Tag

NLP Archives - Claudio Belotti

Piccolo manuale di conversazione lavorativa

By | Blog

Partiamo dalle basi: le giornate si iniziano in ufficio (e non solo) con un buongiorno, un saluto ai colleghi e non si dovrebbe mai derogare a questa regola fondamentale. Se tutti hanno il muso lungo e lo sguardo perso nel vuoto – soprattutto il lunedì mattina – questo non è motivo sufficiente per fare lo stesso. Salutare non è solo un verbo, è anche un aggettivo prezioso nell’ambiente di lavoro.

Spesso le conversazioni in ufficio sono condizionate dal cattivo umore delle persone che lavorano in un certo ambiente. Altre volte ci sono degli scivoloni verbali che non dipendono dall’umore ma da cattive abitudini nel modo di parlare e di rivolgersi agli altri. Il bello è che tutto questo non è intenzionale, anzi lo si fa senza pensare.

Sono certo che negli esempi che ti porto qui di seguito riuscirai a riconoscere uno o più colleghi e magari mentre rileggi queste frasi ti capiterà di comprendere in maniera più consapevole cos’era quella sensazione strana di disagio ogni volta che le hai sentite pronunciare.

“Ci sono problemi?” Bellissimo: entri nella stanza del collega e la prima cosa che ti chiede è se ci sono problemi. Non ti saluta, ti guarda quasi diffidente, ha la “sudarella” a gennaio e il respiro corto. L’ansia fatta persona. E’ una persona che non sta bene, trattala bene: ha già tanti problemi di suo. Tu che hai più risorse aiutala a trovare le sue risorse e a costruire una convinzione di efficacia. Rispondi con un “tutto bene, posso fare qualcosa per te?”.

“Mi sembri stanco”. Un must del venerdì: sì, amico mio è possibile che anche io ogni tanto mostri segni di stanchezza. O magari il mio viso corrucciato è tale perché sono pensieroso. Ci sono persone che non vedono l’ora che qualcuno stia male – niente di grave, anche solo un po’ di stanchezza – per potersi sentire migliori. Altre persone invece sono solo sinceramente interessate a sapere se sei stanco. Alle prime, puoi girare la domanda. Alle seconde, quelle sincere, puoi rispondere con gentilezza e un sorriso.

“Sei sempre…” e “Non sei mai…”. Sono i miei preferiti, quelli che ogni cosa è un assoluto. Sempre e mai in PNL sono due Quantificatori Universali che allargano sempre la discussione dal caso singolo all’infinito. “Sei sempre in ritardo!” o “non sei mai presente alle riunioni”. Nel Meta Modello della Programmazione Neuro-Linguistica l’effetto assolutizzante di questi Quantificatori si annulla con una semplice domanda che riporta la discussione sul caso singolo e porta l’altra persona a riflettere sulle volte in cui la condizione non si è verificata.

Come gestire le tue emozioni durante una conversazione difficile

By | Blog

Hai presente quelle conversazioni nelle quali si parte da posizioni lontanissime? Quelle conversazioni nelle quali devi affrontare punti che consideri fermi o devi mettere in discussione il tuo punto di vista, il modo in cui sei abituato a fare qualcosa, l’idea che hai ragione o forse anche una decisione che hai preso? Quando si affronta una conversazione come queste, carica di tensione e nervosa, è difficile non farsi coinvolgere emotivamente.

Questo è ciò che Daniel Goleman chiamava “dirottamento emotivo” o “dirottamento dell’amigdala”, quando il tuo corpo si prepara al combattimento, ad affrontare un pericolo e ti mette nelle condizioni migliori per affrontare un animale selvatico, non certo quelle per condurre una discussione a una conclusione che garantisca la massima soddisfazione a tutti e la tua tranquillità. In questi casi è fondamentale mantenere lo stato emotivo più utile e la PNL ci può aiutare in questo.

