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nlp extraordinary Archives - Claudio Belotti

Gestire conflitti e disaccordi per far performare al meglio il team

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In azienda, come anche in famiglia, è facile trovarsi in disaccordo. Può capitare tanto per cose più o meno banali quanto su decisioni importanti e strategiche. Nell’ottica di un imprenditore o di un manager a capo di un gruppo di lavoro, molto spesso questa discordanza di vedute risulta utile e persino salutare perché permette ai team di lavoro di integrare idee e posizioni differenti.

L’importante è che questi disaccordi non trascendano in conflitti e vengano sempre gestiti al meglio dal leader: infatti, quando il leader riesce a incanalare le energie in maniera produttiva, il rendimento e i risultati ne risentono positivamente.

Se anche tu vuoi essere un leader capace di gestire i disaccordi e inspirare il team per produrre un maggior numero di risultati positivi, è importante che tu tenga bene a mente alcune semplici regole:

Fai attenzione al tuo stato emotivo. Quando si scaldano gli animi e le persone diventano come pentole a pressione. Si scaldano, aumenta la tensione e a volte sbuffano notevolmente. Bisogna intervenire: se una persona non è in grado di gestire il proprio stato, deve essere il leader ad aiutarlo a non scoppiare, abbassando il livello di scontro, cambiando le parole o intervenendo sulla situazione in modo da raffreddare gli animi.

Ricorda l’obiettivo. Certo i conflitti possono generare idee interessanti e per fare in modo che queste idee non siano solo belle idee, è importante che tenere sempre ben chiaro qual è l’obiettivo del gruppo di lavoro. Si possono utilizzare post-it o una lavagna sulla quale scrivere chiaramente cosa si vuole ottenere. Spostare l’attenzione all’esterno del gruppo, aiuta a bilanciare bene la spinta creativa con le necessità stringenti degli obiettivi aziendali.

Cambia prospettiva. Quando si genera un conflitto su di un argomento sostanziale – ritenuto da tutte le parti troppo importante – si può generare una impasse. Il leader ha il compito in questo caso di uscire dagli schemi, guardare il problema da un punto di vista differente. Non si tratta di proporre soluzioni o calare decisioni dall’alto; si tratta di porre le domande giuste. Molto spesso le domande giuste iniziano con “E se…” e spingono il team ad affrontare la salita in vetta utilizzando una via diversa, a guardare la montagna da scalare da un lato nuovo.

Vuoi ottenere più risultati in meno tempo e in modo più semplice? Gli strumenti per raggiungere questo risultato te li fornisce la PNL. Io li ho selezionati e messi insieme in un’ottica totalmente business e con un taglio pratico. Nell’Extraordinary NLP Business Practitioner – il corso che trasforma il tuo modo di lavorare –  apprendi tutte le tecniche più efficaci, in modo semplice e diretto.

Fai presto! Il programma è denso di contenuti utili e pronti all’uso e i posti sono riservati a un numero ristretto di partecipanti.

Trasforma il tuo pensiero

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Trasformare il proprio pensiero per essere più forti, fare meglio in meno tempo e avere più successo. Come si fa? Per spiegartelo utilizzerò alcuni strumenti della Programmazione Neuro-Linguistica. Non ti serve sapere quali sono o che nome hanno per poterli utilizzare: non è un corso teorico questo, è un post nel quale ti offro soluzioni pratiche. Se poi vorrai approfondire le tecniche e conoscere in maniera più approfondita la PNL ogni anno organizziamo dei corsi – il percorso Extraordinary NLP è composto da 2 corsi che possono essere frequentati separatamente: il Practitioner e il Master Practitioner – con certificazione della Society of NLP, firmata dal dottor Richard Bandler co-creatore di questa straordinaria metodica.

Ciò che fa la differenza tra chi ottiene risultati e chi non li ottiene, fra chi ha successo e chi non ce l’ha è la capacità di gestire gli eventi e i pensieri negativi quando si presentano. La realtà è che le persone mentalmente forti rivelano la propria forza proprio di fronte alle avversità. Mantengono la situazione nella giusta prospettiva e non distorcono l’intensità dell’impatto negativo. Quando parliamo di PNL infatti, parliamo di percezione soggettiva.

