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modeling Archives - Claudio Belotti

3 buone abitudini (più una) da trasmettere ai tuoi figli

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La Programmazione Neuro-Linguistica nasce con l’intento di estrarre dei modelli quanto più precisi del lavoro delle persone capaci di ottenere risultati straordinari. Questa operazione, chiamata modeling esplicito ha determinato la schematizzazione di alcune delle più importanti tecniche della PNL ed è tanto complesso quanto è semplice ciò a cui si ispira: il modeling implicito. Il modeling implicito infatti è ciò che facciamo tutti fin da piccoli, ed è il modo stesso in cui impariamo a imparare: attraverso l’osservazione e la ripetizione dei comportamenti e delle azioni delle persone che abbiamo vicino.

Ovviamente il modeling esplicito ha una complessità maggiore perché tiene conto di elementi specifici – come lo stato – che nel modeling implicito spesso si perdono. I bambini sono maestri di modeling implicito perché imparano innanzitutto dal nostro esempio. E quando si tratta di voler trasmettere un insegnamento a un bambino è proprio l’esempio il modo migliore per farlo. Si può spiegare perché chiedere scusa o cercare di dimostrare l’importanza dell’ascolto ma se l’adulto per primo non chiede scusa quando sbaglia o non presta ascolto quando qualcuno parla, i nostri figli non apprenderanno mai davvero l’insegnamento.

Proprio per questo diventare genitori può essere una grande occasione per migliorare tutte quelle piccole cattive abitudini che magari si portano avanti senza troppa attenzione. Ti invito quindi a fare attenzione e inserire nella tua vita delle abitudini positive che possano essere d’esempio per i tuoi figli. Te ne propongo tre (più una) che sarai felice di mettere in pratica e trasmettere attraverso l’esempio:

  1. Riconosci l’errore. Di fronte ai propri figli si cerca sempre la via dell’onnipotenza, si cerca di mostrare di sapere tutto e far tutto bene, sempre. Questo può trasmettere ai bambini l’idea che la perfezione sia uno standard da raggiungere. Puoi immaginare con quali risultati nella loro vita. Impara tu per primo ad ammettere errori e sbagli. A trarre delle lezioni e mostrare che non è stato inutile sbagliare: quando perdi, non perdere la lezione. E non temere, ai tuoi figli non importa la tua perfezione, ti vorranno bene comunque.
  2. Per mostrare ascolto impara a cogliere le parole chiave del discorso con i tuoi figli, il tono e la mimica. In PNL la chiamiamo calibrazione ed è utilissima per sviluppare un ascolto attivo e completo che tiene conto non solo delle parole, ma anche di tutti gli altri elementi che compongono la comunicazione. Quando gli parli poi, dopo aver ascoltato, utilizza le loro parole. Non aver paura a cambiare qualche termine ma cerca di trasmettergli chiaramente che hai ascoltato e hai compreso il messaggio.
  3. Mostra fiducia. Per fare in modo che sviluppino fiducia e autostima mostra tu per primo fiducia, in te e nei tuoi figli. Sono certo che la tua fiducia nei tuoi figli e nei loro mezzi sia scontata: è proprio per questo che ogni tanto è importante ribadirla, tanto con i gesti quanto a parole. Lo stesso vale per te, quando prendi una decisione mostra la fiducia nei tuoi mezzi e porta fino in fondo ciò che hai deciso.

Infine ricordati di mostrare sempre il tuo amore. Fallo in famiglia con il tuo partner e direttamente con i tuoi figli. Mostra affetto con le persone che frequenti e non aver paura a mostrare i tuoi sentimenti con gli altri di fronte ai tuoi figli. Ricordati anche di dir loro che gli vuoi bene, ogni volta che puoi. In questo caso non è solo una questione di parole, si tratta di dare l’esempio a esprimere i propri sentimenti a voce alta, con coraggio, con orgoglio.

Il gioco del carisma

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Una delle principali funzioni della Programmazione Neuro-Linguistica è il modellamento dell’eccellenza. Il modeling infatti è il meccanismo elaborato da Richard Bandler e John Grinder per capire e replicare il modo in cui le persone che eccellono in una attività a fare quello che fanno e replicarlo.

Qualche settimana fa, mentre ero in sessione con un cliente, lui mi ha chiesto cosa avrebbe potuto fare per risultare più simpatico e attraente agli occhi dei suoi dipendenti e dei collaboratori della sua azienda. Così mi è venuto in mente di fargli fare un gioco, ispirato al concetto del modeling. Si tratta di estrarre le caratteristiche fondamentali di quello che possiamo chiamare carisma o charme da una o più persone che ammiri e ti ispirano. Qui di seguito ti riporto il risultato del gioco al quale ognuno può ispirarsi per trovare un modo personalizzato per sprigionare il proprio carisma in tre semplici passi (più uno):

1. Offrire il cento per cento dell’attenzione: guardare in giro alla ricerca di qualcuno o qualcosa è una ottima tecnica per apparire indaffarato e ignorare una persona con la quale non si desidera avere una conversazione. Dedicarle il massimo dell’attenzione invece è esattamente ciò che serve per farla sentire al centro del mondo. Le persone carismatiche fanno sentire gli altri al centro del mondo.

2. Ascoltare più che parlare: parlare sopra, interrompere e intervenire in continuazione inserendosi nel discorso degli altri è uno dei comportamenti più fastidiosi che si possano mettere in atto. Ascoltare con attenzione ciò che l’interlocutore ha da dire è segno di grandezza. In molti casi oltretutto è anche utile: ascoltando fino in fondo le persone, spesso, esauriscono la carica che sostiene i loro argomenti e alla fine del discorso sono già soddisfatte per aver espresso la propria idea. Le persone carismatiche ascoltano e lo fanno per capire non per controbattere.

3. Essere gentili, per il gusto di esserlo: riservare una certa durezza, una frase sprezzante o un tono seccato al proprio interlocutore serve a mantenere una certa distanza. Compiere un atto di gentilezza deliberato è utile a rendere speciale la giornata di qualcuno. Le persone carismatiche sono gentili senza aspettarsi nulla in cambio.

Infine, quella che forse è la caratteristica più utile: pensare le parole prima di pronunciarle. Le parole che usi influenzano l’atteggiamento degli altri. Vogliamo tutti essere parte di un gruppo di pari composto da persone felici, entusiaste e soddisfatte. Le parole che usi ogni giorno con gli altri possono aiutarli a sentirsi meglio con sé stessi e anche a farti sentire meglio con te stesso.