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NLP Archives - Claudio Belotti

Un nuovo modello di formazione

By | Blog

Il professor Clayton Christensen della Harvard Business School sostiene che nel giro dei prossimi dieci anni il modello delle grandi università americane sarà messo in crisi da un nuovo modello di formazione. Oggi infatti il costo di una laurea alla HBS è di circa 400mila $. E va bene, se poi vai a gestire un hedge fund da miliardi di dollari: una laura alla Harvard Business School è un biglietto da visita molto allettante.

E se invece vuoi fare l’imprenditore? O seguire la tua passione nel lavoro? Ciò che ti serve non è un prestigioso pezzo di carta ma gli strumenti giusti, i più efficaci per ottenere i risultati che desideri. Voglio essere chiaro: sono favorevole all’istruzione universitaria e asseconderò la scelta delle mie figlie, di andare negli Stati Uniti, proprio in uno di quei prestigiosi college per studiare e conseguire un titolo e una formazione di alto livello. Ma ciò che dico a te, è ciò che insegno a loro ogni giorno: non sarà quel diploma di laurea a renderti una persona di successo nella vita.

Oggi infatti la maggior parte degli studenti all’università – sostiene Christensen – si concentra sul risultato: ottenere una laurea. Ciò che è importante invece è la finalità: l’istruzione. Conseguire una laurea dimostra esclusivamente che sai come ottenere una laurea, non significa necessariamente che sai come fare un lavoro o hai le intuizioni giuste per dar vita a una impresa di successo.

Per fare questo, ti servono soprattutto gli strumenti che funzionano sul mercato, nella vita reale, quella di tutti i giorni, quella fatta di dipendenti da selezionare, assumere e motivare, quella fatta di problemi di produttività, occasioni di networking da sfruttare al meglio e clienti con i quali costruire un rapporto di fiducia.

Ed è proprio per questo che ho scelto di creare un corso dedicato ai professionisti e agli imprenditori, ai manager e ai dipendenti che desiderano crescere, migliorare e fare la differenza nella propria azienda: l’Extraordinary NLP Business Practitioner.

Se mi conosci e mi segui da un po’ saprai che ho conseguito il titolo di Master Trainer in NLP for Business per primo al mondo, proprio grazie al mio impegno nel mondo del business che mi ha portato all’interno di grandi aziende, al top del loro settore, delle vere eccellenze internazionali, per aiutarle a migliorare ciò che era già eccellente: il gruppo Armani, Bulgari, Dainese, Google, Procter & Gamble, Salesforce e Zurich.

L’applicazione dei principi e degli strumenti della PNL al mondo aziendale è ciò che mi ha impegnato con maggior passione negli ultimi venticinque anni di lavoro come Coach e oggi sono grato di avere la possibilità di condividere con te questi strumenti pratici, queste tecniche efficaci, questi principi innovativi e il mindset di successo che propone la Programmazione Neuro-Linguistica.

Se anche tu credi che la finalità dello studio sia innanzitutto l’apprendimento delle competenze necessarie, l’Extraordinary NLP Business Practitioner è esattamente ciò che ti serve per fare la differenza nel tuo campo. Ricorda: oggi l’Italia è in fondo alla classifiche mondiali per la formazione continua. Quindi continuare a formarti, a crescere e migliorare è la tua arma vincente per conquistare la leadership sul mercato e aumentare il tuo giro d’affari.

Per essere il migliore, devi diventare innanzitutto migliore di te stesso.

Le caratteristiche fondamentali di un Coach Straordinario

By | In evidenza

Tra pochi giorni tornerò in aula per l’evento dell’anno: Il Coaching secondo Claudio Belotti. Durante i quattro giorni che trascorreremo insieme vedremo quali sono gli elementi che rendono straordinario un Coach. Ti spiegherò in dettaglio le caratteristiche del mio metodo originale One Hand Coaching, analizzeremo insieme sessioni di lavoro dei grandi del Coaching e della NLP come Richard Bandler e Anthony Robbins e studieremo interventi sul campo, dal business allo sport per vedere in pratica la differenza che fa la differenza.

Quando parlo di Coach Straordinari, sai a quali caratteristiche mi riferisco?

