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obiettivi Archives - Claudio Belotti

Prendersi cura di sé.

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Prendersi cura di sé è importante. Per essere felice, in salute e soddisfatto devi stare bene con te stesso e avere bene chiaro in mente cosa vuoi e perché vuoi quello che vuoi.

Per questa ragione prendersi cura solo di sé non è più sufficiente: bisogna prendersi cura dei sé. Sia quando significa amare e dare le giuste attenzioni e priorità a sé stessi, sia quando il se implica un’altra condizione.

Se mi conosci e mi segui sai che una delle frasi che ripeto più spesso è “non hai abbastanza fantasia per immaginare che cosa di bello la vita ti riserva se decidi di impegnarti a fare la tua parte”. Spesso a tante persone capita di concentrarsi solo sulla prima parte della frase, sulla felicità che si raggiunge quando si ottengono dei risultati e dimenticarsi del tutto della seconda, della condizione o delle condizioni alle quali siamo disposti a realizzare ciò che desideriamo.

Oggi sentiamo dire spesso in questo periodo surreale di coronavirus che “andrà tutto bene”. Nella realtà nessuno sa se andrà bene. Io ci credo e per questo e mi impegno personalmente in molti modi. Lo faccio perché so che andrà tutto bene, se facciamo la nostra parte e se restiamo a casa; non perché ce lo impongono ma perché abbiamo capito che dobbiamo essere parte della soluzione. Se non possiamo aiutare, dobbiamo, ripeto dobbiamo (operatore modale di necessità) evitare di peggiorare le cose.

Questa è la differenza tra un sogno e un obiettivo: un obiettivo si realizza agendo con una direzione specifica. Non accade per magia. È il risultato di aspettative inferiori al tanto impegno: e questi sono anche gli ingredienti fondamentali per trasformare il sogno in realtà.

Per costruire insieme un obiettivo efficace dobbiamo sapere cosa vogliamo scegliere. Qualcuno direbbe rinunciare, ma se lo facciamo con coscienza è una scelta, non una rinuncia; lo facciamo oggi, per avere un domani migliore. Quale “prezzo” siamo disposti a pagare per ritrovare una nuova (e nostra) straordinaria normalità?

Quale prezzo per poter tornare a fare la spesa senza paura e ore di fila? Per girare liberamente in città? Per tornare a vedersi, ad abbracciarsi, a ridere insieme, a condividere momenti di crescita, di studio, di vita?

Utilizziamo questo periodo per prenderci cura dei sé. Usciremo da tutto questo migliori se saremo stati in grado di far del bene a tutti facendolo prima di tutto a noi stessi.

Nella nostra scuola per Coach utilizziamo spesso il motto dei cavalieri della tavola rotonda “nel servirci l’un l’altro ci rendiamo liberi”. Servirci, significa essere al servizio…

Facciamolo tutti, oggi! Mettiamoci al servizio del prossimo, facendo, come minimo, tutto ciò che è necessario per uscire prima possibile da questo momento: restiamo a casa. E pensiamo che c’è chi vorrebbe farlo ma non può, perché deve uscire essendo in prima linea e rischiando pure l’infezione. Rispettiamoli.

Ci renderemo liberi, se saremo stati in grado di servirci l’un l’altro. Se saremo parte della soluzione e non del problema.

Come garantire un futuro di successo ai propri figli?

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La domanda risponde all’amore e alla preoccupazione che provano tutti i genitori di fronte ai propri figli. Crescere dei bambini infatti porta molte coppie a proiettare su di essi aspettative, timori e spesso anche il desiderio che abbiano ciò che loro non hanno avuto o la voglia di evitare che vivano le stesse esperienze negative. Questo è comprensibile e allo stesso tempo rischia di diventare un boomerang.

Partiamo dal concetto che limitare le difficoltà e cercare di spianare la strada più possibile ai propri figli non è mai una buona idea. Ogni persona ha bisogno di confrontarsi con difficoltà – possibilmente di qualità crescente – che creino esperienza. Proteggere i propri figli dalle difficoltà significa impedire loro di crescere pienamente e di prendersi la piena responsabilità della propria vita. Quindi? Se proprio vuoi dare qualcosa di utile ai tuoi figli dai loro amore, supporto e un buon esempio.

