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obiettivi Archives - Claudio Belotti

Una nuova leadership per il 2021

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Il miglior modo per iniziare questo 2021 tanto atteso è fare un salto nella leadership. Scopriamo insieme quali sono i principali tratti di leadership da sviluppare nei prossimi mesi per rafforzare il tuo ruolo. Un leader, infatti, per essere tale deve sviluppare la capacità entrare in relazione con le altre persone, guidarle senza comandare, aiutandole a diventare leader a loro volta.

Un leader infatti – come ci ricorda una delle radici di questa parola – ha il compito di innalzare e condurre al successo gli altri. Ciascun leader fa questo in modi differenti, si adatta all’ambiente, agli usi del gruppo e ha le competenze necessarie per andare per primo quando si affronta una novità. Ma il ruolo del leader non si ferma a questo.

La parte più importante del suo approccio è nell’identità: un leader si riconosce – riconosce sé stesso e si rende riconoscibile dagli altri come tale. Quando lo fa ispira gli altri trasmette i valori proprio del suo gruppo e dell’azienda per la quale si lavora insieme. Aiuta le persone a trovare il proprio perché nel lavoro che svolgono.

In che modo avviene questa magia? Voglio suggerirti alcune attività attraverso le quali potrai sviluppare la tua leadership nel 2021 per raggiungere i risultati che desideri:

  1. Ascolta. Il 2020 tra le tante lezioni che ci ha lasciato c’è sicuramente quella dell’ascolto. E’ pieno di persone che parlano – spesso a vuoto, con lamentele o peggio con fatti inventati – e poche che ascoltano. Quelle che ascoltano sono sempre quelle che hanno un potere sulle persone che parlano e basta.
  2. Fai un passo indietro. Di tanto in tanto. Non sempre. Lascia la scena a chi lo merita. Non è così facile come sembra. E non è solo una questione di orgoglio. A volte ci sono persone che hanno una tale ritrosia per il proscenio che dovrai essere tu spesso a dover allestire il palco, far venire il pubblico, aprire il sipario e spingere con decisione la persona a prendersi l’applauso.
  3. Datti il permesso di sbagliare. Non hai sempre ragione. Tutti sbagliamo. Anche tu. Ridici su, scherza con gli altri, sii trasparente circa il tuo errore. La tua autorevolezza non scenderà all’aumentare della tua umanità. E qui sulla terra un leader con spiccati tratti umani è molto apprezzato dagli altri esseri umani.

Cosa farai quest’anno per rafforzare la tua leadership?

Una super routine mattutina

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Dal momento della sveglia a quello del lavoro ci sono molte occasioni nelle quali preparare al meglio la tua giornata. Non solo quella lavorativa: più tempo e attenzioni dedichi alla cura del tuo presente più ne guadagna tanto la vita professionale quanto quella privata.

  • Alzati (senza controllare lo smartphone)
  • Muoviti (stretching, un po’ di yoga, pilates, corsa)
  • Fai una colazione nutriente (cosa ti consiglierebbe un Nutrizionista per il tuo stato fisico?)
  • Medita e studia (bastano 10 minuti di meditazione e 15 di lettura)
  • Fai qualcosa di nuovo (cambia posto a tavola, scegli una strada diversa, fai le scale: inizia con attività semplici)

Questa routine non è una prescrizione medica. Insomma: non devi fare tutto, tutti i giorni, alla stessa ora. Puoi fare anche solo una attività o più di una o ciclicamente durante la settimana suddividere queste attività a seconda delle giornate e degli impegni. L’importante è imparare a sviluppare queste abitudini.

Non è nei grandi cambiamenti che migliora la qualità della vita. È nelle piccole cose che fai tutti i giorni. La tua routine mattutina sicuramente è importante, come lo è il dialogo interiore che hai con te stesso nel corso della giornata e come lo sono le cose alle quali dedichi attenzione. Crea la tua routine quotidiana, trattati bene, ama chi sei e ciò che fai e la vita ti restituirà in cambio la felicità.

Qual è la tua routine giornaliera per star bene? Scrivila nei commenti e ispira le altre persone a volersi bene. 