Vediamo insieme quali sono:

–> la prima e la più importante di tutte è la capacità di guidare: quando si affronta un percorso di Coaching è necessario aiutare il cliente a percorrere questo viaggio e allo stesso tempo a rendersi indipendente. Per fare questo sono fondamentali la capacità di far accadere le cose, di massimizzare le risorse e di ispirare.

–> I Coach Straordinari accettano la realtà e sono onesti con sé stessi sulla situazione iniziale. A differenza della maggior parte delle persone non rivolgono la propria attenzione ai problemi ma si concentrano sulle soluzioni. Hanno le competenze adeguate per valutare come intervenire e trovano il percorso migliore per aiutare il cliente ad andare dallo stato attuale allo stato desiderato. Restano sempre a fianco del cliente, lasciandolo libero di andare per la sua strada e al contempo lo aiutano a riconoscerei risultati raggiunti: questa è la capacità di far accadere le cose.

–> Un Coach Straordinario ha una visione sistemica, strategica. Sono consapevoli che per trasformare una visione in realtà sono richiesti crescita e miglioramento e un impegno costante. Per questo un Coach Straordinario sa come aiutare il cliente a ottenere il meglio da se stesso, per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato.  Questa è l’abilità di massimizzare le risorse a disposizione.

–> Infine, i Coach Straordinari aiutano l’individuo a raggiungere un nuovo livello di comprensione delle proprie possibilità, creando cambiamenti duraturi. Vedono le cose prima e meglio degli altri e hanno la capacità di raccontare questa visione per ispirare gli altri, in modo che si rimbocchino le maniche e facciano il necessario per raggiungere il loro obiettivo. Un Coach Straordinario delinea il futuro e si impegna affinché si realizzi e diventi un esempio per gli altri: questo significa ispirare.

A chi servono le fake news

By | In evidenza

Le fake news sono notizie false presentate in maniera verosimile per propagandare o vendere una verità distorta. Questo fenomeno che ha avuto una grande visibilità negli ultimi mesi esiste da sempre e si è ingigantito con il web. Il motivo è semplice: gran parte dei modelli di business del web sono basati sul click. Più si clicca un sito più si incrementa il valore della pubblicità che esso mostra. In altri casi, la motivazione che porta a creare delle fake news può essere quella della propaganda o della concorrenza sleale.

In nessun caso le fake news – in italiano l’equivalente è il poco usato fattoidi – sono qualcosa di positivo. Sia che si tratti di disinformazione, sia che si tratti di propaganda o di una turbativa del mercato, chi le produce lo fa mettendo in atto un comportamento scorretto per trarre un profitto a discapito di chi lavora seriamente, con onestà, coscienza e qualità. Ma cosa sono e come si riconoscono? Le fake news sono notizie o informazioni che vengono presentate in modo inadeguato in modo da lasciare un’impressione che non si otterrebbe se si avesse la storia completa.

Le notizie false confondono fatti e opinioni.

Le scuole di giornalismo, soprattutto quella anglosassone, insegnavano la differenza tra il linguaggio descrittivo e quello valutativo e a tenere ben separate le opinioni da fatti. Questo avviene spesso quando chi produce fake news aggiunge alcune parole per aiutare a “spiegare” qualcosa. Ma quella spiegazione è una lettura del pensiero e la migliore cura per questo è il Meta-Modello che la PNL ha introdotto nel 1975.

Le opinioni non sono notizie, sono commenti

Presentare la propria opinione come un fatto in ogni caso è uno dei metodi più semplici per influenzare l’opinione di chi ascolta. Chi presenta i propri commenti come se fossero dei fatti e come se stesse riportando delle notizie crea delle fake news. Quando si legge un testo o si ascolta una persona parlare di una notizia, è sempre necessario chiedersi da quale punto di vista sono presentati questi “fatti” e bisogna capire l’interesse che ha nel presentarli come tali. Che si tratti di un incidente stradale o di un testo che descrive un prodotto o un servizio da acquistare è sempre bene fare ricerche e andare alle fonti.

Le fake news tendono a sensazionalizzare e drammatizzare eccessivamente un evento.

Come tutti sappiamo già, le “notizie” sui media e in particolare quelle veicolate dai social network tendono a concentrarsi sul negativo perché “le notizie negative vendono”. Le notizie negative attirano la nostra attenzione in un modo in cui le notizie positive non riescono a suscitare una uguale curiosità. Quindi non sorprende affatto che le notizie diventino false a causa di questo fattore, dato che viene data troppa enfasi. In un mondo dove l’offerta abbonda (di informazione, di beni e servizi, di formazione), talvolta ci sono persone che per emergere ricorrono all’uso di mezzi poco etici.

