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One Hand Coaching Archives - Claudio Belotti

Quando dire no ti aiuta a dire sì a ciò che ami veramente

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Per quale ragione è importante conoscere sé stessi?

Chi conosce sé stesso ha un vantaggio sulle altre persone: ha maggiori probabilità di essere felice nella vita.

Quando sai cosa vuoi e perché lo vuoi ogni scelta che fai, ogni azione che decidi di compiere – o di non compiere – ogni obiettivo che scegli di perseguire ti avvicina al tuo scopo. E lo scopo è alla base del mio metodo di Coaching.

Lo scopo è alla base delle nostre motivazioni, e solo se le attività in cui ci impegniamo quotidianamente ci aiutano a raggiungerlo possiamo dire di condurre una vita felice. Definirlo con precisione è la prima cosa da fare. Il rischio, altrimenti, è che tu spenda energie per conquistare obiettivi poco coerenti con la tua vera natura e che dunque, una volta raggiunti, possono non influire in alcun modo sul tuo benessere interiore

Questo è ciò che scrivo nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” e questo è quello che penso tutt’oggi.

Lo scopo quindi ti cambia la vita? No. Lo scopo ti fa scoprire la vita. La tua. È questa è la cosa più importante. Perché una volta che sai qual è la tua vita dirai molti splendidi “sì” e tanti sereni “no”.

Ecco, la ragione per la quale è importante conoscere sé stessi è che puoi rispondere “sì” o “no” con rapidità, a cuor leggero e allo stesso tempo con consapevolezza.

Da Coach penso che ognuno abbia il diritto di decidere ciò che è meglio per sé. O come diceva il dottor Clare W. Graves “ciascuno ha il diritto di essere chi è”.

Dire “no” ti aiuterà a dire “sì” a ciò che conta davvero per te. Tutto ciò che ti serve è un po’ di conoscenza di te e delle metodologie di Coaching che funzionano meglio. “Il Coaching secondo Claudio Belotti” è il luogo e il momento giusto per comprendere cosa funziona, cosa ti rende efficace, cosa ti servire per dire qualche “no”.

Fatto il punto su ciò che è davvero importante nella tua vita, potrai scegliere quali sono le tue esigenze personali e/o professionali e disegnare una rotta su come crescere in modo efficace.

Il rimpianto del manager

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Uno dei rimpianti più frequenti nelle carriere dei manager è quello di non aver chiesto aiuto o di non aver avuto maggior supporto, una guida, durante la propria carriera: questo rimpianto affligge ben il 40% delle persone. Secondo un recente sondaggio realizzato da Zety – società specializzata nel career building – questo pensiero riguarda tanto team leader e manager quanto executive e dirigenti di alto livello.

Questo dato fa riflettere perché quando penso a una struttura organizzativa complessa come quella aziendale, immagino la passione delle persone che lavorano, immagino il desiderio di fare meglio e il tarlo che nella mente ti dice che puoi fare meglio. Semplicemente non sai come. Questo bisogno è comunque un buon segno: nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti parlo proprio di come utilizzare questi segnali per comprendere e utilizzare al meglio lo stadio evolutivo dell’azienda.

Questo sondaggio ci mostra bene anche quanto sia importante parlare dei propri desideri e delle proprie aspettative e farlo con la persona giusta è fondamentale: chi ha un Coach al suo fianco sa di cosa parlo. Proprio per questa ragione abbiamo creato in Extraordinary un servizio di eCoaching utile a supportarti in ogni momento attraverso Extraordinary Coach qualificati che utilizzano il mio metodo originale One Hand Coaching.

Il mio metodo originale di Coaching One Hand Coaching infatti parte da un presupposto fondamentale: il riconoscimento del proprio scopo. Nel sondaggio Zety infatti emerge un altro dato importantissimo per capire quali sono i bisogni che abbiamo tutti, o quasi tutti, e che un Coach qualificato può aiutare a soddisfare: il 22% degli intervistati rimpiange nella sua carriera di non aver seguito la propria passione.

Nella definizione dello scopo la passione ha un ruolo fondamentale: come ti ho raccontato poco tempo fa, lo scopo è il fuoco che fa ardere più forte la passione. Trova il tuo scopo e comprenderai qual è la tua vera passione, quella che vuoi seguire sempre per andare oltre, per crescere ed essere felice.