Gestire un team da remoto efficacemente

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Tra le tante cose alle quali abbiamo dovuto fare l’abitudine in questo periodo di distanziamento ci sono sicuramente i rapporti di lavoro da remoto. Riunioni, call, meeting in ogni ufficio prendono nomi e declinazioni differenti e vengono organizzate nei modi più vari: attraverso Zoom o su WhatsApp, su Skype, Teams o Meet.

La netiquette poi vuole abiti e approcci differenti per ogni riunione. Chi è in ufficio con altri colleghi indossa le mascherine e anche se è nella stessa stanza degli altri collegati è ben distanziato e ciascuno utilizza la propria postazione o il proprio smartphone. Chi è a casa è vestito fino alla vita, poi: pigiama e babbucce imbottite. E ogni tanto un figlio che passa dietro, chiede dov’è il succo di frutta o chiede attenzioni.

Abbiamo imparato a convivere con tutto questo, a gestirlo e farlo al meglio. La nostra azienda ci ha aiutato a volte, altre volte ci ha creato problemi. In tanti casi ciascuno ha cercato di fare del proprio meglio. Certo, conoscere lo stadio evolutivo raggiunto dalla propria azienda aiuterebbe a comprendere meglio come è necessario gestirla in questi momenti. Per questo bisognerebbe leggere “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. O farlo leggere al proprio manager con la scusa facendogli anche un bel regalo di Natale.

In ogni caso per avere qualche idea sulla gestione del tuo team da remoto, puoi partire da qui: ecco a te 3 suggerimenti per gestire in modo efficace e produttivo te e il tuo team in smartworking:

  1. Fai un briefing (e debriefing) quotidiano. Il vantaggio di poter lavorare da remoto, per lo più da casa, si può tramutare nella possibilità di organizzare riunioni in modo rapido e di farle durare lo stretto necessario. Non ci sono pause caffè e pause sigaretta, non ci sono i soliti colleghi che chiacchierano tra di loro. Che sia Zoom, Teams, Meet o una call multipla su WhatsApp, un rapido check a inizio giornata e uno ancora più rapido a fine giornata possono aiutare a scandire meglio il ritmo di lavoro.
  2. Gestisci i carichi di lavoro. A casa non si lavora come in ufficio: spesso si lavora anche di più, altre volte può capitare che si lavori di meno, anche in base al compito, all’obiettivo, alle risorse a disposizione. Aiuta il tuo team a capire cosa dovrebbe fare e crea aspettative realistiche per il la consegna del lavoro. Questo vale anche per te come manager. Preparati a raggiungere il risultato e rendi chiari i compiti e le ragioni per raggiungerlo. 
  3. Concentrati sui risultati. Intervenire troppo nel processo di lavoro può essere deleterio. In particolare, quando il gruppo lavora da casa. Dai spazio alle tempistiche di tutti e sposta le risorse dove servono, quando servono. Un calo nella performance di alcuni può essere compensato da un aumento da parte di altri. Alcuni si adattano più rapidamente ai cambiamenti: valuta bene il lavoro di tutti.

Infine, assicurati che tutto il gruppo possegga le giuste risorse per svolgere il lavoro. Questo può emergere nei briefing quotidiani e potrebbe essere una buona cosa farne uno appositamente dedicato alle risorse. In molti casi ci sono delle persone che non manifesteranno un bisogno fino al momento in cui non sarai tu a renderlo esplicito. Da leader, a volte, è necessario fare uno scatto in più.

Gestisci in modo efficace la tua giornata

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“Non è quello che facciamo di tanto in tanto che plasma le nostre vite. È quello che facciamo costantemente.” Tony Robbins

Qual è il modo più efficace per gestire una giornata lavorativa piena di impegni, call, video-riunioni? La concentrazione, il focus, la definizione delle priorità. Tutto questo sicuramente è importante. Però prima di arrivare a questo è necessario filtrare ulteriormente gli eventi della giornata per comprendere da cosa iniziare ad agire.

Sappiamo infatti che nella nostra vita ci sono tre livelli di azione: quella su noi stessi, che ci consente di trasformare tutto (quasi tutto) ciò che desideriamo. Quella su ciò che possiamo direttamente o indirettamente influenzare, come ad esempio le altre persone. Infine, ci sono alcune cose che sono fuori dal nostro controllo. Per iniziare a gestire meglio la giornata – e la vita più in generale – è necessario concentrarsi sulle prime due.