Il primo passo quindi è un cambio di mentalità: “La vita non è come dovrebbe essere. È quella che è. È il modo in cui l’affronti che fa la differenza”, dice la grande psicoterapeuta Virginia Satir.  Accettare questa realtà richiede uno sforzo, anzi due: il primo è quello di trasformare le proprie aspettative in obiettivi, cioè azzerando le aspettative – in quanto pure e semplici fantasie – e spostando l’attenzione su obiettivi che siano costruiti in modo tale che tu conosca quali passi devi compiere per raggiungerli. Il secondo sforzo è quello di agire e prendere in mano le redini della tua vita per realizzare ciò che vuoi, con le risorse che hai a disposizione.

Il secondo passo è accettare la sconfitta: “non esistono fallimenti, solo feedback”, è uno dei presupposti chiave della PNL. Quando agisci ottieni dei risultati. Possono essere i risultati che desideravi, per i quali hai lavorato, o possono non esserlo. In ogni caso, analizza quello che hai fatto: quando perdi, insomma, non perdere la lezione. Ogni lezione che apprendi è esperienza e ti aiuterà a non commettere gli stessi errori e a fare meglio. E allo stesso tempo ti permetterà di fare errori nuovi e differenti, grazie ai quali migliorerai ancora e così via. È un metodo aperto che spinge sulla crescita e sul miglioramento e ti aiuta a rimanere a galla anche in acque difficili.

Il terzo passo è stabilire perché fai quello che fai, chi sei e in cosa credi: perché fai quello che fai? Non è una domanda semplice. Potresti dovertela porre molte volte prima di avere una risposta soddisfacente. Insisti, ne vale la pena. Poi lavora sulla tua identità su chi credi di essere: in PNL pensiamo che qualunque cosa tu pensi di essere, sei sempre qualcosa di più. Fatti aiutare da un buon amico, da un Coach o da un libro – come il mio più recente Super You – scopri cosa ti definisce e se è una identità che ti sta stretta, cambiala. Infine domandati: cos’è importante per me? Stabilisci cosa dà importanza alla tua vita e utilizzalo come bussola per le tue scelte. Con questa nuova consapevolezza sarai più forte, farai di più e avrai maggior successo.

A volte devi bere per capire che hai sete

By | Riflessioni

Ieri ero a bordo piscina nella bellissima casa di Fuerteventura che alcuni amici hanno affittato. Sdraiato sul lettino prendevo il sole e leggevo il libro. Ad un certo punto mi sono reso conto che non bevevo da ore. Attorno a me c’era il deserto e non era una buona cosa aver passato tutta la mattina senza un sorso d’acqua. Ovviamente non avevo sete, quando sei disidratato il tuo corpo non ti manda il messaggio.

Mi sono alzato, sono andato in cucina e ho bevuto mezzo litro d’acqua tutta di un sorso. Finito il bicchierone, avevo una sete pazzesca! “A volte bisogna bere per capire che hai sete”, mi sono detto. Un concetto che conoscevo da tempo.

La frase detta mentalmente ha fatto partire una serie di associazioni di idee. Ho pensato a quando devi uscire da una stanza per capire che c’è aria pesante, o a quando devi vedere un Mac lavorare per capire che il tuo PC è lento …

Il ragionamento poi è andato alla vita in generale.

Ho passato undici anni a lavorare come un matto e mi sono dimenticato di quanto è bello stare con la mia famiglia e i miei amici. In quel periodo facevo poche vacanze e ora che ne faccio un bel po’ mi rendo conto di quanto sia bello prendersi del tempo per se stessi. Se non fosse stato per il regalo ricevuto dai miei ex colleghi sarei ancora sulla ruota del criceto.

Una mia amica (giuro che non sono io, grazie a Dio), dopo una lunga astinenza mi ha detto che si era dimenticata di quanto fosse bello fare l’amore con suo marito. Tralascio i commenti.

Facendo un po’ di stretching la mattina mi sono reso conto di quanto ero legato e di quanto sto meglio con pochi minuti di allungamenti. Lo stesso succede dopo una corsetta o una passeggiata.

Siamo veramente esseri straordinari. Ci abituiamo a tutto. Il problema è che ci dimentichiamo di quanto è bello stare bene e fare le cose che ci piace fare.

Per fortuna ci sono le vacanze dove possiamo fermarci per un attimo. L’augurio che ti faccio è di bere un po’ d’acqua così capirai che hai sete.