Inizia a chiederti: qual è il mio scopo? Per quale ragione faccio quello che faccio? E ricorda: il primo incontro con un Coach è l’occasione giusta per definire cosa cerchi, di cosa hai bisogno e individuare quali risorse hai e quali ti servono per raggiungerlo.

3 modi semplici per costruire e valutare il tuo successo

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Capita molto spesso di interrogarsi sul significato del termine successo. Se mi segui saprai già che per me successo è il participio passato del verbo succedere e una persona di successo è una persona che ha fatto succedere quello che aveva sognato, scritto, pianificato e poi messo in pratica.

Il bisogno di dare un senso alla parola successo ci fa dimenticare un altro aspetto ugualmente importante. Quel significato, cioè il significato che diamo al successo è sempre soggettivo: ciò che decidi di far succedere nella tua vita è ciò che scegli per te. Quando rivolgi lo sguardo a ciò che hai fatto nella tua vita ascolta innanzitutto le tue emozioni. Sei felice di ciò che hai fatto?

Il successo infatti è strettamente collegato alla felicità: la felicità è un indicatore di successo. Nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” infatti ti aiuto a raggiungerle entrambe attraverso il mio metodo originale di Coaching: il One Hand Coaching. Ovviamente puoi vederlo in pratica anche al “Coaching secondo Claudio Belotti”, l’evento annuale che ti immerge nel mondo del Coaching attraverso 30 anni di esperienza, lavoro e passione.

Per aiutarti a stabilire un criterio per costruire e valutare il tuo successo, puoi fare queste 3 azioni:

Sviluppa la capacità di guardare ai progressi e non al risultato. Per costruire il tuo successo è importante imparare a guardare al processo e ai progressi che fai. L’obiettivo che hai fissato è secondario alla persona che diventi mentre lo raggiungi. Perché quella persona – la persona che acquisisce le competenze necessarie a raggiungere il traguardo – è la persona che desideri essere. Ogni tanto fermati, guardati, guarda ciò che hai fatto e sii semplicemente felice.

Resta collegato al tuo scopo. Nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” ti parlo dell’importanza dello scopo. Lo scopo ti aiuta ad essere grato per ciò che hai perché ti permette di vedere in prospettiva il qui ed ora e il futuro che desideri. Il tuo scopo inoltre ti dà la possibilità di rimanere flessibile di fronte alle avversità, modificare i piani di conseguenza e quindi prepararti per un successo ancora maggiore.

Fai caso alle cose belle che ti capitano. E’ più difficile che essere grati, perché richiede di sviluppare l’abilità di riconoscere al volo le proprie emozioni. E quando si presenta una emozione che ti fa stare bene, quello è il momento giusto per notarlo e creare un’àncora positiva – in PNL un’àncora si ha quando un’esperienza si lega ad una emozione/sensazione intensa – perché altrimenti il cervello in autonomia creerà per lo più àncore negative utili per sopravvivere (come il dolore provato quando si prende la scossa).

Qual è la differenza fra Coaching e consulenza?

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La differenza sostanziale fra consulenza e Coaching è questa: in una consulenza, il consulente ti porta una soluzione preconfezionata. Magari personalizzabile. Ma preconfezionata. È una soluzione utile. Risponde in modo semplice a un bisogno comune a tante persone. Un software può essere l’oggetto di una consulenza: lo personalizzi quel tanto che basta ad avere il logo della tua azienda, i nomi del personale e alcune funzioni che ti interessano particolarmente. In questo la consulenza è imbattibile.

Il Coaching è differente dalla consulenza. Il Coaching, quello fatto bene, quello con la C maiuscola non ti porta soluzioni preconfezionate. Ti aiuta a comprendere quali sono le tue necessità, i tuoi bisogni – quelli davvero importanti – e ti aiuta a comprendere le ragioni per le quali vuoi quello che vuoi. Una volta che ti ha aiutato a comprenderlo non ti offre una soluzione pronta: richiede che inizi il tuo percorso di crescita. Il Coaching ti chiede di fare tutto quello che serve per essere la persona che desideri.

