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NLP Archives - Claudio Belotti

3 regole semplici (più una) per rendere produttive le obiezioni in azienda

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Il confronto in azienda è all’ordine del giorno. Tanto fra i diversi settori quanto all’interno del team, è necessario fare spesso il punto della situazione per allineare e coordinare progetti e novità. Per questo si organizzano spesso (e poco volentieri) delle riunioni. Le riunioni infatti sono uno degli aspetti meno apprezzati sul lavoro. Spesso sono percepite come infruttuose (e in alcuni casi è proprio così). In qualche modo sono un male necessario, anche quando si trasformano in un terreno di scontro.

Il conflitto infatti può mettere a disagio. Difficilmente però si riescono a produrre le idee migliori o a raggiungere delle soluzioni innovative se si è sempre tutti d’accordo. Come imprenditore o manager, il tuo compito è aiutare i membri del team a imparare a dissentire in modo produttivo. Come ti spiego infatti anche nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo(Roi Edizioni) esistono problemi normali e problemi anormali in azienda. Comprendere se quelli che affronti in azienda in questo momento sono i migliori problemi che tu possa avere, può aiutarti a capire come far meglio.

Quando affronti una riunione è importante tenere ben presente 3 regole fondamentali per gestire al meglio le obiezioni:

Attenersi ai fatti: fai in modo che le persone espongano le loro idee con i fatti, in modo logico e con una esposizione chiara. Conoscere la PNL può esserti di grande aiuto. Utilizzare il Meta Modello – con attenzione e cortesia, visto che può essere uno strumento molto potente – ti permette di disinnescare tattiche retoriche o semplici fallacie logiche.

Si gioca tutti nella stessa squadra: la squadra è l’azienda e l’obiettivo è quello di far meglio, crescere e migliorare. L’obiettivo della riunione non è che l’opinione o l’idea di una persona si dimostri giusta o “vinca” sulle altre. L’obiettivo è risolvere il problema o tracciare la direzione, insieme.

Non metterla sul personale: parti dal presupposto che le intenzioni di tutti siano buone. Per sentirti più a tuo agio con i conflitti e raccogliere i frutti di un dibattito produttivo, lascia andare l’idea che tutto dipende da te. Mettiti a tuo agio con i conflitti produttivi, mostrerai alla tua squadra che si può obiettare, incoraggiando le persone a mostrare le proprie idee. Per allontanare un conflitto di lavoro dal personale, pensa al quadro più ampio e alle esigenze dell’azienda.

Resta umile: Rispetta i punti di vista di tutti e sii aperto a cambiare idea quando necessario. Quando qualcuno è sicuro al 100% di aver ragione, convincerlo del contrario può essere molto complicato. Invita tutti a ripensare le proprie ipotesi e guardare la situazione in modo diverso. Non usare opinioni personali, tue o della persona che obietta. Rimani sui fatti e cambia punto di vista.

Il bello di essere efficaci

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Produttività! Se ti sei spesso domandato come si diventa più efficienti, il problema non è l’efficienza ma la

domanda. Infatti si può essere perfettamente efficienti, senza essere in alcun modo efficaci. Riempire le proprie giornate di impegni e non avere mai tempo, può dimostrare efficienza, reattività, persino impegno. Ma nella tua vita poi cosa ti rimane?
Ecco ciò che hai dopo tutto il lavoro che fai, è l’efficacia.

Per diventare davvero efficaci è necessario iniziare a lavorare in modo smart, cioè con la testa. E se sei un imprenditore o un libero professionista è facile che tu sia già abituato a fare questo, perché il tuo tempo è la risorsa più preziosa che hai e spesso dal tuo tempo di lavoro deriva direttamente il tuo guadagno. Per aumentare il guadagno ed essere efficaci è importante diminuire lo sforzo: fare di più, con meno. Di questo argomento e di molti altri ne parlerò in maniera approfondita al prossimo Extraordinary NLP Business Practitioner, il primo Extraordinary NLP Practitioner interamente dedicato al mondo del business e dell’impresa. Ti offro, in modo semplice e diretto, gli strumenti più efficaci e le soluzioni più smart per ottenere i risultati che desideri nella tua azienda.

