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mente Archives - Claudio Belotti

Dormici su

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Dormi che ti passa: e se lo dice l’Università di Berkeley ci si può fidare. Può sembrare banale ma la stanchezza è strettamente correlata all’aumento di stati d’ansia e la mancanza di sonno ne è un potente catalizzatore. E non è una questione di ore dormite ma di qualità del sonno. Ad una migliore qualità del sonno corrisponde un umore migliore e una vita più felice.

Arrivare a sera e giungere al meritato riposo è più semplice quando si trascorre bene anche il resto della giornata. Io credo che tutto inizi dal perché, da uno scopo ben definito che accende una passione. Quando alla mattina ci si sveglia con il desiderio di fare il proprio lavoro, di realizzare il proprio scopo, tutto è più semplice. Parti dallo scopo per individuare gli obiettivi che ti portano vera soddisfazione.

Nello studio realizzato a Berkeley si legge che “i ricercatori hanno scoperto che il tipo di sonno più adatto a calmare e reimpostare il cervello in ansia è il sonno profondo, noto anche come sonno a onde lente con movimento non rapido degli occhi (NREM), uno stato in cui le oscillazioni neurali diventano altamente sincronizzate e diminuiscono sia la frequenza cardiaca e che la pressione sanguigna.”

Per ottenere più facilmente questo stato, i ricercatori offrono 5 consigli utili per una notte di sonno ristoratore:

  • Vai a letto e svegliati alla stessa ora ogni giorno, anche dopo una brutta notte di sonno o nel fine settimana.
  • Mantieni fresca la temperatura della tua camera da letto; circa 18 gradi centigradi sono ottimali per raffreddare il corpo verso il sonno. Indossa dei calzini se hai i piedi freddi.
  • Un’ora prima di andare a dormire, abbassa le luci e spegni tutti gli schermi ei dispositivi elettronici. Le tende oscuranti sono utili.
  • Se non riesci a dormire, alzati dal letto e fai qualcosa di tranquillo e rilassante finché non torna la voglia di dormire. Quindi torna a letto.
  • Evita la caffeina dopo le 13:00 e non andare mai a letto brillo. L’alcol è un sedativo e la sedazione non è il sonno. Blocca anche i sogni del sonno REM, una parte importante del ciclo del sonno.

Infine, il mio consiglio personale: per vivere una vita piena lavora ogni giorno per vivere in funzione della persona che sei, dei tuoi valori e soprattutto del tuo scopo. Tieni un diario della gratitudine da compilare ogni sera e se proprio non ce la fai a tenere un diario scritto sforzati prima di addormentarti di elencare almeno 5 cose (eventi, persone, situazioni) per le quali sei grato nella tua vita.

3 domande per migliorare subito la TUA giornata

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Quasi ogni giorno la vita ci offre mille motivi per essere tristi, incazzati, di cattivo umore. Allo stesso tempo ce ne sono almeno altri mille per sorridere, per essere felice, per amare. Ciascuno di questi motivi ha qualcosa in comune con tutti gli altri: sei tu che lo scegli, sei tu che decidi come sentirti.

Tu sei responsabile per la tua mente, per ciò che pensi e per come ti senti. Pensa bene, agisci di conseguenza. Scegli di dare spazio alle sensazioni positive e se non le senti, cercale, trovale o creale.

La felicità è sempre soggettiva: si può essere poveri e felici o ricchi e tristi (e naturalmente viceversa). Pensaci un attimo: quanto sarebbe bello avere un quantitativo di denaro sufficiente a vivere una vita dignitosa, potersi togliere anche qualche sfizio, avere un tetto sulla testa, una casa dove tornare, del cibo da mangiare…

Molto bello, vero? Se ci pensi, potresti persino essere più ricco di quel che ritieni. E non parlo di soldi. Le tue condizioni di vita sono un sogno per larga parte della popolazione mondiale, le tue aspettative di vita, persino il lavoro che di tanto in tanto ti trovi a mal sopportare. Come dice il grande Richard Bandler “le delusioni richiedono una grande pianificazione”.