Vediamo insieme come:

Respira. Questa è la base. Prima di iniziare una conversazione, un incontro, uno speech, una presentazione o qualunque attività ti metta in qualche modo in uno stato emotivo poco utile, lavora sulla tua respirazione. Ci sono molte tecniche che puoi utilizzare, la più semplice è concentrarsi, fare alcuni profondi respiri e poi seguire il normale andamento del respiro. Ripeti mentalmente inspira ed espira, segui il tuo ritmo. Oppure se non hai tempo di farlo prima, quando inizi a notare che ti stai irrigidendo, nota la sensazione dell’aria che entra e esce dai polmoni, il movimento del torace, l’espandersi dei polmoni. Questo ti aiuterà a regolare fisicamente il tuo stato emotivo.

Etichetta le tue emozioni. Presta attenzione a quello che stai provando e dagli un nome. Un nome che ti aiuti a ottenere di più da quella emozione. Come ho detto spesso io credo che la formula della Performance creata dal grande Tim Gallwey possa essere migliorata. La Performance infatti nella sua formula è data dal potenziale meno le interferenze. Nella mia formulazione io credo che le interferenze debbano essere quanto più possibile integrate. Proprio per questa ragione ti dico: integra le emozioni. Se provi ansia, riconosci che sei emozionato. Se provi rabbia, che questa conversazione ti coinvolge. Se hai paura, che ci tieni. Trova le etichette più utili per il momento che vivi.

Guarda con attenzione ciò che provano gli altri. E’ molto probabile che in una discussione carica di tensione tu non sia l’unica persona che si sente a disagio. Osserva con attenzione ciò che prova e come lo esprime. Anche se non sei nella posizione di poter offrire consigli come “respira regolarmente”, che magari potrebbero essere fraintesi e creare una ancor maggiore tensione, potresti lasciare che l’altra persona si sfoghi e lasci uscire attraverso le parole tutta la sua rabbia e frustrazione. Una volta che avrà terminato, sarà più semplice e che a carica emotiva si sarà ridotta sarà più semplice gestire la conversazione.

Infine, un consiglio sempre valido: quando il livello dello scontro si alza in maniera eccessiva, trova il modo di creare delle pause, delle bolle d’aria nelle quali placare il ritmo della conversazione. Potresti bere un sorso d’acqua e offrirlo agli altri. Potresti chiedere un minuto di pausa per andare in bagno. Se sei tu a condurre la riunione, potresti chiedere a una persona di allontanarsi un momento dalla stanza. Quando si crea una situazione di stallo, creare un cambiamento attraverso una azione può cambiare radicalmente la storia di una discussione o di una riunione.

3 semplici attività per gestire meglio il tuo carico di lavoro

By | Blog

Ogni tanto sul lavoro può capitare di avere dei momenti nei quali gli input si moltiplicano improvvisamente: mail a raffica, telefonate, messaggi, task da concludere. Se hai momenti nei quali ti sopraffatto dal tuo carico di lavoro, ho alcuni suggerimenti per te. Uno degli insegnamenti fondamentali della PNL è che cambiare il tuo comportamento è probabilmente il modo migliore e più veloce per cambiare le tue emozioni e i tuoi pensieri. Il viceversa è molto più difficile.

Se sei stanco, stressato e non riesci a trovare la concentrazione osserva il tuo respiro. Come è? Alto e corto? Un respiro che non riempie i polmoni e non espande la cassa toracica, un respiro breve. Prima di iniziare a mettere in pratica le attività che ti suggerisco tra poco, ti invito sempre a prendere consapevolezza della tua respirazione. Attraverso il respiro il corpo regola immediatamente la tensione muscolare. Con respiri lenti rilasci la tensione e inizi a concentrarti mentre la mente riprende la sua capacità di pianificazione. Cambi comportamento, cambiano le tue emozioni. Pronto? Iniziamo:

