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obiettivo Archives - Claudio Belotti

Preparati a raggiungere i tuoi Obiettivi!

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A settembre torna Obiettivi! in una veste speciale: “Obiettivi! Online Special Edition”. In che modo ti puoi preparare al meglio a partecipare al webinar che ti aiuta a trasformare la tua vita e a realizzare i tuoi obiettivi?

Se ami come me lo sport saprai certamente che l’allenamento – fisico e mentale – è fondamentale. Quando ci vedremo a settembre a “Obiettivi! Online Special Edition ti mostrerò come tenere alta la motivazione ed essere preparato ad affrontare tutte le sfide che si pareranno di fronte a te lungo la via per il tuo obiettivo.

Nel frattempo, puoi utilizzare queste settimane di estate, magari di ferie, per iniziare a sciogliere i muscoli della motivazione e prepararti ad affrontare la trasformazione che desideri. Con 5 semplici passi:

Definisci il tuo scopo: inizia a pensare sin da ora a qual è lo scopo nella tua vita. A “Obiettivi! Online Special Edition” affronteremo la questione in dettaglio. Adesso comincia a tratteggiare i contorni di quello che è e dovrà essere il tuo faro, la tua guida. Quando fai fatica a fare il passo successivo, lo scopo sarà lì a ricordare a te stesso perché è importante andare avanti.

Gestisci la stanchezza: quando sono stanco per fare il mio allenamento di corsa, faccio sempre un chilometro in più. Accogli la fatica, prenditi cura del fastidio che provi o della mancanza di voglia. Affronta la paura o le ansie di situazioni complesse e portale con te oltre la difficoltà stessa. Mostra loro che c’è una soluzione e che tu sei in grado di trovarla.

Fai qualcosa di difficile: e fallo almeno una volta a settimana. Non è necessario che sia qualcosa di strano o insolito. Se ti va di fare bungee jumping perché ti porta fuori dalla tua area di comfort, fallo pure. Io sto parlando di quelle difficoltà quotidiane: parlare con il vicino impiccione in modo gentile, alzarsi prima per andare a correre, presentare la tua idea in ufficio quando sai che è la più complessa. Trova il modo.

Dai risposte: a te, agli altri. Non creare scuse, trova le ragioni. Analizza ciò che fai quando sbagli e trova il modo in cui puoi correggere ciò che non hai fatto bene. Assumersi la piena responsabilità per eventuali mancanze è il primo passo. Affronta e riconosci i tuoi errori, puoi imparare da essi ed evitare di ripeterli in modo da poterne fare sempre di nuovi.

Scopri che avevi torto: quando pensi di non farcela è il momento giusto per dimostrare che ti stai sbagliando. L’anno non sta andando bene dal punto di vista economico? Le vendite sono in calo? Pensi che non riuscirai a centrare l’obiettivo di fatturato o di vendita? Stare fermo a guardare le tue cattive aspettative realizzarsi, non serve a nulla. Agisci, trova il modo.

3 domande da leader da porti ogni giorno

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La leadership non è un titolo, un diploma, un attestato da appendere al muro. La leadership è una pratica quotidiana e così come si conquista con l’esercizio, allo stesso modo si perde con la mancanza di azioni mirate al suo consolidamento.

Se mi segui saprai certamente che per me la leadership è innanzitutto una vera e propria filosofia di vita, cioè un modo di vivere basato su principi. E oggi essere leader significa mettere in pratica questa filosofia ogni singolo giorno, significa mettere in dubbio le certezze per renderle più solide o per modificarle.

Oggi come oggi l’errore più grande che fanno molti leader all’interno anche di grandi e avanzate organizzazioni è credere che debbano avere sempre ragione; anche se questo non li avvantaggia! Assurdo vero? Eppure, lo vediamo quotidianamente nelle aziende. Questo limite è dettato da uno scarso allenamento all’ascolto attivo, alla capacità di cogliere segnali e informazioni utili dal mercato e dai collaboratori.

Questa interpretazione del capo come guida che “tutto vede e tutto sa” sta mostrando ormai i suoi limiti proprio in virtù della complessità della realtà attuale. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo Roi Edizioni, ad esempio, ti aiuto a comprendere cosa significa avere la consapevolezza del livello evolutivo dell’azienda per poterla guidare con uno stile di leadership appropriato e aiutarla a tornare continuamente verso il Prime, lo stadio evolutivo di massima efficacia.