Quando stabilisci degli obiettivi – come puoi fare in modo professionale al workshop “Obiettivi! Special Online Edition” – è necessario fare sempre questo passaggio, comprendere cioè se il risultato che vuoi raggiungere è sotto il tuo controllo o la tua influenza e quali sono eventualmente le variabili da tenere sotto controllo. Iniziare ad applicare questo metodo con gli impegni è un ottimo primo passo.

Ti offro 3 consigli per iniziare a farlo:

  1. Pianifica l’agenda della giornata. Via via inizierai a pianificare l’agenda della settimana, del mese, dell’anno.  Utilizza un calendario online – un foglio Excel o una agenda cartacea vanno bene lo stesso – e scrivi ciò che vuoi fare. Dai la priorità a ciò che è importante per te, a ciò che ti fa guadagnare bene, a ciò che ti diverte e fa star bene.
  2. Impara a dire no. Il modo migliore per tutelare il tuo lavoro è quello di dire no ai vampiri del tempo, quelle persone che sentono il bisogno di chiedere continui favori, la tua disponibilità a rivedere un loro progetto, ad aiutarli con qualche tipo di incombenza. Studia bene i tuoi impegni e fissa dei paletti temporali: il modo migliore per dire no è motivare la risposta con una chiara organizzazione del lavoro.
  3. Imposta degli slot di lavoro. In particolare, ricorda di prendere delle pause e in fase di pianifica di riservare del tempo per farlo. Fermarsi ogni tanto – ogni ora e mezza o due di lavoro – è sicuramente di aiuto per aumentare la produttività. Prevedere queste pause quindi ti farà guadagnare in risultati e in salute.

Che cosa è davvero importante per te? Quali sono i risultati che desideri raggiungere nei prossimi mesi? Fammelo sapere nei commenti.

Come prepararci al 2021?

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In questo periodo pensare al futuro è la cosa più facile perché la situazione presente è complessa e per molti di noi ha comportato limitazioni nel lavoro, nella vita di tutti i giorni, negli spostamenti. Allo stesso tempo è molto difficile fare previsioni e poco utile farlo senza un metodo. Nessuno sa cosa accadrà da qui a qualche mese, in quale modo si evolverà la situazione e quando tutto questo sarà finito.

La cosa più utile da fare in questo momento è fermarsi, fare il punto della situazione. Il mio metodo per fare questo si chiama “Obiettivi! Special Online Edition 2021”: un workshop nel quale ti accompagno nella ricerca del risultato più stimolante, dell’obiettivo che desideri raggiungere, della strada che ti porta al livello successivo, alla crescita e ti avvicina finalmente al tuo scopo.

Quali saranno le skills più importanti il prossimo anno? Quali obiettivi di crescita puoi fissare adesso perché il futuro te stesso possa voltarsi indietro e ringraziarti?

Ti offro alcune idee, spunti e suggerimenti utili a lavorare in modo efficace su di te: 

Sviluppa nuove competenze: la comunicazione, la capacità di offrire soluzioni e quella di mantenere la calma e la lucidità, la gestione cioè dello stato emotivo. Un percorso di PNL è ciò che fa al caso tuo. Inizia con il corso Basi e poi scegli di proseguire con i livelli Practitioner e Master Practitioner. Con la Programmazione Neuro-Linguistica imparerai ad adattare il tuo stile di comunicazione alle persone che hai di fronte.  

Lavora sullo storytelling: come narri la tua vita? E il tuo lavoro? Lo storytelling o narrazione si rivolge sempre a due tipi di pubblico differenti: le altre persone e te stesso. Come ti racconti agli altri? E cosa racconti a te stesso, di te o della tua vita? Io amo molto le metafore e credo che nel linguaggio metaforico ci sia una grande risorsa per dare significato alla vita e raccontarsi in modo più efficace la propria vita.

Prenditi del tempo per te: fai ciò che ami nella tua vita? Se non lo fai già è tempo che inizi a scoprire quali sono le tue passioni e a lavorare su di essere per comprendere meglio qual è lo scopo nella tua vita. È di fondamentale importanza conoscere te stesso, se vuoi realizzare il tuo scopo nella vita e nel lavoro. Nel mio libro Super You ti propongo un percorso di Coaching personalizzato per guidarti alla scoperta dei tuoi talenti e con essi sei sulla strada giusta per la realizzazione.