Oggi come oggi, soprattutto nel web, dove ciascuno può dire la propria senza particolari filtri è sempre più necessario allenarsi a distinguere ciò che è vero da ciò che è verosimile o falso. Molto di ciò che leggiamo in giro è propaganda, commenti, alcune letture mentali e tante opinioni personali. Bisogna quindi diventare perspicaci e imparare a metamodellare. Allo stesso tempo bisogna pensare in modo critico ed efficace a ciò che si legge, con la curiosità di approfondire e verificare, soprattutto se ci sta a cuore quello che stiamo leggendo.

Partire e ripartire

By | Riflessioni

Domenica sera, si è concluso il corso “Riparto da zero” dove più di 900 persone hanno preso la decisione di vivere una vita come la vogliono loro. Giovedì ci sarà un’altra edizione, sempre con lo stesso numero di persone con la stessa voglia.

Non so se c’eri o se ci sarai. In ogni caso, penso che valga la pena fare una piccola riflessione insieme perché, se non prendi in mano la tua vita qualcuno altro o qualcos’altro lo farà per te.

Nel corso della nostra esistenza ci sono tante fasi, tante ripartenze, tanti cambi e decisioni da prendere. Alcune decisioni sono sbagliate ma te ne accorgi dopo. Le uniche che sei sicuro sono sbagliate, sono quelle che non prendi perché lasci fare ad altri.

Al corso con Roberto Cerè abbiamo parlato di questo. Abbiamo fatto lo stesso al Master Practitioner in PNL, che stiamo facendo a Milano in questi giorni.

In questo articolo, vorrei condividere con te alcuni passi così, se vuoi, puoi riprendere in mano le cose, che ultimamente a molti stanno sfuggendo.

Primo passo: sognalo/desideralo

La prima cosa da fare è aprirti alla possibilità di poter avere quello che vuoi. Io dico spesso che non hai abbastanza fantasia per immaginare cosa può accadere nella tua vita. Il mio consiglio è: lascia correre la fantasia. Come sarebbe la tua vita se fosse come la vuoi tu? Sognala, desiderala… costa poco. Invece non farlo costa moltissimo, la tua felicità.

Secondo passo: credici

In PNL sappiamo che se sogni e basta, non succede nulla. Devi fare qualcosa per rendere il sogno reale, e per farlo, devi credere che sia possibile. Tu solo puoi mettere i limiti a quello che puoi fare…

Terzo passo: agisci

Solo una cosa porta risultati: l’azione. Fai qualcosa, fallo spesso e con convinzione, sarai sorpreso di quello che succederà.

Quarto passo: circondati

Se vuoi cambiare definitivamente la tua vita, cambia le persone che frequenti. Circondati di persone che sognano, credono e agiscono come te. È il famoso gruppo dei pari, se cambi quello, cambi tutto.

Quinto passo: goditela

A mio avviso è il più importante. Che senso ha fare tutto se poi non sei felice e soddisfatto? L’idea è di avere la vita come tu la vuoi per poterne godere, non per collezionare soldi, case, auto o qualcos’altro.

Noi giovedì torniamo in aula. Sia a “Riparto da Zero” sia all’NLP Master Practitioner.

Due corsi diversi nei contenuti ma simili nell’obiettivo: avere una vita più bella, perché più soddisfacente perché più tua.

Spero tu faccia lo stesso, con noi, con altri o da solo.

Spero che tu ti metta in moto per creare quello che vuoi e goderne.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

 

 

 

Essere felici

By | Riflessioni

Ci sono tanti uomini e donne straordinari nel mondo, ne abbiamo visti qualcuno in questi giorni al WOBI. Alcuni sono passati a miglior vita, molti sono vivi e ci indicano una via verso una vita migliore.

Il motto di Extraordinary è: “siamo tutti straordinari” perché crediamo che tutti, nessuno escluso, sia meglio di quanto creda e abbia dentro di sé qualcosa di speciale.

Steve Jobs era straordinario, Mandela, Gandhi, la principessa Diana, Madre Teresa… tutti straordinari in modi diversi e unici.