Attraverso l’amore infatti trasmetti loro la sicurezza di un legame forte, con il supporto garantisci loro la possibilità di seguire le passioni che sentono di avere. Per quanto riguarda il buon esempio ci sono tre cose che puoi fare tu prima di tutto:

  • Agire: l’azione trasforma il potenziale in reale. Quando pensi troppo a quello che devi fare tendi a concentrarti su aspetti specifici della questione e ingigantirli. Nel bene o nel male. Soprattutto nel male, questo significa amplificare ansie e preoccupazioni. L’azione – e la decisione di agire che sta a monte – spazza via tutto questo.
  • Sii flessibile: questo significa innanzitutto essere pronti ad agire quando non arrivano i risultati sperati. È molto facile mollare quando le cose non vanno come vorremmo. Proprio per questa ragione, rimanere flessibili è il miglior modo per imparare dai propri errori e da quello che ci riserva la vita.
  • Sii grato: la gratitudine è il contrario della lamentela. La lamentela infatti toglie energia e ci fa girare a vuoto intorno al problema. La gratitudine dà energia, ci fa sentire bene con quello che viviamo e ci dà la forza per andare avanti, con più leggerezza.

Infine, la cosa più importante che possiamo trasmettere ai nostri figli è l’educazione a una mentalità di crescita, a farsi forza e andare avanti nelle difficoltà, a imparare dai propri errori e a lavorare per ciò che si ama. Il futuro di successo infatti non è possibile garantirlo a nessuno: la cosa migliore che si può fare è insegnare loro fin da bambini che la felicità è innanzitutto una scelta e il successo si costruisce quando si riconosce la propria passione e si lavora con intenzione per realizzarla pienamente.

Un equilibrio fra vita e lavoro è (im)possibile!

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“Non cercare di piegare il cucchiaio, è impossibile. Cerca invece di fare l’unica cosa saggia: giungere alla verità! …e allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi ma sei tu stesso! La realtà che vivi è il riflesso del tuo mondo interiore, che tu voglia crederlo, accettarlo oppure no.” The Matrix

Non c’è un concetto che causi maggiore frustrazione dell’idea di raggiungere un equilibrio tra lavoro e vita privata e poi vedersi costantemente cambiare i piani dalle mille variabili della vita. La ragione è semplice: è impossibile bilanciare vita privata e lavoro. Fai invece l’unica cosa saggia: ama ciò che fai in ogni momento.

Sulla carta infatti bilanciare lavoro e vita privata sembra facile proprio come un business plan spesso sembra funzionare a perfezione fino a quando non è il momento di mettersi davvero in gioco. La teoria e la pratica a quel punto prendono due strade diverse e tu devi stare sulla pratica, perché è quella alla quale devi rispondere, come imprenditore, professionista, dipendente e più di tutto come persona.

L’unico equilibrio possibile è un equilibrio dinamico. Uno squilibrio, quasi. Si possono sperimentare molte formule ma alla fine la questione si riduce a una sola domanda: tu ami il tuo lavoro e la tua vita? Amarli non significa avere tutto il tempo che si desidera per ciascuna. Amarli significa non avere mai abbastanza tempo perché anche tutto il tempo del mondo sarebbe poco. Amarli significa godere di ogni momento che si può dedicare a l’una o l’altra.

Il segreto in fondo è quello di non essere mai completamente soddisfatto. Non lasciare al lavoro troppo spazio che ti consuma i nervi e ti spossa e non lasciare troppo spazio alla vita privata che ti rende distante dalle attività sulle quali concentrarti sul lavoro. Se la tua vita privata ti assorbe troppo non rendi professionalmente. Se il tuo lavoro ti assorbe in maniera eccessiva non dai ciò che vorresti nel privato. L’idea quindi non è bilanciare: è scegliere.