E una buona scuola per Coach – una di quelle scuole per Coach che formano dei Coach con la C maiuscola – ti dovrebbe insegnare proprio a fare questo: a stare un passo indietro al cliente o meglio ancora un passo di lato e aiutarlo a ottenere i risultati che desidera senza prenderlo in braccio e portandolo dove vuole, ma aiutandolo a comprendere come e soprattutto perché lo vuole. E ogni volta che sembra aver perso la strada, il Coach lo aiuta a ritrovare la direzione.

Una buona scuola per Coach dovrebbe fare questo. La nostra Extraordinary Coaching School lo fa. Per questo non propongo i nostri servizi a tutti e seleziono gli ingressi: non tutti possono essere degli Extraordinary Coach. La ragione è semplice: non tutti lo vogliono! Essere un Extraordinary Coach è faticoso, richiede impegno, fatica e studio.

Poi quando finisci il percorso inizi a lavorare seriamente, perché le persone sanno che porterai risultati, sanno che lo farai in modo etico, sanno che un Extraordinary Coach è un professionista integro, cioè non spezzettato: conosce tutto il buono che è in lui e accetta i suoi limiti. Ha lavorato per diventare quella persona straordinaria e accetta di farlo per tutto il resto della sua vita perché sa che la qualità non è un traguardo ma un percorso di crescita continuo.

Per diventare un Extraordinary Coach hai una sola occasione ogni anno: partecipa a “Il Coaching secondo Claudio Belotti. Conosciamoci, impara il mio metodo originale “One Hand Coaching”, scopri i miei valori, il mio amore e il mio rispetto per questa professione straordinaria che svolgo da ormai quasi trenta anni, in Italia e nel mondo, che mi ha portato a diventare “Master Trainer” per Anthony Robbins e “Master Trainer in NLP for Business” scelto direttamente da Richard Bandler co-creatore della PNL insieme a John Grinder e Frank Pucelik.

Lo slancio necessario

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Ci sono dei momenti, dei periodi più o meno lunghi, nei quali la vita ci manda una chiamata. Questa chiamata richiede spesso di andare oltre lo stato attuale e accedere a un livello superiore. Spesso è un passaggio graduale e non ci si fa caso. Altre volte lo scalino è alto ed evidente e richiede di fare una scelta: rinunciare o raccogliere le proprie energie, prendere una bella rincorsa e affrontare il salto.

Fin da bambino mi sono domandato perché le persone fanno quello che fanno, perché si comportano in un certo modo, perché alcune persone sono felici e altre profondamente infelici. Questo mi ha portato a diventare il Coach che sono, a scegliere una mentalità di crescita come il mio maestro Anthony Robbins e realizzare libri come “La vita come TU la vuoiper aiutare le persone a essere felici e soddisfatte.

Quando la vita ci mette di fronte al salto da fare e si scegliere di saltare, a mio avviso ci sono tre passaggi fondamentali per darsi il giusto slancio. Eccoli qui:

Individuare le tu convinzioni limitanti: io penso che tutte le convinzioni siano limitanti. Ed è un bene. Perché quando la convinzione è quella che ti serve, ti porta dove desideri. Quindi si tratta di individuare le convinzioni che nello specifico ti stanno limitando in ciò che vuoi fare e sostituirle con altre più utili. Il modo migliore per è fare questo lavoro insieme a un Coach perché da soli è molto difficile. Se sai cos’è un bias, il motivo lo conosci già; se non lo sai puoi ascoltare questo audiolibro nel quale ti spiego come riconoscere i bias e imparare a decidere bene evitando le trappole mentali.

Definisci il tuo Scopo: questo concetto lo avrai letto sicuramente nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità. D’altronde questo principio è alla base del mio metodo One Hand Coaching: parti dal perché vuoi quello che vuoi. Grazie a uno scopo ben preciso la tua motiv-azione (i motivi per agire) sarà sempre forte. Lo scopo è alla base delle nostre motivazioni, e solo se le attività in cui ci impegniamo quotidianamente ci aiutano a raggiungerlo possiamo dire di condurre una vita felice.