Per poter allenarsi quotidianamente da leader io credo che la chiave siano le domande. Partiamo da quelle che puoi fare a te stesso, ogni giorno, per rinnovare la forza della tua leadership:

Sto dando il buon esempio con il mio comportamento? Il leader a differenza del capo agisce per primo, apre la via e mostra qual è la via. Essere leader significa essere parte della squadra, mettersi a disposizione e per quanto i ruoli siano necessariamente differenti nei momenti di necessità il leader fa ciò che è necessario. Un buon team è quello in cui sono chiari i ruoli e ci sono molti leader nei propri settori che a seconda della necessità sono pronti a fare il lavoro dell’altro perché sanno che è il lavoro di tutti a portare al risultato voluto da tutti.

Sono il mentore che serve per i più giovani? Se il buon esempio è qualcosa di complessivo e riguarda più in generale il comportamento sul lavoro – dal rispetto di orari e regole al rispetto di ruoli e compiti – essere un mentore significa soprattutto lavorare attivamente per la crescita delle persone. Questa crescita può essere tecnica, pratica e umana. Comportarsi da mentore significa trovare il modo migliore per interagire con le persone e il modo migliore per dar loro ciò di cui hanno bisogno per crescere.

Ciò che sto facendo è sostenibile? La sostenibilità di un progetto – o di uno stile di vita – è un aspetto chiave della leadership. Fin qui abbiamo parlato di ciò che dà il leader. Ora è fondamentale concentrarsi su ciò che hai in cambio dalla vita che fa. Qui entra in gioco il tuo scopo: lo scopo nutre la vita e più è forte in te il senso del tuo scopo, più è sostenibile per te ciò che fai. La cultura di oggi spesso spinge per gratificazioni immediate e perdere la strada è facile. Trova il tuo scopo e porta un equilibrio sostenibile nella tua vita.

Le 3 abitudini chiave per migliorare la vita

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Molto spesso quando parliamo di soddisfazione rivolgiamo l’attenzione alla sfera lavorativa della nostra esistenza. Questo accade sicuramente per diverse ragioni. Alcune possono essere di tempo: il fattore tempo infatti incide molto. Impegnati in attività lavorative trascorriamo davvero una grande parte del nostro tempo. Ed è proprio per questa ragione che giustamente cerchiamo di fare in modo che il nostro lavoro sia quanto più possibile vicino alla piena espressione del nostro potenziale e della nostra passione.

Ma una vita soddisfacente può esistere anche a prescindere dal lavoro che si svolge. Certamente fare un lavoro dal quale si vuole continuamente fuggire non è la condizione ottimale di vita. Allo stesso tempo si può svolgere un lavoro soddisfacente e avere una vita privata poco soddisfacente. Per migliorare anche la soddisfazione nella vita privata è necessario dedicare la giusta attenzione alle abitudini di vita.

Vediamo dunque insieme quali sono le tre abitudini per migliorare la tua vita:

  1. Trova tempo per parenti e amici. Ti capita mai di fare un pranzo con degli amici o una cena dai parenti e stupirti di quanto sia stato divertente, interessante o piacevole? A volte semplicemente mentre siamo immersi nel nostro lavoro, sommersi dagli impegni, distratti dalle scadenze non pensiamo nemmeno alla possibilità che quel tempo possa essere così piacevole. Gli affetti più stretti richiedono e meritano tempo e attenzioni perché sono alla base del nostro benessere familiare.
  2. Tieniti in movimento. Ce lo siamo detti anche di recente. Il movimento è il primo antistress e la corsa in particolare è il modo più semplice e accessibile per scaricare a terra tutte quelle sensazioni delle quali ci facciamo carico durante il lavoro, nel corso della giornata e portare endorfine per tenere alto l’umore. Trova la tua routine di movimento antistress.
  3. Crea dei team del divertimento. Proprio come faresti in azienda. Dai un obiettivo al divertimento del tuo gruppo familiare, con i tuoi figli, con il tuo partner. Esattamente come il tempo che non si trova ma si crea per le cose importanti, crea degli obiettivi di relax, di divertimento, degli obiettivi rilassati con le persone a te care. Come certamente sai, in ogni obiettivo la parte più importante non è il risultato ma il percorso che compi per raggiungerlo: quel percorso ti trasforma nella persona felice e soddisfatta che desideri essere.

Come gestire i conflitti in ufficio

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I conflitti in ufficio sono all’ordine del giorno. A volte è una questione di mansioni poco definite, altre volte entra in gioco il carattere, più spesso ci si scontra sulle soluzioni da adottare. In altri casi c’è un problema di comportamento, un ambiente di lavoro poco confortevole, collaboratori con competenze limitate. Manager e team dovrebbero cercare di agire in modo coordinato ma spesso ciò non accade. Di chi è la responsabilità?