E tu? In che modo sei straordinario? Forse lo sei in modo semplice, senza essere famoso o ricco. Credimi va bene, senza atomi le stelle non esisterebbero, tantomeno le galassie.

Quando mi viene chiesto di definire il successo, penso a una sola cosa, la felicità. Avere successo per me, vuol dire solo una cosa: essere felice.

Tutti vogliamo essere felici, forse non sappiamo cosa significa ma cerchiamo di esserlo giorno dopo giorno.

La felicità non ha nulla a che fare con il denaro, né con la fama, né con il potere. Non dipende da dove vivi, dalla macchina che guidi o dalla taglia di pantaloni che porti. Puoi essere ricco o povero, grasso o magro, ci sono tanti modi per essere felici…

Nelle persone che vivono appieno la propria vita, incluso quelle che si sono viste al World Business Forum di Milano, ho notato alcune caratteristiche tra cui:

Libertà

Libertà di essere e sentirsi chi sono, di fare quello che credono che sia giusto (ovviamente nel rispetto degli altri).

Miglioramento

Tutte le persone che si sentono felici fanno qualcosa per crescere. Che sia un corso, leggere, fare volontariato… “all the above”. Sono attivi nel cercare di essere migliori continuamente.

Contributo/impatto

Nel migliorare, direttamente o indirettamente, aiutano altri a fare lo stesso. Non sempre aiutano altre persone, a volte cercano di salvare i Panda o la foresta amazzonica. Fanno comunque qualcosa che va oltre loro stessi.

Comunità

Fanno parte di qualcosa, un gruppo, una tribù, un movimento… si uniscono a persone che come loro vogliono essere libere, migliorare e contribuire. Non sempre sono capiti da chi preferisce essere: prigioniero, statico, egoista…

Ci sono tanti modi per essere più felici e altrettanti per non esserlo e una sola cosa da fare: scegliere.

Love on ya.

Claudio

 

 

 

 

Sogni, desideri e bugie

By | Riflessioni

Anche all’ultimo corso in PNL, che ho fatto con un gruppo davvero straordinario, mi sono ritrovato a dire ancora una volta:

“non avete abbastanza fantasia per sapere cosa vi aspetta di bello…”.

È una frase che dico spesso perché ci credo, io sono la prova vivente di questo concetto. Non avrei mai pensato di vivere e fare alcune cose che vivo e faccio.

Purtroppo molti, invece di pianificare il proprio futuro, e soprattutto fare qualcosa per renderlo reale, lasciano perdere.

Perché?

Secondo l’autore americano John C. Maxwell, per una o più di queste 5 ragioni:

  1. Hanno creduto alle bugie di altri. Qualcuno li ha convinti a lasciar perdere facendogli credere che non sono abbastanza: bravi, belli, intelligenti o qualcos’altro. Le ho chiamate io bugie, perché lo sono. Sono tutte bugie, sia quelle che dico io quando asserisco che siamo tutti straordinari, sia loro che dicono che non lo siamo. A te scegliere a quali credere.
  2. Si allineano alla norma, cioè alla normalità. Molti si accontentano dell’ordinario, è più sicuro, non dà problemi di accettazione dagli altri… Andare un po’ oltre, metterci quell’extra richiede fatica. Il ritorno di investimento è altissimo ma pochi hanno voglia e coraggio.
  3. Lasciano che le delusioni del passato li blocchino. Quando fai qualcosa di nuovo o di sfidante, sbagli. Qualcuno ti rifiuta, fai errori, qualcosa va storto… fa parte del gioco e chi ha successo lo sa. Questi momenti servono a crescere e migliorare, ma purtroppo ad alcuni tolgono entusiasmo e convinzione.
  4. Grazie a questi insuccessi, perdono di convinzione, di voglia di fare, gli passa la fame. Bisogna credere, soprattutto quando è difficile. Quando è facile tutti credono, è facile appunto.
  5. Hanno perso la fantasia. Qualcuno gliel’ha tolta e loro hanno lasciato fare. Sono diventati “realisti”, forse per paura di avere nuove delusioni, forse per altri motivi. I bambini sognano, costa poco ed è una cosa che tutti i grandi del passato e del presente fanno.