Fai crescere il tuo talento: se mi conosci anche questo concetto dovrebbe esserti familiare. Il mio libro “Super Youè dedicato interamente a questo tema. Scegliere di individuare le convinzioni limitanti implica prendere la decisione cosciente di sostituirle nella tua mente con convinzioni potenzianti. Gli unici limiti nella vita infatti sono quelli che decidiamo di porci. E il modo migliore per superare i propri limiti è quello di crescere in ciò in cui sei già forte e concentrare le tue energie in quella direzione. Questo non ti farà solo superare i tuoi limiti: ti darà felicità e soprattutto soddisfazione.

Gestisci lo stress focalizzandoti su attenzione, energia e identità

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I periodi di stress sono inevitabili ma attraverso le tue azioni e le tue scelte puoi evitare che ti sommergano. La gestione dello stress è come fare surf. Nella stessa situazione puoi essere sulla cresta dell’onda o arrivare a riva travolto dall’acqua. Ciò che fai in situazioni di stress fa la differenza.

Il modo in cui gestisci le situazioni stressanti – scadenze ravvicinate, il lancio di un nuovo prodotto, l’organizzazione di un grande evento, un debutto assoluto – fa tutta la differenza fra un successo e un fallimento. La gestione ottimale dello stress infatti permette di ridurne gli effetti sul fisico e sulla mente. Inoltre con una complessiva gestione dello stato riesci a ottenere il meglio dalle emozioni collegate a questi eventi.

Livelli elevati di stress riducono sostanzialmente la produttività e la lucidità. Lo stress è una risposta naturale al pericolo, e non è stato progettato per farci ammalare o ucciderci. In effetti, a volte offre la spinta necessaria per ottenere il risultato. Lo stress e l’adrenalina ti tengono in vita quando sei in pericolo. Tuttavia, dal momento che il pericolo che allarma la mente, soprattutto sul luogo di lavoro non è un predatore affamato bisogna far pulizia di certi pensieri e trasformare alcuni meccanismi.

Controlla solo ciò che puoi. Ci sono eventi che sono sotto il tuo controllo, altri che puoi influenzare e altri ancora sui quali non puoi incidere. Crea una lista di tutto ciò che ti viene in mente. Mentre ogni elemento viene in mente, chiediti quanto controllo hai in questo momento. Potresti essere preoccupato che un dipendente non possa svolgere un lavoro in tempo, o che una prospettiva promettente non possa venire. Chiediti se, in questo preciso momento, hai il controllo sul risultato. Una volta fatto agisci sulle cose che puoi controllare e su quelle che puoi influenzare. In questo modo avrai molto meno tempo per pensare alle cose che non puoi controllare.

Prendi una pausa. Quando ti senti sopraffatto, può sembra controintuitivo rallentare, eppure è la cosa migliore che puoi fare. Respira, ristruttura i tuoi pensieri negativi come se potessi trarre il meglio da ciascuno di essi, visualizza le opportunità e suddividi il lavoro. Sarai molto più efficace sul lavoro e rilassato a casa. 

Ricorda qual è il tuo cliente ideale. Ci sono momenti in cui imprenditori e professionisti sono così ansiosi per il proprio business da prendere qualunque contratto ad ogni costo. Magari è un periodo un po’ di magra e si pensa che limare i prezzi o accettare compromessi sia la soluzione. Non lo è. Bisogna mantenere la barra dritta e seguire la propria strada. Accetta solo il tuo cliente ideale e comunica in modo adeguato per attrarlo: se sei il migliore nel tuo campo, se la tua azienda è leader del settore, non accettare nulla di meno e comunica con più forza il valore del tuo brand.

3 modi per rendere chiaro e raggiungibile ciò che desideri nella vita

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Nel mio libro Prendi in mano la TUA felicità ti spiego attraverso la metafora delle dita della mano, come funziona il mio metodo di Coaching originale, il One Hand Coaching. Il mio metodo parte dallo Scopo, dal perché. Perché fai quello che fai? Il concetto è: scopri cosa ti motiva e nulla ti fermerà.

A supporto di questa teoria, ormai diversi anni fa, è nato il workshop Obiettivi! nel quale tu lavori insieme a me per mettere in pratica e per disegnare il futuro di soddisfazione che ti meriti e vuoi. Obiettivi! è una giornata rivolta a chi sta bene e vuole stare meglio, a chi lavora con passione e vuole farlo con migliori risultati, a chi vuole fare un punto della situazione per crescere e migliorare.