Se mi conosci e mi segui da un po’ di tempo avrai compreso che credo che il ruolo attivo lo debbano giocare i leader. Il che non significa che il leader debba essere proprio il manager all’interno di un conflitto. Qualunque membro del gruppo che arrivi a comprendere che il benessere di tutti e il valore del lavoro passa dalla capacità di collaborare a un risultato utile, può essere quel leader.

Nel mio libro più recente “Gli Stadi del SuccessoRoi Edizioni dedicato al business ti spiego in maniera semplice e chiara quali sono le caratteristiche che identificano lo sviluppo di una azienda. In questo modo potrai comprendere in modo rapido quali sono le dinamiche più importanti alle quali fare attenzione anche nella generazione del conflitto.

Per intervenire in modo rapido ho tre consigli per te che puoi mettere in pratica subito:

Identifica il livello: se conosci i livelli logici di Dilts, creati dal grande ricercatore in PNL Robert Dilts, puoi iniziare a identificare a quale livello si colloca il conflitto per trovare una soluzione pratica. I livelli sono Ambiente (risponde alle domande “Dove? Quando?”), Comportamenti (Cosa?), Capacità (Come?), Valori/Convinzioni (Perché?), Identità (Chi?), Scopo (Per chi? Per cosa?). A che livello si sviluppa il conflitto? A volte basta solo prendere consapevolezza del livello per risolvere il conflitto.

Pensa al presente: spesso i conflitti vengono dal passato o anticipano un futuro che nessuno può prevedere e in qualche modo lo rendono reale. Prendi in considerazione solo i fatti attuali e metti da parte tutto quello che coinvolge il passato e il futuro. Gli attriti del passato e le ansie del futuro sono nemiche di una serena gestione del presente.

Individua l’obiettivo: i conflitti che nascono perché si hanno strategie diverse sono i migliori. Infatti, non tutti i conflitti vanno eliminati o placati sul nascere. Alcuni, non tutti, servono a trovare soluzioni migliori: chiarire (o ricordare) a tutti che l’obiettivo è quello di lavorare meglio, non di avere ragione, può cambiare l’approccio al conflitto e far emergere nuove soluzioni.

Infine, ricorda: in un mondo nel quale molti pensano a loro stessi, il modo migliore per risolvere i conflitti di strategia è mettere al centro chi ha bisogno di attenzione e desidera visibilità (dando ragione o sottolineando la paternità di una idea). Ogni leader deve essere in grado di farsi da parte, soprattutto se a tutti risulta evidente che ciò che fa migliora il lavoro di tutti. La persona egocentrata non lo noterà nemmeno. E avrete vinto tutti.

Lo slancio necessario

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Ci sono dei momenti, dei periodi più o meno lunghi, nei quali la vita ci manda una chiamata. Questa chiamata richiede spesso di andare oltre lo stato attuale e accedere a un livello superiore. Spesso è un passaggio graduale e non ci si fa caso. Altre volte lo scalino è alto ed evidente e richiede di fare una scelta: rinunciare o raccogliere le proprie energie, prendere una bella rincorsa e affrontare il salto.

Fin da bambino mi sono domandato perché le persone fanno quello che fanno, perché si comportano in un certo modo, perché alcune persone sono felici e altre profondamente infelici. Questo mi ha portato a diventare il Coach che sono, a scegliere una mentalità di crescita come il mio maestro Anthony Robbins e realizzare libri come “La vita come TU la vuoiper aiutare le persone a essere felici e soddisfatte.

Quando la vita ci mette di fronte al salto da fare e si scegliere di saltare, a mio avviso ci sono tre passaggi fondamentali per darsi il giusto slancio. Eccoli qui:

Individuare le tu convinzioni limitanti: io penso che tutte le convinzioni siano limitanti. Ed è un bene. Perché quando la convinzione è quella che ti serve, ti porta dove desideri. Quindi si tratta di individuare le convinzioni che nello specifico ti stanno limitando in ciò che vuoi fare e sostituirle con altre più utili. Il modo migliore per è fare questo lavoro insieme a un Coach perché da soli è molto difficile. Se sai cos’è un bias, il motivo lo conosci già; se non lo sai puoi ascoltare questo audiolibro nel quale ti spiego come riconoscere i bias e imparare a decidere bene evitando le trappole mentali.