La prima attività che puoi svolgere per gestire meglio il tuo carico di lavoro è l’allenamento a un miglior dialogo interiore. Migliore è ciò che ti dici, migliore è la sensazione di calma e controllo. Un esempio pratico: “tra tutte le attività che ho da fare posso scegliere da quale iniziare e so che concentrandomi su di una cosa per volta otterrò un risultato migliore e se non riuscirò a finire tutto oggi, accetterò che ho fatto tutto ciò che era possibile”. Scegli tu quale frase ti fa sentire meglio, trova le frasi positive – cioè espresse in forma positiva – che possono farti sentire bene con te stesso e con quello che stai facendo.

La seconda attività riguarda le tue aspettative. Spesso capita che quando lavoriamo ci creiamo delle regole che finisco per crearci problemi. Un esempio classico: l’iperreattività. Conosco persone che vivono attaccate a una macchina. Non sono persone con un problema medico: nonostante ciò non si staccano mai dal proprio telefono. Le vedi rispondere a ciclo continuo a e-mail di lavoro, messaggi, senza sosta. Nella mente hanno una vocina che dice “rispondi subito o penseranno che lavori poco” oppure “rispondi presto per far vedere che sei sul pezzo”. Questa mentalità alimenta un ciclo di mail e comunicazioni fuori orario o senza orario. Con un tempo di risposta più rilassato potresti comunicare ad esempio che desideri rispetto per il tuo tempo. Prova a spezzare l’incantesimo.

La terza attività è la mia preferita da diversi anni ormai: prenditi del tempo libero quando ti serve, non aspettare un ipotetico “momento giusto”. Quando sei stanco e stressato, il momento giusto infatti è già trascorso. Questa è una di quelle scelte che ti migliorano la vita. Prendersi del tempo per sé significa scegliere di cambiare il proprio stato emotivo in meglio e allo stesso tempo ricaricare le energie. Segui le tue passioni, dedica del tempo a costruire qualcosa: svolgi un’attività che faccia accrescere quelle passioni, allo stesso tempo crescerai anche tu.

La capacità di creare rapport (in modo semplice)

By | Blog

La capacità di creare rapport è una qualità fondamentale della leadership. Soprattutto oggi le persone sono sempre più portate a voler lavorare, collaborare o diventare clienti di persone che le facciano sentire a proprio agio. L’aspetto umano del rapporto lavorativo è diventato infatti un elemento chiave: più c’è concorrenza e possibilità di scelta, più le persone indirizzano la propria preferenza verso rapporti interpersonali distesi e, possibilmente, piacevoli.

Ma cos’è il rapport? E come si costruisce? Come mi insegna il mio maestro Anthony Robbins il rapport è un concetto della PNL che tutti dovremmo conoscere. Il rapport è semplicemente uno degli strumenti più potenti che puoi apprendere per creare un team che funzioni, per stabilire amicizie di lungo corso e fidelizzare la tua clientela.

Ogni grande leader possiede intelligenza (quoziente intellettivo e intelligenza emotiva), carattere (in Dinamiche a Spirale diremmo un locus of control interno) e capacità di influenzare gli altri. Attraverso la creazione del rapport riesci a tirare fuori il meglio di queste caratteristiche e allo stesso tempo puoi interagire meglio con gli altri.

La costruzione del rapport si basa sostanzialmente sulla creazione di fiducia e sulla comprensione del modello del mondo (i valori, le convinzioni ma anche il modo di comunicare dell’altro). Le condizioni fondamentai per la creazione del rapport sono 3 (più una): 

Conosci te stesso: qual è il tuo modo di comunicare? Non cercare di imitare qualcun altro o peggio ancora a scimmiottare la persona che hai di fronte. Crea il tuo stile valorizzando le tue caratteristiche. Per conoscerti meglio ovviamente dovrai lavorare su te stesso e sulla tua crescita personale. E se ancora non hai iniziato è una delle cose più belle che potrai fare nella tua vita. Un modo semplice per farlo è con il mio libro “Super You”.

