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migliora il lavoro Archives - Claudio Belotti

Una cultura aziendale della crescita

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Nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni) parlo della storia d’amore dell’imprenditore con la propria azienda. Parlo di quella persona che inizia l’avventura imprenditoriale e oggi dirige l’azienda, la persona insomma che dà visione ed energia. Può essere una donna, un uomo o un gruppo di persone. In altri casi è il figlio, la figlia o il nipote oppure un manager illuminato.
Come imprenditore, investi molta parte di te nell’attività imprenditoriale. Fisicamente, psicologicamente, umanamente: ed è proprio per questo che è importante imparare e crescere continuamente. La tua attività può trarre enormi vantaggi, quindi è importante dedicare tempo a questo tipo di attività nel tuo programma giornaliero.
Inoltre, le organizzazioni che privilegiano l’apprendimento e lo sviluppo vedono grandi miglioramenti nella capacità di attrazione dei talenti, nel coinvolgimento dei dipendenti, nel posizionamento di mercato e nella percezione del brand dall’esterno.
Ed è proprio per questa ragione che è fondamentale dedicare energie e impegno nella creazione di una cultura aziendale della crescita e della formazione e promuovere attività che stimolino dipendenti e collaboratori. In molti casi l’effetto può essere amplificato dalla pratica di queste attività da parte dell’imprenditore stesso.
Qualche spunto per dare il buon esempio? Eccolo qui:
Sviluppare un hobby: può sembrare banale ma chi ha un hobby al di fuori del lavoro ha più possibilità di riuscire ad avere un corretto work/life balance e vivere una vita più piena e felice. L’imprenditore può dare il buon esempio e iniziare a cercare di non vivere in azienda h24. C’è tutto un mondo fuori dall’azienda e la passione che si sviluppa fuori può avere riflessi positivi sul lavoro.
Apprendimento continuo: formarsi per non fermarsi. È più che un mantra. È uno stile di vita. Uno dei pochi che garantisca sempre felicità e soddisfazione. Una azienda con una forte vocazione alla crescita e al miglioramento è una azienda capace di far crescere, coltivare e far fiorire i talenti.
Attività fisica: la dimostrazione pratica che una mente sana si trova in un corpo sano. Avere dipendenti non sedentari o meglio ancora in forma, è certamente un grande vantaggio anche in termini di morbilità. La vita si allunga, l’età media si alza. Si starà sempre più a lungo al lavoro. Ed è importante starci bene. In tutti i sensi.
Infine, un consiglio: coltiva i rapporti familiari. Spesso si danno per scontati. La famiglia c’è sempre. Eppure, niente cambia così in fretta come gli affetti. I figli crescono rapidamente e i rapporti se non vengono tenuti vivi si deteriorano rapidamente. Spingere sé stessi a trascorrere più tempo in famiglia e invitare i propri dipendenti a fare lo stesso, può dare la spinta per fare più e meglio, in nome di qualcosa di più grande e importante.

Le 3 caratteristiche fondamentali (più una) che rendono prezioso un dipendente

Le 3 caratteristiche fondamentali (più una) che rendono prezioso un dipendente

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Quali sono le caratteristiche che rendono prezioso un impiegato o un collaboratore? Sicuramente le competenze sono fondamentali. E oltre a quelle cos’altro determina l’alto valore di una persona in un contesto di lavoro? Le abilità personali di un dipendente e tutta una serie di altre soft skill sono cruciali per il successo di una collaborazione a lungo termine.

La maggior parte delle aziende sottovaluta le soft skill o l’impatto che lo sviluppo personale avrà su un’organizzazione. Danno per scontato che le hard skill abbiano più peso e siano sufficienti per far andare avanti l’azienda. Ma tirare a campare non è sufficiente in un mondo che cresce e si muove in continuazione.

Ci sono tre caratteristiche fondamentali (più una) che dovrebbero appartenere alla maggior parte dei dipendenti e quelli che non le possiedono si dovrebbero incentivare a svilupparle:

 

  1. Dimentica la gestione del tempo: non esiste. I dipendenti migliori devono essere dei buoni gestori di sé. Chi gestisce in modo efficace la propria vita, i propri compiti e le proprie priorità, avrà maggiori possibilità di essere più produttivo sul lavoro. Autogestione significa gestione del proprio stato emotivo – fondamentale in PNL – maggior pazienza e capacità di organizzare il lavoro in funzione di priorità e obiettivi.
  2. Sono consapevoli dei propri mezzi. Non trascorrono il tempo in riunioni inutili, telefonate distratte e qualsiasi altra attività che li distragga dal lavoro. Si concentrano sulla propria crescita e puntano al miglioramento continuo perché sanno che attraverso la formazione possono ottenere maggiore soddisfazione personale e professionale.
  3. Incentivare i propri dipendenti a trovare un miglior equilibrio fra il lavoro e la vita privata è un ottimo modo per avere dei dipendenti più felici e quindi più produttivi. Lo smart working infatti non è solo telelavoro è anche e soprattutto un modo diverso di intendere il rapporto di lavoro, sia da parte dei dipendenti sia da parte degli imprenditori. L’obiettivo è il risultato, non le ore lavorate.

Infine l’aspetto più importante: i dipendenti migliori di solito sono quelli che lavorano meno. Mi spiego meglio: i dipendenti più produttivi spesso sono quelli che fanno meno lavori contemporaneamente, meglio ancora che ne fanno uno solo. In molte aziende c’è la tendenza a esaltare il multitasking. Ormai viene evidenziato sempre più spesso nelle ricerche che si occupano di questo argomento che il multitasking non solo non funziona ma spesso è persino dannoso. Meglio meno con più qualità che troppo senza qualità.