Scegli cosa è importante: sul lavoro potrebbe essere un progetto al quale tieni particolarmente, la tua priorità, un nuovo libro, lo sviluppo di un prodotto. Nella vita privata potrebbe essere un concerto, una gita con la tua famiglia, una giornata al parco divertimenti con tuo figlio. Si tende troppo spesso a pensare alla quantità del tempo che si dedica a una attività, mentre è la qualità del tempo quella che crea i ricordi più belli: quando sei al 100% presente e vivi il momento.

Guardati dentro, cosa vuoi in questo momento? Se ce l’hai, tutto ok: continua così. Se non ce l’hai, cosa ti serve per averlo?

Le 3 caratteristiche (più una) fondamentali per un manager

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Nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni) ho raccolto l’esperienza ultraventennale come Business Coach nelle aziende più grandi e a contatto con imprenditori illuminati e manager con idee innovative e approcci inconsueti. Tutto questo know-how è a tua disposizione e può applicarlo nella tua azienda per portarla a quello che lo stato di grazia, lo stadio del Prime.

Tutto ha inizio molti anni fa – non ricordo più quanti, ma tanti – in uno dei numerosi seminari di Robbins al quale collaboravo. Il grande Tony ci parlò di un concetto che mi colpì (non che fosse la prima volta, né è stata l’ultima). Ci parlò delle identità nel mondo del lavoro. Ci disse che ognuno di noi, per natura, può avere una prevalenza di uno fra tre diversi modi di pensare.

Sul lavoro, infatti, diceva Robbins, ci sono tre anime. Tutte belle, tutte necessarie al mercato e molto diverse tra loro. Di queste tre, solitamente ne abbiamo una molto sviluppata, una meno e una quasi per niente. Ovviamente nessuno di noi è una cosa sola, siamo animali complessi, ma questa generalizzazione ci può aiutare. I tre “tipi” sono: l’artista, il manager, l’imprenditore (business maker). 

Sapere qual è la tua anima prevalente e quale quella secondaria è importante per assicurarti di avere persone diverse vicino a te: infatti se ragionate tutti allo stesso modo vi farete male, imprenditorialmente parlando. Non si vince un campionato con soli portieri e difensori. Cerca di capire chi sei e di chi o cosa hai bisogno. Portali in azienda, ascoltali e impara da loro.

Se la tua anima è quella di un imprenditore e hai bisogno di trovare manager ci sono almeno 3 caratteristiche (più una) che devi ricercare. Vediamole insieme:

Manager Coach. Un buon manager dovrebbe essere anche un buon Coach. Sono trascorsi ormai già molti anni da quando la prestigiosa università di Harvard ha individuato il Coach come professione del futuro e le Coaching skill come elementi fondamentali in qualunque professione o mansione che preveda la gestione, il coordinamento e la guida delle persone. La gestione dello stato emotivo, le competenze di negoziazione, le abilità di valutazione delle risorse umane sono tutte caratteristiche fondamentali per un manager.

Delega. La delega a volte viene intesa in modo negativo come il tentativo di scaricare lavoro sugli altri. Non è così: la delega è innanzitutto responsabilizzazione. Un manager leader deve avere la capacità di creare altri leader. I team di lavoro non devono dipendere dalle decisioni del manager, deve essere in grado di gestire a sua volta le piccole decisioni che fanno andare avanti il lavoro in modo scorrevole. Delegare infatti non significa disinteressarsi. Significa dare valore, valorizzare il lavoro delle persone permettendo loro di crescere.

Competenze. Un manager deve essere competente del settore in cui opera. Soprattutto quando deve guidare una squadra di tecnici, deve avere competenza nella materia specifica. Mettere alla guida di un settore una persona che non ha competenze in quel settore può rendere molto complessi sia la creazione di fiducia, sia la capacità di controllo, sia il coordinamento del lavoro.

Infine, una caratteristica fondamentale è la capacità di prendere decisioni. Nel lungo periodo l’errore si paga molto meno dell’essere rimasti fermi. Prendere decisioni è molto utile per uscire da impasse pericolose. Una decisione rapida e sbagliata è sempre meglio di una decisione tardiva o di nessuna decisione. Nel primo caso infatti ci si dà la possibilità di recuperare.

