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networking Archives - Claudio Belotti

Gestire un team da remoto efficacemente

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Tra le tante cose alle quali abbiamo dovuto fare l’abitudine in questo periodo di distanziamento ci sono sicuramente i rapporti di lavoro da remoto. Riunioni, call, meeting in ogni ufficio prendono nomi e declinazioni differenti e vengono organizzate nei modi più vari: attraverso Zoom o su WhatsApp, su Skype, Teams o Meet.

La netiquette poi vuole abiti e approcci differenti per ogni riunione. Chi è in ufficio con altri colleghi indossa le mascherine e anche se è nella stessa stanza degli altri collegati è ben distanziato e ciascuno utilizza la propria postazione o il proprio smartphone. Chi è a casa è vestito fino alla vita, poi: pigiama e babbucce imbottite. E ogni tanto un figlio che passa dietro, chiede dov’è il succo di frutta o chiede attenzioni.

Abbiamo imparato a convivere con tutto questo, a gestirlo e farlo al meglio. La nostra azienda ci ha aiutato a volte, altre volte ci ha creato problemi. In tanti casi ciascuno ha cercato di fare del proprio meglio. Certo, conoscere lo stadio evolutivo raggiunto dalla propria azienda aiuterebbe a comprendere meglio come è necessario gestirla in questi momenti. Per questo bisognerebbe leggere “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. O farlo leggere al proprio manager con la scusa facendogli anche un bel regalo di Natale.

In ogni caso per avere qualche idea sulla gestione del tuo team da remoto, puoi partire da qui: ecco a te 3 suggerimenti per gestire in modo efficace e produttivo te e il tuo team in smartworking:

  1. Fai un briefing (e debriefing) quotidiano. Il vantaggio di poter lavorare da remoto, per lo più da casa, si può tramutare nella possibilità di organizzare riunioni in modo rapido e di farle durare lo stretto necessario. Non ci sono pause caffè e pause sigaretta, non ci sono i soliti colleghi che chiacchierano tra di loro. Che sia Zoom, Teams, Meet o una call multipla su WhatsApp, un rapido check a inizio giornata e uno ancora più rapido a fine giornata possono aiutare a scandire meglio il ritmo di lavoro.
  2. Gestisci i carichi di lavoro. A casa non si lavora come in ufficio: spesso si lavora anche di più, altre volte può capitare che si lavori di meno, anche in base al compito, all’obiettivo, alle risorse a disposizione. Aiuta il tuo team a capire cosa dovrebbe fare e crea aspettative realistiche per il la consegna del lavoro. Questo vale anche per te come manager. Preparati a raggiungere il risultato e rendi chiari i compiti e le ragioni per raggiungerlo. 
  3. Concentrati sui risultati. Intervenire troppo nel processo di lavoro può essere deleterio. In particolare, quando il gruppo lavora da casa. Dai spazio alle tempistiche di tutti e sposta le risorse dove servono, quando servono. Un calo nella performance di alcuni può essere compensato da un aumento da parte di altri. Alcuni si adattano più rapidamente ai cambiamenti: valuta bene il lavoro di tutti.

Infine, assicurati che tutto il gruppo possegga le giuste risorse per svolgere il lavoro. Questo può emergere nei briefing quotidiani e potrebbe essere una buona cosa farne uno appositamente dedicato alle risorse. In molti casi ci sono delle persone che non manifesteranno un bisogno fino al momento in cui non sarai tu a renderlo esplicito. Da leader, a volte, è necessario fare uno scatto in più.

Fare rete con i livelli logici

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Fare networking, cioè creare e ampliare la rete di contatti per realizzare nuove opportunità è un lavoro vero e proprio. Non è una attività secondaria da fare a tempo perso. È un punto cardine di qualsiasi professione e bisogna imparare a farlo nel modo giusto. La ragione è semplice: non conta chi conosci, è importante il modo in cui conoscono te.

Attenzione: non è una questione di reputazione. Non solo. Fare rete significa mettere in condivisione valori e convinzioni e mettersi a disposizione per quelle che sono le proprie competenze. Se volessimo analizzare il networking con i livelli logici di Dilts potremmo dire che:

Ambiente: dove e quando fai rate non sono aspetti fondamentali. Se fatto con rispetto per il luogo e il momento, va bene qualsiasi luogo e ogni momento. Il rispetto viene prima di tutto: chiedersi se è il momento giusto per parlare di lavoro o affari è fondamentale. E tra poco vedremo per quale ragione.

Comportamento: il tuo comportamento certamente va calibrato sulle persone presenti. In una occasione formale prima di scherzare devi capire se il tuo interlocutore o i tuoi interlocutori sono sulla stessa linea d’onda. Allo stesso modo in una occasione informale, parlare solo di lavoro potrebbe annoiare. Infine, fai i compiti a casa: studia chi sarà presente, quali punti di contatto avete e cosa puoi fare per questa persona.

Capacità: le tue capacità dovrebbero essere al servizio delle altre persone. Ascoltare gli altri è il primo passo. Mettersi a disposizione per risolvere i problemi in base alle tue possibilità, è il secondo. Per sugellare questa relazione, una volta risolto il problema o approntata la soluzione, puoi chiedere un feedback. Sviluppa la capacità di calibrare il non verbale e capire chi ha bisogno di parlare. Tu resta in ascolto: le persone sono straordinarie.