Imparerai come usare la PNL per il Business e ottenere i risultati che desideri. E se sei un dipendente che desidera mettersi in proprio, aprire la propria azienda o avviare una attività professionale, è necessario imparare subito un modo nuovo di ottenere ciò che si vuole. Per iniziare subito a trasformare il tuo modo di lavorare ti offro tre spunti, molto utili:

Ricorda la legge di Parkinson. Questa legge, formulata dallo storico britannico Cyril Northcote Parkinson in un articolo del 1955 sull’Economist, dice che “il lavoro si espande in modo da riempire il tempo disponibile per il suo completamento”. Se hai tempo per farlo, utilizzerai tutto il tempo che hai. Spesso capita anche se non hai tempo! Semplicemente perché immagini o valuti che per un determinato lavoro ti serva un certo tempo per farlo. È difficile smentirsi. Bisogna cambiare punto di vista: fai pure la tua valutazione, poi agisci come se fosse un record da battere.

Affronta un lavoro più impegnativo. Se hai difficoltà a concentrarti e ti distrai facilmente, è possibile che il

tuo lavoro non ti coinvolga completamente. Puoi provare la sensazione che lavori duramente tutto il giorno e allo stesso tempo che la tua mente stia combattendo la noia e cerchi di riempire il tempo con qualcosa di più interessante. Daglielo: passa a un lavoro più impegnativo, qualcosa che richieda necessariamente la tua concentrazione. Una volta fatto avrai ottenuto due risultati: avrai portato a casa un lavoro complesso e l’altro lavoro, meno impegnativo, ti sembrerà una passeggiata e lo farai rapidamente.

Allena il tuo cervello prendendoti gioco di esso. La tua mente è un servomeccanismo. Per utilizzarlo in modo efficace è necessario guidarlo. Per farlo, bisogna lavorare su ciò a cui presti attenzione. Ciò rafforzerà la tua capacità di concentrazione. Una maniera divertente per farlo è il “Metodo Pomodoro”: imposta un timer e rimani completamente concentrato su un compito per un periodo di tempo, ad esempio 45 minuti. Alla fine dei quali puoi concederti una pausa di 15 minuti. L’idea è di farne un gioco – sfidare te stesso a lavorare sul tuo compito fino a quando il timer suona. E separare il tempo delle distrazioni, confinandolo nei 15 pausa che ti concedi.

Trasforma il tuo pensiero

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Trasformare il proprio pensiero per essere più forti, fare meglio in meno tempo e avere più successo. Come si fa? Per spiegartelo utilizzerò alcuni strumenti della Programmazione Neuro-Linguistica. Non ti serve sapere quali sono o che nome hanno per poterli utilizzare: non è un corso teorico questo, è un post nel quale ti offro soluzioni pratiche. Se poi vorrai approfondire le tecniche e conoscere in maniera più approfondita la PNL ogni anno organizziamo dei corsi – il percorso Extraordinary NLP è composto da 2 corsi che possono essere frequentati separatamente: il Practitioner e il Master Practitioner – con certificazione della Society of NLP, firmata dal dottor Richard Bandler co-creatore di questa straordinaria metodica.

Ciò che fa la differenza tra chi ottiene risultati e chi non li ottiene, fra chi ha successo e chi non ce l’ha è la capacità di gestire gli eventi e i pensieri negativi quando si presentano. La realtà è che le persone mentalmente forti rivelano la propria forza proprio di fronte alle avversità. Mantengono la situazione nella giusta prospettiva e non distorcono l’intensità dell’impatto negativo. Quando parliamo di PNL infatti, parliamo di percezione soggettiva.

Il primo passo quindi è un cambio di mentalità: “La vita non è come dovrebbe essere. È quella che è. È il modo in cui l’affronti che fa la differenza”, dice la grande psicoterapeuta Virginia Satir.  Accettare questa realtà richiede uno sforzo, anzi due: il primo è quello di trasformare le proprie aspettative in obiettivi, cioè azzerando le aspettative – in quanto pure e semplici fantasie – e spostando l’attenzione su obiettivi che siano costruiti in modo tale che tu conosca quali passi devi compiere per raggiungerli. Il secondo sforzo è quello di agire e prendere in mano le redini della tua vita per realizzare ciò che vuoi, con le risorse che hai a disposizione.