Allena la fiducia in te!

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“Dovrei chiedere scusa a me stessa per aver creduto di non essere mai abbastanza.” Alda Merini

Ognuno di noi dovrebbe chiedere scusa a sé stesso per non aver creduto in sé, per non essersi fidato di una intuizione, per non aver creduto di essere abbastanza per qualcuno o qualcosa. E dopo essersi chiesti scusa ci si dovrebbe perdonare, perché capita a tutti di commettere questo errore di valutazione.

Ognuno di noi prima di comprendere quanto vale ha bisogno di lavorare su di sé. Io ho iniziato a spiegare qual è il modo che preferisco nel mio libro “La vita come TU la vuoi nel quale trovi tutto il necessario per definire, progettare e realizzare il tuo progetto più bello: TU.

Se hai già acquistato il libro e stai aspettando di riceverlo a casa, puoi iniziare subito ad allenare il tuo amor proprio, la tua fiducia in te e la tua consapevolezza, in tre semplici modi:

Apprezza ciò che hai: pratica la gratitudine, anche e soprattutto verso la persona che sei e non solo verso ciò che hai. Riguarda al passato e vedi ciò che hai fatto. Le decisioni giuste che hai preso e che ti hanno portato dove sei. Le decisioni sbagliate che ti hanno fatto apprendere ciò che sai. Più diventi consapevole della ricchezza che possiedi quando hai un patrimonio enorme di errori più sei consapevole che potrai andare lontano. Gli errori sono il carburante meno utilizzato per far muovere la macchina della vita. Ma quando impari nessuno potrà fermarti.

Pensa che sei in grado di determinare il tuo futuro: e il modo migliore per lavorare sul tuo futuro è quello di prenderti cura del presente. Ognuno di noi si racconta delle storie nella propria testa. “Sono stanco, sono povero, sono troppo giovane o troppo vecchio” e magari lo fa senza pensarci. Come quando usi una brutta parola per errore di fronte a tuo figlio e lui inizia a ripeterla a ripetizione. Usa con te parole che vuoi sentire ripetere e le parole che ti servono per andare avanti. Diventerai il miglior sponsor di te stesso.

Trova il tuo standard: il successo e la felicità si misurano sulla base della tua idea di successo e felicità. Quando ti dici che non sei abbastanza, ti stai chiedendo abbastanza rispetto a chi o rispetto a che cosa? Qual è lo standard che utilizzi per misurare le tue performance? Se cucini e misuri il tuo uovo strapazzato con un uovo in camicia con scaglie di tartufo bianco cucinato da uno chef stellato, ti stai facendo del male. Il tuo metro di paragone è innanzitutto ciò che sai fare tu. E se fino a ieri non eri in grado di cucinare nulla e oggi puoi metterti a tavola un piatto caldo e gustoso, questa è la differenza che puoi apprezzare in te. Ed è abbastanza.

Come sviluppare la tua leadership sul lavoro

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Come si diventa un leader sul lavoro? Diventare leader sul lavoro porta opportunità, sfide e responsabilità. Non tutti sono adatti alla leadership ma posso rassicurarti se è questo il tuo dubbio: se sei qui a leggere questo blog, se vuoi migliorare e desideri prendere in mano le redini della tua vita, sicuramente sei la persona giusta.

Se non sei sicuro di sapere quale sia il punto di partenza, ce ne sono molti dai quali partire per creare la tua personale forma di leadership. E questo è il segreto: la leadership, come la felicità e il successo non è unica. La formula della leadership infatti ha delle caratteristiche specifiche, degli ingredienti potremmo dire, e allo stesso tempo ciascuno può personalizzarla a piacere mischiando gli ingredienti in quantità differenti.