La perfezione può essere un obiettivo?

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Se lo fosse sarebbe un obiettivo modesto, noioso e privo di fantasia. La perfezione infatti prevede che esista un livello ultimo oltre il quale non è più possibile svilupparsi. Naturalmente la realtà è troppo complessa per accettare uno standard rigido come la perfezione. Più interessanti della perfezione ci sono l’azione, la pratica, la crescita e il miglioramento.

Ogni volta infatti che pensiamo di aver raggiunto la perfezione facciamo una scoperta: si può sempre migliorare. E il miglioramento avviene un po’ per volta. Michael Schumacher, il grande campione di Formula 1, molte volte è stato associato all’idea di perfezionismo. Nella sua cura per il dettaglio invece c’era una passione autentica per il miglioramento. In una delle sue interviste più belle lui stesso si dice tranquillo che il record di vittore che lui aveva battuto – e all’epoca sembrava impossibile – a sua volta sarebbe stato superato.

È tutta una questione di standard. Ritorno su questo tema perché in molti dopo l’ultimo post mi hanno scritto chiedendomi se alzare i propri standard non rischi di portare al perfezionismo. Il perfezionismo infatti è l’esatto contrario della realizzazione. Le persone di successo realizzano obiettivi e sono soddisfatte. Chi si lascia andare al perfezionismo invece pur ottenendo risultati resta sempre insoddisfatto: e senza soddisfazione non esiste un vero successo.

Come si fa dunque a trasformare un pensiero che cerca la perfezione in un pensiero che si appassiona al miglioramento?

Spingi più in là i limiti (ma non troppo). Se ti piace cucinare avrai certamente sperimentato come a volte una ricetta possa dare un risultato differente attraverso piccole variazioni. E quando la vuoi migliorare ti concentri su uno o due passaggi o ingredienti. Se cambi troppe variabili contemporaneamente non impari nulla perché non sai cosa ha funzionato di preciso. Spingiti un po’ più in là, un passo alla volta.

Prenditi cura del tuo lavoro. Quando ci si prende cura delle cose, queste durano. Prendersi cura significa accettare ciò che è e fare del proprio meglio perché questa cosa sia nel suo stato migliore. Con gli occhi del perfezionismo non si accetta ciò che si ha e diventa impossibile prendersene cura. Coltiva ciò che hai: relazioni, cose, lavori e queste dureranno nel tempo.

Ama ciò che hai fatto. Il modo migliore per superare il perfezionismo è festeggiare i risultati. Quando ti riconosci il valore di ciò che hai fatto hai ottenuto il risultato più importante. Probabilmente cerchi la perfezione perché ci tieni a fare un ottimo lavoro e avere un impatto enorme sul mondo che ti circonda. Ma l’impatto più grande lo hai quando ami ciò che fai.

3 sfide da accettare per alzare i propri standard

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“Raise your standards!” Dice il mio maestro Anthony Robbins. Cosa significa veramente? Alza i tuoi standard non è un invito ad avere di più, ad accumulare beni o a scegliere oggetti più costosi. È la richiesta precisa di essere di più: fai crescere ciò che sei e diventa più di quello che sei oggi.

Questo vale soprattutto per coloro che occupano posizioni di leadership: la crescita continua dovrebbe essere un obiettivo di carriera. Per farlo ci sono molti modi: insieme a un Coach, attraverso dei corsi, creare il proprio gruppo di dispari e condividere con altri executive sconfitte e soluzioni.

Per crescere è utile accettare delle sfide che ci portano oltre un limite che eravamo convinti esistesse:

Sii audace: quando scegli una sfida rendila interessante. Audace è diverso da temerario: con la temerarietà fai delle sciocchezze. Con l’audacia accetti la paura della sfida e costruisci il coraggio per annullare quella paura. Essere audaci significa pensare in grande, in modo innovativo, differente: guarda le cose da un punto di vista inedito.

Sii originale: ecco, in continuità con l’audacia c’è l’originalità. Crea qualcosa di nuovo e originale, un tuo stile unico, un metodo di lavoro che ti identifichi. Non è una questione di posizionamento del brand è il contenuto che proponi, la tecnica, la comunicazione che utilizzi che deve trasmettere una originalità sulla quale devi aver lavorato identificando ciò che fai diversamente da tutti gli altri nel tuo settore.