Il secondo passo è accettare la sconfitta: “non esistono fallimenti, solo feedback”, è uno dei presupposti chiave della PNL. Quando agisci ottieni dei risultati. Possono essere i risultati che desideravi, per i quali hai lavorato, o possono non esserlo. In ogni caso, analizza quello che hai fatto: quando perdi, insomma, non perdere la lezione. Ogni lezione che apprendi è esperienza e ti aiuterà a non commettere gli stessi errori e a fare meglio. E allo stesso tempo ti permetterà di fare errori nuovi e differenti, grazie ai quali migliorerai ancora e così via. È un metodo aperto che spinge sulla crescita e sul miglioramento e ti aiuta a rimanere a galla anche in acque difficili.

Il terzo passo è stabilire perché fai quello che fai, chi sei e in cosa credi: perché fai quello che fai? Non è una domanda semplice. Potresti dovertela porre molte volte prima di avere una risposta soddisfacente. Insisti, ne vale la pena. Poi lavora sulla tua identità su chi credi di essere: in PNL pensiamo che qualunque cosa tu pensi di essere, sei sempre qualcosa di più. Fatti aiutare da un buon amico, da un Coach o da un libro – come il mio più recente Super You – scopri cosa ti definisce e se è una identità che ti sta stretta, cambiala. Infine domandati: cos’è importante per me? Stabilisci cosa dà importanza alla tua vita e utilizzalo come bussola per le tue scelte. Con questa nuova consapevolezza sarai più forte, farai di più e avrai maggior successo.

Un nuovo modello di formazione

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Il professor Clayton Christensen della Harvard Business School sostiene che nel giro dei prossimi dieci anni il modello delle grandi università americane sarà messo in crisi da un nuovo modello di formazione. Oggi infatti il costo di una laurea alla HBS è di circa 400mila $. E va bene, se poi vai a gestire un hedge fund da miliardi di dollari: una laura alla Harvard Business School è un biglietto da visita molto allettante.

E se invece vuoi fare l’imprenditore? O seguire la tua passione nel lavoro? Ciò che ti serve non è un prestigioso pezzo di carta ma gli strumenti giusti, i più efficaci per ottenere i risultati che desideri. Voglio essere chiaro: sono favorevole all’istruzione universitaria e asseconderò la scelta delle mie figlie, di andare negli Stati Uniti, proprio in uno di quei prestigiosi college per studiare e conseguire un titolo e una formazione di alto livello. Ma ciò che dico a te, è ciò che insegno a loro ogni giorno: non sarà quel diploma di laurea a renderti una persona di successo nella vita.

Oggi infatti la maggior parte degli studenti all’università – sostiene Christensen – si concentra sul risultato: ottenere una laurea. Ciò che è importante invece è la finalità: l’istruzione. Conseguire una laurea dimostra esclusivamente che sai come ottenere una laurea, non significa necessariamente che sai come fare un lavoro o hai le intuizioni giuste per dar vita a una impresa di successo.

Per fare questo, ti servono soprattutto gli strumenti che funzionano sul mercato, nella vita reale, quella di tutti i giorni, quella fatta di dipendenti da selezionare, assumere e motivare, quella fatta di problemi di produttività, occasioni di networking da sfruttare al meglio e clienti con i quali costruire un rapporto di fiducia.

Ed è proprio per questo che ho scelto di creare un corso dedicato ai professionisti e agli imprenditori, ai manager e ai dipendenti che desiderano crescere, migliorare e fare la differenza nella propria azienda: l’Extraordinary NLP Business Practitioner.

Se mi conosci e mi segui da un po’ saprai che ho conseguito il titolo di Master Trainer in NLP for Business per primo al mondo, proprio grazie al mio impegno nel mondo del business che mi ha portato all’interno di grandi aziende, al top del loro settore, delle vere eccellenze internazionali, per aiutarle a migliorare ciò che era già eccellente: il gruppo Armani, Bulgari, Dainese, Google, Procter & Gamble, Salesforce e Zurich.

L’applicazione dei principi e degli strumenti della PNL al mondo aziendale è ciò che mi ha impegnato con maggior passione negli ultimi venticinque anni di lavoro come Coach e oggi sono grato di avere la possibilità di condividere con te questi strumenti pratici, queste tecniche efficaci, questi principi innovativi e il mindset di successo che propone la Programmazione Neuro-Linguistica.

Se anche tu credi che la finalità dello studio sia innanzitutto l’apprendimento delle competenze necessarie, l’Extraordinary NLP Business Practitioner è esattamente ciò che ti serve per fare la differenza nel tuo campo. Ricorda: oggi l’Italia è in fondo alla classifiche mondiali per la formazione continua. Quindi continuare a formarti, a crescere e migliorare è la tua arma vincente per conquistare la leadership sul mercato e aumentare il tuo giro d’affari.

