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obiettivi Archives - Claudio Belotti

Ritrova la strada, quando ti senti perso

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Ogni tanto può capitare di sentirsi smarriti e confusi. Questo accade soprattutto quando ci allontaniamo dalla nostra zona di comfort, così tanto che non ricordiamo nemmeno da dove eravamo partiti e per quale ragione. Può capitare: ci sono dei periodi nei quali è necessario sperimentare e battere nuove vie per scoprire qualcosa di nuovo, per trovare soluzioni differenti. L’importante è avere un metodo rapido per ritrovare la via.

Come ti ho raccontato nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo(Roi Edizioni) quando accade questo nello sport, suggerisco di utilizzare le 4R: Reset. Resettare, cioè azzerare tutto. Refocus. Rifocalizzare, cioè decidere cosa è davvero importante. Regroup. Ri-raggruppare, cioè decidere su chi possiamo contare. Restart. Riprendere, cioè ripartire con la marcia giusta. Questi passaggi come si possono tradurre a livello personale?

Il primo consiglio che ti posso dare è di fare uno stop di tanto in tanto. Noi lo faccio di solito una volta l’anno con il workshop “Obiettivi!. Praticamente facciamo il punto della situazione: individuiamo lo scopo, lavoriamo su desideri e obiettivi, costruiamo strategie e definiamo il modo migliore – per TE – per raggiungerli. E se durante il resto dell’anno perdi la strada e hai bisogno di fare nuovamente il punto della situazione? Fai così:

Ricorda il tuo scopo: indipendentemente dal fatto che tu abbia definito il tuo scopo, esso influenzerà la tua vita. Per questo è bene sapere cosa si vuole, esserne consapevoli. In questo modo è più semplice prendere decisioni in linea con la direzione della propria vita, perseguirle e mantenerle nel tempo. Quando ti senti smarrito, ricorda lo scopo: ti dirà in quale direzione andare.

Ricorda gli obiettivi: il modo migliore per avvicinarsi al proprio scopo è stabilire obiettivi coerenti. Se lo scopo è la direzione del viaggio, gli obiettivi rappresentano le tappe che farai in quella direzione. Le tappe non sono importanti come la direzione, si possono cambiare, le puoi gestire come preferisci. Puoi fermarti prima o andare oltre, gli obiettivi sono flessibili quanto lo sei tu e ti servono per misurare i tuoi progressi. Quando ti senti fuori strada, fermati e guardati intorno. Se il posto ti piace puoi fermarti lì.

Gestisci il tuo stato: se le cose che stai facendo ti sembrano spaventose o stressanti fermati e respira. Riporta la tua mente a uno stato di calma, ascolta le parole che ti dici e valuta se puoi trovarne di migliori. La gestione dello stato è uno degli strumenti più potenti che puoi apprendere grazie alla PNL . Pensa al tuo scopo, fai emergere di nuovo la tua visione: già questo ha il potere di riportare quiete in una mente in tempesta. Quando ti senti confuso, vuol dire che stai facendo qualcosa di nuovo, che non hai mai fatto prima. Puoi esserne fiero ed emozionato!

Diventa decisivo!

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Le decisioni sono ciò che plasma il tuo futuro. Prendere una decisione, soprattutto di fronte ad altre persone, in pubblico, è un impegno e una promessa di realizzare qualcosa. Spesso è proprio qualcosa che cambia la tua vita e quella delle persone che hai accanto.

Ed è proprio per questa ragione che è importante imparare a prendere buone decisioni. Non solo, è importante anche che siano decisioni coerenti con i tuoi valori e le tue convinzioni, con la persona che sei e con quello che vuoi per la tua vita.

Il workshop “Obiettivi!” nasce per aiutarti a fare questo processo in maniera efficace. Quando chiarisci cosa vuoi e i motivi per i quali vuoi quello che vuoi, prendere le decisioni più importanti (e anche quelle meno importanti) diventa più semplice.

Spesso siamo così presi dal desiderio di prendere la decisione giusta da non prendere alcuna decisione. Questo tipo di pensiero è radicato nella paura. Qualsiasi decisione, non importa quanto piccola, significa un cambiamento. La resistenza al cambiamento essere distruttiva anche se è naturale. Perché in fondo il cambiamento non è garanzia di nulla e si può cambiare in peggio. Quello a cui aspirare invece sono crescita e miglioramento.