Una giornata storta può succedere ma raddrizzarla è più semplice di quel che pensi. Per renderla migliore fin da subito infatti puoi porti 3 domande ogni mattina quando ti svegli:

  1. Per cosa provo gratitudine oggi? Esserti svegliato in un letto, in una casa, magari vicino alle persone che ami, nel modo in cui hai scelto di vivere la tua vita. Avere il tempo e una mente che ragiona per costruire la vita che desideri. Non è importante che tu sappia già per cosa essere grato: inizia a cercare e vedrai che qualcosa ti verrà in mente.
  2. Chi posso ringraziare? Sii gentile con il prossimo e soprattutto con le persone che hai più vicino. Ringrazia le persone con cui lavori, i tuoi collaboratori. Questo è il segreto. Il modo migliore per farlo è non lasciare tempo alla persona per replicare. Ringrazia la persona che hai in mente mentre attraversi l’ufficio, quando esci dall’ascensore o mentre esci dal bar.
  3. A chi posso dedicare attenzione? A volte è sufficiente scambiare quattro chiacchiere con una persona per cambiare completamente la giornata. La tua e la sua. Ricorda: la persona alla quale dedicare attenzione potresti essere anche tu. Impara a riconoscere i tuoi bisogni e a soddisfarli.

Allena la mente alla calma

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Per iniziare a gestire le nostre emozioni dobbiamo inquadrare le nostre esperienze in una luce differente e scegliere di coltivare la positività. Questo ci prepara per dedicare l’attenzione alle cose importanti e aumenta la produttività durante il giorno; il che cambia il modo in cui guardiamo tutto ciò che sperimentiamo: il significato che diamo alla vita è strettamente legato alle emozioni che proviamo. Più queste emozioni sono positive, più lo è la nostra vita. Questo è uno dei segreti della felicità.

E qual è il segreto per sviluppare una visione positiva e coltivare questa positività? Si possono fare diverse azioni: praticare la gratitudine, meditare, cercare un maggior distacco dagli eventi esterni.

La meditazione è sicuramente uno dei metodi più efficaci. Gli studi neurologici dietro la meditazione ci dicono che le pratiche di meditazione e mindfulness incidono sull’ippocampo, sulla corteccia prefrontale e sull’amigdala, che sono le parti del cervello che controllano la nostra memoria, la capacità di apprendere nuove cose, il processo decisionale e la risposta alla paura.

La meditazione allena queste parti del cervello a una maggiore calma e aumenta la nostra capacità di correre rischi e alleviare le nostre reazioni a potenziali fattori di stress, che sono entrambi tratti desiderabili in un imprenditore.

Il segreto è tutto nel trovare il tempo da dedicare in modo costante alla meditazione: questa pratica ha i suoi effetti migliori quando viene ripetuta nel corso del tempo, con continuità. Per farlo bisogno inventare tempo e spazio: ciò che non c’è va creato!

Ti suggerisco alcune idee:

Medita la mattina prima di andare al lavoro: se pensi che la meditazione sia una pratica lunga ed elaborata da fare con l’incenso e i rumori della natura hai una visione molto bella e romantica. Ma poco efficace. La meditazione è una pratica che si può sviluppare anche mentre ci si lavano i denti. Prenditi cinque minuti dopo il suono della sveglia per dedicare tempo alla consapevolezza del respiro.

Medita in pausa pranzo: potresti scoprire persino che la meditazione è meglio del caffè e che la lucidità che riesci ad avere ti porta ad avere una prestazione sul lavoro ben superiore a quella che hai di solito. La meditazione può schiarire la mente meglio di un riposino.

Medita sotto la doccia o quando fai una attività ripetitiva: concentrati sul respiro durante queste attività che hanno necessità di un pensiero vigile. Presta attenzione alla respirazione e concedi pace alla mente quando ne hai bisogno.

La felicità è quel senso di libertà e pace interiore che proviene dal distacco dalle circostanze esterne e dall’attenzione al nostro mondo interiore. Quando impari a gestire in modo consapevole ciò che senti e come reagisci ottieni questa felicità. Pratica la mindfulness e la meditazione come un modo per esplorare le emozioni dentro di te. Diventerai in breve tempo più capace di gestire le difficoltà quotidiane: e questa è una caratteristica chiave della leadership ed è una componente chiave per raggiungere la tua idea di successo.

Focus!