Per essere il migliore, devi diventare innanzitutto migliore di te stesso.

Le caratteristiche fondamentali di un Coach Straordinario

By | In evidenza

Tra pochi giorni tornerò in aula per l’evento dell’anno: Il Coaching secondo Claudio Belotti. Durante i quattro giorni che trascorreremo insieme vedremo quali sono gli elementi che rendono straordinario un Coach. Ti spiegherò in dettaglio le caratteristiche del mio metodo originale One Hand Coaching, analizzeremo insieme sessioni di lavoro dei grandi del Coaching e della NLP come Richard Bandler e Anthony Robbins e studieremo interventi sul campo, dal business allo sport per vedere in pratica la differenza che fa la differenza.

Quando parlo di Coach Straordinari, sai a quali caratteristiche mi riferisco?

Vediamo insieme quali sono:

–> la prima e la più importante di tutte è la capacità di guidare: quando si affronta un percorso di Coaching è necessario aiutare il cliente a percorrere questo viaggio e allo stesso tempo a rendersi indipendente. Per fare questo sono fondamentali la capacità di far accadere le cose, di massimizzare le risorse e di ispirare.

–> I Coach Straordinari accettano la realtà e sono onesti con sé stessi sulla situazione iniziale. A differenza della maggior parte delle persone non rivolgono la propria attenzione ai problemi ma si concentrano sulle soluzioni. Hanno le competenze adeguate per valutare come intervenire e trovano il percorso migliore per aiutare il cliente ad andare dallo stato attuale allo stato desiderato. Restano sempre a fianco del cliente, lasciandolo libero di andare per la sua strada e al contempo lo aiutano a riconoscerei risultati raggiunti: questa è la capacità di far accadere le cose.

–> Un Coach Straordinario ha una visione sistemica, strategica. Sono consapevoli che per trasformare una visione in realtà sono richiesti crescita e miglioramento e un impegno costante. Per questo un Coach Straordinario sa come aiutare il cliente a ottenere il meglio da se stesso, per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato.  Questa è l’abilità di massimizzare le risorse a disposizione.

–> Infine, i Coach Straordinari aiutano l’individuo a raggiungere un nuovo livello di comprensione delle proprie possibilità, creando cambiamenti duraturi. Vedono le cose prima e meglio degli altri e hanno la capacità di raccontare questa visione per ispirare gli altri, in modo che si rimbocchino le maniche e facciano il necessario per raggiungere il loro obiettivo. Un Coach Straordinario delinea il futuro e si impegna affinché si realizzi e diventi un esempio per gli altri: questo significa ispirare.

A chi servono le fake news

By | In evidenza

Le fake news sono notizie false presentate in maniera verosimile per propagandare o vendere una verità distorta. Questo fenomeno che ha avuto una grande visibilità negli ultimi mesi esiste da sempre e si è ingigantito con il web. Il motivo è semplice: gran parte dei modelli di business del web sono basati sul click. Più si clicca un sito più si incrementa il valore della pubblicità che esso mostra. In altri casi, la motivazione che porta a creare delle fake news può essere quella della propaganda o della concorrenza sleale.

In nessun caso le fake news – in italiano l’equivalente è il poco usato fattoidi – sono qualcosa di positivo. Sia che si tratti di disinformazione, sia che si tratti di propaganda o di una turbativa del mercato, chi le produce lo fa mettendo in atto un comportamento scorretto per trarre un profitto a discapito di chi lavora seriamente, con onestà, coscienza e qualità. Ma cosa sono e come si riconoscono? Le fake news sono notizie o informazioni che vengono presentate in modo inadeguato in modo da lasciare un’impressione che non si otterrebbe se si avesse la storia completa.

Le notizie false confondono fatti e opinioni.

Le scuole di giornalismo, soprattutto quella anglosassone, insegnavano la differenza tra il linguaggio descrittivo e quello valutativo e a tenere ben separate le opinioni da fatti. Questo avviene spesso quando chi produce fake news aggiunge alcune parole per aiutare a “spiegare” qualcosa. Ma quella spiegazione è una lettura del pensiero e la migliore cura per questo è il Meta-Modello che la PNL ha introdotto nel 1975.