E tu quand’è l’ultima volta che hai sognato ad occhi aperti, credendo che, un giorno, il tuo sogno sarebbe diventato realtà?

Spesso nei corsi di formazione ci si ricorda che tutto quello che esiste, tempo fa, era solo un’idea, un sogno di qualcuno… l’elettricità, l’acqua potabile in casa, gli aerei, i computer, le medicine, la libertà…

Continua a sognare e non farti influenzare da chi, per paura, ha smesso. Continua a fare qualcosa per rendere reale il tuo sogno.

Forse non avrai e non diventerai tutto quello che vuoi, però vale la pena crederci. Le ricerche ci dicono che, il solo essere proattivi per renderle reali, ci rende più felici e più sani.

Io ho ancora tanti sogni, tu?

Love on ya!

Claudio

 

 

 

 

 

Credere, sognare e vivere.

By | Riflessioni

Apro i giornali e leggo solo brutte notizie. Ascolto i telegiornali, lo stesso. Radio uguale…

Per avere una vita felice, riuscire nel lavoro e nella vita privata serve energia, entusiasmo e crederci, ma con l’ipnosi culturale che ci circonda è sempre più difficile.

Durante l’ultimo week end, al seminario Extraordinary Me, ci siamo presi 4 giorni di pausa. Eravamo in un’isola felice, coccolati e distaccati dal mondo. Il nostro piccolo gruppo ha legato subito e tutti sono stati straordinariamente gentili, dolci e disponibili l’uno per l’altro.

Ognuno ha ritrovato (o ricreato) sé stesso, ha avuto più chiarezza su ciò che conta veramente e tutti abbiamo preso delle decisioni importanti.

Ora siamo tornati alla vita normale, quella che entra nelle statistiche e fa la norma. La sfida sarà mantenere la nostra consapevolezza, senza lasciarci convincere da chi vede solo nero.

Anche noi vediamo i problemi, siamo ottimisti, non ciechi o stupidi.

Li vediamo ma siamo convinti di essere forti e quindi di poterli risolvere. Non sappiamo sempre come, ma ci crediamo. Anche perché sappiamo di poter contare l’uno sull’altro.

Non è necessario frequentare un seminario con noi. Ci sono tanti modi per ritrovare questa forza e “pulirsi”, puoi faro anche da solo. Certo è, che se non ti attivi e ingoi tutto quello che ti viene propinato, è dura.

Dobbiamo essere attivi nel pulire la nostra mente, cuore e anima. Non dai nostri peccati, ma dalle stronzate altrui.

Basta poco, basta farlo.

Teoricamente basterebbe fare tre cose:

  1. Definire: chi sei, in cosa credi, quali sono i tuoi valori. Se vuoi farla proprio tutta, decidi o trova “lo scopo della tua vita”.
  2. Inizia a vivere in modo allineato e congruente a quello che hai deciso nel punto precedente, nelle grandi e nelle piccole cose della tua vita. Se uno dei tuoi valori è la salute, mangia in funzione di quello. Se l’amore è importante, inizia nell’essere gentile.
  3. Circondati di persone che la pensano come te, o almeno rispettano chi sei, lasciandoti essere, senza ostacolarti. È il famoso gruppo dei pari, forse non avrai sempre fan che concordano con te, ma almeno che ti lascino vivere come vuoi tu. Ovviamente devi fare lo stesso.

La storia dell’umanità, la nostra nazione e persino il tuo quartiere, sono ricchi di esempi di persone che vivono la loro vita, creano un’esistenza serena e felice perché decidono, credono e fanno.

Bisogna impegnarsi un po’, trovare il modo giusto e la compagnia giusta.

Tu in cosa, credi? Chi sei e perché fai quello che fai?

Love on ya!

Claudio

 

 

 

 

 

Uomini, ominicchi, e …

By | Riflessioni

Mi ripeterò, ma ne vale la pena. Certe cose si devono dire e sentire più volte.

L’altro giorno, il responsabile dello sviluppo delle Risorse Umane di un’azienda molto grande, importante e famosa mi ha chiesto: “secondo te, perché nonostante tutte le risorse che ci sono, la maggior parte delle persone non migliora?”.

L’ho guardato bene per calibrare la sua reazione alla mia domanda che è stata: “vuoi sapere davvero quello che penso? Non ti piacerà.”

Lui: “assolutamente sì, voglio una risposta sincera”.