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Il Focus insieme al Linguaggio e alla Fisiologia è uno dei tre elementi in grado di influenzare lo stato emotivo. E lo stato emotivo è quello che determina il significato che dai alla realtà che vivi. Questo conferisce allo stato una importanza davvero chiave per avere una vita felice e ricca di significato. Tutti e tre questi elementi sono sotto il tuo controllo: per questo imparare a gestire in modo adeguato ognuno dei tre può fare la differenza.

Il tuo focus, la tua attenzione cioè determina le esperienze che vivi e le esperienze che vivi determinano la vita che hai. Mi spiego meglio: oggi si parla spesso di deficit di attenzione, di bombardamento mediatico, e molti telefoni di ultima generazione hanno integrato nel loro software una applicazione che monitora il benessere digitale che mostra non solo quanto tempo si trascorre al telefono ma anche e soprattutto quante notifiche si ricevono, quante volte cioè ci siamo distratti da ciò che stiamo facendo per controllare lo smartphone.

Oggi, in un mondo in cui tante esperienze si fondono insieme in un continuum di sensazioni fra il reale e il virtuale – la temperatura della stanza in cui ti trovi e il modo in cui ti fa sentire il messaggio di un collega o di un amico – la possibilità di distrarsi e dirottare l’attenzione verso il superfluo è enorme. Per essere costantemente presenti e gestire meglio lo stress, dobbiamo rafforzare la nostra abilità di gestione del Focus.

La gestione dell’attenzione non è solo un modo di controllare le distrazioni: anche perché se fosse vero che si potessero controllare le distrazioni, basterebbe farlo. Non è così semplice. Bisogna innanzitutto essere presenti al momento, entrare nel flusso dell’azione e massimizzare l’attenzione, in modo da poter liberare la propria ispirazione. Si tratta di agire con intenzione, invece che reagire agli eventi. Ti ho parlato spesso di questa differenza: l’azione fa la differenza.

Allora perché non viviamo solo le esperienze che desideriamo e creiamo la vita come la vogliamo? Viviamo in un mondo con molte più distrazioni di quante ne esistesse negli anni la nostra attenzione è costantemente richiesta da molte fonti. È qui che puoi fare la differenza, attraverso una gestione dell’attenzione mirata. Mettere in pratica la gestione dell’attenzione significa creare opportunità durante la giornata per sostenere le tue priorità.

Ricordati che puoi sempre limitare i fattori esterni: la tecnologia è al tuo servizio, non il contrario! Puoi prendere il controllo e disattivare le notifiche, puoi utilizzare le cuffie, se ascoltare musica ti aiuta a concentrarti ma le distrazioni che provengono dall’esterno sono poca cosa in confronto a quelle interiori anche perché il nostro cervello inventa mille modi per distrarci se non scegliamo come gestire le sue risorse.

Quindi dedica il tuo impegno soprattutto a gestire i fattori interni:

Gestisci i tuoi pensieri. La mente è fatta per divagare, è vero. L’evasione della mente è una delle caratteristiche più belle del nostro cervello. Quando questo vagabondaggio dura troppo, fermala e riportala a casa. Con gentilezza. Fermati e respira. Concentra la mente sul respiro. Quando inspiri e quando espiri. Esercitati a notare quando la tua mente sta deviando nella sua direzione e guida delicatamente la tua attenzione verso il punto in cui vuoi.

Gestisci il tuo comportamento. L’attenzione si esaurisce. Di tanto in tanto hai bisogno di ricaricarla. L’attenzione per fortuna è rinnovabile. Ha bisogno di luce e aria, ha bisogno di cibo sano e luce calda. Quando sei da troppe ore al computer e non riesci più a concentrarti non forzare la tua mente in questo percorso. Lascia andare. Semplicemente. Non forzare. Dalle tempo, l’attenzione torna da sé.

Buone emozioni, buone decisioni

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Il segreto di una buona decisione è racchiuso in una vecchia massima che dice: “non prendere decisioni a lungo termine sulla base di sensazioni del momento”. Ma è proprio così? Per scegliere è fondamentale sapere cosa si vuole e per scoprirlo bisogna avere chiaro in mente quali sono le sensazioni che proviamo rispetto a una determinata scelta.