L’unico modo per sapere che stai facendo progressi costanti verso la vita che desideri è sapere cosa vuoi e poi allenarti a prendere decisioni coerenti con il tuo scopo, i tuoi obiettivi, i tuoi valori e le tue convinzioni. La vera leadership deriva dalla capacità di prendere decisioni anche quando non si è sicuri che siano giuste. Se vuoi essere un leader sul lavoro e nella tua vita devi essere pronto a essere decisivo, anche quando non hai idea di quale sia la strada giusta. A volte infatti non conta conoscere tutti i passi ma avere chiara la direzione da seguire.

Le 3 abitudini fondamentali per vivere la vita come tu la vuoi

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Le persone di successo sono felici. E viceversa. Questo accade perché quando sai chi sei e cosa vuoi, impegnarti per raggiungere quello che desideri diventa più semplice e piacevole. Lavori meglio e con più risultati. Quelle persone le riconosci: sono quelle che a inizio giornata si alzano felici di fare quello che fanno. Sono quelle che a inizio settimana sono contente che sia di nuovo lunedì.

Sono le stesse persone che a inizio anno si prendono del tempo per fare il punto della situazione. Io lo faccio ormai da tanti anni con il workshop “Obiettivi!e tante persone lo fanno insieme a me. Non è un caso se moltissimi partecipanti tornano anno dopo anno per fissare nuovi obiettivi, conoscere persone motivate e lavorare con me sulla loro visione.

Quando hai stabilito i tuoi “Obiettivi!” per mantenerli è importante sviluppare delle abitudini positive che ti aiutino a creare, stabilire e mantenere La vita come TU la vuoi. Le più importanti sono queste 3:

  1. Trova il tuo scopo. Lo scopo della tua vita sono quasi certo che non sia lavorare 12 ore al giorno, cinque giorni alla settimana per 40 anni e pianificare anno dopo anno le vacanze per fuggire dal tuo lavoro. Nessuno vuole questo. Il tuo vero scopo è la tua chiamata e la tua risposta è nella gioia del viaggio, passo dopo passo, nella direzione che ti rende felice. La domanda alla quale devi dare una risposta è: in che modo posso fare la differenza?
  2. Pratica la pazienza, valorizza gli altri, costruisci pace. Ogni volta che ne hai la possibilità fai in modo di mostrarti paziente. Comprendi la persona che hai di fronte e la battaglia che sta combattendo. Questo non vuol dire farsi calpestare dagli altri. Vuol dire capire cosa muove le persone e fare in modo che si sentano bene con loro stesse quando stanno con te. In questo modo costruirai un mondo, il tuo mondo, di pace.
  3. Sii curioso. La curiosità ti spinge a trovare risorse che non avrei mai nemmeno immaginato. A volte non serve fare grandi viaggi o enormi sforzi per vedere qualcosa di diverso, qualcosa che prima non avevi notato. Il mondo è pieno di risorse e possibilità. Diffida da chi ti vuole far credere il contrario. Spesso chi lo fa non lo fa per cattiveria ma è il risultato della vita che sta vivendo, delle difficoltà che incontra nella SUA vita. Le risorse ci sono e la prima risorsa sei tu. Tu ci sei?

Quello che fa la differenza

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Quello che fa la differenza nella vita, più di ogni altra cosa, è la capacità di prendere decisioni. Non si tratta di prendere sempre decisioni corrette; si tratta soprattutto di procedere. Per questo è importante avere ben chiara in mente la propria direzione. E la direzione la determina il tuo scopo. È il faro che ti guida nelle scelte, sia in quelle più semplici che in quelle più difficili.

Quando hai in mente uno scopo chiaro e definito fare delle scelte diventa semplice. Non esistono più rinunce o scelte difficili. C’è ciò che vuoi, ciò che fa parte del tuo percorso e ciò che non ne fa parte. Perché è così difficile fare una dieta? O smettere di fumare? Perché molto spesso non è chiara o abbastanza forte la ragione per la quale lo stiamo facendo.

Alle decisioni ha dedicato un audiolibro la nostra Chiara Arlati nel quale ha messo insieme tutte le sue competenze Neuroscienze, Marketing e PNL per realizzare un percorso per prendere decisioni migliori. In particolare, grazie alla Programmazione Neuro-Linguistica, il processo decisionale diventa chiaro e hai la consapevolezza delle motivazioni profonde che ti spingono a fare quello che fai.

