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meditazione Archives - Claudio Belotti

Allena la mente alla calma

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Per iniziare a gestire le nostre emozioni dobbiamo inquadrare le nostre esperienze in una luce differente e scegliere di coltivare la positività. Questo ci prepara per dedicare l’attenzione alle cose importanti e aumenta la produttività durante il giorno; il che cambia il modo in cui guardiamo tutto ciò che sperimentiamo: il significato che diamo alla vita è strettamente legato alle emozioni che proviamo. Più queste emozioni sono positive, più lo è la nostra vita. Questo è uno dei segreti della felicità.

E qual è il segreto per sviluppare una visione positiva e coltivare questa positività? Si possono fare diverse azioni: praticare la gratitudine, meditare, cercare un maggior distacco dagli eventi esterni.

La meditazione è sicuramente uno dei metodi più efficaci. Gli studi neurologici dietro la meditazione ci dicono che le pratiche di meditazione e mindfulness incidono sull’ippocampo, sulla corteccia prefrontale e sull’amigdala, che sono le parti del cervello che controllano la nostra memoria, la capacità di apprendere nuove cose, il processo decisionale e la risposta alla paura.

La meditazione allena queste parti del cervello a una maggiore calma e aumenta la nostra capacità di correre rischi e alleviare le nostre reazioni a potenziali fattori di stress, che sono entrambi tratti desiderabili in un imprenditore.

Il segreto è tutto nel trovare il tempo da dedicare in modo costante alla meditazione: questa pratica ha i suoi effetti migliori quando viene ripetuta nel corso del tempo, con continuità. Per farlo bisogno inventare tempo e spazio: ciò che non c’è va creato!

Ti suggerisco alcune idee:

Medita la mattina prima di andare al lavoro: se pensi che la meditazione sia una pratica lunga ed elaborata da fare con l’incenso e i rumori della natura hai una visione molto bella e romantica. Ma poco efficace. La meditazione è una pratica che si può sviluppare anche mentre ci si lavano i denti. Prenditi cinque minuti dopo il suono della sveglia per dedicare tempo alla consapevolezza del respiro.

Medita in pausa pranzo: potresti scoprire persino che la meditazione è meglio del caffè e che la lucidità che riesci ad avere ti porta ad avere una prestazione sul lavoro ben superiore a quella che hai di solito. La meditazione può schiarire la mente meglio di un riposino.

Medita sotto la doccia o quando fai una attività ripetitiva: concentrati sul respiro durante queste attività che hanno necessità di un pensiero vigile. Presta attenzione alla respirazione e concedi pace alla mente quando ne hai bisogno.

La felicità è quel senso di libertà e pace interiore che proviene dal distacco dalle circostanze esterne e dall’attenzione al nostro mondo interiore. Quando impari a gestire in modo consapevole ciò che senti e come reagisci ottieni questa felicità. Pratica la mindfulness e la meditazione come un modo per esplorare le emozioni dentro di te. Diventerai in breve tempo più capace di gestire le difficoltà quotidiane: e questa è una caratteristica chiave della leadership ed è una componente chiave per raggiungere la tua idea di successo.

Prenditi una pausa di silenzio

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Il nostro corpo prende le informazioni dall’esterno grazie ai sensi e ne diventa consapevole attraverso la mappa che in PNL chiamiamo VAKOG (visual, auditory, kinaesthetic, olfactory and gustatory cioè visiva, uditiva, cinestesica, olfattiva e gustativa). I nostri sensi infatti sono il filtro che utilizza il corpo per raccogliere informazioni sul mondo circostante. La gran parte di queste informazioni non arriva a un livello consapevole – anche se c’è – e una piccola parte viene raccolta e portata all’attenzione della parte cosciente delle mente.

Questo flusso di informazioni arriva in maniera costante. Per questo, proprio come facciamo con il nostro smartphone che ogni tanto dobbiamo spegnerlo perché continui a funzionare bene, anche il nostro corpo ha bisogno di pause dalla raccolta di informazioni. L’esempio più evidente sono le ore di sonno, che nei paesi occidentali sono sempre insufficienti per un reale riposo e recupero, anche rispetto al numero enorme di input ai quali siamo sottoposti durante il giorno.

Proprio per questa ragione può essere di grande aiuto per il buon funzionamento della nostra mente quella di dare un momento di stacco ai nostri sensi di tanto in tanto anche durante il giorno. Recenti studi hanno dimostrato che in particolare prendersi una pausa di silenzio è molto utile al ripristino del corretto funzionamento del sistema nervoso, restituisce energie al corpo e condiziona la mente ad essere più flessibile e reattiva.

Ma cercare il silenzio non significa solo prendersi una pausa dalle distrazioni delle chiacchiere o dal rumore di fondo dell’ufficio. Il vero silenzio, quello che favorisce la chiarezza di pensiero e la creatività, è il silenzio che placa il dialogo interiore prima ancora di quello esterno. È il tipo di silenzio che si può ottenere ad esempio attraverso una meditazione centrata sulla respirazione.