Puoi scegliere il completo blu o il tailleur nero ma sai bene che quando vuoi dare il meglio di te c’è un vestito particolare, un accessorio, una camicia, un paio di orecchini o di scarpe che quando li indossi nessuno ti può fermare. Quegli oggetti non hanno nessun potere magico se non quello che gli attribuiamo. Eppure, sono in grado di farci sentire diversi.

Scegliamo di indossarli – consapevolmente o meno – sulla base delle sensazioni che ci fanno provare. E spesso, quando non diamo retta a queste sensazioni, finiamo persino con il sentirci a disagio durante la giornata. Figurarsi cosa può succedere quando entrano in gioco emozioni e decisioni più grandi, come la scelta del lavoro o di mettere su famiglia.

Se pensi che questo significhi che per prendere buone decisioni sia sufficiente escludere le emozioni, sei fuori strada. Escludere le emozioni dal processo decisionale è inutile: non siamo robot. Ci sono alcuni comunque alcuni trucchi validi: affidare alcune scelte alla routine. Tanti grandi imprenditori vestono ad esempio ogni giorno nello stesso modo, non solo per una questione di comunicazione, ma proprio per una questione pratica: limitare il numero di piccole decisioni. Come diceva Goethe le grandi cose non dovrebbero essere alla merce’ delle piccole cose.

Un altro stratagemma molto utile quando si affronta un alto numero di decisioni importanti è svegliarsi presto e lavorare sulle attività più complicate prima di essere immersi nel flusso del lavoro consueto e dover prendere una serie di decisioni secondarie e rispondere alle distrazioni abituali (notifiche, telefono, e-mail, chat). Le decisioni meno importanti, se proprio si desidera prenderle comunque, si possono prendere la sera e facilmente ne saremo insoddisfatti.

Se l’obiettivo che hai in mente è quello di prendere sempre la decisione corretta, rischi di rimanere frustrato, deluso o fermo. Già perché pensare di fare sempre la scelta migliore significa porsi dei limiti molto stretti: prendere decisioni sbagliate significa innanzitutto darsi la possibilità di imparare dai propri errori. E dal momento che l’emozione gioca un ruolo decisivo nel processo decisionale, la priorità è quella di stabilire – e aggiornare di tanto in tanto – qual è la tua bussola, i valori che ti guidano nella vita o nel periodo che stai vivendo.

Infine, ricorda: di ogni decisione che prendi hai il 100% della responsabilità. Ciò non toglie che prima di prendere una decisione puoi confrontarti con altre persone, raccogliere informazioni e vagliare altre opzioni. Fallo con una consapevolezza: la responsabilità delle tue decisioni significa anche la felicità dei risultati. Le conseguenze di ciò che scegli devono far felice te e nessun altro. Ascolta le tue emozioni e scegli di essere felice.

Nel dubbio, fai la cosa più difficile: scegli di essere di più

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A volte è solo una questione pratica: salita o discesa? Cibo sano o junk food? Interessarsi o fregarsene? Smartphone o libro? Sono piccole scelte che facciamo tutti i giorni, ogni ora, ogni momento. Quelle scelte plasmano la nostra vita. A volte è un bisogno irrinunciabile quello del comfort, per riposare e recuperare energie. A volte la scelta del comfort, del fare la cosa facile, è solo una scusa.

Quando una scusa viene utilizzata troppe volte succedono due cose: o si finisce col crederla vera o non ci si crede più del tutto. In entrambi i casi ci si allontana da quello che si desidera veramente e si rinuncia alla possibilità di essere felici e soddisfatti. La ragione è semplice: la via più semplice ti porta dove sei già stato, in luoghi che hai visto e rivisto e spesso proprio per questo sono anche luoghi noiosi, monotoni, poco interessanti.

Nel momento in cui invece decidi di crescere e migliorare, scegli di fare la cosa più difficile e hai la possibilità di sperimentare qualcosa di nuovo, di andare oltre i tuoi limiti. Spesso quei limiti sono barriere sottilissime che ti separano da soddisfazioni enormi, da conquiste che sogni fin da quando sei piccolo. Come ti racconto nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” questa felicità è quella che incontri quando vai nella direzione del tuo scopo.