Migliorare la tua capacità di scegliere significa quindi migliorare la qualità della tua vita. Non è detto che tu voglia una alimentazione sana ma se il tuo scopo nella vita è stare bene ed essere in forma, forse è il caso che tu faccia attenzione anche a ciò che mangi. Devi iniziare a pensare per conseguenze. Sono le azioni che ripetiamo tutti i giorni quelle che incidono maggiormente sulla qualità della nostra vita.

Per questo è importante innanzitutto chiarire ciò che si trova a monte di ogni decisione, anche perché il processo decisionale si basa quasi totalmente sull’intuizione, sull’emozione. Essere consapevoli dei propri sentimenti e desideri è fondamentale per fare delle scelte migliori. Non perfette ma migliori, per te e per quello che è importante nella tua vita.

Se puoi dire queste 5 cose di te, puoi ritenerti soddisfatto

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Ogni volta che si avvicina la fine di un ciclo – la giornata, la settimana, il mese, il trimestre, l’anno scolastico – è bene cogliere l’occasione per fare un bilancio. Cosa è andato bene, cosa è andato male, cosa mi è piaciuto, cosa non mi è piaciuto, ciò che posso migliorare e ciò che mi ha soddisfatto.

Indipendentemente dall’età ti consiglio di prenderti del tempo per lavorare sui tuoi obiettivi, come faccio io insieme a tante persone nel workshop interamente dedicato a lavorare su di sé, per essere più felici e soddisfatti: “Obiettivi!, un’imperdibile occasione annuale per fare il punto e prepararsi a ottenere risultati.

Fare un bilancio delle tue esperienze è semplice: ti basta scegliere quali aspetti sono importanti per te e valutare se li hai rispettati con i tuoi comportamenti. In un bilancio non si giudicano gli eventi ma come hai risposto a questi eventi.

Ti propongo 5 aspetti che per me sono importanti in modo che tu abbia una traccia, un esempio dal quale partire:

Ho seguito il mio cuore. Ho seguito la mia passione anche quando c’erano strade più facili. Ho fatto la cosa “giusta”. Sono stato fedele a me stesso, come mi raccomandava sempre mia mamma.

Sono integro. Non sono spezzettato, cioè il mio essere comprende tutte le parti che mi compongono. Ho accettato pregi e difetti, luce e buio e riesco a trarne il meglio.

Sono responsabile. Ho preso la piena responsabilità delle mie azioni. Non ho accampato scuse, né ho dato la colpa ad altri. Sono il capitano della mia anima.

Sono grato. Sono grato per la vita che sto vivendo. Provo gratitudine per quello che ho e che voglio e per quello che non ho e che non voglio. Sono grato per le possibilità che mi offre la vita, per le persone che ho accanto e per quello che faccio.

Sono orgoglioso di me stesso. Sono orgoglioso della persona che sono, dei miei successi, delle cose che so. Mi impegno per essere oggi e domani una persona gentile, onesta, generosa e corretta. Questo mi rende orgoglioso.

Scrivi le tue ferite sulla sabbia

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“Impara a scrivere le tue ferite sulla sabbia e a incidere le tue gioie nella pietra.” Lao Tzu

Uno dei mentori della nostra Extraordinary Coaching School è il nostro Max Spini. Oltre a essere un Coach, è anche un Ultrarunner. Una di quelle persone che affronta percorsi di montagna con diversi chilometri di dislivello e centinaia di percorrenza. La sua esperienza è diventata un audiolibro nel quale ci parla della resilienza nello sport e nella vita e di come costruirla.

Ma che cos’è la resilienza? La parola resilienza nasce come descrizione di una proprietà meccanica, la capacità cioè di un materiale di assorbile l’energia di un urto senza rompersi. I materiali con una bassa resilienza sono detti “fragili”. Non è un caso che questo termine sia stato adottato dalla psicologia e sia diventato di uso abbastanza comune sul lavoro e nella vita in generale.

Per quale ragione ci serve resilienza? La resilienza determina in quale modo la capacità che abbiamo di passare indenni sotto i colpi della vita. A essere in qualche modo preparati e soprattutto pronti ad agire in qualunque situazione e in ogni condizione. La resilienza offre la possibilità di concentrarsi su ciò che abbiamo raggiunto ed essere consapevoli che saremo in grado di farlo ancora in futuro, perché sappiamo dove trovare le risorse adatte.