Comprendi l’altro: qual è il modo di comunicare dell’altra persona? Quali sono le cose importanti per lui? Fai attenzione alla sua comunicazione, verbale, paraverbale e non verbale. Tanti anni fa, nella mia vita precedente nel settore alberghiero, avevo un collega che lavorava alla reception. Potevi capire che stava parlando del suo capo, ascoltando solo il tono di voce. Se fino a un secondo prima stava parlando di lavoro, potevi percepire il cambio di argomento. Tutte le persone comunicano sempre. Impara a leggerle, ascoltarle, comprenderle.

Accogli il suo mondo: quando ti prendi il tempo per capire veramente qualcuno, sei in grado di vedere il mondo dalla sua prospettiva, dal suo punto di vista. Fai domande su ciò che pensa e che crede e abbraccia il suo punto di vista e sarai in grado di conoscere esattamente quali sono i bisogni dell’altra persona. Questa è la chiave per aggiungere valore reale in un rapporto con le altre persone.

Infine, ricorda sempre di allenarti ogni giorno a fare questo. Per quanto sia una delle forme più naturali di comunicazione – i bambini sono maestri nella creazione del rapport perché non si fanno tutte le pippe mentali che ci facciamo noi adulti – è necessario fare pratica perché abbiamo scordato come si comunica. Un buon promemoria lo trovi al corso “Basi di PNLe scoprirai come rendere nuovamente efficace la tua comunicazione.

3 semplici strategie per fare di più in meno tempo

By | Blog

Mediamente oggi le persone hanno un carico di lavoro giornaliero del 110%. Questo significa che anche sforzandosi al massimo, a fine giornata, resterà sempre qualcosa ancora da fare che dovrà essere eliminata o rinviata ai giorni successivi. Il fatto che 110% sia una media, come per la statistica del pollo di Trilussa, se la media dice 110% significa che alcune persone vanno ben oltre questa quantità di lavoro (e altri ovviamente fanno molto meno).

Quelli che fanno molto meno, comunque, non è detto che siano in grado di gestirlo. Questo post infatti si rivolge tanto agli stakanovisti quanto alle persone che hanno bisogno di un metodo per poter fare di più. Se i primi infatti sicuramente hanno già imparato a dare la priorità, a pianificare, a delegare, a concentrarsi e meditare, per tutti resta il consiglio sempre valido: bisogna aumentare l’efficacia delle proprie azioni in modo da poter dedicare meno tempo e fare ugualmente un buon lavoro.

Ogni persona e ogni situazione richiedono strategie personalizzate. Il bello di conoscere e praticare la PNL – la Programmazione Neuro-Linguistica – è che puoi imparare a conoscerti, a comprendere come funzionare al meglio e ottenere di più nel modo più sostenibile. Quando frequenti il “Basi di PNLti insegno come conoscere meglio fin da subito il modo in cui ad esempio raccogli le informazioni e le immagazzini nella mente. Nel frattempo, ti propongo 3 semplici strategie per trovare la tua efficacia. Puoi utilizzarne anche solo una per migliorare fin da subito:

  1. Stabilisci quanto tempo vuoi dedicare
    Per fare un buon lavoro in meno tempo è fondamentale stabilire in anticipo quanto tempo dedicare a un compito. Anche se non hai idea del carico di lavoro. Stabilisci un tempo per le varie fasi, anche in relazione al resto delle attività che hai da svolgere. Questo ovviamente non garantisce che finirai il lavoro nel tempo previsto. Sicuramente ti può aiutare a prendere consapevolezza del tuo ritmo di lavoro e migliorare. Un buon obiettivo in PNL [LINK BASI] è – tra le altre cose – sempre misurabile.