Ovviamente una leadership efficace è anche una leadership equilibrata, come il sapore di un piatto prelibato, e lo è innanzitutto rispetto al contesto e alla situazione. Il leader infatti è anche flessibile e più lo è e più è in grado di gestire il sistema nel quale agisce. Per questa ragione è importante comprendere bene quali sono le caratteristiche di un leader. Ti consiglio di iniziare da queste 3 (più una):

Capacità

I veri leader conoscono le proprie capacità e i propri limiti e usano questa consapevolezza per mettersi costantemente alla prova per crescere. Quando sei consapevole di capacità e limiti, le critiche e le battute d’arresto non sono stop definitivi ma nuove opportunità per migliorare te stesso e la tua situazione. Affina costantemente le tue abilità e sviluppane di nuove. Quando ti impegni costantemente a migliorare te stesso, sei in grado di diventare più di quanto avresti mai pensato possibile.

Convinzioni

Molto spesso ciò che porta un leader è certezza, soprattutto all’interno di ambienti di lavoro nei quali regna incertezza. Ciò non significa che come leader devi avere sempre tutte le risposte: è sufficiente che tu sviluppi la convinzione interiore di poter trovare la risposta e andare avanti. La chiave è essere pronti ad accettare ogni sfida (coerente con il tuo obiettivo lavorativo). Spesso, portare certezze significa anche portare creatività, umorismo e curiosità in situazioni stressanti. Questo farà sì che gli altri si rivolgeranno naturalmente a te quando le cose diventano difficili o caotiche perché riuscirai a farle sembrare più leggere.

Identità

Un vero leader è un grande semplificatore. Attenzione: semplificare non significa banalizzare. Semplificare significa dare alle persone messaggi chiari, senza essere direttivi. Significa dare spazio per crescere senza aggravare il loro carico di lavoro. Significa sottolineare un errore per il tempo necessario a farlo comprendere e nello spazio sufficiente perché la persona comprenda e premiare in pubblico perché tutti sappiano il successo raggiunto. Essere un leader significa esserlo, non solo volerlo essere, in ogni momento, in ogni azione che si compie, con coerenza, con l’esempio, con l’umanità.

Infine, per crescere all’interno dell’azienda è fondamentale conoscere lo stadio evolutivo dell’azienda stessa. Prima di muoversi in una direzione è molto importante sapere se quella è la stessa direzione nella quale si sta muovendo l’azienda. Nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti offro uno strumento pratico e semplice per comprendere quali sono le fasi che attraversa ogni azienda, qual è la migliore e per quale ragione. Questo non vuol dire che non si possa far carriera in una azienda che si trova in una fase non ottimale. Anzi spesso è persino più facile. Per farlo bisogna fare le mosse giuste. Sei sicuro di sapere quali sono? Leggi il libro e scoprilo!

Ritrova la strada, quando ti senti perso

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Ogni tanto può capitare di sentirsi smarriti e confusi. Questo accade soprattutto quando ci allontaniamo dalla nostra zona di comfort, così tanto che non ricordiamo nemmeno da dove eravamo partiti e per quale ragione. Può capitare: ci sono dei periodi nei quali è necessario sperimentare e battere nuove vie per scoprire qualcosa di nuovo, per trovare soluzioni differenti. L’importante è avere un metodo rapido per ritrovare la via.

Come ti ho raccontato nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo(Roi Edizioni) quando accade questo nello sport, suggerisco di utilizzare le 4R: Reset. Resettare, cioè azzerare tutto. Refocus. Rifocalizzare, cioè decidere cosa è davvero importante. Regroup. Ri-raggruppare, cioè decidere su chi possiamo contare. Restart. Riprendere, cioè ripartire con la marcia giusta. Questi passaggi come si possono tradurre a livello personale?

Il primo consiglio che ti posso dare è di fare uno stop di tanto in tanto. Noi lo faccio di solito una volta l’anno con il workshop “Obiettivi!. Praticamente facciamo il punto della situazione: individuiamo lo scopo, lavoriamo su desideri e obiettivi, costruiamo strategie e definiamo il modo migliore – per TE – per raggiungerli. E se durante il resto dell’anno perdi la strada e hai bisogno di fare nuovamente il punto della situazione? Fai così:

Ricorda il tuo scopo: indipendentemente dal fatto che tu abbia definito il tuo scopo, esso influenzerà la tua vita. Per questo è bene sapere cosa si vuole, esserne consapevoli. In questo modo è più semplice prendere decisioni in linea con la direzione della propria vita, perseguirle e mantenerle nel tempo. Quando ti senti smarrito, ricorda lo scopo: ti dirà in quale direzione andare.