Per scegliere di fare la cosa più difficile il modo migliore è desiderare di essere di più. Quando desideri essere di più, ti viene naturale andare a cercare altre difficoltà, nuove sfide, problemi diversi, migliori. Lo ha spiegato molto bene in un post Richard Branson qualche anno fa:

Ai bambini viene spesso chiesto: “Cosa vuoi fare da grande?”

Il mondo si aspetta grandi aspirazioni: “Voglio fare lo scrittore, il dottore, il primo ministro”. Gli viene detto: vai a scuola, vai al college, trova un lavoro, sposati e poi sarai felice. Ma si tratta solo di fare, non di essere – e mentre ti procurerai momenti di gioia, non ti ricompenserà necessariamente con una felicità duratura.

Fermati e respira. Mantieniti sano. Stai con i tuoi amici e familiari. Sii presente per qualcuno e lascia che qualcuno sia presente per te. Sii audace. Anche solo per un minuto.

Come gestire le tue emozioni durante una conversazione difficile

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Hai presente quelle conversazioni nelle quali si parte da posizioni lontanissime? Quelle conversazioni nelle quali devi affrontare punti che consideri fermi o devi mettere in discussione il tuo punto di vista, il modo in cui sei abituato a fare qualcosa, l’idea che hai ragione o forse anche una decisione che hai preso? Quando si affronta una conversazione come queste, carica di tensione e nervosa, è difficile non farsi coinvolgere emotivamente.

Questo è ciò che Daniel Goleman chiamava “dirottamento emotivo” o “dirottamento dell’amigdala”, quando il tuo corpo si prepara al combattimento, ad affrontare un pericolo e ti mette nelle condizioni migliori per affrontare un animale selvatico, non certo quelle per condurre una discussione a una conclusione che garantisca la massima soddisfazione a tutti e la tua tranquillità. In questi casi è fondamentale mantenere lo stato emotivo più utile e la PNL ci può aiutare in questo.

Vediamo insieme come:

Respira. Questa è la base. Prima di iniziare una conversazione, un incontro, uno speech, una presentazione o qualunque attività ti metta in qualche modo in uno stato emotivo poco utile, lavora sulla tua respirazione. Ci sono molte tecniche che puoi utilizzare, la più semplice è concentrarsi, fare alcuni profondi respiri e poi seguire il normale andamento del respiro. Ripeti mentalmente inspira ed espira, segui il tuo ritmo. Oppure se non hai tempo di farlo prima, quando inizi a notare che ti stai irrigidendo, nota la sensazione dell’aria che entra e esce dai polmoni, il movimento del torace, l’espandersi dei polmoni. Questo ti aiuterà a regolare fisicamente il tuo stato emotivo.

Etichetta le tue emozioni. Presta attenzione a quello che stai provando e dagli un nome. Un nome che ti aiuti a ottenere di più da quella emozione. Come ho detto spesso io credo che la formula della Performance creata dal grande Tim Gallwey possa essere migliorata. La Performance infatti nella sua formula è data dal potenziale meno le interferenze. Nella mia formulazione io credo che le interferenze debbano essere quanto più possibile integrate. Proprio per questa ragione ti dico: integra le emozioni. Se provi ansia, riconosci che sei emozionato. Se provi rabbia, che questa conversazione ti coinvolge. Se hai paura, che ci tieni. Trova le etichette più utili per il momento che vivi.

Guarda con attenzione ciò che provano gli altri. E’ molto probabile che in una discussione carica di tensione tu non sia l’unica persona che si sente a disagio. Osserva con attenzione ciò che prova e come lo esprime. Anche se non sei nella posizione di poter offrire consigli come “respira regolarmente”, che magari potrebbero essere fraintesi e creare una ancor maggiore tensione, potresti lasciare che l’altra persona si sfoghi e lasci uscire attraverso le parole tutta la sua rabbia e frustrazione. Una volta che avrà terminato, sarà più semplice e che a carica emotiva si sarà ridotta sarà più semplice gestire la conversazione.

Infine, un consiglio sempre valido: quando il livello dello scontro si alza in maniera eccessiva, trova il modo di creare delle pause, delle bolle d’aria nelle quali placare il ritmo della conversazione. Potresti bere un sorso d’acqua e offrirlo agli altri. Potresti chiedere un minuto di pausa per andare in bagno. Se sei tu a condurre la riunione, potresti chiedere a una persona di allontanarsi un momento dalla stanza. Quando si crea una situazione di stallo, creare un cambiamento attraverso una azione può cambiare radicalmente la storia di una discussione o di una riunione.