Poi assicurati di bere ogni giorno. Se non lo fai tornerai ad essere disidratato e non saprai nemmeno che il tuo corpo e la tua anima stanno urlando “dammi da bere!”.

Buona fine estate!

Claudio

I ladri non vanno in vacanza

By | Riflessioni

Come ogni anno veniamo a Rimini per un po’. È ormai una tradizione di famiglia, Nancy e le bimbe adorano vivere vicino al mare, fanno vacanza completa: nessun orario per svegliarsi, andare a dormire, mangiare eccetera.

Per me è un occasione per lavorare poco, andare in spiaggia e soprattutto stare poco in auto e non mettere le scarpe ai piedi.

Durante il viaggio di andata abbiamo visto 4 arcobaleni diversi, uno tutto intero è stato bello, abbiamo tutti espresso dei desideri e pensato che fosse di buon auspicio.

Uno dei miei desideri si è già avverato il libro è andato in ristampa dono 3 settimane dall’uscita. Per gli altri ci vuole tempo, non conosco quelli delle mie donne.

Le settimane stanno andando esattamente come volevamo e il tempo è perfetto.

Giovedì è stata una giornata strana.

Martedì sera sono rientrato a casa, mercoledì avevo appuntamenti di lavoro a Milano e poi giovedì mattina sono partito per Rimini. Il viaggio è andato benissimo fino a Rimini Nord, l’uscita prima di quella che prendo io dove mi sono fermato per un incidente. Due ore fermo, senza muovermi fino all’arrivo di due ambulanze, macchine della polizia e un elicottero, che non è mai un buon segno. Ero a circa 900 metri dall’accaduto e 4 km dalla mia uscita. Lì fermo sotto il sole a giocare con l’iPad. Le mie bimbe disperate per andare a fare il bagno con me o fare una bella partita a biglie. Vabbé si deve aspettare.

Finalmente si riparte e dopo poco passo in spiaggia a prendere le chiavi di casa, un salto su a lasciare le cose, mettermi in costume e poi al mare!

Non questa volta.

L’appartamento è vicinissimo alla spiaggia. Costa troppo per come è messo ma per la sua posizione va benissimo. Persino l’agenzia ammette che è caro ma si lavora anche per concedersi qualche lusso.
Arrivato al piano noto subito che la porta è spalancata, conoscendo Nancy escludo che l’abbia lasciata lei così e guardo d’istinto la serratura che è scardinata. Si vede subito che hanno usato un piede di porco e poi con un calcio hanno aperto tutto.

Urlo “c’è nessuno?”, si sa mai che siano ancora dentro e mi facciano anche del male. Nulla. Entro e vedo il casino che purtroppo conosco. Quello di chi cerca. Non ce ne tanto hanno trovato subito.

Sì i ladri sono stati fortunati, in spiaggia non ci vai con gli anelli. Certo in vacanza non porti tutto ma qualche bell’orecchino e anello (incluso qualcosa della famiglia) lo porti sempre con te ma non di certo in spiaggia. Oltre a quello le solite cose. Macchina fotografica, iPod, contanti, pc e altro.

No good!

Chiamo l’agenzia per sapere come vogliono che mi comporti. La ragazza che mi risponde e che ci conosce, alla quale garantiamo business da tempo mi risponde “mi sembra molta strana questa cosa”. Bene un altro esempio da usare nei corsi ma non sono dell’umore giusto.
La invito a venire a verificare prima che chiami i Carabinieri ma mi dice che è impegnata mi richiamerà. Dopo circa 40 minuti si libera e mi richiama. Mi dice che verrà. Arriva con un collega e il padrone di casa che vive nell’appartamento accanto. Tutti dubitano dell’accaduto. Il proprietario asserisce che probabilmente avevamo chiuso male e che comunque non ha sentito nulla. La porta è forzata, di fatto rotta ma lui insiste che non era chiusa. Comunque lui non c’entra e non vuole storie. Grazie a Dio nel frattempo arrivano i Carabinieri, non per altro rischiavo di commettere io un reato dando un pugno in testa a queste persone così comprensive.