  2. Stabilisci quali sono le aspettative
    Le tue e quelle delle altre persone coinvolte. Quando assumi un incarico nuovo è bene ascoltare tutte le persone coinvolte per comprendere quali sono le aspettative rispetto alla tua gestione. Quali sono gli aspetti più importanti del tuo lavoro? In cosa puoi fare la differenza? A volte si pensa che sia necessario fare tutto mentre le persone hanno già un grado di autonomia tale che basta solo un indirizzo iniziale e un controllo finale. Se conosci lo stadio di evoluzione della tua azienda e del settore in cui lavori – te lo racconto nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni
     – puoi fare questo in maniera ancora più precisa.

  3. Crea un modello e riutilizza i materiali
    Quando si tratta di email, comunicazioni, presentazioni o proposte simili è lecito utilizzare un modello. Anche nel Coaching accade questo. Fai attenzione: io sono contrario ai protocolli, perché non esiste una formula magica che si applica a tutti, sempre. Allo stesso tempo non si può ripartire sempre da zero. Questo significa avere un metodo e di volta in volta utilizzare gli strumenti più giusti. Proprio per questo, a fianco al modello puoi sviluppare per esempio una lista di controllo. Questo è molto utile per attività ripetitive come report a scadenza fissa, presentazioni di un determinato prodotto o ordini del giorno delle riunioni.

3 lezioni fondamentali di PNL

By | Blog

Nella vita di tutti i giorni raggiungere un equilibrio fra lavoro e tempo libero è molto importante. A volte può essere difficile perché il lavoro spesso tende a prendere il sopravvento e poi gli eventi della vita ci ricordano quante altre cose importanti ci siano, se solo ci prendiamo il tempo per vederle e per sentirle.

Grazie agli strumenti che mette a tua disposizione la Programmazione Neuro-Linguistica, puoi comprendere meglio quali sono gli aspetti più importanti, per TE. Il bello della PNL è che ti offre la possibilità di lavorare sulla tua esperienza – su ciò che vivi, che hai vissuto e anche su quello che vivrai – in modo da ristrutturare il significato dell’esperienza passata, il senso di ciò che vivi oggi e guardare nella giusta prospettiva il futuro che vuoi realizzare.

Ci sono tre lezioni fondamentali – fra le tante che la PNL mi ha insegnato in questi anni – che voglio condividere con te:

  1. Come leader è tuo compito guardare avanti. Allo stesso tempo devi ricordare che le persone che vivono con te, i tuoi cari, la tua famiglia sta vivendo la sua vita, con le sue sfide e difficoltà. Quando raggiungi i tuoi obiettivi, ricordati quanto sono importanti le persone che hai al tuo fianco: aiutale a riconoscere i loro progressi e fornisci loro il supporto di cui hanno bisogno per realizzarsi come stai facendo tu.
  2. Definire lo scopo e incanalare la sua forza è cruciale per essere il leader che desideri. Se non hai ancora definito in modo chiaro lo scopo della tua vita, potresti fare cose che alla fine non ti rendono felice o appagato. Per iniziare a definire il tuo scopo ripensa alle sfide più difficili della tua vita, alle esperienze che hai vissuto e che ti hanno formato. Hai trasformato quelle avversità in risorse? Cosa ti ha spinto a farlo? Se il tuo io di oggi potesse parlare con il tuo io di qualche anno fa, che consiglio gli darebbe?
  3. Impara a dire qualche no. Non tutte le sfide ti porteranno dove desideri essere. Non tutte le novità ti faranno crescere. Dire di sì a tutto non è utile per nessuno: ti sovraccarica e ti porta a dedicare meno attenzione alle tue priorità più importanti. Quando qualcuno ti chiede di fare qualcosa di nuovo chiediti se accettando faresti un buon uso del tuo tempo e se la scelta si allinea al tuo scopo, ai tuoi valori, alla tua identità. A volte, la cosa migliore che puoi fare è dire rispettosamente no, grazie.