Valori e Convinzioni: qui inizia a parte importante. Più sei chiaro su quelli che sono i tuoi valori – più sei chiaro innanzitutto con te stesso – più è facile attrarre persone che la pensano nello stesso modo. Per lavorare bene, i livelli logici alti – cioè i livelli che affrontiamo da qui in poi – devono essere soddisfatti. Chiarisci i tuoi valori, le tue convinzioni e i tuoi obiettivi: questo ti aiuterà a trovare le persone giuste con le quali lavorare in modo sereno. Crea delle connessioni forti sulla base dei valori condivisi con le persone con le quali parli.

Identità: chi sei non è ciò che fai. Le persone scelgono con chi collaborare molto più spesso sulla base di ciò che sono prima ancora che sulla base di ciò che fanno. Per questo è fondamentale avere una identità chiara e ben definita. Qui entra in gioco la reputazione. La reputazione cos’è? È la distanza fra ciò che dici di essere e ciò che sei. A parole sono tutti bravi ma ciò che conta alla fine sono i risultati. Quando vuoi fare rete metti da parte il tuo io e lascia che siano le altre persone a esprimere chi sono.

Scopo: anche qui la chiarezza è fondamentale. Ti è chiaro il tuo scopo nella vita? Più è chiaro a te, più sarà semplice comunicarlo agli altri. Meglio comunichi il tuo scopo, più semplice sarà incontrare persone che hanno scopi coerenti, complementari o compatibili con il tuo. Queste sono le persone migliori con le quali percorrere la strada, perché comprendono la direzione del tuo viaggio.

Lavorare sull’allineamento dei tuoi livelli logici è un punto di partenza per costruire una solidità interiore che si riflette subito all’esterno. Ti spiego come farlo nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicitàe insieme a molte altre tecniche di Coaching ti aiuto a raggiungere i tuoi obiettivi personali e professionali.

3 semplici strategie (più una) per migliorare la tua capacità di fare networking

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Molti dei partecipanti ai corsi di Extraordinary ci dicono che arrivano nelle nostre aule spinti dal desiderio di crescere e migliorare. Se mi conosci e mi segui sai già che penso che la crescita e il miglioramento siano, insieme alla gratitudine, il migliore metodo per creare benessere e mantenere alta la propria felicità. Per questo le persone che arrivano nelle nostre aule sono persone speciali e le loro domande molto spesso sono spunti utilissimi per queste riflessioni.

Recentemente infatti un ragazzo mi ha posto un problema molto interessante: come si fa a coltivare amicizie e conoscenze? Per molti certamente questo non è problema: c’è chi è nato per stare in mezzo alle persone e far vita sociale. Per altri non è così, incontrano difficoltà e soffrono le uscite pubbliche o non hanno un metodo e si fanno trascinare nel vortice e investono troppo tempo e troppe energie in pubbliche relazioni.

Come in tutte le attività, bisogna trovare il proprio equilibrio. Con un po’ di metodo e un po’ di esperienza si può massimizzare l’efficacia delle proprie uscite, dei propri incontri, delle proprie energie e soprattutto del proprio tempo. Ti propongo quindi 3 semplici strategie (più una) per migliorare la tua capacità di fare networking:

  1. Mostra interesse. Se conosci la PNL sai che alla base di qualsiasi comunicazione efficace c’è il rapport. Quindi il primo passo è diventare bravi in calibrazione e ricalco per arrivare a crearlo rapidamente. Per diventare bravi servono due cose: esperienza e interesse. L’esperienza si fa solo sul campo, mettendo in pratica ciò che hai appreso nel percorso di PNL (puoi scoprire l’esperienza PNL Extraordinary, certificata dalla Society of NLP di Richard Bandler, iscrivendoti al Basi di PNL). L’interesse può essere allenato in qualsiasi momento, sviluppando una sincera curiosità per le persone, la loro vita e la loro attività.
  2. Dai prima di chiedere. Le persone che si comportano in modo aperto e disponibile, che offrono prima di chiedere sono quelle che di solito ricevono di più. Ci sono tante ragioni di carattere psicologico e sociale per questo comportamento. Se mi segui sai che spesso dico “se vuoi mungermi, prima devi portarmi al pascolo”. Ecco, se desideri ottenere qualcosa, inizia a donare in maniera disinteressata: potrebbe essere tempo, informazioni o la condivisione dei tuoi contatti. La generosità viene sempre ripagata.
  3. Fissa un obiettivo chiaro. Prima di qualsiasi incontro fissa bene qual è il tuo obiettivo di comunicazione. Cosa vuoi dire e più in generale cosa vuoi comunicare a 360°. Ad esempio, scegli bene i vestiti, perché parleranno per te in ogni momento. Se sei una donna, anche nella scelta del trucco. Oltretutto, se il tuo obiettivo è chiaro e coerente con il luogo e gli interessi delle persone che incontri sarà ancora più facile creare un legame o trovare una persona pronta ad aiutarti a raggiungerlo.

Infine, il consiglio più prezioso: frequenta corsi. Tutti quelli che puoi, tutti quelli che ti interessano (e a volte anche quelli che ti interessano meno). Se scegli bene le aziende, gli enti, le istituzioni e i formatori troverai in aula persone che già condividono qualcosa con te – magari proprio i valori di crescita e miglioramento che hanno le persone che trovi nei corsi Extraordinary – con le quali sarà più semplice mostrare interesse, dare prima di chiedere e condividere il tuo obiettivo.