Ci sono molti modi per trovare il silenzio nella propria giornata di lavoro (o in famiglia). Te ne propongo tre:

Trascorri un pomeriggio silenzioso nella natura. E’ il mio preferito. Non è necessario partire per la montagna o andare in gita in collina. Basta trovare uno spazio tranquillo in un parco cittadino magari in un orario in cui il sole e i colori della natura, in particolare il verde delle foglie, contribuiscano a farci rilassare.

Silenzia le notifiche. Non è il massimo del silenzio che si può ottenere, perché certamente può esserci ancora molto rumore in giro – famiglia, conversazioni, rumori del traffico – ma puoi godere dei benefici correlati al riposo di quelle parti della tua mente normalmente associate a quelle attività di lettura, valutazione e risposta a mail, messaggi e notifiche dei social network.

Medita: anche solo una breve pausa durante il giorno, ad occhi chiusi, lontano dal rumore e dallo stress, può essere il modo più semplice per risvegliare creatività e intuizione. Rallenta il respiro, libera il cuore dal peso dei problemi, schiarisci la mente, rilassa i muscoli e libera le energie necessarie a ripartire.

Girare come un Derviscio

By | Extraordinary

Mi sono sempre chiesto come facciano i Dervisci Rotanti a girare su se stessi per così tanto tempo senza perdere l’equilibrio e senza star male. Ma la vera domanda è, come fanno a fermarsi all’improvviso senza nemmeno un tremolio?

Alla seconda domanda non ho trovato risposta. Alla prima forse sì. Beh, più che una risposta un’idea, o più probabilmente, un’illusione di risposta. Per oggi mi basta.

Oggi ho fatto un’esperienza simile. Non oggi mentre tu leggi, ma oggi mentre io scrivo.

Stamattina ho fatto una meditazione ispirata alla filosofia Sufi. Si inizia con dei movimenti ritmati per un po’ e poi giri su te stesso al suono di una musica stupenda. Proprio come i Dervisci.

Una mano alzata al cielo, per me era la sinistra, a “prendere” energia. L’altra verso il basso a “scaricare” a terra. Ti dicono di girare alla velocità che ritieni opportuna. Se ti viene mal di mare, o se perdi l’equilibrio, rallenti o ti fermi mettendoti a gattoni.

“Durerò due o tre minuti”, mi sono detto.

Dopo la prima fase arriva il momento di girare. Se ce la fai per dieci minuti. Si vabbè, se ce la fai. Io inizio…

Mi viene subito da girare velocemente, è la musica che con il suo ritmo ipnotico mi trascina. Mi butto, visto che starò in piedi due minuti, tanto vale che siano intensi!

E invece…

Mi accorgo che se mi focalizzo sulla mia mano, giro senza perdere l’equilibrio. Appena, con la vista periferica o con lo sguardo, vedo quello che mi gira attorno (anche se sono io a girare), perdo l’equilibrio.

Ho capito, il trucco è focalizzarsi sulla mano. Ora che ci penso, ce lo hanno anche detto.

Una piccola forza centrifuga tende ad allontanarmi il palmo che lascio andare… Noto che più si allontana dal mio viso, più è facile rimanere in equilibrio.

Mi perdo nel processo…

Giro per dieci minuti come un cestello della lavatrice quando centrifuga. Sono completamente in trance. Guardo la mia mano ma vedo altro… E’ una bellissima esperienza!

La musica cambia. È ora di rallentare, fermarsi e sdraiarsi a pancia in giù. Loro dicono per connettersi alla terra, forse è solo per non farci cadere, vomitare o chissà cosa.

A pancia in giù sento il mio respiro affannato. Ci ho dato dentro.  Inizio a ridere, non so perché, sarà l’ebbrezza dell’iperventilazione…

Nel frattempo penso. Questa è una metafora per me!

Nella vita bisogna guardare la mano.

Cioè focalizzati sui tuoi obiettivi, su quello che conta per te, invece di lasciarti distrarre da quello che gira intorno. Se guardi fuori ti girerà la testa, cadrai, starai male…

Se allontani la mano, è meglio.

Questo potrebbe voler dire tante cose.

  • che è meglio porre obiettivi lontani, a lungo termine. Obiettivi di strategia direbbero in azienda;
  • oppure che è meglio porre obiettivi che sono al di fuori dal tuo baricentro, che sono fuori dalla tua zona di comfort (così riesci a girare più velocemente divertendoti);
  • forse che devono essere fuori di te. Cioè per qualcosa più grande di te. Fuori da te, dai tuoi interessi, dal tuo ego;
  • o ancora che devi distaccarti dalle cose (in PNL diremmo “prendere distanza”), per esserne meno influenzato e quindi avere più equilibrio…

Non so quale sia il vero significato, forse tutti o forse nessuno, decidi tu.

A me è piaciuto. Mi sono divertito, e ho provato nel corpo qualcosa che nella mente sapevo. Certo, quando la mente e il corpo si uniscono è tutta un’altra cosa.

Per dovere di cronaca, non mi sono fermato all’istante. Non ci ho nemmeno provato. E fortunatamente ci siamo tutti sdraiati sulla pancia. Sarei caduto, “ubriaco” come ero. Mi dicono che è normale per chi prova la prima volta.

Anche in questo caso un po’ come nella vita. Bello, no?

Buona settimana roteante!

Claudio