Il Carabiniere, come sempre devo dire, è gentile, preparato. Conferma l’accaduto e descrive come è successo vedendo i segni. Mi consolo, due ore sotto il sole non mi hanno fatto venire le visioni. Avevo solo a che fare con degli stronzi che volevano pararsi il didietro.

La cosa va ovviamente per le lunghe. Denuncia, riparazione della porta, mettere a posto così le bimbe non vedono e non si spaventano … Mia moglie Nancy ovviamente è con me, la ragazza che ci tiene le bambine quando vogliamo fare una cenetta e corsa in spiaggia non appena l’abbiamo chiamata.

Finalmente alle 7 sera arrivo in spiaggia per il mio bagno, la partita a biglie è rimandata. Con me arrivano anche le nuvole, oggi non è giornata.

La sera andiamo a cena e festeggiamo.
Nella nostra famiglia si festeggiano anche le cose brutte, è una cosa che ci hanno insegnano e vogliamo passarla alle nostre figlie. Una di loro ci chiede perché festeggiamo. Festeggiamo le cose che abbiamo che sono importanti: noi, il volerci bene, essere in vacanza insieme, che nessuno si è fatto male … Ma la nostra vita è cambiata ci risponde. E come? Diciamo. Quella del camionista portato via in elicottero è cambiata la nostra no. Io ho perso una bella partita a biglie, mia moglie qualche gioiello e tutti un po’ di cose. A questo si può rimediare. Il cammionista in rianimazione ha avuto una brutta giornata.

La cosa che rimane di più è che ne il padrone di casa ne le persone dell’agenzia hanno detto una volta “mi dispiace”. Lo hanno fatto i Carabinieri, la baby sitter, Max il bagnino, i nostri vicini di ombrellone… tutti ma non loro.
L’indomani abbiamo lasciato l’appartamento.

Dopo aver saldato i giorni di permanenza siamo andati in un residence. Io sono convinto, me lo ha insegnato l’esperienza, che un appartamento dove hanno rubato solitamente per un po’ è sicuro, sanno che non c’è più nulla. Non siamo andati via per paura. Siamo andati via per non dare altri soldi a chi ha messo in dubbio l’accaduto, non si è degnato di un “mi dispiace”, ha cercato di pararsi il sedere attaccandoci e non ha avuto un minimo di educazione.

Con i soldi che abbiamo dato a questa gente sarebbe stato il minimo. Se avessi io l’agenzia avrei offerto la cena (visto che hanno anche un ristorante) per mostrare un po’ di solidarietà. Ovviamente l’agenzia non si chiama Extraordinary, gli ho proposto un nome ma non penso lo useranno.
Per il “signore” della porta accanto che non ha sentito nulla non ho parole. Quelle che ho non si possono scrivere su un blog.

Per i ladri pure. Meglio che non dico nulla.

Mi auguro solo che non mettano musica di merda nel mio iPod, visto che è abituato bene soffrirebbe. Che gli anelli e orecchini di mia moglie vengano indossati da bellissime donne, anche loro sono abituati bene. Che la macchina fotografica veda altri bei posti per la stessa ragione e che tutto il resto faccia una bella fine.

Tempo fa, a un corso con un mio “maestro spirituale”, una mia amica era triste perché aveva perso un anello di famiglia. Probabilmente era stato rubato. Ricordo il sorriso del “maestro” che disse: “sai perché tu non ce l’hai più vero?”. Lei rispose di no. “Non ce l’hai più” disse “perché l’Universo pensa che tu non ne abbia più bisogno e allora è andato dove serve”.

Allora pensai che era una bella frase ruffiana che funzionava benissimo.
Ora mi piace pensare che sia vera.

Se non ci fosse stato l’incidente sarei arrivato prima e non sarebbe successo. Se quella mattina le mie donne si fossero svegliate come sempre non sarebbero uscite presto e non sarebbe successo. Se il padrone di casa o qualche vicino fossero stati in casa, o fossero meno stronzi, non sarebbe successo. Tanti se, un solo dato di fatto.

Noi stiamo tutti bene. Abbiamo imparato anche questa volta che le cose sono cose e che, come i ladri che hanno fato la stagione con il “nostro” bottino, siamo veramente fortunati.

La nostra preghiera va al camionista in rianimazione. Lui si che ha avuto una brutta giornata.
Buone vacanze a tutti. Non hai ladri che lavorano tutto l’anno.

Claudio