Sii costante: puoi pensare alla costanza come alla tua arma segreta. Quando sei stanco e inizi a pensare di non farcela più ecco che viene in soccorso la costanza. Concentrati sul perché fai quello che fai e come ti fa sentire. Anche solo un piccolo passo in avanti può essere utile per percepire che sei in movimento che stai andando nella direzione che ti soddisfa.

E oggi quale sfida accetterai per alzare i tuoi standard?

Vuoi essere subito più felice? Smetti di fare queste 3 cose

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Il maggior ostacolo alla felicità è nell’atteggiamento che hai nei confronti della tua stessa felicità. E lo stesso vale per il successo. Sono entrambi soggettivi cioè dipendono totalmente da cosa prendi in considerazione della tua realtà e dal modo in cui lo fai. Sembra complesso ma in realtà è molto semplice: cosa sono per te felicità e successo?

Se non hai ancora dato una definizione, forse è arrivato il momento giusto per farlo. La felicità è un senso di benessere e scopo, si trova quando si trova la propria direzione. Quante volte nel traffico hai provato rabbia o frustrazione perché sbagliando strada hai pensato che quel tempo, quella strada, fosse inutile? Ecco, anche nella vita quando provi rabbia o frustrazione in ciò che fai probabilmente è perché ti senti su di una strada inutile.

Nel mio libro “La vita come TU la vuoi” ti invito a realizzare un menu di attività che ti danno felicità e appagamento. Fare queste attività migliora la percezione della qualità della tua vita. Proprio per questa ragione una volta che hai identificato quali sono dovresti dedicare loro tempo e impegno. La felicità si conquista con l’azione.

Inoltre, ci sono alcuni comportamenti che possono distrarti dalla tua ricerca della felicità e influire negativamente sul modo in cui approcci alla vita. Sai quali sono? Te lo racconto io, con 3 esempi pratici:

  1. Concentrarsi su ciò che non va. Va bene analizzare bene i fati e farsi un’idea della realtà. Allo stesso tempo non è sempre utile fare la lista dei problemi. Molto spesso anzi è vero il contrario: partire da ciò che si ha. Partire da ciò che si ha infatti è un ottimo modo per determinare le possibilità di scelta e più sono e meglio è.
  2. Stare fermi. La felicità è legata strettamente all’azione, ad una azione consapevole, mirata e direzionale. Si agisce infatti per realizzare il proprio obiettivo, per soddisfare il proprio scopo. L’azione porta quel senso di appagamento e benessere che ciascuno desidera per sentire con pienezza la vita.
  3. Utilizzare con sé stessi parole negative. È importante sapere bene che ogni parola ha un differente effetto sulla propria psiche. Ogni parola è associata a immagini, suoni, sensazioni ed emozioni differenti. Sapere scegliere le parole più efficaci è il metodo migliore per cambiare la realtà vissuta. E migliorarla drasticamente.

Affronta il colloquio di lavoro al meglio in 5 passaggi

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Quando si affronta un colloquio di lavoro è importante presentarsi al meglio: in linea teorica siamo tutti d’accordo con una affermazione del genere. Il problema sorge quando bisogna definire cosa si intende per “meglio”. Ciascuna azienda infatti può interpretarlo in modo differente a seconda del momento che sta vivendo, dello stadio evolutivo che sta affrontando.

Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti racconto in modo molto dettagliato quali sono gli stadi evolutivi, le fasi della vita di una azienda. Qui puoi scoprire come ogni fase della vita influisca sui comportamenti degli impiegati, sulle scelte del management e come tutto questo rende necessari approcci differenti. Per questa ragione è importante distinguere bene i 5 passaggi che ti portano dal colloquio all’assunzione e percorrerli al meglio in direzione del tuo obiettivo.

  1. L’annuncio di lavoro
  2. La presentazione
  3. Il colloquio
  4. La chiamata
  5. L’ingresso in azienda

In questi cinque passaggi ci sono altrettanti comportamenti che possono aiutarti a individuare gli aspetti sui quali concentrarti di volta in volta.