Ricorda gli obiettivi: il modo migliore per avvicinarsi al proprio scopo è stabilire obiettivi coerenti. Se lo scopo è la direzione del viaggio, gli obiettivi rappresentano le tappe che farai in quella direzione. Le tappe non sono importanti come la direzione, si possono cambiare, le puoi gestire come preferisci. Puoi fermarti prima o andare oltre, gli obiettivi sono flessibili quanto lo sei tu e ti servono per misurare i tuoi progressi. Quando ti senti fuori strada, fermati e guardati intorno. Se il posto ti piace puoi fermarti lì.

Gestisci il tuo stato: se le cose che stai facendo ti sembrano spaventose o stressanti fermati e respira. Riporta la tua mente a uno stato di calma, ascolta le parole che ti dici e valuta se puoi trovarne di migliori. La gestione dello stato è uno degli strumenti più potenti che puoi apprendere grazie alla PNL . Pensa al tuo scopo, fai emergere di nuovo la tua visione: già questo ha il potere di riportare quiete in una mente in tempesta. Quando ti senti confuso, vuol dire che stai facendo qualcosa di nuovo, che non hai mai fatto prima. Puoi esserne fiero ed emozionato!

Diventa decisivo!

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Le decisioni sono ciò che plasma il tuo futuro. Prendere una decisione, soprattutto di fronte ad altre persone, in pubblico, è un impegno e una promessa di realizzare qualcosa. Spesso è proprio qualcosa che cambia la tua vita e quella delle persone che hai accanto.

Ed è proprio per questa ragione che è importante imparare a prendere buone decisioni. Non solo, è importante anche che siano decisioni coerenti con i tuoi valori e le tue convinzioni, con la persona che sei e con quello che vuoi per la tua vita.

Il workshop “Obiettivi!” nasce per aiutarti a fare questo processo in maniera efficace. Quando chiarisci cosa vuoi e i motivi per i quali vuoi quello che vuoi, prendere le decisioni più importanti (e anche quelle meno importanti) diventa più semplice.

Spesso siamo così presi dal desiderio di prendere la decisione giusta da non prendere alcuna decisione. Questo tipo di pensiero è radicato nella paura. Qualsiasi decisione, non importa quanto piccola, significa un cambiamento. La resistenza al cambiamento essere distruttiva anche se è naturale. Perché in fondo il cambiamento non è garanzia di nulla e si può cambiare in peggio. Quello a cui aspirare invece sono crescita e miglioramento.

L’unico modo per sapere che stai facendo progressi costanti verso la vita che desideri è sapere cosa vuoi e poi allenarti a prendere decisioni coerenti con il tuo scopo, i tuoi obiettivi, i tuoi valori e le tue convinzioni. La vera leadership deriva dalla capacità di prendere decisioni anche quando non si è sicuri che siano giuste. Se vuoi essere un leader sul lavoro e nella tua vita devi essere pronto a essere decisivo, anche quando non hai idea di quale sia la strada giusta. A volte infatti non conta conoscere tutti i passi ma avere chiara la direzione da seguire.

Le 3 abitudini fondamentali per vivere la vita come tu la vuoi

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Le persone di successo sono felici. E viceversa. Questo accade perché quando sai chi sei e cosa vuoi, impegnarti per raggiungere quello che desideri diventa più semplice e piacevole. Lavori meglio e con più risultati. Quelle persone le riconosci: sono quelle che a inizio giornata si alzano felici di fare quello che fanno. Sono quelle che a inizio settimana sono contente che sia di nuovo lunedì.