Dedicare un giorno a sé stessi può cambiare per sempre il proprio futuro. Lavorando sul tuo scopo e creando degli obiettivi sfidanti puoi rendere chiaro e raggiungibile ciò che desideri nella vita. Ciò avviene sostanzialmente in tre modi:

  1. Con determinazione. Cioè attraverso la determinazione a farcela. Individua quel qualcosa di cui sei veramente appassionato e sarà facile e naturale dargli la priorità nella vita. Farai ciò che ami. Si tratta di combinare il tuo scopo con l’attenzione e l’impegno: da quel momento in poi inizierà una reazione a catena che ti consentirà di crescere rapidamente superando anche le tue aspettative.
  2. Con consapevolezza. Attraverso la consapevolezza della strada da percorrere. Se investi tempo in te stesso per capire chi sei e in cosa credi otterrai ciò che ti sei prefissato. Per avere la consapevolezza della strada da percorrere è infatti necessario sapere dove vuoi andare e nel momento in cui lo sai ci arriverai molto più rapidamente.
  3. Senza distrazioni. Lo scopo è il tuo strumento per cancellare tutto il resto, tutto ciò che non conta, tutto ciò che non sta al suo interno. Per questo lo scopo è alto, è grande, è abbraccia tanti aspetti differenti della tua vita. Perché è il tuo scopo è fatto apposta per tenere dentro tutto il necessario e tagliare fuori le distrazioni in modo da portare a termine il risultato che desideri.

A piccoli passi verso il miglioramento

By | In evidenza

Ci sono abitudini quotidiane che ciascuno di noi può sviluppare per rendere più piena e ricca la propria esistenza. Non sono cambi epocali o stravolgimenti. Sono i piccoli passi quelli fanno la differenza. Con i piccoli passi si sostituiscono le cattive abitudini con nuove e più efficaci, si cresce e si migliora. All’inizio può sembrare una strada in salita ma arriva un momento in cui il nuovo sostituisce completamente il vecchio al punto che non si ricorda più cosa e come si faceva prima. Vuoi rimetterti in forma? Inizia con una passeggiata. Fai una serie di addominali. Vuoi leggere di più? Leggi una pagina al giorno e fallo tutti i giorni. Vuoi crescere? Fai qualcosa di nuovo: tutti i giorni (tutti tutti).

Alcuni dicono che per far diventare tutto questo una nuova abitudine servano 21 giorni, altri 45, altri ancora 66. Io sono certo che la motivazione sia determinante e la motivazione si nutre della linfa più importante: il tuo scopo. Per questo con il mio metodo di Coaching originale, il “One Hand Coaching”, parto sempre dallo scopo. Se vuoi saperne di più ti invito a leggere il mio libro “Prendi in mano la TUA felicità”: ne puoi scaricare un estratto cliccando qui. Oppure puoi partecipare al “Il Coaching secondo Claudio Belotti” e imparare dal vivo come funziona.

Se desideri creare una abitudine speciale per avere una vita appagante, puoi iniziare a sviluppare quel famoso menù di attività di cui ti ho parlato spesso: lo trovi nel nuovo e-book gratuito che puoi scaricare cliccando qui. E poi puoi iniziare a far attenzione a tre elementi che sicuramente fanno già parte della tua vita ma che tutti, prima o dopo, tendiamo a scordare o a mettere un po’ da parte:

1) Integrità. Conosci te stesso e impara a riconoscere cosa è importante, cosa vuoi davvero. In questo modo sarà più semplice lasciar andare tutto il resto. Le cose meno importanti, le cose che gli altri desiderano per te e quelle identità, quelle etichette, che ti trovi attaccate addosso.

2) Consapevolezza. Non procrastinare, non evitare i conflitti e non nascondere i problemi sotto il tappeto. Fai il primo passo con coraggio riconoscendo problemi e conflitti, affrontandoli in modo rapido e frontale invece di trascurarli.

3) Pazienza. Serve autocontrollo e calma. Devi sviluppare la consapevolezza che reagire sul momento, di pancia, non porta mai risultati positivi. Agisci in modo fermo, responsabile e razionale.