Prevenire i conflitti (è meglio che risolverli)

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La funzione più importante di un programma di posta elettronica non è invia. È “salva in bozza”. Questa è una delle lezioni più importanti che mi abbia mai insegnato uno dei più grandi esperti mondiali di negoziazione: William Ury. Ti ho già raccontato questo aneddoto in un audiolibro di grande successo che si intitola “Impara a risolvere i conflitti” che ti consiglio di ascoltare o riascoltare perché tutti abbiamo bisogno di tanto in tanto di una soluzione efficace per uscire da una impasse personale.

A volte questi conflitti non avvengono di persona e si svolgono sul web o tramite internet e il consiglio di William Ury diventa ancor più prezioso. Il modo migliore per risolvere i conflitti, infatti è prevenirli. La tentazione di fare una mail di fuoco, un post al vetriolo o lasciare un commento puntuto è capitata a tutti. Ci sono persone capaci di farci perdere la pazienza – se conosci la PNL, noi diciamo lo stato – e quando siamo arrabbiati esce tutto il nostro lato oscuro.

“Salva in bozza” ci aiuta a rimettere il lato oscuro a posto, dove serve averlo ben conservato per utilizzarlo nei momenti davvero importanti. Una arrabbiatura momentanea non merita una guerra e il web – in particolare i social network – sono già una valvola di sfogo per tante persone che andare ad aggiungere risentimento o frustrazione non vale proprio la pena. Scrivi pure la tua rabbia, poi salvala. Alzati dal computer, lascia il telefono, fai un giro e schiarisciti la mente. Poi torna e cancella quella bozza.

In ogni caso, il problema con le e-mail come strumento di comunicazione è che troppo spesso andiamo fretta. Tendiamo a scriverne troppe, con poco testo e confuso, dando per scontato che la persona che la riceve abbia tempo e voglia per comprendere quello che gli stiamo comunicando. Per questa ragione è importante prendersi il giusto tempo per rispondere alle mail, o per scrivere quelle davvero importanti e metterci nei panni della persona che la riceve. Domandati sempre prima di inviare se il tuo messaggio è chiaro, se contiene tutte le informazioni necessarie e se il tono che hai utilizzato è adeguato al tipo di rapporto che hai con la persona o le persone che riceveranno il messaggio.

Tempo e denaro devono collaborare per renderci felici

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Il mondo occidentale è impostato in modo tale da rendere l’ossessione per il denaro l’approccio più comune e accettato alla vita adulta. Siamo circondati fin da piccoli da messaggi che ci spingono verso una vita nella quale il denaro è un fine e non un mezzo. E in questa sottilissima differenza si sviluppa spesso tanta sofferenza. Molte persone infatti mettono al primo posto il denaro e vivono una vita talvolta infelice senza sapere neanche la ragione. 

La vita in occidente ha un costo abbastanza alto – il costo delle case, dell’istruzione, dell’assistenza sanitaria – ed è cresciuto insieme ai servizi che è possibile ricevere in ogni ambito. Allo stesso tempo i redditi da lavoro dipendente non sono cresciuti altrettanto, lasciando ampi spazi di crescita per chi sviluppa una mentalità imprenditoriale e allo stesso tempo creando prospettive poco piacevoli per chi non si preoccupa di sviluppare la stessa mentalità. Quindi le preoccupazioni sulle finanze potrebbero sembrare inevitabili. Per questa ragione, per molte persone, più soldi significano meno stress e più gioia.

Ma questa equivalenza è davvero valida? Pensiamo che dovremmo lavorare sodo per essere in grado di comprarci sicurezza e lussi, e che questo ci renderà persone felici. Ma molte ricerche hanno ormai dimostrano con molte certezze che saremmo più felici se avessimo meno soldi ma più tempo. O meglio, se spendessimo i nostri soldi per “acquistare” tempo. Ma anche in questo caso, il tempo come il denaro non è un fine. E’ un mezzo: il tempo e il denaro devono collaborare per acquistare esperienze.