Sono le stesse persone che a inizio anno si prendono del tempo per fare il punto della situazione. Io lo faccio ormai da tanti anni con il workshop “Obiettivi!e tante persone lo fanno insieme a me. Non è un caso se moltissimi partecipanti tornano anno dopo anno per fissare nuovi obiettivi, conoscere persone motivate e lavorare con me sulla loro visione.

Quando hai stabilito i tuoi “Obiettivi!” per mantenerli è importante sviluppare delle abitudini positive che ti aiutino a creare, stabilire e mantenere La vita come TU la vuoi. Le più importanti sono queste 3:

  1. Trova il tuo scopo. Lo scopo della tua vita sono quasi certo che non sia lavorare 12 ore al giorno, cinque giorni alla settimana per 40 anni e pianificare anno dopo anno le vacanze per fuggire dal tuo lavoro. Nessuno vuole questo. Il tuo vero scopo è la tua chiamata e la tua risposta è nella gioia del viaggio, passo dopo passo, nella direzione che ti rende felice. La domanda alla quale devi dare una risposta è: in che modo posso fare la differenza?
  2. Pratica la pazienza, valorizza gli altri, costruisci pace. Ogni volta che ne hai la possibilità fai in modo di mostrarti paziente. Comprendi la persona che hai di fronte e la battaglia che sta combattendo. Questo non vuol dire farsi calpestare dagli altri. Vuol dire capire cosa muove le persone e fare in modo che si sentano bene con loro stesse quando stanno con te. In questo modo costruirai un mondo, il tuo mondo, di pace.
  3. Sii curioso. La curiosità ti spinge a trovare risorse che non avrei mai nemmeno immaginato. A volte non serve fare grandi viaggi o enormi sforzi per vedere qualcosa di diverso, qualcosa che prima non avevi notato. Il mondo è pieno di risorse e possibilità. Diffida da chi ti vuole far credere il contrario. Spesso chi lo fa non lo fa per cattiveria ma è il risultato della vita che sta vivendo, delle difficoltà che incontra nella SUA vita. Le risorse ci sono e la prima risorsa sei tu. Tu ci sei?

Quello che fa la differenza

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Quello che fa la differenza nella vita, più di ogni altra cosa, è la capacità di prendere decisioni. Non si tratta di prendere sempre decisioni corrette; si tratta soprattutto di procedere. Per questo è importante avere ben chiara in mente la propria direzione. E la direzione la determina il tuo scopo. È il faro che ti guida nelle scelte, sia in quelle più semplici che in quelle più difficili.

Quando hai in mente uno scopo chiaro e definito fare delle scelte diventa semplice. Non esistono più rinunce o scelte difficili. C’è ciò che vuoi, ciò che fa parte del tuo percorso e ciò che non ne fa parte. Perché è così difficile fare una dieta? O smettere di fumare? Perché molto spesso non è chiara o abbastanza forte la ragione per la quale lo stiamo facendo.

Alle decisioni ha dedicato un audiolibro la nostra Chiara Arlati nel quale ha messo insieme tutte le sue competenze Neuroscienze, Marketing e PNL per realizzare un percorso per prendere decisioni migliori. In particolare, grazie alla Programmazione Neuro-Linguistica, il processo decisionale diventa chiaro e hai la consapevolezza delle motivazioni profonde che ti spingono a fare quello che fai.

Migliorare la tua capacità di scegliere significa quindi migliorare la qualità della tua vita. Non è detto che tu voglia una alimentazione sana ma se il tuo scopo nella vita è stare bene ed essere in forma, forse è il caso che tu faccia attenzione anche a ciò che mangi. Devi iniziare a pensare per conseguenze. Sono le azioni che ripetiamo tutti i giorni quelle che incidono maggiormente sulla qualità della nostra vita.

Per questo è importante innanzitutto chiarire ciò che si trova a monte di ogni decisione, anche perché il processo decisionale si basa quasi totalmente sull’intuizione, sull’emozione. Essere consapevoli dei propri sentimenti e desideri è fondamentale per fare delle scelte migliori. Non perfette ma migliori, per te e per quello che è importante nella tua vita.