Cosa può darti la resilienza? La consapevolezza di ciò che hai nella vita. Quando sviluppi la tua resilienza ti capita di concentrarti su ciò che hai. Prendi tutte le cose che ti sono successe, quelle belle e quelle brutte e annota tutto quello che ti hanno dato. Nel bene o nel male ti hanno portato dove sei, puoi essere grato per ogni cosa bella che hai o hai avuto e per ogni cosa brutta che ha dato il suo contributo a renderti la persona che sei.

Dove può portarti la resilienza? Rispondere “dove vuoi” sarebbe fin troppo semplice, anche se in fondo è vero. La resilienza in realtà ti porta dove hai bisogno di essere. A volte può significare in fondo al percorso, altre volte a smettere prima di farti del male. Già, essere resilienti significa anche avere la capacità di fissare un limite che non vuoi superare e avere cura di te perché la vita non è una gara, e sicuramente non lo è con gli altri. Sei tu a decidere i traguardi, ciò che vuoi, come raggiungerlo e quando. Io personalmente lo faccio ogni anno nel workshop “Obiettivi!e mi diverto molto perché tante persone insieme a me trovano la propria dimensione e si impegnano per ciò che è davvero importante per loro. E questo fa una grande differenza nella vita.

Il tuo contributo

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Uno dei tanti segreti della felicità è il dono. La capacità di donare si pensa che appartenga solo a chi ha tanti soldi o a chi possa fare grandi gesti. Non è così. A volte il contributo che si può dare non è economico. Può essere un dono di tempo o di attenzione. Un dono di competenze o anche il solo mettersi a disposizione per chi ha bisogno di aiuto.

Tante persone dimenticano che anche un piccolo gesto può fare la differenza. Ogni vita, può fare la differenza. In tanti si sottovalutano e pensano di non avere il potere di cambiare le cose. E quindi non iniziano mai. Ma il cambiamento – e il miglioramento – parte sempre da sé stessi. Quindi cambiare la mentalità e le proprie azioni è il primo passo per fare la differenza.

Il contributo che dai agli altri infatti serve prima di tutto a te stesso. Se non pensi di essere in grado di donare perché non sai come fare, inizia con poco e soprattutto fallo per te stesso. Quando restituisci alle altre persone trovi una motivazione profonda che ti aiuta a fare più di quanto pensassi possibile. Se ti piace correre, avrai certamente sperimentato quella sensazione di stanchezza che provi prima di andare a correre e che poi quando torni dalla corsa scompare e ti senti in piene forze.

Hai mai pensato che il dono è un obiettivo alla tua portata? Puoi scoprire insieme a me cosa fare e in che modo e rendere il tuo 2020 un anno di soddisfazione e contributo. Al workshop “Obiettivi!potrai lavorare insieme a me sui progetti che hai in mente per aiutare gli altri e fare la tua parte nella comunità.

Quando inizi a donare qualcosa di importante per te, cambia il tuo modo di porti, diventi più proattivo, disponibile e creativo. Donare significa avere di più dalla vita. Questo perché la vita stessa premia ciò che migliora la qualità della vita. Quando contribuisci alla tua comunità, diventi parte di qualcosa di unico, che è più grande di te.

Pulisci la mente per far spazio al nuovo

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Tra meno di un mese saremo nel 2020 e avrai di fronte molte ore, giorni, mesi nel corso dei quali succederanno molte cose. Se mi segui sai che per me il significato della parola successo è proprio il participio passato di succedere. E una persona di successo è una persona che in grado di far succedere delle cose, quelle che desidera e vuole.

E come si fa a diventare una persona di successo? Il primo passo è quello di definire cosa vuoi. Solo nel momento in cui sai cosa vuoi, puoi fare qualcosa per ottenerlo. Se non lo sai, potresti ottenerlo casualmente – non è da escludere questa possibilità – ma molto probabilmente non avrai la stessa soddisfazione.

Quando partecipi al workshop “Obiettivi!il 19 gennaio a Milano lavorerai con me per definire cosa è importante per te e come raggiungerlo. Nel frattempo, puoi preparare la tela da dipingere con i colori dei tuoi traguardi più belli. Il modo migliore per fare pulizia è fare un bilancio di fine anno, aggiornare le tue convinzioni e prendere consapevolezza delle capacità e dei risultati che hai già raggiunto in questo modo:

→ Quali attività stimolanti hai svolto quest’anno? Cosa ti hanno insegnato?