  1. L’annuncio di lavoro. Cerca nelle parole dell’annuncio le parole chiave per l’azienda per la quale ti candidi. Cercale al di là di quelle solite (disponibilità, impegno, serietà, puntualità, collaborazione) e individua che cosa sta cercando l’ufficio del personale, il manager HR o il recruiter dell’azienda nel candidato.
  2. La presentazione. Metti in evidenza ciò che rispecchia meglio i valori dell’azienda all’interno del tuo curriculum. Per quanto il formato europeo dei CV li abbia resi un po’ standardizzati, proprio per questa ragione hai l’opportunità di affiancare al semplice curriculum una descrizione più brillante e discorsiva e soprattutto personalizzata. Se hai esperienze è il momento di valorizzarle.
  3. Il colloquio. Il momento del colloquio è decisivo. Puoi informarti con la persona che ti convoca per il colloquio qual è l’abbigliamento preferito: formale o informale, ad esempio. Al colloquio poi il tuo obiettivo dovrà essere cosa puoi fare per quella azienda, cosa puoi offrire che a loro serve. Ci sarà tempo per discutere degli aspetti economici.
  4. La chiamata. In ogni viaggio dell’Eroe arriva il momento della chiamata. Qui puoi affrontare temi caldi come quelli economici o riguardanti orari. In questa fase dovrai chiarire qualunque dubbio tu abbia circa il lavoro. È il momento delle tue domande.
  5. L’ingresso in azienda: se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni non avrai difficoltà a farti un quadro della situazione in modo semplice e veloce dell’azienda. In funzione dello stadio dell’azienda sceglierai il tuo comportamento per poterti inserire al meglio e iniziare subito ad essere considerato parte della squadra.

L’esperienza di vita

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“Se potessi tornare indietro con la mentalità e le informazioni che ho oggi…” Capita spesso sentire qualcuno esprimere questo desiderio. O magari anche tu sarai andato indietro con la fantasia a rivivere momenti chiave della tua vita nei quali oggi ti saresti comportato diversamente.

Questo gioco non è molto utile perché non aiuta a far pace né a rendere grazie a quel passato, a quegli eventi che sono stati formativi, che ti hanno portato dove sei oggi e ad essere la persona che sei, con quella saggezza, quelle informazioni, quella mentalità che ti sembra tanto utile.

Tra dieci anni o forse tra venti penserai la stessa cosa. Tanto vale cambiare gioco. Ringraziare il passato per ciò che ci ha portato e fare il punto della situazione: chi sei oggi? Cosa fai? Perché lo fai? Queste risposte ti aiutano a partire verso un nuovo futuro.

Allo stesso tempo, questa esperienza accumulata, può essere utile per qualcun altro. L’essere umano infatti ha il grande potere di imparare anche per esperienza indiretta, dagli errori o dai successi degli altri. Su questo bilancio nasce “Il Coaching secondo Claudio Belotti”: la somma cioè di tutto ciò che di buono ho fatto in vita mia come Coach e di tutti gli errori, le esperienze formative che mi hanno dato tutte le informazioni che ho oggi.

Grazie all’esperienza che ho fatto ho 3 consigli che possono tornare utili:

Prenditi cura del tuo corpo: è il posto in cui trascorrerai il resto della tua vita. È importante starci bene dentro. Trattalo bene, mantienilo in forma: le cose di cui ci prendiamo cura, durano. Mio padre mi ha insegnato che si può vivere felici anche convivendo con malattie complesse. Allo stesso tempo se si può evitare con la giusta prevenzione, perché non farlo?

Scopri il tuo scopo (e perseguilo). Io l’ho fatto e ne sono felice. Perseguire il proprio scopo è il massimo successo che si può ottenere in vita perché consente di raggiungere la propria felicità. Non quella di un altro, non quella del tuo datore di lavoro e nemmeno quella della pubblicità. Proprio la TUA felicità.

Fidati del tuo istinto. Lascia il giusto spazio alla logica e alla razionalizzazione e quando si tratta di decidere, fallo con il cuore (o dove ritieni abbiano luogo le emozioni). Le emozioni infatti sono uno specchio nel quale vedere la verità di ciò che vuoi veramente, ti permettono di vivere la vita pienamente e con una ricchezza che nessuna quantità di denaro potrà mai comprare.

E tu quale consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere la tua strada?