Definisci il tuo Scopo: questo concetto lo avrai letto sicuramente nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità. D’altronde questo principio è alla base del mio metodo One Hand Coaching: parti dal perché vuoi quello che vuoi. Grazie a uno scopo ben preciso la tua motiv-azione (i motivi per agire) sarà sempre forte. Lo scopo è alla base delle nostre motivazioni, e solo se le attività in cui ci impegniamo quotidianamente ci aiutano a raggiungerlo possiamo dire di condurre una vita felice.

Fai crescere il tuo talento: se mi conosci anche questo concetto dovrebbe esserti familiare. Il mio libro “Super Youè dedicato interamente a questo tema. Scegliere di individuare le convinzioni limitanti implica prendere la decisione cosciente di sostituirle nella tua mente con convinzioni potenzianti. Gli unici limiti nella vita infatti sono quelli che decidiamo di porci. E il modo migliore per superare i propri limiti è quello di crescere in ciò in cui sei già forte e concentrare le tue energie in quella direzione. Questo non ti farà solo superare i tuoi limiti: ti darà felicità e soprattutto soddisfazione.

3 semplici strategie (più una) per migliorare la tua capacità di fare networking

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Molti dei partecipanti ai corsi di Extraordinary ci dicono che arrivano nelle nostre aule spinti dal desiderio di crescere e migliorare. Se mi conosci e mi segui sai già che penso che la crescita e il miglioramento siano, insieme alla gratitudine, il migliore metodo per creare benessere e mantenere alta la propria felicità. Per questo le persone che arrivano nelle nostre aule sono persone speciali e le loro domande molto spesso sono spunti utilissimi per queste riflessioni.

Recentemente infatti un ragazzo mi ha posto un problema molto interessante: come si fa a coltivare amicizie e conoscenze? Per molti certamente questo non è problema: c’è chi è nato per stare in mezzo alle persone e far vita sociale. Per altri non è così, incontrano difficoltà e soffrono le uscite pubbliche o non hanno un metodo e si fanno trascinare nel vortice e investono troppo tempo e troppe energie in pubbliche relazioni.

Come in tutte le attività, bisogna trovare il proprio equilibrio. Con un po’ di metodo e un po’ di esperienza si può massimizzare l’efficacia delle proprie uscite, dei propri incontri, delle proprie energie e soprattutto del proprio tempo. Ti propongo quindi 3 semplici strategie (più una) per migliorare la tua capacità di fare networking:

  1. Mostra interesse. Se conosci la PNL sai che alla base di qualsiasi comunicazione efficace c’è il rapport. Quindi il primo passo è diventare bravi in calibrazione e ricalco per arrivare a crearlo rapidamente. Per diventare bravi servono due cose: esperienza e interesse. L’esperienza si fa solo sul campo, mettendo in pratica ciò che hai appreso nel percorso di PNL (puoi scoprire l’esperienza PNL Extraordinary, certificata dalla Society of NLP di Richard Bandler, iscrivendoti al Basi di PNL). L’interesse può essere allenato in qualsiasi momento, sviluppando una sincera curiosità per le persone, la loro vita e la loro attività.
  2. Dai prima di chiedere. Le persone che si comportano in modo aperto e disponibile, che offrono prima di chiedere sono quelle che di solito ricevono di più. Ci sono tante ragioni di carattere psicologico e sociale per questo comportamento. Se mi segui sai che spesso dico “se vuoi mungermi, prima devi portarmi al pascolo”. Ecco, se desideri ottenere qualcosa, inizia a donare in maniera disinteressata: potrebbe essere tempo, informazioni o la condivisione dei tuoi contatti. La generosità viene sempre ripagata.
  3. Fissa un obiettivo chiaro. Prima di qualsiasi incontro fissa bene qual è il tuo obiettivo di comunicazione. Cosa vuoi dire e più in generale cosa vuoi comunicare a 360°. Ad esempio, scegli bene i vestiti, perché parleranno per te in ogni momento. Se sei una donna, anche nella scelta del trucco. Oltretutto, se il tuo obiettivo è chiaro e coerente con il luogo e gli interessi delle persone che incontri sarà ancora più facile creare un legame o trovare una persona pronta ad aiutarti a raggiungerlo.

Infine, il consiglio più prezioso: frequenta corsi. Tutti quelli che puoi, tutti quelli che ti interessano (e a volte anche quelli che ti interessano meno). Se scegli bene le aziende, gli enti, le istituzioni e i formatori troverai in aula persone che già condividono qualcosa con te – magari proprio i valori di crescita e miglioramento che hanno le persone che trovi nei corsi Extraordinary – con le quali sarà più semplice mostrare interesse, dare prima di chiedere e condividere il tuo obiettivo.