→ Quali attività deludenti hai svolto quest’anno? Cosa ti hanno insegnato?

→ Cosa hai fatto che pensavi di non riuscire a fare?

→ Cosa ti ha distratto maggiormente sulla strada per raggiungere gli obiettivi?

→ Ripensa a te stesso a inizio del 2019 e a te stesso oggi. Quali sono le differenze principali?

→ Quali sfide hai vinto che ti hanno dato maggiore soddisfazione? Per quale ragione?

→ Tutto quello che hai fatto quest’anno, lo hai fatto per te? Se non lo hai fatto per te, lo hai fatto per qualcuno di importante per te?

Una volta che hai risposto a queste domande, hai un quadro più chiaro di ciò che hai fatto, come lo hai fatto, per quale ragione e per chi. In questo modo sei pronto per scegliere cosa vuoi tenere, cosa vuoi cambiare e cosa migliorare per il nuovo anno, in modo chiaro ed efficace.

Overthinking: cos’è e cosa puoi fare per utilizzarlo a tuo favore

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Ci sono alcune parole inglesi che descrivono con grande esattezza alcune situazioni o comportamenti. Sono spesso parole composte, è vero. Ma sono comunque più immediate di certe parafrasi che dobbiamo utilizzare in italiano per esprimere gli stessi concetti. In italiano ad esempio non c’è una parola per esprimere il groviglio complesso di pensieri dell’overthinking. Eppure, questa pratica è molto diffusa.

Un modo per tradurre questa pratica potrebbe essere rimuginare anche se non rende completamente il senso, perché è solo un aspetto dell’overthinking. Ti è mai capitato infatti di ingigantire una situazione nella tua testa – proprio come farebbe un piccolo masso che rotola e trascina a valle un intero ghiaione causando una valanga – e fare previsioni catastrofiche su eventi improbabili che non si sono ancora verificati? Anche questo è overthinking.

E poi, hai mai ragionato con insistenza e dato un peso eccessivo a ciò che gli altri potrebbero pensare di te? O ancora, hai mai lasciato che le chiacchiere negative, i pettegolezzi, le critiche si accumulassero nella tua testa? Ecco, tutto questo è overthinking. È un modo di non digerire il pensiero negativo, di non liberarlo e lasciarlo cadere per ciò che è: solo un pensiero negativo. Purtroppo, l’overthinking è un loop, un giro nel quale hai costruito una piccola zona di comfort e non hai troppa voglia di uscirne.

Quindi è necessario trovare le strategie giuste per farlo. Perché a lungo andare questo pensiero insistente crea solo altri problemi senza risolvere i presenti. Partiamo da questo: tutti ci raccontiamo storie nella nostra testa. Si tratta solo di prendere consapevolezza di questa narrazione, gestirla e utilizzare tutta l’energia che impieghi in questa pratica, per qualcosa di utile. Raccontarsi una storia differente infatti è il primo passo per gestire emozioni che ti trattengono dall’essere, dal fare e dall’avere ciò che vuoi e meriti.

Lascia andare il passato. La ruminazione del pensiero. Quando prendi un pensiero, un evento, un’emozione passata e la mastichi ancora e ancora. Ti svelo un segreto: tutti abbiamo un passato! Se sei vivo oggi e sei qui a leggere questo post è perché sei nato, cresciuto, hai imparato a leggere e hai fatto il tuo percorso di vita. Il passato non si cambia. Ma puoi cambiare il significato che attribuisci agli eventi passati. Perché sei qui oggi a leggere questo testo? Quali strade ti ci hanno portato? Il fatto che tu possa leggere ti rende già più fortunato di una grande parte della popolazione mondiale. E se sei qui, non è per passatempo. Stai cercando qualcosa e hai la motiv-azione per crescere. È già un valido motivo per essere grato agli eventi che ti hanno condotto qui.