Le opinioni non sono notizie, sono commenti

Presentare la propria opinione come un fatto in ogni caso è uno dei metodi più semplici per influenzare l’opinione di chi ascolta. Chi presenta i propri commenti come se fossero dei fatti e come se stesse riportando delle notizie crea delle fake news. Quando si legge un testo o si ascolta una persona parlare di una notizia, è sempre necessario chiedersi da quale punto di vista sono presentati questi “fatti” e bisogna capire l’interesse che ha nel presentarli come tali. Che si tratti di un incidente stradale o di un testo che descrive un prodotto o un servizio da acquistare è sempre bene fare ricerche e andare alle fonti.

Le fake news tendono a sensazionalizzare e drammatizzare eccessivamente un evento.

Come tutti sappiamo già, le “notizie” sui media e in particolare quelle veicolate dai social network tendono a concentrarsi sul negativo perché “le notizie negative vendono”. Le notizie negative attirano la nostra attenzione in un modo in cui le notizie positive non riescono a suscitare una uguale curiosità. Quindi non sorprende affatto che le notizie diventino false a causa di questo fattore, dato che viene data troppa enfasi. In un mondo dove l’offerta abbonda (di informazione, di beni e servizi, di formazione), talvolta ci sono persone che per emergere ricorrono all’uso di mezzi poco etici.

Oggi come oggi, soprattutto nel web, dove ciascuno può dire la propria senza particolari filtri è sempre più necessario allenarsi a distinguere ciò che è vero da ciò che è verosimile o falso. Molto di ciò che leggiamo in giro è propaganda, commenti, alcune letture mentali e tante opinioni personali. Bisogna quindi diventare perspicaci e imparare a metamodellare. Allo stesso tempo bisogna pensare in modo critico ed efficace a ciò che si legge, con la curiosità di approfondire e verificare, soprattutto se ci sta a cuore quello che stiamo leggendo.

Partire e ripartire

By | Riflessioni

Domenica sera, si è concluso il corso “Riparto da zero” dove più di 900 persone hanno preso la decisione di vivere una vita come la vogliono loro. Giovedì ci sarà un’altra edizione, sempre con lo stesso numero di persone con la stessa voglia.

Non so se c’eri o se ci sarai. In ogni caso, penso che valga la pena fare una piccola riflessione insieme perché, se non prendi in mano la tua vita qualcuno altro o qualcos’altro lo farà per te.

Nel corso della nostra esistenza ci sono tante fasi, tante ripartenze, tanti cambi e decisioni da prendere. Alcune decisioni sono sbagliate ma te ne accorgi dopo. Le uniche che sei sicuro sono sbagliate, sono quelle che non prendi perché lasci fare ad altri.

Al corso con Roberto Cerè abbiamo parlato di questo. Abbiamo fatto lo stesso al Master Practitioner in PNL, che stiamo facendo a Milano in questi giorni.

In questo articolo, vorrei condividere con te alcuni passi così, se vuoi, puoi riprendere in mano le cose, che ultimamente a molti stanno sfuggendo.

Primo passo: sognalo/desideralo

La prima cosa da fare è aprirti alla possibilità di poter avere quello che vuoi. Io dico spesso che non hai abbastanza fantasia per immaginare cosa può accadere nella tua vita. Il mio consiglio è: lascia correre la fantasia. Come sarebbe la tua vita se fosse come la vuoi tu? Sognala, desiderala… costa poco. Invece non farlo costa moltissimo, la tua felicità.

Secondo passo: credici

In PNL sappiamo che se sogni e basta, non succede nulla. Devi fare qualcosa per rendere il sogno reale, e per farlo, devi credere che sia possibile. Tu solo puoi mettere i limiti a quello che puoi fare…

Terzo passo: agisci

Solo una cosa porta risultati: l’azione. Fai qualcosa, fallo spesso e con convinzione, sarai sorpreso di quello che succederà.

Quarto passo: circondati

Se vuoi cambiare definitivamente la tua vita, cambia le persone che frequenti. Circondati di persone che sognano, credono e agiscono come te. È il famoso gruppo dei pari, se cambi quello, cambi tutto.

Quinto passo: goditela

A mio avviso è il più importante. Che senso ha fare tutto se poi non sei felice e soddisfatto? L’idea è di avere la vita come tu la vuoi per poterne godere, non per collezionare soldi, case, auto o qualcos’altro.

Noi giovedì torniamo in aula. Sia a “Riparto da Zero” sia all’NLP Master Practitioner.