Cos’è il rapport? E perché è così importante?

By | Blog

Uno degli elementi fondamentali della PNL è la creazione del rapport. E spesso è anche una delle parti più fraintese. Sia da certi trainer che da molti studenti. Certamente un Practitioner di PNL è più comprensibile che interpreti in maniera un po’ ingenua alcune indicazioni. Gli mancano esperienza e pratica. Fatto sta che spesso il rapport viene ridotto a un banale prodotto del mirroring, che a sua volta viene ridotto a uno scimmiottamento dei movimenti dell’altra persona. Bisogna fare un po’ di chiarezza.

La creazione del rapport invece è qualcosa di molto più simile a una danza nella quale si prende il ritmo della musica e si seguono i passi del ballo dell’altra persona fin quando non ci consente di condurre. Si parte dalla calibrazione, non a caso: serve a valutare l’ambiente e la persona. Il ricalco è una somma di gesti eleganti, delicati, rispettosi del mondo interiore ed esteriore dell’altro. Infine, la guida: quando il rapport è stabile e la sintonia stabilita.

Il rapport lo insegniamo in Programmazione Neuro-Linguistica come una base fondamentale della comunicazione. E non è un caso che questa sia una caratteristica molto evidente in tutti i grandi comunicatori: le persone capaci di comunicare sanno entrare in sintonia con il prossimo in modo rapidissimo e metterlo a suo agio, riuscendo a comunicare anche cose difficili, complesse, persino spiacevoli in una maniera rispettosa del modello del mondo dell’altro.

Quanto stabilisci il rapport significa che sviluppi un flusso di comunicazione basato su fiducia reciproca, serenità e affinità con un’altra persona o con un gruppo di persone. Per questo la creazione del rapport nelle vendite è stata spesso vista come la cura di tutti i mali, un obiettivo da raggiungere a ogni costo; nella realtà dei fatti il rapport per sviluppare questi valori di fiducia e affinità necessita di molta attenzione e di uno sviluppo graduale.

Nel percorso di PNL che organizzo con la mia azienda Extraordinary, l’insegnamento della creazione del rapport ha un ruolo chiave, perché sappiamo qual è il potere di questo strumento e solo chi apprende davvero bene a utilizzarlo può trarne il massimo. Immagina che valore ha uno strumento che ti insegna come costruire fiducia, comprendere le emozioni e valorizzare l’altro, ad esempio, in un processo di vendita, in una presentazione commerciale o in un public speaking. Imparare bene ad utilizzarlo può fare la differenza. La differenza che fa la differenza.

Sviluppa un mindset vincente con i consigli dei più grandi

By | Blog

Quando ho creato “Il Coaching secondo Claudio Belotti” avevo in mente un corso che rispecchiasse la mia visione del Coaching. Ed è proprio per questa ragione che nella prima parte del corso ti trasmetto tutto quello che ritengo sia necessario per costruire il mindest, la mentalità da Coach.

Per quale ragione? Il motivo è semplice. Quando elaboriamo le informazioni, le situazioni e gli eventi circostanti, lo facciamo in base ad alcuni filtri. Come ci dice la PNL, il primo di questi filtri è lo Stato. E come suggeriscono molti grandi autori e Coach come Anthony Robbins e Robert Dilts quando il Coach entra nello stato adeguato, può ottenere risultati migliori.

Robbins per esempio nei principi del suo metodo dei Seven Master Steps ci parla di quanto sia importante predisporsi all’interazione con il cliente nell’ottica di capire e apprezzare il suo modello del mondo. In questa interazione è importante creare rapport e trovare la leva motivazionale del cliente, distruggere gli schemi disfunzionali e definire il problema in termini risolutivi. A quel punto si possono creare e condizionare delle alternative funzionali e legare tutto questo processo a uno scopo più alto.