Vivi il presente. Va bene pianificare il futuro. Ma se questo significa immaginare sventure e sciagure, che senso ha? Pre-occuparsi di qualcosa va bene solo se è sotto il tuo il controllo o sotto la tua influenza. Se vuoi costruire castelli in aria, fai in modo che non siano i castelli di Dracula. Crea castelli confortevoli, immagina ciò che accadrà di bello, quanto ti divertirai a gestire quella situazione, che avrai idee e risorse a sufficienza per far fronte a ogni evenienza, che sei forte oggi e domani lo sarai ancora di più grazie all’esperienza. Poi quando sarai consapevole di questa forza non avrai più bisogno di costruire nessun castello, nessun fossato o ponte levatoio. Potrai tranquillamente vivere il presente e non avere aspettative per il futuro, perché ti godrai tutto quello che verrà, quando verrà il momento.

Concentrati sulle soluzioni. Individuare i problemi è un male necessario. Una volta fatto bisogna subito spazzare via il campo dal problema e concentrarsi sulle soluzioni. Quali sono le risorse che hai a disposizione? Cosa puoi trarne di buono? La soluzione ti offre la possibilità di creare qualcosa di nuovo che prima non c’era? Se pensi troppo a causa dello stress sul lavoro, ripensa il tuo percorso professionale. Se ritieni di non essere dove vorresti essere nella vita, fissa degli obiettivi che ti ci portino. Io lo faccio ogni anno con il workshop “Obiettivi!. Questa è una grande mossa che ti infonde molto coraggio e ti stimola ad agire. Ricorda: nessuno controlla la tua vita tranne te. Vuoi che sia straordinaria? Rendila tale!

Trasforma il tuo approccio alle cose che ti stressano

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Lo stress è uno dei grandi temi del nostro tempo. Quello che comunemente viene chiamato stress è una situazione che si protrae nel tempo e ci costringe a vivere in un modo che non vorremmo. Questa situazione ci impone una riflessione. Perché proviamo quello che proviamo?

A volte analizzare questa situazione non porta a nessun risultato. Altre volte è risolutivo. Ci sono situazioni di stress che non dipendono da noi. Fortunatamente anche quando lo stress deriva da azioni che non possiamo controllare o modificare, c’è sempre qualcosa che possiamo fare.

La prima cosa è prendere consapevolezza dello stress. Dolori cronici, muscolari, mal di stomaco o mal di pancia, sfoghi sulla pelle. Tensione. Queste sono solo alcuni dei modi in cui si manifesta. Magari vai dal medico a farti curare un mal di stomaco che quando sei in vacanza non si presenta. Strano, vero? Non così tanto.

La seconda cosa da fare è cambiare te stesso. Se non puoi modificare la fonte dello stress o allontanartene, allora devi cambiare tu il tuo approccio. Il modo in cui farlo lo vedremo fra poco.

Infine, per ottenere un risultato di lungo periodo devi fare i conti con ciò che vuoi davvero per te. La ragione del tuo stress potrebbe essere che sei, fai e hai qualcosa che non ti interessa fino in fondo.

Se non hai ancora partecipato al workshop “Obiettivi!” è ora di farlo. In questo workshop definirai cosa è importante per te, cosa vuoi raggiungere ed entro quando. Questa consapevolezza ti aiuterà a migliorare la gestione dello stress. Obiettivi! si svolge ogni anno a gennaio per darti la possibilità di iniziare il nuovo anno con il piede giusto. E fino ad allora?

Per migliorare la tua gestione dello stress, puoi fare subito alcune cose. Vediamole insieme:

Respira. Quando senti che lo stress aumenta, fai qualche respiro profondo. Inspira dal naso, espira dalla bocca. Senti il corpo che si rilassa, la tensione che si allenta. Dopo riprendi a respirare regolarmente e fai caso al tuo respiro. Seguilo con la mente per qualche minuto. Senza controllarlo. Osservalo e basta.

Parlati. In modo calmo e gentile. Quando magari il capo ti aggredisce con parole forti ti puoi sentire mortificato e ferito. Ci sta. Nessuno meglio di te può curare quelle ferite. Il tuo capo avrà le sue ragioni per avere un comportamento così inopportuno. Non sai cosa sta vivendo. E le sue parole sono il frutto di ciò che vive. Sei capace, ti impegni, fai del tuo meglio. Domani andrà meglio.

Cambia punto di vista. Se non riesci a cambiare lo stress, cambia te stesso. Inquadra in modo diverso i problemi. Visualizza le situazioni stressanti da una prospettiva più positiva. Guarda il quadro generale. Concentrati su ciò che puoi fare.