di essere difettoso, scegli di essere unico.