Eccola: “non crescono, perché sono degli scazzoni, cioè sono pigri. Spesso diciamo che hanno paura, perché suona meglio, ma di fatto, sono solo pigri. Vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, ma non sono disposti a vendemmiare”.

Come immaginavo non gli è piaciuta: “non mi aspettavo da te questa risposta” mi ha detto, “non da chi dice che siamo tutti straordinari”.

“È quello che credo”, ho detto, “siamo tutti straordinari purtroppo però, sono pochi i volenterosi”.

Mi ha dato ragione. Gli anni di azienda lo hanno portato ad arrivare alla stessa conclusione. Triste ma vero.

In questi giorni, i pochi volenterosi che conosco continuano a fare la differenza, mentre i molti pigri, confermano quello che penso.

Troppe persone non mantengono le promesse fatte, rifatte, giurate e stra-giurate.

Altre che dal basso dei loro insuccessi non perdono occasione di criticare, senza nemmeno sapere di cosa stanno parlando.

Altre ancora che vogliono da te la soluzione ai loro problemi, perché “visto che fai il Coach, mi devi aiutare gratis altrimenti vuol dire che non ci tieni alle persone.”

Forse ho un inizio di andropausa, ma mi sono stancato. Una volta cercavo di capire e motivare questa gente. Negli anni mi ha annoiato, ed ora davvero stancato.

Vedo (purtroppo poche) persone ai nostri corsi che vanno oltre ogni loro sogno, perché impegnandosi, trasformano la loro vita. Non diventano necessariamente ricchi e famosi, però diventano migliori e felici. La maggioranza resta a guardare e critica.

Ho intitolato il mio primo libro con Sperling “la vita come TU la vuoi” e l’ultimo “prendi in mano la TUA felicità” evidenziando il “TU/TUA”. L’ho fatto perché credo nell’autodeterminazione dei popoli, e quindi degli individui.

Per me chi vuole sotto-vivere, ha il diritto di farlo. Chi vuole sopravvivere, anche; e ovviamente, anche noi che vogliamo extra-vivere.

Detto questo, se qualcuno vuole buttare via la sua esistenza che lo faccia. Chiediamo solo che non intralci il nostro cammino. Inoltre, lo invitiamo a guardare alla sua vita prima di giudicare quella altrui; o almeno di avere la decenza di informarsi bene prima di sputare sentenze.

La forbice si sta aprendo, ma non tra ricchi e poveri, tra chi è parte della soluzione e chi è parte del problema.

Chi si dà da fare, fa del suo meglio, mantiene le promesse, apprezza invece di criticare e così via… verrà premiato.

Chi fa il contrario avrà sempre più materiale per lamentarsi e criticare.

Entrambi soddisfatti, anche se in modo molto diverso.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

Improvvisare

By | Extraordinary

Erano anni che volevo fare un corso di improvvisazione teatrale. Dopo aver sposato Nancy, ho scoperto che anche lei voleva farlo e così ci siamo decisi.

È stata un’esperienza bellissima che infatti voglio continuare. Il corso è ben organizzato e ben gestito, Robi l’istruttore, è molto bravo come del resto tutti i suoi colleghi.

A parte il vero divertimento, è quello che impari la cosa più bella. Di fatto sembra tutta PNL applicata, non a caso – a torto, ho pensato che sarebbe stato facile per me. Di fatto, è stato bello proprio perché, nonostante sapessi questi principi, ho dovuto ricordarli e imparare ad applicarli nuovamente.

Se non sai cosa sia l’improvvisazione teatrale, te la spiego in poche parole. Si tratta di inventarsi al momento una storia e di rappresentarla davanti al pubblico. La storia è stimolata proprio da qualcuno dell’audience che decide un titolo e uno stile. Gli “attori” fanno tutto sul momento, sapendo di essere sia parte di una squadra, sia in competizione con l’altra squadra, tutto sotto la guida di un arbitro.

Serve immaginazione, flessibilità, voglia di mettersi in gioco, cooperazione e tante altre cose. Una bella metafora di vita.

Fai parte di una squadra che deve gareggiare collaborando (e non contro) un’altra. Devi metterci del tuo, ma lasciando spazio. Se qualcuno sbaglia, chiunque deve impegnarsi a rimediare. L’arbitro ha sempre ragione e il pubblico deve divertirsi.