Due corsi diversi nei contenuti ma simili nell’obiettivo: avere una vita più bella, perché più soddisfacente perché più tua.

Spero tu faccia lo stesso, con noi, con altri o da solo.

Spero che tu ti metta in moto per creare quello che vuoi e goderne.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

 

 

 

Essere felici

By | Riflessioni

Ci sono tanti uomini e donne straordinari nel mondo, ne abbiamo visti qualcuno in questi giorni al WOBI. Alcuni sono passati a miglior vita, molti sono vivi e ci indicano una via verso una vita migliore.

Il motto di Extraordinary è: “siamo tutti straordinari” perché crediamo che tutti, nessuno escluso, sia meglio di quanto creda e abbia dentro di sé qualcosa di speciale.

Steve Jobs era straordinario, Mandela, Gandhi, la principessa Diana, Madre Teresa… tutti straordinari in modi diversi e unici.

E tu? In che modo sei straordinario? Forse lo sei in modo semplice, senza essere famoso o ricco. Credimi va bene, senza atomi le stelle non esisterebbero, tantomeno le galassie.

Quando mi viene chiesto di definire il successo, penso a una sola cosa, la felicità. Avere successo per me, vuol dire solo una cosa: essere felice.

Tutti vogliamo essere felici, forse non sappiamo cosa significa ma cerchiamo di esserlo giorno dopo giorno.

La felicità non ha nulla a che fare con il denaro, né con la fama, né con il potere. Non dipende da dove vivi, dalla macchina che guidi o dalla taglia di pantaloni che porti. Puoi essere ricco o povero, grasso o magro, ci sono tanti modi per essere felici…

Nelle persone che vivono appieno la propria vita, incluso quelle che si sono viste al World Business Forum di Milano, ho notato alcune caratteristiche tra cui:

Libertà

Libertà di essere e sentirsi chi sono, di fare quello che credono che sia giusto (ovviamente nel rispetto degli altri).

Miglioramento

Tutte le persone che si sentono felici fanno qualcosa per crescere. Che sia un corso, leggere, fare volontariato… “all the above”. Sono attivi nel cercare di essere migliori continuamente.

Contributo/impatto

Nel migliorare, direttamente o indirettamente, aiutano altri a fare lo stesso. Non sempre aiutano altre persone, a volte cercano di salvare i Panda o la foresta amazzonica. Fanno comunque qualcosa che va oltre loro stessi.

Comunità

Fanno parte di qualcosa, un gruppo, una tribù, un movimento… si uniscono a persone che come loro vogliono essere libere, migliorare e contribuire. Non sempre sono capiti da chi preferisce essere: prigioniero, statico, egoista…

Ci sono tanti modi per essere più felici e altrettanti per non esserlo e una sola cosa da fare: scegliere.

Love on ya.

Claudio

 

 

 

 

Sogni, desideri e bugie

By | Riflessioni

Anche all’ultimo corso in PNL, che ho fatto con un gruppo davvero straordinario, mi sono ritrovato a dire ancora una volta:

“non avete abbastanza fantasia per sapere cosa vi aspetta di bello…”.

È una frase che dico spesso perché ci credo, io sono la prova vivente di questo concetto. Non avrei mai pensato di vivere e fare alcune cose che vivo e faccio.

Purtroppo molti, invece di pianificare il proprio futuro, e soprattutto fare qualcosa per renderlo reale, lasciano perdere.

Perché?

Secondo l’autore americano John C. Maxwell, per una o più di queste 5 ragioni:

  1. Hanno creduto alle bugie di altri. Qualcuno li ha convinti a lasciar perdere facendogli credere che non sono abbastanza: bravi, belli, intelligenti o qualcos’altro. Le ho chiamate io bugie, perché lo sono. Sono tutte bugie, sia quelle che dico io quando asserisco che siamo tutti straordinari, sia loro che dicono che non lo siamo. A te scegliere a quali credere.
  2. Si allineano alla norma, cioè alla normalità. Molti si accontentano dell’ordinario, è più sicuro, non dà problemi di accettazione dagli altri… Andare un po’ oltre, metterci quell’extra richiede fatica. Il ritorno di investimento è altissimo ma pochi hanno voglia e coraggio.
  3. Lasciano che le delusioni del passato li blocchino. Quando fai qualcosa di nuovo o di sfidante, sbagli. Qualcuno ti rifiuta, fai errori, qualcosa va storto… fa parte del gioco e chi ha successo lo sa. Questi momenti servono a crescere e migliorare, ma purtroppo ad alcuni tolgono entusiasmo e convinzione.
  4. Grazie a questi insuccessi, perdono di convinzione, di voglia di fare, gli passa la fame. Bisogna credere, soprattutto quando è difficile. Quando è facile tutti credono, è facile appunto.
  5. Hanno perso la fantasia. Qualcuno gliel’ha tolta e loro hanno lasciato fare. Sono diventati “realisti”, forse per paura di avere nuove delusioni, forse per altri motivi. I bambini sognano, costa poco ed è una cosa che tutti i grandi del passato e del presente fanno.