Dilts ci parla di un vero e proprio stato COACH: Centred, Open, Attending with Awareness, Connected, Holding. Tradotto non corrisponde esattamente all’acronimo inglese ma lo facciamo per capirci: Centrato significa che ti senti pronto, aperto e forte. Aperto vuol dire che sei aperto a nuove idee, nuove possibilità e visioni del mondo degli altri. Assistere con consapevolezza cioè ti occupi dei bisogni e delle aspirazioni degli altri con consapevolezza. Connesso, sei connesso e in dialogo con gli altri. Tenere si riferisce al tenere aperto uno spazio nel quale il cambiamento diventa possibile o probabile.

Io con il mio metodo originale “One Hand Coaching” ti consiglio di costruire il tuo mindset con la contaminazione e l’utilizzo di metodiche diverse come la Programmazione Neuro-Linguistica e le Dinamiche a Spirale. In ogni caso, costruire il giusto mindset nella vita è utile per ottenere i risultati che desideri e ottenerli nel modo migliore. Che tu sia un Coach, che tu voglia diventarlo o che tu abbia semplicemente a che a fare con altre persone, sul lavoro o nella vita di tutti i giorni.

Il prossimo Basi di PNL potrebbe essere l’occasione giusta per diventare la persona efficace che desideri essere, per costruire un mindset vincente e gestire il tuo stato in m

3 regole semplici (più una) per rendere produttive le obiezioni in azienda

By | Blog

Il confronto in azienda è all’ordine del giorno. Tanto fra i diversi settori quanto all’interno del team, è necessario fare spesso il punto della situazione per allineare e coordinare progetti e novità. Per questo si organizzano spesso (e poco volentieri) delle riunioni. Le riunioni infatti sono uno degli aspetti meno apprezzati sul lavoro. Spesso sono percepite come infruttuose (e in alcuni casi è proprio così). In qualche modo sono un male necessario, anche quando si trasformano in un terreno di scontro.

Il conflitto infatti può mettere a disagio. Difficilmente però si riescono a produrre le idee migliori o a raggiungere delle soluzioni innovative se si è sempre tutti d’accordo. Come imprenditore o manager, il tuo compito è aiutare i membri del team a imparare a dissentire in modo produttivo. Come ti spiego infatti anche nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo(Roi Edizioni) esistono problemi normali e problemi anormali in azienda. Comprendere se quelli che affronti in azienda in questo momento sono i migliori problemi che tu possa avere, può aiutarti a capire come far meglio.

Quando affronti una riunione è importante tenere ben presente 3 regole fondamentali per gestire al meglio le obiezioni:

Attenersi ai fatti: fai in modo che le persone espongano le loro idee con i fatti, in modo logico e con una esposizione chiara. Conoscere la PNL può esserti di grande aiuto. Utilizzare il Meta Modello – con attenzione e cortesia, visto che può essere uno strumento molto potente – ti permette di disinnescare tattiche retoriche o semplici fallacie logiche.

Si gioca tutti nella stessa squadra: la squadra è l’azienda e l’obiettivo è quello di far meglio, crescere e migliorare. L’obiettivo della riunione non è che l’opinione o l’idea di una persona si dimostri giusta o “vinca” sulle altre. L’obiettivo è risolvere il problema o tracciare la direzione, insieme.

Non metterla sul personale: parti dal presupposto che le intenzioni di tutti siano buone. Per sentirti più a tuo agio con i conflitti e raccogliere i frutti di un dibattito produttivo, lascia andare l’idea che tutto dipende da te. Mettiti a tuo agio con i conflitti produttivi, mostrerai alla tua squadra che si può obiettare, incoraggiando le persone a mostrare le proprie idee. Per allontanare un conflitto di lavoro dal personale, pensa al quadro più ampio e alle esigenze dell’azienda.