Al corso impari alcune cose. Tra cui anche questi principi di base, che chi conosce la PNL dovrebbe già conoscere e applicare bene. 

Sì, e…

Quando esci sul palco, hai la tua idea in mente. Hai almeno un inizio di storia, chi sei tu, e cosa succederà. Ti serve per iniziare. Ma non sei solo.

Il tuo compagno/avversario ne ha un’altra e tu non sai quale sia. Non c’è un copione e non vi siete parlati. Non tutto va come tu avevi in mente e, quando succede, devi allinearti.

In PNL lo chiamiamo ricalco. Anche sul palco devi accettare quello che viene. Accetti e utilizzi. Eviti avversativi, prendi quello che arriva e fai del tuo meglio per integrarlo nella storia. Avevi un’altra idea? La cambi. Non ti piace l’idea esposta? Ti adatti. Come nella vita anche nell’improvvisazione, tu non devi sempre fare il protagonista.

L’importante è divertire il pubblico, e più aiuti gli altri sul palco più tutto scorrerà e sarà più bello.

Specifico e sicuro.

In scena devi essere sicuro. Se non sai qualcosa devi fare finta di saperla. Forse uno degli altri attori parlerà di argomenti che conosci poco, o devi interpretare un ruolo che nella realtà non conosci. Bene, fallo senza esitazioni.

Il pubblico, come la vita, ti vuole presente al 100%. Non puoi essere titubante o poco convincente.

Se nella storia sei un pilota d’aereo, non puoi indicare uno strumento senza chiamarlo per nome. In scena tutto deve avere un senso. Tutto quello che è stato creato deve avere un utilizzo, altrimenti che senso avrebbe averlo creato?

Tutti sono importanti.

Nell’improvvisazione chi è troppo protagonista non va bene. Tutti gli attori sul palco devono essere coinvolti e tutti sono importanti. Forse chi fa l’albero può rendere la storia più memorabile di chi fa il Re, esattamente come nella vita.

Dall’errore nascono le cose più belle.

È quando qualcuno fa qualcosa di “sbagliato” che nascono le scene più divertenti. Se tutto fila liscio, se la storia non ha problemi, intoppi o stranezze sarà poco interessante. Come la vita di alcuni.

Il pubblico deve poterti seguire.

Fai cose strane, insolite ma non fare cose complicate, volgari o offensive. Il pubblico vuole divertirsi. Deve capire, deve poterti e volerti seguire.

L’arbitro ha sempre ragione.

Fischierà falli che tu non condividi. Farà commenti che non ti piacciono. Prendi e porta a casa.

Agisci.

Parla poco e mettiti in movimento. Robi lo ripete ad ogni lezione, se parli troppo il pubblico si annoia, muoviti, fai, agisci!

Arrenditi.

Alla storia, alle regole del gioco, a quello che succede. Fai la tua parte e segui il flusso. Quando non sai cosa fare, fai la prima cosa che ti viene, sarà sempre meglio che non fare nulla.

Metti da parte l’ego. Mettiti al servizio della cosa più importante: creare una bella storia per divertire il pubblico. Se ci riuscirete tornerà, e il teatro sarà sempre pieno.

Ho appena iniziato, spero di riuscire a continuare, c’è tanto da imparare e tanto da divertirsi. Due cose belle della vita.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

Le vacanze sono finite, torna la crisi.

By | Riflessioni

ATTENZIONE CERCHERO’ DI VENDERTI QUALCOSA IN QUESTO POST

La fredda e piovosa estate sta finendo. Possiamo tornare alla crisi. Già dalle foto sui social, si vede il cambiamento.

Molti torneranno a lamentarsi aspettando che qualcuno faccia qualcosa. Altri cercheranno di fare qualcosa, probabilmente criticati dai primi. Purtroppo, ultimamente funziona così.

Parlavo l’altro giorno con un mio conoscente. Negli anni ha investito molto su sé stesso e continua a farlo. Ovviamente la maggior parte delle persone pensa che spenda troppo tempo e denaro in formazione e crescita personale.

La cosa buffa è che i risultati sono oggettivi. Grazie al suo impegno sta meglio fisicamente, emotivamente, nella sua relazione, economicamente e spiritualmente, di tutti quelli che lo criticano. Quando fa notare questa cosa, gli viene detto che è fortunato.