E tu quand’è l’ultima volta che hai sognato ad occhi aperti, credendo che, un giorno, il tuo sogno sarebbe diventato realtà?

Spesso nei corsi di formazione ci si ricorda che tutto quello che esiste, tempo fa, era solo un’idea, un sogno di qualcuno… l’elettricità, l’acqua potabile in casa, gli aerei, i computer, le medicine, la libertà…

Continua a sognare e non farti influenzare da chi, per paura, ha smesso. Continua a fare qualcosa per rendere reale il tuo sogno.

Forse non avrai e non diventerai tutto quello che vuoi, però vale la pena crederci. Le ricerche ci dicono che, il solo essere proattivi per renderle reali, ci rende più felici e più sani.

Io ho ancora tanti sogni, tu?

Love on ya!

Claudio

 

 

 

 

 

Credere, sognare e vivere.

By | Riflessioni

Apro i giornali e leggo solo brutte notizie. Ascolto i telegiornali, lo stesso. Radio uguale…

Per avere una vita felice, riuscire nel lavoro e nella vita privata serve energia, entusiasmo e crederci, ma con l’ipnosi culturale che ci circonda è sempre più difficile.

Durante l’ultimo week end, al seminario Extraordinary Me, ci siamo presi 4 giorni di pausa. Eravamo in un’isola felice, coccolati e distaccati dal mondo. Il nostro piccolo gruppo ha legato subito e tutti sono stati straordinariamente gentili, dolci e disponibili l’uno per l’altro.

Ognuno ha ritrovato (o ricreato) sé stesso, ha avuto più chiarezza su ciò che conta veramente e tutti abbiamo preso delle decisioni importanti.

Ora siamo tornati alla vita normale, quella che entra nelle statistiche e fa la norma. La sfida sarà mantenere la nostra consapevolezza, senza lasciarci convincere da chi vede solo nero.

Anche noi vediamo i problemi, siamo ottimisti, non ciechi o stupidi.

Li vediamo ma siamo convinti di essere forti e quindi di poterli risolvere. Non sappiamo sempre come, ma ci crediamo. Anche perché sappiamo di poter contare l’uno sull’altro.

Non è necessario frequentare un seminario con noi. Ci sono tanti modi per ritrovare questa forza e “pulirsi”, puoi faro anche da solo. Certo è, che se non ti attivi e ingoi tutto quello che ti viene propinato, è dura.

Dobbiamo essere attivi nel pulire la nostra mente, cuore e anima. Non dai nostri peccati, ma dalle stronzate altrui.

Basta poco, basta farlo.

Teoricamente basterebbe fare tre cose:

  1. Definire: chi sei, in cosa credi, quali sono i tuoi valori. Se vuoi farla proprio tutta, decidi o trova “lo scopo della tua vita”.
  2. Inizia a vivere in modo allineato e congruente a quello che hai deciso nel punto precedente, nelle grandi e nelle piccole cose della tua vita. Se uno dei tuoi valori è la salute, mangia in funzione di quello. Se l’amore è importante, inizia nell’essere gentile.
  3. Circondati di persone che la pensano come te, o almeno rispettano chi sei, lasciandoti essere, senza ostacolarti. È il famoso gruppo dei pari, forse non avrai sempre fan che concordano con te, ma almeno che ti lascino vivere come vuoi tu. Ovviamente devi fare lo stesso.

La storia dell’umanità, la nostra nazione e persino il tuo quartiere, sono ricchi di esempi di persone che vivono la loro vita, creano un’esistenza serena e felice perché decidono, credono e fanno.

Bisogna impegnarsi un po’, trovare il modo giusto e la compagnia giusta.

Tu in cosa, credi? Chi sei e perché fai quello che fai?

Love on ya!

Claudio