Resta umile: Rispetta i punti di vista di tutti e sii aperto a cambiare idea quando necessario. Quando qualcuno è sicuro al 100% di aver ragione, convincerlo del contrario può essere molto complicato. Invita tutti a ripensare le proprie ipotesi e guardare la situazione in modo diverso. Non usare opinioni personali, tue o della persona che obietta. Rimani sui fatti e cambia punto di vista.

Il bello di essere efficaci

By | Blog

Produttività! Se ti sei spesso domandato come si diventa più efficienti, il problema non è l’efficienza ma la

domanda. Infatti si può essere perfettamente efficienti, senza essere in alcun modo efficaci. Riempire le proprie giornate di impegni e non avere mai tempo, può dimostrare efficienza, reattività, persino impegno. Ma nella tua vita poi cosa ti rimane?
Ecco ciò che hai dopo tutto il lavoro che fai, è l’efficacia.

Per diventare davvero efficaci è necessario iniziare a lavorare in modo smart, cioè con la testa. E se sei un imprenditore o un libero professionista è facile che tu sia già abituato a fare questo, perché il tuo tempo è la risorsa più preziosa che hai e spesso dal tuo tempo di lavoro deriva direttamente il tuo guadagno. Per aumentare il guadagno ed essere efficaci è importante diminuire lo sforzo: fare di più, con meno. Di questo argomento e di molti altri ne parlerò in maniera approfondita al prossimo Extraordinary NLP Business Practitioner, il primo Extraordinary NLP Practitioner interamente dedicato al mondo del business e dell’impresa. Ti offro, in modo semplice e diretto, gli strumenti più efficaci e le soluzioni più smart per ottenere i risultati che desideri nella tua azienda.

Imparerai come usare la PNL per il Business e ottenere i risultati che desideri. E se sei un dipendente che desidera mettersi in proprio, aprire la propria azienda o avviare una attività professionale, è necessario imparare subito un modo nuovo di ottenere ciò che si vuole. Per iniziare subito a trasformare il tuo modo di lavorare ti offro tre spunti, molto utili:

Ricorda la legge di Parkinson. Questa legge, formulata dallo storico britannico Cyril Northcote Parkinson in un articolo del 1955 sull’Economist, dice che “il lavoro si espande in modo da riempire il tempo disponibile per il suo completamento”. Se hai tempo per farlo, utilizzerai tutto il tempo che hai. Spesso capita anche se non hai tempo! Semplicemente perché immagini o valuti che per un determinato lavoro ti serva un certo tempo per farlo. È difficile smentirsi. Bisogna cambiare punto di vista: fai pure la tua valutazione, poi agisci come se fosse un record da battere.

Affronta un lavoro più impegnativo. Se hai difficoltà a concentrarti e ti distrai facilmente, è possibile che il

tuo lavoro non ti coinvolga completamente. Puoi provare la sensazione che lavori duramente tutto il giorno e allo stesso tempo che la tua mente stia combattendo la noia e cerchi di riempire il tempo con qualcosa di più interessante. Daglielo: passa a un lavoro più impegnativo, qualcosa che richieda necessariamente la tua concentrazione. Una volta fatto avrai ottenuto due risultati: avrai portato a casa un lavoro complesso e l’altro lavoro, meno impegnativo, ti sembrerà una passeggiata e lo farai rapidamente.

Allena il tuo cervello prendendoti gioco di esso. La tua mente è un servomeccanismo. Per utilizzarlo in modo efficace è necessario guidarlo. Per farlo, bisogna lavorare su ciò a cui presti attenzione. Ciò rafforzerà la tua capacità di concentrazione. Una maniera divertente per farlo è il “Metodo Pomodoro”: imposta un timer e rimani completamente concentrato su un compito per un periodo di tempo, ad esempio 45 minuti. Alla fine dei quali puoi concederti una pausa di 15 minuti. L’idea è di farne un gioco – sfidare te stesso a lavorare sul tuo compito fino a quando il timer suona. E separare il tempo delle distrazioni, confinandolo nei 15 pausa che ti concedi.