È fortunato a essere sano, non è che si prende cura di sé visto che sa come fare.

È fortunato a essere solido emotivamente, non è grazie al lavoro che ha fatto su di sé.

È fortunato ad avere un’ottima relazione con la moglie, non è grazie all’impegno quotidiano di entrambi.

È fortunato che il lavoro vada bene, nonostante tutto, non è grazie alle abilità che ha acquisito.

È fortunato a sentirsi allineato con l’Entità in cui crede, non è grazie a quello che fa…

Thomas Jefferson diceva: “Io credo molto nella fortuna, ne ho conferma, in quanto più lavoro e più la fortuna mi sorride”; io concordo con il suo pensiero.

La vita è ingiusta.

Noi siamo fortunati perché siamo nati in un paese avanzato, libero e abbiamo opportunità. Sì certo, ci sono problemi enormi, ma in confronto alla maggioranza della popolazione mondiale, siamo più che fortunati.

Nonostante la nostra fortuna, subiamo ingiustizie. Lavoriamo come matti per avere, forse, un giorno una pensione da fame. Facciamo sacrifici per i nostri figli/partner/altri, senza avere garanzie. Ci prendiamo cura del nostro corpo, mangiamo bene, facciamo attività fisica e forse ci ammaleremo e moriremo prima di chi fa il contrario. Ci sono persone che fanno un mucchio di soldi senza contribuire a nulla, e tanti che contribuiscono a tanto, ma fanno fatica ad arrivare a fine mese.

La vita è ingiusta.

Non so perché, ma è così.

Una cosa la so, vale la pena essere, fare e dare del nostro meglio.

È la metafora del rigore, se lo tiri bene può essere parato, ma se lo tiri fuori sei sicuro di non segnare.

Sono sempre spiacevolmente sorpreso dalla quantità di persone che spende un mucchio di soldi per le vacanze e/o distrarsi, ma è tirchio con sé stesso quando si tratta di formazione e crescita.

Certo è più facile anestetizzarsi che fare qualcosa per migliorarsi.

Siamo in un paese libero e ovviamente rispetto tutte le scelte. L’ho sempre fatto. Però poi, non parliamo di fortuna.

C’è anche quella, ma non è solo quella.

Arriva settembre, che con gennaio, è per me uno degli inizi dell’anno.

Hai deciso come vuoi che sia la tua vita nei prossimi mesi?

O hai solo deciso la prossima vacanza?

Stai facendo qualcosa per migliorare: leggere, vedere documentari, interventi su TED, corsi, audiolibri…?

O aspetti che arrivi la sera per anestetizzarti con TV, cibo, alcool…?

Te l’ho detto che avrei cercato di venderti qualcosa.

Vorrei venderti un concetto: “è già ingiusto così, quindi meglio non peggiorare la situazione”. Fai qualcosa per uscire dal mucchio, quello che secondo le ricerche (e i fatti) starà sempre peggio.

Ci sono tanti modi per farlo, alcuni sono persino gratis, cioè non devi pagare, serve solo l’impegno (almeno quello ci vuole).

Puoi farlo con me se vuoi, o con altri. L’offerta è vastissima. Ce n’è per tutti i gusti.

Dipende solo da una cosa, vuoi essere tra “i fortunati”? È una decisione importante, da prendere adesso e tutti i giorni della tua vita.

Buona fortuna. Love on ya!

Claudio

 

ECCO LA VENDITA

Considerata la crisi, abbiamo messo in offerta 2×1 (come al supermercato) alcuni corsi. Se ti iscrivi entro il fine della settimana paghi solo una quota e potete venire in due.

Ecco i corsi in promozione:

  • Workshop “Obiettivi!”, quota di partecipazione scontata €180 (iva inclusa), a Milano sabato 13 e Roma sabato 20 settembre
  • Corso “Introduzione alle Dinamiche a Spirale”, quota di partecipazione scontata €50 (iva inclusa), a Milano domenica 14 e Roma domenica 21 settembre
  • Corso “Basi di PNL”, quota di partecipazione scontata €240 (iva inclusa), a Milano sabato 25 e domenica 26 ottobre.

Per informazioni e iscrizioni chiama il numero verde 800.589.777 o scrivi a info@extraordinary.it