La ricetta della soddisfazione infatti non esclude il denaro e non mette al centro solo il tempo: è l’unione delle due cose che porta il risultato migliore. Un po’ di soldi e un po’ di tempo per vivere la vita che desideri, la vita come TU la vuoi.

Per farlo hai a disposizione diverse opzioni:

  1. Pianifica il tuo tempo libero: non nel senso di programmare attività nel tempo libero ma programmare di avere tempo libero. Se ignori che puoi avere del tempo libero, tendi a escluderlo. E più passa il tempo senza che tu abbia del tempo libero, più ti sembrerà difficile averlo. Trovare il tempo per il tempo libero, è l’unico modo per farlo.

  2. Goditi i piaceri della vita: buoni amici, buon cibo, buon vino. Questi sono i piaceri della vita e anche una piccola ricetta della felicità. Crea queste occasioni, creale spesso. E ti sembrerà che il tempo della tua vita si sia improvvisamente moltiplicato.

  3. Dona il tuo tempo agli altri: può sembrare controintuitivo. In realtà il meccanismo è molto simile a quello precedente. Quando fai qualcosa per le altre persone (e con loro) vedi il tuo tempo moltiplicarsi in tante esperienze rilevanti. Il bello del donare il tempo è che lo fa tornare indietro moltiplicato in preziosi ricordi di vita.

I 3 elementi fondamentali (più uno) di una motivazione ben strutturata

By | In evidenza

Tutti in qualche momento della nostra vita si sono sentiti super motivati a fare qualcosa in modo naturale. E quasi tutti nella routine quotidiana non si pongono il problema della motivazione: fanno quello che devono fare, per lo più senza pensarci. Per questo per alcune persone è così difficile comprendere cos’è davvero la motivazione e cosa vuol dire essere motivati. Se non la si pratica in maniera quotidiana, in modo consapevole, la motivazione sfugge.

La motivazione è un carburante fondamentale per realizzare obiettivi di medio o lungo periodo e più che costruita, va cercata nel rapporto tra chi siamo e cosa vogliamo. La motivazione infatti non si trova per caso ma è un riflesso diretto del tuo scopo e necessita il sostegno dei tuoi valori e delle tue convinzioni. È impossibile ottenere una motivazione profonda se ciò che stai facendo non ti ispira e va contro i tuoi valori e le tue convinzioni. Se vuoi approfondire questo argomento ti invito ad ascoltare uno degli audiolibri più ricchi che abbia mai fatto in termini di tecniche utili, strategie efficaci e consigli pratici: Impara ad essere più motivato in ogni situazione.

In questo post voglio riassumere i tre elementi fondamentali (più uno) di una motivazione ben strutturata:

Corpo: per essere motivati, bisogna sentirsi bene prima di tutto nel fisico. Per fare questo puoi compiere molte azioni che si possono riassumere in un principio generale: prenderti cura di te. Questo significa mangiare in modo sano ed equilibrato, bere la giusta quantità di acqua per il tuo fisico e la tua attività, fare movimento e dormire bene.

Mente: concentrati sulle tue abilita e sviluppale – studia, leggi, esercitati – per diventare la migliore versione di te stesso. Il segreto è tutto qui. La concorrenza è finita: non viviamo più in un mondo che può farsi concorrenza su di un prodotto standard, bisogna avere la capacità di sviluppare il proprio modello, la propria unicità, quella che io chiamo la differenza che fa la differenza.

Spirito: circondati di persone che ti vogliono bene, ti spronano a far meglio e soprattutto ti supportano in quello che fai. E per fare questo, ricorda: tu stesso devi essere il primo. Il primo a volerti bene, il primo a spronarti e il primo a credere in te stesso. Tieni vicino a te chi fa lo stesso e metti alla giusta distanza chi ti prende solo energie: quelle energie sono motivazione che scorre via.

Infine, rispondi a una domanda chiave: che immagine hai di te? La domanda può essere estesa a tutto ciò che direttamente o indirettamente influisce sulle attività nelle quali hai bisogno di sviluppare la motivazione. L’immagine che hai di te è influenzata da ciò che pensano i tuoi clienti? Se è così ricorda che i clienti condividono più facilmente una lamentela che un complimento. Parla con i tuoi clienti soddisfatti per rafforzare i tuoi punti di forza. Potresti scoprire che ne hai più di quello che pensi!